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Terapia Gerson


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5 risposte a questa discussione

#1 atacry

atacry

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Inviato 13 May 2011 - 05:16 AM

Da oltre 60 anni la Terapia Gerson `
e applicata con successo in tutto il mondo e rappresenta ormai una delle principali terapie alternative per la cura del cancro. Essa e di gran
`lunga superiore ai trattamenti chemioterapici e permette di curare 1500 malattie tra cui cancro,
epatite, artrite, malattie cardiache, enfisema, emicranie, lupus, obesit`
a, allergie e molte altre patologie considerate pressoch´
e “incurabili” dalla medicina ufficiale.
Il dott. Gerson fu boicottato sin dall’inizio nella sua ricerca dalle case farmaceutiche e il suo metodo, poco costoso e autogestibile e quindi poco auspicabile dal loro punto di vista, non ha mai potuto avere la diffusione e la popolarit`a di cui dovrebbe invece godere.
Un’incredibile terapia nutrizionale che ha salvato la vita di migliaia di persone sfruttando le propriet`a terapeutiche degli alimenti vegetali.
Un sistema di cura semplice, naturale. . .
avvalorato da una bibliografia scientifica
di indubbio spessore
e autorevolezza nonche´
da numerose testimonianze. . .

“ `
E’ il mio regalo perl ' ingresso nell’Era dell’Acquario

Prefazione
≪Il dott. Max Gerson consacr`
o la sua vita allo studio di questa piaga che `
e il cancro e noi tutti dovremmo essergli
grati per il lavoro da lui svolto≫.
Onorevole Claude Pepper, membro del Senato degli Stati Uniti per lo Stato della Florida.
Con questo libro si offre al lettore un metodo sperimentato per far regredire la maggior parte delle patologie, sia allo stadio acuto che cronico, quando l’insorgenza `e dovuta al malfunzionamento del sistema immunitario o di organi vitali. Tuttavia, il lettore deve essere consapevole del fatto che seguire il programma Gerson richiede impegno e disciplina ferrea, ma questa terapia `
e in grado di salvare la vita di malati terminali. La dieta prevista richiede molto impegno e non `e facilmente accettabile da amici e conoscenti che non condividono i principi della medicina olistica o metodi di cura non convenzionali.
La Terapia Gerson `e un trattamento moderno, naturale e biologico che pu`o essere seguito a casa oppure in un centro specializzato e che sfrutta i meccanismi di autoguarigione dell’organismo per eliminare le malattie debilitanti. Fu il dottor Max Gerson (1881-1959) a introdurre per la prima volta questa terapia nei paesi occidentali industrializzati, ma il suo programma nutrizionale rivoluzionario era talmente avanzato che all’epoca della sua elaborazione non si disponeva di sufficienti conoscenze scientifiche per spiegare come riuscisse a stimolare la remissione di malattie virali croniche. Poich´e la Terapia Gerson si dimostr`o veramente efficace nella cura di malattie come tubercolosi allo stadio avanzato, diabete, emicranie, malattie cardiache, tumori, artriti, malattie della pelle e molti altri disturbi incurabili, da tempo viene considerata come uno dei pi`
u importanti strumenti terapeutici di cui dispone la comunit`
a medica.
Deceduto nel 1959, a settantotto anni, il dottor Max Gerson restitu`ı la salute a centinaia di pazienti e continu`o a perfezionare la sua terapia fino all’ultimo. Il suo paziente pi`u famoso fu il medico missionario e filosofo Albert Schweitzer, che guar`ı da una forma di diabete comparso in et`a adulta quando il dottor Schweitzer aveva settantacinque anni.
Dopo aver seguito la Terapia del dottor Gerson per sei settimane il paziente, completamente ristabilito, pot´e ritornare a Lambar´en´e, citt`a del Gabon nell’Africa sub-sahariana. Il dottor Schweitzer, che si prese cura di migliaia di pazienti africani, fu insignito del premio Nobel per la Pace nel 1952 e continu`o a lavorare fino ad oltre novant’anni. Con il diabete definitivamente sconfitto, Albert Schweitzer visse fino a novantatr´e anni.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Il dottor Gerson cur`o con successo anche la moglie del dottor Schweitzer, Helene, affetta da una forma mortale di tubercolosi polmonare e che visse per altri ventotto anni. Infine, Rhena, la figlia del dottor Schweitzer all’et`a di diciannove anni fu curata da una grave malattia della pelle. Lotte Gerson e Rhena Schweitzer furono amiche negli anni dell’adolescenza.
Nell’elogio funebre per il suo amico intimo, il dottor Albert Schweitzer scrisse con rammarico: ≪Reputo il dottor Max Gerson una delle figure pi`
u eminenti della storia della medicina. Molti suoi principi sono stati applicati senza che gli sia stato attribuito alcun merito. Ha avuto la forza di compiere pi`
u di quanto umanamente possibile in condizioni avverse. L’eredit`a conquistare il posto
a che ha lasciato suscita grande attenzione e gli far`che gli spetta. Coloro che sono stati guariti possono testimoniare la veridicit`
a delle sue idee≫.
Al giorno d’oggi, la presentazione pi`u approfondita ed esauriente della Terapia Gerson `o
e rintracciabile in A Cancer Therapy. Results of Fifty Cases che il dottor Gerson pubblic`nel 1958, un anno prima della morte. Da allora vi sono state trentotto ristampe e pi`u di
250.000 copie in inglese distribuite dalla figlia Charlotte e dal Gerson Institute. Inoltre
88.000 copie, tradotte in quattro lingue diverse, sono state distribuite in tutto il mondo. Sostenuta dal Gerson Institute, Charlotte ha proseguito il lavoro del padre, insegnando e diffondendo il suo protocollo terapico per debellare le malattie croniche di qualsiasi natura, in particolare i tumori.
Il libro che vi accingete a leggere amplia e arricchisce la prima edizione del libro del dottor Max Gerson.
`
fronte al Senato degli Stati Uniti

0.1 Il dottor Max Gerson e chiamato a testimoniare di
Per tre giorni, dal 1° al 3 luglio 1946, il Senato degli Stati Uniti raccolse le testimonianze di medici oncologi di fama nazionale in relazione alla legge 1875 del senato degli Sta-ti Uniti, conosciuta con il nome di Proposta di legge Pepper-Neely per la lotta contro i tumori. In questo disegno di legge i senatori Pepper e Neely raccomandavano uno stanziamento di 100 milioni di dollari nel bilancio del governo degli Stati Uniti per finanziare le ricerche sul cancro e trovare, una volta per tutte, un modo per curare questa malattia maligna.
A seguito della relazione presentata da un medico e da un avvocato di Washington D.C., consulenti del senatore della Florida Claude Pepper, in cui si diceva che per la prima volta nella storia, un certo dottor Max Gerson disponeva appunto di un trattamento efficace per la cura dei tumori, il senato degli Stati Uniti invit`o il medico a illustrare il suo approccio terapeutico per curare il cancro. Di conseguenza il dott. Gerson si present`o con cinque pazienti guariti dal tumore e sottopose le cartelle cliniche di altri cinque pazienti alla sottocommissione Pepper Neely della Commissione per le relazioni con l’estero del Senato del settantacinquesimo Congresso.
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. . . come una foglia nel vento. . .
L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
La testimonianza resa dallo specialista e dai suoi pazienti ebbe un impatto tale da spingere il senatore Pepper a indire una conferenza stampa per informare i mezzi di comunicazione dei risultati della Terapia Gerson. Tuttavia, l’azione di lobbismo in favore delle multimiliardarie Pharmaceutical Manufacturers’ Association (PMA) dell’American Medical Association (AMA) e dell’American Cancer Society (ACS), riusc`ı a far passare sotto silenzio la conferenza stampa radunando tutti i giornalisti a un cocktail party che si svolse contemporaneamente alla conferenza e dove sarebbero state servite ricche pietanze e vino e dove alcoolici sarebbero sgorgati a fiumi. L’unico giornalista che prefer`ı assistere alla presentazione del metodo Gerson fu Raymond Gram Swing, giornalista radiofonico per la rete American Broadcasting Corporation. Durante la seconda guerra mondiale, Raymond Swing era stato un famoso corrispondente del calibro di Edward R. Murrow Swing partecip`o alla conferenza stampa del Senato nel corso della quale prese un’infinit`a di appunti che poi utilizz`o per la sua trasmissione pomeridiana East Coast, mandata in onda dalla ABC alle 18:00 di mercoled`ı 3 luglio 1946. Di seguito riportiamo l’intervento di Raymond Gram Swing che venne trasmesso in ogni stato dell’America settentrionale:
≪Spero che il tempo mi dar`
a ragione se questa sera, invece di parlarvi dell’accordo su Trieste concluso dai ministri degli Esteri a Parigi, o della continua crisi dell’OPA a Washington, o perfino del presidente Truman che ha firmato la legge Hobbs contro la malavita organizzata, parler`
o di una straordinaria udienza sul cancro e sulla necessit`
a di indirizzare la ricerca verso nuovi campi tenutasi ieri di fronte alla sottocommissione del Senato a Washington.
[. . . ] Al Congresso `
e stata presentata, con lo stesso fervore che fu manifestato per la discussione a favore dell’energia atomica, una proposta di legge, chiamata Pepper-Neely, che prevede lo stanziamento di cento milioni di dollari per la ricerca sui tumori e affida l’incarico a scienziati con perspicacia e intelligenza tali da poter risolvere il problema.
Questo da solo potrebbe rappresentare un buon argomento per una trasmissione, un esempio di come una grande democrazia pu`Ma
o utilizzare le proprie risorse intellettuali e finanziarie. ieri l’esposizione si `
e rivelata incredibilmente avvincente a seguito di dichiarazioni di portata eccezionale rilasciate in presenza della sottocommissione presieduta dal senatore Pepper, che sovrintendeva l’indagine conoscitiva su questa proposta di legge.
A prestare testimonianza era stato invitato il dott. Max Gerson, scienziato rifugiatosi in Ame-rica e ora residente a New York, Il dottor Gerson fece testimoniare, uno dopo l’altro, cinque suoi pazienti. Erano stati scelti per rappresentare i cinque tipi di tumore pi`
u diffusi e ognuno di loro dimostr`o che pu`
o che il metodo Gerson aveva avuto ci`o essere prudentemente descritto come “effetto favorevole sul decorso della malattia”. E questo `a incredibile, ma lo diventa ancora di
e gi`pi`
u se si considera il fatto che il metodo del dottor Gerson si basa principalmente su una dieta che lui stesso ha perfezionato nell’arco di una vita di ricerche e sperimentazione. Da un punto di vista medico non `
e ammissibile affermare che il dottor Gerson sia riuscito a curare il cancro utilizzando un metodo alimentare perch´
e prima di poter sostenere una tale affermazione devono passare almeno cinque anni senza che il cancro si ripresenti. Con la sua dieta il dottor Gerson ha curato casi di tubercolosi e altre malattie, ma negli Stati Uniti si sta occupando di tumori solo da quattro anni e mezzo [. . . ]. Ciononostante, un metodo in grado di offrire anche solo una possibilit`
a di guarire con successo alcuni dei quattrocentomila casi di tumore registrati nel nostro paese non pu`
o che suscitare grande scalpore, per quanto cautamente possa essere enunciato. Non ci sarebbe bisogno della legge Pepper-Neely per stanziare cento milioni di dollari per la ricerca sul cancro se allo stato attuale le ricerche fossero in grado di far fronte al problema.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
[. . . ] Finora ho cercato di scegliere con attenzione le parole e questo ha in parte minimizzato lo stupore e la gioia che ho provato ieri durante la seduta della commissione Pepper. Una cosa e`parlare di chimica, dieta, vitamine e altri fattori della scienza medica, mentre un’altra e`vedere, come `
e successo ieri durante la seduta, una ragazza di diciassette anni che era stata colpita da un tumore al cervelletto su cui non era stato possibile intervenire chirurgicamente e che l’aveva paralizzata. Ieri l’abbiamo vista camminare, senza sostegno, fino alla sua sedia e l’abbiamo sentita parlare con molta chiarezza del proprio caso e del trattamento seguito. Poi e stato il
`turno di un uomo robusto e forte, un ex sergente dell’esercito. Anche lui era stato colpito da un tumore maligno al cervelletto. Dopo l’intervento avrebbe dovuto sottoporsi a un trattamento drastico con raggi X ma non fu possibile perch´
e i raggi avrebbero provocato danni irreparabili al cervello. Ieri, mentre forniva la sua testimonianza, si poteva vedere che era in piena salute e ovviamente era molto fiero della sua incredibile guarigione.
Infine ha testimoniato una donna che era stata colpita da carcinoma alla mammella che tendeva a formare metastasi. Ieri era in buona salute e le sue parole esprimevano fiducia e sicurezza.
Senza dubbio, pochi casi che attestano un tale miglioramento non possono, da soli, modificare il punto di vista della comunit`
a medica. Ma costituiscono fatti concreti e non casi fortuiti, e come tali devono essere tenuti in considerazione. E ci sono ancora molti, innumerevoli casi che potrebbero essere citati. Dovrebbe essere compito dei ricercatori medici studiare a fondo questi fatti e portare ogni possibile speranza a una conclusione finale [. . . ].
Pertanto i sostenitori della legge Pepper-Neely possono affermare che se non si trova un modo per sconfiggere il cancro, milioni di americani saranno condannati a morire di questa terribile malattia. Cento milioni di dollari sono poco pi`a
u di un pagamento simbolico che l’America dovr`fare per esorcizzare questa ondata di morte. E senza ombra di dubbio l’approccio nutrizionale del dottor Gerson `u promettenti [. . . ].
e uno dei punti di partenza pi`
Il dottor Gerson `
e stato una figura di spicco, anche se controversa, della Germania prehitleriana. Fu ostacolato perch´
e con la sua terapia nutrizionale minava alla base il metodo
`
tradizionale per il trattamento della tubercolosi. E stato assistente del dottor Foerster, famoso neurologo di Breslau, e per anni assistente di Sauerbruch uno dei medici pi`
u eminenti del continente europeo. La dieta Sauerbruch-Gerson per curare la tubercolosi `
e conosciuta dall’ambiente medico europeo e fa parte della letteratura medica approvata. Il dottor Gerson rifer`ı alla commissione Pepper che aveva elaborato la sua teoria nutrizionale mentre cercava di curare se stesso da una forma di emicrania. In seguito cur`
o altre persone fra le quali anche un uomo affetto da tubercolosi cutanea. A Weimer il dottor Gerson fu riconosciuto come una vera autorit`
a nel campo della nutrizione ed `
e a lui che si deve il cambiamento di alimentazione dell’esercito tedesco il quale pass`
o da una dieta a base di cibi in scatola a una a base di alimenti disidratati≫.
0.2 Risposta dell’opinione pubblica alla trasmissione
Raymond Gram Swing continu`o la sua trasmissione radiofonica aggiungendo ulteriori informazioni. Non appena termin`o, il centralino dell’emittente American Broadcasting Corporation di New York cominci`o a lampeggiare come un albero di natale. Giunsero telefonate da ogni parte del paese per avere ulteriori informazioni sulla Terapia Gerson.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Ma all’ascolto c’erano anche rappresentanti di pi`u oscure e influenti potenze commerciali e politiche.
I dirigenti delle societ`
a farmaceutiche produttrici di agenti citotossici per la cura del cancro, soci della PMA, minacciarono l’emittente di annullare tutti i loro contratti pubblicitari per i medicinali da banco, ci`
o che avrebbe comportato per l’emittente ABC una perdita sulle entrate annuali di decine di milioni di dollari. A distanza di due settimane da quella fatidica trasmissione con la quale si metteva al corrente l’opinione pubblica dell’esistenza di una potenziale cura per il cancro, e dopo trent’anni di lavoro dedicati alla stessa emittente, Raymond Gram Swing fu destituito dal suo incarico di giornalista radiofonico per la ABC.
Vi interesser`a sapere cosa ne fu del fascicolo n. 89471 che costituiva la proposta di legge presentata da Pepper e Neely. I lobbisti lavorarono con tale alacrit`
a, sostenuti da quattro senatori anch’essi medici, che la proposta fu bocciata. Ancora oggi il fascicolo n. 89471 giace dimenticato sotto strati di polvere negli archivi del poligrafo del governo degli Stati Uniti.
Dal giorno in cui la proposta Pepper-Neely `e stata archiviata, il numero delle persone affette da cancro `a di ogni possibile previsione. W. Douglas Brodie
e aumentato al di l`M.D., H.M.D., medico oncologo e omeopata di Reno, Nevada, nonch´e specialista di medicina interna, denuncia nel suo libro Cancer and Common Sense1 che l’incidenza dei tumori `e passata da 402.000 casi nel 1946 a 1,9 milioni nel 1996. Si pu`o dedurre che nei cinquant’anni che seguirono l’archiviazione della proposta di legge contro il cancro del senatore Pepper, l’incidenza annuale del cancro fra la popolazione americana `u che
e pi`quadruplicata.
Prospettiva ancora pi`u nefasta `e quella del giornalista medico e scrittore Michael Culbert il quale, con stile icastico, sottolinea che dallo scadere della mezzanotte che ci por-ter`a nel ventunesimo secolo, ogni quarantacinque secondi, un cittadino americano sar`a destinato a morire di cancro, cosicch´e saranno circa 1.900 gli americani che ogni giorno moriranno di tumore.
Gli oncologi consapevoli dell’importanza della nutrizione sostengono che una dieta composta principalmente di frutta e verdura in sostituzione di grassi e proteine animali, unita a un maggiore esercizio fisico, un pi`u stretto controllo del peso corporeo e l’astensione dal fumo di sigarette, `e in grado di ridurre l’incidenza del tumore fino al 40%. Se tutta la popolazione mondiale adottasse questo stile di vita i casi di tumore maligno potrebbero diminuire di 4 milioni all’anno.
I consigli dietetici e i cambiamenti dello stile di vita suggeriti dal dottor Max Gerson pi`u di cinquant’anni fa potrebbero rivelarsi un efficace mezzo di prevenzione contro l’insorgenza dei quattro tipi di tumori maligni pi`u frequenti fra la popolazione americana. Nell’edizione del 30 novembre 1998 rivista Newsweeh ha pubblicato le statistiche seguenti.
1. Si prevede che nel 1999 il tumore alla prostata colpir`a circa 184.500 persone. In base ai dati presenti si stima che a circa il 17% della popolazione maschile americana
1Cancro e buon senso N.d.T.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
sar`a diagnosticato un tumore alla prostata nel corso della vita. Tuttavia, curando l’aspetto nutrizionale della dieta e migliorando lo stile di vita sar`a possibile abbassare questa percentuale al 13,6%.
1.2. Nel 1999 il carcinoma della mammella colpir`a circa 180.300 persone. Si prevede che il 14% delle donne americane nel corso della vita sar`a affetto da carcinoma alla mammella. Tuttavia, curando l’aspetto nutrizionale della dieta e migliorando lo stile di vita, sar`a possibile abbassare questa percentuale al 7%.
2.`
2E stato previsto che nel 1999 il tumore del polmone colpir`a 171.500 persone. Si stima che un po’ pi`u del 7% della popolazione maschile e femminile americana sar`a colpita da tumore del polmone nel corso della vita. Anche in questo caso curando l’aspetto nutrizionale della dieta e migliorando lo stile di vita (soprattutto evitando di inalare ed esporsi al fumo di tabacco) la percentuale scenderebbe drasticamente ad appena lo 0,35%.
3Nel 1999 si registreranno circa 95.600 casi di tumore del colonretto. Si ritiene che a circa il 6% della popolazione americana verr`a diagnosticato un tumore al colon

o al retto nel corso della vita. Tuttavia, curando l’aspetto nutrizionale della dieta e migliorando lo stile di vita sar`a possibile abbassare questa percentuale all’1,5%.
I portavoce della First Circle Medical Inc. di Minneapolis, Minnesota, un’importante azienda che produce strumentazione per ipertermia antitumorale sostengono che ≪nonostante gli incredibili progressi fatti dalla chemioterapia e dalla chirurgia oltre 1.800.000 malati nell’America del Nord, in Europa e in Giappone muoiono ogni anno a causa di tumori del polmone, della prostata, del seno e melanomi maligni≫. Sfogliando le pagine di questo libro vi porrete sicuramente tre domande:
✣ Perch´e pi`u di mezzo secolo fa il senato degli Stati Uniti non approv`o lo stanziamento per la ricerca sul cancro che gli era stato sottoposto?
✣ La prevenzione o la cura per quegli americani che si ammalavano di cancro non era forse abbastanza importante?
✣ Perch´e i senatori non chiesero agli oncologi almeno di testare la Terapia Gerson quando ne ebbero l’opportunit`a?

Per concludere, siete a conoscenza di queste ultime e significative statistiche? Facendo la media fra il numero dei residenti negli Stati Uniti che si ammalarono di cancro nel 1946 e quelli mortiin quell’annosi pu`odedurre che sarebbe stato possibileprevenire l’insorgere della malattia o salvare dalla morte per tumore 39.697.000 persone. L’applicazione della Terapia Gerson avrebbe potuto vincere quella lotta. E pu`o farlo anche adesso.
CHARLOTTE GERSON Bonita, California MORTON WALKER, D.P.M. Stamford, Conneticut
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Introduzione
Il dottor Mitchell Gaynor M.D., primario del reparto di oncologia medica presso lo Strang Cancer Prevention Center della citt`a di New York, al termine del suo tirocinio di specialit`a al Cornell Medical Center, conosceva molte cose sui tumori, eppure afferma che sapeva poco o nulla su dieta e nutrizione e sul loro ruolo nel prevenire e curare le malattie degenerative. Il tumore, un caratteristico ammasso di cellule che si scindono e si moltiplicano in modo disordinato, costituisce l’esempio paradigmatico del processo evolutivo di una malattia degenerativa.
Il dottor Gaynor rimase sbalordito quando, arrivando alla prestigiosa Universit`a Rockefeller nel 1986 grazie a una borsa di studio di post-dottorato in biologia molecolare, incontr`o i nuovi colleghi oncologi pi`u progressisti che, tutti galvanizzati, parlavano delle propriet`
a carcinostatiche dei cavolini di Bruxelles, del cavolfiore, del cavolo e di altre crocifere ricche di una sostanza detta sulforafane. Il sulforafane stimola l’organismo a produrre gli enzimi di fase II che espellono i residui pericolosi dei proto-oncogeni, cio`e di quei precursori cancerogeni in grado di danneggiare il DNA cellulare (vedi Capitolo terzo).
Nel corso del 1986, ricerche di laboratorio consentirono l’individuazione di molte nuove sostanze chimiche presenti negli ortaggi e nella frutta di uso comune. Dagli esperimenti in laboratorio e da quelli su cavie risult`o che questi misteriosi elementi erano incredibilmente efficaci nel bloccare la formazione di tumori maligni e benigni. Le informazioni di cui disponiamo attualmente su questi elementi fitochimici (composti di origine vegetale) aumentano di giorno in giorno. Mano a mano che gli scienziati acquisiscono nuovi dati sulla composizione chimica degli ortaggi e di altri prodotti eduli, aumenta anche la loro speranza di poter contrastare la formazione di neoplasie nell’organismo umano. ≪Abbiamo capito quale sar`
a per noi il futuro≫, afferma il dottor Gaynor, ≪il nostro futuro `e nel cibo≫.
Il dottor Max Gerson, circa sessanta anni fa, sostenne e insegn`o l’importanza di consumare alimenti nutrienti, sani e naturali per rimanere in salute e accelerare il processo di guarigione e oggi, finalmente, abbiamo compreso la giustezza dei suoi insegnamenti. Ed `aa
e vero: migliorando la dieta, l’alimentazione e lo stile di vita in generale si arriver`sconfiggere ogni forma di malattia degenerativa.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
0.3 Il concetto nutrizionale alla base della Terapia Gerson
L’obiettivo del programma terapeutico del dottor Gerson `
e quello di rigenerare un organismo malato e riportarlo allo stato di salute mediante la somministrazione di grandi quantit`a di sostanze nutritive e l’adozione di norme e abitudini diverse. I nutrienti provengono da succhi freschi e da prodotti vegetali biologici, crudi e cotti, consumati in grandi quantit`a.
Poich´e il concetto nutrizionale su cui si basa la teoria del dottor Max Gerson – avvalorato da studi clinici citati nel nostro libro – `
e che la mancanza di ossigeno nel sangue favorisce lo sviluppo di patologie degenerative, il suo programma terapeutico ha come obiettivo quello di aumentare l’ossigenazione dell’apparato circolatorio fino a raddoppiarla.
Inoltre, la Terapia Gerson stimola il metabolismo, l’eliminazione delle tossine e riattiva le funzioni di ricambio del fegato e dei reni che risultano rallentate. Di conseguenza, consumando molti nutrienti di ottima qualit`a, aumentando la quantit`a di ossigeno disponibile, rinvigorendo l’intero organismo grazie a un sistema metabolico perfettamente funzionante e migliorando il processo di detossicazione delle cellule, il paziente riesce ad agire sul proprio sistema immunitario soppresso, su funzioni fisiologiche carenti, su disturbi di dissociazione mentale e disfunzione cerebrale in modo da ripristinare le funzioni omeostatiche dell’organismo.
Il programma curativo del dottor Gerson si `e rivelato un valido aiuto per superare la quasi totalit`a delle malattie. In particolar modo e efficace per i tumori maligni ed e
``di gran lunga superiore ai trattamenti chemioterapici. Analizzando le statistiche, per esempio, la chemioterapia produce in media una remissione totale del 12% dei casi trattati (7% per il tumore del colon e 1% per quello del pancreas), mentre la Terapia Gerson garantisce in media una remissione completa nel 42% dei pazienti sottoposti al trattamento, in maggioranza colpiti da tumori allo stadio terminale. Pi`u efficace di altre terapie, il programma nutrizionale della Terapia Gerson agisce sui malati con maggiore incisivit`a ed `e in grado di fare regredire l’evoluzione della malattia. I risultati sono permanenti e conseguiti con metodi pi`u sicuri rispetto alle terapie attualmente conosciute, compresa la terapia citotossicologica, (chemioterapia) l’immunoterapia, la farmacoterapia, la radioterapia e altre cure normalmente proposte dalla medicina allopatica convenzionale, poich´e l’obiettivo finale della Terapia Gerson `e quello di risanare tutti gli organi fondamentali.
0.4 Programma nutrizionale della Terapia Gerson: breve descrizione
La Terapia Gerson, meglio esemplificata dagli alimenti che la compongono, si basa su
una dieta composta da alimenti poveri di grassi e priva di sale in modo da fornire alle cellule nutrienti di facile assimilazione in grado di rafforzare le naturali difese
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
immunitarie dell’organismo. Per prevenire o neutralizzare gli effetti della maggior parte delle millecinquecento malattie degenerative attualmente conosciute, la Terapia Gerson propone un modo pi`u sano di alimentarsi. Nella societ`a moderna, dove gli alimenti trasformati e inscatolati che spesso contengono sostanze conservanti, additivi, coloranti e talvolta prodotti apertamente cancerogeni, e che arrivano sulla nostra tavola tutti infiocchettati da soffocanti e insistenti messaggi pubblicitari, la Terapia Gerson sembra, senza ombra di dubbio, un programma nutrizionale difficile da seguire. Tuttavia, se veramente si desidera guarire, il programma terapeutico del dottor Gerson garantisce il recupero del benessere fisico e mentale.
Il nucleo della Terapia Gerson `
e costituito da una dieta a base di frutta e verdura fresche, coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica, nonch´e l’assunzione giornaliera di tredici bicchieri di succo fresco, preparati e consumati a intervalli di un’ora. L’abbondante consumo di frutta e verdura fresche e biologiche serve a garantire al paziente l’assunzione di un’alta percentuale di minerali, enzimi, betacarotene, vitamine A e C e altri antiossidanti che bloccano i radicali liberi. Tuttavia, si raccomanda l’uso di alimenti in cui non siano presenti residui di antiparassitari o anticrittogamici. I pazienti che seguono questa dieta consumano elevate quantit`a di fitochimici, presenti spontaneamente nel mondo vegetale, e che ricerche scientifiche hanno dimostrato essere in grado di ostacolare lo sviluppo delle malattie degenerative croniche.
I pazienti che seguono la Terapia Gerson assumono anche integratori come ormoni tiroidei, ioduro di potassio, estratto di fegato, enzimi pancreatici e niacina (acido nicotinico o vitamina B3).
Non `
e permesso consumare carne. Il programma terapeutico del dottor Gerson prevede l’eliminazione delle proteine animali dalla dieta del malato per il periodo iniziale della cura che va da sei a dodici settimane, dopodich´e queste possono essere introdotte in quantit`a minima.
La dieta `e principalmente priva di grassi, tuttavia `e consentito un modesto consumo di yogurt magro naturale, formaggio fresco magro e senza sale (come ricotta magra o quark), fiocchi di latte, e latticello battuto se disponibile (sostituibile con yogurt magro) e anche olio di semi di lino.
Gli studi presentati dalla dottoressa Johanna Budwig Ph.D., del Freudenstadt-Dietersweiler in Germania, e candidata per sette volte al premio Nobel, hanno dimostrato che gli acidi grassi omega-3 presenti nei semi di lino sopprimono le cellule tumorali umane nelle colture di tessuti senza distruggere le cellule sane della coltura stessa.
Prima che la dottoressa Budwig pubblicasse il suo studio pionieristico, il dottor Gerson aveva gi`a messo in pratica le esperienze accumulate sulle qualit`a nutrizionali dei grassi e degli oli durante gli anni di pratica in Germania, in Austria e infine negli Stati Uniti. Oggi, il programma alimentare della Terapia Gerson `e utilizzato dalla American Cancer Society (ACS). Infatti, replica fedelmente la dieta di prevenzione delle malattie propugnata oggi da quella stessa ACS che in passato aveva disapprovato il dottor Gerson e ricusato la sua dieta terapeutica. Infine, sia il National Cancer Institute (NCI)2 sia l’Ame
2Istituto nazionale contro i tumori N.d.T
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
rican Heart Association (AHA)3 raccomandano l’adozione di una versione modificata del programma alimentare del dottor Gerson.
La dieta `
e molto efficace contro le malattie croniche di varia natura, ma soprattutto stimola la remissione dei tumori maligni. Convinto che il cancro fosse una malattia sistemica piuttosto che una malattia localizzata, in contrasto con l’opinione erronea, anche se condivisa dai professionisti del settore negli anni 1930 e 1940, il dottor Gerson pose l’accento sull’importanza di riequilibrare tutte le funzioni organiche del malato. Dai suoi scritti si evince che per lui la terapia avrebbe fatto regredire le condizioni che favoriscono la crescita delle cellule neoplastiche e avrebbe agito positivamente sulla disfunzione cellulare dovuta ad altre patologie.
Con la Terapia Gerson si ottiene la completa remissione di numerose malattie degenerative compreso il cancro. I maggiori risultati si ottengono soprattutto in presenza di linfomi e melanomi mentre nel caso di leucemie e altre discrasie la terapia sembra essere meno efficace pur comportando una riduzione della loro incidenza. Il dottor Gerson afferm`o che il tasso di sopravvivenza dei suoi pazienti oncologici allo stadio terminale (vale a dire pazienti che si ristabilirono e vissero per almeno altri cinque anni) fu del 30%. Nel libro Censored for Curing Cancer: The American Experience of Dottor Max Gerson4 viene riportata un’affermazione dell’allora vice presidente del Gerson Institute in cui questi sottolineava che anche nei malati terminali il tasso di regressione dei tumori era del 42%, come abbiamo affermato in precedenza.
0.5 Disintossicazione
La Terapia Gerson `e pi`u di un programma alimentare, infatti si suddivide in tre componenti principali:
1Come anticipato, comprende un programma nutrizionale per inondare l’organismo di nutrienti benefici di cui sono naturalmente ricchi i prodotti vegetali di migliore qualit`a provenienti da colture biologiche.
2Fornisce all’organismo i mezzi per eliminare i prodotti tossici formatisi durante l’attivit`a metabolica (inibitori enzimatici) che interferiscono con la guarigione e il normale funzionamento del metabolismo.
3Prevede l’integrazione della dieta unicamente con alcuni nutrienti specifici.

Per stimolare la disintossicazione dell’organismo il programma del dottor Gerson include l’uso di enteroclismi a base di caffe`che il paziente si somministra pi`u volte al giorno. Dal punto di vista fisiologico, come approfondiremo in seguito (vedi Capitoli dodicesimo e tredicesimo), `e facile capire perch´e si ricorra a enteroclismi a base di caff`e poich´e secondo le osservazioni del dottor Gerson, i malati affetti da tumore o da altre patologie incurabili del metabolismo, non muoiono tanto per la malattia in s´
e quanto
3Associazione americana per le disfunzioni cardiache N.d.T.
4Censurato per voler curare il cancro: l’esperienza americana del dottor Max Gerson N.d.T.

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a causa dell’incapacit`
a del fegato di eliminare i prodotti tossici rilasciati dalle masse tumorali che si scompongono rapidamente in seguito agli effetti della Terapia Gerson
o dalle reazioni delle cellule precedentemente disfunzionali.
L’assunzione di caffeina per via rettale stimola le funzioni epatiche, aumenta il flusso della bile e favorisce l’apertura delle vie biliari in modo che il fegato possa espellere pi`
u facilmente le scorie derivanti dalla rigenerazione delle funzioni meta-boliche. I clisteri a base di caff`
e sono indicati sia come prevenzione che come cura, inoltre alleviano notevolmente il dolore.
Per stimolare ulteriormente il processo di disintossicazione nonch´e per integrare la dieta, la terapia del dottor Gerson prevede, tutti i giorni o a giorni alterni, l’assunzione di integratori per via orale. In casi specifici, dove i pazienti soffrono di accessi di vomito
o di altri disturbi del tratto superiore dell’apparato digerente, questi integratori possono essere somministrati per via rettale per favorirne un pi`
u rapido assorbimento.
0.6 Dichiarazione del dottor Max Gerson davanti al Senato degli Stati Uniti
Nella prefazione abbiamo riportato la versione originale del testo trasmesso mercoled`ı 3 luglio 1946 da Raymond Gram Swing durante il notiziario dell’emittente American Broadcasting Corporation in cui riferiva della testimonianza rilasciata dal dottor Max Gerson, la mattina di quello stesso giorno, alla sottocommissione Pepper-Neely della Commissione per le relazioni con l’estero del Senato degli Stati Uniti. Il testo che segue riprende i passi pi`u rilevanti della testimonianza rilasciata dal dottor Gerson relativamente al-la descrizione della sua terapia alimentare contro il cancro e le malattie degenerative in generale.
≪Risiedo all’815 di Park Avenue, New York City, dove `
e ubicato anche il mio studio. Sono iscritto all’AMA, alla Medical Society dello Stato di New York e alla Medical Society della Contea di New York.
La terapia alimentare, da anni conosciuta con il nome di “Dieta Gerson”, fu originariamente concepita per curare i forti attacchi di emicrania a cui ero soggetto. In seguito diede ottimi risultati anche su pazienti affetti da disturbi allergici come l’asma e da patologie dell’apparato intestinale, del fegato e del pancreas. In un paziente affetto da lupus vulgaris (tubercolosi cutanea) si registr`
o la remissione della malattia dopo la casuale adozione di questa dieta. Sulla base di questo successo, la terapia alimentare fu adottata per tutte le altre forme di tubercolosi ossea, renale, oculare, polmonare e cos`ı via. Inoltre si registrarono risultati eccellenti nella cura di molte malattie croniche come artriti, cardiopatie, sinusiti croniche, ulcere croniche, compresa la colite, l’ipertensione, la psoriasi, la sclerosi multipla e altre ancora. I risultati pi`
u stupefacenti si ottennero con la guarigione di varie patologie del fegato e della cistifellea che fino a quel momento non avevano risposto a nessun altro rimedio.
L’elevato numero di malattie croniche che risposero positivamente alla terapia alimentare costitu`ı una prova evidente che l’organismo umano aveva in parte perduto la sua resistenza e la sua capacit`u nutrito in modo naturale.
a di autoguarigione, visto che da generazioni non veniva pi`
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Alla base di questo processo di deterioramento c’`
e l’utilizzo dei concimi chimici nella coltivazione della frutta e della verdura oltre che per il foraggio. Di conseguenza, i nutrienti della carne e dei vegetali sottoposti a una sempre pi`
u intensa manipolazione chimica anno dopo anno indirizzano gli organi e le funzioni dell’organismo nella direzione sbagliata.
Un altro problema fondamentale risiede nell’inutilizzo dei rifiuti organici delle citta. `Questo concime naturale, invece di essere restituito al terreno coltivato, viene convogliato nei fiumi dove uccide la vita sottomarina. Si verifica cos`ı un’interruzione nel ciclo della natura e l’umanit`
a intera soffre enormemente per questa profanazione. La vita nelle regioni selvagge e remote dovrebbe servirci da esempio. Tuttavia, potremo riconquistare la nostra capacit`
a di difesa e di autoguarigione se ci riavvicineremo il pi`ı come ci sono state date.
u possibile alle leggi della natura cos`Altamente concentrate per una pi`
u rapida reazione, esse costituiscono le fondamenta della terapia nutrizionale.
Il primo paziente neoplastico (affetto da tumore delle vie biliari) fu curato con successo nel 1928. In seguito in sette casi su dodici si ebbero risultati soddisfacenti e per sette anni successivi questi pazienti non manifestarono nuovi sintomi. L’esperienza mi porta a credere che `
e il fegato a stimolare il processo di guarigione nei pazienti in cui il recupero della salute avviene pi`
u velocemente. Se lo stadio di deterioramento del fegato `a efficace.
e troppo avanzato, la terapia non sar`
Consapevole delle imperfezioni di questa teoria, come di molte altre, cercher`
o tuttavia di illustrare i risultati finali della dieta Gerson. Essi si possono sintetizzare in tre concetti fondamentali:
1Eliminazione delle tossine e delle scorie e restituzione del rimosso gruppo sodico “extracellulare”, collegato a tossine, scorie, edema, infiammazioni lesive dai tessuti, tumori e organi a cui non appartiene, al siero e ai tessuti a cui appartiene – cistifellea e vie biliari, tessuti connettivi, tiroide, stomaco, mucose, tessuto midollare dei reni, tumori eccetera.
1.2. Ripristino del potassio intracellulare legato a vitamine, enzimi, fermenti, zuccheri e cos`ı via nei tessuti e negli organi in cui risiedono normalmente: fegato, muscoli, cuore, cervello, tessuto corticale dei reni, e via discorrendo; in base a questo procedimento, la funzione dello iodio, prima inefficace, `
2.e ripristinata grazie a continue somministrazioni di questo elemento.
2Grazie all’azione dello iodio, vengono riattivati i processi di differenziazione e di ossidazione, rinvigorito il tono muscolare, ristabilita la pressione, e le altre funzioni dove prima invece c’era una crescita progressiva del tessuto tumorale e delle metastasi con indifferenziazione, calo di pressione, ossidazione, calo di resistenza e di capacit`

a di autoguarigione≫.
Nel 1991, a vent’anni di distanza da quel 23 dicembre 1971 quando il presidente Richard M. Nixon annunci`o fiducioso l’inizio di un’altra “guerra al cancro” e promise la scoperta di una cura entro il 1976, anno del Bicentenario, un gruppo di sessanta autorevoli medici e scienziati diedero voce alla loro delusione per i fallimenti della categoria medica e degli oncologi in particolare. Indissero una conferenza stampa e rilasciarono la dichiarazione seguente: ≪Gli specialisti in oncologia confondono di continuo l’opinione pubblica affermando [erroneamente] che stiamo vincendo la guerra contro il cancro [...]. La nostra capacit`
a di curare e guarire la maggior parte delle affezioni tumorali non `Piuttosto, il modo migliore per affrontare il cancro e
e concretamente migliorata≫.`attraverso l’adozione di regole alimentari pi`u sane, l’assunzione di nutrienti, la disintossicazione dell’intero organismo e una terapia nutrizionale d’insieme. Nel prossimo capitolo illustreremo alcuni aspetti della cura delle malattie degenerative.
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Parte I


Come funziona
la Terapia Gerson

15

Capitolo 1

Il potere curativo della nutrizione
Nel 1992, presso il Medical College Fukushima sull’isola di Hokkaido nel Giappone settentrionale, al professore in medicina Yoshihiko Hoshino M.D. fu diagnosticato un cancro al colon. Durante l’intervento chirurgico per asportare il tumore, il chirurgo oncologo scopr`ı che il cancro aveva gi`a formato delle metastasi nel fegato. Nel corso del trattamento post-operatorio al professore Hoshino fu consigliato dal suo amico pi`u caro e compagno di universit`a, quello stesso chirurgo oncologo che lo aveva operato, di sottoporsi a vari cicli di chemioterapia.
Il programma terapeutico del dottor Gerson per fare regredire le malattie croniche degenerative come tumori, diabete, infarti, artriti e altre malattie mortali era gi`a noto e apprezzato nei paesi industrializzati europei e asiatici e il professor Hoshino faceva parte di un gruppo sempre pi`
u numeroso di medici che conosceva il libro di fama ormai consolidata del dottor Max Gerson A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases,e l’efficacia terapeutica della sua cura.
Essendo consapevole della gravit`
a degli effetti collaterali e del tasso di insuccesso incredibilmente elevato nella cura del tumore del colon-retto (il 93% dei malati affetti da tumore del colon-retto muoiono dopo essere stati sottoposti a chemioterapia) e della prognosi ancor pi`u negativa nel caso di formazioni metastatiche al fegato (il tasso di decesso dopo essersi sottoposti a chemioterapia `e del 97%), il professore Hoshino rifiuto`di sottoporsi al trattamento con sostanze citotossiche. Al contrario, dopo aver letto la traduzione in giapponese del libro del dottor Gerson, il dottor Hoshino decise di seguire le indicazioni riportate nel libro e di seguire la Terapia Gerson tramite autotrattamento.
Sono trascorsi ben nove anni da quella diagnosi e oggi sia il suo oncologo che lo stesso dottor Hoshino, possono affermare che il tumore del colon e le metastasi al fegato sono stati curati.
Riportiamo di seguito la lettera che poco tempo fa Charlotte Gerson ricevette dal professor Yoshihiko Hoshino M.D. Ph.D.:
≪Come lei sa nel 1992 mi diagnosticarono la presenza di un tumore al colon accompagnato da delle formazioni metastatiche al fegato e oggi ne sono guarito grazie alla Terapia Gerson. Ho scritto un libro, pubblicato nell’agosto 1998, in cui illustro la Terapia Gerson ai malati giapponesi
16

L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
ed `
e il primo testo sulla Terapia Gerson scritto da un medico e pubblicato in Giappone. il libro ha avuto grande risonanza fra l’opinione pubblica giapponese perch´
e altri dodici pazienti oncologici sono stati curati con la Terapia Gerson. Nel libro non parlo solo della mia guarigione ma ho incluso anche le storie di quei dodici giapponesi che non sono pi`
u affetti da tumore≫.
1.1 Guarire grazie a un programma nutrizionale efficace
Nell’applicazione delle tecniche terapiche, tutti i medici si trovano concordi su una verit`a universale: esiste solo una scienza dell’immunologia umana che possiede le leggi specifiche della biochimica. Ciononostante, nella pratica della medicina prevalgono due fazioni o ordini di norme di comportamento che si trovano agli antipodi e spesso in polemica fra loro, se non addirittura in netto contrasto. La medicina tradizionale, che pone al centro dell’attenzione la malattia, e la medicina olistica, che invece rivolge la propria attenzione al paziente, convergono solo sulle ultime scoperte nel campo della biochimica e dell’immunologia e a mala pena su poco altro.
La pratica medica incentrata sulla malattia concentra i propri sforzi sulla ricerca di formule generiche per trattare categorie o classi di persone che, per alcuni aspetti sintomatici, si assomigliano. Questa classificazione dei malati in gruppi o categorie `
e indispensabile per individuare la cura da adottare. Di frequente si ricorre a esperimenti in cieco-semplice o doppio-cieco per scoprire quale terapia fornisca i risultati migliori. Il medico allopatico (che ricorre all’uso di farmaci) agisce sul problema fisiologico del paziente, qualunque esso sia, utilizzando farmaci e chemioterapici, approvati dalla Food and Drug Administration1, terapie chirurgiche, immunoterapia, radioterapia oppure altri ritrovati della tecnologia moderna. La medicina orientata verso la malattia si fonda su principi terapeutici basati su farmaci che producono fenomeni contrari a quelli che contrastano e quindi alleviano i sintomi della malattia. Il trattamento chemioterapico in presenza di tumore `
e un esempio paradigmatico dell’applicazione di una terapia orientata verso la malattia.
L’approccio della pratica medica incentrata sul paziente ricerca terapie in grado di ottimizzare la salute del paziente in quando individuo unico. Questo tipo di approccio, definito anche “medicina funzionale” dal docente di medicina, professore Jeffrey Bland Ph.D. di Gig Harbor, Washington, esige che le decisioni siano prese in base a giudizi di medici olistici, chiroterapeuti, omeopati, naturopati, agopuntori, infermieri specializzati, specialisti della nutrizione e altri terapeuti. Esso richiede, inoltre, che i pazienti assicurino la propria personale e assidua collaborazione. Spesso il medico dedica la stessa quantit`Anche se il
a di tempo a informare il paziente che a somministrare la cura. paziente non denuncia segni evidenti della malattia ma solo sintomi subclinici, per esempio analisi di laboratorio anormali, la pratica medica orientata verso il paziente si adopera con ogni mezzo per ristabilire tre componenti fisiologiche fondamentali:
1Armonizzare la struttura biochimica della persona.
2Stimolare l’attivit`a del sistema immunitaria soppresso.

1Organismo di controllo degli alimenti e dei farmaci N.d.T.
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3. Correggere il cattivo funzionamento degli organi fondamentali.
Quando si prescrive un rimedio omeopatico si mette in pratica un tipo di terapia orientata verso il paziente.
La Terapia Gerson `e un altro esempio di terapia medica orientata verso il paziente.
Fra le pratiche terapeutiche di autosostegno `
e senza dubbio la migliore, soprattutto perche´e in grado di stimolare la regressione di malattie molto gravi.
`Per la Terapia Gerson la nutrizione rappresenta lo strumento di cui tutti, sani o malati, devono servirsi per conquistare le tre componenti della medicina olistica, biologica e orientata verso il
`
malato. E il rimedio naturopatico pi`u completo nonch´e un potente antidoto contro la vita adulterata e sofisticata che domina la societ`a ipertecnologica del nuovo millennio.
Nelle pagine del presente Capitolo faremo una panoramica sulle principali cause dei tumori maligni e sulle mutazioni patologiche tessutali e cellulari. La descrizione del-le alterazioni della normale fisiologia ci permetter`a di analizzare alcune anomalie delle malattie degenerative.
Fin dalla sua presentazione verso il 1926, non c’`
e stato posto nel mondo della medicina allopatica per la terapia nutrizionale del dottor Max Gerson, a dispetto delle sue notevoli propriet`
a curative. Per esempio, i quattro voti decisivi per sconfiggere il disegno di legge n.1875 sulla lotta ai tumori, proposto nel 1946 dalla sottocommissione Pepper-Neely del Senato degli Stati Uniti, furono espressi da quattro senatori laureati in medicina. In quegli anni, pensare di poter sconfiggere le malattie degenerative grazie all’alimentazione sembrava decisamente troppo semplice, oltre al fatto che la comunita`medica sarebbe stata privata di un notevole potere decisionale. Di conseguenza, quei quattro medici che all’epoca erano senatori degli Stati Uniti bocciarono con il loro voto la proposta di Claude Pepper. I malati di cancro, quindi, in nome di interessi particolaristici furono, allora come adesso, le vittime di un voto miope.
Il dottor Gerson tenne duro e continu`oa strappare alla morte i malatiche si rivolgevano a lui per un consulto. Dalla scomparsa del precursore, avvenuta oltre quaranta anni fa, sua figlia e l’Istituto Gerson continuano l’opera di educazione del pubblico.
1.2 La Terapia Gerson `
e riconosciuta di fatto dal governo degli Stati Uniti
Come anticipato nell’introduzione, il campo pi`u rivoluzionario e promettente della ricerca medica contro le malattie degenerative `
e quello della prevenzione agendo sulla composizione chimica dell’uomo: l’uso di micronutrienti o macronutrienti, fitochimici, nutraceutici e altre sostanze organiche spesso presenti negli alimenti che possono prevenire, arrestare o rallentare l’evoluzione della malattia. Fin dai primi mesi del 1995 il National Cancer Institute si `e impegnato nel campo della ricerca alimentare dando avvio a nuovi studi o approfondendone altri che riguardano enzimi, fibre, grassi, micronutrienti, vitamine e fitochimici.
Completate nel 1999, le quaranta relazioni che riassumevano i risultati di quei qua
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
ranta studi sul cancro e sulla nutrizione avviati nel 1995, furono inviate all’American Association for Cancer Research del governo degli Stati Uniti. Quelle ricerche sono tuttora un’importante fonte di informazione sulle sostanze che devono essere aggiunte o eliminate dall’alimentazione per combattere il cancro. Non c’`e da meravigliarsi se quasi tutti i componenti della Terapia Gerson giocano un ruolo basilare fra questi elementi fitochimici. Con questa adozione, la Terapia Gerson `
e stata riconosciuta a tutti gli effetti
`
come una valida cura contro i tumori e le altre patologie degenerative.E un riconoscimento di fatto da parte del governo degli Stati Uniti che per`o manca di forza legale e di validit`a formale. Eppure, gli elementi costitutivi della Terapia Gerson sono comunemente utilizzati per salvare vite umane. Anzi, sono perfino a fondamento delle raccomandazioni dispensate dall’indotto economico creatosi attorno alla cura del cancro, come l’American Cancer Society, il National Cancer Institute, la Sloan-Kettering Cancer Clinic e molte industrie farmaceutiche che incorporano nella loro struttura aziendale numerosi produttori di nutrienti.
Nella prefazione abbiamo affermato che ogni anno negli Stati Uniti circa 1,9 milioni di persone vengono diagnosticate affette da tumori maligni (escludendo i tumori della pelle e i carcinomi in situ del collo uterino). Abbiamo anche menzionato l’oncologo olistico, internista e medico omeopatico W. Douglas Brodie M.D., H.M.D., di Reno, Nevada, il quale afferma che ogni anno almeno 700.000 americani muoiono di cancro.
Attualmente quasi tutti i professionisti del settore sanitario e la maggior parte dei malati, sanno che l’insorgenza di piu del 70% dei tumori maligni ``
e in qualche modo collegata a quello che mangiamo. Infatti, gli alimenti manipolati sono la causa principale del tumore della mammella e del colon-retto, nonch´
e del tumore ai polmoni nei nonfumatori. Anno dopo anno, un numero sempre pi`u consistente di risultati clinici e scientifici rivelano che il cibo che ingeriamo incide significativamente sulla possibilit`a di sviluppare un tumore e sulla possibilit`a di curarlo non appena si manifestano i sintomi della malattia maligna.
Questo `
e un settore incredibilmente eccitante della ricerca scientifica che solo ora i medici convenzionali hanno cominciato a esplorare a fondo. Eppure, con circa mezzo secolo di anticipo sui tempi, durante un’attivit`o nell’ar
a professionale che si svilupp`co di quarant’anni, dal 1919 a Bielefeld in Germania al 1959 a New York City, un normale medico trov`
o il modo di contrattaccare i tumori e le altre patologie degenerative usando gli alimenti e la scienza della nutrizione. Ma negli Stati Uniti il dottor Max Gerson fu vilipeso, vessato e perseguitato dall’American Medical Association
(AMA) in particolar modo dal redattore del suo periodico, il medico Morris Fishbein M.D., e dalla sua coorte di medici-politici.
Nel 1946, a seguito di una dimostrazione pacifica davanti ad una commissione del Senato degli Stati Uniti che richiam`o l’attenzione dei media nazionali, il dottor Gerson fu attaccato nell’editoriale del Journal of the American Medical Association (JAMA)2. I motivi della polemica sono da rintracciare nella politica sanitaria della nazione e nelle varie scelte finanziarie messe in pratica in quegli anni proprio dal dottor Morris Fishbein, portavoce incontrastato dell’AMA, redattore della rivista JAMA nonch´e medico non praticante.
2Periodico dell’associazione dei medici americani N.d.T.
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Perch´e le associazioni di medicina allopatica hanno impiegato cos`ı tanto tempo prima di comprendere il rapporto fra l’alimentazione e i tumori?
Perch´e medici come il dottor Max Gerson, precursori nel campo dell’oncologia, so-no stati denigrati e stigmatizzati quando hanno utilizzato l’alimentazione come metodo terapeutico?
Al primo di questi importanti quesiti, gli autori di questo libro hanno dato quattro possibili soluzioni:
1Negli Stati Uniti, i progressi nella tecnologia medica mantengono un netto vantaggio a danno di altri metodi terapeutici. In generale ci siamo rivolti alla tecnologia per lottare contro i tumori e le altre patologie. Il consumo di prodotti vegetali, consigliato invece dal dottor Gerson, non richiede nessun tipo di tecnologia.
2Le modalit`

a di esercizio della medicina, non solo in America ma anche in tutto il mondo, sono stabilite e governate dall’industria farmaceutica americana. Se un nuovo principio o metodo terapeutico non `
e brevettabile, e quindi il farmaco sintetizzato non `e tenuto in considerazio
e fonte di profitti, solitamente non `
ne oppure `Nessuna societ`

e contrastato e cestinato. a farmaceutica commerciale sarebbe disposta a investire tempo e denaro per promuoverlo.
1Supponendo che fra il cibo che ingeriamo e l’insorgenza di un tumore o di una qualsiasi altra malattia esista un rapporto di dipendenza, due sono i fattori contro cui bisogna puntare il dito: innanzitutto contro l’industria alimentare che immette sul mercato prodotti artificialmente preparati e scadenti dal punto di vista nutrizionale oppure confezionati in modo innaturale; e poi anche contro noi stessi in quanto fonte dei nostri malesseri. Anche se riconosciamo la gravit`a di tale condanna, la sua veridicit`a non pu`o fare a meno di rattristarci.
2La maggior parte dei medici ha scarse nozioni di scienza della nutrizione e quelli che decidono di ricorrere alla nutrizione come terapia in genere hanno approfondito la materia autonomamente.

Nel mondo della medicina non c’`e mai stato posto per i dottor Gerson di questo mondo, perlomeno fino a questo momento. Al giorno d’oggi la comunit`a medica sta vivendo profondi cambiamenti, non solo dal punto di vista finanziario ma anche da quello nutrizionale. I medici pi`u coscienziosi hanno compreso la necessit`a di ricorrere all’alimentazione in quanto terapia come ultima arma contro tumori, artriti, disturbi cardiocircolatori, diabete, infarti e altre forme invalidanti di malattie degenerative.
Perch´e?
La risposta `e semplice: troppi sono i malati che non migliorano con l’utilizzo delle normali terapie utilizzate dalla medicina e dall’oncologia convenzionali. Poco per volta i medici hanno cominciato ad indagare sulle vere cause delle malattie degenerative come il cancro e sono giunti alla conclusione che per troppo tempo hanno curato i sintomi e non le cause primarie della malattia, che invece restavano oscure.
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1.3 Le formazioni tumorali
L’oncologia (lo studio e l’attuazione delle cure contro i tumori) classifica in cinque grandi gruppi i 150 diversi tipi di formazioni tumorali conosciute. Esse sono identificate in base ai tessuti in cui si verificano queste proliferazioni di cellule in modo incontrollato ed eccessivo. Le classificazioni che riportiamo qui di seguito sono state riprese dal libro An Alternative Medicine Definitive Guide to Cancer3 realizzata dal medico W. John Diamond M.D., direttore del Triad Medical Center di Reno, in Nevada, e dal cardiologo W. Lee Cowden M.D., consulente del Conservative Medicine Institute di Richardson nel Texas, con il sostegno di Burton Golderg editore della Future Medicine Publishing, Inc.
Carcinoma. I carcinomi si formano nelle cellule epiteliali che ricoprono pelle, bocca, naso, gola, bronchi, organi genitourinari e apparato gastrointestinale o negli organi ghiandolari come le mammelle o la tiroide. I tumori solidi che attaccano polmoni, mammelle, prostata, pelle, stomaco e colonretto sono classificati come carcinomi.
Sarcoma. Il sarcoma di sviluppa nelle ossa e nei tessuti connettivi molli e di sostegno che circondano organi e tessuti come le cartilagini, muscoli, tendini, grasso e stromi di polmoni, addome, cuore, sistema nervoso centrale e vasi sanguigni.
Leucemie. Le leucemie si sviluppano nel sangue e nel midollo osseo. Il flusso sanguigno trasporta globuli bianchi anormali, prodotti nei tessuti emo e linfopoietici, che danneggiano la milza e altri tessuti. Non formano tumori solidi ma vengono considerate come discrasie sanguigne (alterazioni).
Linfomi. Si tratta di tumori che attaccano le ghiandole linfatiche. Sono costituiti da globuli bianchi anormali (linfociti) che si raggruppano nel collo, nell’inguine, nelle ascelle, nella milza, nella regione toracica e intestinale dando origine a tumori solidi. I due tipi pi`u frequenti linfomi che colpiscono la popolazione nordamericana sono i linfomi non-Hodgkin e quelli derivanti dalla malattia di Hodgkin.
Mielomi. Si tratta di tumori abbastanza rari che colpiscono a livello delle plasmacellule che producono gli anticorpi oppure delle cellule che producono il sangue (emopoietiche) del midollo osseo.
Le cellule tumorali sono parassitiche e immortali. Non sviluppano funzioni specializzate e all’interno della struttura tumorale si forma una rete di vasi sanguigni che succhia il nutrimento dalle cellule normali fino a raggiungere un livello di proporzioni tali da uccidere l’organismo che la ospita. Le cellule tumorali non presentano un involucro di fibre e quindi possono invadere le normali cellule circostanti. Se non tendono a invadere le altre cellule, le formazioni tumorali sono dette localizzate; se invece il tumore si diffonde ad altre parti del corpo, viene detto metastatico.
3Medicina alternativa: guida completa ai tumori N.d.T.
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1.4 Perch´
e si sviluppano i tumori e le altre forme patologiche degenerative
Nel 1958 il dottor Max Gerson fu il primo medico che fece risalire la causa della formazione di un tumore a fattori concomitanti. Nel corso dei quarantuno anni della sua carriera di medico ne individu`o un numero consistente. Ora, a distanza di altri quarantuno anni, il primo elenco stilato dal dottor Gerson `e aumentato notevolmente. A perdere sono stati i normali cittadini mentre industriali e altri personaggi irrispettosi dell’ambiente hanno continuato a trovare sempre nuovi modi per sopprimere il sistema immunitario della popolazione, inibirne il sistema enzimatico fino a ucciderla con un interminabile elenco di agenti cancerogeni (sono state trovate oltre 52.000 sostanze cancerogene). Attualmente, si contano almeno quarantanove fattori stressanti che contribuiscono al deterioramento fisico, mentale ed emotivo in forma acuta o cronica (vedi tabella 1.1). Sebbene il dottor Gerson individu`o per primo questi fattori, gli oncologi convenzionali continuarono a ignorare le sue intuizioni. Di conseguenza, i malati che si affidarono alle cure di questi specialisti pervicaci e dei loro seguaci hanno pagato il prezzo degli errori commessi dalla comunit`a dei medici oncologi. Dopo essersi messi nelle loro mani, i pazienti sono stati colpiti da numerose invalidit`a per poi soccombere. Il fatto `e che per circa mezzo secolo la medicina allopatica ha cercato di curare i tumori attaccandoli con metodi invasivi senza pensare di correggere quei fattori che in primo luogo ne avevano stimolato la formazione.
1.5 Fattori cancerogeni
Attualmente esistono quarantanove (o pi`u) precursori cancerogeni. Evitando di entrare in contatto con essi significa avere buone probabilit`a che quel tipo di tumore sintomatico non si manifesti. Tuttavia, visto che negli Stati Uniti e in Europa un individuo su tre (percentuale che si sta avvicinando a uno su due) sviluppa una formazione tumorale, c’e`un alto rischio che voi stessi, o una persona a voi cara, possiate essere colpiti da una qualche forma di cancro.
In base alla teoria degli attacchi da parte di pi`u fattori tutti i tumori sono causati da almeno due cambiamenti o “danni” dei geni cellulari. Con il tempo, gli attacchi subiti da pi`upartisiaccumulanoeinteragiscono. Quandosiraggiungeilcosiddettolimitedirottura (la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso) il tumore comincia ad avvertire il malato
`
della propria presenza. E probabile che gli attacchi provengano da uno dei precursori cancerogeni indicati nella tabella.
Tabella 1.1. Fattori generici che contribuiscono all’insorgenza di tumori
Gli autori hanno tratto da documentazione medico-scientifica e ambientale i quarantanove fattori che con la loro azione continua e concomitante favoriscono l’insorgenza di forme
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tumorali che indeboliscono il sistema enzimatico, ormonale, immunologico e in genere i sistemi di difesa del corpo umano:
1Raggi cosmici dell’atmosfera e raggi X.
2Raggi ultravioletti.
3Esposizione continua a campi elettromagnetici.
4Stress geopatico.
5Malesseri causati da persistenza prolungata in locali dotati di aria condizionata.
6Radiazioni ionizzanti.
7Radiazioni da forni a microonde.
8Radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti provenienti da elettrodomestici.
9Linee elettriche aeree dell’alta tensione.
10Radiazioni nucleari.
11Residui di antiparassitari ed erbicidi.
12Tossine industriali.
13Bere o lavarsi con acqua inquinata.
14Bere o lavarsi con acqua trattata con cloro.
15Bere o lavarsi con acqua fluorizzata.
16Fumare sigarette o consumare tabacco.
17Terapie ormonali.
18Uso di immunosoppressori.
19Consumo di alimenti contaminati da radiazioni.
20Ingerire additivi alimentari.
21Intossicazione da mercurio di qualsiasi origine.
22Otturazioni dentarie in amalgama.
23Cure canalari.
24Formazione di cavit`a boccali (spazi lasciati nelle mandibole in seguito a estrazioni mal eseguite).
25Metalli di qualsiasi natura usati nelle cure odontoiatriche.
26Uso costante di sostanze stupefacenti.
27Uso costante di farmaci ricettati.
28Uso costante di farmaci da banco.

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1Campi che interferiscono con il sistema nervoso.
2Carenze alimentari o nutrizionali.
3Consumo di “alimenti vuoti” preparati industrialmente.
4Continuo stress fisico o nervoso.
5Forti emozioni negative e distruttive.
6Funzioni tiroidee rallentate.
7Intossicazione intestinale o indebolimento delle funzioni digestive.
8Parassiti.
9Virus.
10Infezioni batteriche.
11Micosi.
12Blocco delle vie di disintossicazione.
13Patologie dovute a radicali liberi.
14Carenza di ossigeno cellulare.
15Terreno cellulare ostile.
16Oncogeni (geni che trasformano le cellule normali in cellule neoplastiche).
17Predisposizione genetica.
18Miasmi (residui di energia provenienti da malattie precedenti).
19Sostanze irritanti come l’asbesto.
20Consumo di alcoolici.

Determinante sar`a il numero e il tipo di attacchi di fattori cancerogeni, oltre alla frequenza e all’intensit`a. Alcuni di questi fattori sono “iniziatori” mentre altri sono “promotori”.
I precursori cancerogeni (in oncologia spesso definiti come proto-oncogeni) possono fungere da iniziatori o promotori di un tumore. In linea generale i cambiamenti che porta-no allo sviluppo di un tumore avvengono nelle cellule danneggiate del DNA (acido deossiribonucleico) a seguito di un ulteriore e dirompente attacco di fattori proto-oncogeni. Si assiste, quindi, a una proliferazione incontrollata all’interno della cellula danneggiata che, alla fine, dar`a origine a una degenerazione maligna di notevoli proporzioni, caratterizzata da una massa o tumore che tende a invadere altri tessuti.
Nelle prime fasi di sviluppo del tumore, definita iniziazione, il fattore proto-oncogeno `
e in grado di produrre un numero elevato di agenti tossici, conosciuti con il nome di radicali liberi che innescano un processo patologico che danneggia le cellule del DNA quando il fegato mette in atto una reazione enzimatica conosciuta come fase I. Questa reazione
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spinge i proto-oncogeni a trasformarsi in geni apertamente oncogeni. In aggiunta, il fegato produce gli enzimi di fase II per eliminare i residui nocivi prodotti dagli enzimi di fase
I. Il fegato svolge una funzione fondamentale nel processo di crescita progressiva del tumore, dando avvio alla cancerogenesi e simultaneamente neutralizzandola.
Nella fase successiva della formazione del tumore, la promozione, il fegato pu`o non essere in grado di neutralizzare la crescita e quindi una delle cellule danneggiate altera il suo processo di mitosi (divisione cellulare in condizioni di normalit`a) e comincia a dividersi in modo incontrollato. A questo punto entra in funzione il sistema immunitario, il quale riconosce queste cellule come estranee e le distrugge; se non `e in grado di svolgere questo compito, le cellule danneggiate continuano a riprodursi e a dare luogo a una lesione tumorale.
Nel corso della terza fase del processo di formazione del tumore, detta progressione, la neoformazione cerca di procurarsi le sostanze nutritive per sopravvivere. Il tumore comincia a invadere i tessuti circostanti. Ammassi di cellule tumorali tendono a rilasciare fattori di crescita fondamentali, detti angiogenetici, che promuovono lo sviluppo di nuovi vasi capillari.
Tabella 1.2. Patologie curate con successo dalla Terapia Gerson
1Acne
2Epilessia
3Dipendenze
4Fibroidi
5AIDS
6Fibromialgia
7Allergie
8Herpes dell’apparato genitale
9Anemie
10Gotta
11Spondilosi rizomelica
12Malattie cardiovascolari
13Artrite
14Emorroidi
15Asma
16Epatiti
17Tumori e leucemie

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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
1Ipertensione
2Candidosi
3Iperattivit`a
4Intolleranze a prodotti chimici
5Ipoglicemia/iperglicemia
6Sindrome da fatica cronica
7Immunodeficienza
8Stipsi
9Infertilit`a
10Morbo di Crohn
11Parassiti intestinali
12Sindrome di Cushing
13Affezioni renali
14Attacchi di panico/depressione
15Cirrosi epatica
16Diabete
17Malattia di Lyme
18Enfisema
19Lupus eritematoso
20Endometriosi
21Degenerazione maculare
22Emicranie
23Flebiti

4 . Mononucleosi
4 . Sindrome premestruale
4 . Sclerosi multipla

4. Psoriasi
4 . Obesit`a
4 . Herpes zoster
4 . Istoplasmosi oculare

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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
1Colpo apoplettico
2Osteomielite
3Tubercolosi
4Osteoporosi
5Colite ulcerosa

1.6 Terapia alimentare Gerson per cinquantadue affezioni
Modificando l’alimentazione `e possibile prevenire o curare quei fattori elencati nella tabella 1.1 che possono favorire l’insorgenza di tumori o di altre malattie degenerative in forma acuta o cronica. Alcuni alimenti sono in grado di bloccare lo sviluppo dei tumori e altre malattie degenerative oppure provocarne la regressione fisiologica. Ogni elemento nutritivo inserito nella Terapia Gerson svolge un’azione di contrasto verso numerose patologie di natura fisica o nervosa.
A tutt’oggi circa diecimila malati hanno tratto beneficio dal rimedio alimentare Gerson per curare patologie mortali. La Gerson Institute Newsletter, pubblicazione bimensile curata dal Gerson Institute, ha riportato molti di questi casi. Non sono che un esempio delle centinaia di malattie nella cui cura la Terapia Gerson ha dato risultati duraturi.
Nel prossimo Capitolo conoscerete gli anni dell’infanzia e l’iter formativo del dottor Max Gerson in modo da poter comprendere meglio chi era Max Gerson e da dove veniva. Scoprirete che possedeva le conoscenze necessarie per insegnarci la sottile arte di guarire e ritrovare il giusto benessere.
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Capitolo 2 Breve biografia del dottor Max Gerson

Max Gerson
Max Gerson nacque il 18 ottobre 1881 a Wongrowitz in Germania. Era il terzo di nove fratelli, tutti sani, e il secondo figlio maschio. Fin da subito manifest`
o un’intelligenza particolarmente vivace. Per esempio, all’et`a di sei anni e mezzo si chiese che cosa sarebbe successo se avesse cambiato i concimi che la madre utilizzava per nutrire le aiuole del giardino e inizi`o a verificare le sue teorie. I rudimentali esperimenti a cui il bambino sottopose il terreno terminarono con l’inesorabile morte dei fiori della madre e, come si pu`o ben immaginare, gli fu immediatamente proibito di continuare a sfogare la propria curiosit`a sul nutrimento per terriccio.
In occasione dell’esame di maturit`a, il giovane Max Gerson, cos`ı come gli altri studenti del liceo, dovette superare una prova scritta di matematica per ottenere il diploma finale. La prova prevedeva un problema di matematica che lui non ricordava aver mai visto nel corso degli studi. Tuttavia, cominci`o a sviluppare l’equazione e trov`o la soluzione di quel complesso problema. Poich´e il suo insegnante non aveva mai visto prima di allora una soluzione tanto macchinosa, non pot´e giudicarne l’esattezza e quindi, per poter valutare il compito, decise di inviare la prova dello studente a un rinomato professore di matematica dell’Universit`a di Berlino. La risposta conferm`o che Max aveva elaborato una soluzione completamente nuova e originale e che, avendo una mente matematica, il ragazzo avrebbe dovuto proseguire gli studi in quella direzione.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Conseguito il diploma liceale, i genitori e i fratelli di Max si riunirono per discutere del futuro del ragazzo. Visto che in tutta la Germania non c’era un solo professore ebreo di matematica, tutti furono d’accordo che se Max avesse studiato quella materia non sarebbe mai potuto diventare nient’altro che un semplice insegnante di matematica di scuola superiore. Tutti compreso il giovane diplomato concordarono che invece avrebbe studiato medicina.
2.1 L’istruzione di un medico
Durante gli studi di medicina Max Gerson frequent`o le universit`a di Breslau, Wurzburg, Berlino e Friburgo. Nel 1907 termin`o l’internato a Hoechst, Main, e in seguito lavor`o a Berlino come assistente del professore Albert Frankel M.D. Dal 1909 fino allo scoppio della prima guerra mondiale, lavor`o a Berlino all’ospedale Friedrichshain con il professore Kronig e il professore Borottau e per un breve periodo anche alla clinica pediatrica con il professore Minkowsky.
In qualit`a di capitano della divisione medica dell’esercito tedesco per pi`u di cinque anni, il dottor Gerson lavor`o fianco a fianco con l’eminente neurochirurgo Ottfried Foerster. Nel 1928, a dieci anni dall’apertura del proprio studio medico a Bielefeld, avvenuta nel 1919, il dottor Gerson cur`o tre malati affetti da tumore allo stadio terminale. Uno di loro soffriva di un tumore allo stomaco incurabile e impossibile da asportare. Lo stesso ideatore della dieta rimase sorpreso dal miglioramento e dalla guarigione dei tre malati e quindi cominci`
o a informare anche gli altri malati di cancro che aveva a disposizione una cura efficace. Ma rendendosi conto che solo alcuni pazienti affetti da malattie degenerative sarebbero guariti, nei dieci anni successivi il dottor Gerson fu molto attento a scegliere le persone da sottoporre alla Terapia Gerson.
A causa della sua origine ebrea, nel 1933 fu costretto a fuggire per sottrarsi alla prigionia in un campo di concentramento nazista. Il dottor Gerson espatri`o con la sua famiglia a Vienna in Austria, dove complet`o il suo libro sulla tubercolosi. Nel 1938, riusc`ı infine a portare la sua famiglia a New York City. Per poter esercitare la professione di medico, sostenne con successo l’esame di abilitazione nello Stato di New York e apr`ı un’ambulatorio in Park Avenue. Continu`o a elaborare la sua terapia per curare con successo le forme di patologie pi`u gravi, soprattutto il cancro. Il medico cur`o centinaia di pazienti che nonostante si fossero sottoposti a interventi chirurgici e radioterapie (la chemioterapia non era ancora stata inventata) erano destinati a morire. Dopo anni di studio e ricerca, con la Terapia Gerson fu in grado di far migliorare del 50% le condizioni di mala-ti molto gravi anche in casi di tumore allo stadio avanzato. (Dopo che l’oncologia cominci`
o a utilizzare i trattamenti chemioterapici, il tasso di successo del metodo di cura naturale del dottor Gerson in pazienti sottoposti a chemioterapia si ridusse notevolmente).
Nel 1946, il dottor Gerson fu chiamato a testimoniare davanti alla commissione del Senato degli Stati Uniti che stava conducendo un’inchiesta per il disegno di legge, del senatore Claude Pepper, in favore della ricerca e della prevenzione dei tumori. In quella occasione, per la prima volta un medico addusse a prova dell’esattezza delle sue teorie dei
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pazienti guariti da tumore. Ma i lobbisti della American Medical Association, sostenitori della chirurgia, radioterapia e chemioterapia, disponevano di finanziamenti troppo consistenti e provocarono la sconfitta del disegno di legge del Senato per soli quattro voti. Se fosse stato accolto, la Terapia Gerson sarebbe diventata oggetto di pi`a nel 1946 avrebbe contribuito alla maggiore diffusione
u approfondite ricerche e gi`di questa cura contro i tumori.
2.2 Medico, cura te stesso: le prime scoperte di Max Gerson
Mentre era uno studente universitario, Max Gerson fu tormentato da un grave problema di salute: soffriva di attacchi di emicrania incredibilmente forti che continuarono per tutti gli anni dell’universit`a.
Il problema continu`o a peggiorare e, durante il periodo di internato, il dolore era cos`ı lancinante e gli accessi cos`ı frequenti che a volte era costretto a rimanere per tre giorni chiuso in una stanza buia. Durante gli attacchi soffriva di nausea, vomito, disturbi visivi e di un terribile dolore a un lato del cranio che gli procurava la sensazione che la testa gli si spaccasse in due. Chiese consiglio ai suoi professori i quali purtroppo non furono in grado di aiutarlo in nessun modo, anzi gli consigliarono “di imparare a conviverci”. Il giovane medico sapeva di non potere sopportare quel tormento e dovette cos`ı cercare una soluzione da solo.
Max decise di ricercare il rimedio. Lesse un gran numero di libri e di monografie mediche; si consult`o con grandi luminari tuttavia senza trovare uno spiraglio. Alla fine si imbatt´
e in uno studio riportato da un giornale medico italiano che illustrava la storia di una donna che, soffrendo di forti accessi di emicrania era riuscita a trovare sollievo modificando le proprie abitudini alimentari. L’articolo non forniva altri dettagli, ma per il dottor Gerson il principio aveva senso. Gli spasmi acuti con nausea e vomito che lo affliggevano, concluse il giovane Gerson, potevano essere provocati da alimenti che non era in grado di digerire. Ora non gli rimaneva che scoprire quali fossero.
Dapprima pens`o che se i bambini digeriscono il latte vaccino, anche il suo organismo lo avrebbe tollerato senza problemi. Quindi, per dieci giorni consecutivi, la sua dieta fu unicamente a base di latte. Gli accessi di emicrania per`o non lo abbandonarono e non diedero alcun segno di miglioramento. Allora gli venne in mente che in effetti gli animali non ingeriscono mai latte eccetto durante lo svezzamento; inoltre la struttura fisica dell’uomo ``o Max, probabil
e simile a quella degli erbivori. Se questo e vero, pens`mente chi ha problemi di salute dovrebbe nutrirsi unicamente di frutta, verdura e cereali.
Tent`o con una dieta a base di mele – mele crude e cotte, purea di mele, succo di mele, composta di mele – e cominci`u emicranie. Con molta
o a sentirsi meglio, a non avere pi`cautela, uno dopo l’altro, inser`ı nuovamente gli altri alimenti. Quando il suo organismo non accettava un tipo di cibo, nel giro di appena venti minuti tendeva a manifestare una reazione allergica che gli provocava accessi di emicrania.
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2.3 La “dieta contro l’emicrania” del dottor Gerson
Quando il dottor Gerson manifest`o
o reazioni allergiche verso alimenti cotti, non ipotizz`che il colpevole potesse essere il tipo di cottura utilizzato, ma piuttosto il sale che era stato aggiunto. Eliminando il sale dalla sua alimentazione, Max fu in grado di ingerire non solo alimenti cotti ma anche tutte le verdure, patate, cereali e cos`ı via. Decise di chiamare questo nuovo programma alimentare grazie al quale si era liberato dei disturbi dell’emicrania, la sua “dieta contro l’emicrania”. Si fondava sul consumo di frutta e verdura fresche, per la maggior parte crude e sulla totale eliminazione del sale. Gerson stabil`ı che proprio dal sale dipendeva la patologia collegata al regime alimentare.
Quando gli capitarono malati che lamentavano problemi di emicrania, Gerson confessava di aver lui stesso sofferto di accessi di emicrania e di aver messo a punto e provato una dieta priva di sale contro l’emicrania, sebbene secondo i manuali non esisteva una cura per questo disturbo.
Il giovane medico consigliava ai pazienti di provarla e quando i malati che avevano seguito il suo programma dietetico ritornavano per una visita di controllo, immancabilmente ammettevano di non soffrire pi`u di mal di testa a patto di non “imbrogliare” sugli alimenti previsti dal programma dietetico preparato dal medico. Quando introducevano nuovamente il sale nella dieta, il problema si riacutizzava.
2.4 LaTerapiaGersonpu`o guarire la tubercolosi cutanea
Un malato si present`o allo studio del dottor Gerson dopo aver seguitoper qualche tempo la dieta conto l’emicrania e lo inform`o del fatto che anche la tubercolosi cutanea, conosciuta come lupus vulgaris, di cui soffriva era scomparsa proprio come gli accessi di emicrania. Il medico rispose al paziente che il lupus era una malattia “incurabile” e che l’affezione cutanea doveva essere di origine diversa. Il paziente affetto da lupus vulgaris, per`o, era in possesso degli esami batteriologici a conferma di quanto affermava. Cosicch´e, per la prima volta nella storia della medicina, il dottor Gerson vide un caso di tubercolosi cutanea guarito grazie a una terapia medica.
Leggendo le diagnosi del paziente il giovane medico stentava a credere ai propri occhi ma ben presto si convinse che la sua dieta contro l’emicrania era efficace anche per la cura della tubercolosi cutanea. Domand`o al paziente se conosceva altre persone che soffrivano del suo stesso problema. La risposta fu affermativa e successivamente egli mand`o dal dottor Gerson alcune persone conosciute nella clinica dove era stato ricoverato. Alcune settimane pi`u tardi, anche questi nuovi casi di tubercolosi guarirono grazie al programma alimentare contro l’emicrania elaborato dal dottor Gerson.
L’eco dei successi ottenuti dal dottor Gerson con il lupus vulgaris arriv`o all’orecchio del professore Ferdinand Sauerbruch M.D., specialista di tubercolosi polmonare di fama mondiale che esercitava a Monaco di Baviera. Dopo aver discusso a lungo con il dottor Gerson dei principi nutrizionali il prof. Sauerbruch decise di avviare una sperimentazione clinica per testare la Terapia Gerson. Per un determinato periodo di tempo
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il professore fece seguire la Terapia Gerson a 450 malati affetti da tubercolosi cutanea, patologia “inguaribile”. Su un campione di 450 malati, 446 guarirono completamente: un risultato sbalorditivo che colp`ı profondamente il dottor Sauerbruch. L’illustre specialista cita questo studio positivo sulla Terapia Gerson e gli ottimi risultati conseguiti nella sua autobiografia intitolata Master Surgeon1.
Ma il dottor Gerson non si sentiva ancora appagato dai risultati ottenuti. Secondo lui, se l’alimentazione poteva curare il lupus vulgaris, allora forse anche altre forme di tubercolosi, come quella polmonare, ossea o renale potevano essere curate nello stesso modo. Cominci`o quindi a trattare queste patologie e scopr`ı che la terapia alimentare aveva un effetto benefico sui sintomi fino a stimolare la guarigione completa.
Uno dei suoi pazienti affetti da tubercolosi polmonare fu la moglie di Albert Schweitzer, Helena, la quale aveva contratto la malattia da giovane ai tropici e quando il marito la accompagn`o dal dottor Gerson l’infezione era ormai a uno stadio terminale. La moglie del dottor Schweitzer guar`ı completamente dalla malattia e visse fino oltre gli ottant’anni.
Curando i vari casi di emicrania e tubercolosi il dottor Gerson scopr`ı che molti pazienti soffrivano anche di altri problemi di salute: ipertensione, asma, allergie, problemi renali, artriti, infarti secondari, indurimento delle arterie e altri ancora. Con la guarigione scomparivano anche queste affezioni acute o croniche. Indubbiamente la Terapia Gerson agiva in modo da guarire quasi tutte le malattie degenerative.
Il dottor Gerson si rese conto che il suo non era solamente un trattamento rivolto alla malattia ma aiutava il corpo a liberarsi dalle disfunzioni che lo affliggevano. Ovviamente, questo significava che non curava pi`
u solo i sintomi ma arrivava all’origine del problema del malato; stava prendendo una direzione completamente diversa rispetto all’approccio della medicina convenzionale: la soppressione dei sintomi.
2.5 Equilibrio sodio/potassio come terapia metabolica
Studiando i pazienti affetti da tubercolosi, il dottor Gerson cap`ı che uno dei problemi fondamentali della malattia era la perdita di potassio dalle cellule tessutali e la penetrazione di sodio in quest’ultime (fenomeno conosciuto come TDS tissue damage syndrome)2. Nel tentativo di mantenere la sua integrit`
a, la cellula lega il sodio nocivo con l’acqua, dando luogo a un manifestazione chiamata ritenzione di liquidi edematosa.
Sei anni dopo il decesso del dottor Gerson, nel 1965 Dixon e Webb pubblicarono un manuale medico intitolato Enzymes3, in cui apportavano nuove prove a dimostrazione dei problemi causati dall’infiltrazione di sodio. Il manuale confermava le prime scoperte del dottor Gerson. Osservando come il corpo produce enzimi i due autori avevano notato che nella maggior parte dei casi il potassio funge da catalizzatore (sostanza attivante) nella formazione degli enzimi, mentre il sodio in genere si comporta da inibitore o
1Una vita per la chirurgia N.d.T.
2sindrome da danno tessutale N.d.T.
3Enzimi N.d.T.
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sostanza bloccante. Di conseguenza, con l’infiltrazione del sodio nella cellula e quindi nei tessuti, viene inibita la funzione enzimatica e la normale attivit`a dei tessuti viene alterata, o peggio, addirittura bloccata.
Sebbene l’organismo necessiti della presenza di una quantit`a minima di sodio per poter svolgere le proprie funzioni, questa sostanza inorganica `e un minerale extracellulare in quanto deve rimanere al di fuori della cellula. Il potassio `e un minerale intracellulare, ed `
e necessario per il metabolismo all’interno delle cellule. Quando l’equilibrio extracellulare e intracellulare viene alterato, il danno arrecato alle cellule pu`o determinare problemi di salute. In una normale alimentazione vegetariana le sostanze vegetali di qualsiasi natura contengono quantitativi di sodio sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’organismo. Il problema `e che i processi di inscatolamento, imbottigliamento, conservazione, congelamento e altri metodi di lavorazione, nonch´e i normali procedimenti di cottura, esauriscono la percentuale di potassio degli alimenti ai quali viene puntualmente aggiunto del sale (cloruro di sodio). Queste aggiunte sovraccaricano il nostro organismo, che normalmente elimina il sodio in eccesso attraverso i reni e le feci. Ma dopo essere stato soggetto, giorno dopo giorno, a enormi quantitativi di sodio, il nostro organismo arriva a un punto in cui la sua capacit`a di eliminare le scorie in eccesso viene meno. Ne consegue che i sistemi enzimatici, il sistema immunitario e, infine, anche il fegato subiscono gravi danni. Questa situazione di disequilibrio si manifesta prima con sintomi di malessere e quindi con una disfunzione patologica.
Come menzionato, per prima cosa il dottor Gerson elimin`
o il sale (sodio) dalla sua dieta e da quella dei suoi pazienti. Poi a questa dieta vegetariana priva di sale aggiunse un bicchiere di succo di verdura estratto da vegetali biologici e preparato fresco ogni ora, per tredici volte al giorno. Quando il medico analizz`o le urine dei pazienti trov`o che dopo la prima settimana di questa cura avevano gi`
a eliminato da 6 a 8 grammi di sodio al giorno pur seguendo una dieta priva di sodio!
Il programma dietetico privo di sale stimol`
o il riassorbimento del gonfiore (edema) alle caviglie e alle gambe e anche della formazione di liquido addominale (ascite). Per liberarsi da questo eccesso di liquidi opprimente i malati urinavano pi`
u spesso e pi`
u abbondantemente. Per il dottor Gerson, il ripristino dell’equilibrio sodio/potassio divenne uno dei principi cardine della sua terapia metabolica. (Per informazioni pi`u approfondite sull’equilibrio del sodio e del potassio nel corpo umano, vedi il Capitolo decimo sulla dieta priva di sale proposta dal dottor Gerson).
2.6 Fattori di stress esterni e malattia
Il dottor Gerson scopr`ı che molte complicazioni si sviluppano anche a causa di fattori di stress esterni che agiscono sulle difese dell’organismo. Per esempio, gli alimenti coltivati in terreni ricchi di fertilizzanti chimici forniscono solo tre specifici minerali: azoto, fosforo e potassio (i cui simboli sono N , P e K). Ma le piante hanno bisogno di qualcosa come cinquantadue elementi per crescere forti e sane. I fertilizzanti chimici normalmente impiegati per trattare il terreno destinato all’ortofrutticoltura non apportano tutto il nutrimento necessario alle piante coltivate. Anche le persone hanno bisogno di trovare negli
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alimenti questi cinquantadue minerali. Quando i minerali necessari non sono presenti nel terreno, e di conseguenza neppure nel nostro cibo, cominciamo a diventare carenti di nutrienti proprio come le piante.
Inoltre, le piante come le persone, sono soggette a malattie da carenza che ne indeboliscono le difese e possono cos`ı essere attaccate da funghi, malattie virali o da insetti. I contadini sono costretti a trattarle con fungicidi, erbicidi e antiparassitari se non vogliono perdere il loro raccolto. L’agricoltura mondiale produce quindi alimenti carenti e tossici che sono la causa delle deficienze nutrizionali e dell’indebolimento dell’organismo umano che finisce per ammalarsi.
Seguendo questa semplice spiegazione fornitaci dal dottor Gerson, potremo capire in che modo la nostra salute viene insidiata, senza contare che la descrizione dell’azione a cui sono sottoposte piante e suolo non prende in considerazione l’ulteriore danno che ci infliggiamo con sigarette, bevande alcooliche, antibiotici, narcotici, antiparassitari, fungi
`
cidi, erbicidi, farmaci da banco e ricettati, e molto altro ancora (vedi Capitolo primo). E sempre pi`u evidente che per arrestare la malattia e tornare a una condizione di benessere, dobbiamo disintossicare l’organismo e inondarlo di nutrienti vitali, freschi ed energici.
2.7 Enteroclismi a base di caff`e per eliminare le scorie
In seguito il dottor Gerson scopr`ı che l’apparato cellulare e quello tessutale producevano scorie che con gli anni si accumulavano nell’organismo per effetto dell’immissione di aria e acqua inquinate, additivi alimentari, infezioni virali, germi e altri fattori tossici. Per non affaticare il fegato, organo preposto a filtrare ed espellere dall’organismo queste sostanze tossiche, trov`
o un modo per aprire le vie biliari e aiutarlo a espellere le tossine trattenute dal corpo utilizzando i suoi noti enteroclismi a base di caffe. `
Gerson scopr`ı che senza questo metodo di depurazione il fegato non era in grado di far fronte alla quantit`
a di tossine prodotte dalle cellule disfunzionali e quindi l’organismo ne risultava intossicato. Il dottor Gerson osserv`
o che nei pazienti neoplastici all’ultimo stadio il livello di intossicazione era talmente elevato da dover prescrivere quattro enteroclismi a base di caff`
e al giorno. Gli enteroclismi fungevano da principale fonte di disintossicazione (per maggiori dettagli sugli enteroclismi a base di caff`e, vedi il Capitolo dodicesimo).
Da questa pratica i suoi pazienti trassero anche un beneficio aggiuntivo: in breve tempo il dolore cominci`
o a diminuire man mano che il fegato eliminava le tossine cellulari. La dieta della Terapia Gerson, basata su un regime alimentare che prevede l’eliminazione del sale e l’aumento dell’apporto di potassio, centrava un ennesimo obiettivo: il dottor Gerson poteva smettere di prescrivere farmaci antidolorifici seduta stante!
Dopo cinque giorni di trattamento anche i problemi di ipertensione risultavano attenuati permettendo un conseguente abbandono delle relative terapie farmacologiche. Attualmente notiamo che il sistema immunitario dei pazienti riattiva le proprie funzioni e che questo miglioramento in alcuni casi si manifesta con una febbre terapeutica. La febbre pu`o giocare un ruolo importante nella distruzione del tessuto tumorale e non dovrebbe
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essere soppressa a meno che non aumenti in modo eccezionale (per esempio oltre i 40°C).
Avendo riattivato tutti i sistemi immunitari, l’organismo `e nuovamente in grado di distruggere il tessuto tumorale, decomporlo e infine espellerlo. Le neoplasie pi`u aggressive – melanomi, tumori all’ovaio, tumori dei polmoni a cellule piccole, linfomi recidivi –
`
reagiscono pi` E quasi perfino possibile osservarle mentre
u rapidamente delle altre. si sgretolano e scompaiono. Altri tumori, meno aggressivi, crescono pi`u lentamente e reagiscono anche meno rapidamente: gli adenocarcinomi (carcinoma della mammella, tumore della prostata, metastasi ossee ecc.) scompaiono in modo lento ma costante.
Similmente, una dieta priva di grassi e con alto tenore di enzimi, stimola anche la scomparsa dei depositi ateromatosi a carico delle pareti delle arterie, ripulendole
`
e migliorando la circolazione sanguigna e la respirazione. E possibile capire perch´e l’intero organismo riesce a curarsi; che si tratti di malati affetti da artrite, enfisema, colite, sclerosi multipla, ipertensione, cardiopatie, diabete o una qualsiasi delle centinaia di malattie degenerative acute o croniche, seguendo questo procedimento terapeutico essi potranno guarire.
2.8 Succhi di frutta per stimolare l’azione degli enteroclismi
Il dottor Gerson trov`o che il problema principale alla base di tutte le malattie croniche era individuabile in due fattori: carenza e tossicit`a. Quindi se voleva far guarire i propri malati doveva considerare entrambi questi fattori. Gerson riusc`ı a superare i problemi relativi alla carenza somministrando notevoli quantit`a di nutrienti presenti nei succhi di verdura preparati con verdure da coltivazioni biologiche e bevuti ogni ora.
I succhi avevano anche lo scopo di pulire i reni e stimolavano anche i tessuti a espellere le tossine accumulate che entravano in circolo nei vasi sanguigni. Le tossine venivano poi filtrate dal fegato ma l’elevata quantit`a di scorie affaticava il fegato dei malati per la loro alta tossicit`a. Il dottor Gerson si rese conto che se non avesse aiutato l’organismo a eliminare rapidamente queste tossine, il fegato ne sarebbe stato gravemente danneggiato e le tossine in circolo avrebbero potuto causare un coma epatico. Gli enteroclismi a base di caff`
e, somministrati inizialmente a intervalli di quattro ore, hanno lo scopo di alleviare il lavoro del fegato e, nella maggior parte dei casi, di sedare anche il dolore.
Man a mano che le condizioni del malato migliorano, l’organismo riesce a combattere il tessuto tumorale. Le tossine che provengono dal tessuto morto entrano in circolo nel sangue. A questo punto `
e importante aumentare il numero degli enteroclismi a base di caffe. `Spesso ci vogliono da due a tre mesi prima che il numero di enteroclismi a base di caff`
e possa essere limitato a due o tre al giorno. Sono oltre dieci anni che si studiano gli effetti degli enteroclismi a base di caff`e con sempre maggiore interesse. Per esempio, il dottor Peter Lechner M.D. della seconda divisione di chirurgia dell’ospedale Landeskrankenhaus di Graz in Austria, cominci`o a mostrare interesse per la Terapia Gerson prescrivendola a molti dei suoi pazienti ambulatoriali e analizz`o scientificamente in che modo gli enteroclismi a base di caff`e esercitavano la loro azio
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
ne. Nella sua relazione clinica il dottor Lechner riport`o “Gli enteroclismi a base di caffe`hanno un preciso effetto sul colon che `
e osservabile con esame endoscopico. Inoltre, nel 1981 Wattenberg e i suoi collaboratori furono in grado di provare che l’acido palmitico presente nel caff`a dell’enzima glutatione S-transferasi e di altri leganti
e stimola l’attivit``
in proporzioni molto al di sopra della norma. E questo gruppo enzimatico ad essere il principale responsabile dell’unione di radicali liberi elettrofili che saranno poi rilasciati dalla cistifellea”.
Nei pazienti con dipendenze (da nicotina delle sigarette, eroina, morfina, cocaina ecc.) la frequente assunzione di succhi di verdura favorisce il rapido superamento del desiderio della sostanza nociva mentre gli enteroclismi a base di caff`
e favoriscono la scomparsa dei sintomi di astinenza.
La guarigione da una malattia degenerativa pu`o considerarsi completa solo quanto le funzioni epatiche e quelle degli altri organi vitali sono ritornate a svolgere tutte le normali attivit`a. Nella maggior parte dei pazienti questo processo richiede almeno due anni di programma terapeutico completo, compresa l’ingestione giornaliera di tredici bicchieri di succhi freschi, preparati con vegetali biologici, la somministrazione degli enteroclismi a base di caff`
e (il cui numero viene lentamente ridotto) e di integratori di potassio ed enzimi digestivi.
Di recente, la signora M.B., una paziente di Canton in California, ha sofferto di un melanoma con metastasi diffuse, complicato dalla presenza di cataratta a entrambi gli occhi che le impedivano di guardare la televisione o leggere anche con l’uso degli occhiali. Oltre a queste difficolt`a, la paziente soffriva di osteoartrite avanzata “a tutte le articolazioni”, ci disse lei stessa. La donna era obesa, ipertesa e diabetica.
La Terapia Gerson, seguita sotto controllo medico, riusc`ı a salvarle la vita. Quando il melanoma scomparve anche gli altri problemi se ne andarono: pot´e leggere e guardare la televisione, recuper`o le forze e oggi, a ottantaquattro anni “si prende cura” degli altri familiari. Anche l’udito `u
e migliorato al punto che la sua famiglia crede che “senta pi`di quanto dovrebbe”. La signora M.B. non ha nemmeno pi`u bisogno delle iniezioni di insulina per tenere il diabete sotto controllo.
2.9 Supplementi per curare numerose disfunzioni
Il dottor Gerson stimol`o il ripristino delle rallentate funzioni metaboliche dei propri pazienti inserendo nella dieta alcuni enzimi digestivi, supplementi di iodio e ormoni tiroidei per riattivare l’azione del sistema immunitario contro i vari disturbi di salute. Inoltre, considerato il fatto che spesso i suoi pazienti erano gravemente debilitati, aument`o la dose di potassio assunta con la dieta aggiungendo supplementi di questo elemento. Egli aiut`o le funzioni epatiche dei malati con compresse e iniezioni a base di estratto di fegato e stimol`
o la produzione di globuli rossi tramite l’assunzione di vitamina B12.
`
E importante sottolineare che con la completa applicazione della Terapia Gerson si ripristinano tutte le funzioni dell’organismo. Il programma terapeutico del dottor Gerson
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si basa su un approccio metabolico complessivo e non su un singolo rimedio per uno specifico sintomo di una malattia.
Molti pazienti accusano molteplici disturbi di salute collegati a una principale patologia, come il tumore, ma anche diabete, cardiopatie, ipertensione, artrite, ateriosclerosi con crampi agli arti inferiori, degenerazione maculare, cataratta e molti altri. Quando l’organismo comincia effettivamente a guarire, scompaiono tutti quei problemi di varia natura che causano anche un’alterazione psicologica generale e non solo la singola malattia.
Una guarigione completa e totale non interessa solo una parte dell’organismo ma agisce su tutti i disturbi fisici, che migliorano costantemente fino a scomparire per sempre.
Charlotte Gerson cita il caso di un paziente affetto da tumore alla prostata e che oltre a soffrire di coliche renali e ipertensione, aveva tre ernie al disco che gli provocavano forti dolori e atrofia muscolare alla coscia sinistra. Dopo aver seguito la Terapia Gerson per due anni, l’uomo riusc`ı a liberarsi di tutti quei problemi. Il malato non presentava pi`u tracce di tumore alla prostata; non soffriva pi`u di coliche renali; senza prendere farmaci di alcun tipo aveva riportato la pressione sanguigna a livelli normali costanti; il disco intervertebrale si era riformato con il conseguente miglioramento della funzionalit`a dei muscoli della coscia. Per due anni i problemi di salute lo avevano reso incapace di muoversi liberamente ma ora quest’uomo poteva ritornare a una vita normale.
Seguendo la Terapia Gerson elaborata oltre cinquant’anni fa anche oggi `
e possibile recuperare il benessere fisico.
Alla signora G.F. fu detto che aveva le arterie ostruite al 90% e quindi era necessario eseguire immediatamente un intervento chirurgico per applicare un bypass coronarico; in caso contrario non sarebbe sopravvissuta oltre il fine settimana! La signora rifiut`o di sottoporsi all’intervento e decise di intraprendere il viaggio fino alla clinica Gerson a Tijuana in Messico. Le condizioni della malata erano disperate. Aveva bisogno dell’ossigeno durante il sonno e non era in grado di camminare per la stanza senza sostegno. Segu`ı la Terapia Gerson con dedizione sia sotto il controllo del personale ospedaliero che da sola dopo il rientro a casa.
Due anni pi`u tardi, durante una visita di controllo, lo stesso medico riscontr`o che le arterie della signora G.F. erano completamente libere e che la paziente era in grado di svolgere una vita normale. Il medico fin`ı per affermare che si trattava di una specie di miracolo della medicina.
2.10 Perch´
e prima d’ora i medici non sono riusciti a collegare le malattie alla dieta
C’`e voluto troppo tempo prima che la medicina allopatica riconoscesse l’interdipendenza fra dieta e patologie degenerative. Tuttavia, ammettendo che abbiamo perso la guerra contro il cancro come affermato nel 1986 dal dottor John C. Bailar III Ph.D., professore di epidemiologia e biostatistica presso l’Universit`a di McGill di Montr´eal, Canada, oggi i medici e i pazienti hanno cambiato opinione. Finalmente la classe medica ha dovuto
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ammettere che esiste un rapporto molto stretto fra regime alimentare e malattie di ogni tipo.
I professionisti del settore sanitario sono ricorsi alla terapia nutrizionale come ultima speranza contro le patologie degenerative e il cancro in particolare. Le terapie che si basano sulla dieta e la nutrizione sono assolutamente obbligatorie semplicemente perch´
e troppi pazienti non migliorano con l’utilizzo delle normali cure praticate dalla tradizionale medicina allopatica e dall’oncologia, vale a dire la medicina ortodossa `
incentrata sulla malattia. E giunto il momento di riconoscere che la dieta e un potente
`alleato nel processo di guarigione.
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Capitolo 3

Fondamenti biologici della Terapia Gerson
Essendo saldamente basati su principi scientifici della fisiologia e della nutrizione, gli approcci terapeutici contro le neoplasie e le altre patologie degenerative elaborati dal dottor Max Gerson rimangono clinicamente validi oggi come lo erano negli anni in cui furono enunciati. Si `
e portati a pensare che nell’arco di quasi settant’anni ci siano state nuove intuizioni e nuovi protocolli medici e quindi il metodo del dottor Gerson potrebbe essere stato soppiantato da altre terapie. Ma non `e cos`ı.
La Terapia Gerson regola la percentuale di potassio, di sodio (sale), di proteine e di acqua assunta dall’organismo. Nel presente capitolo ci accingiamo a spiegare il concetto biologico (metabolico) della Terapia Gerson, ossia come e perch´e essa riesce a stimolare la guarigione. Indubbiamente c’`
e bisogno di ridurre l’apporto di proteine animali in modo da tenere lontane tutti i tipi di patologie degenerative. Per la remissione delle neoplasie e di altre malattie croniche `
e indispensabile anche assumere integratori di potassio, limitare drasticamente l’uso del sodio e l’introduzione di calorie, ridurre il consumo di proteine e sottoporsi a cure a base di ormone tiroideo.
Come ben sanno tutti coloro che hanno seguito la Terapia Gerson, gli enteroclismi a base di caff`e sono utilizzati come modo per eliminare le tossine in circolo e i metaboliti parziali dilatando le vie biliari e lavando il fegato. Il dottor Gerson era convinto che il fegato fosse l’organo pi`
u importante per mantenere in salute la composizione biochimica dell’organismo e soprattutto per riuscire a sconfiggere le malattie degenerative, in particolare i tumori.
L’iperalimentazione, vale a dire la medicina di questa terapia, comprende principalmente alimenti vegetali come frutta cruda, verdure ben cotte, insalate, zuppe speciali, farina di avena e succhi di verdura. Queste sono le medicine dell’iperalimentazione che si `e dimostrata incredibilmente efficace dal punto di vista nutrizionale e facilmente assimilabile dall’organismo malato ma anche estremamente completa dal punto di vista chimico-molecolare. Lassunzione di questi nutrienti in quantit`a elevate ristabilisce lo stato di benessere di un organismo malato e impedisce a un organismo in salute di ammalarsi.
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Questo capitolo costituisce quindi una specie di base preparatoria per utilizzare al meglio le ricette presentate nel Capitolo ventiduesimo in cui vengono descritti i metodi di cottura di quei particolari alimenti fonte di totale benessere. Di seguito vi forniamo una descrizione esauriente dei principi biologici per inserire la Terapia Gerson nel vostro stile di vita.
3.1 Principi biologici alla base della Terapia Gerson
Poich´e la Terapia Gerson `e principalmente una cura intensiva basata sulla nutrizione con l’obiettivo di ristabilire e riattivare tutte le funzioni dell’organismo, tender`a a rafforzare in modo particolare il sistema immunitario, il sistema enzimatico e quello ormonale del paziente oltre a correggere il funzionamento di tutti gli organi fondamentali. Il programma terapeutico Gerson conduce l’organismo alla condizione di omeostasi. L’artefice di questo programma apprese negli anni Trenta del Novecento che nelle patologie degenerative croniche viene danneggiata la maggior parte degli organi, che cominciano a dare segni di cattivo funzionamento fino al punto di interrompere ogni funzione. Egli concluse poi che alla fine il naturale meccanismo di guarigione dell’organismo diventa inefficace tanto che l’organismo debilitato perde la capacit`a di resistere e superare le aggressioni virali.
Per essere efficace la cura per le malattie croniche ha bisogno di nutrizione abbondante e sostanziosa ma soprattutto un malato deve mangiare alimenti vegetali biologici e preparati sul momento. Importante `
e anche l’assunzione di tredici bicchieri di succo di verdura cruda per il loro apporto enzimatico. Gli alimenti non devono contenere sale o grassi aggiunti eccezion fatta per l’olio di semi di lino (ad alto tenore di acidi linoleici e linolenici). In questo modo l’organismo viene inondato di nutrienti benefici, di facile assorbimento e in grado di penetrare nei tessuti malati. Gli alimenti necessari han-no un elevato tenore di potassio che il dottor Gerson scopr`ı essere carente nelle persone ammalate da molto tempo.
Dopo che i tessuti presentano nuovamente le corrette percentuali di minerali ed enzimi attivi, questi nutrienti aiutano a eliminare l’eccesso di sodio e tossine che si erano accumulati durante gli anni di alimentazione sbagliata. L’organismo (il fegato in particolare) deve essere aiutato a filtrare e a espellere le tossine in circolo. Per ottenere questo risultato, e quindi arrivare alla disintossicazione, il dottor Gerson scopr`ı che la caffeina somministrata per via rettale aiuta il fegato e i dotti biliari a rilasciare le tossine accumulate nell’apparato intestinale per essere eliminate.
Anche l’ozono somministrato tramite insufflazioni rettali `
e estremamente utile perch´a del
e aumenta l’ossigenazione del sangue, l’energia e in generale la capacit`l’organismo di funzionare ad alti livelli. Molti dei pazienti ospedalizzati in una clinica certificata per la Terapia Gerson come l’Oasis Hospital a Tijuana, Messico, inalano aria prodotta da un generatore di ozono installato nelle camere. Questo generatore permette ai pazienti di godere di una migliore ossigenazione ed elimina i cattivi odori. Un generatore di ozono di questo tipo pu`o essere indicato anche per uso domestico.
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3.2 Azione globale della Terapia Gerson
La filosofia su cui si basa la Terapia Gerson – ipernutrizione con alimenti salutari e disintossicazione – `e a vantaggio del funzionamento totale dell’organismo. Come abbiamo gi`a menzionato, la sua azione globale comprende l’eliminazione di tutte le tossine, naturali e artificiali, che provengono da additivi, profumi, cosmetici, aromi chimici, coloranti, erbicidi, fluoruro, cloruro, metalli tossici, residui di antiparassitari, detergenti e da tutti i vari inquinanti ambientali.
La Terapia Gerson deve essere adattata ai disturbi fisici personali e alle manifestazioni sintomatiche collaterali come candidosi, diabete, colite, ascite nei pazienti neoplastici, disturbi cardiovascolari e chemioterapia in dosi massicce, radioterapia, prednisone e altri farmaci di uso comune, oltre a un’infinit`a di disturbi minori. Di frequente compaiono anche infezioni, febbre debole ma persistente, mancanza di appetito, dolore e molte altre complicazioni, alcune delle quali subcliniche. Durante l’applicazione della Terapia Gerson si cerca di risolvere questi disturbi sia in modo individuale che globale. La Terapia Gerson agisce su tutte le funzioni organiche risanandole e stimolandone l’efficienza.
Alla nutrizione e detossificazione, principi cardine della terapia, vengono affiancati alcuni supplementi utili per correggere carenze di vitamine, minerali, ormoni, enzimi e altri elementi fisiologici.
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La Terapia Gerson prevede un numero ristretto di presidi curativi fra cui un composto di potassio, enzimi digestivi, ormoni tiroidei, iodio (soluzione di Lugol), vitamina B3 (niacina) e vitamina B12 (cobalamina), oltre a iniezioni di estratto di fegato crudo c/o estratto di fegato secco in compresse o sospensione. Queste “medicine” vengono adeguate alle necessit`a di ogni singolo paziente.
3.3 In che modo la Terapia Gerson si conforma alla medicina allopatica
Alcune forme di trattamento previste dalla medicina convenzionale sono compatibili con la Terapia Gerson, per esempio l’idroterapia, l’ossigenoterapia, le cure antibiotiche e in alcuni casi anche la radioterapia o specifici interventi chirurgici (come quelli per l’eliminazione di occlusioni dell’apparato gastro-intestinale o di masse tumorali). Pu`o sorprendere, tuttavia, che siano controindicate altre terapie fisiche come massaggi energici, esercizio fisico intenso e bagni in acqua marina.
`sce il sistema immunitario e a volte invece di curare non funge che da palliativo. Chi si sottopone a trattamenti chemioterapici prima di iniziare la Terapia Gerson parte con un handicap immunologico. La Terapia Gerson `e categoricamente contraria all’uso di farmaci citotossici per uccidere le cellule tumorali perch´e questi farmaci favoriscono l’insorgere di malattie pi`u gravi fino ad accelerare la morte. Tuttavia, molti pazienti che sono stati trattati con chemioterapia possono rispondere positivamente alla cura del dottor Gerson. Si tratta in particolare di pazienti affetti da tumori all’ovaio, linfomi, tumori renali e altre neoplasie ghiandolari come il carcinoma della mammella o il tumore del-la prostata. Il Gerson Institute ha assistito alla guarigione completa di numerosi malati affetti da tumore al pancreas dopo aver seguito la Terapia Gerson (vedi Capitolo ventunesimo); purtroppo, abbiamo riscontrato che i pazienti affetti da tumore al pancreas, che in precedenza avevano seguito un trattamento chemioterapico, non rispondono positivamente alla Terapia. La citotossicit`
La chemioterapia viene totalmente osteggiata perche´e altamente tossica, inibi
a dei farmaci utilizzati danneggia irrimediabilmente gli organi interessati.
3.4 Sopravvivenza a lungo termine ed effetti collaterali
Il maggior numero di prove a sostegno della validit`a della Terapia Gerson `
e stato fornito dallo stesso dottor Gerson nel suo libro A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases, pubblicato per la prima volta nel 1958. Anche a quell’epoca, prima di cominciare la Terapia Gerson, quasi tutti i malati si erano sottoposti a biopsia presso importanti cliniche negli Stati Uniti. Fatta eccezione per due pazienti, tutti gli altri menzionati nel libro presentavano tumori allo stadio terminale. Essi sopravvissero tutti per un minimo di cinque anni; circa dodici persone vissero per altri quarantacinque anni dal momento in cui cominciarono la Terapia Gerson.
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Negli ultimi vent’anni, cio`e da quando si `e cominciato a diffondere la Terapia Gerson con maggior vigore, sono state recuperate le cartelle relative a molti malati guariti grazie a questo metodo terapeutico di cui potrete leggere le storie nel ventunesimo Capitolo. Dobbiamo ammettere che l’unico tipo di tumore che sia stato statisticamente documentato con analisi retrospettiva condotta da altri medici e pubblicata su riviste specialistiche `e il melanocarcinoma (vedi Capitolo sesto). Per quanto riguarda gli altri tumori, il Gerson Institute conserva le documentazioni di molti casi di guarigione, tutti precedentemente sottoposti a biopsia e con sopravvivenza a lungo termine, tuttavia non sono disponibili dati esatti perch´e il Gerson Institute finisce per perdere tracce dei pazienti. Infatti, le comunicazioni dei pazienti tendono a diventare sempre pi`u rare mano a mano che la vita di ogni giorno riprende a scorrere normalmente. Ma ora il servizio di contatto con il pubblico del Gerson Institute ha istituito una sezione speciale di sostegno ai pazienti, che si occupa di fornire un elenco di assistenti esterni ai pazienti che decidono di seguire il trattamento a casa propria. Infine sono stati istituiti dei Gruppi di Sostegno in alcune citt`a come Norcross in Georgia, Stati Uniti; Seattle nello Stato di Washington, Stati Uniti; Sutton nel Nuovo Galles del Sud in Australia; Warrandyte nello Stato di Victoria, in Australia, Burlington nell’Ontario, Canada, e in Inghilterra.
Coloro che hanno seguito la Terapia Gerson non hanno mai manifestato effetti collaterali indesiderati. La dieta raccomandata dal dottor Gerson a base di alimenti e succhi provenienti da coltivazioni biologiche – la cura infatti si fonda solo su comuni elementi organici ed enteroclismi depurativi – non danneggia l’organismo in nessun modo. Tuttavia ci sono malati ai quali non `
e consigliato seguire questa terapia e sono quelli che si sono sottoposti a trapianti di organi, i pazienti dializzati e i pazienti ai quali sono stati asportati organi essenziali. Corrono voci disinformate su possibili rischi di disidratazione e altre presunte complicazioni. Chi diffonde queste voci semplicemente non sa di che cosa parla. Semplicemente d`a addosso a cose di cui non conosce nulla.
Talvolta, invece, i pazienti Gerson con tono scherzoso parlano degli effetti benefici del loro programma indicandoli come “effetti collaterali”. Questi effetti benefici includono la normalizzazione dei livelli della pressione, la scomparsa di artriti, il recupero della vista in presenza di glaucoma, la guarigione di ernie al disco, il miglioramento della respirazione nei casi di asma e progressi positivi in disturbi di varia natura.
Vi raccomandiamo di tenere bene a mente i punti seguenti, che potranno sembrarvi ovvi al termine della lettura di questo libro ma che le persone disinformate non recepiscono:
❄ Spesso `e impossibile guarire da una malattia specifica come il tumore mentre l’organismo continua a soffrire di diabete, artrite, problemi cardiaci e molti altri disturbi cronici.
❄ Abbiamo constatato che utilizzando la Terapia Gerson su pazienti affetti da tumori col tempo scompaiono anche gli altri disturbi.

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3.5 Come equilibrare l’apporto di potassio, sodio e acqua
Nella maggioranza dei casi in cui `e presente una malattia di origine virale come l’herpes genitale o altre patologie che sono presenti da molto tempo, attorno alle formazioni tumorali o alle articolazioni artritiche i tessuti tendono a perdere potassio e a rimpiazzarlo con sodio con conseguente eccessiva ritenzione di liquidi. Al giorno d’oggi la medicina moderna ha stabilito che questo fenomeno `e di origine fisiologica.
Negli anni in cui si dedic`o allo studio delle infezioni tubercolari, il dottor Gerson osserv`o lo stesso fenomeno e lo descrisse nelle sue pubblicazioni. Egli vide che in prossimit`a delle caverne e cavit`a tubercolari si formava una specie di rigonfiamento a forma di nodulo nel tessuto adiacente danneggiato dalle tossine prodotte dall’organismo ammalato di tubercolosi. I metaboliti parziali di queste lesioni infette provocavano l’insorgere di altri disturbi poich´e non sono che scorie che se non vengono rimosse continuano la loro azione distruttiva. La loro presenza altera la composizione dei tessuti sani i quali, a loro volta, risultano danneggiati.
Limitando drasticamente l’assunzione di sodio e sostituendolo con grandi quantitativi di potassio attraverso una dieta a base di verdure e frutta fresche, il dottor Gerson fu in grado di stimolare il riassorbimento dell’edema cellulare. In tal modo le tumefazioni sparivano sanando la sindrome da danno tessutale che interessa non solo il tessuto tubercolare ma anche quello tumorale.
La Terapia Gerson quindi crea la situazione fisiologica in cui le cellule ammalate lentamente ritornano alla condizione di normalit`a; ci`o che promuove questo processo e`la dieta povera di sodio e ricca di potassio prevista dalla Terapia Gerson. La sua azione terapeutica `e la medicina allopatica, basata sull’uso dei farmaci, n´
e molto efficace e n´e l’ayurvedica indiana, o gli sciamani dell’America Centrale, la medicina cinese, le pratiche olistiche, complementari e alternative come la chiroterapia, la naturopatia, l’omeopatia, oppure altre forme di medicina hanno mai indotto gli stessi effetti benefici sulle cellule malate.
Vogliamo sottolineare ancora una volta che `e la dieta elaborata dal dottor Max Gerson il motivo principale del successo della Terapia Gerson nella lotta contro i tumori e le altre patologie croniche. Limitando drasticamente l’assunzione di sodio e sostituendolo con grandi quantitativi di potassio attraverso una dieta a base di verdure e frutta fresche, il dottor Gerson fu in grado di stimolare il riassorbimento dell’edema cellulare Gi`a all’inizio degli anni Settanta del XX secolo, il professore Gilbert Ning Ling Ph.D., padre della biologia cellulare che si basa sulla fisica secca piuttosto che sulla “wet chemistry”1 (che aveva costituito la base su cui si era fondata la moderna medicina allopatica), aveva preconizzato l’importanza di una nutrizione ricca di potassio e povera di sodio per sconfiggere le malattie croniche. Le ricerche del professor Ling avevano preso le mosse dalle prime indagini del dottor Gerson e dalle cure che aveva utilizzato per guarire le emicranie prima e allergie, tubercolosi e malattie croniche poi e che in seguito aveva modificato e adeguato al suo protocollo contro i tumori.
Pi`u tardi, nel 1978, un altro medico pionieristico, il professore Freeman W. Co
1analisi chimica per via umida N.d.T.
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pe M.D., Ph.D., riusc`ı a trovare le prove per dimostrare che le ipotesi di associazioneinduzione avanzate dal dottor Ling derivavano in effetti dal lavoro del dottor Gerson. Il dottor Cope dimostr`o che le cellule sono intossicate per la concomitanza di una serie di fattori come l’anossia, uno o pi`u traumi fisici e/o altri tipi di insulti chimici come la sindrome da intossicazione da metalli.
A prescindere dalla natura tessutale della disfunzione, la risposta delle cellule presenti nell’organismo `
e la stessa: dapprima la cellula danneggiata perde la maggior parte di potassio in essa contenuta, poi assorbe sodio in quantit`
a elevate e infine si gonfia trattenendo acqua in eccesso (per diluire il sodio). L’adenosintrifosfato (ATP), prodotto dalla combustione dello zucchero e necessario alla sopravvivenza delle cellule, viene disperso da questa cellula ingrossata. In assenza di ATP la cellula muore. Con la diminuzione costante di cellule anche il tessuto muore. Una forte diminuzione di sostanza tessutale causa l’inesorabile morte degli organi e senza un organo essenziale anche l’intero organismo muore. Il dottor Cope nelle sue due pubblicazioni pi`u importanti, illustrava ai fisiologi questo fenomeno patologico.
Circa dieci anni fa, le ulteriori ricerche dell’illustre fisiologo messicano e cardiologo dottor Demetrio Sodi-Pallares M.D. dimostrarono la giustezza della tesi del dottor Cope. In seguito, il dottor Raymond Damadian M.D., inventore dello strumento diagnostico di risonanza magnetica per immagini (MRI), conferm`o che le cellule umane si comportano pi`u come i granulidi uno scambioionico in un depuratore d’acqua invece che come sacche di acqua. Prima che il dottor Damadian enunciasse questa teoria, l’idea che le “cellule fossero sacche d’acqua” aveva costituito la base su cui fino ad allora si erano fondati quasi tutte i trattamenti terapeutici. Ma, ovviamente la scienza medica `e una scienza in evoluzione.
Possiamo quindi riassumere dicendo che andando a ritroso nel tempo, il dottor Damadian, il dottor Sodi-Pallares, il dottor Cope, il dottor Ling e il dottor Gerson hanno proposto e consolidato una nuova spiegazione delle cause per cui una malattia diventa cronica e degenerativa e di come sia possibile farla regredire. La spiegazione sostenuta da questi cinque uomini di scienze `e che il citoplasma cellulare si intreccia formando un reticolo con una macromolecola proteicolipidica attraverso la quale passano elettroni. L’ATP accumula l’energia prodotta e con questa macromolecola forma un composto di coordinazione, polarizzandola ed energizzandola fino a formare punti interattivi o associativi che preferiscono il potassio al sodio. Se si somministra potassio a una cellula malata questa si rimetter`
a subito, e di conseguenza, se si limita il consumo di proteine animali migliorer`
a ulteriormente il proprio stato di salute.
3.6 Limitazione delle proteine
Nell’intento di eliminare pi`
u sodio possibile dall’organismo danneggiato dei pazienti, il dottor Gerson elimino le proteine animali dalla loro dieta `– per lo meno per un periodo da sei a otto settimane. In questo modo provoc`o un’elevata perdita di sodio (che denomin`o “Natrium Auschuss”) facendo in modo che questo minerale nocivo fuoriuscisse dall’organismo attraverso l’urina. Ne risult`o che l’edema era riassorbito dalle cellule, dai
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tessuti e dagli organi. Nel quadro del lavoro pionieristico del dottor Ling nel campo della biofisica, il procedimento terapeutico del dottor Gerson era assolutamente esatto. Nel corso di studi condotti in Egitto, il dottor Robert Good M.D., ex direttore dello Sloan-Kettering Institute for Cancer Research, dimostr`o che la limitazione dell’uso di proteine prevista dal metodo Gerson tende a stimolare l’attivit`a
a dei linfociti T e l’immunit`cellulare. Proteine di origine vegetale derivano da patate, ortaggi, succhi di verdure e farina di avena. Con la dieta vegetariana del dottor Gerson a cui si deve aggiungere una certa quantit`a di proteine del latte, si supplisce alla perdita di circa 40 grammi di proteine che vengono giornalmente eliminate con l’eliminazione delle scorie. La quantit`a di azoto presente nell’organismo viene mantenuta in equilibrio. Oltre alla drastica riduzione di proteine animali, la dieta Gerson riduce anche la quantit`a di calorie introdotte (nonostante il paziente consumi circa 9 kg di alimenti al giorno) limitando l’apporto di grassi. In questa dieta gli unici grassi introdotti sono quelli che derivano dalla farina di avena (1,5% delle calorie da lipidi), dall’olio di semi di lino e dagli acidi grassi presenti in alcuni tipi di verdure e di frutta, per un totale di sole 90 calorie da lipidi al giorno.
La Terapia Gerson fu messa a punto in modo da fornire la maggiore quantit`a possibile di potassio, la quasi totale eliminazione del sodio, la limitazione delle calorie assunte, la riduzione del consumo di proteine e l’integrazione di ormoni tiroidei. Inoltre, si verifica il ripristino dell’acqua contenuta nelle cellule per stimolare la riorganizzazione molecolare dell’acqua contenuta nel protoplasma.
Di conseguenza le funzioni organiche del malato risultano velocizzate, cosa voluta dalla terapia Gerson essendo un trattamento metabolico che stimola tutti i processi vitali.
Il metabolismo `e il complesso delle reazioni biochimiche che avvengono all’interno dell’organismo e le terapie metaboliche si concentrano su come mantenere in equilibrio queste reazioni chimiche, dando alle cellule normali la possibilit`a di proliferare e a quelle tumorali di perdere sempre pi`u vigore fino a morire oppure di ritornare alla condizione di normalit`a. Le terapie metaboliche come quella Gerson hanno l’obiettivo principale di ripristinare e dare nuovo impulso alle funzioni vitali dell’organismo e quindi favorire l’arresto e la regressione del tumore o impedirne possibili ricadute.
Il metabolismo si compone di due fasi fondamentali, l’anabolismo e il catabolismo. L’anabolismo `
e la fase costruttiva di sintesi che stimola la crescita e l’omeostasi, l’immagazzinamento di energia e la produzione di sostanze organiche come enzimi, ormoni, anticorpi e recettori della membrana cellulare. Il catabolismo `e la fase distruttiva, durante la quale si ha la degradazione della materia e l’utilizzo dell’energia (ATP). In natura tutte le reazioni biochimiche fondamentali sono anaboliche o cataboliche. La Terapia Gerson le stimola entrambe per fare s`ı che l’organismo ritrovi il suo equilibrio omeostatico.
3.7 Come stimolare il metabolismo
Il dottor Gerson aveva bisogno che il metabolismo cellulare funzionasse bene per cui ne stimol`o l’attivit`a con forti dosi di ioduro, iodio e anche fino a 5 grani di ormone tiroideo. Con l’assunzione di questi composti si stimola il metabolismo del paziente co
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me dimostrato dall’aumento del battito del polso che pu`o superare anche i 100 battiti al minuto.
L’ormone tiroideo lancia segnali ai mitocondri (organelli presenti nel citoplasma cellulare che contengono il materiale genetico e numerosi enzimi indispensabili per il metabolismo della cellula) al fine di moltiplicare e aumentare la produzione di ATP per avere a disposizione una maggiore quantit`a di energia cellulare. Lo ioduro e lo iodio agiscono nello stesso modo direttamente su molti tessuti metabolizzanti.
In presenza di tumore, la malattia si diffonde nei tessuti circostanti formando una specie di sfera (che assomiglia al cono di penombra solare) il cui volume `e molto pi`u esteso rispetto a quello del tumore vero e proprio. All’interno di questa sfera il tessuto cellulare fatica a svolgere le proprie funzioni perch´
e saturo d’acqua, compromesso e danneggiato dalle tossine cancerogene. Le scorie metaboliche fuoriescono dal tumore e intossicano quello che era stato tessuto normale. Poich´
e le reazioni all’interno del tessuto non si svolgono normalmente, il tessuto, privo di energia, viene soffocato dalle sue stesse scorie senza poter contare su un sistema immunitario funzionante, il sangue non riesce a irrorarlo a sufficienza e le funzioni drenanti sono ostacolate.
Anche quando si ricorre all’asportazione chirurgia del tumore, la sfera di tessuto rimane satura d’acqua a meno che il paziente non sia sottoposto a una terapia per eliminare il danno ai tessuti. La Terapia Gerson si `e rivelata in grado di stimolare il riassorbimento dell’anello di sodio attorno ai tumori nel giro di alcune settimane. Infatti `
e proprio nella cura della sindrome da danno tessutale che si manifesta come cono di penombra attorno ai tumori che il trattamento del dottor Gerson ha dimostrato tutta la sua efficacia.
3.8 Principi biologici degli enteroclismi a base di caffe`
Essendo in grado di eliminare le tossine in circolo e i metaboliti parziali, gli enteroclismi a base di caff`e dilatano le vie biliari perch´e il caff`e, somministrato sotto forma di lavaggi intestinali, stimola gli enzimi presenti nel fegato, conosciuti con il nome di glutatione S-transferasi (GST) che elimina diversi radicali liberi (elettrofili) dal circolo sanguigno.
Gli elettrofili sono particelle atomiche con uno o pi`u elettroni con spin dispari che hanno affinit`a con altri elettroni. Essi vogliono entrare dove non dovrebbero. Poich´e le particelle sono elettricamente cariche, i radicali liberi danneggiano la membrana delle cellule e influiscono negativamente sul metabolismo cellulare. Stimolato dalla soluzione a base di caff`a fino al 650% in
e, il sistema enzimato GST intensifica la sua attivit`pi`
u rispetto al normale e rimuove gli elettrofili dal circolo sanguigno. Non si conosce nessun’altra sostanza (neppure il coenzima Q10 o la proantocianide oligomerica [OPC]) che come il caff`
e sia in grado di favorire la repressione dei radicali liberi in tali proporzioni. Gli enzimi GST catturano ed eliminano i radicali liberi sfruttando l’azione del caff`e utilizzato per purificare l’intestino.
Nell’arco di tempo durante il quale il caff`e rimane nell’intestino, tutto il sangue presente nell’organismo viene filtrato dal fegato per cinque volte. Il sangue circola attraverso
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il fegato ogni tre minuti. (In base a concetti accolti dalla medicina ayurvedica, il fegato riesce a rinnovarsi completamente circa ogni tre mesi). I composti palmitati e la caffeina, teobromina e teofillina contenute nel caff`e provocano il dilatamento dei vasi sanguigni del fegato e dei dotti biliari, il rilassamento dei muscoli lisci, la stimolazione della peristalsi intestinale e l’aumento del flusso biliare.
Anche l’acqua distillata utilizzata come veicolo per trasportare internamente il caff`e stimola lo svolgimento di tutte queste attivit`a. La bile intossicata cos`ı come i sali biliari vengono ripuliti in modo da effettuare un’efficace e benefica dialisi. Gli enteroclismi a base di caff`
e eliminano composti di ammoniaca, ossido nitrico e derivati, i derivati proteici, le poliammidi, gli aminoacidi, le agglutinazioni coagulate e residue e cio`Liberarsi di queste scorie significa
e tutte le scorie che derivano dal metabolismo. impedire all’organismo di intossicarsi con i propri prodotti di rifiuto.
3.9 L’ipernutrizione come elemento della Terapia Gerson
Pi`u volte abbiamo affermato che le verdure, la frutta fresca e i succhi di verdura fungo-no per il paziente della Terapia Gerson da medicina di predilezione. Il consumo globale di tutti questi alimenti porta a una iperalimentazione. E abbiamo sottolineato che questi alimenti naturali provenienti da colture biologiche e preparati al momento del consumo sono incredibilmente efficaci, complessi e perfetti da un punto di vista della composizione chimica, e che essi costituiscono un metodo terapeutico migliore di qualsiasi altra terapia mai inventata dalla mente umana. Vi preghiamo di accettare il nostro avvertimento: alterate questi nutrienti a vostro rischio e pericolo. Vi consigliamo vivamente di evitare tutte le volte che potete sostanze composte chimicamente, compresi i farmaci che vi vengono prescritti.
L’iperalimentazione a base di macronutrienti, cio`e la tecnica di scegliere solo quelle sostanze alimentari prodotte in natura in condizioni ottimali per dare all’organismo il nutrimento ideale, `Essa agisce guarendo
e il metodo utilizzato dalla Terapia Gerson. l’organismo e ripristinando la condizione di omeostasi.
Come abbiamo gi`a accennato, i principi biologici su cui si fonda la Terapia Gerson sono la limitazione dell’assunzione del sodio e l’aumento del potassio, la riduzione delle proteine ingerite, la riduzione delle calorie attraverso l’eliminazione dei grassi, il lavaggio del sangue in circolo per ridurre gli elettrofili, l’iperalimentazione a base di macronutrienti, il corretto equilibrio del tenore di sale e acqua e l’accelerazione del metabolismo. Questo programma rivitalizzante e tonificante nasce dal pensiero di un uomo, il dottor Max Gerson. Noi siamo i beneficiari dell’applicazione meticolosa dei suoi studi sui pazienti, della sua continua attivit`a di documentazione e delle sue solide basi scientifiche.
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Capitolo 4

Il nucleo della Terapia Gerson
Xavier Naude, un gentiluomo inglese benestante di cinquantotto anni dai modi raffinati e distinti, aveva trascorso tutta la sua vita nella contea del Devon, in Gran Bretagna ed era sempre stato un fervente sostenitore della necessit`a di godere appieno dei piaceri della vita e, fra questi, c’era anche lo smodato consumo di tabacco. Nel 1992, Naude fu colpito da enfisema in conseguenza della continua inalazione di fumo di sigaretta e, un pacchetto dopo l’altro, continuava ad aggravarsi. A dire il vero, Naude ne faceva fuori tre al giorno di pacchetti. Nell’enfisema polmonare gli alveoli o acini polmonari risultano danneggiati dalla perdita di elasticit`a che provoca una riduzione della superficie per lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. Il sintomo pi`u grave e spaventoso e la dispnea che pu`
`o essere aggravata da una serie di malattie infettive. Non esistono farmaci o altre cure mediche specifiche e la vita del malato spesso dipende da somministrazioni artificiali di ossigeno mediante maschera e bombola e apparecchi inalatori.
Il modo in cui si sviluppa l’enfisema continua a presentare punti oscuri, sebbene questa affezione sia particolarmente diffusa fra la popolazione maschile. Pur essendo associato alla presenza di bronchite cronica e al logoramento senile, la causa principale della malattia `e da far risalire all’inalazione del fumo di sigaretta.
Xavier Naude cominci`o ad assumere farmaci per via inalatoria e vasodilatatori che lo aiutavano a respirare. Eppure, sempre pi`u spesso era affetto da spossatezza. Nel giugno del 1993 sent`ı parlare delle propriet`a curative della Terapia Gerson e nel mese di settembre di quello stesso anno part`ı per San Diego, attravers`o il confine con il Messico e si fece ricoverare alla clinica di Tijuana dove fu sottoposto alla Terapia Gerson.
Prima di iniziare la Terapia Gerson, quando era ancora in Gran Bretagna, aveva gi`a smesso di fumare, di usare inalatori e altri farmaci, ma continuava a sentire un peso insopportabile che gli comprimeva il torace. Non riusciva a salire le scale e gli era difficile respirare anche in condizioni di riposo. I medici in Gran Bretagna gli avevano spiegato che il 70% del suo tessuto polmonare era ormai irrecuperabile. Durante il sonno era tormentato da dolorosi crampi alle gambe e come se non bastasse, il pover’uomo soffriva di forti dolori articolari alle dita tanto da non riuscire a chiuderle per afferrare un bicchiere di succo.
In Messico, questi sintomi scomparvero uno dopo l’altro mentre seguiva la Terapia
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Gerson. Naude raccont`o, infatti, che dopo il suo primo giorno di terapia alimentare i crampi alle gambe erano addirittura spariti. Dopo alcuni giorni fu in grado di chiudere il pugno, movimento che in precedenza gli era impossibile eseguire, e non provava pi`u nessun dolore articolare. Dopo la prima settimana anche la pressione al torace risult`o alleviata. Al termine delle due settimane di cura, Naude scopr`ı che era in grado di camminare senza essere obbligato a fermarsi per riprendere fiato.
In tutto rimase all’ospedale Gerson per tre settimane e in seguito prosegu`ı il programma terapeutico a casa propria. Il malato continuava a migliorare. Per Xavier Naude non c’era niente di misterioso nella Terapia Gerson: prevedeva un programma chiaro e facile da seguire autonomamente, comprensibile a chiunque volesse dedicare un po’ di attenzione al rapporto fra alimentazione e detossificazione. Naude dichiar`o: ≪Sono interamente soddisfatto dei grandi progressi che ho fatto per liberarmi di una malattia invalidante come l’enfisema≫.
Il pneumologo della Harley Street Clinic che aveva seguito Xanvier Naude conferm`o con una relazione scritta che la capacit`a polmonare del suo paziente era passata dal 30 al 5O% in un arco di tempo relativamente breve. E con grande stupore del medico l’enfisema non era pi`u considerato irreversibile.
4.1 Xavier Naude: un paziente rappresentativo
Il segreto della Terapia Gerson, se ce n’`e uno, e che questo metodo terapeutico aiuta i
`pazienti a superare la sofferenza non solo di una malattia come il cancro ma anche di altre patologie degenerative in forma acuta o cronica. L’enfisema `e solo una fra molte.
Diversamente dalla medicina tradizionale, la Terapia Gerson non rimuove solo i segni e non allevia solo i sintomi della patologia alla stregua dei velenosi farmaci citotossici utilizzati dall’oncologia che attaccano simultaneamente cellule tumorali e cellule sane. Al contrario, l’idea fondamentale del dottor Gerson, come afferm`o egli stesso, `e la seguente: “Un organismo sano ha la capacit`
a di provvedere al corretto funzionamento delle proprie cellule e impedisce alterazioni o formazioni anormali. Di conseguenza, questa terapia antitumorale si pone come obiettivo primario quello di riportare l’organismo al suo normale equilibrio fisiologico oppure di avvicinarlo il pi`
u possibile a tale equilibrio”.
Il metodo nutrizionale “segreto” del dottor Gerson produce cambiamenti costanti passando per stadi successivi. Esso porta un organismo estremamente malato e in cattivo stato funzionale a uno stadio di malattia subclinica, poi lo spinge verso uno stadio di semi benessere sino a raggiungere la condizione di omeostasi. A questo punto l’organismo raggiunge davvero uno stadio di elevato benessere psicofisico per arrivare, infine e con grande felicit`a del paziente, al massimo livello di funzionamento fisiologico. Estrapolate da due fonti, cio`e la Gerson Healing Newsletter e il libro scritto dal dottor Max Gerson, A Cancer Therapy Results of Fifty Cases, le sezioni seguenti descrivono in modo semplice e conciso la Terapia Gerson dall’inizio alla fine. Altri capitoli tratteranno dei metodi di disintossicazione a cominciare dal Capitolo nono sulla preparazione dei succhi fino agli enteroclismi a base di caff`e trattati nei Capitoli dodicesimo e tredicesimo. Tutti questi
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procedimenti svolgono una funzione ugualmente importante per la guarigione del malato.
4.2 Breve riassunto della Terapia Gerson
Dalle informazioni che finora vi abbiamo fornito sapete che negli anni che precedettero e seguirono la seconda guerra mondiale, il dottor Max Gerson, per met`a americano e per met`a tedesco, poco dopo essere arrivato negli Stati Uniti, propose una serie di consigli dietetici generici e metodi terapeutici messi a punto tramite osservazione empirica. Questi metodi terapeutici venivano utilizzati per la cura di soggetti affetti da deterioramento organico di qualsiasi natura, soprattutto tubercolosi, affezioni renali, diabete, affezioni epatiche, artrite reumatoide, infarti, malattie della cistifellea, quasi tutte le tossicodipendenze e la maggior parte delle innumerevoli forme di tumori maligni.
Il sistema terapeutico del dottor Gerson prevedeva che il malato adottasse una serie di regole sanitarie, concentrandosi sui punti seguenti (vedi Tabella 4.1).
A. controllo dell’apporto di sale e acqua mediante la diminuzione di sodio (Na+) e l’integrazione di potassio (K+);
B. elevata assunzione (ipernutrizione) di macronutrienti e micronutrienti mediante la regolare somministrazione di succhi di ortaggi e frutta crudi, provenienti da colture biologiche e preparati freschi ogni ora;
C. forte limitazione dei grassi presenti negli alimenti consumati;
D. limitazione temporanea delle proteine sostituite con una dieta principalmente vegetariana;
E. somministrazione di integratori tiroidei di origine naturale;
F. incremento della produzione della bile da parte del fegato (coleresi) mediante l’autosomministrazione di enteroclismi a base di caff`e.
4.3 Il nucleo della Terapia Gerson
Una volta dimostrato, il programma dietetico del dottor Gerson fu approvato e messo in pratica da gran parte della comunit`a medica, raddoppiando i risultati positivi nella cura dell’emicrania e della tubercolosi cutanea (lupus vulgaris). Riviste mediche pubblicate in tutto il mondo la definirono persino una terapia indicata per le diverse forme di tubercolosi polmonari, gastrointestinali e ossee, l’insufficienza cardiorenale, le malattie della pelle compreso eczemi, lichen planus, lupus eritematoso sistemico (LES), psoriasi, prurito, bronchiti, bronchiectasie e la maggior parte delle affezioni renali e della cistifellea.
Apportando alcune modifiche al suo programma, il dottor Gerson utilizz`o la terapia nutrizionale anche per la cura di tumori, reumatismi articolari cronici e osteoartriti, affezioni cardiovascolari, sclerosi multipla, tubercolosi, emicranie e molte altre malattie. I
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
risultati ottenuti furono pubblicati su riviste specializzate recensite da professionisti del settore e distribuite in America e in Germania.
La tabella 4.1 riassume i concetti fondamentali del meticoloso approccio del dottor Max Gerson per modificare l’intero sistema fisiologico, portandolo da una condizione di disordine a una di equilibrio.
Seguendo scrupolosamente la Terapia Gerson il malato pu`o aumentare le possibilit`a di far regredire la malattia, recuperare la buona salute e garantirsi uno stato di benessere protratto nel tempo.
Il professore Harold D. Foster B.S.c. Ph.D., docente di geografia all’Universit`a di Victoria, una citt`a della Columbia Britannica, in Canada, afferm`o che “la Terapia di Gerson altera drasticamente l’equilibrio dei minerali nell’organismo del paziente. Sottoponendosi a questa terapia i livelli di sodio scendono rapidamente mentre aumentano quelli del
`
potassio e dello iodio. E proibito consumare latte, formaggio e burro, almeno per i primi mesi di cura. L’organismo riceve il calcio necessario da succhi di carota e di verdure a foglia verde tanto che la Terapia Gerson riesce a far regredire anche l’osteoporosi. Il forte consumo di frutta e verdura fresca significa anche che il paziente introduce grandi quantitativi di antiossidanti, in particolare betacarotene e vitamina C”.
4.4 La Terapia Gerson nelle parole del suo ideatore
Riportiamo, con le parole dello stesso dottor Gerson (vedi la prima edizione di A Cancer Therapy) un riassunto della sua teoria.
≪Poich´e ancora approdato alla piena conoscenza di
e il cammino della scienza non `tutti gli enzimi e di tutte le vitamine nonch´
e di molte funzioni biologiche degli ormoni e dei minerali, sar`u sicuro utilizzare prodotti, se possibile, provenienti da colture biolo
a pi`giche, vale a dire coltivati in accordo con le leggi della natura. [Oggi, a distanza di oltre quarantuno anni da quando scrisse queste parole, il concetto espresso dal dottor Gerson non potrebbe essere pi`
u corretto]. Per migliaia di anni questo principio ha aiutato l’umanit`
a intera, ancor prima dello sviluppo delle scienze. In questo modo introduciamo tutte le vitamine e tutti gli enzimi, quelli scoperti e quelli che non lo sono ancora; soprattutto quelli ignoti – “sostanze che stimolano la vita” – dovranno essere somministrati piu`freschi possibile e non danneggiati da procedimenti di raffinazione o conservazione come accade con i cibi in scatola [o anche affumicati, surgelati, liofilizzati, disidratati, irradiati
o manipolati in altro modo]. Essi contengono tutte le sostanze indispensabili nella giusta quantit`
a, combinazione e composizione e sono regolati dall’istinto, dalla fame, dal gusto, dall’odore, dalla vista e altri fattori ancora≫.
4.4.1 Tabella 4.1 -Il nucleo della Terapia Gerson
La Terapia Gerson consiste in una serie di trattamenti medici in accordo armonico tra loro e che hanno dimostrato di poter guarire vari tipi di tumore allo stadio avanzato e altre patologie gravi.
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❂ La cura si fonda sulla determinazione del rapporto fra sale e acqua in modo da ridurre l’assunzione di Na+ e aumentare quella di K+.
❂ Il metabolismo materiale ed energetico di un soggetto malato sono stimolati mediante la somministrazione di ormone tiroideo di origine naturale: La massima digeribilit`a degli alimenti si ottiene bevendo, a intervalli di un’ora, succhi di frutta e verdura crude appena preparati e seguendo una dieta principalmente vegetariana.
❂ L’apporto di grasso `e limitato in modo da ridurre l’assunzione di sostanze che possono scatenare fenomeni morbosi di varia natura.
❂ Il ridotto apporto di proteine tende a incentivare la risposta immunitaria del malato.
❂ Gli enteroclismi a base di caff`e stimolano gli enzimi dell’intestino e del fegato a eliminare le tossine attraverso le pareti intestinali, come se si trattasse di una dialisi intestinale.

≪La dieta [come prevenzione delle malattie] dovrebbe comporsi per tre quarti dagli alimenti elencati di seguito: Tutte le variet`
a di frutta, soprattutto fresca ma anche variamente preparata; succhi di frutta appena spremuti (arancia, pompelmo, uva ecc.); macedonie di frutta; dessert freddi di frutta; purea di banane; mele crude grattugiate; salsa di mele ecc. Tutti gli ortaggi freschi, alcuni stufati nella propria acqua vegetale, altri crudi oppure tagliati a julienne come carote, cavolfiore o sedano; insalate fresche, zuppe di verdura ecc; sono permessi ortaggi e frutta secchi in quantit`
a moderata mentre sono vietati quelli surgelati.
Si consiglia di consumare le patate cotte al forno; la polpa delle patate pu`
o essere mescolata con yogurt magro o brodo vegetale senza sale. Le patate non dovrebbero mai essere fritte e preferibilmente dovrebbero essere bollite con la buccia. Insalate di verdure a foglia verde o mescolate con pomodori, frutta, o altre verdure ecc.
Il pane dovrebbe essere a base di segale integrale o di farina di frumento integrale (fino al 20%) oppure composto da una miscela dei due cereali; esso dovrebbe essere raffinato il meno possibile. Si consiglia di consumare farina di avena in abbondanza. Il consumo di focacce di
grano saraceno o di frittelle di patate `
e facoltativo; lo stesso vale per l’uso di zucchero bruno, miele, zucchero di acero e caramelle di acero. (Vietato `
e l’uso di lievito chimico o bicarbonato di sodio, anche nella preparazione dei cibi).
Latte e derivati del latte, come la ricotta e altri tipi di formaggio che non contengono sale
o spezie, latticello, yogurt magro e burro. L’uso di panna e il consumo di gelati deve essere drasticamente ridotto oppure limitato alle vacanze (per i bambini il gelato `
e un “veleno”).
Per il rimanente quarto, la dieta prevede, a discrezione personale, il consumo di carne, pesce, uova, noci, dolciumi, torte, o altri alimenti preferiti. La nicotina `
e assolutamente vietata. I liquori, la birra e il vino devono essere consumati in quantit`
a minime e sostituiti con succhi di frutta fresca; l’uso di caff`e deve essere limitato a eccezione di infusi di menta, camomilla, fiori
e et`di tiglio, fiori di arancio e alcuni altri.
Si consiglia di evitare il pi`
u possibile il consumo di sale, bicarbonato di sodio, pesce affumicato e salsicce e anche di condimenti forti come il pepe e lo zenzero mentre `
e consentito l’uso di erbe aromatiche fresche come cipolla, prezzemolo, erba cipollina, sedano e un po’ di rafano.
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Ritornando alla frutta e alle verdure, ripeto che dovrebbero essere cotte nella loro acqua vegetale per non disperdere i minerali che facilmente si dissolvono in acqua durante la cottura. Sembra che l’assorbimento dei minerali sia pi`
u difficile quando non sono allo stato colloidale.
Si possono consumare tutti gli ortaggi (ad eccezione dei cetrioli e dei funghi). Per il loro elevato tenore di minerali, si consigliano soprattutto carote, piselli, pomodori, bietola, fagiolini, cavolini di Bruxelles, carciofi, barbabietole cotte con mele, cavolfiore cotto con pomodoro, cavolo rosso cotto con mele, uva passa e cos`ı via.
Il modo migliore per cucinare le verdure `e quello di cuocerle a fuoco lento per un’ora e mezzo
1.o due ore, senza aggiunta di acqua. L’uso di una piastra rompifiamma (quelle di amianto non sono pi`a di bruciare le verdure nella pentola. Alternativamente, per la cottura
2.u in uso) eviter`delle verdure, e anche per ravvivarne il gusto, si pu`
o usare anche un po’ di brodo vegetale oppure aggiungere cipolle o pomodori affettati. L’acqua degli spinaci `

e troppo amara per questo utilizzo e percio``e abbastanza
e meglio eliminarla. Nelle cipolle, nei porri e nei pomodori il tenore di acqua `elevato da mantenerli umidi durante la cottura. (Le rape vanno cotte come le patate, bollite con la buccia). Lavate e mondate accuratamente le verdure ma senza pelarle o raschiarle. Le pentole devono essere ben chiuse per impedire al vapore di fuoriuscire; `
e importante che i coperchi siano pesanti e che aderiscano perfettamente al bordo della pentola (evitate l’uso di pentole a pressione). Le verdure cotte possono essere conservate in frigorifero per ventiquattro ore. Per riscaldarle, mettetele sul fuoco dolce con un po’ di brodo o succo di pomodoro fresco≫.
Il dottor Gerson prosegue con l’esposizione della propria terapia nutrizionale inserendo alcune riflessioni. In conclusione aggiunge:
≪L’organismo umano possiede un’incredibile riserva di energia e pu`
o adattarsi alle situazioni piu disparate, ma `il miglior sistema di difesa `
e quello di mantenere in perfette condizioni il metabolismo, le funzioni di riassorbimento dell’apparato intestinale e le funzioni epatiche. In effetti, ci si potrebbe arrischiare a concludere che non `
e necessario rivolgere tutta questa attenzione all’alimentazione e questo potrebbe essere vero in condizioni normali, cio`
e se i fattori ereditari, la vita nelle citt`
a, i malesseri, i traumi o gli accumuli di nicotina e di altre sostanze nocive non avessero danneggiato il nostro organismo.
La civilt`a industrializzata ci ha in parte privati di questo privilegio. Esperimenti clinici per provocare carenze vitaminiche mediante l’eliminazione di quegli alimenti che le contenevano hanno dimostrato che in un terzo dei soggetti sottoposti all’esame la carenza di vitamine si manifestava nel giro di quattro mesi e nei due terzi in circa sei mesi; mentre solo il 56%, qui negli Stati Uniti, riusc`ı a resistere per dieci mesi seguendo un’alimentazione deficitaria. Questi e altri esperimenti nutrizionali dimostrano che solo un numero esiguo di persone possiede un ottimo sistema di riassorbimento oltre a una buona capacit`a di adattamento e riserve sufficienti per affrontare situazioni pregiudizievoli per la salute. Una persona in buona salute potrebbe anche non preoccuparsi troppo di assumere carboidrati e proteine a sufficienza o in eccesso e anche l’apporto calorico pu`o non essere considerato. Tuttavia non si possono assolutamente trascurare, per un lasso di tempo relativamente lungo, gli elementi fondamentali come minerali, vitamine e enzimi nella loro composizione naturale e in quantit`a sufficienti senza doverne pagare le conseguenze. I minerali devono essere presenti nei tessuti a cui appartengono poich´e sono i portatori del potenziale elettrico nelle cellule e consentono il buon funzionamento degli ormoni, delle vitamine e degli enzimi in questo modo l’organismo avr`a a disposizione energia e riserve in quantit`a sufficienti per il buon funzionamento del metabolismo e per una vita equilibrata≫.
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4.5 Riscoprire la ruota
Numerosi libri a scopo divulgativo – alcuni sono anche diventati dei best-seller – trattano della nozione di dieta e di nutrizione come strumenti per prevenire e curare il cancro. Dieta in realt`a gi`a introdotta a suo tempo dal dottor Gerson. Questi libri invadono gli scaffali delle biblioteche e delle librerie con ci`o che medici e specialisti della nutrizione presentano oggi come un concetto rivoluzionario. Per questi, tali informazioni sono una novit`a. Ma neppure uno di questi autori riconosce al dottor Gerson il merito dovuto. Libri come The Breast Cancer Prevention Diet1, Eat to Beat Cancer2 del dottor Bob Arnot e Dr. Gaynor’s Cancer Prevention Program3 avvalorano la tesi che modulando l’alimentazione si pu`o ridurre il rischio di insorgenza di malattie degenerative come il cancro. In questi libri si illustrano regimi alimentari specifici che non sono altro che calchi dell’approccio nutrizionale inizialmente messo a punto dal dottor Gerson per debellare tutti i tipi di patologie ma soprattutto il cancro.
Inoltre, alcuni medici-politici, che un tempo osteggiarono l’opera del dottor Gerson, stanno riscoprendo le propriet`a della ruota degli alimenti come terapia contro i tumori e altre patologie croniche. Esortati e pungolaci dall’opinione pubblica disillusa per la sconfitta della “guerra contro il cancro” promossa dal presidente Richard Nixon, hanno dovuto ricredersi, per amore o per forza, sul valore della dieta e della nutrizione come mezzi per inibire l’insorgenza del cancro.
Quando poi si tratta di decidere se faremo meglio a migliorare il nostro stile di vita seguendo gli insegnamenti del dottor Max Gerson, oppure nutrirci, per cos`ı dire, con patatine, focacce, pizza, hamburger al formaggio, gelati e “cibo spazzatura” di ogni genere, il dottor Gabriel Feldman M.D., responsabile del programma per la cura dei tumori del colonretto e della prostata dell’American Cancer Society, afferma “Non abbiamo bisogno di anni di ricerca. Se la gente mettesse in pratica le informazioni di cui disponiamo oggigiorno, la percentuale di tumori scenderebbe drasticamente. Le cose stanno cos`ı”.
Il dottor Max Gerson aveva visto giusto quando nel 1958 pubblic`o la sua terapia nutrizionale prima dell’avvento dei fast food e dei cibi gi`a preparati e la sua teoria `
e oggi ancora pi`u vera. Quei fast food incrementano le fila dei pazienti che ora hanno bisogno della Terapia Gerson.
1La dieta per prevenire il carcinoma della mammella N.A.T.
2Alimenti per sconfiggere il cancro N.d.T.
3Il programma di prevenzione dei tumori del Dottor Gaynor N.A.T.

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Capitolo 5

Remissione: come avviene
≪Dovremmo prestare pi`
u attenzione ai pazienti eccezionali, quelli che inaspettatamente si rimettono, invece di fissare con sguardo tetro quelli che muoiono secondo uno schema normale. Come disse Ren´
e Dubos,
“talvolta cio che `e facilmente misurabile offusca ci``e pi`

o che `u importante”≫.
Dottor Bernie B. Siegel M.D., in Love, Medicine and Miracles1.
5.1 Come curare i linfomi con la Terapia Gerson
Nel 1963, il signor John Albracht, che dal 1955 aveva esercitato la professione di chiroterapeuta nella citt`a di Amarillo in Texas, fu sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di un linfoma a cellule miste. Durante l’intervento in laparotomia, eseguito dal medico chirurgo Charles Y. Mayo Jr., figlio del celebre fondatore della Clinica Mayo, al paziente fu individuato un tumore retroperitoneale che premeva dal mesentere dell’intestino tenue. il tumore del dottor Albracht era talmente grande ed esteso che non fu possibile intervenire e il dottor Mayo Jr. non pot´e che ricucire l’incisione. Prescrisse al paziente una ciclo di venti sedute di cobaltoterapia.
Dopo essersi sottoposto al ciclo di radiazioni il dottor Albracht non era che l’ombra di se stesso. All’epoca della prima biopsia e dell’intervento chirurgico il dottor Albracht aveva trent’anni.
Per ventiquattro anni non ebbe ricadute. Tuttavia l’1 dicembre 1986 l’uomo cominci`o ad accusare una serie di disturbi fastidiosi e numerosi sintomi tipici della malattia maligna. Soffriva di grave emorragia gastrointestinale, sudorazione eccessiva (diaforesi), debolezza muscolare, flatulenza, eruttazione, indigestione, pesantezza epigastrica, diarrea, tachicardia, valore basso dell’ emoglobina (8 g/dL contro il valore normale di 1418 g/dL) e un basso rapporto volumetrico dei globuli rossi (ematocrito) cio`e 26 mL/dL
1Amore, medicina e miracoli, N.d.T.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
rispetto al valore normale di 40-54 mL/dL. Quattro giorni dopo, presso l’ospedale battista High Plains di Amarillo, il chirurgo gastroenterologo Gregorio Matos M.D. lo sottopose a un intervento di resezione dell’intestino tenue e di anastomosi termino-terminale. Il linfoma aveva invaso circa un terzo dell’intestino tenue e si era esteso fino al mesotelio, compreso tutto il digiuno, fino in prossimit`a dell’ileo. Insieme ai 2,13 metri di intestino tenue al dottor Albracht fu asportata una massa tumorale della grandezza di un melone.
Il medico oncologo Karim Nawaz M.D. consigli`o di far seguire all’intervento un ciclo di otto sedute di chemioterapia a base di dosi massicce di cinque potenti agenti citotossici a cominciare dall’11 gennaio 1987. Il paziente riusc`ı a sopportare due sedute di chemioterapia ma gli effetti collaterali indesiderati furono incredibilmente debilitanti – nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, dolori addominali acuti, nervosismo, raucedine, dolori al torace, respiro affannoso, tosse, dolori ai reni e testicoli, sensazione di bruciore e gonfiore alle braccia nel punto in cui venivano infilati gli aghi per la chemioterapia, oltre a un calo di peso di circa 25 chilogrammi in sole tre settimane – e il paziente decise di interrompere la terapia.
“Il dottor Matos utilizz`o la mia condizione come caso di studio durante un incontro all’ospedale battista di High Plain. Disse al suo gruppo di studio che probabilmente mi restavano da tre a sei mesi di vita”, disse il dottor Albracht.
E fu a questo punto che, ancora con il tumore attivo nella cavit`
a addominale, il paziente entr`
o all’ospedale di Tijuana in Messico per seguire la Terapia Gerson. Era il 17 febbraio 1987. Il dottor Matos e il dottor Nawaz continuarono a monitorare i suoi progressi. Osservarono che la massa tumorale ubicata proprio alla destra dell’ombelico cominci`Verso
o a ridursi passando da 7 a 4 cm fino a scomparire. la fine del 1987 il dottor Albracht seguiva ancora la Terapia Gerson per la cura dei tumori ma la massa tumorale non era pi`

u individuabile neppure utilizzando i sistemi diagnostici pi`
u sofisticati. I due oncologi dell’ospedale di Amarillo sottoposero il paziente a una serie di esami convenzionali, come linfoangiogramma, prelievo del midollo osseo, esami di laboratorio e visite specialistiche. Infine dichiararono che il paziente era guarito e anche oggi sono dello stesso avviso.
Le parole che il dottor Matos disse al dottor Albracht furono: ≪Considerata la velocita`con cui stavi peggiorando la tua vita era seriamente in pericolo. E credo che tu abbia agito nel modo pi`
u giusto per riacquistare la salute, aumentare di peso, recuperare le forze e anche migliorare il tuo colorito≫. Il dottor John Albracht continua tuttora a seguire il programma alimentare e disintossicante previsto dalla Terapia Gerson. Ogni cinque mesi si reca dal dottor Matos per le visite di controllo.
Dopo aver sperimentato su se stesso e con successo le propriet`a della Terapia Gerson per curare i linfomi maligni, il dottor Albracht ha deciso di affiancare la chiropratica con i principi dietetici e nutrizionali. Ammette di aver fatto ricorso al programma dietetico del dottor Gerson come unico modo per salvare e preservare la sua vita. Tuttavia alcuni medici non coinvolti direttamente in questo caso e ferventi assertori dell’utilit`a dei farmaci e delle radio e chemioterapie potrebbero commentare la sua guarigione con disdegno: ≪Non e`che un esempio di una regressione spontanea del tumore≫. Ma il dottor John Albracht, la cui salute ha vacillato a lungo, conosce la verit`a. Nella sua guarigione non c’`e niente di
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spontaneo. Nel 1987 si impegn`o per conseguire questo risultato e ancora adesso continua a impegnarsi ogni giorno.
5.2 Non c’`
e “remissione spontanea” del cancro
Nel Capitolo quarto abbiamo menzionato un articolo che riguardava la remissione dei tumori come risultato di miglioramenti apportati allo stile di vita dei malati. Quest’informazione proveniva da uno studio condotto dal professore Harold D. Foster, B.Sc. Ph.D. docente di geografia e statistico dell’Universit`a di Victoria, nella Columbia Britannica, Canada. Nel 1988 il professor Foster condusse un’approfondita analisi computerizzata dei malati oncologici nei quali si era verificata una remissione spontanea.
Remissione o regressione spontanea significa che la massa tumorale diventa sempre pi`
u piccola oppure scompare completamente (e senza formazione di metastasi) senza ricorrere a nessun trattamento convenzionale.
Il dottor William Boyd M.D., famoso patologo, in un libro pubblicato nel 1961 raccolse un gran numero di casi come questi tutti dettagliatamente documentati. Secondo il dottor Boyd, circa 1 su 100.000 casi di tumore avrebbe mostrato una remissione spontanea. Nella sua serie, pi`u della met`a dei casi dimostrati di remissione spontanea interessavano quattro tipi di tumore: 1) tumore renale, 2) melanoma maligno (tumore dei pigmenti della pelle, 3) neuroblastoma (un tumore raro che colpisce i bambini, 4) coriocarcinoma (un tumore raro della placenta). Mentre l’altra met`a dei casi presentati dal dottor Boyd era composta da uno o due esempi della quasi totalit`a delle diverse forme di cancro.
Nel libro di testo Spontaneuous Regression of Cancer2, rimasto un classico di cui l’oncologo W.H. Cole M.D. ``
e coautore, si afferma che ≪il termine “spontaneo” e una classificazione errata perch´
e alla base di una remissione deve esserci una causa≫. Anche il dottor Max Gerson nei suoi scritti e dispense affermava ripetutamente che la remissione dei tumori non si verifica spontaneamente ma che un particolare miglioramento delle condizioni fisiologiche del paziente induce il tumore a reagire in modo positivo.
≪Ci` e la compren-
o che manca, pertanto – dice il professore Harold D. Foster Ph.D. – `sione da parte delle persone interessate del perch´
e si verifica un considerevole miglioramento dello stato di salute. Ovviamente sono stati suggeriti un’infinit`
a di motivi diversi per spiegare il fenomeno della remissione spontanea≫.
5.3 Remissione spontanea dei tumori studiata dal dottor Harold Foster
Il dottor Foster analizz`o i dati di 200 pazienti che erano guariti e che si erano sottoposti a una forma di trattamento alternativo, come la Terapia Gerson, le erbe di Hoxsey, il metodo dietetico di Kelley, la macrobiotica, la dieta Moerman, i t`
e alle erbe di Jason
2Regressione spontanea dei tumori, N.A.T.
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Inviato 13 May 2011 - 05:19 AM

L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Winters. Egli scopr`ı che pi`u della met`a di questo campione di pazienti guariti da una patologia cronica (il tumore era la patologia pi`u frequente) avevano introdotto dei cambiamenti nella propria alimentazione e nel proprio stile di vita, compreso un programma di disintossicazione con enteroclismi a base di caff`e, enteroclismi di olio di ricino, irrigazioni della sezione superiore del colon, bagni di aria calda, oppure il digiuno. L’88% dei pazienti aveva modificato le proprie abitudini alimentari adottando una dieta vegetariana e il 65% assumeva ogni giorno determinate dosi di supplementi di sostanze minerali; il potassio e lo iodio erano quelli pi`u frequentemente somministrati. Altri nutrienti assunti regolarmente comprendevano niacina, enzimi digestivi, bioflavonoidi, trifoglio pratense e le vitamine A, B12 e C.
Il dottor Foster scrisse che le remissioni “spontanee” dei tumori “tendevano a verificarsi con maggiore frequenza nei pazienti che non fumavano e che seguivano una dieta vegetariana, che non utilizzavano sale da tavola, farina bianca o zucchero e che evitavano alimenti inscatolati, affumicati o surgelati. In genere queste persone si astenevano anche dal consumo di bevande alcooliche, t`e e cacao e per contro
e, caff`prediligevano succhi di frutta e/o verdura fresche appena preparati. Molti prendevano anche integratori di vitamine e minerali oltre a erbe officinali. I pazienti avevano seguito questo tipo di regime alimentare per periodi che andavano da un mese a quindici anni; il periodo medio si attestava sui quarantacinque mesi”.
Il dottor Foster ha confermato che alla base della remissione di un tumore deve sempre esserci una ragione. In ci`o egli si trova d’accordo con le conclusioni originarie del dottor Gerson, il quale affermava che “in realt`
a non esiste nessun processo di remissione spontanea”. I dati sostengono il punto di vista di quest’ultimo cio`e che si verificano remissioni straordinarie “in concomitanza di drastici cambiamenti delle abitudini alimentari che inevitabilmente devono aver portato ad alterazioni nella disponibilita`dei macroelementi e degli oligoelementi sia del sistema immunitario che dei tumori”.
Il dottor Foster sostenne che il protocollo della Terapia Gerson ricorreva di frequente fra i pazienti neoplastici “che erano riusciti ad accrescere le loro aspettative di sopravvivenza perlomeno di dieci volte”. Di questo gruppo facevano parte malati che avevano seguito il protocollo Gerson e che avevano avuto una remissione in caso di tumori cerebrali, linfosarcomi, carcinoma basocellulare, sarcoma renale, melanoma diffuso, carcinoma della mammella, tumore della spina dorsale, tumori del testicolo con metastasi e tumori della ghiandola pituitaria. In quasi tutte le categorie di tumori elencate nello studio del dottor Foster erano presenti pazienti guariti seguendo il metodo Gerson.
Il National Cancer Institute degli Stati Uniti (NCI) e la Canadian Cancer Society (CCS) stanno portando avanti una campagna a sostegno di programmi alimentari che se`
condo loro dovrebbero ridurre l’incidenza del tumore. E interessante notare che dei 200 pazienti presentati nello studio del dottor Foster, e nei quali si `e verificata una remissione della formazione tumorale, molti seguivano una dieta simile a quella propugnata dal dottor Max Gerson. Quelle erano formulazioni pi`u rigide delle stesse diete che sono attualmente sostenute dalla medicina convenzionale rappresentata dalle associazioni NCI e CCS.
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5.4 Come avviare la “remissione/regressione spontanea”
I malati inseriti nello studio nei quali si era verificata una regressione spontanea della patologia avevano adottato metodi terapeutici alternativi (considerati non convenzionali secondo gli standard dell’oncologia moderna).
Tabella 5.1
Frequenza, espressa in percentuale, in cui particolari alimenti e bevande furono evitate dai 200 pazienti neoplastici nei quali si verific`o una “regressione spontanea”.
TIPO DI PERCENTUALE
ALIMENTO O BEVANDA DEL CAMPIONE

Tuttiglialimentiinscatola ..........................................80,0 Tutti gli alimenti surgelati .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. ..80,0 Tuttiglialimentiaffumicati .........................................80,0
Zuccheroraffinato .................................................79,5 Carne .. . .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. 79,5 Alimentisottaceto .................................................75,5
Sale datavola(clorurodisodio) .....................................75,5
Bevandealcooliche ................................................75,5
Spezie ............................................................75,0

Uova .............................................................70,0
Pesce .............................................................67,0
Grassi ............................................................65,5

Farinaraffinata ....................................................65,5
T`e ................................................................65,5
Caff`e .............................................................65,5

Cioccolato ........................................................63,5
Oli ...............................................................62,0
Latte .............................................................62,0

Noci . .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. ..59,5 Soia .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .49,0 Pomodori . .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .38,5 Crostacei ..........................................................16,0
(Riprodotto con il permesso del dottor Foster H.D. da “Lifestyle changes and the ‘spontaneous’ regres
sion of cancer: an initial computer analysis”, in International Journal of Biosocial Research, vol. 10(1),
1988, pp. 17-33).
In 175 dei pazienti esaminati (87,5%) i cambiamenti avevano decisamente migliorato la loro alimentazione. La tabella 5.1 elenca gli alimenti che in generale furono evitati. Come si pu`o notare, questi pazienti, ora guariti, seguirono scrupolosamente le indicazioni alimentari della Terapia Gerson (vedi Capitoli settimo, ottavo e decimo). Dalla loro
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dieta eliminarono totalmente le bevande alcooliche, i grassi, gli oli, i prodotti caseari, le conserve, gli alimenti surgelati e quelli affumicati, i dolci, i cibi salati, speziati e sottaceto. L’80% dei pazienti che riuscirono da soli a curare i vari tipi di neoplasie smisero di mangiare gli alimenti sopraindicati. Inoltre, il 79,5% dei pazienti nei quali in seguito si verific`o la regressione “spontanea” del tumore smise di fare uso di tabacco e di mangiare carne e zucchero.
Tabella 5.2
Frequenza, espressa in percentuale, in cui i 200 pazienti neoplastici nei quali si verific`o una “regressione spontanea” consumarono particolari alimenti e bevande.
TIPO DI PERCENTUALE
ALIMENTO O BEVANDA DEL CAMPIONE

Broccoli ..........................................................84,5
Porri ..............................................................84,5
Cavolfiore .........................................................84,5

Cipolle ...........................................................84,5
Legumi ...........................................................84,5
Carote ............................................................84,5

CavolinidiBruxelles ...............................................84,5
Rape .............................................................82,5
Zucche ...........................................................82,5

Mele .............................................................81,5
Pere ..............................................................81,5
Albicocche ........................................................77,0

Cerealiintegrali ...................................................75,0
Meloni ............................................................73,5
Uva ..............................................................73,0

Pomodori .........................................................72,5
Lenticchie ........................................................69,0
Succodipompelmo(fresco) ........................................58,0

Germoglidierbamedicaesimili ....................................57,5
Succodiarance(fresco) ............................................57,0
Succodimela(fresco) ..............................................57,0

Succod’uva(fresco) ...............................................55,0
Succodipomodoro(fresco) .........................................55,0
Succodicarote(fresco) ............................................53,5

Succodiverdureafogliaverde(fresco) ..............................51,5
Fegato ............................................................46,5
Uvapassa .........................................................46,5

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TIPO DI PERCENTUALE
ALIMENTO O BEVANDA DEL CAMPIONE

Mandorle .........................................................32,0
Ananas ...........................................................26,0
Fiocchidiformaggio ...............................................24,5

Latticello(battutoeprivodifermenti) ................................24,5
Uova .............................................................24,5
Erbadigrano ......................................................22,0

Yogurt ............................................................21,0
Oliodioliva .......................................................20,5
Semidigirasole ...................................................19,5

Erbad’orzo .......................................................18,5
Avocado ..........................................................18,5
Kefir .............................................................16,5

Aglio . .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. .14,0 Olio di semi di lino . .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .7,5 Miso .............................................................. 4,5 Tamari .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. .. .. . .. .. .. .. .. .. . 2,0
(Riprodotto con il permesso del dottor Foster H.D. da “Lifestyle changes and the ‘spontaneous’ regression of cancer: An initial computer analysis”, in International Journal of Biosocial Research, vol. 10(1), 1988, pp. 17-33).
Anche in questo caso pi`u del 50% dei pazienti evit`o il consumo di spezie, uova, pesce, oli e grassi, caff`e, t`e, cacao, cioccolato, farina raffinata, latte e noci.
I pazienti neoplastici con regressione apparentemente “spontanea” consumarono gran-di quantit`a di determinati alimenti che sono riportati nella tabella 5.2. Gli alimenti consumati dalla maggior parte dei pazienti e che dimostrarono di possedere sostanze anticancerogene furono gli ortaggi freschi, in particolar modo, carote, rape, zucche, broccoli, porri, cavolfiori, cipolle, legumi e cavolini di Bruxelles. Questi ortaggi furono i soli alimenti consumati da oltre l’80% dei pazienti neoplastici guariti spontaneamente.
`
E importante sottolineare che il 57% di questi malati fortunati (o informati pi`
u di altri)
seguirono quanto raccomandato dalla Terapia Gerson a proposito del consumo di succhi di mele, carote e arance appena preparati. Infatti, il succo di carota appena preparato ebbe un ruolo di fondamentale importanza nella dieta del 53,5% dei pazienti componenti il campione. Circa la met`a dei malati in cui si ebbe regressione spontanea del tumore consum`o anche succhi di pompelmo, uva e pomodoro. Altri alimenti normalmente consumati comprendevano cereali integrali, germogli di erba medica, meloni, pomodori, lenticchie, uva e albicocche.
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5.5 Come sopravvivere e prosperare per quarant’anni dopo la Terapia Gerson
Certo non mancano i casi che attestano come i miglioramenti apportati all’alimentazione unitamente a stili di vita pi`u salutari siano in grado di sconfiggere i tumori e altre patologie che si manifestano con il totale deterioramento delle cellule. Soprattutto le pro-ve provenienti dalle dichiarazioni di pazienti che vivono a lungo, anche quarant’anni o pi`u dopo aver seguito il trattamento terapeutico consigliato dal dottor Max Gerson. Di seguito abbiamo riportato uno dei molti esempi di una malata che `
e guarita dopo aver seguito la Terapia Gerson per combattere un osteosarcoma e che `e felicemente vissuta per quarantadue, anni.
Oggi Carla Shuford `e felice e gode di ottima salute a quarantadue anni di distanza da quando all’et`a di quindici anni le fu diagnosticato un sarcoma metastatico osteogenico.
Il sarcoma osteogenico ` e il secondo tipo di osteosar
e un tumore del tessuto osseo ed `coma primario pi`u diffuso. Sebbene l’osteosarcoma colpisca pi`u di frequente i giovani fra i dieci e i vent’anni di et`a, questo particolare tipo di tumore pu`o attaccare l’organismo a qualsiasi et`a. Circa la met`a degli osteosarcomi si formano in prossimit`a del ginocchio o del femore ma possono interessare qualsiasi osso. Inoltre, in un secondo momento, ten-dono a diffondersi anche ai polmoni. Solitanente i sarcomi osteogenici provocano forti dolori e tumefazioni attorno alla sede tumorale.
Carla Shuford fu attaccata da questa malattia ma riusc`ı a salvarsi seguendo l’efficace programma nutrizionale e di disintossicazione concepito dal dottor Gerson. Ella, per salvare la vita di altri ragazzi malati di tumore scrisse la sua storia che fu pubblicata nel numero di luglio/agosto 1998 dal bollettino bimestrale Gerson Healing Newsletter.
Riportiamo di seguito la storia di Carla Shuford:
“Quest’anno, il 4 settembre 1998 festegger`o il mio quarantesimo anniversario, un anniversario di vita! Mi diagnosticarono un tumore e quello stesso giorno di quarant’anni fa mi fu amputata la gamba sinistra a partire dall’inguine. Avevo vissuto sette mesi di dolori lancinanti prima che scoprissero il tumore. Cos`ı quando il risultato della biopsia conferm`o al dottor Preston (il chirurgo che aveva eseguito il prelievo) la presenza di un sarcoma osteogenico, la prognosi non fu confortante. Il tumore era penetrato anche nel sistema linfatico e mi restavano sei mesi di vita. A quell’epoca [all’inizio di settembre del 1958] la radioterapia e la chirurgia erano le tecniche di cura utilizzate per queste malattie. La radioterapia non era possibile a causa della particolare sede del tumore e i medici, presi dalla disperazione, decisero di procedere con un intervento chirurgico drastico, offrendomi l’ipotetica possibilit`
a di poter rimandare la mia morte di trenta
o sessanta giorni al massimo. Eppure, proprio il giorno del mio intervento e precisamente nell’esatto momento in cui mi sottoponevano all’operazione, accadde qualche cosa di molto meno drammatico ma molto pi`u importante. Mia madre si trovava nello studio di New York del dottor Max Gerson e stava prendendo accordi con lui [in persona] perch´e cominciassi la sua terapia subito dopo la mia dimissione dall’ospedale.
I cinque anni seguenti sarebbero stati anni di duro e continuo lavoro, poich´e i miei ge
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nitori dedicarono la loro vita a sostentare la mia secondo i canoni del dottor Gerson. Non avevamo molte disponibilit`a; eravamo contadini delle montagne occidentali della Carolina del Nord. Per vivere dipendevamo dalla mungitura a mano della nostra mandria di trenta vacche jersey e dalla consegna giornaliera del latte ai nostri clienti.
Anche se per me sarebbe stato meglio essere ricoverata presso la clinica del dottor Gerson a New York, le circostanze lo resero impossibile. A causa della grande richiesta di tempo, energia e difficolt`a nel reperire alimenti privi di pesticidi, oltre all’esattezza e accuratezza richieste dal programma, il dottor Gerson era contrario al fatto che i pazienti seguissero la terapia a casa, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento. Tuttavia fu colpito dal comportamento di mia madre, cos`ı determinata e sempre attenta ai dettagli. Per contraccambiare la sua fiducia, mia madre gli promise che avrebbe seguito il suo programma alla lettera.
Cos`ı cominciarono cinque anni di diligente osservanza della Terapia Gerson da parte di mia madre, di mio padre e mia. In quegli anni lo spremifrutta Gerson era una macchina incredibilmente pesante (simile a un cric) con pressa e tela di lino separate per pressare gli alimenti macinati in modo da evitare i rischi di ossidazione. Per fortuna dopo aver munto vacche per anni avevamo braccia molto robuste visto che per far funzionare quell’utensile c’era bisogno di una grande forza! Poich´e il succo doveva essere preparato fresco a ogni somministrazione, mia madre finiva a malapena di lavare la macchia e i teli che era gi`a tempo di ricominciare.
Sempre in quegli anni il “succo” di fegato era ottenuto dalla macinazione e spremitura di fegato di vitello che non era mai stato congelato. Il posto pi`u vicino per ottenere il fegato si trovava a Asheville, a circa 64 chilometri di distanza. Mio padre aveva il compito di andare alla stazione locale e aspettare la corriera delle 15 che avrebbe consegnato la nostra ordinazione di fegato fresco.
Fin dall’inizio degli anni Cinquanta mio padre aveva abbracciato i principi della coltivazione biologica ma nessuno dei nostri vicini di casa aveva dimostrato interesse a seguire il suo esempio. La quantit`a di lattuga e carote che ogni giorno occorrevano per i succhi nonch´e degli altri ortaggi e dei tuberi per la zuppa prescritta erano enormi [per me], di conseguenza mio padre fu costretto a chiedere aiuto ai vicini. Alcuni agricoltori accettarono di affittargli una parte del loro orto da coltivare senza l’uso di antiparassitari. In quei lotti si coltivavano “carote di Carla”, “lattuga di Carla” e “verdure di Carla”.
Il resto `e noto; il dottor Gerson mor`ı nella primavera del 1959, meno di sei mesi dopo aver incontrato mia madre. I medici alla fine si stancarono di sottopormi ogni mese a esami radiologici che davano sempre esiti negativi. Ogni anno la clinica Sloan Kettering [specializzata nella cura dei tumori] inviava un questionario per sapere se ero ancora viva, e ogni anno, con loro grande stupore, era sempre rispedito al mittente. Nel 1988 mi resi conto che ero vissuta oltre il loro studio trentennale.
Mio padre mor`ı nel 1965. Mia madre `
e morta il 18 gennaio di quest’anno (1998) appena tre giorni prima del suo novantesimo compleanno. Da aprile sono ufficialmente entrata a far parte della popolazione anziana visto che ho compiuto cinquantacinque anni. Mangio solo alimenti biologici e non trattati con additivi chimici, soprattutto
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frutta, ortaggi e cereali integrali. Ogni mattina nuoto per circa un chilometro e mezzo e godo di ottima salute a parte il logoramento che accompagna quarant’anni di vita trascorsa sulle stampelle.
Nel cassetto della mia scrivania tengo una cartella intitolata “Dossier Gerson” dove conservo le informazioni sulla mia salute e in questo modo sapr`o che cosa fare se per caso dovr`o ricorrere di nuovo all’aiuto del dottor Max. E forse, ancora pi`u importante, non vedo l’ora di festeggiare il mio quarantesimo anniversario il 4 settembre 1998 e ancora una volta ringraziare mia madre, mio padre e il dottor Max Gerson per LA MIA VITA!.
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Parte II


La Terapia Gerson
in azione

67

Capitolo 6

Come curare i melanocarcinomi con la Terapia Gerson
Quando un tumore cutaneo maligno, melanocarcinoma – vale a dire un tumore che pu`o provocare la morte – `
si e diffuso, oppure ha formato metastasi in tutto il corpo, viene classificato come un tumore di grado IV. Si tratta indubbiamente di una situazione molto grave e che pu`o mettere in serio pericolo la vita del paziente. In presenza di un tale stadio di sviluppo gli oncologi convenzionali faticano a pronunciare prognosi ottimistiche.
Un melanocarcinoma (letteralmente “tumore nero”) `
e una formazione tumorale cutanea pigmentata ed `
e la forma di tumore cutaneo pi`u pericolosa e, in assoluto, uno dei `
tumori pi`u maligni. E in grado di diffondersi a ogni organo e tessuto e causare la morte del paziente nell’arco di un anno dal momento in cui comincia a manifestarsi in varie parti del corpo (formazione di metastasi). Sebbene sia difficile che un tumore possa diffondersi anche al feto (vedi caso di Lana Matuseck verso la fine del presente Capitolo), il melanoma `e in cima alla lista di quei tumori la cui trasmissione pu`o avvenire in questo modo.
Il melanocarcinoma `e particolarmente diffuso nei soggetti di et`a compresa fra i quaranta e i sessant’anni. Sebbene non sia annoverato tra i tumori pi`u diffusi la sua incidenza a livello mondiale sta aumentando pi`u rapidamente di qualsiasi altro tipo di tumore. Solo negli Stati Uniti nel 1997 ne sono stati registrati 40.300 casi mentre nel 1998 se ne contano un numero decisamente superiore. Il melanocarcinoma `e costituito da un unico tipo di cellule – i melanociti, cio`e cellule che producono un pigmento scuro – ma esistono alcune varianti che si distinguono in base alla forma, per esempio se cubica o fusiforme. Il comportamento dei nevocarcinomi `e simile a prescindere dalla loro forma mentre nel caso del melanoma dell’occhio la forma ne determina il comportamento in modo significativo.
68

L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
6.1 La signora Dael Mintz risulta affetta da melanocarcinoma di grado IV
Nel giugno del 1993, Dael Mintz di Calabasas, in California, arriv`o alla clinica specializzata in terapie naturali di Tijuana in Messico dove viene praticata la Terapia Gerson. Aveva cinquantacinque anni e la sua vita era gravemente in pericolo a causa di un melanocarcinoma di grado IV. La donna sfid`o tutti i pronostici della medicina convenzionale.
≪In verit` o qui al centro per il trattamento Gerson di Tijuana,
a, quando la signora arriv`pensavamo che la prognosi non fosse molto favorevole≫, confessa la dottoressa Alicia Melendez, medico qualificato nella pratica della Terapia Gerson e che si sta specializzando nella cura dei tumori utilizzando pratiche olistiche.
≪Era affetta da una grave forma di melanocarcinoma, con masse tumorali nei polmoni e nel fegato e lesioni che invadevano e comprimevano le vertebre toraciche e quelle cervicali. Il tumore pi`
u grande di Dael misurava 11,5 cm di larghezza; aveva una massa a grappolo proprio sotto la pelle del torace e anche una formazione tumorale sul naso≫, continua la dottoressa Melendez. ≪Nonostante l’asportazione chirurgica e un innesto cutaneo, non erano riusciti a eliminare il tumore al naso che in breve si era riformato acquistando le dimensioni di un acino. In tutto trovammo venti tumori distribuiti in varie parti del corpo (comprese le anche, la colonna vertebrale, il fegato, le ossa e i reni) e la malata aveva anche una clavicola gonfia con evidenti segni del tumore≫.
In California, gli oncologi di medicina convenzionale avevano perduto ogni speranza. Infatti secondo la loro diagnosi alla signora Mintz non restavano che sei mesi di vita. Quando un melanocarcinoma `
e a uno stadio cos`ı avanzato la medicina convenzionale (allopatica), incentrata sull’uso dei farmaci, non pu`o fare altro che dichiarasi sconfitta. Il melanocarcinoma di grado IV `
e refrattario alla radioterapia, all’immunoterapia e alla chemioterapia. Nessuno di questi rimedi consolidati hanno dimostrato di poter offrire risultati durevoli. Tutti gli oncologi vi diranno che i tumori cutanei di grado IV sono fra i tumori pi`u difficili da curare. E tuttavia non fu cos`ı per Dael Mintz.
Durante le tre settimane di ricovero presso la clinica per la Terapia Gerson e poi per diciotto mesi a casa propria, la signora Mintz segu`ı il programma nutrizionale Gerson: si aliment`o con la speciale dieta, consum`o succhi di verdure fresche, assunse integratori, ricevette speciali iniezioni, disintossic`o il proprio organismo e ricevette gli enteroclismi a base di caff`e. Inoltre le furono fatte applicazioni di ozono per via topica per le lesioni sul naso, e due volte al giorno, anche per via rettale per favorire la generale disintossicazione dell’organismo. Alla fine delle tre settimane, la paziente mostrava ancora alcune lesioni sul corpo e interne ma si sentiva molto meglio e piena di energia. Complessivamente, i medici della clinica e il resto del personale la dichiararono in via di guarigione. Quindi ritorn`o a casa dove continu`o il trattamento da sola.
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6.2 Remissione, regressione e scomparsa del melanocarcinoma di grado IV
La dottoressa Melendez ammette che inizialmente la paziente si presentava come un caso incredibilmente difficile. ≪Il suo stato di salute nel momento in cui fu ospedalizzata nella nostra clinica era simile a un treno che scendeva a tutta velocit`
a lungo il versante di una montagna e il cui conducente aveva avuto un infarto. Il proliferare del melanoma era incontrollabile nello stesso modo. Dovevamo fermare quel treno e spingerlo di nuovo in cima alla montagna≫, racconta la dottoressa specializzata nella cura dei tumori.
Nei sei mesi in cui la signora Mintz segu`ı il programma Gerson, la clavicola recuper`o l’aspetto normale. Dopo altri sei mesi, gli esami di tomografia assiale computerizzata (TAC) che venivano periodicamente eseguiti come procedura diagnostica, indicavano che le dimensioni dei tumori al fegato si erano notevolmente ridotte; la TAC mostrava anche che la maggior parte delle metastasi agli organi erano scomparse. Sei mesi pi`u tardi, a circa un anno e mezzo di distanza da quando aveva iniziato il programma di autotrattamento, la TAC di controllo rivel`
o una progressiva riduzione del tumore epatico e che dei tumori ai polmoni ne restavano solo due su i cinque iniziali.
Un anno pi`
u tardi, nel giugno 1996, nel polmone sinistro non c’erano che due noduli calcificati e nel lobo destro del fegato non restava che una calcificazione di un millimetro. Si era a uno stadio di remissione prossimo alla regressione totale e ci si stava avvicinando sempre pi`
u allo stadio finale di completa scomparsa del melanocarcinoma di grado IV. Questo avvenimento, comune nei pazienti che seguono la Terapia Gerson, fu confermato a pi`u riprese in due modi: dalle visite di controllo che Dael Mintz fece presso il suo oncologo e dalle visite di controllo presso l’ospedale per la cura Gerson di Tijuana.
≪Fra il giugno 1993 e il giugno 1996, lo spessore del tumore sul naso diminu`ı, formando al centro un’area concava, e anche il colore divenne pi`
u chiaro≫ rifer`ı il medico messicano della malata la stagione seguente. ≪Dael si sente molto meglio nonostante il persistere della lesione sul naso. Anche le dimensioni di quest’ultima lesione si sono ridotte notevolmente rispetto a quelle iniziali e sicuramente col tempo guarira`≫.
La paziente segu`ı la Terapia Gerson per due anni e trascorso questo tempo, la dottoressa Alicia Melendez fu in grado di dichiararla “quasi completamente libera dal cancro”. Tenendo presente che l’aspettativa di vita di una persona affetta da melanocarcinoma di grado IV `
e, nella maggioranza dei casi, al di sotto di un anno, per un paziente essere ancora viva dopo sette anni `e a dir poco incredibile.
Tornata a casa, a Calabasas, raccont`o al suo oncologo allopatico della guarigione ed egli rimase “attonito e meravigliato” rivela la signora Mintz. ≪Non riusciva assolutamente a capire che cosa avesse causato quest’inversione nello sviluppo del mio melanoma che era stato diagnosticato fatale. Per fortuna il mio oncologo ha avuto abbastanza buonsenso da incoraggiarmi a seguire la Terapia Gerson≫. Dael si presenta regolarmente ai controlli per assicurarsi che non ci siano nuove formazioni tumorali.
Abbiamo raccontato la storia di questo caso di melanocarcinoma di grado IV perch´e
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Dael Mintz presentava un tumore cutaneo con metastasi multiple che `e pi`u grave anche della maggior parte dei melanomi maligni esaminati da un’approfondita e ampia indagine retrospettiva. Parleremo di questa ricerca nella pagine seguenti. Un’indagine retrospettiva si pone l’obiettivo di valutare il rendimento di una determinata terapia utilizzata nel passato. Questa indagine prendeva in esame quanti pazienti affetti da melanocarcinoma erano sopravvissuti per almeno cinque anni (considerati “curati” secondo i ricercatori oncologici dell’American Cancer Society).
L’indagine retrospettiva qui riportata metteva a confronto malati di melanocarcinoma che iniziarono la Terapia Gerson sotto il controllo medico e poi, come la signora Mintz, continuarono a seguire il trattamento da soli, a casa propria. Il caso della paziente affetta da melanoma che abbiamo descritto e quello di altri 152 malati che seguirono la Terapia Gerson con entusiasmo (in tutto un campione di 153 persone) ebbero risultati sorprendenti in rapporto all’indice di sopravvivenza fissato a cinque anni. Il 69% di questo campione visse per pi`u di cinque anni. Questo risultato fu confrontato con quello di altri pazienti affetti da melanocarcinoma estrapolato dalla letteratura medica (16.229 in tutto) e che si erano sottoposti a diversi tipi di terapia. Salta subito all’occhio che i pazienti che non seguirono la Terapia Gerson furono meno fortunati e molti di loro morirono prima di raggiungere il traguardo dei cinque anni (solitamente entro un anno).
6.3 Indagine retrospettiva sul melanocarcinoma in rapporto all’indice di sopravvivenza a cinque anni
L’indagine sul melanoma fu condotta da membri del Gerson Institute e del Cancer Prevention and Control Program1 dell’Universit`a della California, entrambi situati a San Diego. Questa indagine retrospettiva descriveva tutti i pazienti, anche quelli che non risposero alla terapia, e includeva i melanomi maligni di grado I e II (localizzati), di grado IIIA e IIIB (con metastasi localizzate), di grado IVA (metastasi diffuse nei linfonodi, nella pelle e nei tessuti subcutanei) e di grado IVB (metastasi negli organi viscerali). Nel settembre del 1995 una rivista medica specializzata pubblic`o un articolo intitolato “Aspettativa di vita a cinque anni in pazienti affetti da melanocarcinoma curati con la Terapia Dietetica secondo il metodo del dottor Gerson: un’indagine retrospettiva”.
Gli autori dell’articolo, G. L. Hildenbrand, L. Christeene Hildenbrand, Karen Bradford e Shirley W. Cavin riproponevano, riassumendoli, i risultati clinici dei pazienti affetti da melanocarcinoma e curati con la terapia nutrizionale contro il cancro messi a confronto con gli esiti riportati nella letteratura medica. Nello studio retrospettivo furono valutati 153 pazienti bianchi adulti, affetti da melanocarcinoma che nell’arco di tempo di quindici anni – dal 1975 fino a tutto luglio 1990 – furono sottoposti alla terapia nutrizionale contro il cancro elaborata dal dottor Max Gerson (il quale originariamente aveva gi`a condotto le sue ricerche negli anni Trenta del Novecento presso l’Universit`a di Monaco).
Pur avendo pubblicato i risultati del suo programma dietetico in Europa, il dottor
1Programma di prevenzione e controllo del cancro, N.A.T.
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Gerson divulg`o pi`u diffusamente le sue scoperte solo dopo il 1936 quando immigr`o negli Stati Uniti.
L’et`a dei pazienti neoplastici sottoposti alla Terapia Gerson andava dai venticinque ai settantadue anni. I partecipanti al programma Gerson furono sottoposti a un’alimentazione latteo-vegetariana, povera di sodio, di grassi e di proteine. Ricevettero notevoli quantitativi di potassio, liquidi e nutrienti sotto forma di succhi di verdura e/o frutta fresche, somministrati ogni ora in dosi da 250 ml per volta. Le funzioni metaboliche furono stimolate con la somministrazione di ormone tiroideo. L’apporto calorico fu limitato fra 2.600 e 3.200 calorie al giorno. Furono somministrati anche enteroclismi di caffe`per stimolare la detossificazione, ridurre il dolore e aumentare l’appetito.
Alcuni di questi pazienti furono curati da medici esterni ma la maggior parte fu ospedalizzata in strutture che praticavano la Terapia Gerson situate a Tijuana, in Messico. (Furono esaminate le cartelle cliniche di pazienti provenienti da quattro diversi ospedali di Tijuana).
Dall’indagine retrospettiva risult`o che il 100% dei 14 pazienti sottoposti alla Terapia Gerson (d’ora in poi indicati con la sigla PTG) affetti da melanocarcinoma di grado I e II sopravvisse per cinque anni mentre visse altrettanto a lungo solo il 79% dei 15.798 pazienti affetti da melanocarcinoma di grado I e II non sottoposti a tale terapia, come indicato dal medico oncologo C. M. Balch.
L’82% dei 17 PTG con melanocarcinoma di grado III (con metastasi localizzate) era ancora vivo dopo cinque anni contro appena il 39% dei 103 pazienti con melanocarcinoma di grado III curati presso la clinica tedesca Fachklinik Hornheide.
Il 71% dei 33 PTG con melanocarcinoma di grado IIIA e IIIB vissero per cinque anni contro il 41% dei 134 pazienti con melanocarcinoma di grado IIIA e 11113 curati alla clinica Fachklinik Hornheide.
Il 39% dei 18 PTG con melanocarcinoma di grado IVA era ancora vivo dopo 5 anni contro un esiguo 6% dei 194 pazienti con melanocarcinoma di grado IV dell’Eastern Cooperative Oncology Group2.
Di 71 PTG non statisticamente registrati, dopo esclusioni, il numero totale di 153 pazienti sopravvissuti per cinque anni rivelarono che esisteva chiaramente una relazione con il grado di gravit`Di alcuni pazienti mancano i dati di follow-up
a della patologia. perch´e morirono per cause estranee al melanoma o perch´e smisero di tenersi in contatto con i ricercatori e fu quindi impossibile rintracciarli.
Per il melanocarcinoma di grado III, la American Cancer Society ha registrato un tasso di sopravvivenza fino a cinque anni pari al 39%; mentre `e stato accertato che il tasso di sopravvivenza nei malati di melanocarcinoma di grado III curati con la terapia alimentare del dottor Max Gerson `
e del 71%. Le percentuali di sopravvivenza per uomini e donne erano uguali nel caso di melanocarcinoma di grado I, II, IIIA e IIIB, ma per il melanoma di grado IVA (come quello di Dael Mintz), le donne mostrarono una percentuale di sopravvivenza nettamente superiore rispetto a quella degli uomini. La percentuale di sopravvivenza non fu valutata per il melanocarcinoma di grado IVB.
2Gruppo cooperativo di ricerca clinica oncologica che conduce studi clinici di fase II, N.A.T.
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Numerosi aspetti del programma terapeutico Gerson sono stati ipoteticamente indicati come i fattori che hanno determinato la vittoria sulla malattia, tuttavia non `
e stato identificato nessun meccanismo esplicito. Come leggerete nei capitoli che seguono, i vari elementi che costituiscono il programma della Terapia Gerson hanno come obiettivo il miglioramento del processo di ossidazione della struttura cellulare del malato. Ne consegue che per curare in modo radicale i tumori e le altre malattie degenerative, occorre aumentare la funzione di ossidazione in modo considerevole.
Solitamente i malati ignorano il fatto che negli anni Venti del Novecento, molto prima che gli antibiotici apparissero sulla scena, le malattie croniche sostituirono quelle infettive come preoccupazione principale della sanit`Esiste uno schema
a pubblica. generale del cattivo stato di salute cronico collegato soprattutto a fattori nutrizionali erroneamente applicati. La Terapia Gerson non fa altro che correggere efficacemente quei fattori strutturali interni che hanno subito una modificazione.
La prima Inchiesta sulla Salute Nazionale condotta nel 1935 rivel`o che il 22% degli americani soffriva di una malattia cronicizzata. Nel 1987 quasi il 30% della popolazione (pi`u malattie croniche.
u di 90 milioni di americani) soffriva di una o pi`In base alle tendenze dei decenni precedenti e successivi, si stima che circa il 50% della popolazione americana (forse 150 milioni di persone) presenter`a una malattia cronica prima della fine del 2000. Queste considerazioni sono pertinenti con la Terapia Gerson, poich´e il metodo del dottor Gerson offre una soluzione per eliminare in modo permanente ogni tipo di malattia degenerativa cronica ma soprattutto i cento o pi`Vo
u tipi di tumore. gliamo sottolineare che Medicare – sistema di previdenza pubblica per cittadini oltre i 65 anni e i portatori di handicap – ha disperatamente bisogno della Terapia Gerson poich´e nel programma di Medicare, pi`
u del 10% dei beneficiari utilizzano circa il 72% delle risorse mediche. Nel 1998, questa elevata percentuale di malati cronici assorb`ı una parte consistente del denaro dei contribuenti e si prevede che la situazione tender`
aa peggiorare di anno in anno.
6.4 La Terapia Gerson riesce a guarire Julie Hepner da un melanoma
Julie Hepner cess`o di essere una ragazza in buona salute nel 1988 quando non aveva che ventidue anni. A Julie fu asportato un nevo dalla spalla destra e dall’esame bioptico risult`o che si trattava di un melanocarcinoma. Nei quattro anni che seguirono Julie fu sottoposta a sette interventi chirurgici per asportare un nodulo al collo, un tumore al cervello, una cisti all’ovaio, un’escrescenza delle tonsille e circa 46 cm di colon. Ogni volta la biopsia dava sempre esito positivo. Dopo l’intervento al colon, Julie cominci`o a seguire la Terapia Gerson. In questo fu aiutata dalla madre e seguita regolarmente da medici specializzati in endocrinologia che praticavano la Terapia Gerson e che avevano lo studio non lontano dal suo quartiere. A parte una lieve ricaduta nel 1993 quando si trasfer`ı in una nuova casa imbiancata e arredata con tappeti nuovi e cominci`
o a soffrire di allergie causate dall’ambiente, il resto del tempo Julie si sent`ı “incredibilmente bene”. Questa giovane donna, colpita da melanocarcinoma, non ha avuto ulteriori recidive e ancora oggi continua
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a seguire la Terapia Gerson anche se in forma meno rigorosa. (La fotografia ritrae Julie Hepner com’`e oggi a distanza di undici anni dalla diagnosi di melanocarcinoma).
6.5 Carol Askhew riesce a curare il melanoma, l’artrite e l’epatite C cronica
Carol Askhew trov`o aiuto nella Terapia Gerson per curare tre patologie diverse, a cominciare dall’artrite che aveva gi`a costretto il padre e la sorella a sottoporsi a un trapianto multiplo dell’anca. Sebbene l’artrite le caus`o notevoli problemi di salute che riusc`ı a superare con la Terapia Gerson, un melanoma le cre`o problemi molto pi`u gravi. Fu la presenza del melanocarcinoma a spingere Carol ad adottare la dieta Gerson e il programma di detossificazione metabolica.
Il suo tumore fu individuato dopo che a suo padre fu diagnosticato un melanoma. Carol cominci`o a preoccuparsi e fece eseguire una biopsia di una ulcerazione che piu`di una volta era stata trattata con crioterapia. Quando i risultati indicarono che si trattava di melanoma maligno, Carol Askew si fece ospedalizzare in una clinica che praticava la Terapia Gerson dove rimase per due settimane. Il suo miglioramento fu immediato e continu`o a migliorare seguendo la terapia anche a casa. L’artrite e il melanoma scomparvero e da allora non ha pi`u avuto ricadute.
Poi, nel dicembre del 1995, una biopsia al fegato richiesta per verificare la natura di un’infezionedicuiavevacominciatoasoffrireindic`ocheeraaffettadaepatite C digrado III. Ancora una volta Carol Askew si rivolse alla Terapia Gerson: segu`ı da sola il trattamento osservando alla lettera tutte le indicazioni. I valori degli enzimi epatici ritornarono normali e lo sono ancora oggi. Il suo stato di salute continua a migliorare.
A proposito della Terapia Gerson Carol Askhew ha affermato:
≪Niente ti fa capire che devi fare qualche cosa per mantenere la buona salute come il fatto di perderla≫.
≪Il cancro `e un sintomo. Curate la causa≫.
≪La Terapia Gerson mi ha salvato la vita≫.
≪Seguendo la Terapia Gerson sento che la mia salute migliora di giorno in giorno≫
6.6 Kathleen Monaghan sconfigge la forma pi`
u maligna di melanoma
A seguito dell’asportazione di un nevo e di alcuni noduli linfatici al braccio destro, a Kathleen Monaghan venne diagnosticato un melanocarcinoma di grado IVB, uno dei tumori cutanei pi`u pericolosi. Nel giro di un anno il melanoma aveva creato metastasi nel fegato e
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nelle ghiandole surrenali dove era comparso un ulteriore tumore. I medici comunicarono alla famiglia Monaghan che a Kathleen rimanevano solo trenta giorni di vita.
I quattro autori dell’indagine retrospettiva relativa alle aspettative di vita a cinque anni che abbiamo precedentemente illustrato, non cercarono di valutare l’incidenza di sopravvivenza della Terapia Gerson per i tumori di grado IVB perch´e non riuscirono a trovare, nei vari sistemi di cura a livello mondiale, dati comparativi relativi a un campione sottoposto allo stesso trattamento. In altri termini, avevano pazienti affetti da melanocarcinoma di grado IVB a stadio avanzato, ma non riuscirono a trovare in nessun altro luogo un gruppo di pazienti che avesse vissuto abbastanza a lungo per permettere un confronto.
Nonostante la disapprovazione della famiglia, nell’ottobre del 1993 Kathleen Monaghan si fece ricoverare in una clinica di Tijuana, in Messico, specializzata nella Terapia Gerson. Quindi cominci`
o a seguire il programma alimentare e di disintossicazione con grande entusiasmo sentendosi immediatamente rinvigorita.
6.7 La Terapia Gerson pu`o curare il melanoma oculare
Di recente Charlotte Gerson ha ricevuto una telefonata da parte di una donna la quale la informava che lei e la figlia nel 1982 avevano seguito la Terapia Gerson in una clinica messicana specializzata nella cura dei tumori. La madre aveva seguito la figlia, Lana Matuseck, di ventisei anni. Un periodo prolungato di malnutrizione durante i nove mesi di gravidanza l’anno prima aveva lasciato un segno indelebile nell’organismo della ragazza. Nel 1982, al tempo della loro visita oltre il confine fra il Messico e gli Stati Uniti, avevano portato anche il bimbo di un anno. Durante la gravidanza a Lana era stato diagnosticato un melanoma oculare nell’occhio sinistro dai medici della prestigiosa clinica Health Sciences Centre di Portland, nell’Oregon.
Lana era stata fortunata perch´
e a causa della gravidanza non era stata sottoposta a chemioterapia; tuttavia il bimbo aveva appena un anno e Lana aveva gi`a subito sette interventi chirurgici, ogni volta per asportare parte del melanoma che si stava diffondendo attorno al bulbo oculare. Ma altro tessuto tumorale continuava a formarsi nella cavit`a orbitale e a ogni intervento veniva asportato sempre pi`u tessuto neoplastico. I risultati erano limitati e il tumore continuava a ripresentarsi.
Per il personale del Gerson Institute `
e profondamente doloroso sentire che giovani donne in attesa di un figlio o come Lana, madri di bambini in tenera et`
a, vengono colpite da tumori. Sfortunatamente tutto ci`o non accade di rado. In situazioni come queste, tutti i tipi di tumore hanno un denominatore comune: l’organismo `
e affetto da intossicazione e difese insufficienti.
Infatti non `e possibile che il tumore possa trovare un ambiente favorevole per svilupparsi se l’organismo `e sano. Quando tutte le difese, primo fra tutte il sistema immunitario, funzionano perfettamente, un organismo sano riesce a uccidere ed eliminare le cellule tumorali non appena compaiono. Quindi, prima che un tumore si diffonda e manifesti la
`
sua presenza, ci deve essere un indebolimento delle difese immunitarie. E allora che il sistema immunitario non svolge pi`u il suo lavoro, il sistema enzimatico risulta danneggia
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to, gli enzimi pancreatici cessano di distruggere le proteine estranee (tessuto tumorale), il sistema ormonale si impoverisce e anche le sostanze minerali si esauriscono.
Attualmente, l’organismo di molte altre giovani donne, come quello di Lana, mantengono a malapena un equilibrio che `
e al di sotto delle condizioni medie di salute. Tuttavia, quando aspettano un bambino, ai loro corpi `
e richiesto di creare una persona interamente nuova con organi propri. Questo compito prosciuga tutte le energie di un organismo gi`
a debole, che funziona a fatica. Sia la futura madre che il neonato dovranno pagare un prezzo molto alto per questa malnutrizione cronica.
Quando il cibo ingerito contiene tutti gli ingredienti necessari (vitamine fresche allo stato naturale, minerali ed enzimi facilmente assimilabili piuttosto che preparazioni chimiche), l’organismo di una donna gravida riceve quelle sostanze supplementari necessarie per portare a termine il suo compito come ha fatto per migliaia di anni. Eppure, vediamo che la moderna dieta americana `e gravemente carente di questi nutrienti vitali e, al contrario, non fa che indebolire ancora di pi`u l’organismo di una donna in stato interessante con grassi in eccesso, proteine e sale senza contare gli additivi alimentari come conservanti, coloranti, emulsionanti e altri ancora.
Ci troviamo di fronte a un mistero: la natura si preoccupa sempre per il nascituro, per la nuova vita, e far`
a in modo di formare un organismo perfetto con le vitamine, i minerali e i nutrienti a disposizione. Se la madre non si fornisce di questi elementi tramite un’alimentazione adeguata, la natura prender`
a quanto le serve per il feto dall’organismo materno gi`
a indebolito. Di conseguenza i minerali, gli enzimi e i nutrimenti per l’organismo della donna diminuiranno ulteriormente e in modo grave. Non avendo pi`u difese immunitarie, la malattia comincer`a ad attaccare la parte pi`u debole dell’organismo femminile. Se il livello di deplezione e tossicit`a ``
e molto grave, e probabile che insorga un tumore. Oppure, in altre circostanze la malattia pu`o manifestarsi “solo” in forma di tossiemia gravidica, problemi renali, disturbi dell’apparato genitourinario o altre disfunzioni interne. Inizialmente tutti e tre i medici di Lana – un internista, un oftalmologo e un oncologo – furono d’accordo nell’affermare che la donna non sarebbe sopravvissuta neppure cinque mesi. Ma Lana, contro ogni aspettativa, super`o abbondantemente quella spaventosa previsione. Ciononostante, i tre medici ribadirono alla madre della paziente che la situazione della figlia era “senza speranze e che non c’era niente che avrebbero potuto fare per impedire al melanoma di ucciderla”. Aggiunsero anche che il tipo di cura previsto dal programma Gerson era “una perdita di tempo, soldi e fatica da parte della famiglia”.
Continuando a parlare al telefono, la madre di Lana disse a Charlotte Gerson che la prima volta che i medici della clinica messicana per la Terapia Gerson incontrarono sua figlia, Lana era completamente cieca da un occhio. Guardava il mondo solamente con l’occhio destro. Ma, prosegu`ı la madre di Lana Matuseck, sua figlia segu`ı scrupolosamente la Terapia Gerson. Era la sua unica speranza per poter guarire. Oggi, 1 giugno 1999, a piu di quindici anni di distanza, la giovane donna ``
e in perfetta saluteelo `
e stata per gli ultimi dodici anni. Da allora Lana Matuseck ha avuto altri tre bambini, un maschietto e due femmine, tutti sani e robusti. Tutta la famiglia Matuseck ora vive seguendo i principi del dottor Max Gerson.
A quarantuno anni, questa paziente che un tempo ha sofferto di melanoma, non ha
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bisogno di portare lenti correttive e vede perfettamente da entrambi gli occhi. Ora l’occhio sinistro, quello colpito dalla malattia, ha un potere visivo di 10/10 unicamente perch´e lei rifiut`
o di accettare la prognosi sconfortante dei tre medici allopatici e continu`
o, invece, a seguire la Terapia Gerson durante gli ultimi sedici anni.
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Capitolo 7

Risultati positivi con altre malattie
Nel capitolo seguente analizzeremo il programma nutrizionale del dottor Max Gerson in relazione alla guarigione di pazienti che seguirono la Terapia Gerson per curare patologie diverse dal cancro.
7.1 La Terapia Gerson cura l’epilessia con il metodo dell’autotrattamento
Decidendo di seguire il programma alimentare della Terapia Gerson in modo autonomo, cinque anni fa l’allora sedicenne Jessica Kahn di Dallas in Texas riusc`ı finalmente a liberarsi per sempre dalle crisi convulsive del “grande male”. L’epilessia ha definitivamente smesso di distruggerle la vita e ora Jessica `
e sbocciata in un’attraente giovane donna, attiva, vivace e completamente guarita.
L’epilessia (attacco) `
e un’affezione cronica caratterizzata da una disfunzione cerebrale parossistica dovuta a una scarica eccessiva dei neuroni e solitamente associata a perdita di coscienza. Le manifestazioni cliniche di queste crisi cerebrali possono andare da complesse anomalie del comportamento, come convulsioni generalizzate o localizzate, a momentanei attacchi di perdita di coscienza. Queste condizioni cliniche sono state classificate dalla medicina in modi diversi ma fino a oggi nessuno universalmente accettato da psichiatri, neurologi e altri medici che si occupano dei processi cerebrali e neurologici della malattia.
Le crisi convulsive del “grande male” provocano uno stato in incoscienza. Il malato cade a terra con i muscoli percorsi da spasmi. Per l’arresto dell’attivit`a respiratoria la pelle e le labbra assumono una colorazione bluastra (cianosi). A questa fase, detta tonica, ne succede un’altra detta clonica caratterizzata da movimenti convulsivi violenti con il rischio che il paziente si morda la lingua o urini involontariamente. Infine le convulsioni si placano e il paziente si risveglia in uno stato confusionario, spesso affetto da mal di testa, e tende ad addormentarsi.
Abbiamo chiesto a Jessica Kahn di riassumere la sua storia, ed ecco quello che ha
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
scritto:
“La prima volta che cominciai a soffrire di crisi di epilessia avevo appena sedici anni. Dapprima si verificavano una volta ogni tre o quattro mesi, ma il problema si aggrav`
o in fretta. Alla fine potevo avere anche due o tre crisi alla volta, praticamente tutte le settimane. Mi sentivo depressa e angosciata.
Negli ultimi vent’anni anche mio padre era stato affetto da epilessia ma in forma leggera e pensavo che la mia affezione fosse di origine ereditaria e quindi non se ne sarebbe mai andata. Consultai neurologi che mi sottoposero a elettroencefalogrammi per trovare la causa, e anche la cura, per l’epilessia ma nessun medico fu in grado di individuare che cosa non andava. L’unica soluzione che mi proposero furono unicamente dei farmaci antiepilettici. Visto che non volevamo seguire la strada della medicina convenzionale e usare farmaci tossici, la mia famiglia e io cercammo e provammo altre terapie alternative. Ma non avendo ottenuto i risultati desiderati, decidemmo di provare il programma Gerson perch´
e avevamo visto che aveva fatto miracoli nel caso di alcuni nostri amici che erano stati affetti da tumore.
Seguii il programma completo per undici mesi; mi fu data la possibilit`
a di adattare gli orari della scuola al mio stile di vita e quindi fui in grado di preparare i succhi ed eseguire le operazioni di lavaggio interno richieste dalla terapia. Anche se mia madre parl`
o al telefono con Charlotte Gerson un paio di volte, seguimmo la Terapia Gerson “alla lettera”. Quel vecchio libro del dottor Max Gerson, scritto cos`ı tanti anni prima, divenne la mia bibbia; ne memorizzai le pagine, parola per parola. Negli undici mesi in cui seguii il programma Gerson, ebbi solamente tre crisi. Coincisero con le reazioni che invece indicavano i miei miglioramenti come quella che ebbi dopo sei settimane dall’inizio della Terapia Gerson.
Ora sono passati quattro anni da quando ho interrotto il trattamento e oltre cinque da quando ho avuto l’ultima crisi! Sono infinitamente riconoscente al programma Gerson e anche alla mia famiglia per aver tenacemente cercato un modo per curare la mia epilessia”.
Jessica Kahn si diplomer`a questa primavera e ha deciso di intraprendere un lavoro nel settore medico. Le informazioni di carattere generale sulla nutrizione utilizzate da questa giovane come strumento per trovare la strada verso la guarigione dall’epilessia e recuperare il benessere neurologico sono facilmente utilizzabili da tutti coloro che desiderano sconfiggere la malattia oppure, semplicemente, prevenirla.
7.2 Superamento definitivo della dipendenza da stupefacenti e alcool
Durante gli anni dell’adolescenza, Rob (pseudonimo) di quattordici anni e i suoi fratelli si dedicarono a una serie di attivit`a illegali. Alla fine, i tre ragazzi svilupparono una
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dipendenza all’alcool e agli stupefacenti, gettando cos`ı al vento le possibilit`
a che la vita offriva loro. Per esempio Rob abbandon`o la scuola superiore al primo anno di corso a causa del frequente abuso di alcoolici e marijuana. Sua madre, di cui leggerete come ha sconfitto il carcinoma alla mammella nel Capitolo quattordicesimo, confessa che il figlio non `e mai stato un bambino “sano”.
Sua madre spiega la debolezza fisica del figlio raccontando un episodio di quando Rob aveva cinque anni. A quell’et`a il bimbo soffr`ı di una rara affezione ossea chiamata Calv´e-Legg-Perthes. La patologia si manifesta come una specie di perforazione della testa del femore alloggiata nell’anca. Quando la signora accompagn`o per la prima volta il figlio dal medico per una visita, il dottore sottovalut`o i sintomi del bambino dicendo che si trattava di “preoccupazioni di una madre troppo ansiosa”. Ma lei insist´e perch´e si facesse una radiografia delle gambe e delle anche del bimbo; l’esame conferm`o la presenza della malattia.
Imbarazzato per aver sbagliato la diagnosi, il medico le consigli`o di portare Rob all’Universit`a della California dove si stava sperimentando un nuovo trattamento. Ma la madre si rifiut`o di lasciare che il figlio fosse usato come una cavia da laboratorio. A ogni modo Rob avrebbe dovuto portare per svariati mesi una gessatura che partiva da sotto al ginocchio e arrivava all’inguine. Durante questo periodo di cura sua madre cominci`
o “per caso” a interessarsi alle terapie nutrizionali, alla massoterapia e alla riflessologia. Mentre faceva la spesa in un negozio di alimenti naturali lesse alcuni articoli su queste terapie. Questi e altri metodi di cura olistici non convenzionali furono usati per curare la malattia di Calv´
e-Legg-Perthes di cui soffriva Rob. I trattamenti terapici alternativi, compreso il cambiamento di alimentazione, e non la normale medicina “ortodossa”, permisero al bimbo di liberarsi del gesso e guarire per sempre in modo naturale.
Ricordandosi dell’efficacia di queste terapie sulla gamba e l’anca, Rob scelse di usare la dieta e le tecniche di disintossicazione della medicina alternativa per depurare il proprio organismo quando lui e sua moglie decisero di avere un figlio. Si d`a il caso che anche la ragazza che Rob aveva sposato soffriva di tossicodipendenza da stupefacenti e da alcool. La coppia aveva visto la madre di Rob guarire dal carcinoma alla mammella grazie alla Terapia Gerson e Rob ammirava la madre per gli sforzi fatti nel tentativo di curarsi. Rob si fece ospedalizzare alla clinica di Tijuana in Messico per seguire la Terapia Gerson, mentre la moglie non ne volle sapere.
Nel giro di poche settimane Rob si liber`o completamente dalla dipendenza all’alcol e alla marijuana senza accusare nessuna crisi da astinenza. Ritorn`o a casa “pulito” e disse alla moglie che era pronto per diventare padre. La moglie, tuttavia, non lo era. Mentre lui seguiva una dieta strettamente vegetariana e conduceva uno stile di vita incredibilmente regolato, per lei non era cos`ı. Era incapace di immaginare una giornata senza stupefacenti, alcol, o “divertimento”. Quindi, un memorabile fine settimana lo lasci`o approfittando della sua assenza, portando via tutti i beni che avevano in comune.
Incapace di far fronte a questo trauma psicologico e finanziario, Rob riprese le vecchie abitudini. Nell’estate del 1995 Rob dimagr`ı terribilmente passando da 84 chilogrammi a 63,5 fino a quando un giorno rimase letteralmente disteso sul pavimento del suo appartamento vuoto, incapace di muoversi perch´e troppo debole.
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In un momento di lucidit`a, questo trentaduenne tossicodipendente, si rese conto che il suo comportamento esecrabile lo stava portando verso la morte. I segni e i sintomi della malattia erano strani e mutevoli. Rob soffriva di una malattia che in seguito venne diagnosticata come idrargirismo acuto e cronico (avvelenamento da mercurio) in quanto la notte le dita gli si gonfiavano il doppio delle dimensioni normali e diventavano cianotiche; vomitava spesso con forti dolori addominali. Oltre a questi disturbi soffriva anche di diarrea con presenza di sangue nelle feci, di oliguria, ulcerazioni boccali, perdita di denti, mancanza di appetito e ronzio alle orecchie. Risult`
o che l’idrargirismo del tossicomane era causato da otturazioni in amalgama (materiale che contiene il 50% di mercurio) presenti in dodici denti. Il mercurio presente nell’amalgama si stava infiltrando in tutto l’organismo.
Fu allora che Rob riusc`ı a fare appello a tutte le sue forze per arrivare a casa del-la madre nei dintorni di San Diego. La madre si rese subito conto che il figlio versava in condizioni gravissime, cosa che conferm`o anche un medico dell’Universit`a della California. Senza indugiare, ella cominci`o a fargli seguire la Terapia Gerson. In sole sei settimane Rob recuper`o 9 chilogrammi di massa magra senza fare nessun tipo di attivit`a fisica, si liber`o dello stato di irrequietezza senza manifestare gli strazianti sintomi del-l’astinenza da alcool e stupefacenti, infine recuper`o la tonicit`a muscolare seguendo una dieta strettamente vegetariana. I segni e i sintomi dell’avvelenamento da mercurio se ne andarono cos`ı come scomparvero anche le tossicodipendenze.
Ovviamente, unitamente alla Terapia Gerson, Rob ebbe bisogno anche dell’intervento di un dentista olistico cio`
e che fa uso di materiale privo di mercurio. Il dentista rimosse le otturazioni in amalgama e le sostitu`ı con altri composti per otturazioni. Attualmente Rob gode di buona salute ed `e diventato un fervente sostenitore della Terapia Gerson. Essendo alto 1,88 m `e ritornato al suo peso forma di 84 chilogrammi e secondo le ultime informazioni ricevute in marzo 1999 non solo conduce una vita attiva ma ha anche un buon lavoro.
7.3 Guarire dopo un colpo apoplettico e un infarto
Nel dicembre del 1993, all’et`a di ottantasette anni, il nonno materno di Rob ebbe un infarto cardiaco (infarto del miocardio) a casa. Sua moglie chiam`o immediatamente un’ambulanza ma, mentre si trovava al pronto soccorso in attesa di essere assistito, ebbe un colpo apoplettico che gli paralizz`o tutta la parte destra del corpo. Non poteva muoversi, parlare (afasia) o masticare.
L’infarto del miocardio `
e la necrosi di una parte del cuore a cui segue l’interruzione del-l’afflusso sanguigno e solitamente `e limitato al ventricolo sinistro. Il paziente infartuato `e immediatamente colto da forti dolori al torace che si possono diffondere alle braccia e alla gola. Il pericolo principale `e quello che insorga una fibrillazione ventricolare (un battito cardiaco eccessivamente veloce) che `
e responsabile della maggior parte dei decessi per infarto del miocardio. Possono presentarsi altre complicazioni come arresto cardiaco, embolia polmonare,
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flebotrombosi, pericardite, collasso, insufficienza mitrale e perforazione del setto fra i ventricoli.
Il colpo apoplettico, un tempo conosciuto con il nome di apoplessia, `
e un improvviso attacco di debolezza della parte colpita del corpo, conseguente a una interruzione del flusso sanguigno al cervello. La sede della malattia primaria `e nel cuore o nei vasi sanguigni; la ripercussione sul cervello `e un fenomeno secondario. La gravit`a del colpo apoplettico pu`o variare da una debolezza o formicolio di un arto fino a una paralisi completa, al coma e quindi alla morte.
Il nonno di Rob fu ricoverato all’ospedale vicino a casa sua a Sacramento, in California, per curare l’infarto del miocardio e il colpo apoplettico. Durante le tre settimane di degenza in terapia intensiva gli furono somministrati molti farmaci. Egli era incapace di fare qualsiasi cosa senza aiuto, e al momento della dimissione dall’ospedale gli specialisti di medicina cardiovascolare consigliarono a sua moglie di fare ricoverare il malato in una casa di cura. Ma la madre di Rob non voleva che questo accadesse al padre per il quale nutriva un amore profondo.
Pur scioccata dalla vista del padre accasciato sulla sedia a rotelle, paralizzato, incontinente, incapace di parlare, con la testa che ciondolava da una parte all’altra e il mento coperto di bava, la madre di Rob si dedic`o a lui giorno e notte. Dopo essersi erudita sulla Terapia Gerson, decise di far seguire il programma al padre nutrendolo con verdure fresche e inizialmente solo alcuni succhi, visto che prendeva ancora i farmaci che gli erano stati prescritti.
Gradualmente aument`o l’intensit`a del trattamento alimentare del padre. Con infinita cura cucin`o le verdure, i succhi freschi preparati con frutta e ortaggi biologici, la zuppa di Ippocrate e lo nutriva in base alle raccomandazioni del dottor Gerson. Lentamente intanto diminu`ı le dosi dei farmaci.
In meno di tre settimane il padre abbandon` e camminare
o la sedia a rotelle e pot`per il giardino.
Dopo tre mesi, egli passeggiava in un giardinetto oltre la strada vicino a casa sua. Nell’agosto del 1994, all’et`a di ottantotto anni (otto mesi dall’infarto e conseguente colpo apoplettico) entr`o nell’ufficio di Woodland della Motorizzazione della California e present`o la richiesta per la patente di guida (che ottenne). Visse fino all’et`a di novantatr´e anni quando a causa di complicazioni dopo una caduta accidentale fu ricoverato in ospedale dove mor`ı.
7.4 Informazioni generali sul programma alimentare Gerson
Il dottor Gerson era un profondo ammiratore degli insegnamenti di Paracelso (1493-1541) medico e chimico svizzero, e soleva citare dall’Arcanum, “la dieta deve essere alla base di qualsiasi terapia medica, tuttavia la dieta in s´
e non deve essere una terapia”. Di conse
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guenza, sebbene il programma dietetico Gerson sia fondamentale per ottenere una guarigione completa, si devono tenere in considerazione anche altri componenti di supporto del trattamento come gli enteroclismi di caff`e, gli impacchi di olio di ricino, l’ozonoterapia, i cataplasmi di argilla, l’idroterapia, l’ipertermia, la terapia cellulare, le insufflazioni per via rettale di ozono, l’integrazione della dieta con particolare nutrienti e altri ancora.
Nell’elaborazione del programma alimentare il dottor Gerson fu particolarmente attento alle moderne consuetudini sociali, tentazioni, feste familiari, festivit`a, abitudini di vita, necessit`a culturali e difficolt`a finanziarie che una persona malata o perfino una persona sana deve affrontare. Quindi suddivise il suo programma alimentare di prevenzione in due parti: un quarto di tutti gli alimenti potevano derivare da una scelta personale mentre gli altri tre quarti dovevano essere assunti allo scopo di proteggere le funzioni degli organi fondamentali: fegato, reni, cervello, cuore e cos`ı via.
Secondo il dottor Gerson, quindi, per prevenire la malattia si dovrebbe avere una buona dieta composta per tre quarti di alimenti vegetali e nutritivi che favoriscono la produzione delle cellule mentre il restante quarto pu`o essere “a scelta”. Gli autori ritengono che il liberalismo del dottor Gerson rispetto alle percentuali degli alimenti dovrebbe essere attenuato. Quarant’anni dopo, la societ`a moderna fa maggior uso di alimenti trasforma-ti, farmaci ricettati oppure da banco, pesticidi, erbicidi, fungicidi, prodotti chimici usati dall’industria alimentare senza contare il maggior numero di sostanze cancerogene, ate
`
rogeniche, allergeniche, mitogenetiche e altri prodotti di sintesi. E quindi nostra opinione che i suggerimenti del dottor Gerson in relazione agli alimenti siano troppo tolleranti.
Indubbiamente egli non poteva prevedere che l’industria e il commercio avrebbero avvelenato la gente e ridotto il valore nutritivo degli alimenti che si ingeriscono ed `uva
e per questo che le proporzioni in cui concede determinati cibi non sono pi`lide. Insistiamo, invece, che le persone che si sono appena riprese da una malattia, come qualsiasi persona nomale e sana, che desideri conservare questo stato di salute, debbano nutrirsi al 90% con alimenti “protettivi” e altamente nutritivi e possibilmente consumare solo il 10% di alimenti “a scelta”.
Le linee guida del programma di base della dieta Gerson offerte ai pazienti, disse, erano “state scritte per prevenire la malattia, non per curarla”. Per una cura completa, aggiunse, c’era bisogno di uno sforzo maggiore. Come abbiamo affermato, il dottor Gerson includeva procedure come la somministrazione di integratori e la disintossicazione del fe-gato, due programmi obbligatori di cui parleremo in modo pi`u approfondito nei capitoli
`
seguenti. Egli affermava che ≪E pi`
u sicuro usare gli alimenti al loro stato naturale, combinati e mescolati dalla natura e coltivati, se possibile, seguendo tecniche di coltivazione biologica per obbedire alle leggi della natura≫
In questo Capitolo vi illustriamo la filosofia del mangiare correttamente del dottor Gerson. Stabilisce i punti di riferimento generali per individuare ci`o che e buono e ci`
`o che `e cattivo negli alimenti che scegliamo. Tuttavia, indicheremo gli alimenti che devono essere consumati a ogni pasto in base al programma Gerson solo nel prossimo capitolo.
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7.5 Principi scientifici su cui si fonda la dieta del dottor Gerson contro le malattie degenerative
La dieta contro le malattie degenerative elaborata negli anni Trenta del Novecento dal dottor Max Gerson fu ufficialmente dichiarata per la prima volta programma terapico e sperimentata all’Universit`a di Monaco. Sia il governo federale bavarese che quello prussiano concessero ingenti finanziamenti per garantire ricerche di laboratorio di supporto.
A quel tempo il dottor Gerson si concentr`o sull’uso sperimentale di alimenti puri (cio`e che non avevano subito trasformazioni e completamente naturali). Inser`ı anche alcuni farmaci per eliminare l’edema tessutale caratteristico di numerose patologie come tubercolosi, artriti, affezioni cardiovascolari e tumori. Un edema `
e caratterizzato dall’alterazione del contenuto di sale e acqua nei tessuti, patologia che nel 1977 fu definita e denominata sindrome da danno tessutale (tissue damage syndrome), cio`e diminuzione del potassio cellulare (K+) e aumento del sodio cellulare (Na+), aumento dell’acqua cellulare (tumefazione cellulare).
Le cure terapiche basate sulla nutrizione che forniscono alle cellule un ambiente caratterizzato da un elevato contenuto di K+ e un basso contenuto di Na+ risanano l’edema e stimolano la resistenza dei tessuti e del sistema immunitario, ci`o che a sua volta garantisce una migliore guarigione per i malati affetti da tubercolosi. Questa spiegazione logica della sindrome da danno tessutale `e rintracciabile in tutto il lavoro successivo del dottor Gerson volto alla cura delle malattie degenerative, e in particolare, di quei pazienti afflitti dal tumore.
Il programma dietetico contro le patologie degenerative del dottor Gerson viene personalizzato per rispondere alle necessit`a dei singoli malati, tuttavia presenta elementi comuni.
Come menzionato nei Capitoli 1, 2 e 6 alla maggior parte dei pazienti `e richiesto di evitare il consumo di sale, grassi e proteine. Per contro la dieta fornisce grandi quantit`a di nutrienti diversi, enzimi, fitochimici e altri ingredienti nutritivi che fungono da nutraceutici. Contemporaneamente, i tredici bicchieri da 250 ml di succo di verdura e frutta fresche bevuti a intervalli di un’ora stimolano ulteriormente il sistema immunitario del paziente. Non c’`e nient’altro, a conoscenza d’uomo, che potrebbe essere pi`u salutare o stimolante per l’omeostasi preventiva che la Terapia Gerson.
Prima del 1985, quando si verific`o l’interruzione della fornitura di fegato di vitello crudo, il programma alimentare Gerson prevedeva anche l’uso di questo alimento. Si fu costretti a smettere di inserire nella dieta il succo di fegato di vitello crudo nel 1987 perch´
e il fegato era frequentemente contaminato da un bacillo patologico, il Campylobacter fetus. Confrontando i dati relativi a pazienti di periodi diversi `e risultato che i malati ai quali era stato somministrato il succo di fegato di vitello incontaminato avevano avuto complessivamente migliori risultati in termini di sopravvivenza.
Il cibo inserito nella dieta Gerson, suddiviso in tre sostanziosi pasti giornalieri, fornisce un apporto calorico che oscilla fra le 2.600 e le 3.200 calorie al giorno. La quantit`a di cibo ingerito non `
e piccola; richiede l’ingestione giornaliera da circa 7,7 a 9 chilo
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grammi di verdura e frutta. Tutti gli alimenti vegetali devono essere crudi e provenire da coltivazioni biologiche e servono sia per i tredici bicchieri di succo da 250 ml che per gli alimenti solidi dei tre pasti. Tuttavia, anche se queste quantit`a sono esorbitanti, c’`e una riduzione delle calorie ingerite proprio per l’ottima qualit`a degli alimenti naturali.
La dieta Gerson `e strutturata in base all’effetto antitumorale della restrizione calorica dimostrato per la prima volta in Germania nel 1909 e in seguito anche negli Stati Uniti nel 1914. Anche se questo tipo di alimentazione – ricordiamo che si compone principalmente di frutta e verdura – fu elaborato soprattutto per curare le patologie tumorali, `e una forma di medicina ortomolecolare che stimola il miglioramento delle condizioni fisiche, psichiche ed emotive della persona che sta attraversando un peggioramento dello stato di salute. Infine, ristabilisce il peso normale del malato, facendo dimagrire i pazienti soprappeso e ingrassare quelli troppo magri.
La medicina ortomolecolare, come la definisce lo scomparso prof. Linus Pauling, due volte vincitore del premio Nobel, nella prefazione del libro Putting It All Together: The New Othomolecular Nutrition (Nutrizione ortomolecolare, Red Edizioni, Como, 1988) scritto dal prof. Abhram Hoffer e dal dottor Morton Walker, `
e un termine relativamente nuovo in medicina. Questo termine indica un approccio terapeutico studiato per fornire alle funzioni dell’organismo un ambiente molecolare ottimale. Il metodo ortomolecolare riserva particolare attenzione alle migliori concentrazioni di sostanze normalmente presenti nella fisiologia umana, sia quelle formate all’interno dell’organismo (endogene) che quelle introdotte nell’organismo (esogene).
La medicina ortomolecolare consiste nell’uso di rimedi completamente naturali (vitamine, minerali, piante, enzimi, nutraceutici e cos`ı via) senza ricorrere a sostanze chimiche o farmaci di altro tipo. La medicina ortomolecolare e, di fatto, il modo pi`
`u salutare per ottenere un effetto terapeutico nella cura di patologie di ogni tipo. Essa si trova completamente agli antipodi rispetto alla medicina “tossico molecolare” alla base dei pi`u diffusi trattamenti farmacologici insegnati nella maggior parte delle facolt`a di medicina convenzionale.
7.6 Cosa c’`
e di diverso nella dieta Gerson
Ci si potrebbe chiedere se la dieta Gerson presenti delle similitudini con altre terapie nutrizionali o sia invece completamente diversa. Sotto certi aspetti, essa potrebbe essere simile, ma in realt`a la dieta Gerson non `e uguale a nessun altro trattamento. L’approccio macrobiotico, per esempio, consiglia di nutrirsi quasi esclusivamente di alimenti cotti e non elimina l’uso del sale, mentre i fondamenti terapeutici della dieta Gerson sono totalmente opposti. Un altro approccio dietetico consiglia di mangiare grandi quantit`a di noci e granaglie. Un altro ancora sottolinea l’importanza di nutrirsi con alimenti a pH equilibrato. La dieta Ann Wigmore predilige alimenti crudi escludendo tutti i modi di cottura e raccomanda l’assunzione di notevoli quantit`
a di noci e germogli.
Questi approcci alimentari contano diversi sostenitori e hanno curato con successo coloro che ne hanno fatto uso. Numerose sono le scuole di pensiero su come la dieta
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influisce sullo stato di salute e sui diversi percorsi da seguire per raggiungere il benessere completo. Riconosciamo che l’approccio scelto per curarsi deve essere una decisione personale, tuttavia vi esortiamo a sceglierne uno soltanto e a seguirlo fino in fondo, aggiungendo elementi di altre tecniche terapiche solo quando sono compatibili fra loro. In genere la Terapia Gerson non `e efficace se i suoi principi dietetici sono combinati con quelli di altri trattamenti. Anche se la dieta Gerson `e simile a quella di altri programmi terapeutici ed `
e servita come punto di partenza per molti di questi programmi, i suoi principi attivano processi biochimici particolari che promuovono la guarigione in modo unico e specifico.
Gli alimenti e i succhi consumati durante la dieta Gerson costituiscono la sua primaria prescrizione per la guarigione, e in quanto tali paragonabili a un farmaco di un trattamento allopatico. Scostarsi in modo significativo dalla dieta pu`o avere conseguenze gravi per un malato che segua la Terapia Gerson, simili per gravit`a a quelle in cui pu`o incorrere un diabetico che dimentica di iniettarsi l’insulina, o un paziente oncologico curato secondo i principi della medicina convenzionale che non si presenta alla seduta di chemioterapia o radioterapia.
In questo libro `o che dovete conoscere per avere ottimi risultati
e racchiuso tutto ci`dalla Terapia Gerson. Abbiamo notato che i risultati migliori si ottengono seguendo alla lettera le linee guida. Ovviamente, ci rendiamo conto che talvolta `e impossibile rispettare tutte le regole, sia per motivi logistici che finanziari o per molte altre diverse ragioni; molti di quelli che devono “smussare alcuni spigoli” otterranno comunque buoni risultati con il metodo Gerson. Scostamenti minori e sporadici dalla terapia non sembrano inficiare i risultati in modo significativo.
I vostri sforzi verso la guarigione non verranno meno unicamente perch´e non avete bevuto un bicchiere di succo un paio di volte in un mese. Non fallirete se talvolta usate alimenti prodotti industrialmente al posto di quelli biologici. Se i prodotti biologici non sono disponibili, le verdure prodotte su larga scala possono essere centrifugate dopo averle lavate accuratamente per togliere lo strato di pesticidi, erbicidi e altri prodotti chimici utilizzati in agricoltura. Tuttavia la verdura e la frutta prodotta su larga scala `a di successo
e comunque priva di nutrienti e in questo modo ridurrete le vostre possibilit`
se smussate troppi spigoli. Quanti? Non c’`e un’unica risposta a questa domanda perch´e

ogni paziente, ogni diagnosi, risponde in modo diverso alla Terapia Gerson.
D’altra parte, numerosi pazienti hanno seguito le regole indicate dal dottor Max Gerson nel suo libro originale A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases senza assistenza medica e si sono curati da soli. La Terapia Gerson non deve essere vista come un approccio terapico meccanico; alla persona che desidera guarire si richiede, comunque, un po’ di buon senso.
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7.7 Altri componenti dei programma dietetico elaborato a Monaco
il metabolismo del paziente `e accelerato integrando l’alimentazione con una somministrazione di iodio. Il dottor Gerson scopr`ı che l’ormone tiroideo di origine animale allo stato naturale, unito alla soluzione di Lugol iodio-iodurata e una leggera attivit`a fisica, miglioravano in modo apprezzabile il metabolismo del malato. Il paziente riceveva anche un supplemento di niacina, sali di potassio (acetato, gluconato e monofosfato) ed estratto di fegato crudo con vitamina B12 somministrabile per via endovenosa allo scopo di sostenere la maggiore produzione di energia cellulare. Ancora oggi queste vitamine e questi nutrienti vengono usati come integratori del programma dietetico Gerson.
Da esperimenti effettuati presso l’Universit`a di Monaco negli anni Trenta del secolo scorso, il dottor Gerson scopr`ı che una temporanea limitazione delle proteine favoriva l’assorbimento dell’edema e velocizzava il recupero di generale stato di buona salute. La dieta contro le patologie degenerative, specialmente quando si tratta di combattere il cancro, prevede dopo sei settimane l’introduzione di proteine tramite prodotti caseari privi di grassi ed enzimi facilmente digeribili. Quindi, la terapia prevede l’uso di prodotti scremati con enzimi modificati come yogurt, fiocchi di latte magri e senza sale. I periodi di riduzione delle proteine saranno pi`u brevi per bambini e anziani.
Dagli studi condotti a Monaco risult`o anche l’efficacia terapeutica di un certo numero di procedimenti tuttora utilizzati dai pazienti sottoposti alla Terapia Gerson. Per esempio, troverete qui di seguito alcuni componenti coadiuvanti la dieta del dottor Gerson per le malattie degenerative che saranno illustrati pi`u dettagliatamente nei prossimi capitoli:
✿ Olio di ricino, un catartico che non provoca effetti clinici collaterali indesiderati conosciuti, dovrebbe essere somministrato solo a pazienti con danni acuti o cronici, specialmente pazienti neoplastici, a giorni alterni per svariate settimane (vedi Capitolo undicesimo).
✿ Enteroclismi di caff`e bollito vengono somministrati al paziente in base alle necessit`a, a intervalli di quattro ore durante il giorno. Questi enteroclismi hanno la capacit`a di alleviare il dolore, disintossicare e migliorare le condizioni nutrizionali (vedi Capitolo dodicesimo). Solo in casi eccezionali se ne consiglia la somministrazione anche durante la notte.

Gli enteroclismi di caff`e svolgono un’azione calmante e lenitiva dei dolori infiammatori, quelli provocati dall’artrite, dal cancro e da altre patologie degenerative dolorose. Un esperimento di controllo retrospettivo condotto dal dottor Peter Lechner presso l’ospedale municipale di Graz in Austria ha evidenziato la possibilit`
a di ridurre notevolmente il dolore associato ai tumori somministrando una soluzione di caff`
e per via rettale.
Si ritiene che gli enteroclismi di caff`e allevino il dolore causato da tutti i tipi di tumori
perch´
e stimolano la dialisi attraverso le parenti intestinali delle scorie prodotte dai tessuti tumorali come poliammine, composti azotati tossici e ammoiniaca.
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`
E stato osservato, inoltre, che i pazienti ai quali vengono praticati enteroclismi di caff`
e e seguono gli altri principi della Terapia Gerson sono in grado di tollerare meglio i trattamenti aggressivi a base di agenti citotossici oggi consigliati da molti medici meno lungimiranti della scuola medica convenzionale.
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Capitolo 8

Alimenti inclusi nella dieta Gerson
Dopo aver co-fondato il Gerson Institute di San Diego in California, Charlotte Gerson si `
e occupata della stesura di un elenco dettagliato degli alimenti che devono essere inseriti e quelli che invece devono essere eliminati dalla dieta contro le varie malattie. Pi`u di cento anni fa suo padre aveva elaborato e descritto il modo per superare definitivamente le patologie degenerative croniche utilizzando una terapia alimentare. Secondo le raccomandazioni descritte dal dottor Gerson nel suo libro A Cancer Therapy, pubblicato nel 1958, un malato che decida di ricorrere alla Terapia Gerson dovrebbe tener conto anche di quelle indicazioni che vi illustreremo nelle pagine seguenti.
8.1 Alimenti che possono essere consumati liberamente
✽ Si possono consumare tutti i tipi di frutta, alcune variet`a saranno mangiate crude mentre altre possono essere preparate in modi diversi: succhi di verdura freschi, macedonie, creme di frutta fredde, banane schiacciate, mele crude grattugiate, composta di mele e altra frutta.
✽ Si raccomanda il consumo di mele, uva, ciliegie, mango, pesche, arance, albicocche, pompelmo, banane, mandarini, pere, prugne, meloni, papaia, cachi e cos`ı via. La frutta non deve essere conservata o surgelata. Pere e prugne sono pi`u facilmente digeribili se consumate cotte. Tutta la frutta pu`o essere cotta. La frutta secca, come albicocche, pesche, uva passa, prugne o misti di frutta, pu`o essere consumata solo se non e`stata trattata con zolfo. Tutta la frutta secca deve essere lavata, fatta macerare nell’acqua e poi cotta. Sono vietati invece frutti di bosco, noci, ananas, avocado e cetrioli.
✽ Tutte le verdure provenienti da coltivazioni biologiche devono essere preparate sul momento; alcune saranno cotte nella loro acqua vegetale e altre consumate crude o finemente affettate, come carote, cavolfiori e sedano; insalate miste, minestre e cos`ı via.

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E vietato consumare verdura surgelata.
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✽ Si consiglia di cuocere le patate al forno e passare la polpa con un po’ di yogurt oppure aggiungerla alle minestre. Le patate non devono mai essere fritte mentre possono essere bollite con la buccia.
✽ Alle insalate preparate con verdure a foglie verdi si possono aggiungere pomodori, frutta, ortaggi e altri vegetali provenienti da coltivazioni biologiche.
✽ Il pane deve essere insipido; si consiglia del pane a base di farina di avena integrale e una piccola percentuale di farina di frumento integrale. La farina deve essere prodotta con cereali da coltivazioni biologiche.
✽ Occasionalmente si possono consumare focacce di grano saraceno e tortini di patate; anche il consumo di zucchero non raffinato1 miele, zucchero di acero, e sciroppo di acero puro al 100% sono facoltativi. (Nei prodotti da forno non `

e consentito l’uso di grassi o di bicarbonato).
✽ Si consiglia di consumare farina di avena senza limitazioni.
✽ Sono permessi prodotti caseari come latticello battuto, yogurt magro naturale e fiocchi di latte senza sale. Dopo essersi attenuti diligentemente alla Terapia Gerson per due anni, ``

e possibile consumare un po’ di panna o gelato, meglio se il loro consumo e limitato alle vacanze (il dottor Gerson affermava chiaramente: “per i bambini il gelato `
e come veleno”).
✽ Una volta guarito – occorrono circa due anni di terapia e a volte di pi`u – il paziente pu`o inserire nella dieta un 10% di alimenti da scegliere fra carne, pesce, uova, noci, dolciumi, torte o qualsiasi altro cibo gradisca. (Ricordate che nel Capitolo settimo abbiamo detto che le proporzioni originariamente consigliate dal dottor Gerson sono state modificate al fine di far fronte ai metodi moderni di coltivazione e di lavorazione dei cibi meno salutari di allora).
✽ Il fumo `e categoricamente vietato.
✽ Il consumo di alcoolici, vino e birra dovrebbe essere limitatoil pi`u possibilee sostituito con succhi di frutta fresca.
✽ Il consumo di caff`e e t`e deve essere ridotto al minimo; si possono bere tisane di menta, camomilla, fiori di tiglio, fiori di arancio e poche altre.
✽ Si deve evitare completamente il consumo di sale, bicarbonato, pesce affumicato e salsicce (vedi Capitolo decimo per ulteriori informazioni sul sale).
✽ Devono essere eliminati anche i condimenti dal sapore forte come pepe e zenzero. Mentre si consiglia l’uso quotidiano di erbe aromatiche fresche come cipolle, aglio, prezzemolo, erba cipollina, rafano e sedano.

1per esempio Sucanat, prodotto dalla Holle e distribuito in Italia [N.d.T.], zucchero ottenuto da succo di canna biologico essiccato
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1.✽ Le verdure dovranno essere cotte nella loro acqua vegetale per evitare che durante la cottura i minerali si disperdano nell’acqua. Particolarmente preziosi per il loro contenuto di minerali sono carote, piselli, pomodori, broccoli, bietola, spinaci, fagiolini, cavolini di Bruxelles, carciofi, barbabietole cotte con le mele, cavolfiore con i pomodori, cavolo rosso con mele e uva passa. Tutte le verdure devono essere preparate senza l’aggiunta di sale.
2.`
✽ E vietato l’uso di utensili di alluminio, del forno microonde, di pentole a pressione e di vaporiere.
✽ Per il primo anno e mezzo di dieta Gerson non e ammesso consumare uova, pesce,

`
carne, burro, formaggio e latte.

Se si tiene conto dell’elevato numero di succhi di verdura che vengono ingeriti con la dieta Gerson ogni giorno si introducono da 7,7 a 9 chilogrammi di prodotti vegetali. Capirete i motivi di questa pratica dopo aver letto le nostre spiegazioni sulla preparazione dei succhi al Capitolo nono.
8.2 Quali alimenti sono vietati dalla dieta Gerson
Tutti gli alimenti che rientrano nella dieta Gerson devono essere cucinati senza l’uso dei seguenti ingredienti proibiti:
8.2.1 Sale e sodio
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E vietato consumare sale e sodio sotto qualsiasi forma compreso il sale da cucina, il sale marino, i semi di sedano e sale, il sale vegetale, il Bragg Liquid Aminos2, il tamari, la salsa di soya, il “sale dietetico”, il bicarbonato, i lieviti in polvere a base di sodio, e qualsiasi altro alimento contenente sodio o sostituti del sale. Si deve evitare il contatto cutaneo
`
con il sale inglese. E permesso l’uso moderato di miscele di erbe aromatiche spesso vendute come “sostituti del sale” o “condimento privo di sale” solo se sono composte da erbe consentite dalla terapia e prive di sale o sostituti del sale.
8.2.2 Oli e grassi
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E vietato consumare oli e grassi e alimenti che contengono queste sostanze. Quindi e`vietato l’uso di olio di mais, olio di oliva, olio di colza e gli altri oli vegetali ad eccezione dell’olio di semi di lino secondo le modalit`a prescritte. Sono vietati anche burro, formaggio, panna e altri grassi derivati dal latte; tutti i grassi animali; la margarina anche del tipo spalmabile; cocco e avocado; tutti gli oli idrogenati o parzialmente idrogenati; tutti i “sostituti” dei grassi e oli dietetici; burro di noccioline; e qualsiasi altra fonte di grassi, ad eccezione di quelli naturalmente presenti negli alimenti.
2condimento a base di aminoacidi estratti dalla soia N.d.T.; il miso?
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8.2.3 Proteine e alimenti altamente proteici
Le proteine e gli alimenti altamente proteici devono essere evitati, nella fattispecie sono vietati tutti i tipi di carne, crostacei e altre proteine animali; noci e semi oleaginosi; soia e altri prodotti a base di leguminose; tutte le proteine in polvere o integratori proteici come integratori a base di orzo o alghe a meno che non sia specificatamente prevista la somministrazione di integratori proteici.
Oltre a queste tre categorie di proteine il malato deve evitare il consumo di alcuni alimenti finch´e non `e completamente guarito e, in alcuni casi, anche dopo la guarigione. Questi alimenti “proibiti” includono la maggior parte dei prodotti confezionati e pronti per l’uso come quelli surgelati, inscatolati o imbottigliati che devono essere banditi perch´e anche il cibo servito nei ristoranti perch´
e nuocciono alla salute. Da evitare `e difficilmente `e preparato con ingredienti biologici e quasi sempre durante la cottura sono aggiunti sale, grassi o altri ingredienti non consentiti dalla dieta Gerson.
Poich´e la Terapia Gerson basa il suo metodo di cura su ci`o che viene introdotto nell’organismo, il suo approccio potrebbe sembrare pi`u restrittivo rispetto a quello di altre
`
metodi “naturali” o olistici. E grazie a questa attenzione al minimo dettaglio che la Terapia Gerson riesce a stimolare la guarigione anche in pazienti con patologie allo stadio avanzato o affetti da patologie in genere considerate incurabili. Talvolta si e`tentati di negare a se stessi la gravit`a della propria malattia. Ci sono malati che si ritrovano a pensare “va bene, ma la mia malattia non e cos``ı grave; il tumore `
e solo di grado II e non `u gravi quindi non ho bisogno di seguire la dieta cos`
e una delle forme pi`ı rigidamente come qualcuno che `
e sul punto di morire”. Ovviamente questo `e un modo irresponsabile di vedere le cose. Allo stesso modo alcuni malati che seguono la Terapia Gerson vengono subissati di consigli da parte di amici, parenti e perfino medici che pur essendo in buona fede talvolta non conoscono le complesse interazioni chimiche che avvengono all’interno del corpo umano quando si uniscono tutti gli elementi fondamentali della terapia, cio`e dieta Gerson, presidi curativi e disintossicazione. Non `e consigliabile modificare a proprio piacimento la dieta Gerson che vi viene proposta. A chi vi offre il proprio consiglio perch´e non chiedete prima: ≪Quante persone ammalate di cancro hai curato con questo consiglio?≫.
Vi suggeriamo di non aggiungere o modificare le norme stabilite dalla dieta senza prima esservi consultati con un medico abilitato a praticare la Terapia Gerson. (Contattate direttamente il Gerson Institute per sapere qual `u vicino a voi3).
e il medico abilitato pi`Apportare anche il minimo cambiamento al protocollo della Terapia Gerson `e sbagliato. Perch´e? Perch´e il protocollo prevede procedure la cui validit`a `e stata dimostrata pi`u volte riuscendo infatti a favorire la remissione di tumori e della maggior parte delle malattie degenerative croniche. Il nostro suggerimento `e semplice: seguite la dieta cos`ı come vi viene offerta, il programma Gerson ha dimostrato tutta la sua efficacia!
3
www.gerson.org
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8.3 Tre categorie di alimenti; (a) raccomandati,
(b) permessi saltuariamente e © proibiti
8.3.1 (a) Alimenti biologici raccomandati
Che voi siate ammalati o in buona salute, che vogliate far regredire una patologia o prevenirne la comparsa, questi sono gli alimenti che forniscono il nutrimento necessario e possono essere consumati senza limitazioni. Gli alimenti che non devono mai mancare sono:
❁ tutta la frutta e verdura comprese le patate, ad eccezione di quella elencata come alimenti proibiti;
❁ succhi di frutta e verdure fresche, come indicato nel Capitolo nono;
❁ macedonie di frutta fresca e insalate miste (vedi in seguito);
❁ zuppa speciale di Ippocrate (vedi in seguito per la ricetta);
❁ farina di avena.

Tutti i cibi sopraindicati sono necessari per il loro effetto terapico. Sono facilmente e velocemente digeribili. La dieta Gerson raccomanda di consumarne grandi quantit`a
`
e con una certa frequenza. E perfino permesso di mangiare di notte, se ci si sveglia con i crampi della fame, in modo da fornire all’organismo le sostanze fondamentali per ricostruire i tessuti danneggiati e mantenere il nutrimento necessario. Durante il processo di guarigione alcune persone possono sviluppare un appetito pantagruelico. Per quanto riguarda questi alimenti non esistono limitazioni e possono essere consumati a piacere, a patto che si tratti di alimenti di alta qualit`
a, freschi e coltivati possibilmente con metodi biologici. Vi consigliamo, inoltre, di tenere sempre un po’ di questi alimenti sul comodino per gli eventuali spuntini notturni (ad esempio frutta, macedonia o composta di mele).
8.3.2 (b) Alimenti biologici occasionalmente permessi
A meno che il vostro medico abilitato a praticare la Terapia Gerson non disponga diversamente, una volta a settimana `
e permesso il consumo dei seguenti alimenti senza sale o derivati del sale e senza oli o grassi:
❁ pane prodotto con farina di segale integrale, avena o riso;
❁ popcorn biologici (fatti scoppiare solo con l’aria, senza sale e senza grassi);
❁ riso integrale o selvatico;
❁ igname e patate dolci;

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❁ sciroppo di acero, miele, zucchero scuro non raffinato, melassa senza zolfo per un massimo di due cucchiaini al giorno fra tutti i tipi di dolcificanti concessi.
8.3.3 Alimenti raramente permessi
Questi alimenti sono concessi al massimo una o due volte al mese:
❁ verdure surgelate da coltivazione biologica (se preparate senza aggiunta di sale, grassi
o altri ingredienti vietati);
❁ germogli di legumi o semi oleaginosi (per esempio lenticchie, fagioli) ad eccezione dei germogli di erba medica che sono vietati.
8.3.4 © Alimenti proibiti
Dove possibile abbiamo cercato di motivare brevemente perch´e gli alimenti elencati nella categoria dei cibi proibiti sono vietati dalla dieta Gerson.
❁ Sono proibiti tutti gli alimenti trasformati come quelli imbottigliati, inscatolati, surgelati, raffinati, salati, affumicati o trattati con zolfo (ad eccezione di quanto menzionato sugli alimenti permessi).
❁ Sono proibiti i prodotti caseari di qualsiasi tipo nella fattispecie latte e derivati del latte (compreso il latte di capra). Fra gli alimenti proibiti ci sono anche il formaggio, la panna, i gelati, il burro e il latticello, salvo quanto specificatamente indicato per le proteine. In genere i prodotti caseari hanno un contenuto di grassi particolarmente elevato. I formaggi possono arrivare al 65% di grasso e contengono anche un’alta percentuale di sodio. Il latticello venduto dalla grande distribuzione contiene fermenti

– in genere viene fatto con l’avanzo della lavorazione del latte, quindi reso cremoso e aromatizzato – contiene grassi e sodio. Tuttavia, quando la dieta prevede l’assunzione di proteine, a partire dalla sesta o dodicesima settimana della terapia si pu`o consumare
`
latticello battuto senza conservanti. E concesso l’uso anche di quark senza sale e privo di grassi.
❁ Non si devono consumare bevande alcooliche perch´e riducono la capacit`a del sangue di trasportare ossigeno e affaticano il fegato che deve disintossicare l’organismo ed espellerne i residui. L’alcool `e tossico.
❁ L’ananas e i frutti di bosco possono provocare reazioni allergiche a causa delle sostanze aromatiche in essi contenute.
❁ Gli avocado hanno un tenore di grassi troppo elevato.
❁ I cetrioli uniti alle altre verdure indicate per i succhi sono troppo difficili da digerire.

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❁ Le spezie come pepe nero e paprika tendono a irritare. Si consiglia di evitare l’uso di basilico, origano e altre erbe a causa dell’elevato tenore di acidi aromatici. Anche il peperoncino rosso e i peperoni piccanti verdi sono irritanti e possono arrestare il processo di guarigione.
❁ Non sono permessi la soia e i prodotti derivati dalla soia come tofu, tempeh, miso, tamari, e altre salse di soia, Bragg’s Liquid Aminos, preparazioni a base di proteine vegetali, latte di soia e tutti i prodotti a base di soia. I motivi di questo divieto sono molteplici, incluso il fatto che contengono un’elevata percentuale di grassi, di sodio, e/o di proteine e perch´

e inibiscono l’assorbimento dei nutrienti.
❁ Non si dovrebbero consumare n´e i fagioli n´e i legumi secchi.
❁ I germogli di erba medica e i germogli di legumi o semi oleaginosi in genere han-no un’alta percentuale di L-canavanina, un aminoacido naturale responsabile della soppressione del sistema immunitario. Inoltre, i malati che non avevano una storia di dolori articolari cronici hanno constatato la comparsa dei primi sintomi dell’artrite subito dopo aver mangiato germogli di erba medica. Delle scimmie sane hanno contratto il lupus eritematoso dopo che i germogli di erba medica erano stati inseriti nella loro dieta.
❁ Sono proibiti gli oli e i grassi di qualsiasi tipo, ad esclusione dell’olio di lino biologico.
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❁ E proibito lo zucchero raffinato e quello non raffinato. `
❁ E proibita la farina di frumento. `
❁ E vietata la carne di manzo, maiale e pollo, le uova, il pesce, i crostacei e altri prodotti a base di carne o di origine animale. Tutti i prodotti di origine animale hanno un alto contenuto di proteine, sostanze chimiche, conservanti, ormoni e sale e sono difficili da digerire. Spesso contengono troppo grasso e affaticano ulteriormente il fegato e gli organi escretori.
`
❁ E vietato l’uso di t`e nero, t`e verde e altri t`e che contengono caffeina a causa degli acidi aromatici controindicati e della percentuale di caffeina contenuta. Il dottor Gerson afferma che le sostanze aromatiche interferiscono con il processo di guarigione perch´e producono reazioni allergiche (vedi quando detto alla voce ananas e frutti di bosco).
❁ Sono proibiti i dolciumi, le torte, le brioche, le sfogliate e tutti i prodotti di pasticceria perch´e contengono ingredienti dannosi per la salute come grassi, oli, zuccheri o farine raffinati, sale, bicarbonato, lieviti o prodotti caseari. Tuttavia, `

e possibile preparare alcuni prodotti da forno come pane e focacce utilizzando gli ingredienti permessi che sicuramente renderanno la dieta meno noiosa ma che non devono tuttavia essere consumati tutti i giorni.
❁ Si sconsiglia di bere acqua. Secondo il dottor Gerson i pazienti che seguivano la sua Terapia non dovevano bere acqua perch´e l’acqua diluisce gli acidi dello stomaco e non consente di avere a disposizione tutto il volume dell’apparato gastrointestinale per trarre nutrimento dal cibo fresco e dai succhi. I succhi forniscono la quantit`a di liquidi necessaria per l’organismo.
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❁ I funghi mangerecci non sono vegetali ma funghi che contengono proteine complesse e sono di difficile digestione oltre ad apportare scarso nutrimento.
❁ Il caff`e e i succedanei del caff`e, presi per bocca, stimolano eccessivamente l’apparato digerente sia che contengano caffeina sia che ne siano privi. La caffeina assunta per via orale eccita eccessivamente il sistema nervoso centrale mentre gli oli essenziali interferiscono con la digestione. Al contrario, quando il caff`e `e assunto per via rettale, agisce positivamente sul fegato perch´e ne stimola la disintossicazione e aumenta la produzione della glutatione transferasi (GST), (un enzima buono).
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❁ E vietato consumare noci e semi oleaginosi comprese mandorle, noccioli d’albicocca, semi di girasole, semi di lino, arachidi, anacardi e tutti i semi oleaginosi e noci perche´hanno un tenore di proteine e grassi troppo alto. Il sale viene aggiunto durante la tostatura che altera la struttura dei grassi, in questo modo noci e semi oleaginosi diventano dannosi.
❁ I peperoncini piccanti contengono sostanze aromatiche come quelle presenti nelle altre spezie vietate. I peperoncini tendono a inibire le reazioni positive dell’organismo e quindi dovrebbero essere evitati. I peperoni dolci, verdi, gialli o rossi, possono essere consumati senza restrizioni.
❁ Vietate Radicchiella e cime di carote.
❁ Il lievito chimico e il bicarbonato contengono sodio e allume (alluminio), due sostanze `
altamente tossiche. E possibile usare saltuariamente agenti lievitanti senza alluminio e senza sodio come il Featherweight (un agente lievitante a base di potassio).
❁ Si devono evitare i derivati del fluoruro che entrano nella composizione di prodotti come acqua, dentifricio, collutorio, tinture per capelli, acidi per permanenti, cosmetici, deodoranti per il corpo, rossetti e lozioni.

8.4 Come preparare gli alimenti della dieta Gerson
Considerando che gli alimenti inseriti nella dieta Gerson sono altamente digeribili, molto probabilmente coloro che seguono questo programma alimentare avranno bisogno di porzioni pi`u abbondanti oltre a dover mangiare pi`u frequentemente. Mangiate tutto il cibo che desiderate, anche durante la notte se ne sentite la necessit`a. Gli alimenti possono comprendere frutta fresca o cotta, succhi di frutta e verdura fresca, verdure fresche o cotte, insalate, la zuppa speciale di Ippocrate, patate, farina di avena e pane di segale senza sale (limitatamente a una o due fette al giorno), tisane.
8.4.1 Preparazione delle verdure
Secondo i precetti della cucina moderna le verdure che compongono i piatti della Terapia Gerson sono decisamente troppo cotte. Secondo il dottor Gerson gli alimenti dovevano
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essere ben cotti in modo che fossero pi`
u teneri, facili da masticare e digeribili, tutte qualit`a che aiutano un apparato digerente indebolito ad accettare una maggiore quantit`a di cibo, perch´e `e tenero, e ad assorbire tutti i nutrienti presenti nel cibo ingerito.
Le verdure cotte formano una specie di tampone in grado di assorbire l’elevata quantit`
a di succhi e di cibi crudi. La cucina moderna predilige le verdure appena scottate perch´e in questo modo gli enzimi rimangono intatti. Ma `e una convinzione errata perch´e tutti gli enzimi muoiono a 60° C.
La Terapia Gerson fornisce enzimi in abbondanza attraverso i succhi freschi, le insalate e la frutta.
Tutti gli alimenti devono essere freschi; i cibi in scatola, quelli imbottigliati o surgelati contengono additivi chimici che inibiscono il processo di guarigione dell’organismo. Aggiungere sale, salsa di soia o altre fonti di sodio agli alimenti `
e categoricamente vietato. Si devono eliminare tutti i cibi preparati che contengono sale, come la maggior parte del pane.
`
E comprensibile che ci si possa stancare di mangiare ad ogni pasto alimenti con la stessa consistenza molliccia. Nelle prime fasi della cura consigliamo di mangiare grandi quantit`a di cibo e di cuocerlo a lungo. Frutta fresca e insalate miste con sedano, cipollotti e ravanelli costituiscono un’alternativa interessante rispetto alle verdure ben cotte. Il dottor Gerson non consentiva ai suoi pazienti di modificare i metodi di cottura consigliati. Tuttavia, man mano che la salute dei pazienti migliora, `
e possibile aggiungere alcuni alimenti appena scottati e al dente. Poich´e i sostenitori della Terapia Gerson ritengono che il cibo sia una forma di medicamento, prima di apportare cambiamenti alla dieta o alle tecniche di cottura si dovrebbe consultare il personale medico abilitato alla pratica della Terapia Gerson.
8.4.2 Alimenti cotti
Si possono consumare tutte le verdure ad eccezione di quelle specificatamente vietate. Le verdure devono essere cotte con poca acqua o con un po’ di brodo di verdura (per esempio 2 o 3 cucchiai), a fuoco lento, sufficiente per farle sobbollire fino a quando non sono ben cotte. Solitamente per questo tipo di cottura occorrono da cinquanta a sessanta minuti. Per non bruciare il contenuto e il tegame si consiglia di mettere una piastra rompifiamma fra il fornello e il tegame in modo da avere una distribuzione del calore pi`u omogenea. Le verdure possono essere cotte anche al forno. In questo caso sistematele in pirofile di vetro dotate di coperchio. Il calore nel forno `e pi`u uniforme e quindi `
e pi`u difficile che il cibo possa bruciarsi. In entrambi i casi si consiglia l’uso di coperchi a incastro per evitare di disperdere l’umidit`e
a rilasciata dal cibo. Non `ammesso utilizzare la pentola a pressione.
In genere pomodori, cipolle e zucche contengono abbastanza acqua da consentirne la cottura senza dover aggiungerne dell’altra, inoltre l’acqua vegetale di queste verdure pu`o essere usata per insaporire altre preparazioni. Anche il sedano `e molto utile per aggiungere sapore.
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Barbabietole e patate possono essere bollite intere (senza privarle della buccia) e poi sbucciate una volta cotte; alternativamente possono essere cotte al forno.
Le patate si prestano a numerose preparazioni, per esempio possono essere affettate, passate, preparate in insalata.
Durante la cottura gli spinaci producono molta acqua di vegetazione ma anche acido ossalico che conferisce all’acqua un sapore amaro rendendola inutilizzabile. Il mais pu`o essere bollito in acqua oppure consumato crudo.
8.4.3 Erbe aromatiche e spezie
Visto che le sostanze aromatiche contenute nelle erbe e nelle spezie, come quelle dell’ananas e dei frutti di bosco, tendono a interferire con la risposta dell’organismo alla terapia, il dottor Gerson decise di limitare l’uso di queste sostanze e di prediligere solo quelle piu`delicate come pimento, anice, alloro, coriandolo, aneto, finocchio, macis, maggiorana, rosmarino, salvia, zafferano, dragoncello, timo, acetosella e santoreggia. Erba cipollina, cipolle, aglio e prezzemolo possono essere usate senza limitazioni.
8.4.4 Insalate
`
E fondamentale che il malato consumi la maggior quantit`a possibile di insalate miste composte da verdure crude. I seguenti ingredienti possono essere tagliati a fettine sottili, a cubetti o tritati e poi mescolati o mangiati da soli.
8.4.5 Condimenti per insalata
Diluite un po’ di aceto di vino rosso biologico o di aceto di mele con acqua e utilizzate il composto per condire le insalate aggiungendo un pizzico di zucchero di canna biologico essiccato (Sucanat), alcune erbe aromatiche, cipolle o aglio secondo i gusti. Al posto dell’aceto si pu`o usare il succo di limone. Anche l’olio di semi di lino pu`o essere utilizzato per preparare i condimenti per insalate.
✺ Mele
✺ Carote
✺ Crescione
✺ Cipollotti
✺ Sedano o sedano rapa
✺ Lattuga
✺ Cavolfiore

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✺ Indivia
✺ Erba cipollina
✺ Cicoria
✺ Ravanelli
✺ Peperoni verdi
✺ Pomodori

8.4.6 Zuppa speciale di Ippocrate
Preparata come alimento base per i malati affetti da patologie degenerative, questa zuppa speciale (inventata da Ippocrate) doveva essere mangiata sia a pranzo che a cena. Per il dottor Gerson la zuppa di Ippocrate aveva un ruolo fondamentale nella dieta perch´
e stimola la purificazione dei reni, mentre la Terapia ha come obiettivo principale quello di disintossicare il fegato. Inoltre una volta che i pazienti si sono abituati a mangiare insipido (di solito dopo due o tre settimane dall’inizio del trattamento), la zuppa speciale `e un modo gustoso per cominciare i pasti.
Per preparare la zuppa speciale di Ippocrate le verdure devono essere lavate accuratamente e non pelate, tagliate a cubetti, coperte con acqua e cotte per due ore. Poi le verdure cotte vengono passate con il passaverdura per eliminare le fibre e le bucce. Alla fine di questo procedimento otterrete una zuppa densa e cremosa. Fate raffreddare prima di mettere nel frigorifero. Preparatene abbastanza per due giorni perch´e se conservata pi`u a lungo tende a perdere il suo valore nutrizionale. Le quantit`a di verdure da usare sono le seguenti:
1 sedano rapa medio; se non `e la stagione sostituire con 3 o 4 coste di sedano;
un po’ di prezzemolo;
700 g circa di pomodori (o di pi`u durante l’estate);
2 cipolle medie;
1 pastinaca media (quando disponibile);
2 porri piccoli (se non disponibili sostituiteli con 2 cipolle in pi`u);
alcuni spicchi di aglio;
450 grammi di patate.

Fino a quando il malato non si `e abituato a mangiare senza sale, `e possibile aggiungere un po’ di brio alle verdure, alle insalate e anche a questa zuppa, agutilizzando un po’ di aglio spremuto come condimento. L’aglio ´o essere usato a
e un alimento sano e pu`piacere.
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8.4.7 Patate
Le patate apportano nutrienti importanti per un malato in via di guarigione. Consigliamo di consumarle sia a pranzo che a cena; saltuariamente possono essere sostituite con riso integrale biologico o con riso selvatico biologico. Le patate conservano tutte le loro qualit`a nutritive se sono cotte al forno. Possono essere anche bollite con la buccia, schiacciate con un po’ di brodo di zuppa, sbucciate (dopo la cottura) o tagliate a cubetti e insaporite con un po’ di condimento per insalate per preparare un’insalata di patate. Possono essere anche stufate con cipolle, pomodori, sedano e cosi via. Se dopo seidieci settimane `e consentito introdurre dello yogurt magro nella dieta, potete preparare un gustoso condimento per patate al forno, insalata di patate o verdure mescolando cipolle, erba cipollina o aglio tritati con lo yogurt. Le patate dolci potranno essere consumate una volta a settimana.
8.4.8 Avena
L’avena dovrebbe essere preparata facendo cuocere a fuoco lento 110 grammi di fiocchi di avena biologici e 250 ml (o un po’ di pi`
u) di acqua depurata; l’avena va consumata ogni mattina a colazione. Non `e consentito usare altri cereali. L’avena apporta non solo tutte le vitamine del complesso B ma anche proteine; e soprattutto crea una specie di rivestimento sulle pareti dell’apparato intestinale preparandolo a ricevere i succhi freschi, mentre altri cerali pi`u duri non hanno le stesse propriet`a.
Per variare potete aggiungere della mela cruda, papaia o altra frutta grattugiata; miele, sciroppo d’acero puro o melassa al naturale; uva passa, prugne secche o altri tipi di frutta secca cotta o frutta fresca.
8.4.9 Pane e altri carboidrati
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E consentito consumare pane di segale privo di sale e grassi solo dopo aver mangiato tutto il resto del pasto.
Il pane non deve costituire la parte fondamentale del pasto. Quando il pane `
e secco, pu`o essere grattugiato e impiegato nelle ricette dove si richiede l’uso di pangrattato. Occasionalmente potete usare fecola di patate, tapioca o amido di mais.
8.4.10 Zucchero e dolcificanti
Usate solamente zucchero biologico non raffinato, sciroppo d’acero, miele liquido biologico o melasse prive di zolfo. Al giorno vi sono concessi due cucchiaini di zucchero o di un altro dolcificante e solo quando non vi sia presenza di ipoglicemia e/o diabete.
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8.4.11 Tisane
Sono permesse tisane alla menta e alcune altre per le loro propriet`a benefiche. La menta favorisce la digestione; la camomilla `e rilassante; la valeriana concilia il sonno.
8.4.12 Esempio di dieta giornaliera
A colazione si possono consumare:
250 ml di succo di arancia;
una porzione abbondante di avena e purea di frutta a scelta;
pane di segale biologico senza sale e privo di grassi, tostato e spalmato con un po’ di miele;

A pranzo si possono consumare
insalata mista con ingredienti crudi a scelta;
250 ml o pi`u di zuppa speciale di Ippocrate tiepida;
una patata al forno (con condimento allo yogurt se permesso);
verdure cotte appena preparate;
frutta fresca o cotta.

Il menu della cena `e uguale a quello per il pranzo.
Vi consigliamo di variare i pasti cambiando tipi di verdura, i metodi di cottura o di preparazione delle patate, diverse combinazioni di insalata e cos`ı via. Una volta a settimana `
e possibile consumare riso integrale biologico e patate dolci biologiche.
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Capitolo 9

Tredici bicchieri
Paul Schofield, un trentottenne di Orlando in Florida, fu colpito da epatite virale acuta nel 1981. L’infezione si manifest`o con febbre, itterizia e forti attacchi di nausea.
La gravit`a della malattia costrinse Schofield ad abbandonare la propria attivit`a artigianale di lavorazione del cuoio e anche il laboratorio che aveva affittato per vendere la propria produzione di selle, cinture, cappelli e valigie. Ogni giorno che passava si sentiva sempre pi`u debole e prossimo al collasso.
L’epatite `
e sostanzialmente un’infiammazione del fegato provocata da virus o da batteri con cui si viene a contatto tramite esposizione a sostanze tossiche, trasfusioni di sangue
o plasma infetto, o da anomalie di natura immunologica. La contrazione della malattia pu`o avvenire anche attraverso alimenti o bevande contaminati da un portatore sano o da una persona infetta e generalmente si manifesta nei luoghi dove il livello igienico `e scarso. Dopo un periodo di incubazione che varia da due settimane a quaranta giorni, si manifestano i primi sintomi: il paziente comincia a produrre un’anormale quantit`a di enzimi epatici, ha febbre alta e nausea.
9.1 Patologia dell’epatite virale
`
L’epatite virale ` E caratterizzata da di
e una malattia sistemica abbastanza comune. struzione delle cellule epatiche, necrosi e autolisi che causano anoressia, itterizia e epatomegalia (aumento anormale del volume del fegato). Ogni anno negli Stati Uniti si registrano pi`u di 70.000 casi di epatite virale. A tutt’oggi sono stati classificati cinque diversi tipi di epatite (che nel 1981 erano ancora sconosciuti), vale a dire:
❂ Epatite di tipo A (epatite epidemica o con incubazione breve). L’incidenza dell’epatite A `e in rapido aumento fra gli omosessuali e fra le persone affette da sindrome da immunosoppressione in relazione a un’infezione causata dal virus di immunodeficienza umana (HIV). L’epatite A pu`o essere provocata anche dall’ingestione di frutti di mare pescati in acque inquinate.
❂ Epatite di tipo B (epatite da siero o epatite a incubazione lunga). L’incidenza di questo

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tipo di epatite `e in aumento fra le persone affette da HIV ed `e responsabile per circa il 10% dei casi di epatite da siero causata da trasfusioni negli Stati Uniti. Pu`o essere trasmessa anche tramite contagio da secrezioni umane, feci, rapporti sessuali e da alimenti che sono stati preparati da persone affette da epatite e che hanno trasmesso il virus al cibo.
1.❂ Epatite di tipo C (non riconducibile a uno specifico organismo). Questo virus `e per lo pi`u trasmesso con trasfusioni sanguigne da donatori asintomatici. L’epatite C, fra tutti i diversi tipi di epatite, `e quella che sta aumentando pi`u rapidamente fra la popolazione americana.
2.`
❂ Epatite di tipo D. E una complicazione delle forme acute o croniche dell’epatite B perch´e per replicarsi il virione del tipo D ha bisogno dell’antigene a doppia elica dell’epatite B.
❂ Epatite di tipo E (precedentemente raggruppata nel tipo C con il nome di epatite non A e non B). Questo virus si manifesta in persone che hanno effettuato viaggi in aree endemiche come India, Africa, Asia o America centrale.

Fra questi cinque tipi di epatite i pi` e il virus pu`
u pericolosi sono il tipo B e C perch´o facilmente degenerare in tumore epatico ed era proprio uno di questi due tipi che aveva colpito il signor Schofield.
Nel periodo in cui si era manifestata l’infezione, la pelle dell’uomo aveva assunto un colore giallastro che persistette per tre settimane; il suo medico curante non fu in grado di proporre nessun tipo di farmaco o cura perch´e nel 1981 questa forma virale non era ancora conosciuta specialmente da quei medici che avevano sempre praticato la medicina convenzionale (basata sull’uso dei farmaci) e farmaci per curare questa patologia non ne esistevano.
L’unico consiglio medico fu quello di riposare molto, dormire e bere in abbondanza bevande gassate analcoliche (che sono tossiche) o succo d’arancia. Per almeno otto mesi Schofield segu`ı questo consiglio ma non constat`o nessun miglioramento.
9.2 Paul Schofield comincia a migliorare con la Terapia Gerson
Durante una seduta di massoterapia il terapeuta consigli`o al malato di leggere il libro A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases. A lettura ultimata il paziente riconobbe che i principi espressi dal libro sembravano corretti e logici. Quindi si procur`
o uno spremifrutta Norwalk ad azione idraulica progettato dal dottor Norman Walker B.Se. e cominci`
o a seguire le indicazioni riportate nel libro. Procedendo secondo le istruzioni del dottor Gerson, Paul Schofield introdusse nel suo organismo un’enorme quantit`

a di succhi: 250 ml di succo di carota e mela o verdure a foglia verde a intervalli di un’ora distribuiti durante la giornata, vale a dire almeno tredici bicchieri di succo al giorno e talvolta di pi`u.
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≪Cominciai a sentirmi subito meglio. I risultati delle analisi degli enzimi epatici erano sempre pi`
u incoraggianti. Essi passarono dai 2.400, un valore troppo alto e indice di patologia, al valore normale di 20. Due mesi dopo, durante una visita di controllo il medico mi comunic`u infetto; i valori ematici erano normali≫, racconta
o che non ero pi`
Paul Schofield. ≪Per diversi anni, per`
o, di tanto in tanto comparivano sintomi simil influenzali e ogni volta non dovevo far altro che seguire la Terapia Gerson a base di succhi per una settimana≫.
≪Talvolta era sufficiente bere succhi per alcuni giorni soltanto per riuscire a liberarmi dei sintomi dell’epatite. Persino dopo aver bevuto tredici bicchieri di succo per un solo giorno il mio organismo, e il fegato in particolare, si sentivano subito rigenerati. Ho imparato che per eliminare i virus dell’epatite A, B, C, D e E si devono bere succhi freschi preparati con verdura e frutta biologiche≫, afferma Paul Schofield che ha ritrovato il benessere dopo aver seguito a casa propria la dieta e il programma del dottor Gerson.
Oggi, Paul Schofield `
e pieno di salute e conduce una vita felice. I sintomi dell’epatite non si sono pi`u manifestati. Ma, se per caso dovessero ricomparire lui sa che pu`o eliminarli velocemente bevendo succhi freschi preparati con verdure e frutta biologiche.
9.3 Suggerimenti del dottor Gerson per preparare i succhi
Per la preparazione dei succhi di verdura e frutta il dottor Max Gerson consigliava due tipi di utensili: un tritatutto e una pressa. Inoltre raccomandava che tutte le parti del-l’utensile che entrano in contatto con l’alimento pressato fossero in acciaio inossidabile. Attualmente i sostenitori della Terapia consigliano un utensile che riunisce entrambe le funzioni.
Come nel caso del signor Schofield, l’utensile per preparare i succhi preferito dai pazienti della Terapia Gerson `Questo utensile fu originariamente
e il Norwalk Juicer. inventato nel 1936 dal dottor Norman W. Walker ed `e disponibile in due modelli, il 270-S Norwalk con finiture in acciaio inossidabile e il 270 Norwalk con finiture in legno1.
Il dottor Gerson consigliava ai suoi pazienti di preparare sempre succhi freschi e solo con verdure e frutta biologiche. Raccomandava inoltre di non preparare al mattino succo sufficiente a coprire il fabbisogno dell’intera giornata. Un altro punto che il dottor Gerson tratta in modo approfondito nel suo libro riguarda l’acqua. Il dottor Gerson consigliava di non bere acqua perch´e il volume dello stomaco deve poter contenere i succhi e la zuppa speciale di Ippocrate (vedi Capitolo ottavo). Gli ingredienti della zuppa sono facilmente assorbiti dalla mucosa gastrointestinale. L’acqua immessa nello stomaco tende a ridurre l’azione dei succhi gastrici e degli enzimi in essi contenuti.
Il presente capitolo descrive esaurientemente i tipi di utensili per estrarre i succhi e anche i procedimenti per svolgere questo compito. In rapporto al testo originario del dottor Gerson, noi abbiamo aggiunto ulteriori informazioni fornite da pazienti che han
1Si compera via internet su www.nwjcal.com
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no preparato i succhi a casa propria e che ora godono di ottima salute. Unendo l’effetto enzimatico dei succhi freschi biologici e della dieta curativa priva di sale (vedi Capitolo decimo) all’uso limitato di supplementi (vedi Capitolo undicesimo) e alla somministrazione di enteroclismi di caff`e (vedi Capitoli dodicesimo e tredicesimo) – tutte pratiche di comprovata efficacia – si pu`o recuperare un benessere fisico duraturo in modo naturale e sicuro. Spremere la frutta e la verdura e poi berne il nettare `u gustoso per
e il modo pi`ritrovare la salute.
9.4 Ritrovare il benessere bevendo succhi freschi e biologici
Preparare e bere succhi freschi `e una delle pratiche fondamentali della Terapia Gerson. Gli autori desiderano ribadire ancora una volta che: bere ogni giorno succhi appena preparati e ricavati da frutta e verdura coltivata con procedimenti biologici `e, per i malati e anche per le persone sane, una pratica fondamentale per ritrovare e mantenere il benessere.
Nota importante: quando si parla di prodotti coltivati con metodi biologici ci si riferisce a prodotti agricoli coltivati senza l’uso di antiparassitari, erbicidi o fertilizzanti chimici, in terreni, siano questi coltivazioni agricole su vasta scala o piccoli orti, che non siano stati trattati con prodotti chimici per un periodo variabile da tre a sette anni.
Oltre a fornire l’apporto di liquidi necessario, i succhi freschi soddisfano il fabbisogno della maggior parte dei nutrienti – vitamine, minerali, enzimi, fitochimici, sostanze vitali e anche proteine – necessari all’organismo per autocurarsi. In presenza di patologie degenerative bere succhi `e perfino pi`u benefico che introdurre gli stessi nutrienti tramite alimenti solidi. I succhi, infatti, sono alimenti ma in forma pi`u facilmente assimilabile dall’apparato gastrointestinale. Bere succhi favorisce una migliore digestione e un maggiore assorbimento dei nutrienti. Chi decide di adottare la Terapia Gerson, di bere tredici bicchieri da 250 ml di succo – circa 3.250 ml di succo al giorno – e di consumare tre pasti a base di verdure e frutta introdurr`a da 7,7 a 9 chilogrammi di cibo al giorno. Poche persone (forse nessuno) possono consumare altrettanto cibo solido durante il giorno. Bere succhi permette di introdurre enormi quantit`a di nutrienti in un arco di tempo molto breve.
Spesso le patologie degenerative rallentano i processi digestivi dei malati. A causa dell’intossicazione provocata dal malfunzionamento degli organi, dalla diminuzione dei succhi gastrici, dalla cattiva digestione e da altri problemi legati direttamente alla degenerazione dell’organismo, queste persone tendono a perdere l’appetito e a manifestare una pronunciata inappetenza e ridotta capacit`a di assimilare anche piccole quantit`a di cibo. (Questo stato patologico debilitante prende il nome di cachessia). Tuttavia, chi `e affetto da malattie degenerative pu`o continuare a nutrirsi abbastanza bene bevendo succhi freschi appena preparati. I nutrienti dei succhi sono pi`u vitali per l’organismo delle fibre contenute negli alimenti solidi. Ciononostante i cibi solidi devono far parte della dieta giornaliera del malato.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
9.5 Come i succhi aiutarono il dottor Gerson a guarire i suoi pazienti
Per aiutare i suoi pazienti a guarire da tubercolosi, disturbi cardiovascolari, tumori, diabete, artrite e altre patologie degenerative, il dottor Gerson cerc`o nuovi metodi per superare la condizione di malnutrizione subclinica. Anche le persone obese possono soffrire di malnutrizione. Il dottor Gerson trov`o che l’assunzione di succhi veniva incontro alle necessit`a di ogni malato e questa tecnica si `e dimostrata particolarmente efficace. Somministrando a persone gravemente malate i succhi ottenuti da alimenti freschi si riusciva a fornire al loro organismo debilitato nutrienti di ottima qualit`a nel modo pi`u efficace.
Questo singolare metodo di alimentazione, sviluppato in un arco di tempo di circa trentacinque anni – dal 1923 al 1958 – diede i migliori risultati clinici mai registrati dalla medicina fino a quel momento.
Oggi, all’inizio del ventunesimo secolo, gli autori sono contrari ad apportare cambiamenti a un protocollo che si `
e dimostrato incredibilmente efficace per il trattamento, la regressione e la remissione quasi definitiva delle malattie degenerative di ogni tipo. Sono le stesse patologie per la cui cura la medicina allopatica non ha avuto molto da offrire. Eppure, il personale del Gerson Institute non `e di vedute limitate. Se si scoprisse un metodo migliore in grado di fornire lo stesso quantitativo di nutrienti resi disponibili dall’assunzione dei succhi o da altre tecniche perfezionate dal dottor Gerson, sarebbe inserito nel protocollo della Terapia Gerson. Nei trent’anni di pratica clinica il dottor Gerson non cambi`o significativamente il suo protocollo. Si limit`o a modificare quello che lui chiamava la sua “ricetta medica” in base ai risultati degli esami del sangue dei malati, alle reazioni terapeutiche, alle allergie, alle variazioni di peso e ad altre modificazioni del metabolismo. Le risposte fisiologiche dei pazienti molto deboli o gravemente ammalati spesso lo spingevano a cambiare la formulazione dei succhi e delle terapie quasi quotidianamente, soprattutto durante le prime settimane di cura. E ancora oggi si segue lo stesso procedimento.
9.6 Domande e risposte sull’assunzione dei succhi
Questa pratica ha sollevato numerose domande e nelle pagine seguenti abbiamo cercato di dare risposta ad alcune di queste anche se, purtroppo, non ci `e stato possibile rispondere esaurientemente a tutte le domande che ci sono state rivolte da pazienti sottoposti alla Terapia Gerson:
Quando o con che frequenza si devono bere i succhi?
Secondo il dottor Gerson una persona malata dovrebbe bere almeno 250 ml di succo ogni ora ma non sempre `e possibile seguire questo regime.
Che cosa si pu`e in grado di seguire il programma alla lettera?
o fare se non si `
Bere il pi`u possibile e di volta in volta cercare di aumentare le quantit`a. Per quanto riguarda i succhi, pi`u se ne bevono e meglio `e.
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Quanto succo si deve bere?
Come citato in precedenza, si deve cercare di bere almeno 3.250 ml di succo fresco e biologico nell’arco delle ventiquattro ore.
Dopo quanto tempo dalla spremitura `e meglio bere il succo?
Senza ombra di dubbio la nostra risposta `e: “Immediatamente”!
`
E possibile conservare il succo e berlo durante il giorno?
La risposta pi`u diretta e definitiva sarebbe “no”! Tuttavia, se si lavora lontano da casa e non `e possibile portarsi in giro una macchina da 31 chilogrammi, o portare i succhi di mele e carote in contenitori termici o gavette da 250 ml piene di succo non `e la fine del mondo. Per`o fatelo se e il solo modo che avete per bere la vostra razione quotidiana di
`succo organico. Non conservate mai o non portate con voi succhi verdi (preparati con verdure a foglie verdi) da bere durante il giorno perch´
e si ossidano velocemente e perdono le loro propriet`
a nutrizionali.
Quale variet`e meglio tenerle separate?
a di frutta e verdura si possono combinare o `
Possiamo dire che tutti i vegetali sono compatibili, tuttavia il dottor Gerson consigliava particolari combinazioni di carote e mele, solo carote e altri succhi ottenuti da verdure a foglie verdi. Evitate l’uso di succhi gi`a preparati.
A quale punto dell’apparato gastrointestinale viene assorbito il succo?
Tutto l’apparato gastrointestinale (7 metri a partire dalla bocca dello stomaco fino all’ano) assorbe gli enzimi presenti nei succhi e li trasporta nel sangue. Tuttavia lo stomaco, l’intestino crasso e il retto svolgono una funzione marginale nell’assorbimento dei nutrienti.
I succhi consentono di introdurre nell’organismo una specie di “forza vitale”?
Secondo noi “si”! Gli enzimi attivi degli ortaggi e della frutta sono assorbiti sia a livello fisico che mentale e spirituale e probabilmente ne fortificano anche l’anima. Perlomeno speriamo che sia cos`ı.
I reni traggono beneficio dal consumo dei succhi nelle quantit`a indicate?
Si. Test di laboratorio hanno dimostrato che gli enzimi dei succhi fungono da sostanze depuratrici, come dei diuretici naturali. Potete sperimentare questa propriet`a direttamente voi stessi spremendo degli asparagi bianchi e bevendone il succo. Anche bere il succo di sedano `
e come prendere un diuretico. Bevendo succhi come questi, aumenterete la quantit`a di urina prodotta e quindi sia i reni che le vie urinarie risulteranno pi`u puliti.
Come gi`a indicato, siamo in grado di rispondere alle vostre domande basandoci sulle nostre osservazioni o su informazioni scientificamente provate, tuttavia non abbiamo le risposte a tutte le domande.
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9.7 Consigli utili per la preparazione dei succhi
Proponiamo qui di seguito alcuni principi di fondamentale importanza. Poich´e gli enzimi benefici presenti nei succhi vegetali appena preparati decadono per ossidazione e si trasformano in radicali liberi a causa dell’esposizione per periodi prolungati all’ossigeno presente nell’aria `e bene suddividere la regola da seguire in due parti distinte.
I compromessi sono inevitabili, `e vero, ma queste sono le raccomandazioni offerte dal personale del Gerson Institute quando si telefona per un consiglio sulla Terapia:
✵ Per quanto possibile cercate di preparare di volta in volta i 250 ml di succo e bevetelo immediatamente. Ci`o `e importante soprattutto per i pazienti particolarmente gravi.
✵ Non preparate al mattino tutta la quantit`a di succo di cui avrete bisogno durante il giorno perch´e prima della fine della giornata berrete un succo carente di quei nutrienti di cui avete bisogno.

9.8 Utensili per la preparazione dei succhi
Dall’osservazione dei risultati raggiunti dai suoi pazienti, ma anche seguendo il proprio intuito, il dottor Gerson arriv`o alla conclusione che il metodo di estrazione del succo incideva in maniera determinante sulla concentrazione dei nutrienti che i pazienti introducevano nell’organismo. A quarant’anni di distanza dalla sua morte, test di laboratorio sui diversi tipi di succhi hanno dimostrato che alcuni utensili sono pi`
u efficaci di altri in rapporto alla qualit`Inoltre anche i risultati clinici
a della bevanda prodotta. dei pazienti che hanno usato vari tipi di utensili a disposizione hanno avvalorato le ipotesi originarie del dottor Gerson. Descriveremo brevemente sei tipi di utensili per la preparazione dei succhi, tuttavia la nostra preferenza `e indirizzata ad un modello in particolare. Cominceremo con gli utensili che hanno fornito i minori risultati per poi descrivere quello che noi reputiamo il migliore per la Terapia Gerson – illustrato verso la fine del Capitolo. Di seguito troverete le descrizioni degli utensili che possono essere utilizzati per la preparazione dei succhi di verdura e di frutta ma, se confrontati con quello che secondo noi `e il migliore, solo alcuni sono in grado di produrre un succo a mala pena accettabile sia per qualit`a che per quantit`a.
9.8.1 Spremifrutta per trinciatura/masticating juicer
Questi utensili2 masticano le verdure o la frutta e ne estraggono il succo in una fase sola. La qualit`a del succo `e abbastanza buona ma la quantit`a di polpa che rimane nella macchina
`
e eccessiva con conseguente dispersione di una parte degli enzimi vegetali. Sebbene il succo prodotto da questi utensili sia pi`u ricco di nutrienti rispetto a quello prodotto con una centrifuga (vedi sotto), `e meno nutriente di quello ottenuto con un tritatutto o pressa
2Il masticating juicer non esiste in Italia. `
E una macchina che trincia la verdura e la frutta elimando la polpa e serbando solo il succo (N.A.T).
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macinatrice che noi consigliamo (vedi ultimo utensile descritto). Inoltre la camera di triturazione della macchina tende a scaldarsi e questo danneggia la qualit`a enzimatica del succo prodotto. Alcune delle marche in commercio sono Champion, Green Power e Royal. I prezzi possono variare da 225 a 700 euro.
9.8.2 Centrifughe
Indubbiamente le pi`u comuni e le meno costose fra gli spremifrutta, le centrifughe sono anche gli utensili meno indicati per soddisfare le necessit`a di un malato che segua la Terapia Gerson. Per azionare una centrifuga bisogna spingere porzioni di verdura o frutta contro una lama rotante dotata di denti che riducono il prodotto in polpa. La forza centrifuga spinge la polpa contro le pareti di un cestino forato attraverso il quale viene filtrato il succo mentre la polpa rimane all’interno. Il principio sembra corretto ma ci sono problemi relativi al procedimento di centrifugazione:
a) La verdura o frutta non viene grattugiata abbastanza finemente e questo `
e vero soprattutto per le verdure a foglie verdi.
b) La forza centrifuga `
e meno efficace del sistema di pressatura adottato negli altri sistemi di estrazione del succo. A causa di questa spremitura insufficiente molti minerali e fitochimici presenti nella polpa non vengono trasmessi al succo; quindi il succo prodotto contiene meno enzimi salutari e meno nutrienti.
c) Il dottor Gerson disse a proposito delle centrifughe: ≪Quando la lama a disco ruota contro una resistenza con introduzione di aria insufficiente, produce elettricit`
a positiva e spinge l’elettricit`
a negativa contro le pareti circostanti. Lo scambio fra [io-ni] positivi e negativi uccide gli enzimi ossidanti e rende il succo meno nutriente≫. Aggiunse inoltre che quei pazienti che usavano le centrifughe non riportavano miglioramenti quando seguivano la terapia da soli.
Fra le centrifughe in commercio quelle con il cestello a pareti verticali, come l’originale Acme Juicerator (che forse attualmente non `e pi`u in commercio) producono succhi carenti di enzimi. Tuttavia, le centrifughe con cestelli a pareti svasate (attualmente molto diffuse in seguito a martellanti campagne promozionali e pubblicitarie) come quelle di Juiceman, Braun, Hamilton-Beach e altre, non presentano questo inconveniente. Ma anche in questo caso le centrifughe producono succhi con limitato contenuto di nutrienti e la quantit`a del succo e notevolmente inferiore rispetto a quella prodotta da altri tipi
`di utensili. Le centrifughe, cos`ı come gli spremifrutta per trinciatura, hanno un prezzo accessibile.
9.8.3 Utensili per spremere l’erba di grano
Si tratta di utensili di piccole dimensioni e altamente specializzati, infatti gli “spremierba di grano” sono utilizzati unicamente per estrarre il succo dell’erba di grano ricca di clorofilla. La Terapia Gerson non fa largo uso dell’erba di grano perch´e molti pazienti trovano
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che sia difficile da digerire. Inoltre, le sostanze benefiche contenute nell’erba di grano sono presenti anche nel succo di verdure a foglia verde pi`u digeribile del succo di erba di grano e che la Terapia Gerson consiglia di bere da due a quattro volte al giorno.
9.8.4 Spremiagrumi
Gli spremiagrumi vanno utilizzati unicamente per spremere arance o pompelmi, infatti proprio per la loro forma non sono adatti per altri tipi di verdura o frutta. Non si deve
mai usare uno spremiagrumi che pressi anche la buccia. Secondo il dottor Gerson gli agrumi erano i frutti meno importanti per raggiungere la guarigione e li inseriva unicamente al mattino per praticit`Sollecitati dal gigantesco lancio
a del paziente. pubblicitario organizzato dalle societ`a produttrici di succo di arancia della Florida e della California (in uno spot pubblicitario O. J. Simpson era circondato dai suoi ex fan che lo acclamavano al suono di Juice! Juice! Juice!3) molti hanno cominciato a bere succo di arancia non appena svegli. Eppure numerosi specialisti della nutrizione hanno affermato che quando bevuto in grandi quantit`
a il succo di arancia stimola un’eccessiva produzione di muco. Secondo noi e meglio sostituire il succo di pompelmo o di arancia
`con quello di mela o carota. I pazienti affetti da malattie del collagene, come artrite reumatoide o lupus eritematoso, non dovrebbero bere succhi di agrumi.
9.8.5 Frullatori/omogeneizzatori
Alcuni miscelatori come il VitaMix Total Nutrition Center sono potenti frullatori e non dei veri e propri spremifrutta e verdura. Tritano la frutta o verdura fino ad ottenere una polpa omogenea ma non ne estraggono il succo. Visto che in questo caso non c’`e una vera riduzione della massa, per ottenere i nutrienti equivalenti a quelli presenti nei
3.250 ml di succo prodotto da vegetali freschi, una persona dovrebbe ingerire una quantit`a enorme di cibo. Secondo i nostri calcoli, sarebbero circa 2,72 chilogrammi di carote e 3,62 chilogrammi di mele e quattro piedi di lattuga al giorno, oltre ai tre pasti principali. Per chiunque sarebbe senza dubbio una quantit`a di cibo troppo grande da ingerire nell’arco delle ventiquattro ore, specie se si tiene conto che le persone malate soffrono spesso di inappetenza e di problemi digestivi.
Tuttavia `e meglio avere almeno uno spremifrutta e verdura piuttosto che non averne neppure uno. Anche il tipo di utensile meno efficace vi fornir`u nutrienti di quanti
a pi`ne possiate ingerire mangiando una quantit`
a equivalente di prodotto fresco.
Al momento della scelta dello spremifrutta e verdura non fatevi condizionare dal prezzo. Il personale del Gerson Institute ha rilevato che alcuni pazienti pur seguendo scrupolosamente la Terapia Gerson non mostravano una riduzione della massa tumorale
o altre risposte positive dopo svariate settimane di cura perch´e utilizzavano centrifughe di cattiva qualit`a. Al contrario, quando questi stessi pazienti utilizzarono utensili come quello che descriveremo a breve, la risposta alla cura fu pressoch´e immediata con mi
3“Succo! Succo! Succo!” N.d.T
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glioramenti sbalorditivi. Sappiate, quindi, che la scelta dell’utensile appropriato potrebbe essere una questione di vita o di morte.
Fra i vari tipi di spremifrutta e verdura in commercio oggi la nostra scelta si `e indirizzata su due marche che derivano dal tipo di utensile a cui abbiamo fatto allusione. Ora parleremo del sesto tipo di spremifrutta.
9.8.6 Trituratore (macina)/ pressa
Noi raccomandiamo alle persone che sono affette da malattie degenerative gravi, e in special modo ai pazienti oncologici, di procurarsi un particolare utensile che tritura o macina la verdura e la frutta in una polpa fine e succosa e una pressa idraulica per estrarre gli enzimi del succo da questa polpa. Questo `
e l’utensile che noi preferiamo. Dopo la triturazione, per estrarre il succo di verdura o frutta, la polpa viene sottoposta a una pressione pari a circa 140 chilogrammi per centimetro quadrato4.
Il dottor Gerson prediligeva l’uso di questo tipo di utensile rispetto a qualsiasi altro e
consigliava ai suoi pazienti di mescolare a fondo la polpa di variet`
a diverse di verdura o frutta prima di pressarla in modo da favorire l’estrazione di tutti i nutrienti. Questa pratica `
e possibile solo con uno spremifrutta che esegue le operazioni di spremitura e di pressatura in tempi distinti. Ricerche hanno indicato che il tipo di utensile scelto dal dottor Gerson ha la capacit`
a di estrarre dalla polpa un quantitativo di nutrienti essenziali cinquanta volte maggiore, come il licopene nei pomodori maturi o la proantocianidina presente nella membrana dei vinaccioli dell’uva che hanno propriet`a anticancerogene.
Il succo estratto in questo modo `e pi`u sostanzioso rispetto a quello prodotto con altri spremifrutta e verdura e inoltre non contiene polpa. La quantita di succo prodotto `e`circa il 35% in pi`a di
u rispetto a quello estratto con altri utensili da pari quantit`verdura e frutta fresche. Anche le verdure a foglia verde producono pi`u succo quando `
sono triturate e pressate con questo utensile. E facile quindi capire perch´e consigliamo questa macchina rispetto ad altre e, difatti, anche gli autori di questo libro la usano pi`u volte al giorno.
Unico neo del trituratore (macina)/pressa `Questa macchina e prodotta
e il costo. `unicamente da due societ`a, la Norwalk Juicer Sales and Services Company e la K&K Company.
Secondo il modello il costo di questo utensile `e pi`u alto rispetto a quello delle macchine precedentemente descritte. Il prezzo di vendita al pubblico varia da 800 a 2.095 euro5. Da un sondaggio fra i pazienti abbiamo riscontrato che almeno quattro pazienti sottoposti alla Terapia Gerson su cinque hanno deciso di investire in un trituratore/pressa sia per seguire la terapia a casa sia per assaporare la bont`a dei succhi di frutta e verdura appena spremuti.
41 libbra/pollice quadrato=0.0703 kg/cm quadrato 2000 libbre/pollice quadrato=140 Kg /centrimetro, N.d.T.
5+IVA da pagare da pagare al momento dell’importazione e circa $ 400 per il trasporto.
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Al momento di procedere all’acquisto di uno spremifrutta e verdura ricordate che, pur essendo pi`u costoso, il trituratore/pressa produce pi`u succo di qualsiasi altro tipo e a lungo termine offre maggiori vantaggi. Tenuto conto della quantit`a di succo consumata da un malato che segue la Terapia Gerson, secondo noi, questo utensile anche se pi`u costoso si pagher`a da solo in meno di un anno.
9.9 Come estrarre i succhi senza soffrire di esaurimento nervoso.
A prescindere dall’utensile usato, vi suggeriamo alcuni trucchi per preparare i succhi necessari senza soffrire di esaurimento nervoso, soprattutto nel primo periodo della Terapia.
Il paziente o chi si occupa di lui, passer`a da tre a cinque ore al giorno davanti allo spremifrutta per produrre i liquidi medicamentosi che trasmettono nutrimento alle varie parti dell’organismo, ai tessuti `e alle cellule che ne sono carenti, (Questo `e uno dei motivi per cui il sistema immunitario del paziente non funziona come dovrebbe). Per cui, ecco i consigli che secondo noi potranno esservi di aiuto:
✶ Sistemate l’utensile in un posto che guarda su qualche cosa di piacevole, per esempio di fronte a una finestra, in prossimit`a di una radio o stereo, vicino alle vostre fotografie preferite e cos`ı via.
✶ Visto che avrete bisogno di acqua per lavare spesso la macchina, scegliete un posto vicino a un lavello.
1.✶ Poich´e il succo tende a spruzzare in giro si consiglia di sistemare sotto la macchina un vassoio abbastanza grande per evitare di dover sempre lavare il piano di lavoro.
2.`
✶ E facile che la polpa delle verdure (specialmente carote e verdure a foglia verde) finisca per attaccarsi al soffitto – in particolar modo durante le prime settimane di questo nuovo regime. Tuttavia `e possibile limitare questo inconveniente sistemando il palmo della mano sopra l’apertura utilizzata per introdurre verdura e frutta nel cestello della macchina. Facendo attenzione a non farsi grattugiare anche le dita insieme alle verdure con questo semplice accorgimento eviterete gli spruzzi.
✶ Indossate sempre un grembiule abbastanza grande da proteggere anche i vestiti da eventuali spruzzi.
✶ Calcolate in anticipo di quante carote, mele, ortaggi verdi, peperoni, bietola, cavolo rosso eccetera avete bisogno in un giorno. Pulite e lavate la verdura e la frutta in anticipo, tagliatela a piccoli pezzi e conservateli in sacchetti suddividendo in ogni sacchetto la quantit`a necessaria per la preparazione di ogni succo.
✶ Pensate di trasformare la lavatrice in una gigantesca centrifuga per insalata e mettete le verdure a foglie verdi necessarie per quel giorno in un sacchetto a rete e azionate il programma di centrifuga per circa venti secondi in modo da eliminare l’acqua in eccesso.

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1.✶ Per evitare che avvizziscano usate delle piccole federe per cuscino avvolte in un grande sacco della spazzatura per contenere tutte le verdure di cui avete bisogno in un giorno.
2.✶ Acquistate la verdura e la frutta pi`u volte alla settimana in modo che sia sempre fresca. Non lasciate che le verdure rimangano in frigorifero per un’intera settimana prima di usarle per il succo. Questo consiglio `e utile soprattutto per le verdure a foglia verde. Tuttavia, `e probabile che abbiate bisogno di un secondo frigorifero.
✶ Acquistate solo prodotti biologici, ovviamente, ed evitate a tutti i costi verdure che siano entrate in contatto con prodotti chimici come erbicidi e antiparassitari. I prodotti chimici usati per la frutta e la verdura sono una delle maggiori cause dell’insorgenza di malattie degenerative invalidanti e mortali. Queste degenerazioni si manifestano sottoforma di sintomi.
✶ Considerato il fatto che in base alla stagione diventa impossibile reperire alcuni prodotti biologici, (come le mele), `

e consigliabile accordarsi con il proprio distributore o ortolano e acquistarne una fornitura sufficiente per un paio di mesi (questo non `
e possibile per le verdure a foglia verde) da conservare nella cella frigorifera del distributore fino al momento del bisogno.
✶ Se potete permettervelo potete anche installare una piccola cella frigorifera a casa vostra per conservare i prodotti fuori stagione.
✶ Dopo aver fatto il succo smontate la macchina e lavatene le varie parti. Potreste essere tentati di farlo solo ogni tre o quattro preparazioni ma ricordate che negli avanzi di cibo possono nascondersi batteri o altri microrganismi.
✶ Le operazioni di pulitura della macchina risulteranno pi`u semplici se avete a disposizione un lavello con scarico diretto e un raccordo a doccia.
✶ Per il tipo di macchina come la Nonvalk, eliminate la polpa dalle garze della pressa, strizzatele bene, mettetele in sacchetti a chiusura ermetica e conservatele nel freezer. In questo modo impedirete ai microrganismi di proliferare. Una volta alla settimana bollite le garze in acqua depurata.
✶ Se, dopo qualche tempo, il succo ha un sapore acido oppure la polpa fuoriesce dalla garza troppo di frequente, molto probabilmente `e colpa delle garze che sono state usate troppo a lungo. Non dovrete far altro che sostituirle con garze nuove. Questo accade perch´e le fibre della polpa tendono a ostruire i pori del tessuto.
✶ Se a causa del lavoro o perch´e siete in viaggio non riuscite a preparare il succo fresco durante il giorno, vi consigliamo di acquistare un thermos con rivestimento interno in vetro o in acciaio inossidabile e di riempirlo di succo fino all’orlo per evitare un’eccessiva esposizione all’aria. Evitate di conservare in questo modo i succhi di verdure a foglia verde mentre potrete facilmente portare con voi quelli di carota e mela.

Dopo aver consigliato la Terapia Gerson per oltre venticinque anni siamo giunti ad alcune conclusioni. La pi`u importante e che i pazienti affetti da malattie degenerative
`
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che consumano succhi freschi preparati a intervalli regolari guariscono pi`u velocemente rispetto a quelli che regolarmente preparano i succhi molte ore prima di consumarli.
Le ricette di succhi consigliate dai sostenitori della Terapia Gerson sono incredibilmente varie. I pazienti e altri esponenti del Gerson Institute hanno ideato particolari combinazioni di verdure e frutta, per esempio succo di carote e mele, succo di sole carote, succo di agrumi, succo di verdure a foglia verde e molti altri. Gran parte di queste ricette sono descritte nel Capitolo ventiduesimo. Il nostro ultimo consiglio `e quello di consultare quel capitolo e usare le ricette per il vostro benessere.
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Capitolo 10

La dieta senza sale del dottor Gerson
Era il mese di aprile del 1997 quando Celia Collins, una burattinaia professionista di cinquantotto anni, arriv`o alla clinica Gerson di Sedona in Arizona (attualmente chiusa). Dalla cartella clinica che la donna aveva portato con s´e risultava che era affetta da un “carcinoma infiltrante (estremit`a chiuse) alla mammella destra con un diametro di 1,5 centimetri che comprometteva anche tre linfonodi”. L’oncologo curante della paziente aveva classificato il carcinoma come tumore in fase II di grado III (uno dei pi`u aggressivi) e resistente agli estrogeni. La tomografia assiale computerizzata (TAC) a cui la signora Collins si era sottoposta nell’aprile del 1997 aveva evidenziato alcune macchie al fegato e ai polmoni che secondo il medico dovevano essere tenute “sotto controllo”.
La malata accett`o di sottoporsi a una nodulectomia e, dopo l’intervento, l’oncologo curante le prescrisse sei mesi di chemioterapia. Ma il medico chirurgo che l’aveva operata non fu d’accordo. Disse che in base alla sua esperienza queste terapie a base di prodotti chimici tossici non hanno mai prolungato la vita a nessuno e le consiglio`di non accettare di sottoporsi al trattamento. L’oncologo propose alla malata di seguire anche un trattamento di sette settimane di radioterapia con alcune radiazioni aggiuntive ai margini chiusi. Ma il chirurgo si pronunci`
o contrario anche alla radioterapia.
≪Titubavo di fronte alle scelte sbagliate dell’oncologo. Semplicemente non quadravano. Quindi decisi di considerare altre opzioni. Scelsi la Terapia Gerson invece del-la chemioterapia e radioterapia≫, ci disse in seguito la signora Collins. (Nella pagina successiva potete vedere la signora Collins, una ex malata di cancro, com’`e oggi).
La dieta senza sale del dottor Gerson la incuriosiva perch´e per anni aveva sospettato che la maggior parte della gente tendesse a ingerire troppo sale a causa di un’alimentazione eccessivamente saporita. E lei stessa aveva sofferto di edema cellulare (tumefazione) a causa del cloruro di sodio presente nei cibi gi`o
a pronti. Quindi la malata pens`che sarebbe riuscita ad adattarsi senza problemi a un regime dietetico senza sale. Decise allora di cominciare con il programma completo della Terapia Gerson.
≪La decisione era presa. Mia figlia e io partimmo per il Centro Terapeutico Gerson di Sedona dove ci lasciammo avvolgere da un’atmosfera rassicurante. Ci sentivamo rinvigorite e rianimate. Tutti, perfino le inservienti, erano incredibilmente positivi, felici e incoraggianti. Le cure, quel meraviglioso cibo senza sale, gli altri pazienti, il persona
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le. . . tutto era speciale e buono. La mia guarigione fu rapida. Mi sottoposero a un’altra TAC in settembre del 1997 dopo aver seguito la Terapia Gerson per sei mesi e l’esame confermava che il tumore non c’era pi`e ufficiale ed
u – le lesioni erano sparite. Il risultato ``
e stato confermato anche dal chirurgo che mi aveva operato al seno. Mi ha confermato che sono guarita dal tumore senza aver fatto n´e radioterapia – disse
e chemioterapia n´Celia Collins – Sono cos`ı felice≫.
10.1 Perch´e bisogno di una dieta senza sale e c’`
Uno dei principi cardine della terapia del dottor Max Gerson `
e che tramite l’aumento del livello del potassio nella dieta dei pazienti neoplastici e la contemporanea riduzione del livello del sodio si riesce a inibire la formazione dei tumori. Il dottor Gerson era un fervente sostenitore dell’importanza di seguire una dieta priva di sale per eliminare il sodio (simbolo chimico Na), il cloruro (indicato con Cl) e l’acqua (H2O) trattenuti nell’organismo, cos`ı come le tossine e le scorie dai tessuti in genere. Il dottor Gerson scrisse che in presenza di tubercolosi, tumore e patologie croniche l’eliminazione dell’NaCl (sale) aumenta dopo due o tre giorni di dieta povera di sale.
L’aumentata escrezione del sale rimane elevata fino a due settimane quando grazie alla dieta povera di sale scende a livelli normali. A volte possono verificarsi fenomeni purificatori come attacchi di nausea, diarrea e instabilit`a emotiva. Il personale del Gerson Institute ha identificato questi fenomeni come “reazioni terapeutiche”. Queste reazioni sono causate da una maggiore produzione di bile e dalla stimolazione del sistema nervoso simpatico. Al termine di ogni attacco, i malati si sentono meglio sia dal punto di vista fisico che emotivo.
In un articolo apparso nel periodico medico specializzato Physiological Chemistry and Physics, il dottor Freeman Cope M.D., afferm`o che “`
e stato empiricamente osservato che la dieta del dottor Gerson ricca di potassio e povera di sodio `
e in grado di curare molti casi di tumore umano allo stadio avanzato, ma le ragioni rimangono ignote. Studi recenti [questo era nel 1978] condotti nel laboratorio del dottor F.G. Ling e associati indicano che ambienti caratterizzati da un’alta percentuale di potassio e una bassa percentuale di sodio possono parzialmente riportare le cellule proteiche danneggiate alla loro struttura normale non danneggiata. Ne consegue che il danno negli altri tessuti, indicato dalla presenza di tossine e scorie prodotte dalle cellule neoplastiche, viene in parte riparato dalla Terapia Gerson in base allo stesso principio”.
C’`e molto di pi`u da spiegare sull’eliminazione del sale e l’aggiunta del potassio, minerale antagonista del sodio. A proposito del potassio possiamo aggiungere che una dieta a ridotto tenore di sodio e elevato tenore di potassio non solo migliora l’ipertensione ma `
e responsabile anche della regressione di malattie acute e croniche di qualsiasi natura come artrite, diabete, sclerosi multipla, cardiopatie, malattie autoimmuni, sindrome da fatica cronica e molte altre. Infatti ciascuna delle cinquantadue patologie menzionate in questo libro che hanno reagito positivamente al programma alimentare Gerson, esemplificate dalle storie dei pazienti, rispondono incredibilmente bene a una dieta povera di sale. Usare troppo sodio pu`o portare alla morte!
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10.2 Albert Schweitzer disse che la dieta importata dai bianchi stava uccidendo la popolazione africana autoctona
Nel 1954, Albert Schweitzer M.D., filosofo, indimenticabile filantropo, organista, medico missionario e vincitore del premio Nobel per la Pace, scrisse che i neri africani che abitavano le zone circostanti il suo ospedale a Lambar´en´e in Gabon nell’Africa subsahariana francese, avevano modificato la loro dieta abituale introducendo l’uso del sale come faceva la popolazione bianca. E gli sforzi che il dottor Schweitzer faceva per curarli erano vanificati dal forte consumo di sale della popolazione autoctona. “Gran parte degli abitanti indigeni, soprattutto quelli che vivono in grandi comunit`u le stesse
a, non hanno pi`abitudini di un tempo. La loro alimentazione era costituita principalmente da frutta e verdura, banane, manioca, igname, colocasia, patate dolci e frutta varia. Ora hanno cominciato ad alimentarsi con latte condensato, burro di preparazione industriale, carne e pesce in scatola [salati] e pane”, continuava il missionario. Egli fece risalire la comparsa di malattie come cancro, appendicite e altre malattie degenerative fra la popolazione nera africana a questo cambiamento nell’alimentazione.
”In base alla mia esperienza personale posso dire che se a partire dal 1913 ci furono dei casi di tumore [allora] furono casi molto sporadici ma con gli anni sono diventati `
sempre pi`E lecito collegare questo aumento dell’incidenza del cancro a un
u frequenti. . . maggiore uso di sale da parte della popolazione indigena”, proseguiva il premio Nobel. “Negli ultimi quarant’anni sono stati raccolti molti dati, basati su osservazioni concrete, relativamente agli effetti provocati sulle malattie renali da un’alimentazione povera di sale. E anche qui `
e dimostrato che l’eliminazione del consumo del sale, vale a dire la dieta priva di sale a cui erano abituati, diminuisce il carico di lavoro richiesto ai reni malati [dei neri africani]. Non appena i reni ammalati non erano pi`
u sovrairritati e sovraffaticati dall’assunzione eccessiva di cloruro, le loro condizioni miglioravano in un lasso di tempo incredibilmente breve e . . . eliminavano piu`NaCl con una dieta povera di sale che con una ricca di sale!”
Quando si elimina il sale `e necessario sostituirlo con qualche cos’altro? Normalmente si ricorre all’uso di integratori come il potassio. Anche se tratteremo la composizione dei supplementi che entrano nella Terapia Gerson nel Capitolo undicesimo, illustreremo l’efficacia del potassio nel paragrafo seguente.
10.3 Il potassio e il metabolismo umano
Il potassio (il cui simbolo chimico `e K) `e un minerale di cui le piante e gli animali hanno `
bisogno per vivere in salute. E un minerale fondamentale perch´e i tessuti e le cellule dell’organismo svolgano le proprie funzioni nel migliore dei modi. Poich´e `
e necessario alle cellule e non ai fluidi, viene definito come minerale intercellulare. Il potassio e`presente in tutti gli alimenti soprattutto frutta, verdura e cereali integrali. Anche
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alimenti di origine animale come pesce e carne contengono potassio tuttavia il potassio di origine vegetale `u facilmente assorbibile.
e pi`
Il potassio viene assorbito dagli alimenti attraverso l’apparato intestinale; il quantitativo in eccesso viene eliminato con le urine. I reni svolgono un ruolo importante nel determinare quanto potassio viene rilasciato o assorbito dall’organismo. Se i reni sono irritati da prodotti chimici, stupefacenti, o disturbi di altra origine possono rilasciare troppo potassio e quindi favorire l’insorgere di una carenza di potassio. Inoltre il potassio pu`o essere eliminato anche con il vomito, diarrea o drenaggi chirurgici, con l’uso di lassativi e diuretici (che aumentano la produzione di urina). Perdite di potassio attraverso la pelle sono rare ma possono verificarsi se si suda troppo durante l’esercizio fisico o quando fa troppo caldo.
Una parte della Terapia Gerson si basa proprio sull’adozione di una dieta a base di alimenti ricchi di potassio coadiuvata da dosi massicce di integratori di potassio. Infatti in una lettera che il professore Jacob Shoham, M.D., Ph.D. della Facolt`a di Scienze biologiche dell’Universit`a Bar-Ilan di Ramat-Gan a Israele scrisse il 28 settembre 1998 a Charlotte Gerson si pu`o leggere il seguente commento relativamente alla quantit`a di potassio: “Il potassio `
e indubbiamente uno dei pilastri portanti della struttura su cui si basa la terapia del dottor Gerson. Qui si parla di enormi quantit`
a di K, circa 20 grammi nella soluzione di potassio [supplementare] durante le prime quattro settimane, dosaggio che in seguito `
e dimezzato, oltre a nove o dieci grammi ottenuti dai succhi e probabilmente da due a tre grammi dal cibo; in tutto si arriva a trenta grammi di potassio al giorno durante le prime settimane per poi passare a venti grammi nelle settimane successive”.
Il dottor Jacob Shoham era preoccupato per la possibilit`a che il paziente sottoposto alla Terapia Gerson e quindi all’assunzione degli integratori di K, potesse sviluppare una iperpotassiemia, cio`e una sovrabbondanza di potassio nel metabolismo, Tuttavia la sintomatologia della iperpotassiemia non `e dovuta alle dosi massicce di potassio ingerite. Per esempio alcuni pazienti che seguivano la Terapia Gerson hanno erroneamente interpretato le indicazioni contenute nel foglio illustrativo del composto di potassio e per circa tre settimane hanno assunto una quantit`a di potassio trentadue volte maggiore rispetto al dosaggio consigliato. Durante quel periodo non hanno manifestato effetti collaterali significativi. Nel corso degli anni, studiando le esperienze dei pazienti, si `e visto che aumentare le dosi di K per neutralizzare l’eccesso di sodio (Na) presente nei tessuti `e una pratica efficace e sicura. Inoltre, in condizioni di normalit`a il K in eccesso `e facilmente eliminato da reni.
Pi`u di quarant’anni prima il dottor Gerson aveva gi`a risposto alla questione sull’iperpotassiemia nel suo famoso libro. Egli affermava: “il livello di potassio nel siero `“[il potassio sferico] non fornisce
e, molto spesso, fuorviante”. E continuava dicendo:
un’indicazione precisa dell’aumento o della diminuzione del K presente nei tessuti degli
organi essenziali... In questo caso sono necessari esami pi`

u coincidenti del K eseguiti contemporaneamente sul siero e nei tessuti e a diversi stadi della malattia [cancro]”.
Il dottor Gerson sosteneva che sette sono le cause possibili dell’iperpotassiemia: (1) “perdita di liquidi – sangue, nella maggior parte dei casi disidratazione”; (2) “Epilessia
– quasi tutti i casi”; (3) “pazienti neoplastici in genere nel periodo antecedente lo stadio terminale (in via di eliminazione)”; (4) “Mai in pazienti neoplastici durante il periodo di guarigione”; (5) “Morbo di Addison”; (6) “Anuria-uremia (incapacit`a del fegato e dei reni
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di eliminare il potassio in soluzione in eccesso – rilasciato dagli organi vitali)”; (7) “Asma acuta e cronica e altre allergie degenerative”.
Il potassio appartiene a un gruppo chimico che `e associato sia agli acidi fosforici che ai carboidrati e le tre sostanze si combinano facilmente con i colloidi; di conseguenza, secondo il dottor Gerson, `
e plausibile riferirsi a questi quattro elementi raggruppati del metabolismo come gruppo potassico. L’Na costituisce da solo il gruppo sodico.
Noi introduciamo nel nostro organismo enormi quantit`a di sodio, non necessariamente attraverso gli alimenti che noi stessi prepariamo ma con quelli che acquistiamo gi`
a pronti, soprattutto quelli gi`
a miscelati che in genere sono serviti nei ristoranti. Mangiare al ristorante in generale non `
e un modo salutare di mangiare e di vivere. Costituisce una causa non evidente dell’insorgenza di malattie degenerative, come ipertensione, infarti e tumore.
Nella pubblicazione mensile Health & Healing, il dottor Julian Whitaker, M.D., ha scritto: “Il modo per riportare in equilibrio il rapporto sodio-potassio `
e mangiare molte verdure, legumi, cereali integrali e frutta. Questi alimenti per se stessi salutari contengo-no un eccellente rapporto sodio-potassio di almeno 1:50”. Il dottor Whitaker aggiunge inoltre che in alcuni tipi di frutta, come le arance, la percentuale dei due minerali `
e di 1 parte di sodio contro 260 parti di potassio. Nelle banane il rapporto sodio-potassio `e ancora pi`u desiderabile, essendo di 1:440”. Tuttavia le banane hanno un contenuto di zuccheri troppo elevato specialmente per i pazienti affetti da tumore e quindi devono essere consumate con moderazione.
10.4 Integratori di potassio nella Terapia Gerson
I malati che si rivolgono alle strutture ospedaliere dove si pratica la Terapia Gerson sono sottoposti a esame del sangue e delle urine a cadenza settimanale.
Questa pratica viene seguita anche se il paziente decide di seguire la terapia a casa propria con la supervisione di un medico autorizzato a praticare la Terapia Gerson. Il continuo monitoraggio dei valori del sangue e dell’urina `e di fondamentale importanza.
Gli esami di controllo dovrebbero essere eseguiti ogni sei settimane, secondo la gravit`a della patologia e del processo evolutivo della stessa. All’inizio della terapia e se la malattia `
e particolarmente grave si consiglia di sottoporsi a un esame di controllo ogni quattro settimane. Agli esami di laboratorio si accompagneranno anche esami clinici. Uno dei pi`u importanti esami di laboratorio `e la determinazione del livello del potassio sierico. I livelli di K nei pazienti della Terapia Gerson spesso si aggirano fra 5,9 e 6 milliequivalenti per litro (mEq/L). I valori normali di pazienti non sottoposti alla Terapia Gerson in genere variano da 3,4 a 5,1 mEq/L.
Specialmente nelle prime fasi del trattamento, ai malati viene somministrato un elevato quantitativo di potassio che pu`o raggiungere anche i 150 mEq/giorno. Anche in presenza di livelli elevati di potassio sierico, `e necessario continuare l’integrazione di K. Secondo il dottor Gerson gli ioni di K sono indispensabili per alcune reazioni enzimati
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che e il K svolge un ruolo fondamentale nella sintesi delle proteine tessutali. Di solito i muscoli, il cervello e il fegato presentano livelli di K maggiori rispetto a quelli di Na e finch´e il K rimane normale mentre il valore di Na `
e depresso si mantiene un buono stato di salute.
Negli ospedali che praticano la Terapia Gerson i pazienti vengono sottoposti a esa-me del sangue al momento dell’ospedalizzazione, poi ricevono una soluzione al 10% di potassio. La somministrazione di K avviene sotto forma di 4 cucchiaini di soluzione aggiunti al succo per dieci volte al giorno e questa dose viene somministrata per un periodo variabile da tre a quattro settimane. Dopodich´e la quantit`a di K e dimezzata. Il dottor
`Gerson aggiunge: “analizzando i valori del sangue in rapporto alle osservazioni cliniche abbiamo imparato che ripristinare la percentuale di potassio negli organi `
e un processo lungo ed estenuante”.
La soluzione di sali di potassio si prepara mescolando 33 grammi (g) di acetato di potassio, 33 g di monofosfato di potassio e 33 g di gluconato di potassio che vengono diluiti in 1 litro di acqua distillata.
Come anticipato, i dosaggi variano da 1 a 4 cucchiaini, che equivalgono a 3,514 grammi di K al giorno.
Questa soluzione `
e aggiunta, in quantit`a uguali, ai succhi di carota/mela, verdure a foglie verdi e arancia (ma non ai succhi di sole carote) nella dose da 1 a 4 cucchiaini per ogni succo al giorno.
Al Capitolo undicesimo, potrete trovare ulteriori informazioni su questo integratore a base di sali di potassio. Sottolineiamo l’importanza dell’integratore di potassio perch´e questa sostanza chimica `
e uno dei fattori chiave per sfruttare i benefici terapeutici del programma del dottor Gerson. L’integrazione di K `
e prima di tutto un trattamento per la sindrome da danno tessutale (l’infiltrazione dell’Na nei tessuti) che si riscontra nei pazienti neoplastici e nei malati affetti da patologie degenerative. Interagendo con gli altri presidi curativi e con il regime dietetico questo tratamento aumenta i livelli di K cellulare, riduce l’edema intercellulare, e ripristina la normale funzione delle cellule.
Come accennato in precedenza, ci sono stati pazienti che hanno frainteso le indicazioni fornite nella scatola e hanno assunto dosi elevate di potassio. La sostanza del flacone, cio`e la polvere concentrata di K, deve essere diluita con 1 litro di acqua, e bisogna poi mettere la soluzione ottenuta nel succo. Non mettete la polvere direttamente nel succo o finirete per assumere una quantit`a troppo elevata di K. In genere con il dosaggio normale non si manifestano effetti collaterali fatta eccezione, forse, per una leggera irritazione alla gola a causa dei sali di potassio. Per alleviare l’eventuale irritazione `
e sufficiente mangiare un po’ di farinata di avena. Conservate la soluzione di potassio in un contenitore di vetro piuttosto che in uno di plastica o di metallo. La soluzione non ha bisogno di essere conservata in frigorifero ma dovrebbe rimanere al buio, quindi mettetela in una credenza o in una bottiglia di vetro scuro. Un quarto di soluzione di potassio durer`o che
a da una a tre settimane, a seconda del dosaggio prescritto. Eliminate ci`rimane della soluzione e preparatene dell’altra se vedete che dopo qualche tempo la soluzione si `
e intorbidita.
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10.5 Soluzione a base di composto di potassio per via rettale
La soluzione di potassio che viene aggiunta ai succhi pu`o essere somministrata anche per via rettale, tramite enteroclismi, per alleviare gli spasmi addominali che possono verificar-si in conseguenza delle contrazioni del colon. Il dosaggio `e da 2 a 3 cucchiaini di soluzione di K per ogni enteroclisma. Talvolta pu`o essere necessario usare un minor quantitativo di acqua da mescolare con il composto di potassio perch´e gli spasmi addominali sono talmente forti da rendere impossibile l’introduzione di una quantit`a di liquido maggiore. Interrompete questa pratica dopo sei-otto settimane per evitare possibili irritazioni del colon.
10.6 Sindrome da danno tessutale da intossicazione cellulare
Grazie a una relazione del dottor Freeman Cope M.D., pioniere nel campo della ricerca medica e fisica, nel 1977 il mondo scientifico ha appreso che le strutture cellulari possono intossicarsi se esposte all’azione di cancerogeni, aterogeni, antigeni, allergenici e altri inquinanti altamente nocivi che si trovano nell’ambiente. Le sostanze che intossicano le cellule possono provocare carenza di ossigeno, trauma, insulti generalizzati e altri danni dei tessuti cellulari che assumono la natura di una sindrome, una serie di sintomi e segni che si manifestano secondo uno schema ripetitivo. Ogni parte dell’organismo `e sottoposta a questa sindrome da danno tessutale, un ciclo della distruzione cellulare che il dottor Cope definisce come “lo stato configurazionale danneggiato in cui le proteine cellulari perdono la tendenza ad associarsi con K+ preferendo Na+, e il tenore di acqua delle cellule aumenta (rigonfiamento cellulare)”.
Come descritto dal dottor Cope, la sindrome da danno tessutale `
e caratterizzata da disfunzione cellulare e dalla comparsa dei seguenti sintomi patologici:
1Le cellule danneggiate perdono potassio.
2Le cellule coinvolte assorbono velocemente il sodio.
3Le cellule si gonfiano a causa dell’acqua in eccesso.

Il sintomo riconoscibile dopo il primo accertamento da parte del medico curante e`definito come edema cellulare. L’edema cellulare ostacola la produzione di energia nella forma di adenosintrifosfato (ATP). L’ATP `
e il composto chimico dell’organismo che accumula energia; `
e l’energia che si sviluppa dalla demolizione dei glucidi attraverso l’ossidazione. L’ATP `e prodotto, poi consumato e prodotto di nuovo e quindi consumato nuovamente e questo processo si ripete all’infinito. Durante questo processo metabolico, l’ATP genera l’energia utilizzata dalle cellule. L’ATP `
e una molecola di adenosina che presenta tre legami pirofosforici forti altamente energetici. La cellula deve possedere
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l’ATP, in caso contrario morirebbe. Se muore un numero troppo elevato di cellule, anche il tessuto muore. Se muoiono troppi tessuti, anche un organo o parte dell’organismo muore. Infine, se muoiono troppi organi anche la persona muore.
Una quantit`a d’acqua troppo elevata nella cellula inibisce o arresta completamente la produzione di ATP. Contemporaneamente, si fermano anche la sintesi proteica e il metabolismo dei lipidi (grassi). Durante la Terapia Gerson la cellula riceve meno sodio, si pu`o legare al potassio, elimina la quantit`a di acqua in eccesso e migliora la sua funzione mitocondriale. Alcuni organelli, simili a minuscole fabbriche chimiche che si trovano all’interno di ogni cellula e che prendono il nome di mitocondri svolgono funzioni energetiche come l’ossidazione dei glucidi, la sintesi delle proteine e il metabolismo dei grassi.
Gi`a nei lontani anni Venti del Novecento, prima che il dottor Freeman Cope descrivesse e attribuisse al fenomeno il nome di sindrome da danno tessutale, il dottor Max Gerson curava il disturbo provocato dall’eccesso di acqua cellulare che si manifesta sottoforma di edema. Il dottor Gerson elimin`o sodio dalla dieta; prepar`o una dieta ad alto contenuto di potassio che prevedeva anche l’integrazione con somministrazioni aggiuntive dello stesso ed elabor`o un metodo per eliminare le tossine dal sangue che inibiscono le normali funzioni enzimatiche, il metabolismo e la respirazione.
Per avere un’idea esatta della sindrome da danno tessutale pensate alla scoperta del dottor Cope in questi termini: considerate una cellula come un paese industrializzato e i suoi mitocondri come le citt`a industriali del paese. Quando una cellula (come il paese) perde potassio, incamera sodio e si gonfia d’acqua `
e come se tutto il sistema fognario delle citt`a si fosse accumulato in un punto solo. Le citt`a devono allora interrompere le loro attivit`a; non possono produrre l’energia necessaria per ripulire le fognature. L’intero paese industrializzato (cio`e la cellula danneggiata) diventa eccessivamente inquinato; non riesce a svolgere le varie funzioni necessarie alla sua sopravvivenza e muore. La sindrome da danno tessutale `e responsabile della morte delle cellule.
Attenendosi a una dieta povera di sale e introducendo dosi elevate di potassio, `e possibile evitare l’insorgenza della sindrome da danno tessutale clinicamente impercettibile ma valutabile in laboratorio. Negli anni in cui il dottor Gerson stava scrivendo il libro che include il metodo per preservare la propria salute, cio`e A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases and The Cure of Advanced Cancer by Diet Therapy: A Summary of 30 Years of Clinical Experimentation1, questa informazione era pubblicata dalla rivista medica per addetti ai lavori Cancer della American Cancer Society. Non c’`e un modo migliore per eliminare i gonfiori provocati dai metaboliti parziali e dall’edema cellulare da scorie dei tessuti malati dell’applicazione della dieta povera di sale e ricca di potassio prevista dalla Terapia Gerson.
1Una terapia contro i tumori: risultati di cinquanta casi e la cura dei tumori a stadio avanzato con la terapia alimentare: sintesi di 30 anni di sperimentazione clinica, N.d.T.
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Capitolo 11

Supplementi del programma dietetico
Tom Powers jr. si stava rasando quando si accorse che lo specchio rifletteva l’immagine di un nevo proprio sulla tempia destra. Immediatamente telefon`o al suo medico di base e dalla descrizione dell’uomo il medico concluse che era necessario fare subito una biopsia del nevo e prese per lui un appuntamento con il laboratorio di patologia. Con uno speciale strumento che penetra direttamente nella pelle gli prelevarono un piccolo campione di forma cilindrica. Subito dopo, Tom Powers, quarantaduenne di New York, apprese di essere affetto da melanoma maligno.
Come descritto nel capitolo sesto, un melanoma maligno `e un tumore estremamente aggressivo costituito da melanociti cio`e le cellule responsabili per la formazione della melanina. Solitamente attacca la pelle, gli occhi, le mucose e spesso si manifesta a seguito di eccessive esposizioni al sole. Questo tumore cutaneo in genere si diffonde ad altre parti del corpo in particolare ai linfonodi e al fegato. La melanina o i suoi precursori (melanogeni) sono eliminati tramite l’urina e la pelle pu`o essere molto pigmentata.
Mentre Tom Powers si prendeva un po’ di tempo per decidere sul da farsi, sul suo corpo comparvero nuove formazioni tumorali, questa volta in tre posti diversi: la prima nel punto in cui era stata eseguito l’esame bioptico, la seconda sul torace e la terza sul braccio sinistro. Le nuove formazioni tumorali apparvero appena otto giorni dopo aver eseguito la biopsia. Era evidente che le condizioni del paziente erano particolarmente gravi.
“Mi rivolsi a quattro medici diversi e tutti e quattro si trovarono d’accordo nell’affermare che visto il suo stadio di sviluppo n´e la radioterapia o la chemiote
e la chirurgia n´rapia, sia da sole che in combinazione, avrebbero offerto una speranza di cura per questo tipo di tumore. In parole nude e crude mi trovavo a uno stadio terminale”, scrisse Tom Powers Jr.
Il malato e la sua famiglia vennero a sapere da amici e da un paziente che aveva seguito il programma terapeutico che la Terapia Gerson era molto efficace come cura contro i melanocarcinomi. (Ancora una volta vi consigliamo di fare riferimento al Capitolo sesto per le percentuali di successo del trattamento Gerson in base alla suddivisione in stadi di
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sviluppo del melanocarcinoma). “Il fatto che il mio tumore avesse prodotto metastasi non escludeva la possibilit`
a di una remissione completa. Non mi ero sottoposto a radioterapia o chemioterapia e cio`era a mio vantaggio perch´
e significava che il mio sistema immunitario non era stato artificialmente soppresso e quindi avrebbe risposto meglio a questo programma terapeutico metabolico con i suoi supplementi mirati”, continu`o il signor Powers, “I supplementi consistevano in sali di potassio, ormone tiroideo, soluzione di Lugol iodio-iodurata, enzimi pancreatici e niacina oltre a iniezioni di vitamina B12 e fegato. L’olio di ricino somministrato per via orale e per via rettale `u per disintossicare il fegato che come
e usato pi`supplemento”.
“Il 14 maggio 1982, cominciai la Terapia Gerson e diventai un vero esperto nell’autotrattamento. Il dottor Gerson, al quale va tutta la mia gratitudine, aveva elaborato una terapia coadiuvata da integratori nutrizionali che funzionava perfettamente. Andai in remissione. Il 1 luglio 1982 tutti i tumori visibili erano scomparsi, svaniti. E la pelle aveva assunto nuovamente il suo aspetto normale. Non dovetti sottopormi a interventi chirurgici e neanche a chemioterapia o radioterapia. Quando il settembre seguente il mio medico mi visit`
o fu davvero stupito nel vedere che la malattia era in remissione permanente. Continuai a seguire la Terapia Gerson per venti mesi. E in quattordici anni non ci sono state ricadute”, concluse Tom Powers Jr.
Secondo i principi guida presentati dalla American Cancer Society, questo paziente e stato “curato”. `L’ultima relazione di Tom Powers Jr. in cui fornisce i dati della sua lunga remissione o cura di un melanoma maligno arriv`o al Gerson Institute nel mese di dicembre 2000. Negli ultimi diciotto anni ha goduto di ottima salute.
11.1 Supplementi consigliati dal dottor Gerson
Come anticipato da Tom Powers, la Terapia Gerson prevede la somministrazione di alcuni supplementi nutrizionali, come la soluzione Lugol iodio-iodurata per integrare lo iodio presente nell’organismo. La soluzione di Lugol (secondo quanto riportato dalla Farmacopea americana) in genere `e incorporata nei medicamenti nella misura di 5 grammi di iodio e 10 grammi di potassio per 100 millilitri (mL) di acqua depurata.
Fino al 1989 il succo di fegato crudo era un supplemento fondamentale della dieta vegetariana del dottor Gerson. Poi, a seguito della contaminazione di batteri e parassiti del fegato di vitello reperibile sul mercato per consumo umano, `e stato necessario interrompere questa procedura sostituita da iniezioni di estratto di fegato. Inoltre, la somministrazione del coenzima Q10 contribuisce a supplire alla mancanza di alcune sostanze presenti nel fegato crudo. (Al Capitolo dodicesimo affronteremo l’importanza di disintossicare o pulire il fegato).
Oltre all’estratto di fegato vengono prescritte anche compresse di enzimi pancreatici, potassio, ioduro di potassio, estratto tiroideo, niacina, acido cloridrico e pepsina, un enzima digestivo. La niacina `e parte del coenzima NADH che ha la funzione di disintossicare l’organismo da quelle scorie che provocano la formazione dei tumori.
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E nient’altro! In linea di massima non c’`e bisogno di altri supplementi nutrizionali perch´e la dieta a base di prodotti provenienti da coltivazione biologica contiene quantit`a massicce di nutrienti naturali. Un paziente affetto da malattie degenerative che si sottoponga al programma terapeutico Gerson recupera per sempre un buon stato di salute che mantiene nutrendosi unicamente di ci`o che la natura ci offre in dono. A cominciare dal paragrafo seguente vi spiegheremo tutto ci`o che dovete sapere sul tipo di nutrizione, sugli integratori e sul processo di disintossicazione proposti dalla Terapia Gerson.
11.2 La zuppa di Ippocrate della Terapia Gerson
Una delle principali raccomandazioni del programma nutrizionale del dottor Gerson per combattere tutti i tipi di malattie acute e croniche `e che il paziente tutti i giorni mangi una zuppa di verdure (non di quelle che si acquistano gi`a, pronte che contengono troppo sale) preparata categoricamente con ingredienti freschi. (Potete trovare la ricetta della zuppa speciale di Ippocrate elaborata dal dottor Gerson verso la fine del Capitolo ottavo dove illustriamo il programma dietetico). Come precedentemente affermato la zuppa speciale di Ippocrate del dottor Gerson costituisce un piatto indispensabile da mangiare sia a pranzo che a cena perch´
e stimola le funzioni disintossicanti del fegato.
Oltre alla zuppa di Ippocrate `

e previsto il consumo obbligatorio di verdure fresche cotte nella loro acqua vegetale. Il brodo prodotto dai vegetali `
e ricco di nutrienti. (Al tempo del dottor Gerson n´e lui n´e i membri della comunit`a scientifica avevano individuato i fitochimici presenti in alcuni vegetali). I fitochimici ingeriti in questo modo sono assorbiti e facilmente assimilati. Abbiamo gi`a accennato al fatto che i nutrizionisti pi`u aggiornati si riferiscono a questi fitochimici usando il termine di nutraceutici, perch´e producono nell’organismo un effetto farmaceutico, pi`u o meno come i singoli componenti degli integratori, ma sono pi`u facilmente assimilabili.
Nutrirsi in modo sano e disintossicare il proprio organismo con enteroclismi di caff`e biologico mantiene l’intestino libero da malattie provocate dalle scorie, il fegato pulito e tutto il sistema organico in piena efficacia. Cosa pu`o essere meglio per affrontare una giornata? Come imparerete leggendo il Capitolo dodicesimo il solo modo veramente salutare per consumare caff`e `e quello di riceverlo per via rettale tramite enteroclisma.
11.3 Supplemento di ormone tiroideo
Nel presente paragrafo parleremo dello iodio cio`e di quell’oligoelemento necessario per la produzione dell’ormone tiroideo, o tiroxina. Lo iodio `e importante soprattutto perch´e una sua carenza provoca l’insorgere di patologie della tiroide. Quando si manifestano queste patologie, insorgono sintomi di malattie persistenti (compresi disturbi del sistema immunitario) e quindi `e necessario ricorrere a farmaci per curare la tiroide. I presidi curativi a base di ormone tiroideo costituiscono, infatti, una parte integrante dei supplementi contemplati dalla Terapia Gerson.
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La tiroide fissa lo iodio a un aminoacido chiamato tiroxina al fine di produrre i numerosi ormoni tiroidei. Siccome gli ormoni tiroidei hanno la funzione di regolare il metabolismo delle cellule dell’organismo, una carenza di ormoni tiroidei pu`o avere conseguenze negative su tutte le funzioni dell’organismo. La gravit`a dei sintomi negli adulti va da stati di carenza lieve come nell’ipotiroidismo subclinico fino a gravi carenze che a volte possono sfociare in patologie pericolose come il mixedema.
Una deficienza di ormone tiroideo pu`o essere causata da difettosa sintesi ormonale oppure da un’insufficiente secrezione dell’ipofisi, cio`e della ghiandola che secerne l’ormone regolatore della tiroide (TSH). Quando i livelli dell’ormone tiroideo nel sangue diminuiscono mentre quelli del TSH aumentano, significa che la sintesi dell’ormone tiroideo e`difettosa. In questo caso ci troviamo di fronte al fenomeno dell’ipotiroidismo primario. Se sia i livelli del TSH che quelli dell’ormone tiroideo sono bassi l’endocrinologo arriver`a alla conclusione che `
e la ghiandola pituitaria ad essere responsabile dell’abbassamento delle funzioni tiroidee. Questa situazione viene descritta con il termine di ipotiroidismo secondario.
Poich´e l’ormone tiroideo stimola la produzione dei mitocondri, quegli organelli o minuscole fabbriche di elementi chimici presenti in ogni cellula che producono l’energia cellulare (ATP), il dottor Gerson decise di utilizzare un estratto secco di ormone tiroideo come integratore aggiuntivo per contrastare l’inattivit`
a della tiroide. Al Gerson Institute si consiglia tuttora la somministrazione di ormone tiroideo preparato dall’estratto secco di tiroide di maiale nella dose di ½ o 1 compressa da 1 grano1 prodotta dalla West Pharmaceuticals/Jones Medical Laboratories. Il dosaggio iniziale per pazienti neoplastici `e di 1,5 e sino a 5 grani al giorno per scendere da 1 a 3 grani al giorno dopo le prime tre-dieci settimane. Sconsigliamo l’uso di ormone tiroideo sintetico perch´
e solo il composto naturale `
e in grado di alleviare permanentemente i sintomi dell’ipotiroidismo.
Se la somministrazione di ormone tiroideo provoca nel paziente un aumento dei battiti cardiaci (tachicardia) fino a 120 battiti al minuto, `e possibile che sia dovuto a un sovradosaggio del farmaco. In questo caso `e consigliabile interrompere il trattamento, per lo meno temporaneamente, e ridurre il dosaggio. Le somministrazioni di ormone tiroideo sono interrotte durante il periodo mestruale.
Un altro integratore, oltre all’ormone tiroideo porcino, `e il minerale di iodio cio`e l’elemento chimico che per la maggior parte costituisce l’ormone tiroideo. Nel programma Gerson lo iodio viene somministrato sotto forma di soluzione di Lugol iodio-iodurata normalmente utilizzata anche dalla medicina convenzionale.
11.4 La soluzione di Lugol come integratore
La soluzione Lugol che prende il nome del suo inventore, il medico francese Jean Guillaume Auguste Lugol vissuto fra il 1786 e il 1851, si presenta come un liquido scuro con l’odore distintivo dello iodio. Esso `e composto dall’elemento chimico iodio (simbolo I) e dallo ioduro di potassio (KI) sciolto in acqua depurata. 100 ml di soluzione di Lugol
1Un grano `e pari a 0,648 grammi, N.d.T.
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contengono da 4,5 a 5,5 grammi di iodio e da 9,5 a 10,5 grammi di ioduro di potassio. La medicina convenzionale, in base a quanto stabilito dalla Farmacopea degli Stati Uniti, consiglia la somministrazione per via orale di questo concentrato come fonte di iodio per pazienti che hanno subito l’asportazione della tiroide. Questo prodotto viene anche chiamato soluzione iodio-iodurata.
La soluzione di Lugol si combina con il potassio, lo ione basico principale dei liquidi intracellulari. La soluzione di Lugol e il potassio svolgono insieme un’azione terapeutica sinergica che aumenta l’energia cellulare delle cellule normali, riduce l’edema intercellulare, ripristina le normali funzioni cellulari e aumenta il livello del potassio cellulare. Svolgendo un’azione di tipo sinergico, Lugol e e potassio interagiscono per aumentare l’attivit`a dell’organismo in modo maggiore rispetto alla somma degli effetti che si avrebbero se le due sostanze fossero somministrate separatamente.
La soluzione di Lugol utilizzata dal dottor Gerson aveva una concentrazione pari alla met`
a di quella utilizzata oggi vale a dire 5 grammi di ioduro di potassio e 10 grammi di iodio sciolti in acqua fino ad ottenere 200 ml di prodotto. Il dosaggio previsto per pazienti neoplastici che non sono stati trattati con chemioterapia `e di tre gocce sei volte al giorno; dopo due o tre settimane questo dosaggio `
e ridotto a una goccia per sei volte al giorno. Al contrario, per i pazienti che sono stati sottoposti a trattamenti chemioterapici o pazienti affetti da altre malattie degenerative il dosaggio iniziale e`di una goccia per sei volte a giorno e dopo cinque o sei settimane viene portato a tre
o quattro gocce al giorno.
Se la soluzione di Lugol `e mescolandola insieme al
e somministrata correttamente, cio`potassio (vedi il paragrafo seguente) nel succo di arancia e succo di carote/mele, essa di-venta un elemento di vitale importanza per controllare il tasso di ossidazione delle cellule.
`
E consigliabile per`o non aggiungerla ai succhi di verdure a foglie verdi oppure al succo di sole carote. Perch´e la Terapia Gerson sia efficace `e indispensabile fare attenzione nel somministrare la soluzione di Lugol secondo i dosaggi indicati.
Il dosaggio ridotto viene somministrato solo nelle prime tre o quattro settimane di trattamento nel modo seguente: si mettono tre gocce di soluzione in sei succhi di arancia
o carota e mela cos`ı da prendere in un giorno diciotto gocce o tre gocce di soluzione di Lugol per sei volte. Come gi`a sottolineato non mettete la soluzione di Lugol nei succhi preparati con verdure a foglia verde.
Dopo il periodo iniziale, si ridurr`
a il dosaggio della soluzione di Lugol a un’unica goccia in sei dei succhi giornalieri per otto settimane. Quindi si diminuir`
a ulteriormente la dose a una sola goccia in tre dei succhi giornalieri per tutta la durata del trattamento.
Quando il paziente segue la Terapia Gerson all’ospedale oppure a casa propria, con l’assistenza di un medico abilitato a praticare la Terapia Gerson la soluzione di Lugol viene preparata a met`a concentrazione a una diluizione del 5%. Il prodotto deve essere usato come viene fornito e non ha bisogno di essere diluito ulteriormente.
La soluzione di Lugol stimola lo iodio a invadere le formazioni tumorali quando sono infiammate e quindi risulta particolarmente efficace nel caso di tumori cutanei flogistici, come il tumore alla mammella (carcinoma) e i nevocarcinomi, prima che si inneschi la
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remissione e poi durante le crisi di riacutizzazione. La soluzione di iodio `e necessaria per controllare la normale differenziazione cellulare. Le dosi maggiori somministrate durante le prime settimane della Terapia Gerson sono necessarie per inibire un’eccessiva crescita di tessuto tumorale.
Una risposta fisiologica simile a quella che si ottiene con la soluzione di Lugol si ha ingerendo il composto a base di sali di potassio che neutralizza le scorie dei sali di sodio. Gli ioni di potassio neutralizzano gli ioni di sodio anzi, agiscono come veri e propri antidoti.
11.5 Composto a base di sali di potassio
Il dottor Gerson scopr`ı che i pazienti affetti da malattie degenerative presentano un’accentuata diminuzione di potassio (K), uno degli elementi fondamentali nella produzione di enzimi ma anche per la contrazione muscolare e per la forza. In base alle sue ricerche, all’inizio delle malattie degenerative le cellule perdono gli ioni di potassio (K+) che vengono sostituiti da ioni di sodio (Na+) e da acqua. Questa situazione (come spiegato nel Capitolo decimo) provoca l’insorgenza di un edema e di conseguenza un cattivo funzionamento cellulare e fisiologico con perdita dei potenziali energetici nelle cellule, irregolare formazione enzimatica, ossidazione cellulare ridotta, altri sintomi della sindrome da dan-no tessutale e ulteriori sintomi gravi. Le cellule hanno bisogno di K come catalizzatore (elemento attivante) per costruire la maggior parte degli enzimi dell’organismo. Al contrario l’Na che permea i tessuti inibisce (o rallenta o blocca) la produzione di enzimi. Per stimolare l’azione enzimatica, quindi, `e necessario eliminare l’Na in eccesso e sostituirlo con K per essere utilizzato dalle cellule. Allo stesso tempo le terapie di detossicazione elimineranno i prodotti intermedi che si sono accumulati e le altre scorie nocive.
Oltre a disintossicare l’organismo con enteroclismi di caff`e (vedi Capitolo seguente), un modo per eliminare il sodio dai tessuti e immettervi il potassio `e quello di bere grandi quantit`a di succhi di frutta e di verdura. I succhi sono ricchi di K e di enzimi purificatori delle cellule. Pi`u che il succo in s´e, `e la soluzione di sali di potassio sciolta nel succo a garantire che K sia ingerito e assimilato in grandi quantit`a.
Come illustrato nel Capitolo decimo, la soluzione di sali di potassio `
e ricavata da 33 grammi di ciascuno delle seguenti componenti: acetato di potassio, monofosfato di potassio e gluconato di potassio, diluiti in 1 litro di acqua distillata. Le dosi della soluzione cos`ı preparata possono variare da 1 a 4 cucchiaini per dieci volte al giorno, che equivale a 3,5 e sino a 14 grammi di potassio al giorno. Questo medicamento `e aggiunto in dosi uguali ai succhi che si bevono giornalmente, compresi i succhi di carote e mele, arance e verdure a foglie verdi ma non al succo puro di carota.
I sali di potassio sono particolarmente efficaci nel trattamento della sindrome da danno tessutale presente in tutte le forme tumorali e nella maggior parte delle malattie degenerative.
Il composto di K si combina con gli altri farmaci e con il regime alimentare per produrre effetti simili a quelli dello iodio. La soluzione di sali di potassio, che non ha bisogno
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di essere conservata al fresco, non deve essere tenuta n´e in contenitori di plastica n´e in quelli di metallo ma in bottiglie di vetro scuro. Eliminatela se col tempo si intorpidisce.
Come affermato in precedenza, il potassio lavora in sinergia con lo iodio e insieme riducono il gonfiore nei tessuti in parte eliminando il sodio.
11.6 Acidol pepsina
Nome generico per indicare numerosi enzimi del succo gastrico prodotti nello stomaco; la pepsina catalizza l’idrolisi delle proteine per formare i polipeptidi. Le cellule parietali dello stomaco secernono abbastanza acido cloridrico (HCl) dal sangue per rendere acido il cibo predigerito dalla saliva a un pH basso da 3,0 a 1,5. Questo pH acido disattiva temporaneamente gli enzimi vegetali e il cibo predigerito passa nel piloro, sezione inferiore dello stomaco. La mucosa gastrica, ricca di ghiandole, secerne la pepsina. Nel piloro la
`
pepsina continua la digestione delle proteine. E necessario che la quantit`a di acido cloridrico presente nel succo gastrico sia sufficiente per attivare il proenzima pepsinogeno da cui deriva la pepsina e per mantenere il pH dello stomaco al disotto di 3,0, valore ottimale a cui la pepsina `e attiva.
La pepsina `
e il pi`u importantedei tre enzimi gastrici perch´e stimolal’idrolisidelle proteine con una scissione preferenziale dei residui di aminoacidi di fenilalanina, triptofano, tirosina e leucina. La pepsina `e secreta dalla mucosa gastrica sotto forma di pepsinogeno ed `e attiva in ambiente acido con pH da 1,5 a 2,0.
L’Acidol pepsina (betaina HCl e pepsina) `e uno dei presidi curativi incluso nella Tera
`
pia Gerson allo scopo di stimolare la digestione degli alimenti e dei succhi. E una fonte di acido cloridrico che veniva originariamente somministrato dal dottor Gerson e che ancora oggi costituisce un valido coadiuvante della digestione. Come supplemento di acido cloridrico, la dose consigliata `
e di due capsule prima dei pasti per tre volte al giorno.
11.7 Niacina (Vitamina B3)
La niacina o vitamina B3 si comporta come un coenzima in numerose funzioni biochimiche importanti; essa `e coinvolta nel metabolismo dei lipidi (grassi), nelle funzioni del-l’apparato gastrointestinale, nel funzionamento del sistema nervoso e, infine, promuove una normale formazione della pelle. Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che la niacina `
e efficace nella riduzione del livello del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue; senza tralasciare che essa agisce positivamente sull’apparato cardiocircolatorio promuovendo la vasodilatazione (cio`e l’apertura dei vasi sanguigni stimolando una migliore circolazione del sangue). La niacina aumenta in modo significativo le lipoproteine ad alta densit`a (HDL). Inoltre riduce l’incidenza dei tumori gastrointestinali e il rischio di malattie della cistifellea.
La Razione Giornaliera Raccomandata (RDA) di vitamina B3, come integratore nu
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trizionale, varia da 25 mg a 300 mg al giorno mentre a scopi terapeutici il dottor Gerson raccomandava l’assunzione giornaliera di 6 compresse da 50 mg di niacina per sei mesi. In casi di tumore o altre malattie degenerative a stadio avanzato prescriveva 50 mg di niacina da prendere ogni 4 ore nell’arco delle 24 ore (in tutto 1.200 mg di niacina). In base agli standard adottati dalla medicina ortomolecolare come raccomandato da uno dei candidati al premio Nobel per la Medicina nel 2001, il canadese Abram Hoffer M.D., Ph.D., psichiatra ortomolecolare, 1.200 mg di niacina rappresentano una dose normale.
L’assunzione di quantit`a cos`ı elevate di niacina pu`o provocare l’insorgenza di vampate di calore con la comparsa temporanea di innocue chiazze rosse sulla pelle, sensazione di caldo e prurito. L’assunzione della niacina deve essere sospesa durante i periodi mestruali
o in caso di perdita di sangue di qualsiasi natura.
Si deve ricordare che in quanto farmaco da utilizzarsi nel corso della Terapia Gerson, si consiglia l’uso della niacina sottoforma di acido nicotinico e non di niacinamide (che non provoca vampate di calore) che non ha nessun effetto benefico sulle malattie degenerative eccetto le artriti come la osteoartrite. Se il rossore provocato dalla niacina causa irritazioni, il paziente pu`
o prendere le compresse dopo i pasti e farle sciogliere sotto la lingua. La somministrazione non deve essere interrotta perch´
e stimolando la vasodilatazione essa migliora la circolazione sanguigna, aumenta la temperatura cutanea e l’ossigenazione, stimola la nutrizione cellulare e produce un generale effetto disintossicante. La niacina partecipa anche alla digestione delle proteine.
11.8 Pancreatina
La pancreatina, un’importante enzima secreto dal pancreas, contiene tre gruppi di enzimi indispensabili per la digestione e l’assorbimento dei cibi. Questi enzimi sono le lipasi che consentono l’assorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili, le amilasi che idrolizzano le molecole di amido in zuccheri semplici e le peptidasi che catalizzano la scissione delle molecole di proteine in aminoacidi semplici. Ognuno di questi gruppi enzimatici contiene singoli enzimi; per esempio le peptidasi raggruppano la tripsina, la chimotripsi
`
na, e la carbossipeptidasi. E Le peptidasi, inoltre, contribuiscono alla disgregazione dei tessuti tumorali, dei tessuti cicatriziali, e di altre aree danneggiate.
La somministrazione di tutti o di alcuni di questi enzimi pancreatici `e indicata per il trattamento di problemi digestivi, cattivo assorbimento, carenze nutritive e disturbi addominali. Questi enzimi sono utili per alleviare i sintomi di problemi digestivi come celiachia, fibrosi cistiche, allergie alimentari, “sindrome da lievito”, disturbi autoimmuni quali artrite reumatoide, lupus eritematoso, sclerodermia, sclerosi multipla e molte forme tumorali, fratture e traumi dovuti alla pratica di sport, infezioni virali come l’herpes zoster e l’AIDS.
Durante le lezioni pubbliche il dottor Gerson spiegava che: “la pancreatina [sotto forma di compresse non rivestite] viene somministrata nella misura di tre compresse per quattro volte al giorno. In questo modo [i pazienti neoplastici] possono contare su elevate
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quantit`o far circolare questi enzimi
a di tripsina, pepsina, lipasi e diastasi. Il sangue pu`nell’organismo e attaccare le masse tumorali nelle zone in cui compaiono.
Attualmente il protocollo della Terapia Gerson prescrive la somministrazione di tre compresse di pancreatina da 325 mg per quattro volte al giorno con l’obiettivo di disgregare il tumore maligno. Sebbene la percentuale di pazienti che non tollerano la pancreatina sia particolarmente esigua, la maggior parte ne trae beneficio riducendo la ricorrenza di problemi digestivi, spasmi da gas intestinali e spossatezza. (La pancreatina non deve essere somministrata a pazienti affetti da sarcoma). Si consiglia l’utilizzo di compresse di pancreatina come quelle prodotte dalla Key Company di St. Luois, Missouri, che non contengono eccipienti ricavati da cereali).
11.9 Olio di semi di lino
L’olio di semi di lino, Linum usitatissimum, `u ricco
e il prodotto edule conosciuto pi`di acidi grassi omega-3, l’acido alfa-linoleico (a-LNA), indispensabile per la salute dell’organismo. L’olio di semi di lino e uno dei fattori terapeutici principali per la de
`generazione dei grassi nelle malattie cardiovascolari, tumori, diabete e altre patologie. Inoltre il suo LNA e gli altri componenti agiscono positivamente su pressione sanguigna, piastrine, reni, sistema immunitario e funzioni arteriose; rafforzano la risposta flogistica dell’organismo e partecipano al metabolismo energetico e a quello del calcio. Fattori di conversione aggiuntivi per trasformare l’acido alfa-linoleico nelle 3 prostaglandine necessitano che l’organismo disponga tramite la dieta o integratori alimentari di vitamina B3, B6 e C oltre al magnesio e allo zinco. (Le prostaglandine sono acidi grassi, per azione simili agli ormoni, che agiscono in piccole quantit`a sugli organi interni e sul sistema nervoso centrale e sul simpatico).
Il dottor Gerson stimava enormemente il lavoro della ricercatrice/fisiologa tedesca Johanna Budwig, Ph.D. (che oggi ha ormai passato la novantina) la quale consigliava la somministrazione per via rettale di olio di semi di lino in caso di tumore del colon e di occlusione intestinale. Alcune ricerche effettuate negli Stati Uniti hanno evidenziato l’importanza dell’LNA contenuto nell’olio di semi di lino per il trattamento di piccoli tumori, metastasi, problemi infiammatori, trigliceridi alti, disturbi cardiovascolari, diabete, perdita di peso e altre malattie degenerative.
La Terapia Gerson prevede l’uso di olio di lino biologico da spremitura a freddo, come quello preparato dalle societ`a Omega, Arrowhead Mills, Barleans o da altre societ`a `
che seguono il procedimento “Organo”. E importante ricordare che l’olio di semi di lino non deve mai essere riscaldato e quindi non deve essere versato su patate o verdure calde oppure usato per cucinare; il calore altera i legami chimici della catena degli acidi grassi rendendo l’olio di semi di lino nocivo per l’organismo. Altrettanto importante `e non consumare olio di semi di lino non raffinato perch´e gli altri componenti potrebbero interferire con la guarigione.
L’olio di semi di lino aiuta l’organismo ad assimilare la vitamina A. Durante la prima settimana di terapia si consiglia di prendere 2 cucchiai di olio di semi di lino al giorno.
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Dopo il primo mese e durante il periodo di mantenimento la dose consigliata `
e di 1 cucchiaio di olio di semi di lino al giorno. Se ne consiglia l’assunzione a pranzo o a cena come condimento per insalate, patate o verdure.
11.10 Polline di api e pappa reale
Esistono due tipi di polline: quello incredibilmente leggero e che viene trasportato in qua e in l`a dal vento e quello pi`u pesante, prodotto meccanicamente dalle api e da altri insetti. Il polline di api fa parte di questo secondo tipo: `
e una sostanza non trasportata dal vento ma ottenuta dai granuli pollinici dei fiori conosciuti con il nome di pollini entomofili, che vengono trasportati dalle api che volano fra i fiori. I pollini entomofili derivano da piante la cui impollinazione `e operata unicamente dagli insetti. Poich´e non fanno parte di quei pollini trasportati dall’aria i pollini d’ape non inducono la comparsa delle innumerevoli allergie da polline.
Il polline d’ape contiene enormi quantit`
a di ingredienti nutritivi compresi dieci amminoacidi, dieci minerali, quindici vitamine, dieci nutraceutici, potenti antibiotici contro i colibacilli E. coli e microbi proteus e sostanze che stimolano la crescita dell’organismo. Le propriet`a nutritive del polline sono riconosciute e apprezzate dagli scienziati e ricercatori medici di tutto il mondo.
La Terapia Gerson prevede l’uso di polline d’api soprattutto per quei pazienti che lottano contro un tumore. Quindi, quando nella dieta del malato vengono introdotte nuovamente le proteine, vale a dire dopo circa dieci, dodici settimane, si somministrano anche da 2 a 4 cucchiaini di polline d’api al giorno. I pazienti non neoplastici possono cominciare a prendere il polline prima, cio`e a partire dalla sesta settimana. Nonostante il polline d’api sia una sostanza non allergenica, `e possibile che alcuni pazienti manifestino allergie; in questo caso il dosaggio iniziale sar`a di appena ½ cucchiaino al giorno.
La pappa reale `
e una sostanza particolarmente ricca di cui l’ape regina si nutre per tutta la vita e che svolge un ruolo fondamentale per la sua attivit`a. Essa `e incredibilmente ricca di ormoni, contiene venti amminoacidi, zuccheri, acetilcolina, DNA, RNA, acidi grassi, gelatina, collagene, gammaglobuline, antibiotici, vitamine del gruppo B oltre alle vitamine A, C ed E.
Se si desidera, `e possibile inserire la pappa reale come integratore alimentare nel programma della Terapia Gerson. Le dosi consigliate sono di 100 mg di pappa reale in capsule un’ora prima di colazione. La pappa reale non deve essere presa insieme a alimenti caldi.
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11.11 Estratto di fegato naturale e vitamina B12 iniettabile
Indispensabile per una corretta digestione, l’assorbimento dei cibi, la sintesi delle proteine, il metabolismo dei carboidrati e dei grassi, la vitamina B12 `
e senza dubbio uno degli integratori alimentari pi`u indicati per la Terapia Gerson. Essa `
e particolarmente efficace per la cura delle anemie; inoltre contribuisce alla normale formazione delle cellule e alla loro longevit`a, previene i disturbi nervosi, mantiene la fertilit`a, favorisce la norma-le crescita e lo sviluppo mantenendo il rivestimento adiposo che ricopre e protegge le terminazioni nervose.
La vitamina B12 `
e somministrata tramite iniezioni intramuscolari nel gluteo medio in dosi da 0,1 cc (100 mg) una volta al giorno per quattro o sei mesi o anche di pi`u. Contemporaneamente (nella stessa siringa) si inietteranno anche 3 cc di estratto di fegato naturale. Il dottor Gerson scopr`ı che la terapia a base di fegato stimola la costituzione di nuovi globuli rossi (ricolociti) e sostiene l’organismo nel corretto uso degli amminoacidi. Scopr`ı inoltre che l’estratto di fegato naturale era utile in caso di intossicazioni durante la gravidanza, tubercolosi polmonare e di altri organi, artriti deformanti a stadi avanzati, disordini nervosi e astenie, disturbi spastici specialmente angina pectoris e tumori maligni.
Il dottor Gerson osserva che “leucemie e melanomi hanno bisogno di dosi maggiori di succo di fegato [che non `e pi`u disponibile] e di vitamina B12. . . Nel caso di tutte queste malattie, abbiamo ragione di credere che il danno concomitante al fegato sia derivato dall’intossicazione duratura o da disturbi funzionali degli organi adiacenti”.
11.12 Vitamina C
Visto che la dieta Gerson fornisce notevoli quantit`a di vitamina C naturale, non dovrebbe essere necessario procedere alla somministrazione di vitamina C per via orale; tuttavia la vitamina C `
e un nutriente di cruciale importanza per quanto riguarda il sostegno del sistema immunitario. La vitamina C `e anche
e somministrata per combattere le infezioni ed `uno dei tre farmaci naturali e non tossici utilizzati per alleviare il dolore. Inoltre essa ha la capacit`
a di controbilanciare gli effetti negativi dei radicali liberi provocati da radioterapia e chemioterapia.
La Terapia Gerson prevede un dosaggio da 1 a 1,5 grammi di vitamina C in polvere solubile, come la vitamina C della casa farmaceutica Bronson, da prendere per via orale una volta al giorno. Si sconsiglia vivamente di usare ascorbato di sodio o di calcio perch´e determinano l’insorgenza di effetti indesiderati. Dosi massicce di vitamina C assunte per via endovenosa sono collegate a sopravvivenza a lunga scadenza di pazienti affetti da vari tipi di tumori anche dopo la formazione di metastasi.
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11.13 Compresse di carbone attivo
Ingerite per regolare la diarrea e favorire l’assorbimento di gas intestinali ed usate esternamente insieme ai cataplasmi di argilla, le compresse di carbone attivo contengono 10 grani di carbone vegetale finemente suddiviso. Il dosaggio, cio`e il numero di compresse, varia a seconda della gravit`a dei sintomi.
11.14 Bile bovina secca e sapone di Castiglia
La bile bovina secca e il sapone di Castiglia sono prodotti emulsionanti utilizzati per mescolare un liquido con un altro creando una sospensione di olio di ricino. Quindi come accenneremo nel Capitolo tredicesimo, la bile bovina secca e il sapone di Castiglia favoriscono la formazione della soluzione di olio di ricino per gli enteroclismi.
11.15 Trattamento polarizzante
Sviluppata dal dottor Demetrio Sodi-Pallares M.D., famoso cardiologo e ricercatore di Citt`a del Messico, la soluzione conosciuta come GKI viene somministrata per via endovenosa e pu`o essere impiegata nella Terapia Gerson. La soluzione GKI `e composta da 1 litro al 10% di destrosio in acqua, 20 mEq di cloruro di potassio e 15 unit`a di insulina “lente”. Al paziente sono somministrati fino a un massimo di 3 litri di GKI nell’arco delle ventiquattro ore per stimolare la riduzione dell’edema intercellulare, aumentare l’assorbimento cellulare del potassio, stimolare la glicolisi anaerobica e aerobica (soprattutto nel ciclo di Krebs e fosforilazione ossidativa), diminuire l’acidosi intercellulare e promuovere la sintesi proteica. Si tratta di un potente analgesico atossico. Il trattamento polarizzante
`
e stato recentemente inserito nel protocollo della Terapia Gerson. GKI, la soluzione polarizzante di base, `
e descritta nel Merch’s Manual of Standard Medical Procedures2, testo medico basilare. Il dottor Sodi-Pallares riferisce che in molti pazienti carenti di potassio `
e necessario somministrare la soluzione GKI per favorire il trasporto del potassio attraverso la membrana cellulare. Egli `e riuscito a costruire questo veicolo mescolando il glucosio (G) una soluzione di potassio (K) e una piccola quantit`a di insulina (I) che vengono immessi nell’organismo per via endovenosa. Il trattamento polarizzante favorisce la guarigione di cardiopatie e dei tessuti danneggiati dal tumore e di altre malattie degenerative; con questo metodo risulta accelerato anche il processo di riassorbimento dell’edema e dell’eliminazione dei liquidi tessutali accumulati.
Poich´e la Terapia Gerson fornisce con i succhi una buona dose di potassio e di glucosio, per alcuni pazienti si consiglia di usare solo 3 unit`a di insulina lenta per ottenere gli stessi risultati.
2Manuale Merch’s, Merek Sharp & Dohme Italia S.p.A., 2002, N.d.T
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11.16 Amigdalina/laetrile
Si pensava che il laetrile, cio`e la forma purificata di amigdalina, un glucoside contenuto nei noccioli di albicocca e in altri alimenti, possedesse propriet`a carcinostatiche, ma negli anni `e stato dimostrato che non lo fa da solo. Il laetrile `
e un glucoside cianogeno (vale a
`
dire che contiene cianuro) ma atossico. E stato utilizzato in alcune cliniche che praticano la Terapia Gerson come analgesico per alleviare il dolore e per altre qualit`a antitumora
li. Anche se non fa parte dei supplementi inseriti nel protocollo della Terapia Gerson i pazienti possono richiedere al medico di introdurlo nella loro terapia. L’uso di laetrile `e sempre pi`u diffuso e la sua efficacia `e accentuata quando utilizzato insieme a ipertermia, bagni caldi, e impacchi caldi.
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Capitolo 12

Disintossicazione del fegato con enteroclismi a base di caffe`
Kent Gardner, un tassidermista di Phoenix in Arizona, all’et`a di quarantasei anni scopr`ı di avere solo l’8% di possibilit`a di vivere per altri cinque anni perch´e affetto da tumore all’esofago e alla laringe. La gola dell’uomo era stata invasa da un tumore maligno grande quanto una pallina da golf e ora stava mettendo la sua vita in serio pericolo.
“Comprai il libro della Terapia Gerson [A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases]e lo lessi due volte in meno di venti giorni, e mi dissi, cosa ho da perdere? Sapevo che stavo morendo. Gli enteroclismi di caff`
e erano un blocco mentale che fui costretto a superare, ma dopo un paio di volte cominciai a sentire che il mio organismo rispondeva positivamente e mi resi conto di quanto fossero importanti” scrisse Kent Gardner per la Gerson Healing Newsletter.
“Dopo circa un mese e mezzo, la tumefazione era notevolmente diminuita e il tumore era morto”, continua. “Diventava sempre pi`
u piccolo di settimana in settimana ed era come se mi marcisse in gola. Onestamente, mi sembrava di impazzire! Questa cosa in putrefazione produceva continuamente un odore fetido che non avevo mai sentito prima neanche in venti anni di attivit`a come tassidermista!”. “Continuai a seguire la terapia alla lettera per circa due mesi e mezzo e un giorno mentre stavo chiudendo l’auto per entrare in una ferramenta nei pressi nel mio quartiere sentii il tumore morto palpitare [vibrare] per circa due secondi poi non appena deglutii, avvertii che si rompeva. Spaventato a morte mi sforzai per arrivare fino al negozio. Cominciai a sudare profusamente e sentii che le forze mi mancavano. Caddi in ginocchio in una serie di convulsioni. Sapevo di essere in pericolo” dichiara Kent Gardner.
“Ripensando a quanto mi era successo, mi resi conto che il tumore era sceso nello stomaco, dove si era mescolato con i succhi gastrici producendo scorie ammoniache e gas. Avrei dovuto cercare di vomitare ma non riuscendo a pensare lucidamente l’orgoglio mi imped`ı di farlo davanti a tutta quella gente. Ancora oggi, – continua Gardner – non ricordo o non so come ho fatto a ritornare all’auto e a guidare fino a casa che si trova a circa venti minuti di macchina dal negozio. I cinque giorni seguenti non riuscii ad alzarmi dal letto”.
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“Feci tre enteroclismi di caff`e al giorno; mia moglie mi aiut`o facendo tutto il necessario. Gli effetti tossici del tumore erano molteplici – mal di testa, vomito, crampi addominali, dolori influenzali, articolazioni e muscoli dolenti, febbre, insonnia, polso accelerato, bocca secca, mancanza di appetito, costipazione e molti altri” afferma il tassidermista. “Ero completamente pervaso dalla malattia!”.
“Ma il sesto giorno cominciai a sentirmi meglio e fui in grado di camminare un po’. Da allora mi sembra di essere ritornato alla vita. Dopo quanto mi `e accaduto mi sono documentato e andando al di l`a delle mie concrete capacit`a intellettive ho appreso molto sul corpo umano e sulla nutrizione” continua Kent Gardner. “Tutte le cellule e gli organismi
`
viventi della terra hanno bisogno di acqua, cibo e aria. E la qualit`a e non la quantit`a che determina la buona salute o la malattia. Non si pu`o inquinare l’organismo e riempirlo di ogni tipo di immondizia e richiedere all’organismo di essere in perfetta salute. Ci`o di cui ciascuno di noi ha bisogno ogni giorno sono gli enteroclismi di caff`e, pratica che seguo regolarmente a prescindere dalla presenza del tumore”.
12.1 Origini degli enteroclismi a base di caffe`in quanto parte della Terapia Gerson
Gli enteroclismi a base di caff`e, ridicolizzati, controversi e dibattuti, vantano un’origine `
insolita nel diventare una componente fondamentale della Terapia Gerson. E risaputo che gli enteroclismi non sono una prassi terapeutica innovativa. Erano menzionati anche nel Manual of Discipline1 che risale a circa duemila anni fa e che fa parte dei Dead Sea Scrolls2. Inoltre anche in The Essene Gospel of Peace3, – un manoscritto aramaico del terzo secolo ritrovato negli archivi segreti del Vaticano – si consiglia la somministrazione di enteroclismi adottando il seguente procedimento.
“In verit`a, l’angelo dell’acqua getter`a fuori dal vostro corpo tutta la sporcizia che lo contamina dentro e fuori. E tutte le cose sporche e maleodoranti sgorgheranno da voi, come la sporcizia delle vesti lavate in acqua scorre via e si perde nella corrente del fiume. In verit`a, benedetto sia l’angelo dell’acqua che lava ci`o che `e sporco e rende profumato ci`o che `e fetido.
Non pensate che sia sufficiente che l’angelo dell’acqua vi abbracci dall’esterno. In verit``E chi si
a, la sporcizia all’interno e molto pi`u grande di quella all’esterno. pulisce all’esterno ma rimane sporco all’interno `e come una tomba che all’esterno `e finemente decorata ma all’interno `e piena di cose putride e ripugnanti. Cos`ı in verit`a lasciate che l’angelo dell’acqua vi battezzi anche all’interno per liberarvi da tutti i vostri peccati passati e perch´e anche all’interno diventiate puri come l’acqua del torrente che gioca con la luce mattutina. . .
1Manuale di Disciplina, N.d.T.
2I Manoscritti del Mar Morto, Newton Compton, Roma, 1994
3Il vangelo esseno della pace, M. Manca, Genova, 1982
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Quindi prendete una grande zucca con il gambo lungo quanto un uomo; toglietene il contenuto e riempitela con acqua del torrente scaldata dal sole. Appendetela al ramo di un albero e inginocchiatevi sul terreno di fronte all’angelo dell’acqua e lasciate che la parte finale del gambo della zucca rampicante entri nel vostro corpo in modo che l’acqua scenda nei visceri. Poi rimanete inginocchiati davanti all’angelo dell’acqua e pregate il Dio vivente di perdonarvi dei vostri peccati passati e pregate l’angelo dell’acqua di liberare il vostro corpo di tutta la sporcizia e dalle malattie. Allora lasciate che l’acqua esca dal corpo e che porti con s´e tutte le cose sporche e putride di Satana. E vedrete con i vostri occhi e sentirete con il vostro naso l’illuvie che lascia il tempio del vostro corpo; e vi lasceranno anche tutti i peccati che risiedevano nel corpo e che vi infliggevano ogni sorta di tormento. In verit`a, il battesimo con l’acqua vi libera da tutto questo. Rinnovate il battessimo con l’acqua ogni giorno di digiuno fino al giorno in cui vedrete che l’acqua che esce dal vostro corpo `e pura come quella del torrente. Allora recatevi dove scorre il torrente ed entrando nelle braccia dell’angelo dell’acqua rendete grazie a Dio che vi ha liberato dai vostri peccati. Il battesimo dell’angelo dell’acqua `e la rinascita a una nuova vita”.
Perci`o fin dai tempi pi`u remoti gli enteroclismi sono stati usati come metodo di disintossicazione generale. Tuttavia l’uso del caff`
e come metodo per aumentare l’efficacia del trattamento e ridurre il dolore risale solo agli anni della prima guerra mondiale. Un sostenitore della Terapia Gerson, il dottor Jerry Walters, ripercorre la storia di come si sia cominciato a usare il caff`e negli enteroclismi:
“Durante la prima guerra mondiale la Germania era accerchiata dalle forze militari alleate e molti prodotti di importazione erano carenti oppure mancavano totalmente. Fra questi anche le scorte di morfina erano quasi alla fine e lo stesso valeva per il caff`e da bere. In aggiunta, mancavano anche antidolorifici, anestetici e altri farmaci. Quando i soldati ritornavano dal fronte gravemente feriti e dovevano essere sottoposti a interventi chirurgici l’anestesia disponibile era appena sufficiente per eseguire l’operazione.
Ma quando l’effetto dell’anestesia cominciava a scemare, il dolore diventava difficile da sopportare. In molti casi, dopo aver finito di operare i medici ordinavano di fare ai pazienti un enteroclisma di acqua. Ma le infermiere cercavano disperatamente di fare qualche cosa di pi`u per alleviare il dolore che tormentava i soldati. Per i chirurghi c’era sempre del caff`e pronto da bere. Spesso erano costretti a lavorare ventiquattro ore su ventiquattro e quindi avevano bisogno della caffeina contenuta nel caff`e per rimanere svegli. Talvolta rimaneva un po’ di caff`e. Sembra che una delle infermiere abbia pensato che se il caff`
e faceva bene al chirurgo, forse avrebbe aiutato anche i soldati. Quindi le infermiere rovesciarono un po’ del caff`
e rimasto nel
recipiente che serviva per fare gli enteroclismi ai soldati. I soldati a cui fu som
ministrato l’enteroclisma a base di caff`
e dissero di sentirsi meglio e che il dolore era diminuito”.
Questi episodi risalenti alla prima guerra mondiale suscitarono l’interesse di due ricercatori, il professore O.A. Meyer, M.D., e il professore Martin Heubner M.D., della facolt`a di Medicina dell’Universit`a di Goettingen in Germania. (Vi preghiamo di leggere la lezione del dottor Gerson a proposito di questo evento integralmente riportata nell’Appendice II di A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases). Durante gli anni Venti del Novecento, questi due professori studiarono a fondo gli effetti della caffeina sui ratti quando era somministrata per via rettale. Essi osservarono che gli enteroclismi a base di caffe`stimolavano l’apertura delle vie biliari delle cavie. I risultati delle ricerche furono pubblicati nei periodici medici tedeschi.
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Per qualche tempo dopo aver saputo della ricerca del prof. Meyer e del prof. Heubner, il dottor Max Gerson utilizz`o una combinazione di due medicamenti, caffeina e citrato di potassio, sottoforma di gocce da aggiungere all’acqua dell’enteroclisma. Tuttavia scopr`ı che una soluzione fatta semplicemente di caff`e e acqua era molto pi`u efficace e pi`u facile da preparare per chi desiderava ricevere un enteroclisma a base di caff`e. Fu cos`ı che il dottor Gerson introdusse nella Terapia Gerson un programma di disintossicazione a base di enteroclismi di caff`e, e lo stesso procedimento `e valido ancora oggi.
12.2 Benefici di un enteroclisma a base di caffe`
Gli enteroclismi preparati con caff`e fresco ottenuto per percolazione si sono avverati un mezzo efficace per rimettere il fegato in salute. La caffeina contenuta negli enteroclismi di caff`e svolge un’azione disintossicante sul fegato ed e uno degli approcci terapeutici
`basilari della Terapia Gerson. “Questo trattamento dovrebbe essere seguito alla lettera, in ospedale come a casa, per almeno due anni. Il fegato `
e l’organo principale che presiede alla rigenerazione del metabolismo corporeo, cio`
e alla trasformazione del cibo in energia”, scrive il dottor Gerson.
In occasione di una conferenza sulle terapie antitumorali tenutasi nel 1985 a King of Prussia in Pennsylvania, lo specialista in terapie alternative contro i tumori, Harold Manner Ph.D., analizz`o gli effetti interni dell’enteroclisma a base di caff`e. Egli annunci`o al pubblico che ne aveva appreso le azioni fisiologiche dal dottor Max Gerson che aveva parlato nello stesso modo di quell’argomento almeno trent’anni prima. Manner diede al dottor Gerson pieno credito per aver sviluppato questa tecnica di disintossicazione del fe-gato come metodo per il trattamento dei tumori. I paragrafi seguenti sono parafrasati dalla descrizione che l’ormai scomparso dottor Manner fece del meccanismo disintossicante che si mette in atto a seguito della somministrazione di soluzione di caff`e per via rettale.
La soluzione di caff`
e dovrebbe rimanere nell’intestino per un intervallo di tempo ottimale che va dai dodici ai quindici minuti, considerando che tutto il sangue presente nell’organismo passa attraverso il fegato ogni tre minuti. I vasi emorroidali si dilatano per contatto con la caffeina e a sua volta si dilata anche la vena porta del fegato. Simultaneamente le vie biliari si espandono per effetto del sangue, aumenta il flusso della bile e i muscoli lisci di questi organi si rilassano. Gli elementi che compongono il sangue si disintossicano mano a mano che questo fluido vitale ricco di caffeina passa attraversa il fegato. Il litro di acqua trattenuto nell’intestino stimola il sistema nervoso simpatico favorendo la peristalsi, l’acqua introdotta attraverso l’intestino diluisce la bile e ne aumenta anche il flusso. La detossificazione della bile `e stimolata anche dal catalizzatore enzimatico noto ai fisiologi con il nome di glutatione S-transferasi (GST).
Il tenore della GST presente nell’intestino tenue aumenta del 700% con un ottimo effetto fisiologico perch´e questo enzima reprime i radicali liberi. I radicali liberi allora abbandonano il fegato e la cistifellea man mano che i sali biliari si riversano nel duodeno. La peristalsi spinge i sali biliari nell’intestino facendoli passare attraverso l’intestino tenue, il colon e infine spingendoli fuori dal retto.
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Nel 1990 il medico chirurgo austriaco Peter Lechner, M.D., insieme ai suoi collaboratori che avevano analizzato il trattamento antitumore del dottor Gerson, discussero dei benefici che si potevano ottenere aumentando la percentuale della GST nell’intestino. I risultati della ricerca del dottor Lechner furono i seguenti:
❄ La GST lega la bilirubina e i suoi glucoronidi in modo da poter essere eliminati dagli epatociti (cellule epatiche).
❄ La GST blocca e disintossica gli elementi cancerogeni che per essere attivati hanno bisogno di ossidazione o riduzione. La sua funzione catalitica produce un effetto positivo contro molti elementi chimici cancerogeni.
❄ La GST forma un legame covalente con sostanze quasi tutte altamente elettrofile (prive di radicali) e questa `

e la condizione di base per la loro eliminazione dall’organismo. I prodotti intermedi delle scorie epatiche tossiche (citostatici epatotossici) ricadono in questo sistema di formazione patologica di radicali liberi.
Prima della pubblicazione dei risultati summenzionati, il dottor Lechner aveva concluso nel 1994 che gli enteroclismi di caff`e avevano uno scopo specifico: ridurre la presenza di tossine nel siero. Nella sua relazione affermava: “Gli enteroclismi di caff`
e influiscono inconfutabilmente sul colon e il loro effetto `
e osservabile all’endoscopio. Nel 1981, Wattenberg e i suoi collaboratori erano stati in grado di dimostrare che l’acido palmitico presente nel caff`a della glutatione S-transferasi e di altri leganti accre
e stimola l’attivit``
scendone la quantit` E questo il gruppo enzimati
a in modo maggiore rispetto alla norma. co principalmente responsabile della coniugazione dei radicali liberi elettrofili rilasciati in seguito dalla cistifellea”.
Verso la fine degli anni Settanta del secolo scorso, il laboratorio gestito dal biochimico Lee W. Wattenberg, Ph.D., identific`o due sali dell’acido palmitico, il palmitato cafestol e il palmitato kahweol (entrambi presenti nel caff`e) come potenti stimolatori della glutatione S-transferasi. Un aumento di tali proporzioni rende questo enzima un potente fattore di detossificazione che catalizza il legame di un certo numero di accettori (gli elettrofili) dal flusso sanguigno al gruppo solfidrico della glutatione. Poich´e le forme reattive cancerogene finali degli elementi chimici sono elettrofili, la glutatione S-transferasi di-venta un meccanismo fondamentale nell’eliminazione delle cellule tumorali presenti (detossificazione cancerogena).
La detossificazione delle cellule tumorali `
e stata dimostrata tramite numerosi esperimenti su cavie di laboratorio in cui il processo di disintossicazione del fegato aumentava del 600% e quella dell’intestino tenue del 700% quando alla dieta degli animali venivano aggiunti chicchi di caffe`. Risultati analoghi sono stati registrati sull’uomo nel caso di somministrazione di enteroclismi a base di caff`e.
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12.3 Gli enteroclismi a base di caff`
e stimolano l’eliminazione delle tossine prodotte dal tumore
Gli enteroclismi a base di caff`e svolgono una funzione specifica nel trattamento e nella regressione delle malattie degenerative. Come affermato dal dottor Peter Lechner, essi abbassano la percentuale di tossine nel sangue e letteralmente eliminano tutte le scorie presenti nei liquidi che nutrono le cellule normali. La vita della cellula `e messa in pericolo da fattori quali tossine, anossia, malnutrizione o trauma che insieme alterano la configurazione molecolare della cellula e ne causano la perdita della preferenza per il potassio. Come spiegato nei Capitoli decimo e undicesimo il sodio compete con il potassio per i siti di associazione nelle cellule danneggiate.
La perdita di potassio cellulare e l’aumento del sodio cellulare provoca una riduzione del flusso degli elettroni attraverso la cellula danneggiata, che alcuni biochimici chiamano macromolecola. La macromolecola danneggiata non attira pi`u gli ioni paramagnetici e di conseguenza si instaura una disorganizzazione delle molecole d’acqua. Poich´e l’aumentato volume dell’acqua, strutturata in condizioni di energia elevata, `e il meccanismo principale per controllare il tenore e la purezza dell’acqua cellulare, qualsiasi interferenza nella struttura dell’acqua stimola l’aumento della cellula che incamera acqua in eccesso e soluti extracellulari. Quando l’ambiente interno delle macromolecole si inquina a causa dell’acqua in eccesso e dei materiali extracellulari, viene intaccata la produzione mitocondriale dell’ATP (adenosintrifosfato). Ne deriva che le macromolecole non possono produrre energia sufficiente per ripararsi a meno che non si proceda all’eliminazione dell’ostacolo. Batteri e cellule maligne possono generare all’interno delle macromoleco
`
le tossine endogene del siero. E stato osservato che attorno alla quasi totalit`a di cellule maligne vive ci sono zone di tessuto normale danneggiato in cui la struttura dell’acqua `e intaccata dall’insulto cronico e dalle tossine tumorali. La produzione di energia e il sistema immunitario risultano depressi nelle macromolecole il cui volume `e aumentato per l’acqua e il sale in eccesso. La circolazione sanguigna del tessuto danneggiato `e ridotta perch´e le cellule edematose di dimensioni abnormi si ammassano nei capillari, nelle arteriole e nei vasi linfatici.
Basandosi sul fatto che una buona circolazione sanguigna e una perfetta condizione dei tessuti potrebbero prevenire l’insorgenza di tumori e provocarne l’eliminazione, il dottor Max Gerson afferm`o come principio assiomatico che i tumori non riescono a formarsi se il metabolismo funziona normalmente. L’esempio che il dottor Gerson soleva porta-re a fondamento di questa affermazione era che le cavie di laboratorio sane a cui sono trapiantate cellule tumorali maligne uccidono velocemente queste cellule con un processo flogistico che si sviluppa nell’organismo degli animali ospiti sani. Si difendono da soli contro queste proteine estranee. Per fare s`ı che le cellule tumorali maligne trapiantate si sviluppassero nelle cavie da laboratorio, era necessario danneggiare la tiroide e le ghiandole surrenali degli animali. Ovviamente, gli sforzi del dottor Gerson erano rivolti alla ricerca di un metodo terapeutico per ritrovare il benessere. La sua aspirazione era quella di creare nei tessuti circostanti il tumore un metabolismo il piu`vicino possibile a quello normale.
Il sistema enzimatico del fegato e dell’intestino tenue sono responsabili della con
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versione e neutralizzazione dei quattro tipi di tossine tessutali pi`u comuni, poliammine, ammoniaca, composti azotati tossici e elettrofili che possono tutte danneggiare le cellule e la membrana. I sistemi enzimatici protettivi del fegato e dell’intestino sono notevolmente stimolati dagli effetti benefici degli enteroclismi a base di caff`e. A vent’anni dalla morte, i redattori della rivista scientifica Physiological Chemistry and Physics si complimentarono con il dottor Gerson facendo ristampare una delle sue opere. Affermarono che “gli enteroclismi a base di caff`e stimolano la dilatazione delle vie biliari facilitando l’eliminazione attraverso il fegato delle tossine prodotte dal tumore e la dialisi dei residui tossici del sangue attraverso le pareti del colon”.
12.4 In che modo gli enteroclismi a base di caffe`
alleviano il dolore
Nel 1981, prima delle scoperte del dottor Lee W. Wattenberg e del dottor Peter Lechner, il giornalista medico Mark E. McCarty scrisse sul periodico medico Medical Hypotheses che “nel corso dell’udienza conoscitiva sullo stato della ricerca nel campo dei tumori tenuta dalla Commissione del Senato nel 1946, cinque medici indipendenti, che avevano avuto un rapporto diretto con i pazienti curati dal dottor Gerson, presentarono alcune lettere dove affermavano di essere sorpresi e incoraggiati dai risultati che avevano visto e sollecitavano la predisposizione di un esperimento di ampio spettro in cui fosse inclusa anche la somministrazione degli enteroclismi a base di caffe. `Uno di questi medici affermava che ≪circa nel 90% dei casi si era verificata una sensibile riduzione di dolori acuti≫”.
Quanto espresso nel 1946 era vero e lo rimane tutt’oggi. Anche se talvolta l’uso del caff`e sotto forma di enteroclisma provoca stupore e sorrisi scettici sia in coloro che normalmente non usano enteroclismi sia in quelli che decisamente preferiscono bere il caff`e nel bar sotto casa. Queste stesse persone trarrebbero un grande beneficio se invece assumessero il caff`e per via rettale; potrebbero liberarsi da dolori e altri disturbi, a prescindere dall’origine del malessere, semplicemente accettando il valore di questo metodo di disintossicazione. Considerando il punto di vista del paziente, non importa quale sia l’origine della malattia degenerativa, gli enteroclismi a base di caff`
e significano sollievo da confusione mentale, tensione nervosa, depressione, molti sintomi causati da allergie e, soprattutto, dal dolore acuto.
12.5 Gli enteroclismi a base di caff`
e stimolano la produzione di bile
L’enteroclisma a base di caff`e e a tutti gli effetti un elemento terapeutico. L’assunzione
`della bevanda per via orale non ha assolutamente gli stessi effetti della somministrazione per via rettale. Anzi, bere caff`e potrebbe virtualmente causare il riassorbimento della bile tossica. Sebbene altri elementi classificati come stimolatori della produzione di bile
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(coleretici) aumentino la produzione di bile da parte del fegato, essi non stimolano l’azione disintossicante del sistema enzimatico di quell’organo. I farmaci coleretici non fanno
`
nulla per assicurare il passaggio della bile attraverso l’intestino fino al retto. E fisiologicamente normale che la bile sia riassorbita fino a dieci volte dall’organismo prima di essere espulsa tramite le feci.
Fra i coleretici solo il caff` a di aumen
e somministrato per via rettale ha la capacit`tare gli enzimi e poich´
e non consente al fegato di riassorbire la bile tossica attraverso le pareti intestinali, `
e un metodo incredibilmente efficace per disintossicare il flusso sanguigno grazie agli enzimi presenti nel fegato e nell’intestino tenue. Poich´e la pratica clinica ha dimostrato ai medici che applicano la Terapia Gerson che gli enteroclismi a base di caff`e sono ben tollerati dai pazienti, anche se somministrati con una frequenza di ogni quattro ore nell’arco delle ventiquattro ore, essi a base di caff`e dovrebbero essere considerati dalla letteratura medica come il solo coleretico efficace, ripetibile e non riassorbibile dall’organismo. Una tale classificazione potrebbe fare molto per ottenere la guarigione di patologie dove la bile deve essere assorbita ed eliminata velocemente.
12.6 Benefici fisiologici degli enteroclismi a base di caffe`
Il dottor Gerson ipotizz`o le azioni e gli effetti fisiologici degli enteroclismi di caff`e e ne osserv`o i benefici clinici.
Introducendo 1 litro di soluzione di caff`e bollito nel colon si ottengono i seguenti benefici fisiologici:
❆ Diluizione del sangue portale e di conseguenza della bile.
❆ La teofillina e la teobromina, gli elementi nutraceutici pi`u importanti del caff`e, dilatano i vasi sanguigni e contrastano l’infiammazione dell’intestino.
❆ I palmitati del caff`e aumentano la percentuale di glutatione S-transferasi che `e responsabile dell’eliminazione di molti radicali tossici dal siero ematico.
❆ Il liquido dell’enteroclisma stimola il sistema nervoso simpatico, favorisce la peristalsi e il transito della bile tossica diluita dal duodeno e la conseguente espulsione attraverso il retto.
❆ Poich´e il liquido dell’enteroclisma rimane nell’organismo per quindici minuti al massimo e poich´e tutto il sangue presente nell’organismo passa attraverso il fegato ogni tre minuti, gli enteroclismi a base di caff`e costituiscono un metodo di dialisi del sangue attraverso le pareti intestinali.

Gli enteroclismi di caff`e sono sicuri quando utilizzati nel contesto del regime previsto dalla Terapia Gerson. L’obiettivo del dottor Gerson nel prescrivere una dieta a base di frutta, verdura e cereali integrali povera di sodio, ricca di potassio e di micronutrienti, era quello di fornire tutti i nutrienti, quelli noti e quelli ancora sconosciuti, necessari alla respirazione cellulare e alla produzione di energia. Ambienti ricchi di potassio e poveri di
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sodio tendono a riportare alla normalit`a la configurazione delle macromolecole cellulari, a migliorare la struttura dell’acqua e il suo tenore. L’integrazione della dieta prevista dalla Terapia Gerson con sali di potassio quali acetato, gluconato e fosfato (monobasico) in cui il malato `
e introdotto con l’ingestione frequente di mele, migliora l’efficacia del ciclo degli acidi tricarbossilici (ciclo di Krebs) nella produzione di energia mitocondriale. Il ciclo di Krebs `e una serie di reazioni enzimatiche mediante le quali l’organismo usa i carboidrati, le proteine e i grassi per produrre anidride carbonica, acqua ed energia necessari per le funzioni organiche.
La restrizione temporanea di proteine animali prevista dal dottor Gerson per la cura di pazienti affetti da malattie degenerative fu utilizzata anche alla fine del diciannovesimo secolo per favorire la riduzione dell’edema cellulare. La somministrazione di dosi massicce di ormone tiroideo e l’uso della soluzione di Lugol porta alla moltiplicazione dei mitocondri che hanno DNA e RNA propri e che si riproducono autonomamente dalle
`
cellule. E noto che la tiroide stimola l’ossidazione cellulare degli zuccheri e quindi la produzione di ATP: in questo modo si aumenta notevolmente anche l’energia cellulare.
Questi meccanismi terapeutici, inclusi gli enteroclismi a base di caff`e, proposti dal dottor Gerson danno i seguenti risultati:
❆ riducono le tossine nel siero ematico eliminando l’opposizione cronica alle cellule normali danneggiate (macromolecole);
❆ migliorano il livello di ioni di potassio cellulare;
❆ riducono il livello di sodio;
❆ riducono la tumefazione cellulare grazie a un riequilibrio della struttura dell’acqua;
❆ aumentano il numero di mitocondri cellulari e ne stimolano l’attivit`a;
❆ forniscono i micronutrienti necessari alla produzione dell’energia cellulare e alla ristrutturazione delle cellule.

Se si cerca di combattere contro una malattia allo stadio acuto o cronico derivante da un processo degenerativo si trarr`
a beneficio dalla presenza di una riduzione delle tossine seriche ottenuta grazie alla somministrazione di enteroclismi a base di caffe. `Infatti questa pratica `
e fondamentale per raggiungere una maggiore produzione di energia cellulare, una migliore integrit`u
a dei tessuti, una circolazione sanguigna pi`efficiente, un sistema immunitario perfettamente funzionante, una migliore ristrutturazione dei tessuti e una rigenerazione cellulare. Tutti questi benefici fisiologici sono stati clinicamente osservati durante l’adozione del programma terapeutico del dottor Gerson. Indiscutibilmente gli enteroclismi di caff`e sono uno dei principi cardine su cui si fonda la Terapia Gerson.
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Capitolo 13

Enteroclismi a base di caff`e:

procedura di somministrazione
Gli enteroclismi a base di caff`e, diventati il segno distintivo della Terapia Gerson, so-no stati dileggiati senza esitazione. Numerosi critici, denigratori e diffamatori hanno apertamente condannato questa pratica eppure, l’introduzione per via rettale di 1 litro di soluzione a base di caff`e ha effetti terapeutici e salutari.
Per fare un esempio, uno dei maggiori critici degli enteroclismi a base di caff`e fu il redattore della rivista medica Journal of the American Medical Association, il dottor Morris Fishbein, M.D. Lo scomparso dottor Fishbein fu apertamente in contrasto con il dottor Max Gerson e con tutto ci`o che riguardava il suo programma terapeutico. Parlando sia in privato che in pubblico dei metodi terapeutici alternativi, allora conosciuti come “terapie non convenzionali contro il cancro”, il dottor Fishbein usava ripetere la solita vecchia barzelletta: ≪Come vuole il suo enteroclisma di caff`
e, con latte e zucchero?≫.
13.1 Come affrontare l’argomento degli enteroclismi a base di caffe`
Nonostante la presunta stranezza degli enteroclismi a base di caff`e la Terapia Gerson ha conquistato una posizione di rispettabilit`a in tutto il mondo. Per esempio in una lettera datata 8 marzo 1999, il conte Baldwin di Bewdley, membro della Camera dei Lord britannica, invitava Charlotte Gerson a tenere una conferenza sulla Terapia Gerson di fronte ai membri delle due Camere del Parlamento. Anche i Pari e i Membri della Camera dei Comuni parteciparono alla presentazione della terapia davanti al Gruppo Parlamentare per la Medicina Alternativa e Complementare che Charlotte Gerson tenne con enorme successo il 19 maggio 1999.
Nel corso degli anni la figlia del dottor Gerson `e stata invitata molte volte dalle facolt`a `
di medicina per illustrare i procedimenti della terapia. E difficile descrivere le espressioni di incredulit`a che compaiono sui volti degli studenti quando si introduce l’argomento degli enteroclismi a base di caff`e. Inevitabilmente da vari punti dell’aula magna si levano
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risatine di imbarazzo. E poi uno studente fra i pi`u furbi pronuncia la famosa domanda, “Come prende il suo caff`e?”, prendendo a prestito una delle battute riportate nel libro del dottor Fishbein. Ma Charlotte Gerson non si lascia prendere in contropiede e risponde velocemente: “Nero, senza latte n´e zucchero”, suscitando l’ilarit`a generale. Ristabilita la calma Charlotte pu`o continuare a spiegare l’azione disintossicante del celebre programma terapeutico di suo padre.
In genere i commenti dei futuri medici sono: “Ragazzi, scommetto che ti d`a una bella scossa!”. Oppure: “Bere tre o quattro tazze di caff`e non sarebbe la stessa cosa?”. O ancora: “Perch´e andare incontro a tutte quelle complicazioni solo per fare il pieno di caffeina?”. E alla fine, qualche studente pi`u intuitivo e stimolato pone una domanda di interesse medico: “Quali sono le funzioni di un enteroclisma a base di caff`e?”
Visto che nei capitoli precedenti abbiamo esaurientemente affrontato questo argomento voi conoscete gi`a la risposta giusta. In caso contrario, tornate a leggere il Capitolo dodicesimo.
13.2 Il dottor Gerson riassume il procedimento per eseguire un enteroclisma a base di caffe`
Il dottor Max Gerson riassunse brevemente il metodo migliore per procedere all’autosomministrazione di un enteroclisma a base di caff`e. Egli suddivise la procedura in alcune fasi in modo da semplificare l’operazione. Il dottor Gerson riun`ı queste indicazioni nel suo famoso libro indirizzato a tutti coloro che desiderano raggiungere il benessere e il Gerson Institute non ha fatto che riprendere quelle prescrizioni, perfezionarle e riproporle nelle sue pubblicazioni informative.
In base a quanto suggerito dal dottor Gerson il paziente deve assumere una posizione particolare per la somministrazione degli enteroclismi. Il dottor Gerson scrisse: “per fare in modo che gli enteroclismi siano pi`
u efficaci il paziente deve coricarsi sul fianco destro, con le gambe piegate verso l’addome e deve respirare profondamente per favorire l’introduzione della maggior parte di liquido in tutte le parti del colon. Il liquido deve essere trattenuto per un periodo variabile da dieci a quindici minuti”.
Come descritto dal defunto dottor Harold Manner Ph.D. nel Capitolo dodicesimo, nel giro di dodici minuti le pareti intestinali e le vene emorroidali assorbono quasi tutta la caffeina presente nel caffe`. Dalle vene emorroidali essa `e immessa nella vena porta e infine nel fegato. Perch´e l’effetto sia maggiore il dottor Gerson consigliava ai pazienti oncologici e a quelli affetti da patologie molto gravi di fare nei primi mesi di trattamento un enteroclisma ogni quattro ore, distribuiti nell’arco delle ventiquattro ore. Alcuni pazienti affetti da tumore allo stadio terminale sono riusciti a salvarsi la vita e a recuperare il benessere ricevendo cinque enteroclismi a base di caff`
e al giorno per svariati mesi.
Nei suoi scritti, l’eminente medico tedesco naturalizzato americano indicava la seguente formulazione per preparare la soluzione a base di caff`e pi`u indicata:
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1Versare 3 cucchiai pieni di caff`e biologico macinato (non istantaneo) in un 1 litro di acqua.
2Fare bollire la soluzione per tre minuti e poi lasciare sobbollire per altri quindici minuti.
3Filtrare la soluzione.
4Versare la soluzione in un recipiente di vetro da un 1 litro e lasciare raffreddare a temperatura corporea.
5Usare la soluzione a temperatura corporea per il lavaggio intestinale.

`
E possibile preparare in una volta sola tutta la soluzione a base di caff`e necessaria per un giorno; alternativamente si pu`o fare una soluzione concentrata e poi diluirla di volta in volta fino alla concentrazione richiesta.
13.3 Miglioramenti apportati agli enteroclismi a base di caff`
e negli ultimi cinquant’anni
La disintossicazione dell’organismo `e uno dei contributi pi`u significativi apportati dalla Terapia Gerson e gli enteroclismi a base di caff`e rappresentano il metodo basilare per raggiungere lo scopo desiderato; poich´e il colon ha elevate capacit`a di assorbimento gli enteroclismi possono essere utilizzati per molteplici ragioni. Come avete appreso dal capitolo precedente gli enteroclismi risalgono a tempi molto antichi e questa pratica e`stata descritta nel corso dei secoli.
Negli ultimi cinquanta anni, cio`e da quando il dottor Gerson inser`ı gli enteroclismi a base di caff`e nel suo protocollo terapeutico, sono stati apportati notevoli miglioramenti al procedimento originario. In questo paragrafo descriveremo alcuni di questi nuovi metodi introdotti dal Gerson Institute.
La preparazione della soluzione per gli enteroclismi `
e stata leggermente modificata come segue:
1. Prendete tre cucchiai pieni di caff`e biologico macinato e aggiungeteli a 1 litro di acqua bollente (usate acqua distillata se l’acqua erogata dalla rete `
e fluorizzata; usate acqua depurata se abitate in una zona con acqua potabile mediamente dolce).
1Fate bollire il liquido per circa tre minuti senza coprire il recipiente poi fatelo sobbollire per altri quindici minuti questa volta coprendo il tegame.
2Filtrate la soluzione con un colino fine per eliminare le particelle di caff`e in sospensione oppure usate un colino rivestito con una stamigna o un canovaccio di tela o anche una pezza ricavata da una vecchia maglietta intima. Versate nel recipiente di vetro altra acqua calda fino a raggiungere 1 litro. ( `

E possibile che un po’ d’acqua evapori durante la bollitura).
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4. Preparatevi per ricevere la soluzione per via rettale non appena essa ha raggiunto la temperatura corporea.
13.4 Procedura per somministrare la soluzione a base di caffe`
Il paziente dovrebbe coricarsi su una superficie morbida, esempio un materassino appoggiato per terra oppure un materasso protetto da un telo di plastica. In entrambi i casi si ricopra la superficie con un asciugamano per maggiore comodit`a. Invece del pavimento o del letto molti pazienti preferisco usare un letto da campo oppure il famoso lettino per enteroclismi. Questo lettino `e composto da un ripiano di circa 121 cm per 60 cm, ricoperto da uno strato di gommapiuma alto da 7 a 10 cm a sua volta rivestito da uno strato di plastica per facilitarne la pulizia.
In realt`a, se il paziente `e in grado di muoversi senza problemi il pavimento del bagno `u conveniente per ricevere un enteroclisma. In questo caso e
e in genere il luogo pi``meglio mettere un materassino sul pavimento e ricoprirlo con un telo di plastica e un asciugamano (l’imbottitura di una sedia sdraio da giardino `e perfetta), aggiungete un cuscino e coricatevi sulla superficie imbottita. Si consiglia di verificare che l’ambiente sia confortevole e caldo.
Il paziente si sdraier`a sul fianco destro, con le gambe piegate verso l’addome, cercando di rimanere rilassato. Tuttavia, se a causa del dolore il paziente non riesce a coricarsi sul fianco destro, si pu`o mettere supino con le gambe piegate. Si consiglia di coricarsi sul fianco sinistro solo come ultima soluzione perch´e il liquido riesce a penetrare pi`
ua fondo nell’intestino quando ci si corica sul fianco destro. Si deve lasciare che la forza di gravit`a faccia entrare il liquido nel retto e nell’intestino. Il contenitore dell’enteroclisma non deve essere sollevato oltre 5O centimetri al di sopra della cannula terminale che penetra nell’ano.
Quando il liquido `e entrato nel colon dovrebbe essere trattenuto da dodici a quindici minuti al massimo. In questo arco di tempo quasi tutta la caffeina disponibile viene assorbita. Si sconsiglia di trattenere il liquido per pi`u di quindici minuti perch´e la soluzione `
e assorbita anche nel sistema. Se il paziente non riesce a trattenere il liquido per dodici minuti dovrebbe cercare di tenerlo il pi`u a lungo possibile senza sforzarsi eccessivamente perch´e lo sforzo potrebbe provocare l’insorgenza di crampi addominali.
Se il paziente ` `
e in grado di trattenere il liquido solo da sei a nove minuti e meglio che lo rilasci dopo questo intervallo pi`u breve. Col tempo diventer`a sempre pi`u facile `
far rimanere il liquido nell’intestino per dodici minuti. E solo una questione di pratica. Alcuni pazienti hanno impiegato anche tre o quattro mesi prima di raggiungere il tempo indicato.
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13.5 Enteroclisma a base di caff`e per pazienti allettati
Pu`o capitare che i pazienti costretti a letto non siano in grado di alzarsi per ricevere l’enteroclisma o per andare in bagno. In questo caso `e necessaria l’assistenza di una persona di sostegno. Quindi la procedura `e la seguente:
1Coprite il materasso e le coperte con un telo di plastica e un asciugamano.
2Somministrate l’enteroclisma quando il paziente `e coricato.
3Il paziente dovr`a trattenere il liquido da dodici a quindici minuti; collocate sotto al paziente una padella da letto.
4Se il paziente soffre di incontinenza si dovr`a collocare la padella da letto sotto al paziente prima di iniziare a somministrare la soluzione.

`
E importante che l’enteroclisma non sia sollevato oltre 5O cm rispetto al paziente in modo che la soluzione di caff`
e non arrivi nell’intestino troppo velocemente. Il motivo di questo accorgimento vi sar`a subito evidente. Un’altezza eccessiva potrebbe causare una pressione troppo forte, quindi provocare crampi contro-peristaltici.
Nel caso di crampi fermate temporaneamente la fuoriuscita del liquido stringendo il tubo fino a chiuderlo oppure abbassando l’enteroclisma a livello con il corpo. Quindi riprendete la somministrazione.
Non sono rari i pazienti che all’inizio del trattamento hanno avuto difficolt`a a ricevere nel colon i litro di liquido. In questa evenienza si proceder`a introducendo solo quel quantitativo che il paziente pu`o facilmente accettare; il paziente tratterr`a quel quantitativo per il tempo stabilito poi dopo averlo espulso si proceder`a con l’introduzione del liquido rimanente.
Altri pazienti sono in grado fin dall’inizio di introdurre nel colon l’intera soluzione di caff`e ma, non appena nel loro organismo cominciano a mettersi in atto i processi di guarigione non riescono a introdurne neppure la met`a. Ci`o pu`o essere causato dalla pressione tossica prodotta dal fegato. Si dovr`a procedere nel modo che abbiamo appena descritto: introdurre solo quella quantit`
a di liquido che si riesce ad accettare facilmente; espellerla e poi ripetere il procedimento con il resto della soluzione.
13.6 Variazioni della soluzione di caffe`
La soluzione di caff`e pu`o essere variata a seconda delle situazioni; per esempio i malati che soffrono di irritazione intestinale, colite, diarrea, emorragie o crampi potrebbero avere giovamento nell’usare 500 ml di soluzione di caff`Questa
e e 500 ml di camomilla. miscela esercita un’azione calmante sull’apparato intestinale e, in genere contribuisce ad alleviare i sintomi sopra indicati.
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In caso di diarrea grave potrebbe essere necessario eliminare il caff`
e e usare solo una soluzione di camomilla. Non appena i sintomi scompaiono `e possibile inserire un po’ per volta la soluzione di caff`e cominciando con 60 ml o 125 ml per poi arrivare a 185 ml o 250 ml (mantenendo sempre 1 litro come quantit`a ideale) fino a quando il paziente pu`o accettare nuovamente l’enteroclisma composto unicamente da soluzione di caff`e.
L’infuso di camomilla al posto della soluzione di caff`e `e utile anche quando si comincia la Terapia Gerson. All’inizio della terapia `
e previsto che i pazienti facciano cinque enteroclismi a base di caff`e al giorno, ma l’ultimo che `
e somministrato alle 22:00 tende a provocare insonnia. In questo caso si consiglia di sostituire la soluzione di caffe`dell’ultimo enteroclisma con un infuso di camomilla. In genere nel giro di tre o quattro giorni l’enteroclisma delle 22:00 cesser`a di causare problemi di insonnia.
Solo in casi speciali (durante reazioni acute nel caso di forte assorbimento del tumore
o di dolori notturni), il dottor Gerson consigliava di somministrare un enteroclisma anche la notte. Se il paziente non riesce a dormire a causa del dolore o fastidio `
e meglio che si alzi alle 2 o 3 del mattino per fare un enteroclisma a base di caff`
e invece di continuare a rigirarsi nel letto senza riuscire a riposare. Spesso la somministrazione dell’entero
`
clisma facilita la ripresa del sonno. E quasi sorprendente, ma gli enteroclismi effettuati nel cuore della notte non sembrano affatto causare insonnia.
Anche gli enteroclismi somministrati all’alba hanno un effetto benefico per i pazienti affetti da tossicodipendenze che hanno la tendenza a svegliarsi a causa degli incubi provocati da tossicit`a o da sintomi di astinenza. Un consiglio utile per quando si procede a un enteroclisma nel cuore della notte o all’alba potrebbe essere quello di mangiare un po’ di frutta o di composta di mele o una macedonia (sistemata sul comodino la sera prima) per alzare il livello dello zucchero nel sangue.
13.7 Ulteriori informazioni sul trattamento con olio di ricino
Oltre agli enteroclismi a base di caff`e, un altro importante metodo di disintossicazione `
e quello che prevede l’uso dell’olio di ricino. Per effettuare una pulizia interna completa il dottor Gerson prevedeva per i pazienti neoplastici un trattamento con olio di ricino da eseguire a giorni alterni. (Il trattamento con olio di ricino `
e sconsigliato ai pazienti neoplastici che siano stati trattati con agenti citotossici o chemioterapici).
Il procedimento base `e il seguente:
1Verso le 5 del mattino bere 2 cucchiai di olio di ricino seguiti da una tazza di caff`e nero con 1 cucchiaino di zucchero scuro biologico.
2Alle 6 del mattino procedete con il solito enteroclisma a base di caff`e.
3Alle 10 del mattino sostituite l’enteroclisma a base di caff`e con uno a base di olio di ricino.

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Preparate la soluzione per l’enteroclisma a base di olio di ricino nel modo seguente:
a) Versate 4 cucchiai di olio di ricino nel recipiente per enteroclismi (un recipiente a forma di secchio `e preferibile rispetto alla sacca perch´e `e pi`u facile da pulire).
b) Aggiungete ½ di cucchiaino di bile bovina essiccata.
c) Prendete in mano un pezzo di sapone (non di detergente) e strofinatelo per alcuni minuti nella soluzione di caff`e a temperatura corporea.
d) Prendete questo caff`e insaponato e mescolatelo con l’olio di ricino e la bile bovina essiccata, mescolando costantemente. (Usare un frullatore elettrico pu`o facilitare l’operazione).
Quando viene aggiunto ad altri ingredienti, l’olio di ricino tende a salire in superrficie, quindi avrete bisogno di continuare a mescolare mentre la soluzione scivola nel retto (mica facile! Se non ci riuscite chiedete a qualcuno di mescolare la soluzione mentre ricevete
`
l’enteroclisma). E virtualmente impossibile riuscire a trattenere nell’intestino questa soluzione in aggiunta all’olio di ricino preso per bocca. Si consiglia di non sforzarsi troppo a tenere il liquido nell’intestino ma di espellerlo non appena se ne sente la necessit`a.
`
E possibile sentire un certo bruciore all’ano nel momento dell’espulsione della soluzione a base di olio di ricino, la cosa importante da ricordare `
e che l’olio di ricino non brucia. Quello che provoca il bruciore sono le scorie altamente tossiche che vengo-no espulse dai tessuti dell’organismo! Questo fenomeno sottolinea l’importanza degli enteroclismi a base di olio di ricino. Infatti, dopo due o tre enteroclismi a base di olio di ricino il bruciore diminuisce fino a scomparire. La scomparsa del bruciore indica che il livello di tossicit`a dell’organismo `e diminuito, quindi non irrita pi`u n´e il retto n´e l’ano. Nel caso in cui ci sia irritazione `e consigliabile applicare un po’ di vaselina per lenire
`
la parte infiammata. E possibile usare anche un po’ di pomata a base di ossido di zinco (`e meglio evitare le supposte perch´e contengono analgesici).
Nei pazienti che hanno precedentemente sofferto di emorroidi si pu`o avere una ricomparsa del problema. Pu`o causare fastidio per alcuni giorni ma la somministrazione degli enteroclismi non deve essere assolutamente interrotta. Anche in questo caso si pu`o ricorrere all’applicazione topica di una pomata a base di ossido di zinco. Tuttavia si deve ricordare che in genere le emorroidi sono causate da un aumento di sostanze tossiche, di conseguenza disintossicare l’organismo diventa estremamente importante e
`
sarebbe errato sospendere la somministrazione degli enteroclismi. E stato osservato inoltre che in questi pazienti le emorroidi scompaiono dopo poco tempo senza che vi siano ricadute. Ci vuole solo un po’ di tempo e di pazienza.
13.8 Riacutizzazioni provocate dalla terapia con enteroclismi
Dopo un determinato periodo la frequenza di somministrazione degli enteroclismi a base di caff`e e di olio di ricino viene lentamente ridotta. Tuttavia, per i pazienti con livello di
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tossicit`a estremamente elevato non `e prevista la riduzione del numero giornaliero di enteroclismi. Se questi pazienti interrompono troppo in fretta la terapia di disintossicazione e hanno una ricaduta con mal di testa e generica sensazione di malessere devono riprendere la terapia intensificandone la frequenza per un certo periodo. In seguito potranno cercare di ridurre nuovamente la frequenza di somministrazione. Ogni paziente dovr`a aggiustare la frequenza di somministrazione alle proprie esigenze. Pu`o succedere che dopo aver ridotto il numero degli enteroclismi giornalieri si verifichi una riacutizzazione dei sintomi nella forma di aumentati livelli di tossicit`a, gonfiori o dolori, mal di testa, mancanza di appetito. Si `e visto che in questi casi basta fare un enteroclisma a base di caff`e o di olio di ricino in pi`u per sentirsi subito meglio.
Talvolta questi episodi di riacutizzazione sono accompagnati da diarrea e in questo caso si consiglia di fare solo due enteroclismi a base di camomilla al giorno per lavare delicatamente il colon. Quando la diarrea diminuisce, il paziente pu`o fare un altro enteroclisma a base di camomilla e a distanza di sei ore uno a base di caff`e e poi la sera un altro a base di camomilla. Non appena i sintomi della diarrea scompaiono si pu`o riprendere il programma normale mescolando, se necessario, la soluzione di alcuni enteroclismi a base di caff`e con dell’infuso di camomilla.
Pu`o capitare che i sintomi di riacutizzazione siano talmente forti da stimolare un’elevata produzione di bile. La bile potrebbe riversarsi nello stomaco ed essendo estremamente alcalina entra in conflitto con lo stomaco che non pu`
o contenere niente che non sia mantenuto in ambiente acido. Di conseguenza la bile alcalina provoca forte nausea quasi inevitabilmente accompagnata da vomito. In queste circostanze si consiglia di interrompere la somministrazione degli enteroclismi a base di caff`
e, che non farebbero altro che stimolare una maggiore produzione di bile e quindi il vomito! In questi casi si consiglia di bere infusi di menta, mangiare farinata di avena e ricevere solo enteroclismi a base di infuso di camomilla. Superata la fase di riacutizzazione, compresi gli accessi di vomito e nausea, `e possibile riprendere la somministrazione degli enteroclismi a base di caff`e.
Un altro problema pu`o essere causato dall’eccessiva produzione di gas intestinali. Quando i gas esercitano troppa pressione `
e difficile introdurre il liquido dell’enteroclisma. In questo caso, pu`o essere sufficiente abbassare il recipiente all’altezza del paziente se prono o anche al disotto del corpo del paziente (se giace in un letto o su un lettino per enteroclismi) per consentire al liquido di ritornare nel recipiente e all’aria di uscire dal retto. Ricordate, per`o, che se la formazione di aria `
e nella parte superiore dell’intestino questo procedimento non potr`a essere di aiuto. Nel libro A Cancer Therapy (Capitolo 27, p. 201) il dottor Gerson affronta il problema del fenomeno di riacutizzazione comprese le difficolt`a inerenti agli enteroclismi a base di caff`e. Abbiamo gi`a menzionato (vedi sopra) che durante le fasi pi`u gravi di riacutizzazione `e possibile che il paziente abbia difficolt`a ad accettare il liquido dell’enteroclisma anche se in precedenza non aveva mai avuto problemi con il procedimento. Potrebbe accadere che il paziente introduca il liquido dell’enteroclisma e lo trattenga per i dodici minuti consigliati ma che nel momento in cui lo deve espellere quest’ultimo non esca! La difficolt`a di espulsione potrebbe essere causata da spasmi o crampi intestinali che non sono necessariamente accompagnati da dolore o fastidio. Le possibili procedure in caso di spasmi del colon sono le seguenti:
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1Coricarsi sul fianco destro, in posizione fetale, possibilmente con una borsa di acqua calda contro l’addome.
2Non farsi prendere dal panico.
3Se trascorso un po’ di tempo il liquido non esce, procedere con un altro enteroclisma a base di caff`e aggiungendo alla soluzione 3 cucchiai di soluzione al 3% di perossido di idrogeno.
4Se lo spasmo non diminuisce prendere dell’olio di ricino per via orale.
5Nei giorni successivi aggiungere ogni volta alla soluzione di caff`e per enteroclisma 3 o 4 cucchiai di composto di potassio.Non aggiungere potassio alla soluzione dell’enteroclisma per pi`

u di sette giorni consecutivi per evitare di irritare il colon.
Durante lo spasmo del colon il paziente non corre nessun pericolo anche se non `e in grado di espellere la soluzione di caff`e. Il colon `e in grado di assorbire facilmente tutta la soluzione introdotta ed espellerla attraverso i reni e l’urina se essa non viene eliminata normalmente.
Questa tecnica pu`o essere utilizzata anche per altri scopi nell’ambito della Terapia Gerson. Non si tratta di enteroclismi igienici ma piuttosto di impianti rettali. Durante il processo di guarigione alcuni pazienti possono essere soggetti a continui accessi di vomito correndo il rischio di disidratarsi e diventare ipoglicemici. In questo caso si consiglia di scaldare a temperatura corporea i normali succhi di carote o di verdure a foglia verde (addizionati dei medicinali) e mettere i 250 ml di succo nel recipiente per enteroclismi e procedere con la somministrazione per via rettale. (Usate solo succhi di carote/mele o verdure a foglia verde e non succo di arancia. Non aggiungete acqua al succo). Questo impianto non deve essere espulso. Poich´
e si tratta solo di 250 ml pu`a fino a quando non `
o essere trattenuto con facilit`e stato completamente assorbito dall’organismo. La somministrazione del succo per via rettale pu`o essere ripetuta ogni ora quando il succo `Non appena le condizioni del paziente migliorano pu`
e pronto. o riprendere a bere i succhi normalmente. Sempre nell’ambito di questo argomento, in caso di gravi ulcerazioni dell’utero o della cervice il dottor Gerson suggeriva di procedere a una lavanda con succo di verdure a foglie verdi. Questo lavaggio oltre a disintossicare, favorisce anche il processo di guarigione.
Il dottor Gerson consigliava di preparare in una volta sola il caff`
e necessario per un giorno intero. In questo caso `e possibile preparare una soluzione concentrata di caff`e.
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13.9 Come preparare il concentrato di soluzione di caffe`
Per preparare il caff`e concentrato da diluire all’occorrenza usate un tegame abbastanza capiente, da circa 2,5 o 3 litri di acqua. Il procedimento per preparare il concentrato di caff`e `e il seguente:
1Quando l’acqua bolle, aggiungete 15 cucchiai colmi di caff`e biologico macinato. Poich´e l’enteroclisma deve contenere l’equivalente di 3 cucchiai di caff`e, usandone 15 otterrete abbastanza concentrato per preparare cinque enteroclismi.
2Riportate la soluzione a bollore per alcuni minuti, poi fate sobbollire per circa quindici minuti e filtrate.
3Suddividete il concentrato ottenuto in cinque parti uguali. (Potete versare la stessa quantit`a in cinque bottiglie di vetro uguali da 1 litro).
4Aggiungete abbastanza acqua distillata per ottenere 1 litro di soluzione.
5Se dovete mescolare l’enteroclisma a base di caff`e con infuso di camomilla come indicato nelle pagine precedenti, potete aggiungere 500 ml di infuso di camomilla al concentrato di caff`e.
6Infine riempite la bottiglia con acqua in modo da ottenere 1 litro di soluzione. Prima dell’uso il preparato deve essere riscaldato a temperatura corporea.

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Parte III


Come adattare
la terapia alle diverse patologie

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Capitolo 14

La Terapia Gerson per la maggior parte delle forme tumorali
Alexandra Lennox di Sacramento (California), divorziata e con tre figli adolescenti da crescere, aveva quarantaquattro anni quando nel 1984 le diagnosticarono un carcinoma estremamente invasivo al seno destro dopo essere gi`a stata sottoposta a una mastectomia parziale. La prima diagnosi che aveva condotto alla mastectomia parziale era stata pi`u semplice e meno pericolosa rispetto alla seconda.
Subito dopo il secondo intervento per asportare il nodulo, il chirurgo si accorse che i margini del tessuto mammario canceroso non erano “puliti”, vale a dire che con la mastectomia parziale non era stato asportato tutto il tumore. Quindi, il chirurgo le disse che sarebbe stato meglio fare analizzare i linfonodi e procedere con un’asportazione della mammella destra (mastectomia totale).
La signora Lennox riusc`ı ad ottenere un appuntamento con il primario del reparto di oncologia della Stanford University School of Medicine. Al termine della visita l’oncologo, impassibile, dichiar`o in termini espliciti: ≪Non c’`e affetta
e dubbio, il tumore da cui `rientra nella categoria delle malattie con una speranza di vita dai due ai dieci anni. Ma non credo che riuscira a vivere altri due anni perch`e il tumore ´e molto esteso.
`Sistemi le sue cose e si goda il tempo che le rimane. E si ricordi che non appena il dolore comincer`
a a farsi sentire disponiamo di potenti farmaci per aiutarla≫.
La sentenza del medico sulla sua probabile morte era stata devastante anche perch´e nel corso della sua vita la signora Lennox aveva gi`a dovuto affrontare innumerevoli complicazioni. Prima di questa diagnosi, per esempio, aveva sofferto di una grave forma depressiva, basso livello di glucosio nel sangue (ipoglicemia cronica), continui attacchi di mal di testa lancinanti, scotomi che le disturbavano la vista, numerose allergie, candidosi (tutti sintomi collegati alla sindrome da lievito), calcoli renali e gravi disturbi emotivi
– provocati dal divorzio, dopo diciassette anni di matrimonio, da un marito alcolizzato e dalle preoccupazioni per i tre figli adolescenti che, seguendo l’esempio del padre, avevano cominciato a fare uso di droghe e bere alcoolici. Indubbiamente la donna era afflitta da una tensione emotiva e mentale insostenibile.
Dopo aver ricevuto la conferma della presenza del carcinoma, prese appuntamento
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con un altro oncologo specializzato in radioterapia e, mentre si trovava nello studio del medico in attesa di essere visitata, si sent`ı raggelare il sangue alla vista di quelle persone deboli, gravemente malate, con fasciature in tutto il corpo che, sedute nelle sedie a rotelle, attendevano il loro turno. La donna non riusc`ı a sopportare l’idea di vivere in quelle condizioni disperate e lasci`o l’ambulatorio senza aver parlato con lo specialista.
Mentre guidava verso casa in preda alla disperazione, la signora Lennox cominci`
o a notare che alcuni prati delle case del suo quartiere erano rigogliosi e di un bel verde brillante mentre altri erano avvizziti e malati. Consider`o che se il concime giusto poteva incentivare la crescita dell’erba perch´e l’organismo umano non avrebbe potuto comportarsi nello stesso modo? La donna pens`o che con l’alimentazione appropriata forse avrebbe potuto vivere per altri cinque anni o magari fino a quando non avessero trovato una cura. Nella sua mente cominci`o a prendere forma un’idea positiva: ≪Puoi nutrire il corpo e la mente e stare bene di nuovo!≫. Quindi invece di fermarsi a casa, si diresse a un negozio di prodotti biologici per cercare di ottenere dal proprietario consigli sulla nutrizione nonch´Vide che gli scaffali del nego
e maggiori informazioni sui tumori. zio traboccavano di libri sulle diete per dimagrire perci`o domand`
o specificatamente se c’era un libro sulle terapie contro i tumori. Rendendosi conto della situazione in cui si trovava la sua interlocutrice il proprietario del negozio le indic`
o il libro del dottor Gerson, A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases.
≪Il protocollo contro i tumori della terapia Gerson `u duri da seguire ma `
e uno dei pi`e il migliore≫, le disse il proprietario del negozio di alimenti biologici. La donna, disperata vittima del cancro, acquist`o il libro.
Dapprima il programma dietetico del dottorGerson la spavent`o, poi telefon`o al Gerson Institute di Bonita in California e quattro giorni pi`u tardi arriv`o alla clinica di Tijuana in Messico, struttura abilitata a praticare la Terapia Gerson sotto controllo medico.
La donna arriv`
o sola, accompagnata unicamente dal coro di disapprovazione dei suoi familiari. Eppure rest`
o salda nelle sue decisioni. Il tempo le diede ragione.
Le analisi di laboratorio dimostravano un continuo miglioramento e alla fine pot´e ritornare a Sacramento e continuare la terapia di autotrattamento.
Al termine dei due anni di Terapia Gerson, Alexandra Lennox pot´e finalmente affermare di aver vinto la sua lotta contro il carcinoma mammario. Era riuscita a salvare entrambi i seni e si sentiva una persona nuova. Ricominci`o ad avere rapporti sessuali. Una sua amica la descrisse come una donna vivace, comunicativa, intelligente e dall’aspetto “incredibilmente strepitoso”. Dopo altri due anni, si sent`ı piena di energia e di vitalit`
a come non le era mai accaduto.
14.1 Terapia Gerson standard per malattie degenerative: riassunto
Cosa fece Alexandra Lennox per ritrovare il benessere fisico, estirpare il tumore ed eliminare gli altri problemi di salute? Illustriamo di seguito il programma standard per le
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malattie degenerative previsto dalla Terapia Gerson.
Questo capitolo contiene il protocollo standard della Terapia Gerson e sar`a seguito da quei malati affetti da patologie degenerative che non possono far fronte alla complessit`a del trattamento ordinario. Nel presente capitolo analizzeremo i seguenti punti:
❇ Perch´e evitare di bere acqua quando si segue la Terapia Gerson per eliminare gravi problemi di salute.
❇ Perch´e assumere regolarmente l’estratto di ormone tiroideo per cinque volte al giorno.
❇ Perch´e assumere otto gocce al giorno di soluzione di Lugol (ioduro di potassio, met`a concentrazione) come terapia antitumore.
❇ Perch´e assumere il composto di potassio sotto forma di soluzione liquida, nella dose di 4 cucchiaini per dieci volte al giorno equivalenti a 2 grammi o 50 mEq di acetato di potassio, gluconato di potassio e monofosfato di potassio (esclusi i malati oncologici con particolari caratteristiche).
❇ Perch´e consumare 1 cucchiaio di olio di semi di lino spremuto a freddo due volte al giorno (riducendo la dose a 1 cucchiaio al giorno dopo quattro settimane).
❇ Perch´e seguire la procedura della preparazione dei succhi che prevede l’assunzione giornaliera di tredici bicchieri da 250 ml di succhi di carote/mele, di carote, di verdure a foglie verdi, e/o di arancia.
❇ Perch´e assumere niacina nella dose di 50 mg sei volte al giorno.
❇ Perch´e assumere un integratore a base di pancreatina porcina, tre compresse da 325 mg quattro volte al giorno.
❇ Perch´e fare ogni giorno un’iniezione intramuscolare di estratto di fegato/vitamina B12, nella dose di 100 mcg di B12 con 3 cc di estratto di fegato crudo.
❇ Perch´e assumere un supplemento di Acidol (betaina, acido cloridrico e pepsina) due capsule per tre volte al giorno prima dei pasti.
❇ Perch´e assumere il coenzima Q10 a dosaggio variabile.
❇ Perch´e assumere il laetrile (amigdalina) utile per tutti i tumori primari ma specificatamente per le metastasi dei tumori ossei.
❇ Perch´e usare il Wobe-Mugos o il Megazyme Forte, enzimi che contrastano la formazione di gas intestinali e riducono la massa tumorale.
❇ Perch´e assumere il lievito di birra pur considerando i suoi effetti negativi e positivi (per esempio `e controindicato per i pazienti oncologici).
❇ Perch´e ricevere ogni giorno cinque enteroclismi da 1 litro a base di caff`e per un periodo variabile fino a due anni.
❇ Perch´e assumere olio di ricino (per via orale o rettale) a giorni alterni a scopo terapeutico.
❇ Perch´e modificare la terapia dopo il primo anno.

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Essendo i punti cardine della Terapia Gerson, le brevi descrizioni che forniamo in questo Capitolo in parte riprendono le istruzioni relative alla terapia di cui abbiamo gi`a parlato nei Capitoli precedenti (o di cui parleremo in seguito). In realt`a questo Capitolo pu`
o essere considerato come il fulcro di tutto il libro a cui fanno riferimento i lettori in cerca di aiuto per se stessi o per i propri cari al fine di sconfiggere le patologie degenerative di qualsiasi natura ma soprattutto le varie forme di tumore e leucemia.
14.1.1 Perch´e evitare di bere acqua
Per mantenere le funzioni dell’organismo in ottimo stato in genere si consiglia di bere circa 2 litri di acqua al giorno. Le regole della Terapia Gerson, invece, sono diverse. Dobbiamo analizzare la funzione dell’acqua da diversi punti di vista per capire il perch´e di questo cambiamento.
In primo luogo quando si segue una dieta ricca di sale aumenta anche lo stimolo della sete perch´e la fisiologia umana ha bisogno di una quantit`a sufficiente di acqua per diluire il sodio in eccesso. Se il sodio `e troppo concentrato pu`o causare alterazioni alla composizione del siero ematico e alle cellule.
Il sodiopresente nelsale pu`ouccidere. LanotiziadellamortediLeroyElders,unneonato inglese di tre mesi, ha fatto il giro del mondo. Il bimbo mor`ı il 27 luglio del 1999 a causa di una overdose di sale dopo che i suoi giovani genitori lo avevano nutrito con cibi per adulti. Riportando la notizia i giornali londinesi scrissero che i genitori avevano alimentato il bambino con cereali per colazione e pur`e di patate con sugo di carne perch´e gli alimenti per neonati costavano troppo. Dall’autopsia risult`o che ≪l’organismo di Leroy conteneva nove grammi di sale mentre la razione giornaliera raccomandata per un maschio adulto `a di sodio era troppo elevata perch´
e di sette grammi. La quantit`e i reni del bimbo riuscissero a trasformarla e ha finito per provocarne la morte per avvelenamento≫.
In secondo luogo, la sete `
e accentuata da una dieta con alto consumo di proteine animali e grassi. I prodotti intermedi o finali della digestione delle proteine e dei grassi interferiscono con il funzionamento dell’organismo e provocano la sensazione di sete. Gli specialisti della nutrizione hanno osservato che chi segue una dieta esclusivamente a base di frutta in genere non ha sete. La frutta contiene acqua distillata allo stato naturale ed `
e facilmente digeribile senza causare nessun residuo tossico, quindi l’organismo non ha bisogno di altri liquidi.
I motivi per cui il dottor Max Gerson proibiva ai pazienti che seguivano la Terapia di bere acqua sono molteplici. Innanzitutto la dieta Gerson prevede l’assunzione giornaliera di tredici bicchieri da 250 ml ciascuno di succo appena preparato – un bel po’ di liquido. In secondo luogo i pazienti della Terapia Gerson mangiano una zuppa priva di sale due volte al giorno e quindi introducono ulteriori liquidi. In tutto, questi due elementi cardine
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della terapia Gerson forniscono un’assunzione giornaliera di liquidi di circa 4 litri, che `e pi`u che sufficiente per le necessit`a del corpo umano.
Alcuni pazienti, tuttavia, possono sentire la necessit`a di introdurre altri liquidi, oppure svegliarsi nel cuore della notte ed aver bisogno di bere. Visto che non `e consentito bere acqua possono prendere tisane come infusi alla menta, ai fiori di arancio, ai fiori di tiglio, e/o tahebo (lapacho o pau d’arco). Si consiglia di riempire un thermos di tisana e lasciarlo sul comodino vicino al letto durante la notte. Inoltre se il malato fatica ad addormentarsi, pu`o bere infusi di valeriana o camomilla che conciliano il sonno.
In terzo luogo il dottor Gerson non consentiva ai pazienti di bere acqua perch´e questa tende a diluire gli acidi dello stomaco e i succhi digestivi dell’apparato gastrointestinale. `
E risaputo che spesso i pazienti affetti da malattie croniche non producono succhi gastrici a sufficienza e per questo `e sconsigliabile bere acqua. Il dottor Gerson osserv`o che be-vendo acqua i processi digestivi erano rallentati con conseguente formazione di gas e comparsa di dolori intestinali. Al contrario, se questi problemi intestinali erano gia`presenti, gli infusi di menta aiutavano la digestione e alleviavano la tensione creata dai gas intestinali o da altri disturbi digestivi. Da notare che il t`e sia nero che verde contenente caffeina (simile a quella del caff`e) deve essere considerato come una droga e quindi la Terapia Gerson ne vieta il consumo.
In quarto luogo la qualit`a dell’acqua distribuita dalla rete idrica americana e spesso
`tossica. Infatti in pi`u del 60% delle citt`a o agglomerati urbani l’acqua del rubinetto addizionata con cloro o fluoro provoca l’insorgenza di malattie. Il cloro e il fluoro sono sostante altamente nocive; fanno parte della famiglia degli alogeni e hanno proprieta`simili. Il fluoro, secondo in tossicit``o
a solo all’arsenico, e estremamente attivo e pu`soppiantare gli altri elementi meno attivi della famiglia, cio`
e cloro e iodio. Il fluoro `e rifilato ai cittadini americani con l’aiuto
e cancerogeno, un veleno mortale che `dell’American Dental Association1.
Originariamente il fluoro era un sottoprodotto altamente tossico dell’alluminio. Quando fu immesso nel sistema fognario delle citt`a provoc`o la morte di milioni di pesci nei fiumi e alla fine questa pratica fu vietata. Da allora lo smaltimento del fluoro deve seguire procedure speciali e molto costose. L’industria trov`o un modo per vendere il fluoro in grandi quantit`a invece di doverlo smaltire vale a dire aggiungerlo all’acqua potabile. Inoltre, riuscirono ad ottenere il sostegno anche dell’American Dental Association (questa non fu un’idea originale dell’ADA).
14.1.2 Perch´o danneggiare la tiroide.
e bere acqua fluorizzata pu`
Lo iodio `
e un elemento essenziale per l’organismo perch´e stimola la tiroide a produrre tiroxina. Questo ormone riveste un ruolo di importanza fondamentale perch´e controlla `
il metabolismo, la velocit`a con cui sono bruciati gli alimenti. E anche parte essenziale del sistema immunitario. La tiroxina controlla, attraverso le variazioni della temperatura corporea, il normale livello della temperatura o della febbre nel caso in cui ci sia bisogno di superare un’infezione in atto.
1Associazione americana dei medici dentisti, N.A.T.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Se l’assunzione di fluoro (o cloro) con l’acqua potabile causa una riduzione della funzione tiroidea, lo iodio viene eliminato dalla tiroide; di conseguenza il sistema immunitario si indebolisce. La fisiologia umana ``
e attaccata da tre patologie: (1) non e in grado di manifestare la febbre, (2) si manifestano allergie e infezioni, (3) gli alimenti non sono bruciati adeguatamente. Queste tre patologie portano a una mancanza di energia e all’immagazzinamento di calorie sotto forma di grasso in eccesso. Per cui bere acqua fluorizzata o clorata pu`
o provocare la comparsa di disfunzioni tiroidee. Un ulteriore problema collegato al rallentamento delle funzioni tiroidee `
e lo sviluppo di depositi ateromatosi nelle arterie che d`
a luogo all’arteriosclerosi o all’indurimento delle arterie. Di conseguenza il cuore, il cervello e le estremit`a non ricevono abbastanza sangue. Troppo spesso infarti e crisi cardiache sono causati da arteriosclerosi. L’endocrinologo Broda Barnes, M.D. ha dimostrato che c’`e una relazione diretta tra abbassamento delle funzioni tiroidee e crisi cardiache. Somministrando estratto di ormone tiroideo ai suoi pazienti, il dottor Barnes `e stato in grado di far regredire l’arteriosclerosi e superare i problemi cardiaci.
Considerati i risultati ottenuti nella cura di queste patologie attraverso la somministrazione di ormone tiroideo, diventa ovvio perch´e ai pazienti che seguono la Terapia Gerson si prescrive di assumere estratto di ormone tiroideo cinque volte al giorno. Inoltre, in presenza di un rallentamento delle funzioni tiroidee aumenta la percentuale di insorgenza di tumori. Anni fa, in alcune aree degli Stati Uniti, si not`o che un numero insolitamente alto di persone soffriva di gozzo (malattia di Graves) che si manifesta con l’ingrossamento della tiroide nel tentativo di produrre pi`u tiroxina.
Le cause di questo problema erano da ricercare nella mancanza di iodio nel terreno e nella dieta delle persone che abitavano in quelle regioni. Se la dieta fornisce un quantitativo adeguato di iodio, in genere la ghiandola si riduce ritornando alle normali dimensioni. In quell’evenienza fu notato che in quelle zone dove si era manifestato il fenomeno del gozzo c’era anche un’alta incidenza di tumori. Nello sforzo di fornire alla popolazione di quelle aree un supplemento di iodio, il governo degli Stati Uniti introdusse il “sale iodato”. Poich´e il sale `e consumato da tutta la popolazione, i burocrati pensarono che aggiungere iodio al sale sarebbe stato un modo per fornire quel particolare minerale all’intera popolazione. Difatti ebbero ragione il fenomeno scomparve quasi completamente poco tempo dopo l’introduzione del sale iodato.
14.1.3 Perch´
e la Terapia Gerson richiede la somministrazione della soluzione di Lugol
Il sale iodato per`o mette in campo un nuovo problema: come dimostrato dalla morte di un neonato di tre mesi di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, il sale `
e un elemento chimico mortalmente dannoso. Il dottor Gerson scopr`ı che l’insorgenza di tutte le malattie croniche `
e contrassegnata da una perdita di potassio cellulare e dall’invasione di cloruro di sodio, il composto chimico aromatizzante che include anche il sale. Il sale inibisce la produzione enzimatica a livello cellulare, inoltre favorisce una mitosi cellulare (divisione cellulare) eccessiva, in altri termini promuove la diffusione del
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tumore. In conclusione, si deve evitare di assumere sale pur cercando di trovare in altri alimenti lo iodio di cui l’organismo ha bisogno.
Per ripristinare le normali funzioni tiroidee e il metabolismo basale nonch´e la pi`u importante delle funzioni fisiologiche dei suoi pazienti cio`e il sistema immunitario, il dottor Gerson introdusse l’uso della soluzione di Lugol a concentrazione dimezzata. Si tratta di una soluzione al 5% di ioduro di potassio, iodio e acqua. Questa soluzione permette ai malati, cos`ı pure alle persone sane, di assumere iodio senza ingerire il sodio nocivo.
14.1.4 Soluzione di composto di potassio
I pazienti che hanno una storia di insufficienza cardiaca, infarto del miocardio, attacchi ischemici transitori o altri tipi di complicazioni cardiovascolari devono sottoporsi a un emocromo completo prima di cominciare a prendere il potassio. Diversamente il protocollo della Terapia Gerson raccomanda la somministrazione della soluzione di composto di potassio nella misura di 4 cucchiaini per dieci volte al giorno. Questo dosaggio equivale a circa 3,5 grammi o 50 mEq di ciascun componente della soluzione cio`e di acetato di potassio, gluconato e monofosfato (in totale 14 grammi o 150 mEq al giorno).
I pazienti che seguono la Terapia Gerson e che hanno una storia di insufficienza o disfunzioni renali, gastrite, nausea, metastasi ossee importanti, o problemi dovuti a emorragie, dovrebbero cominciare con 1 cucchiaino di soluzione di potassio per dieci volte al giorno. Lentamente `e il malato sia tenuto sotto
e possibile aumentare il dosaggio purch´stretto controllo da un medico abilitato a praticare la Terapia Gerson.
14.1.5 Come eliminare fluoro e cloro dall’acqua potabile
Per mantenere la tiroide perfettamente funzionante `
e indispensabile che una persona sana, e ancor di pi`
u un malato che segue la Terapia Gerson, eviti di ingerire cloro e fluoro che danneggiano la tiroide. Se l’acqua distribuita dalla rete idrica `e addizionata con cloro `
e possibile eliminare il cloro bollendo l’acqua.
Tuttavia con la bollitura non si eliminano gli effetti tossici del fluoro. Al contrario, poich´e il fluoro `e aggiunto all’acqua sotto forma di fluoruro di sodio, cio`e un sale, bollendo l’acqua si ottiene una pi`u alta concentrazione di fluoruro. Parte dell’acqua evapora e quindi rimane meno volume in cui diluire i sali di fluoruro.
In commercio sono disponibili vari tipi di filtri sempre pi`u utilizzati da persone coscienti della cattiva qualit`a dell’acqua. Sfortunatamente questi filtri rimuovono gran parte dei fluoruri ma non tutti; anche una percentuale minima di fluoruro presente nell’acqua `Quin
e dannosa e difficilmente tollerata da persone gravemente malate. di, se l’acqua del rubinetto `
e fluorizzata deve essere distillata per rimuovere tutti i sali
`
di fluoruro e renderla accettabile da un paziente sottoposto alla Terapia Gerson. E importante che il purificatore d’acqua sia provvisto di filtro al carbonio perch´
e alcune
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particelle volatili come i benzeni in commercio e altri solventi superano il processo di distillazione.
Sono stati pubblicati numerosi articoli sui pericoli a cui si pu`
o incorrere se si beve `
acqua distillata. E stato affermato che l’acqua distillata “lava via” i minerali dall’organismo. Questa eliminazione, se veramente si verifica, non costituisce un problema. Innanzitutto i minerali contenuti in alcune acque di sorgente sono inorganici e difficilmente assorbibili (`e per questo che abbiamo bisogno di mangiare prodotti vegetali: contengono enzimi che convertono i minerali inorganici in organici facilmente assimilabili dall’organismo umano). Per di pi`
u questi minerali inorganici non sono equilibrati; spesso contengono troppo sodio e calcio oltre ai nocivi nitrati e nitriti. In alcuni casi, fornitori di acque potabili e acqua in bottiglia, pensando di fare bene, aggiungono una percentuale di fluoruro all’acqua. E ci`o `e decisamente sbagliato!
Si deve sottolineare che i minerali necessari all’organismo non devono provenire dall’acqua che si beve ma dalla frutta fresca, da insalate e succhi di verdura presenti in grande quantit`a nella dieta della Terapia Gerson.
`
E plausibile domandarsi: se i pazienti che seguono la Terapia Gerson non possono `
bere acqua, perch´e preoccuparsi della sua purezza? Le risposte sono molteplici. E vero che ai pazienti della Terapia Gerson non `e concesso bere acqua, tuttavia con l’acqua si preparano le zuppe, gli infusi e si cuociono le verdure.
Ancora pi`u importante `
e il fatto che i pazienti ricevono da tre a cinque enteroclismi al giorno e questi sono preparati con acqua. Gli enteroclismi curativi hanno un’enorme importanza nel processo di disintossicazione del fegato. Ricordiamo che il colon `e un organo con elevate capacit`a di assorbimento e durante gli enteroclismi a base di caff`e esso non assorbe solo la caffeina ma anche gli additivi chimici presenti nell’acqua. L’acqua usata per gli enteroclismi deve essere pura sotto ogni punto di vista.
La molecola di fluoruro `
e molto piccola e attiva; arriva velocemente nel flusso sanguigno non solo attraverso il colon ma anche attraverso la pelle. L’acqua usata dal paziente per soddisfare tutti i suoi bisogni come la preparazione di zuppe, t`e, pietanze, enteroclismi e lavaggi esterni deve essere assolutamente esente da cloro, fluoro e altri inquinanti.
L’acqua per uso interno deve essere purificata. Chi segue il consiglio dell’American Dental Association e dei suoi membri e ingerisce fluoro non fa che intossicare il proprio organismo. Purificando l’acqua si pu`o eliminare questo pericolo.
14.1.6 Perch´
e assumere olio di semi di lino spremuto a freddo
Curando i malati affetti da tubercolosi e da altre malattie croniche, il dottor Gerson si rese conto che la dieta doveva soddisfare anche il loro fabbisogno di acidi grassi essenziali. Fino a quando non scopr`ı che i pazienti oncologici non riuscivano a tollerare nessun tipo di grasso il dottor Gerson era solito aggiungere alla dieta dei pazienti non oncologici del tuorlo d’uovo crudo e un po’ di burro non salato. Tuttavia non appena le formazioni tumorali dei malati oncologici scomparivano, cercava di integrare il loro regime alimen
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tare con un po’ di olio, tuorlo d’uovo o burro scoprendo per`o che i tumori tendevano a riformarsi.
Poich´e altri medici o ricercatori non erano in grado di fare studi su malati oncologici guariti, non disponeva di nessun punto di riferimento in relazione ai motivi di questa ricomparsa. Non gli rimaneva che condurre esperimenti sui suoi pazienti. Scelse alcuni pazienti affetti da tumori esterni (tumori cutanei come un’infiammazione del torace) le cui lesioni erano facilmente osservabili. Quindi, dopo aver ottenuto la remissione del tumore con molta cautela introdusse nella dieta di ciascun paziente un tipo di olio alimentare. Immancabilmente dopo una o due settimane le lesioni che erano gi`
a guarite o erano chiuse si riformavano a causa della ricomparsa del tumore. Non appena toglieva quell’olio o grasso dall’alimentazione, il tumore scompariva di nuovo.
Il dottor Gerson tent`o tutti i tipi di oli polinsaturi, quelli monoinsaturi come l’olio di oliva, oli di noci e di semi e molti altri. Scopr`ı che nessuno di questi era indicato per i pazienti oncologici in fase di remissione o di ripristino delle funzioni dell’organismo. Per questo motivo nel suo celebre libro A Cancer Therapy – Results of Fifty Cases specific`o chiaramente che “nessun olio e nessun grasso” deve essere incluso nella terapia dei malati.
Infine arriv`o alla conclusione che dovevano passare diciotto mesi, molto tempo dopo che l’apparato dirigente e gli organi fondamentali avevano ricominciato a funzionare normalmente, prima di poter somministrare a questi pazienti una quantit`a minima di burro non salato o di olio vegetale. Ma non abbandon`o le sue ricerche visto che si rendeva conto dell’importante ruolo svolto dagli acidi grassi essenziali. Finalmente nel 1958, anno della pubblicazione del suo libro nonch´o
e suo ultimo anno di vita e di lavoro, gli capit`fra le mani una ricerca che la dottoressa Johanna Budwing, Ph.D., aveva condotto sui grassi acidi essenziali. La dottoressa Budwing (che vive tuttora in Germania ed `
e stata candidata al premio Nobel per la medicina) aveva scoperto che l’olio di semidilino `
e diverso da qualsiasi altro olio o grasso alimentare e che giova ai malati oncologici senza causare alcun tipo di inconveniente.
Era una strana coincidenza. Il dottor Gerson si ricord`o che l’attivit`a di suo padre consisteva nella spremitura di semi di lino, ma non aveva mai pensato che un giorno avrebbe usato questo prodotto per curare i suoi pazienti. Difatti scopr`ı che l’olio di semi di lino possedeva la capacit`
a di aumentare l’efficacia della sua terapia; a quanto pare gli acidi grassi favorivano il trasporto della vitamina A (betacarotene) attraverso il circolo sanguigno aumentando la risposta immunitaria del paziente. Oltre a questa caratteristica, l’olio di semi di lino `e due acidi grassi essenziali
e ricco di acido linoleico e linolenico cio`omega-3 che stimolano la dissoluzione dei depositi ateromatosi dell’arteriosclerosi migliorando la circolazione sanguigna. Di conseguenza, usando l’olio di semi di lino il malato (o anche la persona sana) stimola ulteriormente il buon funzionamento del proprio organismo. Fortunatamente oggi `e possibile trovare olio di semi di lino ottenuto da semi provenienti da coltivazioni biologiche e pressati a freddo (poich´e il calore danneggia le propriet`a dell’olio); si dovr`
a preferire un prodotto venduto in bottiglie scure che impediscono alla luce di ossidare il prodotto e conservate in frigorifero dal gestore del negozio di alimenti naturali. Ovviamente e indispensabile proteggere l’olio dall’aria,
`dalla luce e dal calore per evitare che irrancidisca.
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Il suo sapore ricorda quello delle noci ed `e indicato per condire insalate in sostituzione di altri oli. L’olio appena prodotto e venduto quasi immediatamente pu`
o essere conservato in freezer per circa sei mesi e in frigorifero per tre mesi se la confezione non e`ancora stata aperta. Infatti, dopo l’apertura della bottiglia, l’olio di semi di lino deve essere consumato nel giro di tre settimane anche se conservato in frigorifero. L’olio di semi di lino non deve mai essere riscaldato, o utilizzato per cuocere, arrostire o friggere. Inoltre non `e consigliato versare l’olio di semi di lino nelle zuppe calde o sulle patate al forno se sono ancora bollenti: prima di aggiungere l’olio aspettate che le patate si siano raffreddate. Si sconsiglia di mangiare i semi di lino, interi o spezzati: `
e l’olio che contiene le sostanze medicamentose. I pazienti, inoltre, dovrebbero attenersi alle dosi indicate (evitando sovra o sottodosaggi) per ottenere gli effetti terapeutici desiderati.
Per le ragioni esposte, l’olio di semi di lino non compare nel libro del dottor Gerson il quale non indic`o neppure in che dosi dovesse essere somministrato. Fortunatamente abbiamo recuperato una lettera inviata dal dottor Gerson al suo caro amico, il premio Nobel Albert Schweitzer, in cui descrive non solo i buoni risultati ottenuti col consumo di quest’olio ma anche le dosi da usare. Il dottor Gerson scrive che durante le prime quattro settimane di cura, i malati possono usare 2 cucchiai di olio di semi di lino al giorno (1 cucchiaio a pranzo e 1 a cena). Poi nei mesi successivi la dose `
e ridotta a un solo cucchiaio al giorno. L’Istituto Gerson segue questa prescrizione con ottimi risultati. Per alcuni pazienti la quantit`a di olio di semi di lino `e stata modificata in base a diversi fattori: esame degli elettroliti del siero, livello di colesterolo HDL e LDL e livello dei trigliceridi.
14.1.7 Supplemento di niacina /Acido nicotinico (vitamina B3)
L’uso di integratori a base di niacina `e consigliato per pazienti oncologici che non sono gi`a stati trattati con chemioterapia oppure che hanno seguito trattamenti chemioterapici in forma molto lieve e che non sono stati sottoposti a interventi chirurgici di nessuna natura. La niacina costituisce parte integrante del protocollo della Terapia Gerson ed e`somministrata nella dose di 50 mg sei volte al giorno.
La niacina `e controindicata per pazienti con una storia di emorragie, ulcere e gastriti, per quelli che seguono una terapia a base di deltacortisone o altri steroidi e Coumadin.
Diversamente, i pazienti con insufficienza epatica, tumore al fegato primario o metastatico, epatite di qualsiasi tipo (A, B, C, D o E) o cirrosi epatica possono assumere da 100 mg a 150 mg di niacina al giorno.
14.1.8 Supplemento di Pancreatina
Il dottor Gerson scrisse: ≪Ho trovato che la pancreatina [enzima pancreatico che si trova nell’estratto di pancreas di maiali proveniente dalla Nuova Zelanda] in molto casi `
e un valido aiuto. Sebbene alcuni pazienti non tollerino la pancreatina, la maggioranza soffre meno di disturbi digestivi, gas e spasmi intestinali e ha minori difficolt`
a a recuperare peso e forze. Le compresse sono somministrate dopo la disintossicazione dell’organismo; ogni
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compressa non rivestita contiene 5 grani di principio attivo. Al paziente vengono date da tre a quattro compresse tre volte al giorno dopo i pasti, in seguito il dosaggio viene ridotto≫.
Proprio come faceva il dottor Gerson, anche il dottore Michael B. Schachter M.D., medico specializzato in medicina complementare e alternativa di Suffern, New York, prescrive spesso enzimi pancreatici da assumere con i pasti per favorire la digestione di proteine, grassi e carboidrati.
Questi enzimi svolgono anche un’azione pi`
u mirata contro i tumori; assumendo la pancreatina nell’intervallo fra i pasti, alcuni di questi enzimi sono assorbiti intatti e possono avere effetti benefici per i malati oncologici. Fra questi effetti si devono ricordare l’azione anti-infiammatoria e la tendenza a sciogliere lo strato protettivo attorno alle cellule tumorali.
Gli enzimi pancreatici nella pancreatina ≪digeriscono la membrana proteica che protegge le cellule tumorali e che impedisce al sistema immunitario di distruggerle≫, spiega il medico newyorkese Robert C. Atkins, M.D. specialista di medicina alternativa e complementare. Infatti gli enzimi pancreatici rimuovono lo “scudo” che altrimenti consenti
`
rebbe alle cellule di proteggersi. Il dottor Atkins afferma, ≪E stupefacente quante terapie antitumorali efficaci fino ad ora analizzate inseriscano l’uso di enzimi pancreatici≫.
14.1.9 Iniezioni di estratto di fegato crudo e vitamina B12
I pazienti affetti da malattie degenerative trarranno giovamento da una dose giornaliera di 100 mcg di vitamina B12 (cianocobalamina) con 3 cc di estratto di fegato crudo iniettata per via intramuscolare. A meno che il paziente non abbia un livello troppo elevato di vitamina B12 nel sangue o non manifesti una reazione allergica alla vitamina B12, non sono conosciute controindicazioni a questo uso.
14.1.10 Assunzione di capsule di Acidol prima dei pasti
Ai pazienti che non dimostrano complicazioni `
e prescritta l’assunzione di due capsule di Acidol, cio`e betaina cloridrica e pepsina prima dei pasti. Tuttavia, l’Acidol `
e sconsigliato a pazienti affetti da ulcera gastrica, gastrite, nausea grave, emorragie intestinali o disturbi esofagei e a quei pazienti che seguono una terapia a base di Coumadin contemporaneamente alla Terapia Gerson.
14.1.11 Supplemento di coenzima Q10
Pressoch´e classificato come una vitamina, il coenzima Q10 e fondamentale per la pro
`duzione di energia sottoforma di adenosintrifosfato (ATP) negli organismi viventi che utilizzano ossigeno. Non e una vera e propria vitamina perch´e l’organismo produce il
anto meglio.

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#3 atacry

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Inviato 13 May 2011 - 05:23 AM

`proprio CoQ10.
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Il CoQ10 svolge un ruolo di vitale importanza nel sistema antiossidante dell’organismo. Quando combinato con la vitamina E, il selenio e il beta carotene il CoQ10 pu`o indurre la riduzione significativa del danno causato dai radicali liberi su fegato, reni e cuore.
Il Gerson Institute raccomanda una dose giornaliera iniziale di 90 mg di coenzima Q10 Se non si manifestano effetti collaterali (principalmente tachicardia o aritmia) `e possibile portare la dose a 300 mg il secondo giorno e a 600 mg il terzo giorno e quelli successivi.
14.1.12 Importanza del supplemento di laetrile
≪Dopo aver osservato per anni pazienti prendere amigdalina [laetrile], posso affermare in completa sicurezza che non `e tossica n´
e n´e inefficace≫, afferma il dottor Douglas Brodie, M.D., di Reno in Nevada. ≪Non credo neppure che sia una cura o panacea per il cancro. La mia esperienza diretta, come quella di molti altri medici di tutto il mondo, e`che l’amigdalina ha la capacit`
a di accrescere la sensazione di benessere del paziente, di alleviare il dolore provocato dal tumore e quindi ridurre la somministrazione di farmaci antidolorifici≫.
Secondo l’oncologo londinese Etienne Callebout, M.D. ≪l’amigdalina dovrebbe essere inserita a pieno diritto nelle terapie antitumorali. Non `e idrosolubile, e ci
e tossica, `sono numerose prove che attestano la sua efficacia contro i tumori≫
L’efficacia del laetrile nel combattere i tumori `
e riscontrabile soprattutto nelle neo formazioni secondarie con un 60% di riduzione delle metastasi polmonari; altre ricerche indicano che `
e in grado di aumentare la vita media residua di pazienti affetti da carcinoma al seno e tumori ossei.
La legittimit`a della somministrazione del laetrile `e assicurata dal successo riscontrato nei pazienti oncologici che ne hanno fatto uso negli ultimi quarant’anni Sebbene la riduzione del dolore avvenga nel giro di dieci o quindici giorni di somministrazione giornaliera, il laetrile `e indicato per le metastasi ossee. Il dottor Brodie consiglia un dosaggio di 9 grammi somministrati per endovena. La somministrazione per via endovenosa pu`
o essere sostituita con 500 mg di amigdalina tre volte al giorno per via orale continuando la somministrazione anche dopo l’accertamento medico della scomparsa del tumore.
14.1.13 Supplemento di Wobe-Mugos o Megazyme Forte
Wobe-Mugos e Megazyme Forte sono composti enzimatici di origine vegetale e animale prodotti in Germania. Entrambi contengono enzimi capaci di scindere le proteine (proteolitici) e usati contro i tumori a scopo preventivo. In questi enzimi sono presenti sostanze enzimatiche come pancreatina, papaina, bromelaina, tripsina, chimotripsina, lipasi, amilasi e rutina (un bioflavonoide) consigliate soprattutto in caso di forti dolori intestinali causati dall’eccessiva presenza di gas. Ricerche sostengono che questi due enzimi concorrono alla riduzione delle masse tumorali. La somministrazione avviene per via intra
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muscolare, orale o rettale (supposte). Questi supplementi contribuiscono a migliorare il metabolismo dei pazienti affetti da malattie degenerative.
14.1.14 Accorgimenti nell’assunzione di lievito di birra
Inizialmente il dottor Gerson aveva inserito il lievito di birra nel suo protocollo terapeutico ma ci`o fu molto prima della comparsa dell’infezione da candida albicans che provoca la sindrome da lievito. Inoltre il lievito faceva parte della terapia indicata per i pazienti oncologici prima dell’introduzione del succo di fegato. Nella maggior parte dei casi, oggi si consiglia raramente l’assunzione di lievito di birra nella cura contro i tumori a causa del rischio sempre pi`
u frequente di contrarre candidosi che provoca la formazione di gas intestinali e conseguente gonfiore addominale. Da un punto di vista clinico non si sono riscontrati benefici apprezzabili a seguito della somministrazione di lievito di birra.
I pazienti oncologici hanno risposto negativamente al lievito di birra e si suppone che questa sostanza non sia pi`u efficace come lo era all’epoca in cui visse il dottor Gerson. Questo `a nei pazienti tumorali che rende il lievito di
e dovuto all’aumento di acidit`birra inadatto per questi malati. Sembra che i funghi responsabili della candida siano sempre pi`
u frequenti nell’organismo umano per effetto dei cambiamenti nelle abitudini alimentari e di altri fattori ambientali.
14.1.15 Gli enteroclismi a base di caff`e sono ampiamente consigliati
Come abbiamo menzionato nei Capitoli dodicesimo e tredicesimo, per i pazienti affetti da malattie degenerative si raccomandano enteroclismi da 1 litro a base di caff`e. Gli enteroclismi devono essere somministrati tutti i giorni per un periodo di tempo fino a due anni, prevedendone una riduzione della frequenza giornaliera. Gli enteroclismi di caff`e favoriscono l’eliminazione delle tossine, delle cellule morte e delle scorie che si sono accumulate nel colon e nel fegato.
Gli enteroclismi di caff`e si preparano con una miscela di caff`e organico che viene lasciato raffreddare a temperatura corporea e introdotto tramite una sacca per enteroclismi. Il caff`e che aumentano il flusso di bile carica di
e contiene sostanze coleretiche cio`tossine dalla cistifellea. Gli enteroclismi di caff`e sono probabilmente gli unici coleretici efficaci citati dalla letteratura medica che possono essere usati pi`u volte al giorno con sicurezza e senza avere effetti tossici.
Gi`a all’inizio del suo approccio terapico il dottor Gerson aveva scoperto che gli enteroclismi di caff`e stimolano un sistema enzimatico complesso che entra nella detossificazione del fegato e di cui abbiamo gi`a parlato nei capitoli precedenti: il sistema enzimatico della glutatione S-transferasi. L’aumentata attivit`a di questi enzimi riduce l’attivit`a dei radicali liberi bloccando l’azione dei cancerogeni responsabili della patologia.
La caffeina, inoltre, stimola la dilatazione dei vasi sanguigni e il rilassamento dei muscoli lisci, aumentando ulteriormente la produzione di bile; tuttavia consumando nor
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malmente il caff`e come bevanda questo procedimento non viene attivato. Difatti l’unico modo per trarre beneficio dal caff`e `e quello di introdurlo nell’organismo attraverso il retto.
14.1.16 Trattamento di routine con olio di ricino
Il protocollo della Terapia Gerson prevede la normale somministrazione di olio di ricino. Il dottor Gerson ne raccomandava l’uso per via orale e rettale per eliminare diarrea tossica, vomito di bile e altre reazioni acute. Egli scrisse: ≪Queste reazioni violente sono unicamente dei segnali che c’`
e un miglioramento in atto, con un’accresciuta produzione di bile, un aumento dell’attivit`
a epatica e dell’eliminazione delle tossine e scorie. Dopo un paio di giorni i pazienti si sentono molto meglio, la circolazione sanguigna `
e migliorata, la pelle ha un colorito pi`
u sano e essi hanno anche un appetito maggiore≫.
`
E possibile ridurre o eliminare tumori e cisti di qualsiasi dimensione facendo impacchi di olio di ricino. Durante uno studio sulle propriet`a immunostimolatrici dell’olio di ricino condotto su un campione di trentasei malati, `
e stato riscontrato che i pazienti a cui venivano applicati impacchi di olio di ricino mostravano un aumento significativo della produzione di linfociti e di altre cellule immunitarie.
14.1.17 Cambiamento della terapia dopo il primo anno di cura
All’incirca un mese dopo la dimissione del paziente (che avviene dopo un periodo di sei e sino a nove settimane di degenza presso una clinica che pratica la Terapia Gerson e l’effettivo inizio della cura) si riducono i dosaggi dei supplementi di ormone tiroideo, potassio e soluzione di Lugol. In genere il dosaggio degli altri presidi curativi viene mantenuto al livello iniziale. Normalmente la somministrazione di potassio passa da 40 cucchiaini a 20 cucchiaini al giorno; la dose di ormone tiroideo scende da 2 a 3 grani al giorno e la soluzione di Lugol `
e ridotta a sei gocce al giorno.
Spesso questi nuovi dosaggi sono mantenuti da nove a quattordici mesi, anche se potrebbero essere necessari ulteriori aggiustamenti in base ai risultati degli esami di laboratorio e di altri metodi diagnostici. Questo costituisce un cambiamento rispetto al protocollo originale presentato dal dottor Gerson nel suo libro oltre quarant’anni or sono. Oggi i pazienti devono attenersi a questi dosaggi pi`u elevati delle tre medicine principali perperiodipi`ulunghirispettoalpassato. Seledosideisupplementisonodiminuitetroppo rapidamente i malati possono andare incontro a difficolt`a con conseguente rallentamento della guarigione o ricadute della malattia.
Il protocollo base della Terapia Gerson `e indicato unicamente per pazienti oncologici o affetti da malattie degenerative che non presentano altre complicazioni. Si devono prevedere modificazioni del programma nel caso in cui il malato si sia sottoposto a trattamento chemioterapico prima di cominciare questa cura naturale e atossica. Come illustreremo nel Capitolo quindicesimo diventa sfortunatamente sempre pi`u difficile curare questo tipo di pazienti.
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Capitolo 15

Protocollo modificato durante la chemioterapia
Nel 1996, la signora F.C., una quarantaseienne insegnante di pianoforte e casalinga, si sottopose a mammografia e a ultrasuonoscopia presso l’ospedale di Stockport dove abitava. Per completare l’indagine diagnostica essa fu sottoposta anche a biopsia con ago aspirato da cui risult`o che era affetta da carcinoma infiltrante di 2,5 centimetri. Durante la mastectomia, le furono asportati quindici linfonodi, quattordici dei quali risultarono maligni. Infine, l’esame ai raggi X mostr`o che il tumore aveva invaso anche i polmoni.
I medici prescrissero un trattamento chemioterapico di dodici cicli che sarebbe durato `
per un anno. E noto che gli agenti citotossici previsti per la terapia sono incredibilmente aggressivi e tendono ad accumularsi nell’organismo.
Ad ogni seduta mensile di chemioterapia, la signora C. diventava sempre piu`debole con forti accessi di nausea e vomito che duravano anche per vari giorni consecutivi e che le rendevano impossibile mangiare e dormire. La paziente perdeva costantemente massa muscolare magra. Come ci disse lei stessa ≪Non riesco neppure a esprimere quanto fu orribile≫. E infine divent`o completamente calva.
La chemioterapia abbass`o drasticamente il numero di globuli bianchi nel sangue causando una grave forma di neutropenia e ci`o indicava che il suo sistema immunitario era stato seriamente danneggiato. Poich´e i neutrofili sono un elemento importante del sistema immunitario, la loro totale soppressione caus`o l’insorgenza di malattie infettive pericolose. Dopo ogni trattamento mensile la paziente soffriva di polmonite, herpes semplice e altre affezioni. Al fine di controllare le infezioni che stavano minacciando la sua vita la malata fu costretta a essere ricoverata al termine di ogni trattamento. Le condizioni della donna diventavano sempre pi`u gravi al punto che i medici furono obbligati a interrompere la chemioterapia dopo nove sedute invece delle dodici previste. Le metastasi ai polmoni non davano segno di miglioramento. Il tumore era rimasto come prima e la donna fu dimessa come malato “terminale” senza che le fosse prescritto nessun altro tipo di trattamento.
La signora C., affetta da tumore allo stadio terminale la cui gravit`a era stata acuita dalla somministrazione di agenti citotossici, apprese da un naturopata della sua citt`a che
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la Terapia Gerson aveva vinto molte battaglie contro il cancro. Nel marzo del 1997 la signora C. arriv`o alla clinica di Tijuana che pratica la terapia Gerson. Essa scrive, ≪Appena arrivata, la clinica Gerson mi trasmise la sensazione di essere un luogo in cui `
e possibile ritrovare il benessere≫.
Ma per questa paziente il processo di detossificazione non fu semplice. Lei continuava a reagire violentemente alla cura a causa della chemioterapia a cui era stata sottoposta; soffriva continuamente di nausea e aveva accessi di vomito ricorrenti. Ciononostante la Terapia Gerson gradualmente ripul`ı il suo organismo eliminando tutte le scorie che aveva accumulato fino a quel momento.
Ci vollero parecchi mesi prima che la terapia riparasse i danni provocati dalla chemioterapia e per circa sei mesi continu`o a soffrire di episodi reattivi o riacutizzazioni a causa dei prodotti chimici che permanevano nel suo organismo. In genere queste reazioni sono osservabili nella maggior parte dei pazienti che hanno immagazzinato le scorie derivanti dagli agenti citotossici e che sono indice di un processo di guarigione in corso.
Finalmente, dopo circa otto mesi di auto-trattamento, la paziente cominci`o a sentirsi molto meglio. Gli amici le dicevano che aveva un aspetto molto pi`u salutare e in effetti anche il suo carattere era molto pi`u allegro e vivace. Lottava ancora contro gli sporadici attacchi di nausea, ma era comunque sorpresa da come il suo stato di salute fosse migliorato.
Al momento della sua dimissione dall’ospedale Gerson, dopo aver seguito il programma alimentare per tre settimane, l’esame radiografico aveva evidenziato un progresso sorprendente: nei polmoni e nel seno la crescita tumorale si era arrestata. Le dimensioni dei tumori rimanevano stazionarie. Il commento della paziente fu: ≪Spiritualmente ed emotivamente so che sto facendo la cosa giusta≫. Dopo un anno di terapia, occasionalmente ricomparivano le reazioni agli agenti citotossici usati durante la chemioterapia. La paziente scrive, ≪Molte volte ho creduto di essere travolta da una tempesta interna alternata a periodi di calma≫. Ma le cose stavano andando per il meglio e la signora C. racconta ≪Adesso la mia pelle `e luminosa, la memoria `e migliorata, i capelli sono ricresciuti folti e sono corposi al tatto anche senza l’uso di balsamo≫.
Fra le varie infezioni che afflissero la donna durante i cicli di chemioterapia ci fu anche un fungo alle unghie dei piedi, soprattutto all’unghia dell’alluce. Nei mesi di Terapia Gerson le zone colpite dal fungo guarirono completamente e ora le unghie hanno di nuovo un aspetto normale. ≪Il solo fatto che le unghie dei piedi siano guarite indica che il mio sistema immunitario sta migliorando; e anche le vene varicose alla gamba destra si stanno riducendo e non sono pi`
u evidenti come prima≫, dice la signora C.
Durante le reazioni alla terapia che si manifestarono verso la seconda met`a del 1997 sulla pelle della donna comparvero delle macchie grigie, gli attacchi di vomito si fecero pi`u frequenti ed erano accompagnati da nausea cos`ı violenta da impedirle di dormire. ≪Era una situazione simile a quella che avevo gi`
a vissuto dopo aver fatto la seduta di chemioterapia≫, ricorda la paziente. I prodotti chimici accumulati nel suo organismo venivano espulsi ma nel contempo gli effetti intossicanti continuavano a farla star male.
La signora C. descrive quei sei mesi di riacutizzazione dei sintomi come un periodo in
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cui le sembrava che l’influenza avesse preso possesso del suo corpo, ma sapeva che quelle reazioni avrebbero segnato una svolta verso la sconfitta del tumore. L’atteggiamento della paziente diventava di giorno in giorno sempre pi`u positivo. ≪La Terapia Gerson non solo guarisce l’umanit`
a ma guarisce l’ambiente≫, ci disse.
F.C. non si `e ancora completamente ristabilita dagli effetti della chemioterapia. Questa donna che `e riuscita a sconfiggere il tumore dopo oltre ventisei mesi di terapia, deve ancora oggi fare i conti con sporadiche crisi e reazioni terapiche. Abbiamo inserito la storia di questa paziente perch´e spesso i malati si rivolgono all’Istituto Gerson per sapere se ci sono pazienti oncologici guariti, pazienti che prima di cominciare la Terapia Gerson siano stati trattati con chemioterapici. La nostra risposta `e che dopo un trattamento chemioterapico il processo di guarigione richiede pi`
u tempo, ma perseverando nella cura, la remissione e certamente possibile`. La storia della signora C. pu`o essere considerata come un esempio paradigmatico di come si possa guarire da un carcinoma della mammella con metastasi ai polmoni anche dopo essere stati sottoposti all’azione di agenti citotossici particolarmente aggressivi. Questo Capitolo `
e dedicato a quei pazienti il cui sistema immunitario `e stato indebolito dalla chemioterapia.
15.1 Che cos’`e la chemioterapia e come agisce
Chemio, il primo elemento di chemioterapia, significa che i prodotti chimici entrano nel processo o procedura e il secondo elemento, terapia, indica che questa procedura `e applicata come “trattamento”. Quindi il termine chemioterapia indica che il trattamento contro i tumori applicato fa uso di prodotti chimici (farmaci).
Questi prodotti chimici sono somministrati allo scopo di distruggere le cellule tumorali interferendo nel loro processo di crescita oppure ostacolandone la riproduzione. I vari farmaci agiscono sul ciclo vitale della cellula in modo diverso l’uno dall’altro: alcuni attaccano la cellula maligna in una o pi`u fasi della crescita e non ostacolano la cellula nelle altre fasi, altri attaccano la cellula durante l’intero ciclo vitale.
L’idea degli oncologi `e quella di ricorrere alla chemioterapia come mezzo principale per ridurre la moltiplicazione delle cellule tumorali o distruggerle completamente. Sarebbe un metodo ideale se, nell’intento di distruggere le cellule maligne, i farmaci utilizzati non intaccassero anche quelle sane; tuttavia quasi tutti gli agenti chemioterapici uccidono le cellule tessutali – patologiche o fisiologiche, malate o sane, mutagene o omeostatiche. La maggior parte degli agenti chemioterapici a disposizione dell’oncologia sono citotossici, dove cito si riferisce a qualsiasi cellula e tossico indica la presenza di una sostanza nociva.
I farmaci citotossici risalgono al 1940 quando uno studio presso la School of Medicine della Universit`a di Yale riconobbe che le azotoipriti usate durante la prima guerra mondiale avevano causato un danno selettivo al sistema linfatico e al midollo osseo dei soldati. Si pens`o che questa propriet`a avrebbe potuto essere utilizzata nel trattamento dei tumori maligni. Di conseguenza, verso la met`a degli anni Quaranta il personale dell’Universit`a di Yale esegu`ı con successo la prima applicazione di chemioterapia modi
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ficando le azotoipriti in modo da poterle usare come farmaci contro il cancro. Da questa pratica si pass`o alla messa a punto di agenti alchilanti dando origine alla terapia citotossica. Caratteristiche principali degli agenti alchilanti come il ciclofosfamide, melfalan e clorambucile, sono che si legano con i normali componenti delle cellule, soprattutto con il loro DNA (acido desossiribonucleico), e li distruggono.
Come in tutte le cellule animali e vegetali anche le cellule cancerogene dell’uomo hanno un DNA. Infatti il tumore si manifesta quando in una parte dell’organismo si verifica una crescita cellulare anomala che danneggia le parti sane semplicemente perch´e un singolo gruppo di cellule cresce e si moltiplica in modo disordinato e incontrollato. Per cui le mutazioni responsabili della crescita anormale e della moltiplicazione incontrollata delle cellule si traducono in una formazione tumorale.
Ci`o che causa questa crescita cellulare anormale `e che il DNA di un tipo di cellule acquisisce la capacit`a di disobbedire o sfuggire ai meccanismi di controllo che garantiscono la normale e ordinata moltiplicazione cellulare. La chiave per comprendere la natura del tumore `e trovare che cosa tiene il DNA in ordine e come le cellule del DNA riescono a sfuggire al controllo. Se i ricercatori medici disponessero di queste informazioni, capirebbero che cosa provoca la formazione del tumore, e quindi potrebbero aiutarci a trovare il modo per prevenirlo.
Non conoscendo appieno i meccanismi che scatenano questo male terribile, chi si deve confrontare con un tumore trarr`a vantaggio nell’adottare il protocollo standard della Terapia Gerson. Tuttavia se il sistema immunitario `e stato compromesso dal trattamento chemioterapico a base di agenti citotossici il paziente dovr`a adottare un protocollo ridotto
o pi`u leggero.
15.2 Protocollo ridotto per pazienti gi`
a trattati con agenti citotossici
Poich´e nelle pagine che seguono ci accingiamo ad affrontare il protocollo della Terapia Gerson indicato per pazienti oncologici che sono stati sottoposti a lunghi trattamenti chemioterapici, questo capitolo costituisce un’altra parte fondamentale del nostro libro. Migliaia di persone che sono affette da tumore si rivolgono alla chemioterapia come primo rimedio quando, probabilmente, dovrebbe essere uno degli ultimi metodi terapeutici da adottare. Sappiate che la chemioterapia degrada ulteriormente un sistema immunitario gi`
a indebolito, senza contare che tutti i farmaci citotossici sono cancerogeni e quindi probabile causa di eventuali futuri tumori.
Il protocollo della Terapia Gerson per malati gi`a trattati con chemioterapici e che seguono il trattamento come pazienti esterni differisce da quello standard. Per esempio il dosaggio dei medicamenti cambia notevolmente anche se non ci sono linee guida con validit`a assoluta. Tuttavia e possibile dare spiegazioni generali sul protocollo ridotto o
`meno intensivo. Si devono tenere in considerazione fattori come il numero dei cicli del `
trattamento citotossico, il dosaggio e anche i farmaci usati. E necessario apportare queste
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modifiche perch´e seguire il protocollo standard potrebbe comportare gravi rischi per un malato gi`a trattato con agenti citotossici.
La presentazione della Terapia Gerson con protocollo ridotto `e specifica per pazienti gi`a trattati con chemioterapia. Partendo da questa base ci proponiamo di aiutarli ad accelerare la risposta alla terapia e a sconfiggere il tumore in modo duraturo. Se un paziente poco informato decidesse di seguire il protocollo completo della Terapia Gerson come descritto al Capitolo quattordicesimo potrebbe rischiare di compromettere una guarigione a lungo termine.
I malati di tumore aumenteranno le loro possibilit`
a di sopravvivenza ed eventualmente di raggiungere la guarigione completa se seguiranno determinati consigli offerti dal Gerson Institute. Queste regole e raccomandazioni sono il risultato di oltre cinquant’anni di esperienza e di informazioni di feedback da parte dei pazienti guariti.
15.3 Danni provocati dalla chemioterapia
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E importante sottolineare che qualsiasi forma di chemioterapia causa un danno irreparabile alla condizione fisica di coloro che si espongono all’azione di agenti citotossici. I farmaci citotossici entrano nel flusso sanguigno tramite via endovenosa o per assorbimento indiretto dallo stomaco o mucosa intestinale dopo di che i farmaci sono trasportati ai siti in cui si ritiene che avvenga la moltiplicazione delle cellule tumorali. Questo tipo di trattamento `e diverso dalla chirurgia o radioterapia che concentrano i loro effetti su punti
o aree specifici dell’organismo. Si fa ricorso alla chemioterapia quando c’`e la possibilit`a che le cellule tumorali possano essersi depositate anche in altre parti del corpo oltre alla sede del tumore primario o che possano essere portate in circolo nell’organismo per via ematica.
Come dimostrato nei Capitoli precedenti raramente la chemioterapia garantisce un periodo di sopravvivenza pari a cinque anni (indicato come “cura”): meno del 15% del periodo di tempo previsto per tutti i tumori. La chemioterapia pu`o temporaneamente arrestare l’anomala crescita cellulare oppure il farmaco somministrato pu`o alleviare il dolore e fare in modo che il periodo di sopravvivenza si allunghi un po’ di pi`u. Ma, secondo noi, ricorrere alla chemioterapia come primo rimedio `u
e un errore. Tutt’al pi`dovrebbe essere utilizzata come ultimo tentativo, nel caso in cui altri trattamenti meno invasivi abbiano fallito.
Per la predisposizione del protocollo terapeutico l’oncologo pu`u di
o scegliere fra pi`sessantacinque farmaci citotossici e altrettanti sono in via di sperimentazione. Alcuni agenti chemioterapici causano meno problemi di altri sotto forma di effetti indesiderati come insonnia, spossatezza, diarrea, alopecia, stomatite, forte abbassamento dei componenti del sangue e vomito. Questi sono gli effetti collaterali immediati e conosciuti perch´e sono visibilmente riscontrabili.
Ci`o di cui il paziente e l’oncologo discutono raramente sono gli altri effetti indesiderati, quelli pi`
u gravi e duraturi con conseguenze che deteriorano profondamente la vita del paziente.
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Le condizioni fisiche del malato trattato con chemioterapici sono notevolmente compromesse e questo indebolimento deriva (1) dalla riduzione del numero degli elementi che entrano nella composizione del sangue e che sono deputati al trasporto di ossigeno e di altre sostanze nutritive alle cellule; (2) delle mutazioni cellulari che possono causare tumori secondari, come accade di frequente; (3) dalla accelerazione della crescita del tu-more invece della sua riduzione; (4) dalla intossicazione profonda dei tessuti vitali che difficilmente riescono a guarire a meno che le cellule di quei tessuti non siano sottoposte a detossificazione per eliminare i farmaci antitumorali.
Queste manifestazione di indebolimento fisico costituiscono effetti collaterali indesiderati di cui si discute solo di rado ma sono il motivo principale per non sottoporsi a chemioterapia con agenti citotossici.
Di seguito esaminiamo alcuni degli effetti collaterali indesiderati a cui abbiamo accennato a prescindere dalle apparenti condizioni fisiche del paziente che `e stato sottoposto a trattamento chemioterapico.
15.3.1 Basso conteggio delle cellule del sangue
Il prolungato abbassamento numero delle cellule del sangue indotto dalla chemioterapia causa astenia, apatia, fatica cronica, spossatezza, depressione, prostrazione generale. Per esempio, un ridotto numero di globuli bianchi fa s`ı che il paziente trattato con chemioterapia sia vulnerabile alle infezioni. Diventa quindi imperativo evitare qualsiasi malattia infettiva come anche un raffreddore o un’influenza. Senza contare che un abbassamento del numero di piastrine causato dalla chemioterapia rende il paziente suscettibile alle escoriazioni ed alle emorragie. Quindi il malato dovr`a fare attenzione a tagli, scottature
o ferite, dovr`a stare alla larga da acido acetil-salicilico, alcoolici, e altri anticoagulanti. Se il numero delle piastrine diminuisce eccessivamente a volte `
e necessario ricorrere a trasfusioni.
15.3.2 Mutazioni cellulari
`
E possibile che ad alcuni anni di distanza dall’ultimo ciclo di chemioterapia, nei pazienti si manifestino forme tumorali secondarie come la leucemia acuta. L’Agenzia internazionale per la ricerca dei tumori (IARC) ha identificato venti agenti onco-soppressori comunemente usati che sono potenti sostanze cancerogene a tutti gli effetti. Questi agenti cancerogeni sono spesso associati con due particolari agenti alchilanti, CytoxanTM e AlheranTM , oltre a quasi tutti gli altri farmaci carcinostatici ormonici. Le combinazioni di questi farmaci nocivi somministrati ai pazienti come “cocktail” sono anche peggiori per i loro effetti collaterali.
Il professor Leonard DeVita, M.D. irriducibile sostenitore della chemioterapia, nel suo rinomato testo scientifico Cancer: Principles and Practice of Oncology1 ammette la presenza di propriet`a cancerogene nei farmaci citotossici. Secondo il dottor DeVita
1Cancro: principi e pratica dell’oncologia, N.d.T.
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≪Le combinazioni di chemioterapici possono aumentare significativamente il rischio di tumori secondari, specialmente leucemia non-linfocitaria. La combinazione di ciclofosfamide, lomustina e vincristina [tre citotossine] porta alla leucemia con un’incidenza del 14% nel giro di quattro anni dalla fine del trattamento. Azotoipriti, vincristina, prednisone e procarbazina per il trattamento della malattia di Hodgkin causano la leucemia nel 17% dei casi. La radioterapia aumenta ulteriormente i rischi di leucemia≫.
15.3.3 Accelerazione della crescita tumorale
Talvolta la crescita tumorale `e accelerata dagli agenti chemioterapici che entrando in contatto con il tumore dovrebbero, invece, stimolarne la riduzione. Sembra che le cellule che costituiscono la struttura del tumore diventino refrattarie ai farmaci e, paradossalmente, sviluppino una maggiore capacit`a di moltiplicarsi e formare metastasi. Questo paradosso `
e stato dimostrato sia da studi clinici su pazienti che da test di laboratorio su cavie.
15.3.4 Tossicit`
a radicata
La chemioterapia costringe i tessuti a subire reazioni complesse nel tentativo dell’organismo di disintossicarsi. Gli agenti citotossici sono elementi altamente intossicanti che l’organismo percepisce come scorie e il metabolismo desidera liberare il suo ambiente interno da questi prodotti di scarto. Durante questo processo si manifestano nell’organismo disturbi evidenti e subclinici.
Gli organi dispongono di diversi modi per denunciare la presenza di questi veleni:
(1) cattivo funzionamento del fegato; (2) continui accessi di diarrea per eliminare la bile irritante; (3) crampi al basso ventre; (4) flatulenza e gas intestinali; e (5) altri disturbi sistemici che si manifestano periodicamente con sintomi simili a quelli influenzali come mal di testa, sudorazione, odori corporei pungenti, debolezza, vertigini, svenimenti, spasmi intestinali e dolori muscolari.
Questi disturbi indicano che scorie prodotte dagli agenti citotossici si sono infiltrate nei tessuti. Sono reazioni da avvelenamento che si manifestano regolarmente anche se in forma leggera. Una volta che la Terapia Gerson riesce ad eliminare le citotossine, queste manifestazioni tendono a ripresentarsi in un fenomeno che il Gerson Institute definisce come “reazioni terapeutiche” simili a quelle descritte dalla signora F.C.
15.4 Trattamento chemioterapico senza manifestare cachessia
Abbiamo affermato che tutti i trattamenti chemioterapici sono tossici; tuttavia, `
e possibile che in alcuni casi non si manifestino i sintomi e i segni dell’indebolimento fisico conseguente al trattamento. Un paziente trattato con agenti tossici pu`o essere affetto da disfunzioni subcliniche ma non manifestare i segni di tali disfunzioni. E in queste circo
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stanze ci troviamo di fronte a una situazione in cui il paziente, pur essendo stato sottoposto a trattamento con agenti citotossici, non manifesta cachessia. Un malato che accetta di seguire la Terapia Gerson dopo essere stato trattato con farmaci sintetici, pu`o anche non soffrire di deperimento fisico, pertanto in questo capitolo indichiamo come dovr`a procedere con la Terapia Gerson. In questo caso, un paziente trattato con farmaci, e che `e stato tanto fortunato da non dover sopportare effetti indesiderati apparenti, probabilmente avr`a mantenuto un appetito normale, avr`a conservato le capacit`a deambulatorie e non avr`a subito una forte diminuzione di peso corporeo. Senza ombra di dubbio stiamo parlando di una persona incredibilmente fortunata.
Ma perfino in questo caso il paziente dovr`a seguire il protocollo ridotto illustrato verso la fine del presente capitolo. Il malato e il personale sanitario specializzato nella pratica della Terapia Gerson dovranno tenere in considerazione il numero di cicli di chemioterapia, i dosaggi e i farmaci utilizzati. Per un paziente trattato con chemioterapia potrebbe essere pericoloso seguire il protocollo completo e invariato della Terapia Gerson a prescindere dal periodo di tempo trascorso dall’ultimo trattamento. Dall’esperienza del personale del Gerson Institute sappiamo che i pazienti gi`a trattati con chemioterapia rispondono pi`u velocemente e si avviano verso una guarigione completa e a lungo termine se seguono il protocollo Gerson “ridotto” o modificato mentre utilizzare il programma pi`u aggressivo andrebbe a scapito della sicurezza e di una guarigione protratta nel tempo. Di conseguenza, consigliamo a quei pazienti oncologici le cui condizioni sono state complicate da trattamenti chemioterapici di seguire la forma modificata della Terapia Gerson illustrata nelle pagine seguenti.
15.5 Protocollo ridotto della Terapia Gerson per pazienti trattati con agenti citotossici
Chi `e affetto da una o pi`u malattie degenerative (compresi i tumori) con una storia di trattamenti chemioterapici dovrebbe adottare il seguente protocollo modificato della Terapia Gerson. Per esempio, come descritto nel libro del dottor Max Gerson, A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases, i succhi appena preparati con frutta proveniente da coltivazioni biologiche sono una fonte apprezzabile di nutrienti oltre ad essere un efficace strumento di disintossicazione dell’organismo. Perci`o i pazienti trattati con agenti chimici dovranno adottare un modo diverso di consumare i succhi vegetali.
15.5.1 Consumo di succhi
Un malato di tumore che sia stato sottoposto all’azione di farmaci tossici dovrebbe iniziare a consumare da 60 a 125 ml di succo di frutta e verdura. All’inizio della terapia si consiglia di eliminare dal regime i tre succhi di sola carota a causa della sua estrema efficacia.
Il dosaggio dei succhi varier`a in base alle condizioni del paziente, dalla sua capacit`a di tollerare i succhi e agli effetti indesiderati che potrebbero manifestarsi. Se il paziente
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pu`o tollerare la quantit`a ridotta di succo, sar`a possibile aumentarne il volume dopo due
o tre giorni. In genere si passer`a da 60-125 ml a 125-185 ml ed eventualmente, dopo un periodo di tempo che va da sette a dieci giorni si potranno consumare le normali porzioni da 250 ml. Infine sar`a possibile introdurre nel programma giornaliero del paziente trattato con chemioterapici anche i tre succhi di sola carota.
Si dovr`a fare molta attenzione e assicurarsi che il paziente continui a tollerare tutti i succhi senza manifestare sintomi apprezzabili di nausea o altri effetti indesiderati. Nel caso in cui queste reazioni dovessero comparire bisogna ridurre le dosi dei succhi alla quantit`a iniziale.
Per quanto riguarda l’assunzione dei succhi, noi raccomandiamo ai pazienti di adottare il seguente programma: ogni giorno si consiglia di ingerire (a) un succo di arancia; (b) quattro succhi di verdure a foglia verde; © cinque succhi di mela/carota e (d) tre succhi di carota. Per ridurre la sensazione di nausea e aumentare la tollerabilit`a ai succhi, aggiungete al succo un po’ di farinata di avena fino al 50% del volume del succo stesso.
15.5.2 Soluzione (liquida) di composto di potassio
La posologia iniziale per l’assunzione della soluzione di potassio `e di 1 cucchiaino dieci volte al giorno che equivale a circa 500 mg o 12,5 mEq di ognuno dei tre composti, cio`e acetato, gluconato e monofosfato di potassio (K). In tutto si assumeranno 1,5 grammi o 37,5 mEq al giorno di soluzione di potassio.
I pazienti che sono in buono stato di salute nonostante la chemioterapia, possono tentare di arrivare a 4 cucchiaini dieci volte al giorno, raggiungendo questo dosaggio per stadi distribuiti su un arco di tempo di dieci giorni, a patto che non si manifestano effetti collaterali. Diversamente i pazienti che non godono di condizioni di salute altrettanto buone, dovrebbero passare a 2 cucchiaini dieci volte al giorno, e facendo particolare attenzione aumentare la dose molto lentamente fino a 3 e poi 4 cucchiaini dieci volte al giorno solo quando sono in grado di tollerarli. La soluzione di composto di potassio ha per`o delle controindicazioni: i pazienti che hanno sofferto di insufficienza renale o disfunzione renale generalizzata, gastrite, nausea, metastasi ossee importanti o che potrebbero avere problemi di coagulazione, inizieranno il trattamento con 1 cucchiaino di soluzione dieci volte al giorno. Il dosaggio pu`o essere lentamente aumentato sempre tenendo sotto controllo eventuali reazioni. Chi ha una storia di insufficienza cardiaca, infarto del miocardio
o collasso congestizio non deve assumere la soluzione di potassio fino a quando gli esiti degli esami del sangue non sono stati valutati da un medico.
15.5.3 Soluzione di Lugol (ioduro di potassio, KI, a concentrazione dimezzata)
La posologia consigliata per la soluzione di Lugol ` Tuttavia,
e di sei gocce al giorno. l’assunzione di questa soluzione presenta controindicazioni per i pazienti trattati con chemioterapici. La soluzione di Lugol non `
e indicata, per lo meno nelle fasi iniziali della
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cura, anche nel caso in cui il malato abbia una storia di allergia allo iodio. Si comincer`a con una goccia e facendo particolare attenzione si potr`a aumentare la dose fino a tre gocce dopo cinque giorni e quindi incrementarla ulteriormente in base alla tolleranza dimostrata dal paziente.
I pazienti con insufficienza epatica, tumori primari o metastasi al fegato, epatite o cirrosi epatica dovrebbero iniziare con una o due gocce di Lugol al giorno per evitare di provocare eventuali emorragie o diminuzione del numero delle piastrine. I pazienti con metastasi ossee assumeranno una dose ridotta di Lugol per evitare un eccessivo deterioramento delle ossa e aumento del dolore. Anche ai pazienti affetti da intossicazione da metalli inizialmente si somministreranno solo una o due gocce al giorno.
15.5.4 Ormone tiroideo
L’ormone tiroideo verr`a somministrato nella dose di 1 grano una volta o due al giorno ma anche in questo caso bisogna tener conto delle controindicazioni come per la soluzione di Lugol. Si devono controllare eventuali segni di ipertiroidismo, compresa tachicardia,
`
ansia, insonnia, tremori. E indispensabile ridurre il dosaggio se si manifesta uno di questi sintomi. Si deve inoltre considerare che attacchi di tachicardia transitori possono rappresentare una reazione tossica o riacutizzazione. I pazienti con una storia di insufficienza cardiaca o altri disturbi cardiaci dovranno iniziare con una dose giornaliera di ormone tiroideo da 2 grani al massimo.
15.5.5 Niacina
Il supplemento di vitamina B3 `
e somministrato nella dose di 50 mg sei volte al giorno. Ci sono alcune controindicazioni per quei malati che presentano insufficienza epatica, tumori primari o metastasi al fegato, epatite o cirrosi epatica; la dose giornaliera di questi pazienti deve rimanere entro 100 e 150 mg. Mentre la niacina `e vietata a chi ha sofferto di emorragie, ulcere o gastriti o che durante la Terapia Gerson segue una cura a base di prednisone, altri steroidi o Coumadin.
15.5.6 Pancreatina
La posologia per la somministrazione dell’enzima pancreatico ricavato dal fegato di maiale `e di tre compresse da 325 mg quattro volte al giorno. La pancreatina `e controindicata ai pazienti affetti da sarcoma.
15.5.7 Iniezioni di estratto di fegato crudo e vitamina B12
Questo supplemento `e somministrato per via intramuscolare una volta al giorno. La dose raccomandata `e di 100 mcg di vitamina B12 con 3 cc di estratto di fegato crudo. A parte
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un’eccessiva produzione di vitamina B12 e reazioni allergiche sporadiche, non si conoscono altre controindicazioni alla somministrazione di vitamina B12 e estratto di fegato crudo.
15.5.8 Acidol
La posologia prevista per l’Acidol, prodotto a base di enzimi gastrointestinali (betaina, acido cloridrico e pepsina) `e di due capsule tre volte al giorno prima dei pasti. I pazienti che soffrono o hanno sofferto di ulcera gastrica, gastrite, forti nausee, emorragie intestinali
o disturbi all’esofago nonch´e quelli che seguono una terapia a base di Coumadin devono astenersi dall’assumere questo coadiuvante delle funzioni digestive.
15.5.9 Coenzima Q10
Pur non essendo una vitamina il coenzima Q10 ha propriet`a assimilabili a quelle delle vitamine. La posologia iniziale sar`a di 90 mg una volta al giorno. Se non compaiono effetti collaterali come tachicardia o aritmia, il secondo giorno si pu`o aumentare la dose a 300 mg al giorno e il terzo giorno arrivare fino a 600 mg e continuare la terapia con questo dosaggio.
15.5.10 Wobe-Mugos e Megazyme Forte
Questi enzimi gastrointestinali sono indicati quando il paziente soffre di formazioni gassose gravi ed eccessive. Alcuni studi indicano che questi enzimi concorrono alla riduzione della massa tumorale.
15.5.11 Laetrile
Il laetrile, conosciuto con il nome generico di amigdalina, `e indicato per il trattamento di metastasi ossee e pu`o essere utile anche per il trattamento dei tumori del polmone. Quando il laetrile `e disponibile, `e usato principalmente come terapia per il dolore e la sua efficacia si manifesta generalmente dopo dieci-quindici giorni dalla prima somministrazione. La posologia `e di 3 grammi (5 cc) per via endovenosa una volta al giorno.
15.5.12 Lievito di birra
Nella maggior parte dei casi si sconsiglia l’uso di questo tipo di lievito alimentare ottenuto dalla produzione della birra perch´e tende a provocare o peggiorare l’insorgenza di sindrome da lievito (candidosi). Inoltre molti pazienti che assumono lievito di birra accusano formazione di gas e di gonfiori addominali in forma acuta.
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15.5.13 Trattamento con olio di ricino
L’uso di quest’olio vegetale `e controindicato per i pazienti che sono stati trattati con chemioterapici. Ciononostante `e possibile introdurre la somministrazione di olio di ricino nel protocollo di questi pazienti dopo aver seguito la Terapia Gerson per un periodo che va da sei a nove mesi. Anche in questo caso si deve fare molta attenzione perch´e gli effetti collaterali che derivano dall’eliminazione dei residui tossici accumulatisi nell’organismo durante la chemioterapia possono manifestarsi in forma estremamente violenta.
L’olio di ricino possiede proprieta disintossicanti molto potenti ed ` `
e in grado di tirare fuori dai tessuti anche quei residui tossici che sono depositati nell’organismo da molto tempo. Questa espulsione pu`o provocare reazioni terapeutiche particolarmente acute.
15.5.14 Enteroclismi a base di caffe`
Come abbiamo dettagliatamente illustrato, i pazienti che sono stati sottoposti a chemioterapia possono ricevere enteroclismi di caff`e da 1 litro due o tre volte al giorno. In alcuni pazienti `e necessario dimezzare la concentrazione della soluzione mescolando 500 ml di camomilla con 500 ml di caff`e. Se necessario la quantit`a di caff`e pu`o essere progressivamente aumentata ma `
e importante fare attenzione a non stimolare eccessivamente il fegato e provocare la comparsa di effetti collaterali derivanti dall’eliminazione dei prodotti tossici lasciati nell’organismo dalla chemioterapia.
15.6 Terapia di follow-up per i pazienti oncologici trattati con chemioterapici
Nel caso del protocollo Gerson modificato `e necessario seguire una terapia di follow-up. Nel corso del primo anno di trattamento si render`a utile modificare la posologia dei presidi curativi. Per esempio, circa un mese dopo la dimissione dalla struttura ospedaliera (probabilmente dopo sei-nove settimane dal momento del ricovero in una clinica Gerson per iniziare la terapia), si apporteranno modifiche ai dosaggi dei supplementi di ormone tiroideo, soluzione di potassio e soluzione di Lugol. Se il paziente aveva seguito un protocollo particolarmente ridotto, si proceder`a a un aumento del 25-50%. In genere il dosaggio degli altri supplementi `e mantenuto ai livelli iniziali.
Se il paziente aveva seguito il normale protocollo Gerson (cio`e 40 cucchiaini di potassio e diciotto gocce di Lugol), il dosaggio di questi supplementi `e ridotto del 50% circa. In genere i nuovi dosaggi sono mantenuti per nove-quattordici settimane. Spesso `
e necessario ricorrere a ulteriori modificazioni in base ai risultati delle analisi del sangue e di esami diagnostici.
Dobbiamo rammentare che il protocollo di follow-up differisce sostanzialmente dalle informazioni contenute nel libro originale del dottor Gerson, A Cancer Therapy. Oggi i dosaggidiquestitrepresidicurativifondamentalisonopi`uelevatirispettoalpassato. Sela
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diminuzione dei dosaggi avviene troppo rapidamente (come previsto nel libro A Cancer Therapy) `e un rallentamento
e possibile che i pazienti manifestino vari problemi nonch´della guarigione o una ricaduta della malattia.
I pazienti che si sono sottoposti a trattamenti chemioterapici prima di seguire la Terapia Gerson avranno la possibilit`
a di migliorare il proprio stato di salute e di avviarsi verso una potenziale guarigione solo se seguiranno le raccomandazioni contenute nel presente capitolo.
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Capitolo 16

Protocollo modificato per pazienti oncologici particolarmente debilitati
Il dottor Joergon van Zsidy M.D. naturopata di Montr´eal, Qu´ebec (Canada) vuole far sapere ai nostri lettori che un tempo era affetto da tumore al fegato. Il dottor Van Zsidy cominci`
o il programma terapeutico Gerson quando la malattia degenerativa di cui soffriva gli aveva ormai tolto ogni forza e ogni speranza. Oggi gode di ottima salute, ma ricordando quegli anni angoscianti il dottor van Zsidy afferma, ≪Ero a un passo dalla
`
morte e non credo che nessuno possa immaginare come mi sentissi. E stata la Terapia Gerson a salvarmi e ancora adesso continua a mantenermi in ottima salute≫.
Prima di arrivare in Canada, il dottor van Zsidy aveva esercitato come psichiatra in Olanda poi si era dedicato alla naturopatia e all’insegnamento presso l’Universit`a di Montr´eal (Canada). Nel 1988 cominci`
o a sentirsi spesso stanco e privo di energia – malessere che oggi `Questa sensazione di
e conosciuto come sindrome da fatica cronica. continua spossatezza fu aggravata da nuovi disturbi come la comparsa di puntini pruriginosi lungo tutto il corpo, depressione, forti mal di testa e nausea. Inizialmente il dottor van Zsidy tent`o di curarsi da solo. ≪Ma anche in questo modo – ammette oggi, – ero stolto come dottore e doppiamente stolto come paziente≫.
Durante le settimane seguenti la terapia che aveva prescritto per se stesso non ebbe nessun giovamento anzi cominci`o
o a soffrire anche di costipazione cronica che perdur`per molto tempo. La costipazione divent`
o cosi grave che a volte non evacuava per cinque giorni consecutivi. Cominci`o a soffrire anche di dolori articolari soprattutto alle ginocchia a causa di una osteoporosi di lunga data. Per attenuare il dolore continuo alle ginocchia, il dottor van Zisdy prese dell’aspirina e altri antidolorifici; ma visto che i sintomi non accennavano a diminuire si rivolse ad alcuni medici che conosceva personalmente nella speranza di trovare una soluzione. Ma i suggerimenti e i consigli che gli specialisti gli diedero andarono dall’incerto all’offensivo. Di conseguenza decise di vivere con quei problemi di salute e di curarli come meglio poteva.

Un anno dopo, il medico naturopata ora diventato paziente si ritrov`o a dover affrontare uno svariato numero di segni e sintomi. Sotto la pelle comparvero cinque noduli di grasso (lipomi) che sottoposti a esame bioptico risultarono negativi mentre dagli esami del san
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gue previsti dal controllo diagnostico risult`
o che era affetto da epatite, difatti poco dopo la sua pelle cominci`
o ad assumere un colore giallognolo a causa dell’itterizia. Dopo sei mesi il dottor van Zsidy aveva perso quasi 23 chilogrammi, fu ricoverato sette volte per riuscire a fermare il vomito, a causa dell’astenia e dell’ingrossamento dei linfonodi. Ovviamente il paziente aveva smesso da tempo di curarsi da solo e una nutrita schiera di specialisti si prendeva cura dei suoi innumerevoli disturbi. Niente sembrava funzionare e tutti i segni e sintomi persistevano.

Gli esami di accertamento eseguitipi`u volte diedero sempre esito negativofino a quando un internista lo sottopose a una tomografia computerizzata scoprendo che tre linfonodi sembravano reagire positivamente. Da ulteriori esami di laboratorio e test clinici risult`o che il lobo destro del fegato del dottor van Zsidy presentava un discreto numero di piccoli tumori maligni mentre sul lobo sinistro del fegato c’era un neoplasma di 2 cm x 3 cm. Se la prima diagnosi di epatite era stata giusta, ora si era trasformata in un tumore epatico accertato.
Ma il destino non aveva ancora finito di infierire su questo pover’uomo che fu colpito da altri disturbi invalidanti. I piedi del malato si gonfiarono, l’addome si riempi di liquido (ascite), le dimensioni del fegato attaccato dal tumore aumentarono notevolmente, il cibo gli provocava la nausea e il dolore alle ginocchia divent`
o straziante. Si deve aggiungere che l’addome del dottor van Zsidy era teso e continuamente percorso da crampi e aveva la sensazione di soffrire di “indigestione cronica”. Il paziente era depresso, debole ed esausto e desiderava solo uscire da quell’incubo.
La chemioterapia fu sconsigliata sia dall’internista che dall’oncologo perch´e entrambi ritenevano che la malattia era a uno stadio troppo avanzato e gli agenti citotossici non gli avrebbero arrecato alcun giovamento; anche il prednisone fu escluso perch´e il paziente da bambino aveva avuto un attacco di tubercolosi. (La somministrazione di corticosteroidi `e controindicata quando sono presenti vecchie lesioni tubercolari calcificate).
Quando il peso del dottor van Zsidy scese fino a 44 chilogrammi ed egli si sentiva talmente debole da non riuscire nemmeno ad alzarsi dal letto per soddisfare i propri bisogni corporali, il malato e i medici curanti giunsero alla conclusione che non sarebbe sopravvissuto per pi`u di un paio di giorni. L’uomo disse a suo fratello che desiderava morire a casa, nelle montagne attorno a Montr´
eal, dove poteva godere della vista del fiume e dei monti. Il fratello, allora, prese tutti gli accordi necessari per il trasporto in ambulanza. Dietro sua richiesta, un vicino di casa, considerato un amico intimo, scav`o una fossa nel cimitero privato nella propriet`a della famiglia van Zsidy. Fu un compito straziante.
Dal momento in cui era diventato incontinente, il dottor van Zsidy non riusciva pi`u a sopportare la perdita di dignit`a personale e aspettava con impazienza di morire. Pi`u di una volta aveva accarezzato l’idea del suicidio per accelerare il sopraggiungere della fine. Prov`o ad attuare il suo desiderio ma a causa della sua totale debolezza fisica non fu in grado di portare a termine l’atto. Quindi in attesa del momento liberatorio il malato viveva il suo inferno personale sulla terra.
Pur assumendo elevate dosi di antidolorifici, era logorato da accessi di dolore lancinante e straziante che gli impedivano di riposare. Guardandolo sarebbe stato difficile pensare a una persona pi`u debole, fragile e sofferente del dottor Joergon van Zsidy.
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Poi, improvvisamente accadde una cosa che ribalt`
o la situazione. Il fratello del dottor van Zsidy gli port`
o da leggere una copia malconcia della terza edizione rivista del libro del dottor Max Gerson e fu una sorpresa. Il paziente voleva fermamente provare quella terapia alimentare – un ultimo tentativo che lo avrebbe portato a una nuova vita.

Il dottor van Zsidy si prepar`o per cominciare il programma Gerson: le persone che gli erano pi`u vicine, la famiglia, gli amici, i vicini, lo aiutarono a seguire il protocollo terapeutico del dottor Gerson. Oltre a tutte le altre prassi previste per questo paziente in fin di vita il malato si sottopose al procedimento di detossificazione per mezzo di enteroclismi di caff`a il dottor van Zsidy esager`e
e.Inrealt`oconglienteroclismidicaff`aumentandone la frequenza fino a uno ogni ora (in totale da otto a dieci enteroclismi al giorni in pi`
u di quelli previsti). I suoi cari lo aiutarono con la somministrazione e i risultati furono strabilianti sia per il paziente che per quelli che lo seguivano nelle cure. Il paziente ci ha raccontato che nelle sue feci not`a di
1.o un’enorme quantit`parassiti e l’odore che emanavano era nauseabondo.
2.Il malato cominci`
o a bere succhi freschi di frutta e verdura provenienti da coltivazioni biologiche, a mangiare ortaggi biologicamente coltivati e a prendere le medicine prescritte dalla terapia. Dall’inizio della terapia l’aumento di peso fu costante e il dottor Joergon van Zsidy ingrass`
o circa 7 etti alla settimana. In breve tempo cominci`o a sentire che era sempre meno stanco e che stava recuperando le energie. Dopo otto mesi di terapia l’artrite alle ginocchia era completamente scomparsa e lentamente ricominci`
o a fare lunghe passeggiate per i sentieri di montagna che in seguito divennero lunghe corse. Il dottor van Zsidy segu`ı alla lettera la Terapia Gerson per due anni durante i quali, come lui stesso ha dichiarato per il nostro libro, ≪Non mi sono mai sentito cos`ı bene≫.

L’esperienza del dottor Joergon van Zsidy con la Terapia Gerson inizi`o sette anni fa; oggi continua a seguire la maggior parte del programma, si nutre solo di frutta e verdura biologiche e ha escluso dalla sua alimentazione i cereali e qualsiasi tipo di proteine animali. Beve molti succhi di frutta e verdura biologiche e continua a fare gli enteroclismi di caffe`, talvolta regolarmente ma pi`u che altro sporadicamente.
A conclusione del resoconto di questo caso, il dottor van Zsidy afferma, ≪Negli ultimi sette anni non mi sono mai sentito stanco, non ho mai preso un raffreddore, un’influenza,
o sofferto di mal di testa, artrite o di qualsiasi altro dolore. Il tumore al fegato `
e guarito. Grazie alla Terapia Gerson ho sconfitto la malattia e non soffro pi`
u di nessun tipo di disturbo. Lo devo a Dio e al dottor Max Gerson se godo nuovamente di buona salute≫.
16.1 Protocollo Gerson per pazienti oncologici debilitati
Il protocollo nutrizionale e disintossicante della terapia Gerson per pazienti oncologici in condizioni di salute particolarmente complesse `
e in genere molto conservativo a prescindere dal fatto che i pazienti siano o non siano stati trattati con chemioterapici. In questo capitolo illustreremo le linee guida della Terapia Gerson per questo tipo di pazienti. Nel
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le pagine seguenti forniremo altres`ı una serie di raccomandazioni da adottare in caso di auto-trattamento. Inoltre il medico curante dovr`a tenere sotto stretto controllo alcuni fattori come eventuale squilibrio elettrolitico, emorragie, disidratazione o altre complicazioni collegate ai tumori. Un paziente oncologico in condizioni fisiche debilitate e che inizi il trattamento terapico Gerson si trova in una situazione rischiosa. Come diremo pi`u avanti ci sono rischi direttamente collegati a questo stato di astenia.
Chiunque segua la Terapia Gerson – paziente, assistente, medico o un altro operatore nel campo medico – deve sapere che il processo di detossificazione e la gestione del rapporto sale/acqua, elementi fondamentali del protocollo Gerson, sono estremamente impegnativi. Non e assolutamente consentito stimolare troppo l’organismo perch´
`eun paziente gravemente debilitato non sarebbe in grado di avviarsi verso la guarigione se il processo `
e attivato troppo velocemente o intensamente. Le variabili di cui tener conto includono le condizioni generali del paziente, la sintomatologia, gli esiti dell’emocromo, l’et`a, la diagnosi e molti altri fattori.
Vogliate notare che tutti i pazienti con una storia di trattamento chemioterapico dovrebbero seguire il protocollo ridotto e cosi pure i pazienti fisicamente debilitati che siano
o non siano stati sottoposti a chemioterapia.
In questo capitolo presentiamo il protocollo ridotto per la tipologia di pazienti sopra menzionati. Il programma offerto `e stato elaborato a partire dal protocollo standard della Terapia Gerson descritto al Capitolo quattordicesimo e si distacca leggermente dal trattamento modificato presentato al Capitolo quindicesimo. Nelle pagine seguenti forniremo indicazioni sulla posologia di ciascun presidio curativo, sulle controindicazioni, considerazioni dietetiche e assunzione dei succhi e terapia di follow-up dopo il primo anno di cura.
16.2 Assunzione di succhi per pazienti gravemente debilitati
Non ci stancheremo mai di sottolineare che l’assunzione di succhi `e uno dei punti cardine della Terapia Gerson. I succhi forniscono vitamine, minerali, enzimi e fitochimici e altri nutrienti essenziali al fine della guarigione, senza dimenticare che costituiscono un adeguato apporto di liquidi. Bere succhi freschi preparati con verdura e frutta provenienti da coltivazioni biologiche facilita l’assorbimento e l’utilizzo dei nutrienti presenti in quei prodotti vegetali da cui sono ricavati i succhi. Nella maggior parte dei casi i malati affetti da patologie degenerative accusano difficolt`
a di ingestione e assorbimento dei cibi. Questa difficolt`o derivare dal grado di tossicit`
a pu`a, dal malfunzionamento dell’apparato digerente, da una diminuzione della produzione degli acidi digestivi e da numerosi altri fattori. In una situazione di debilitazione dell’apparato gastrointestinale sar`a difficoltoso anche digerire e assorbire supplementi di vitamine o minerali in pillole o capsule.
Dopo aver curato un paziente gravemente debilitato – in genere allo stadio terminale della malattia – il dottor Gerson si prefiss`o di trovare un modo per aumentare l’assorbi
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mento dei nutrienti. Il suo scopo era quello di produrre nell’organismo un processo di guarigione costante e di curare e ristabilire pazienti che diversamente sarebbero stati condannati a un triste destino. I suoi esperimenti clinici mostrarono che i succhi freschi preparati con alimenti coltivati con metodologie biologiche costituivano il metodo piu`facile e pi`a, caratteristica comprovata da
u efficace per fornire nutrimento di alta qualit`
ottimi risultati clinici.
Il personale del Gerson Institute continua a valutare gli effetti dei succhi raccomandati. Si `e pensato di aggiungere altri succhi e anche prodotti liquidi, di trovare modi per accrescerne la capacit`a terapeutica e ridurre la rigidit`a della Terapia Gerson. Nessuno dice che l’approccio Gerson sia facile. Per il momento il personale medico non ha trovato un altro modo per ridurre, sostituire o eliminare i succhi raccomandati dalla terapia originaria.
Inoltre, facciamo notare ancora una volta che `
e di vitale importanza preparare i succhi al momento del consumo. Proprio perch´e questa procedura funziona, il personale del Gerson Institute `e restio ad apportare qualsiasi cambiamento. Non credono che sarebbe giusto rischiare delle vite umane per sperimentare nuovi metodi quando c’`e gi`a un protocollo sperimentato per trattare e curare le malattie degenerative.
16.3 Domande sull’assunzione dei succhi
Quali funzioni svolgono i succhi di frutta nel processo di guarigione? Perch´
e sono stati scelti certi succhi? Perch´
e sono utilizzati in modo specifico? Per quale motivo i succhi devono essere freschi?
Queste sono solo alcune delle domande che i pazienti rivolgono al personale del Gerson Institute. Rispondiamo nel modo seguente. Durante i trent’anni di pratica della medicina (dal 1928 al 1958) il dottor Gerson apport`o cambiamenti sostanziali alla sua terapia contro le malattie degenerative. Le variazioni riguardavano quantit`
a, volume e tipo di succhi prescritti. Nel corso degli anni molti pazienti hanno seguito come un filo d’Arianna per ritrovare il benessere unicamente le indicazioni fornite dalla tabella di succhi e presidi curativi pubblicata nella sesta edizione del libro del dottor Gerson A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases, (vedi le sue ≪Tabelle≫ e il ≪Regime dietetico combinato≫). Sebbene la maggior parte dei protocolli terapeutici prescritti da medici abilitati alla pratica della Terapia Gerson seguano le linee guida rivedute presentate in questo libro, `e possibile che i pazienti in cura da medici pi`u esperti si vedano modificare lo “schema di assunzione dei succhi” in base ai risultati dell’emocromo, delle reazioni alla cura o altri segni e sintomi. Non `e insolito che nelle prime settimane di trattamento sia necessario apportare frequenti aggiustamenti e modificazioni dei presidi curativi e dei succhi somministrati a pazienti gravemente debilitati e deperiti.
Il personale medico che consiglia l’approccio Gerson ammette che non comprende chiaramente perch´e quei succhi biologici, appena preparati, siano in grado di accelerare la guarigione, ad eccezione, ovviamente, dell’apporto di vitamine, minerali, enzimi e oligoelementi che forniscono. L’apporto di nutrienti non `e sufficiente a spiegare perch´e ci sia differenza fra i succhi consumati subito dopo averli preparati e quelli consumati ad alcune
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ore di distanza dalla preparazione. Indubbiamente l’ossidazione causata dall’ossigeno di una parte del succo che `e rimasto in un recipiente per un certo periodo di tempo provoca la perdita di vitamine ed enzimi.
Si `
e discusso a lungo sull’attivit`a degli enzimi dei succhi freschi. L’importanza che questi enzimi rivestono in numerose funzioni biochimiche `e riconosciuta da tutta la comunit`a medica, tuttavia come ben sanno gli studenti di biologia, gli enzimi vengono distrutti non appena entrano in contatto con l’acido cloridrico. Che cosa fa la differenza dal punto di vista della reazione alla terapia fra succhi freschi e quelli preparati con ore di anticipo? Una possibile risposta `
e che alcuni enzimi presenti nei succhi di frutta appena preparati sono assorbiti direttamente dalle mucose della bocca e dell’esofago prima di raggiungere lo stomaco. Questa teoria `e stata avvalorata dall’osservazione di pazienti nutriti per via nasogastrica o con sonda gastrica che non rispondevano positivamente alla Terapia Gerson. Un’altra tesi ci `e fornita dalla letteratura medica esoterica che si occupa dell’energia umana e vegetale secondo la quale i succhi appena preparati sarebbero dotati di una forma di “forza vitale” vegetale, un “qi” o “prana”. Alcuni credono che questa “forza vitale” apporti beneficio alla forza vitale del paziente. Questi succhi favoriscono la guarigione a livello energetico o psichico pi`u che a livello cellulare
o biochimico.
Il Gerson Institute non dispone di prove sufficienti per avvalorare tali affermazioni ma il suo personale non esclude nessuna possibilit`a che possa accrescere la nostra comprensione. I succhi non sono solo integratori alimentari ma servono anche per lavare i reni grazie all’alto tenore di liquidi.
Quindi, a prescindere dai meccanismi terapeutici innescati dai succhi consigliati dalla Terapia Gerson, `e cruciale riconoscere che dall’assunzione di succhi freschi deriva una veraepropriaguarigionepsicologica. Tuttoci`o`ecoerente. Ilprocesso`estatocomprovatoda successi duraturi e questo fornisce al personale del Gerson Institute un valido motivo per attenersi alle direttive originali del dottor Max Gerson per quanto riguarda l’assunzione dei succhi come metodo per sconfiggere i tumori e le altre patologie degenerative.
16.4 Metodo di assunzione dei succhi per pazienti oncologici debilitati
Nella maggior parte dei casi, un paziente oncologico debilitato dovr`a cominciare la terapia a base di succhi con l’assunzione di dosi da 125 ml. All’inizio si consiglia di eliminare i tre succhi di sola carota. Le dosi dei succhi dipendono dalle condizioni del paziente, dalla capacit`a di tollerare i succhi e dai potenziali effetti collaterali che potrebbero manifestarsi. Se il paziente pu`e possibile
o tollerare la dose ridotta di succo, allora `passare a una dose superiore dopo quattro o sette giorni; ci`o implica aumentare da 125 ml a 160 o 185 ml ogni succo. Gli aumenti devono essere attentamente monitorati e si deve fare attenzione che il paziente continui a tollerare tutti i succhi, senza provare nausea o manifestare effetti collaterali.
Il piano di somministrazione dovrebbe essere sulla falsa riga di quello proposto qui di
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seguito. Ogni giorno si consiglia di bere:
1 succo d’arancia;
4 succhi di verdure a foglie verdi;
5 succhi di mela/carota;
3 succhi di sola carota.

Per ridurre la sensazione di nausea e aumentare la tollerabilit`a dei succhi, `
e possibile aggiungere a ogni succo della farinata di avena fino al 50% del volume.
16.5 Altri cambiamenti terapeutici per pazienti oncologici debilitati
Un aspetto frustrante per una persona affetta da un tumore maligno `e che quelle calorie che sostengono il metabolismo delle cellule normali e sane sono utilizzate anche dalle cellule maligne avide di energia. Di conseguenza il paziente soffre di astenia, gravi perdite di peso, mancanza di energia, spossatezza e totale assenza di forza anche per compiere i gesti pi`u comuni come spazzolarsi i capelli, cucinare un pasto, o fare la spesa. Questa situazione `
e conosciuta con il termine di cachessia, un declino corporeo generalizzato associato alla maggior parte delle patologie croniche. Questo stato, associato a debolezza, `e tipico di un malato oncologico a prescindere dal fatto che chemioterapia, immunoterapia
o radioterapia siano o non siano state introdotte nel suo quadro terapeutico.
Perch´e oltre alla cachessia si manifesta anche questo stato di debolezza? Un’ipotesi `
e che il paziente, e quindi il tumore, soffrano di “ipermetabolismo”, uno stato in cui il sistema immunitario squilibrato brucia velocemente le riserve di energia. Una seconda teoria `e che il malato cronico non sia pi`u in grado di produrre normalmente massa magra mentre produce tessuto grasso. L’aumento di peso che si pu`o verificare in queste persone `
e probabilmente solo grasso e liquidi e non muscolo e tessuto magro.
Tuttavia, si deve ricordare che entrambe le teorie non sono state comprovate dagli esperimenti condotti da eminenti oncologi anche in presenza di ripetute ricerche cliniche e di laboratorio.
Una terza probabile causa `e che l’apparato digerente del malato oncologico non sia in grado di scomporre grassi e proteine animali (“alimenti comuni”) nei prodotti finali che sono utilizzati per nutrire i tessuti magri. Questi alimenti, digeriti solo in parte, non riescono a nutrire le cellule dell’organismo. Tuttavia, i tessuti tumorali proliferano nutrendosi di prodotti “intermedi”. Quindi il paziente perde peso mentre il tumore, ben nutrito, cresce. Gli alimenti consentiti dalla Terapia Gerson sono ricchi di nutrienti ed enzimi facilmente digeribili anche dall’apparato digerente indebolito di un malato cronico e soprattutto gli enzimi negli alimenti crudi e nei succhi di frutta freschi stimolano la distruzione dei
`
tessuti tumorali. E per questo motivo che il paziente non solo mantiene (o aumenta) il peso corporeo ma `e anche in grado di disgregare il tessuto malato.
Il personale e i pazienti che seguono le linee guida predisposte dalla Terapia Gerson sanno che un paziente debilitato, che sia o non sia stato precedentemente trattato con
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chemioterapici, ha bisogno di seguire un protocollo speciale. Di seguito indichiamo i cambiamenti apportati al protocollo Gerson di base concepito proprio per i pazienti privati dell’energia vitale e snervati da questa esperienza. Notate che le indicazioni fornite in questo capito, ad eccezione di alcune esclusioni o modificazioni dei dosaggi, sono abbastanza simili a quelle illustrate nel Capitolo quindicesimo.
16.5.1 Soluzione (liquida) di composto di potassio
La posologia iniziale raccomandata per la soluzione di potassio `
e di 1 cucchiaino dieci volte al giorno che equivale a circa 500 mg o 12,5 mEq di ognuno dei tre composti, cio`e acetato, gluconato e monofosfato di potassio (K). In tutto si assumeranno al giorno 1,5 grammi o 37,5 mEq di soluzione di potassio.
I pazienti estremamente debilitati non dovrebbero assumere l’integratore di potassio per tre-cinque giorni o fino a quando le condizioni non migliorano e si stabilizzano. In seguito dopo cinque-sette giorni sar`a possibile aumentare il normale dosaggio di 10 cucchiaini al giorno a 2 cucchiaini per dieci volte al giorno facendo particolare attenzione alle reazioni del paziente. Se il malato non manifesta nessun effetto collaterale, si aumenter`a il dosaggio a 3 e poi 4 cucchiaini dieci volte al giorno in base alla tollerabilit`a dimostrata dal paziente.
La soluzione di composto di potassio presenta controindicazioni: i pazienti che hanno sofferto di insufficienza renale o disfunzione renale generalizzata, gastrite, nausea, metastasi ossee importanti o che potrebbero soffrire di emorragie, inizieranno il trattamento con 1 cucchiaino di soluzione per dieci volte al giorno. Il dosaggio pu`o essere lentamente aumentato dopo aver osservato gli effetti provocati dal composto. Chi ha una storia di insufficienza cardiaca, infarto del miocardio o collasso congestizio non deve assumere la soluzione di potassio fino a quando gli esiti degli esami del sangue non sono stati analizzati da un medico.
16.5.2 Soluzione di Lugol (ioduro di potassio, KI, a concentrazione dimezzata)
La soluzione di Lugol `
e somministrata nella dose di una o due gocce al giorno, tuttavia si deve tener conto delle controindicazioni per i pazienti debilitati. La soluzione di Lugol non `
e indicata, almeno inizialmente, se il paziente ha una storia di allergia allo iodio. Ciononostante pu`o essere introdotta, facendo particolare attenzione, dopo tre o cinque giorni dall’inizio della terapia prima in dosi da una goccia al giorno poi aumentando la dose in base alla tolleranza dimostrata dal paziente.
I pazienti debilitati con insufficienza epatica, tumori primari o metastasi al fegato, epatite o cirrosi epatica dovrebbero iniziare con una o due gocce di Lugol al giorno per evitare di scatenare eventuali emorragie o diminuzioni del numero delle piastrine.
I pazienti con metastasi ossee assumeranno una dose ridotta di Lugol per evitare un eccessivo deterioramento delle ossa e un aumento del dolore. Anche ai pazienti affetti da
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grave intossicazione da metalli inizialmente si somministreranno solo una o due gocce al giorno.
16.5.3 Ormone tiroideo
L’ormone tiroideo verr`a somministrato nella dose di 1 grano e mezzo una volta o due al giorno ma anche in questo caso bisogna tener conto delle controindicazioni simili a quelle per la soluzione di Lugol. Si devono controllare eventuali segni di ipertiroidismo,
`
compresa tachicardia, ansia, insonnia, tremori e altre complicazioni. E indispensabile ridurre il dosaggio se si manifesta uno di questi sintomi. Si deve inoltre considerare che attacchi di tachicardia transitori possono spesso indicare una reazione tossica o una riacutizzazione. I pazienti con una storia di insufficienza cardiaca o altri disturbi cardiaci dovranno iniziare con la dose giornaliera inferiore.
16.5.4 Niacina (acido nicotinico) o vitamina B3
Il supplemento di vitamina B3 `
e somministrato nella dose di 50 mg tre volte al giorno. Ci sono alcune controindicazioni per quei pazienti che presentano insufficienza epatica, tumori primari o metastasi al fegato, epatite o cirrosi epatica; questi pazienti dovrebbero assumere giornalmente da 100 mg a 150 mg al massimo. La niacina `
e vietata a chi ha sofferto di emorragie, ulcere o gastriti o a chi durante la Terapia Gerson segue una cura a base di prednisone, altri steroidi o Coumadin.
16.5.5 Pancreatina
La posologia per la somministrazione dell’enzima pancreatico ricavato dal fegato di maiale `e di tre compresse da 325 mg quattro volte al giorno. La pancreatina `e controindicata ai pazienti affetti da sarcoma.
16.5.6 Iniezioni di estratto di fegato crudo/Vitamina B12 (cobalamina)
Questo supplemento `e somministrato per via intramuscolare una volta al giorno. La do-se raccomandata `con 3 cc di estratto di fegato crudo. A
e di 100 mcg di vitamina B12 parte la possibilit`a che il paziente raggiunga livelli eccessivi di vitamina B12 e la manifestazione sporadica di reazioni allergiche, non si conoscono controindicazioni alla somministrazione di estratto di fegato crudo e vitamina B12.
16.5.7 Acidol
La posologia indicata per l’Acidol, prodotto a base di enzimi gastrointestinali (betaina, acido cloridrico e pepsina) `e di due capsule tre volte al giorno prima dei pasti. I pazienti
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che soffrono o hanno sofferto di ulcera gastrica, gastrite, nausea grave, emorragie intestinali o disturbi all’esofago nonch´e quelli che seguono una terapia a base di Coumadin devono astenersi dall’assumere questo coadiuvante delle funzioni digestive.
16.5.8 Coenzima Q10
Pur non essendo una vitamina, il coenzima Q10 ha propriet`a assimilabili a quelle delle vitamine. La posologia iniziale sar`a di 90 mg in un’unica somministrazione. Se non compaiono effetti collaterali come tachicardia o aritmia, il secondo giorno si pu`o aumentare la dose a 300 mg al giorno e il terzo giorno arrivare fino a 600 mg, poi proseguire la terapia con questo dosaggio.
16.5.9 Wobe-Mugos e Megazyme Forte
Questi enzimi gastrointestinali sono indicati quando il paziente soffre di eccessive e acute formazioni gassose nell’intestino. Secondo alcuni studi questi enzimi concorrono alla riduzione della massa tumorale.
16.5.10 Laetrile
Il laetrile, conosciuto con il nome generico di amigdalina, `e indicato per il trattamento di metastasiosseeepu`oessereutileancheperiltrattamentodeitumoridelpolmone. Quando disponibile il laetrile `
e usato principalmente come cura per il dolore e la sua efficacia si manifesta generalmente dopo dieci-quindici giorni dalla prima somministrazione. La posologia `e di 2 grammi (5 cc) per via endovenosa una volta al giorno. Il laetrile potrebbe essere utile per i pazienti oncologici gravemente debilitati che siano o non siano stati trattati con chemioterapici; `e il medico che dovr`a prendere questa decisione.
16.5.11 Lievito di birra
Nella maggior parte dei casi si sconsiglia l’uso di questo tipo di lievito alimentare ottenuto dalla produzione della birra perch´e tende a provocare o peggiorare l’insorgenza di sindrome da lievito (candidosi). Inoltre molti pazienti che assumono lievito di birra accusano la produzione di gas e di gonfiori addominali in forma acuta.
16.5.12 Trattamento con olio di ricino
L’uso di quest’olio vegetale `e controindicato per i pazienti che sono stati trattati con chemioterapici. Per quanto riguarda i malati debilitati e non trattati con chemioterapici e`possibile introdurre la somministrazione di olio di ricino dopo un periodo di tempo da sei a nove mesi di terapia. Anche in questo caso si deve fare molta attenzione perche´
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gli effetti collaterali che derivano dall’eliminazione dei residui tossici accumulatisi nell’organismo durante la chemioterapia possono manifestarsi in forma estremamente violenta. L’olio di ricino possiede propriet`
a disintossicanti molto potenti ed `
e in grado di tirare fuori dai tessuti anche quei residui tossici che sono depositati nell’organismo da molto tempo. Questa espulsione pu`o provocare reazioni terapeutiche particolarmente acute.
16.5.13 Enteroclismi a base di caffe`
Gli enteroclismi a base di caff`e sono fondamentali per i pazienti oncologici le cui energie sono state prosciugate. La posologia indicata `e di un enteroclisma di caff`e da 1 litro per una o due volte al giorno. In alcuni pazienti `
e necessario dimezzare la concentrazione della soluzione mescolando 500 ml di camomilla con 500 ml di caff`e. Se necessario, col tempo `e possibile aumentare la frequenza delle somministrazioni facendo attenzione a non stimolare eccessivamente il fegato e causare l’insorgenza di effetti collaterali acuti conseguenti all’eliminazione delle scorie depositate nell’organismo dalle sostanze chimiche nocive usate per la chemioterapia.
16.6 Terapia di follow-up per i pazienti oncologici debilitati durante il primo anno di trattamento
Questo protocollo ridotto per pazienti oncologici debilitati richiede l’adozione di una terapia di follow-up. Nel primo anno di cura si apporteranno cambiamenti ai presidi curativi; per esempio un mese dopo la dimissione dalla clinica (probabilmente da sei a nove settimane dal ricovero del paziente e dall’inizio della Terapia Gerson) si dovr`a modificare la posologia di somministrazione dell’ormone tiroideo, del potassio e della soluzione di Lugol. Se fino a quel momento il paziente ha seguito una terapia particolarmente ridotta, le dosi saranno aumentate dal 25 al 50%. In genere gli altri supplementi sono mantenuti alle dosi iniziali.
Se fino ad allora il paziente ha seguito il protocollo standard della Terapia Gerson (cio`e 40 cucchiaini di potassio e diciotto gocce di Lugol), le dosi saranno ridotte di circa il 50% a patto che il paziente stia facendo progressi soddisfacenti verso il recupero delle forze. I nuovi dosaggi sono generalmente mantenuti per un periodo che va da nove a quattordici mesi. Le dosi dei presidi curativi sono modificate in base agli esiti degli esami del sangue e di altre tecniche diagnostiche.
Vogliamo sottolineare che il protocollo di follow-up presenta differenze sostanziali rispetto alle raccomandazioni contenute nel libro originario del dottor Gerson, A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases. Oggi le dosi dei tre supplementi fondamentali devono essere mantenute pi`u elevate rispetto a quanto accadeva ai tempi del dottor Gerson. Si `
e riscontrato che una riduzione troppo brusca delle dosi dei supplementi somministrati (come indicato nel programma di A Cancer Therapy) tende a rallentare la velocit`a di guarigione e a stimolare la comparsa di ricadute della malattia.
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I malati debilitati, vulnerabili o deperiti che sono o non sono stati trattati con chemioterapici prima di iniziare la Terapia Gerson possono migliorare il proprio stato di salute e avviarsi verso una potenziale regressione della malattia solo se si atterranno alle indicazioni illustrate nel presente capitolo. La condizione di cachessia pu`o essere superata mettendo in pratica le raccomandazioni originariamente offerte dal dottor Max Gerson.
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Capitolo 17

Protocollo modificato per pazienti non oncologoci
Era il mese di febbraio del 1995 e il fine settimana era appena cominciato quando Pamela Ptak, oggi di trentaquattro anni, si mise alla guida della sua auto per andare a trovare i suoi genitori che abitavano a Springfield nel Massachusetts. Quando il mattino seguente si svegli`o nel letto che aveva occupato da ragazza, not`o che proprio al centro del campo visivo dell’occhio sinistro c’era una macchia grigia. Si alz`o, si mise di fronte allo specchio, chiuse l’occhio destro e si accorse che non riusciva a vedersi la testa. Era oscurata da una macchia grigio scuro, un po’ deformata e ondulata. Inoltre a causa di questa macchia all’occhio sinistro faticava a distinguere i colori.
Angosciata decise di ritornare immediatamente a Pittsburgh. Facendo affidamento unicamente sulla vista dell’occhio destro guid`o fino a casa. Una volta arrivata a casa fiss`o un appuntamento con un oculista che le era stato consigliato dall’ospedale del suo quartiere. Secondo il medico si trattava di corioretinopatia sierosa centrale un problema che normalmente sparisce da solo. La corioretinopatia sierosa centrale consiste nel distaccamento della retina neurale o dell’epitelio pigmentato retinico nella regione della macula.
Sfortunatamente per la paziente la diagnosi dello specialista si rivel`o sbagliata. La macchia all’occhio sinistro non se ne and`o anzi rimase fino al giugno del 1995. In quei quattro mesi gli effetti sintomatici della macchia peggiorarono. Durante il secondo consulto dallo stesso specialista la paziente fu sottoposta a un altro procedimento diagnostico chiamato angiogramma con fluoresceina che evidenzi`o la presenza di numerose macchie che stavano formando una patina sulla retina di entrambi gli occhi. L’oculista osserv`o che il tessuto dietro la retina era “corroso” e butterato. Dal suo oftalmoscopio vide che si era formato un gruppo di vasi sanguigni simile a un “nido” e che al centro era in atto un’emorragia. La descrizione cos`ı efficacemente fornita dal medico preoccup`o la paziente che decise di chiedere un secondo parere.
Il secondo oculista le diagnostic`o un disturbo diverso – una istoplasmosi oculare –e le consigli`o di eliminare subito il groviglio di vasi sanguigni con un intervento chirurgico. Ma la giovane donna non si mostr`o entusiasta di sottoporsi a chirurgia per correggere
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
l’istoplasmosi oculare.
L’istoplasmosi oculare `
e un’infezione acuta degenerativa provocata dall’inalazione di spore di un fungo chiamato Histoplasma capsulatum. L’infezione, che tende a cronicizzare, rimane asintomatica fino a quando non si verificano delle alterazioni della retina. Il secondo specialista fece risalire la causa della sua malattia all’ambiente di lavoro malsano. Infatti Pamela Ptak lavorava in un’agenzia pubblicitaria dove era costantemente in contatto con colle a spruzzo e materiali tossici oltre ad essere sempre pressata dalle scadenze e sottoposta a stress emotivi. La paziente era solita usare insetticidi contro gli scarafaggi e altri pesticidi per combattere le infestazioni di parassiti e uno di questi poteva essere il fungo che le aveva provocato la malattia.
Mentre soppesava i pro e i contro di un intervento chirurgico, un’amica sugger`ı a Pamela di considerare la Terapia Gerson come metodo terapeutico alternativo. (La terapia funziona contro le malattie degenerative, croniche o acute, comprese quelle causate da microrganismi patologici). Poich´e la giovane donna era al corrente del concetto base della terapia (due dei suoi amici erano guariti dal tumore adottando questo me-todo nutrizionale) decise di iniziare da sola il programma terapeutico del dottor Max Gerson. Seguire il programma le risult`o molto semplice: verso la fine della strada in cui abitava c’era un negozio di alimenti naturali che riforniva la propria clientela con ortaggi biologici a prezzi contenuti e l`a Pamela trov`o tutto quello che le serviva.
Quindi, per circa un mese, dalla fine del mese di giugno al 31 luglio 1995, Pamela Ptak segu`ı fedelmente la Terapia Gerson compresa la somministrazione giornaliera di due enteroclismi a base di caff`
e, uno prima di andare al lavoro e l’altro la sera non appena rientrava a casa. Preparava i succhi in quantit`
a sufficiente per la giornata, li metteva nei thermos e li portava con s´
e al lavoro in modo da berli regolarmente durante il giorno. Per tutte le settimane della cura, sper`o che il programma Gerson funzionasse e sebbene la sua vista le appariva meno ostruita dalla macchia grigia non era sicura del risultato.
Il 1° agosto di quell’anno la paziente consult`onuovamenteil secondo chirurgo oculista per discutere dell’intervento. Quando il medico esamin`o la retina sinistra della paziente, rimase stupefatto ma contento. Le dimensioni della macchia si erano notevolmente ridotte fino a diventare quasi invisibile. Non c’era segno di emorragia. La Terapia Gerson aveva stimolato a tal punto il sistema immunitario della giovane donna che da solo era riuscito a eliminare l’Histoplasma capsulatum. Non aveva bisogno di antimicotici, antibiotici o di qualsiasi altro farmaco e soprattutto di intervento chirurgico. Alla fine la macchia smise di bloccarle la vista e ora Pamela vede perfettamente.
La cura dur`u di un mese. ≪Ecco un’altra
o poco pi`Pamela Ptak ci ha detto felice: malattia curata dalla Terapia Gerson≫.
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17.1 Protocollo Gerson per pazienti non-oncologici affetti da varie patologie
Il programma Gerson non prevede un unico protocollo terapeutico per le malattie non cancerogene semplicemente perch´e ogni malattia dimostra origini dietetiche diverse e ha bisogno di trattamenti specifici. Tuttavia il protocollo standard della terapia elaborata dal dottor Max Gerson offre un buon punto di partenza che esamineremo in questo capitolo. Ci sono molti aggiustamenti nella dieta, nei succhi, e nei presidi curativi per le diverse patologie.
Siate certi che il protocollo presentato in queste pagine funziona anche se si deve tener conto di alcune variabili. Le variabili prevalgono a causa (a) delle condizioni generali del paziente, (b) dagli esiti degli esami del sangue del paziente, © della sintomatologia, (d) dell’et`a del paziente, (e) della diagnosi medica e (f) di molti altri fattori. Ma in realta`tutte le patologie rispondono positivamente alla Terapia Gerson.
A cominciare dalle tossicodipendenze nelle pagine seguenti abbiamo riportato i protocolli terapeutici modificati per alcune delle patologie pi`u comuni che danno risultati positivi con l’applicazione della Terapia Gerson. Proponiamo innanzitutto il protocollo di base indicato per pazienti non-oncologici. Questo programma costituisce la terapia di base da seguire quando si `
e sopraffatti da una malattia acuta o cronica. Quando voi,
o un vostro familiare, cominciate la terapia Gerson assicuratevi che il protocollo di base preveda le modifiche richieste per la patologia da curare.
Vogliate notare: si sconsiglia di adottare il protocollo completo e invariato della Terapia Gerson per malattie diverse dai tumori. Sebbene non sia cos`ı pericoloso e inadatto come nel caso dell’applicazione della terapia a pazienti con una storia di chemioterapia, ci sono rischi considerevoli a usare il protocollo intensivo se sono presenti determinate patologie.
`
E importate fornire a chi segue la terapia una spiegazione esaustiva a proposito del perch´e sia meglio seguire un protocollo ridotto. Diversamente i pazienti che seguono la terapia tramite auto-trattamento potrebbero seguire il programma pi`u aggressivo a scapito della loro sicurezza e prospettive di guarigione a lungo termine.
17.2 Protocollo di base per malattie non tumorali
17.2.1 Succhi
Il regime per trattare le patologie non tumorali pu`o iniziare con l’ingestione giornaliera di dieci bicchieri da 250 ml di succo, eliminando il succo di sola carota. Se il paziente `Tuttavia se
e in buone condizioni fisiche potr`a bere l’intera porzione senza problemi.
il paziente `
e in qualche modo debilitato, si consiglia di cominciare con porzioni di succo pi`
u piccole nella fattispecie da 125 o 185 ml. Come sempre nella Terapia Gerson, assicuratevi che il paziente possa tollerare tutti i succhi senza che si manifestino forti
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attacchi di nausea o altri effetti collaterali prima di aumentare la quantit`a di succo. Un malato particolarmente grave ma non neoplastico dovrebbe adottare il piano seguente:
a) succo di arancia;
b) succo di diverse verdure a foglia verde;
c) succo di carote/mele.

17.2.2 Soluzione (liquida) di composto di potassio
La posologia iniziale raccomandata per l’assunzione della soluzione di potassio `
e di 2 cucchiaini dieci volte al giorno che equivale a circa 1 grammo (1000 mg) o 25 mEq di ognuno dei tre composti, cio`e acetato, gluconato e monofosfato di potassio (K). In tutto si assumeranno 3 grammi o 75 mEq al giorno di soluzione di potassio. Nella maggior parte dei casi i pazienti non hanno bisogno dell’intera dose di 40 cucchiaini di soluzione di potassio richiesta invece dai pazienti oncologici. Ci sono controindicazioni all’assunzione del composto di potassio: i pazienti con una storia di insufficienza renale o disfunzione renale generalizzata, gastrite, nausea, o indicazioni di problemi emorragici inizieranno il trattamento con 1 cucchiaino di soluzione dieci volte al giorno. Il dosaggio pu`o essere lentamente aumentato dopo averne osservato gli effetti provocati. Chi ha una storia di insufficienza cardiaca, infarto del miocardio o collasso congestizio non deve assumere la soluzione di potassio fino a quando gli esiti degli esami del sangue non sono stati analizzati da un medico che confermi l’opportunit`a di somministrare potassio.
17.2.3 Soluzione di Lugol (ioduro di potassio, KI, concentrazione dimezzata)
La soluzione di Lugol ` La so-
e somministrata nella dose da tre a sei gocce al giorno. luzione di Lugol presenta controindicazioni per i pazienti non-oncologici difatti non e`indicata, almeno inizialmente, per quei pazienti con una storia di allergia allo iodio. Facendo particolare attenzione pu`o essere introdotta dopo tre o cinque giorni di trattamento cominciando dapprima con dosi da una goccia per poi aumentare in base alla tolleranza dimostrata dal paziente.
Altri pazienti che soffrono di insufficienza epatica, epatite o cirrosi epatica dovrebbero iniziare con una o due gocce di Lugol al giorno per evitare di scatenare eventuali emorragie o diminuzioni del numero delle piastrine. I pazienti che sono affetti da grave intossicazione da metalli cominceranno con una o due gocce al giorno.
17.2.4 Ormone tiroideo
L’ormone tiroideo verr`a somministrato nella dose di 1 grano una o due volte al giorno.
In genere i malati non-oncologici non presentano gravi disfunzioni tiroidee come i malati oncologici. In alcuni casi il personale medico abilitato alla pratica della Terapia
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Gerson ha constatato che si ottengono buoni risultati iniziando con 5 grani di ormone tiroideo per tre o cinque giorni piuttosto che seguire la terapia per i quattordici giorni previsti per i pazienti affetti da tumore.
Le controindicazioni relative all’assunzione di ormone tiroideo sono simili a quelle per la soluzione di Lugol.
Si devono tenere sotto controllo eventuali segni di ipertiroidismo, compresa tachicar`
dia, ansia, insonnia, tremori e altre complicazioni. E indispensabile ridurre il dosaggio se si manifesta uno di questi sintomi. Si deve inoltre considerare che attacchi transitori di tachicardia possono rappresentare una reazione tossica o riacutizzazione. I pazienti con una storia di insufficienza cardiaca o altri disturbi cardiaci dovranno iniziare con una dose massima di 2 grani di ormone tiroideo al giorno.
17.2.5 Niacina (vitamina B3)
Il supplemento di vitamina B3 `
e somministrato nella dose di 50 mg tre volte al giorno. Ci sono alcune controindicazioni per quei pazienti che soffrono di insufficienza epatica, epatite o cirrosi epatica. I pazienti con disfunzioni epatiche dovrebbero assumere al massimo da 100 mg a 150 mg di niacina al giorno. La niacina `e vietata a chi ha sofferto di emorragie, ulcere o gastriti o a chi durante la Terapia Gerson segue una cura a base di prednisone, altri steroidi o Coumadin.
17.2.6 Pancreatina
La posologia per la somministrazione dell’enzima pancreatico ricavato dal fegato di maiale `e di tre compresse da 325 mg quattro volte al giorno. La pancreatina `e controindicata ai pazienti affetti da sarcoma.
17.2.7 Iniezioni di estratto di fegato crudo/Vitamina B12
Questo supplemento `e somministrato per via intramuscolare una volta al giorno. La do-se raccomandata `
e di 3 cc di estratto di fegato crudo con, nella stessa siringa, 0,05 cc di vitamina B12 per arrivare alla dose normale di 100 mcg. Oltre alla possibilit`a che il malato introduca un quantitativo in eccesso di vitamina B12 o le sporadiche reazioni allergiche, non si conoscono controindicazioni alla somministrazione per via intramuscolare di estratto di fegato crudo e vitamina B12.
17.2.8 Acidol
La dose consigliata di Acidol, prodotto a base di enzimi gastrointestinali (betaina acido cloridrico e pepsina) `e di due capsule tre volte al giorno prima dei pasti. I pazienti che soffrono o hanno sofferto di ulcera gastrica, gastrite, forti attacchi di nausea, emorragie
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intestinali o disturbi esofagei nonch´e quelli che seguono una terapia a base di Coumadin devono astenersi dall’assumere questo coadiuvante delle funzioni digestive.
17.2.9 Coenzima Q10
Pur non essendo una vitamina, il coenzima Q10 ha propriet`a assimilabili a quelle delle vitamine. La posologia iniziale sar`a di 90 mg in una sola somministrazione. Se non compaiono effetti collaterali come tachicardia o aritmia, il secondo giorno si pu`o aumentare la dose a 300 mg al giorno e il terzo giorno arrivare fino a 600 mg. Si proseguir`a la terapia mantenendo questo dosaggio.
17.2.10 Wobe-Mugos e Megazyme Forte
Questi due diversi enzimi gastrointestinali sono principalmente indicati quando il paziente soffre di un’eccessiva formazione di gas. Secondo alcuni studi questi enzimi concorrono alla riduzione della massa tumorale.
17.2.11 Laetrile
Il laetrile, conosciuto con il nome generico di amigdalina, non `e indicato per il trattamento di patologie che non sono di origine tumorale.
17.2.12 Lievito di birra
Nella maggior parte dei casi si sconsiglia l’uso di questo tipo di lievito alimentare ottenuto dalla produzione della birra perch´e tende a provocare o peggiorare l’insorgenza di sindrome da lievito (candidosi). Inoltre molti pazienti che assumono lievito di birra accusano la formazione di gas e di gonfiori addominali in forma acuta.
17.2.13 Trattamento con olio di ricino
Nel caso in cui venga utilizzato, quest’olio vegetale `e somministrato nella dose di una
o due volte a settimana. Dovrebbe essere ingerito con la massima cautela perche´l’olio di ricino possiede propriet`
a disintossicanti molto efficaci e quindi l’organismo potrebbe espellere quelle tossine che sono depositate nei tessuti da molto tempo.
Questa espulsione pu`o provocare reazioni particolarmente violente.
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17.2.14 Enteroclismi a base di caffe`
Normalmente i pazienti che seguono la Terapia Gerson ricevono enteroclismi da 1 litro di caff`e una o due volte al giorno. o essere
La frequenza di somministrazione pu`
`
aumentata fino a cinque volte al giorno. E importante ricordare che gli enteroclismi di caff`e tendono a stimolare eccessivamente il fegato e a causare l’insorgenza di effetti collaterali acuti a causa dell’eliminazione delle scorie rimaste a lungo nelle cellule.
17.3 Terapia di follow-up per pazienti non oncologici durante il primo anno di trattamento
Per i pazienti non affetti da tumore e che seguono questo protocollo ridotto `
e prevista una terapia di follow-up. Nel primo anno di cura si apporteranno cambiamenti alla posologia dei presidi curativi. Per esempio circa un mese dopo la dimissione dall’ospedale (probabilmente da sei a nove settimane dal ricovero del paziente e dall’inizio della Terapia Gerson) si diminuir`a il dosaggio di ormone tiroideo, potassio e soluzione di Lugol se fino a quel momento il paziente aveva ricevuto dosaggi normali. In genere si apportano ulteriori aggiustamenti sulla base degli esiti degli esami del sangue e di altri metodi diagnostici.
Sottolineiamo che il protocollo di follow-up presenta differenze sostanziali con le informazioni contenute nel libro originario del dottor Gerson A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases. Oggi le dosi dei tre supplementi fondamentali devono essere pi`u elevate rispetto a quanto accadeva ai tempi del dottor Gerson. Quando la riduzione del dosaggio dei medicamenti prescritti avviene troppo rapidamente (come indicato nel programma di A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases) si verifica un rallentamento del processo di guarigione e spesso si manifestano ricadute della malattia.
Ciononostante con la Terapia Gerson `e possibile trattare con successo la maggior parte delle malattie non tumorali. Nelle prime pagine di questo libro abbiamo menzionato almeno cinquantadue malattie che hanno dimostrato di rispondere positivamente al programma terapeutico Gerson. Noi stessi abbiamo assistito al miglioramento, alla regressione o alla guarigione completa di ciascuna di esse.
17.3.1 Alcune patologie di origine non tumorale curabili con la Terapia Gerson
Nelle pagine seguenti forniamo esempi di come molte malattie degenerative acute e croniche possano essere eliminate seguendo l’approccio terapeutico modificato del dottor Gerson (presentato nei paragrafi precedenti) e adottando un tipo di vita incorrotto come quello consigliato nel libro del dottor Max Gerson:
(1) tossicodipendenze di quasi tutti i tipi;
(2) aterosclerosi;
(3) sindrome da fatica cronica;
(4) colostomia reversibile;
(5) diabete tipo 1 e 2;
(6) disturbi di natura genetica;
(7) enfisema;
(;) disturbi cardiovascolari;
(9) epatite A, B, e C;
(10) disturbi renali;
(11) intossicazione da metalli pesanti;
(12) sclerosi multipla;
(13) osteoartrite;
(14) osteoporosi;
(15) trattamenti con steroidi;
(16) lupus eritematoso sistemico;
(17) artrite reumatoide;
(18) colite ulcerosa.

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In base all’efficacia del trattamento Gerson abbiamo inserito qui di seguito alcuni commenti su un campione molto limitato di queste malattie. Modificando il protocollo Gerson possono essere curate tutte in modo durevole.
17.4 Tossicodipendenze
Con il programma terapeutico Gerson `e possibile far regredire o eliminare completamente le tossicodipendenze di varia natura. Le tossicodipendenze che rispondono con maggiore facilit`a ad alcuni cambiamenti apportati al protocollo di base sono:
Codeina, morfina, nicotina, anfetamine, sedativi/ipnotici
Chi cerca di liberarsi da questa nefasta schiavit`u dovrebbe essere considerato alla stregua dei pazienti trattati con chemioterapici e l’uso degli stupefacenti e/o farmaci in questione deve essere ridotto nel giro di tre-dieci giorni; diversamente se il trattamento e`troppo aggressivo possono manifestarsi reazioni estremamente intense come diarrea e in
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capacit`a di mangiare o bere. E possibile che si verifichichino anche complicazioni dovute
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a uno squilibrio degli elettroliti. Nelle prime settimane di trattamento potrebbe essere necessario somministrare dei placebo se questi farmaci erano stati originariamente prescritti come antidolorifici.
17.4.1 Eroina, cocaina
Pur essendo basata su un ristretto numero di pazienti che hanno cercato nella Terapia Gerson un modo per liberarsi da questa dipendenza, la nostra esperienza ci ha dimostrato che
`
e possibile eliminare i sintomi da astinenza adottando il protocollo completo del programma terapeutico Gerson senza apportare alcuna modifica. Tuttavia non possiamo escludere il rischio di eventuali reazioni come quelle sopramenzionate per il protocollo per dipendenze da narcotici, sedativi, ipnotici e anfetamine, soprattutto vista la possibilit`a di abuso di pi`u droghe. I pazienti tossicodipendenti devono essere sottoposti a stretto controllo per evitare il manifestarsi di reazioni acute e, se necessario, si consiglia l’intervento di medici professionisti.
17.4.2 Bevande alcooliche
La Terapia Gerson non `
e stata spesso impiegata per curare l’alcolismo cronico, tuttavia riteniamo che questa dipendenza possa essere eliminata applicando il protocollo descritto per le tossicodipendenze da narcotici, sedativi, ipnotici e anfetamine. Sar`a necessario tenere sotto controllo le funzioni epatiche e ricordare che per queste persone sfortunate bisogner`a adottare tutte le precauzioni relative alle insufficienze epatiche.
17.4.3 Nicotina
Il protocollo Gerson non prevede nessuna modifica particolare per superare la dipendenza da nicotina. Alcuni fumatori possono aver bisogno di un ausilio – meccanico come qualche cosa da tenere in bocca o in mano che sostituisca l’atto concreto associato al fumo. La niacina `e un supplemento nutrizionale efficace se non sussistono controindicazioni che ne vietano l’uso. Alcuni pazienti sostengono che la niacina procuri un effetto simile alla nicotina. (In effetti il componente chimico della niacina `e, dopo tutto, l’acido nicotinico).
Nella maggior parte dei casi, la dipendenza alla nicotina pu`
o essere eliminata senza che il fumatore sottoposto alla Terapia Gerson manifesti sintomi da astinenza.
Questo trattamento per la dipendenza da tabacco o da altre sostanze funziona anche se per maggiore chiarezza riteniamo utile offrire ulteriori spiegazioni.
17.4.4 Informazioni di carattere generale sulle tossicodipendenze
Indubbiamente il primo pensiero che ci viene alla mente quando pensiamo alla tossicodipendenza `e ci`o che succede per le strade delle grandi citt`a. Certo, negli ultimi vent’anni l’uso di droghe leggere o illegali ha raggiunto livelli terrificanti; ma ci sono altre e forse
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pi`u gravi forme di tossicodipendenza per le quali abbiamo gi`a consigliato un trattamento specifico.
Per esempio una dipendenza incredibilmente diffusa `
e quella all’alcool, una droga legale. Circa 12 milioni di americani sono alcolisti dichiarati senza contare il numero di quelli che rimangono nell’ombra.
Altra dipendenza accettata e condivisa pubblicamente `
e quella a una ennesima droga legale: il caffe`. Negli Stati Uniti la Starbuchs Coffee Shops ha creato un impero `
multimiliardario. E una delle maggiori societ`a di franchising che prospera sulla dipendenza al caff`e. In tutto il mondo si `e fatto credere all’opinione pubblica che bere questa bevanda scura, un po’ fangosa, presumibilmente nutritiva, sia un’azione di svago, piacevole, innocua e socialmente accettata, mentre in realt`a,
a non ha nessuna di queste qualit`anzi il caff`a cerebrale facendo sentire la stan
e stimola temporaneamente l’attivit`chezza molto prima; favorisce l’ipoglicemia, forza l’insulina in eccesso nel circolo sanguigno; danneggia le arterie specialmente quelle che sono gi`
a parzialmente indurite dall’aterosclerosi e blocca il flusso ematico. Si ritiene che il caff`
e possa essere una causa potenziale di malformazioni nei neonati; si pu`
o solo stimare il numero di bambini che hanno pagato il prezzo della dipendenza della madre, e per quanto riguarda le madri la medicina olistica ritiene che bere caff`
e possa provocare l’insorgere di carcinomi alla mammella.
Molte droghe sono utilizzate come stimolanti; altre invece sono viste come “sostanze di svago”. Considerando il grave danno che arrecano, il termine “svago” `e indubbiamente criminoso e fuorviante.
Inoltre, la medicina fa ricorso a droghe per alleviare il dolore, e qui ci scontriamo con
una sottile linea di demarcazione fra l’uso di oppioidi e la dipendenza agli oppioidi (uno dei pi`u comuni `e la morfina). In genere gli oppioidi sono prescritti per due motivi: come analgesici e come conseguenza di una dipendenza psicologica. A questo punto, quindi, `e necessario chiarire che cosa si intende quando si parla di farmaci ricettati.
La tolleranza indica che si deve ricorrere a dosi sempre pi`u forti poich´e l’organismo si abitua alla droga. Il termine tolleranza `e in contrasto con quello di dipendenza fisica che indica che si manifestano sintomi da astinenza se l’organismo `e improvvisamente privato della sostanza stupefacente. Si dice che c’`e dipendenza vera e propria quando oltre alla tolleranza e dipendenza fisica si manifesta anche la dipendenza psicologica, oppure il soggetto prova l’irrefrenabile impulso di utilizzare il prodotto per scopi diversi da quelli medici.
`
E nostra opinione che un certo numero di tossicodipendenze, compresa la dipendenza da tabacco o da alcool, siano una conseguenza di una carenza di fondo. La persona assuefatta `
e cosciente di avere un desiderio insaziabile per qualche cosa, spesso di nutrienti, e sa che il suo organismo non funziona perfettamente. Quando ingerisce bevande alcooliche e caff`e oppure quando fuma si sente pi`u calmo o pi`u stimolato a concentrarsi sull’attivit`a fisica o mentale che sta svolgendo. Questa persona sar`a anche maggiormente incline a sperimentare droghe pi`u pesanti, stupefacenti, anfetamine, marijuana e molte altre; essa viene facilmente attirata nel vortice e non pu`o pi`u fermarsi.
La persona si ritrova irretita nelle maglie di questa spirale perch´e la carenza di fondo
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non `e stata risolta e l’apporto di nutrienti, come enzimi, vitamine e minerali, `e inadeguato. Peggio ancora, un alcolista pu`o anche smettere di mangiare per poter bere di pi`u peggiorando la gi`a grave carenza di nutrienti. Una persona dipendente dal consumo di tabacco preferir`
a fumare piuttosto che consumare un pasto sostanzioso, specialmente se sottoposta a stress.
17.4.5 La Terapia Gerson e le tossicodipendenze
Oltre al protocollo per forme specifiche di tossicodipendenze illustrato nelle pagine precedenti, vorremmo aggiungere alcuni commenti sul trattamento del dottor Max Gerson. La Terapia Gerson ha dato ottimi risultati nel campo delle tossicodipendenze, perfino con tossicodipendenze da eroina e cocaina. Nel momento in cui il paziente tossicodipendente ingerisce tredici bicchieri di succo di verdura e frutta fresche riesce a soddisfare con questi nutrienti di ottima qualit`a il suo ardente desiderio rimasto insoddisfatto, con sua grande sorpresa, smette di sentire il bisogno di drogarsi.
Certo, possono manifestarsi sintomi da astinenza e quando questo si verifica, vale a dire quando l’organismo comincia a espellere i residui tossici lasciati dagli stupefacenti nelle cellule e a immetterli nel circolo sanguigno, gli enteroclismi a base di caffe`contribuiscono a eliminare l’intossicazione. Nei primi giorni di terapia `e la notte il vero problema, il momento pi`u difficile perch´e il paziente non riceve n´e succhi da bere n´e enteroclismi di caff`e.
Durante le prime notti del programma di disintossicazione i pazienti sono angosciati da incubi e spesso si svegliano a notte fonda. In quest’evenienza dovrebbero mangiare un po’ di frutta o bere del succo e alzarsi per fare un lavaggio interno. Questa pratica allevia l’intossicazione e anche gli eventuali sintomi da astinenza. Dopodich´e il paziente pu`o ritornare a dormire. Nel giro di una settimana, gli incubi diventeranno sempre piu rari`. Abbiamo riscontrato che la Terapia Gerson d`a risultati eccellenti nel vincere la lotta contro le tossicodipendenze, anche quelle pi`u gravi dovute all’uso non di una droga sola ma di pi`u droghe.
Un giovane uomo (vedi la storia di Rob al Capitolo settimo) aveva usato numerose droghe pesanti nel corso della sua vita e un giorno gli effetti di questi abusi si manifestarono tutti insieme. Aveva all’incirca trentacinque anni quando si ritrov`o disteso sul pavimento, troppo debole per alzarsi visto che negli ultimi tempi era molto dimagrito arrivando a perdere quasi venti chilogrammi. Sent`ı che il suo tempo era arrivato. Fu sua madre a salvargli la vita con la dieta, i succhi e gli enteroclismi di caff`
e consigliati dalla Terapia Gerson. In alcuni mesi l’uomo guadagn`ı
o quindici chilogrammi e cap`che finalmente stava recuperando le forze. Durante la terapia non ebbe mai crisi da astinenza, neppure all’inizio del trattamento e fu in grado di ritornare alla sua vita normale e al suo lavoro.
Abbiamo constatato che la Terapia Gerson d`
a velocemente ottimi risultati anche nel caso di fumatori e alcolisti1. Uno dei pazienti della Terapia Gerson, un altro giovane uomo oggi di trentaquattro anni, arriv`o alla clinica Gerson per disintossicarsi dalla
1Vedi il libro di Beata Bishop A Time to Heal, Un momento per guarire, N.d.T
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dipendenza da cocaina (a quanto pare una dipendenza che si supera relativamente facilmente). Confess`o che tutti i suoi amici pi`
u cari erano morti a causa della cocaina.
Il giovane uomo, che era anche un forte fumatore, disse che l’uso di stupefacenti gli aveva provocato l’insorgenza di disturbi polmonari e che se la Terapia Gerson non lo avesse salvato, sarebbe sicuramente morto nel giro di due mesi. Una volta ammesso in clinica la notte cominci`o a soffrire di incubi simili a quelli che aveva osservato nei suoi amici ma nel suo caso fu possibile alleviare la sua sofferenza praticandogli un enteroclisma di caffe`. Dopo una settimana non sent`ı pi`u il bisogno di usare droghe o di fumare.
Secondo alcune ricerche sembrerebbe che molte persone sono dipendenti da cibi a cui, in realt`Nel libro Diet, Crime and Delinquency2, il medico Ale-
a, sono allergiche. xander Schauss, Ph.D., suggerisce che i giovani criminali particolarmente aggressivi di et`
a compresa fra i diciotto e i ventuno anni, sono spesso assuefatti a un forte consumo di zucchero e/o latte a cui, in realt`
a, sono allergici. Nel suo studio il dottor Schauss riportava che se si eliminavano le sostanze incriminate sostituendole con vitamine e minerali e se si introduceva una dieta adeguata, questi giovani criminali diventavano pi`
u calmi ed equilibrati.
La Terapia Gerson intenzionalmente non contempla alimenti che potrebbero provoca-re allergie in alcuni individui. La sua dieta vegetariana a base di alimenti biologici, privi di pesticidi e additivi chimici permette di superare allergie e reazioni allergiche.
17.5 Aterosclerosi
L’aterosclerosi (arteriosclerosi), o indurimento delle arterie, risponde generalmente bene al protocollo Gerson. La patologia `e eliminata con un’alimentazione antibloccante basata su un regime totalmente vegetariano e con procedure disintossicanti presenti nel protocollo di base.
17.6 Sindrome da fatica cronica
Chi accusa una serie di sintomi identificati come sindrome da fatica cronica e da deficienza immunitaria (CFIDS) o sindrome da fatica cronica (CFS) riesce a migliorare notevolmente la situazione dopo alcune settimane di terapia e a guarire nel giro di nove mesi. Se lo desiderano i malati che seguono la Terapia Gerson possono assumere i tredici bicchieri di succo.
Chi soffre di CFS spesso si sente peggio dopo aver ricevuto un enteroclisma di caff`
e nei primi periodi della terapia a causa delle sostanze tossiche espulse dalle cellule. All’inizio si consigliano due enteroclismi al giorno che verranno aumentati a quattro.
2Dieta, crimine e delinquenza, N.d.T.
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Troppi enteroclismi potrebbero scatenare forti reazioni collaterali e le risposte emotive dei pazienti affetti da sindrome da fatica cronica tendono a essere estremamente violente, caratterizzate da depressione e crisi di pianto sia durante il periodo di reazione che fra una reazione e l’altra.
17.7 Colostomia reversibile
I pazienti con colostomia reversibile ricevono due enteroclismi di caff`e e camomilla al giorno utilizzando un kit da irrigazione. Il personale Gerson fornir`a le istruzioni necessarie sul corretto utilizzo del kit.
Quando si somministra un clistere ai pazienti con colostomia, la soluzione sar`a composta per met`a da caff`e e per met`a da camomilla al fine da ridurre la possibilit`a di spasmi e crampi. Il volume dei succhi, soprattutto di quelli di verdure a foglie verdi, `
e limitato a 125 ml. I succhi di verdure a foglie verdi tendono a non essere assorbiti e passare abbastanza velocemente attraverso l’apparato gastrointestinale.
17.8 Diabete, tipo 1 e tipo 2
Con il termine diabete ci si riferisce alla manifestazione di disturbi metabolici che causa-no iperglicemia o un aumento dei valori del glucosio. Le cause principali che scatenano l’aumento del glucosio determinano la suddivisione nei due tipi principali di diabete: il diabete giovanile o di tipo 1 e il diabete adulto o di tipo 2. Nell’organismo l’insulina svolge diverse funzioni e una di queste `e la trasformazione degli zuccheri in energia utilizzabile dalle cellule per controllare il tasso di glucosio nel sangue. La mancanza o uno squilibrio della produzione di insulina causa disturbi molto gravi.
Il diabete di tipo 1 `
e provocato dalla mancanza o insufficienza di insulina, solitamente derivata da un danno alle isole di Langerhans, cellule localizzate nel pancreas deputate alla produzione dell’insulina. Sebbene non si conosca la causa fondamentale responsabile del diabete, ci sono molteplici fattori, come predisposizione genetica e infezioni virali, che possono giocare un ruolo importante nella comparsa di questa malattia. Secondo una teoria, in concomitanza con altri fattori, accessi di pancreatite durante l’infanzia possono danneggiare il pancreas endocrino deputato alla produzione di insulina. Sembra che anche un cattivo funzionamento del sistema immunitario possa influire sull’insorgenza del diabete a causa della presenza di anticorpi delle isole di Langerhans individuati nei pazienti con diabete di tipo 1. Anche in questo caso si pu`o far risalire il fenomeno a infezioni presenti o passate. In genere i pazienti diagnosticati positivi al diabete attraversano un breve periodo di remissione dopodich´
e le isole di Langerhans smettono di funzionare per sempre.
Normalmente il diabete di tipo 1 compare nei bambini e la sua comparsa non `
e in rapporto con il peso del paziente. Circa l’8 percento dei casi di diabete negli Stati Uniti ricadono in questo tipo mentre la percentuale `I
e leggermente superiore in Europa.
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sintomi del diabete di tipo 1 includono aumento della minzione e della sete a causa del-la disidratazione; sintomi comuni sono anche la diminuzione del peso (nonostante appetito normale) e l’offuscamento della vista. A questi sintomi, causati da una grave insufficienza di insulina, si devono aggiungere nausea, vomito e shock insulinico.
Il diabete di tipo 2, diversamente dal tipo 1, non `
e principalmente il risultato di una carenza di insulina ma piuttosto l’incapacit`
a dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta. In quei pazienti la funzionalit`a delle isole di Langerhans e normale ma per
`produrre energia utilizzano solo una piccola quantit`a di insulina. Anche in questo caso, non si conoscono le cause del disturbo; secondo una teoria, che sembra essere sostenuta dall’osservazione clinica degli effetti prodotti dalla Terapia Gerson sui pazienti diabetici, i recettori dell’insulina nelle singole cellule potrebbero essere ostruiti dal colesterolo. Un’altra causa probabile `e la predisposizione genetica.
In genere i pazienti con diabete di tipo 2 hanno superato i quarant’anni e sono sovrappeso. Spesso al diabete di tipo 2 sono associati altri disturbi come ipertensione e alto tasso di colesterolo nel sangue, sintomi che si riscontrano anche in caso di obesita`. I sintomi del diabete di tipo 2 sono pi`u difficili da individuare anche se l’aumento della sete e della minzione sono segnali importanti. Possono manifestarsi anche infezioni cutanee croniche e cattiva circolazione periferica.
17.8.1 Trattamento convenzionale e potenziali complicazioni del diabete
La differenza di trattamento dipende dal tipo di diabete di cui soffre il paziente; nel caso di diabete di tipo 1 si agir`a sulla dieta associata a una terapia insulinica. Le iniezioni di insulina hanno lo scopo di fornire all’organismo un flusso continuo anche se fluttuante di insulina. Il paziente diabetico deve praticarsi da solo le iniezioni. La dieta, come raccomandato dalla American Diabetes Association3, consiglia un apporto di proteine pari al 10-20% dell’intero apporto calorico giornaliero, mentre grassi e oli non devono superare quella percentuale. La percentuale rimanente dovr`a essere costituita in modo proporzionato da carboidrati e altri prodotti a seconda della dose di insulina prescritta al paziente.
In caso di diabete di tipo 2 si consiglia lo stesso tipo di regime dietetico anche se uno degli obiettivi principali `e la perdita di peso. Sul mercato sono presenti una serie di prodotti non a base di insulina le cui funzioni vanno dall’incentivazione della produzione di insulina da parte delle isole di Langerhans alla riduzione dell’assorbimento dei carboidra
`
ti. E possibile che anche ai pazienti con diabete di tipo 2 si prescriva la somministrazione di insulina per via intramuscolare.
Pi`u che altro le terapie per il diabete hanno come obiettivo quello di controllare i sintomi a lungo termine. Spesso controllare la dieta `e un difficile gioco di equilibri poich´e nella vita di tutti i giorni il paziente deve tener conto del tipo di attivit`a, dei diversi alimenti,
3Associazione diabetici americani, N.d.T.
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del fabbisogno del metabolismo, del potenziale fabbisogno di insulina e di altri fattori di salute.
Nonostante i metodi di cura convenzionali, `
e possibile che insorgano complicazioni gravi che includono disturbi alla vista e agli occhi come la formazione di cataratta, danno alla retina e glaucoma. Anche il rischio di malattie renali `e abbastanza elevato tanto che il 15-20% di pazienti affetti da diabete di tipo 2 presenta questo tipo di disturbo e la percentuale raddoppia nel caso di pazienti con diabete di tipo 1.
17.8.2 Diabete nella Terapia Gerson
I pazienti affetti da diabete di tipo 1 che sono trattati con la Terapia Gerson notano di aver bisogno di quantit`
a minori di insulina anche se molti continuano a dipendere dalle somministrazioni giornaliere. Quando le isole di Langerhans sono distrutte neanche un organismo in perfetta salute riesce a rigenerarle. Se le cellule sono solo danneggiate, c’`a che l’organismo, aiutato dalla Terapia Gerson, possa
e una possibilit`guarire e ripristinare le funzioni originarie.
Inoltre nei pazienti che presentano disturbi degenerativi associati al diabete come calo della vista, disturbi renali o problemi circolatori, la terapia `
e spesso in grado di fare regredire questo deterioramento. Tuttavia, i pazienti affetti da diabete di tipo 1 dovranno mantenere per sempre un regime dietetico il pi`u vicino possibile a quello della Terapia Gerson se desiderano conservare un buono stato di salute.
Il diabete di tipo 2 `u facile da correggere.
e molto pi`I pazienti trattati con il protocollo Gerson sono il pi`
u delle volte in grado di eliminare le iniezioni di insulina. Come abbiamo gi`a menzionato una probabile causa del diabete di tipo 2 `e l’ostruzione dei recettori dell’insulina causata da depositi di colesterolo. Proprio perch´e la dieta Gerson e praticamente priva di grassi e non contiene colesterolo, ``
e un valido sistema per ridurre in fretta ed efficacemente il tasso di colesterolo. Siamo convinti che la dieta Gerson sia in grado di eliminare l’ostruzione permettendo ai recettori di usare l’insulina. La maggior parte del personale del Gerson Institute ha riscontrato che alcuni pazienti sono stati in grado di ridurre la dipendenza da insulina subito dopo aver iniziato il protocollo Gerson.
I diabetici che seguono la Terapia Gerson in una clinica specializzata dovranno seguire una versione modificata della dieta Gerson con una riduzione dell’apporto di zucchero. In genere i pazienti ritornano al programma normale mano a mano che il loro organismo risponde alla terapia e la malattia comincia a regredire. Abbiamo osservato che dopo un certo numero di settimane i pazienti affetti da diabete di tipo 2 sono in grado di seguire il protocollo completo, compresi i succhi di mela/carota che in altre circostanze avrebbero comportato gravi conseguenze per il diabetico.
Il diabete pu`o essere complicato da altri problemi di salute, soprattutto da insufficienza renale. Anche se la Terapia Gerson `
e in grado di stimolare la regressione di gran parte del danno, quando i reni hanno superato un certo limite – in genere il 20% o anche meno delle funzioni normali – il programma terapeutico non `e pi`u efficace. Lo stesso vale per
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quei pazienti che devono sottoporsi a dialisi o che sono gi`a dializzati oppure per chi ha gi`a subito un trapianto di reni.
17.8.3 Applicazione della Terapia Gerson in presenza di diabete: sinossi
Con la Terapia Gerson `e possibile attenuare i danni prodotti dal diabete di tipo 2 e in alcuni casi ottenere perfino la guarigione di questa patologia. Nei pazienti affetti da diabete di tipo 1, invece, ci sar`a una stabilizzazione della malattia e in alcuni casi la regressione dei
`
danni ai reni e alla retina. E possibile superare anche problemi di ipertensione. Pu`o succedere che i pazienti con diabete di tipo 1 possano interrompere il trattamento insulinico anche se non `e un risultato comune; sar`a necessario continuare il monitoraggio del tasso di glucosio nel sangue.
Le variazioni del programma Gerson per questa patologia riguardano prevalentemente il consumo di succhi e la dieta. Il succo di mela `
e eliminato, il succo di pompelmo sostituisce quello di arancia e a seconda delle dosi di insulina assunte, il succo di carota/mela `
e in parte sostituito da quello base di verdure a foglia verde. Il consumo di frutta come rompi digiuno `
e sostituito da quello di verdure crude. Sono eliminati il miele, lo sciroppo d’acero, lo zucchero scuro e alcuni dolcificanti. Se il tasso di glucosio `e possibile aggiungere alla dieta uno o due frutti al giorno, dando
e stabile `preferenza ai meloni.
Per quanto riguarda i presidi curativi previsti dalla Terapia Gerson, la dose di ormone tiroideo ``
e ridotta a 1 o 1 e mezzo grano al giorno. La soluzione di Lugol e ridotta a 3 gocce al giorno e quella di potassio a 1 cucchiaino per bicchiere eccetto nei casi di edema grave dove il potassio pu`o essere aumentato a 2 cucchiaini per bicchiere.
`
E possibile che durante le reazioni terapeutiche il paziente abbia bisogno di una maggiore quantit`a di insulina. Col tempo, i pazienti con diabete di tipo 2 riusciranno a eliminare la dipendenza da insulina, mentre questo non sar`
a possibile per i pazienti con diabete di tipo 1; ciononostante per quest’ultimi sar`
a possibile arrestare gli altri processi degenerativi.
17.9 Disturbi di origine genetica
Normalmente i disturbi di origine genetica non rispondono positivamente alla Terapia Gerson anche se `e possibile alleviare i sintomi della malattia; per esempio con il programma terapeutico Gerson una paziente che soffriva di fibrosi cistica `e riuscita ad attenuare significativamente la gravit`a del disturbo.
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17.10 Enfisema
Il protocollo Gerson ha dato ottimi risultati in pazienti affetti da enfisema. La capacit`a polmonare pu`o essere aumentata e i relativi sintomi tenuti sotto controllo.
17.11 Disturbi cardiaci e vascolari
L’ipertensione vascolare `
e uno dei problemi che meglio risponde alla Terapia Gerson, infatti i miglioramenti sono cos`ı apprezzabili che chi accompagna un paziente malato di cuore dovrebbe essere tenuto sotto controllo per eventuali effetti anti-ipertensivi poich´e abbiamo osservato la comparsa di ipotensione sia nei malati che nelle persone di sostegno che mangiano esclusivamente gli alimenti previsti dalla dieta Gerson. Il dosaggio di farmaci ipertensivi pu`o essere lentamente diminuito a cominciare dal terzo o quinto giorno di trattamento. La cura dell’ipertensione dovuta a tumori pu`o richiedere tempi pi`u lunghi.
I disturbi cardiaci rispondono bene al programma Gerson e a questo proposito vogliamo riportare un caso rappresentativo. Nell’ottobre del 1990, un uomo che identificheremo con il nome di Frank Winslow si fece ricoverare nella clinica di Tijuana in Messico per seguire la Terapia Gerson. Il signor Winslow era affetto da un gran numero di disturbi di salute: il suo peso raggiungeva i 137 chilogrammi e all’et`a di quarantasette anni era affetto da ipertensione e a trent’otto anni aveva sofferto di un attacco cardiaco che gli aveva danneggiato gravemente il cuore.
Frank Winslow era affetto anche da gotta che curava con farmaci specifici. Se avesse smesso di prenderli anche solo per un giorno avrebbe sofferto di acute crisi gottose. A questo si deve aggiungere una forma incurabile di diabete e nonostante assumesse farmaci e insulina il tasso di glucosio nel sangue si aggirava su 240 e 400 mg/dL (mentre il valore normale `e inferiore a 120).
Quindi Frank cominci`o a seguire un protocollo modificato della Terapia Gerson, in considerazione della presenza di diabete e dell’ipertensione. Come saprete, il protocollo Gerson prevede l’assunzione di tredici bicchieri di succo di verdure e frutta: un bicchiere da 250 ml di succo di arancia, cinque bicchieri di succo di mela e carote nella proporzione del 35 e 65% (1/3 di mela e 2/3 di carota), tre bicchieri di succo di sola carota ognuno somministrato con due capsule di estratto di fegato e quattro bicchieri di succo di verdure a foglie verdi e l’aggiunta di una piccola mela. Al fine di diminuire l’apporto di glucosio il succo di arancia fu sostituito con quello di pompelmo, fu diminuito il contenuto di mele negli altri succhi e gli furono prescritti pi`u succhi di verdure a foglia verde in sostituzione di quelli di sole carote.
Alla sua dieta furono apportati ulteriori cambiamenti in linea con le indicazioni per i pazienti affetti da diabete: la sua stanza non fu dotata del normale piatto di frutta, normalmente offerto ai pazienti, ma di un piatto di verdure crude fra cui carote tagliate a bastoncini, pezzetti di peperone verde, alcuni gambi di sedano, cime di cavolfiore, pomodori da poter sgranocchiare nel caso in cui fosse stato colto dai crampi della fame. Oltre alle verdure e ai succhi a ore stabilite poteva mangiare i tre pasti completi
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previsti dalla Terapia Gerson. I pasti includevano alimenti vegetariani, preparati al momento e cucinati senza sale o grassi e solo con un po’ di erbe aromatiche. Gli alimenti surgelati o in scatola furono banditi.
Oltre ai tre pasti, ai tredici bicchieri di succhi e alle verdure crude Frank non prov`o mai il desiderio di mangiare di pi`u o altri alimenti e nei due mesi e mezzo della terapia fu in grado di perdere circa 0,5 chilogrammi al giorno! Ovviamente gli furono somministrati anche gli altri supplementi previsti dalla Terapia Gerson: 2 cucchiaini di soluzione di potassio disciolta in ognuno dei tredici bicchieri di succo, un po’ di ormone tiroideo, la soluzione di Lugol (iodio) e gli enzimi digestivi.
Fin dal primo giorno fu interrotta la somministrazione dei farmaci contro la gotta e Frank non ebbe neppure una crisi gottosa! Ricevette gli enteroclismi di caff`e previsti dalla Terapia Gerson e anche l’iniezione giornaliera di 3 cc di estratto di fegato crudo con 0,1 cc di vitamina B12. Eccezionalmente (questa medicina non e prevista per pazienti
`non affetti da diabete) gli furono prescritti 200 mcg di cromo polinicotinato, un fattore di tolleranza al glucosio.
Nel frattempo i valori della pressione vascolare scesero (la dieta priva di sale e grassi della Terapia Gerson in genere stimola la riduzione della pressione nel giro di pochi giorni), e quindi fu diminuita anche la dose dei farmaci per l’ipertensione. Dopo la quinta settimana di trattamento Frank aveva perso quasi 16 chilogrammi, il tasso di glucosio nel sangue era di 105 (da un picco di 240) e questo senza ricevere nessun farmaco
o insulina. Continu`
o a perdere 0,5 chilogrammi al giorno fino al raggiungimento di circa 93 chilogrammi, un peso normale considerata la sua statura di 1,90 metri. Per tutto questo tempo, consumando i cibi giusti, era stato in grado di mangiare in base al proprio appetito senza soffrire la fame. Uno degli elementi cruciali della terapia del dottor Max Gerson sono gli enteroclismi di caff`e.

Quando un paziente diabetico come questo, cio`e con altre complicazioni, dimagrisce velocemente, metabolizza anche molte tossine depositate nei tessuti grassi. In altri termini, quando il grasso si scioglie i prodotti tossici contenuti nella massa grassa entrano nel sangue con il rischio di intossicare il paziente se non `
e subito sottoposto a una cura disintossicante. Gli enteroclismi di caff`e stimolano l’apertura delle vie biliari permettendo alle tossine di essere eliminate attraverso l’intestino. (Vedi i dettagli completi della Terapia Gerson nei Capitoli relativi alla preparazione dei succhi e degli alimenti e alla somministrazioni degli enteroclismi).
Questo caso presenta alcuni elementi che meritano la nostra attenzione. Da un lato, il personale medico della clinica di Tijuana si rese subito conto che Frank era un tipico caso di ipotiroidismo, oltre che a soffrire di altri disturbi. Egli era un soggetto estremamente in sovrappeso e infartato. Questa situazione era aggravata dalla presenza di diabete, ci`o che riconduceva a una riduzione delle funzioni tiroidee. I suoi due figli, di quattordici e diciassette anni, soffrivano rispettivamente di diverse allergie e di asma.
Questi sono due fattori tipici dell’ipotiroidismo (spesso ereditari) e di una deficienza immunitaria: i due ragazzi li presentavano entrambi.
Ancora pi`u sorprendente in questo quadro familiare `e che sette anni prima il padre di Frank, oggi di settantasei anni, aveva seguito la Terapia Gerson a causa di un
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tumore al pancreas allo stadio avanzato. La prognosi del suo medico curante non gli aveva lasciato speranza: non gli restavano che tre o forse sei mesi di vita. Arriv`o alla clinica per la Terapia Gerson a Tijuana e segu`ı alla lettera il programma terapeutico guarendo completamente. Oggi sono trascorsi otto anni dalla guarigione del padre di Frank e ancora adesso gode di ottima salute. Anche lui aveva avuto tre infarti prima che gli fosse diagnosticato il tumore al pancreas. Oggi, oltre a non avere avuto una ricaduta della malattia, vive una vita attiva e felice. Studiando il quadro di questa famiglia si pu`o apprendere una lezione molto importante: abbiamo un altro membro della famiglia Winslow affetto da ipotiroidismo, che `
e colpito da infarto e poi anche da un tumore, e tuttavia il figlio pur avendo assistito all’incredibile guarigione del padre lascia che il suo organismo si ammali al punto da rischiare la vita prima di sottoporsi al trattamento che aveva gi`a salvato la vita di suo padre!
Un elemento importante della Terapia Gerson per la cura delle malattie cardiache e`l’uso dell’ormone tiroideo per aumentare il metabolismo, bruciare i grassi e il colesterolo. Ovviamente all’inizio le dosi di ormone tiroideo saranno minime per non gravare troppo su un cuore gi`a debole. `
Un secondo elemento e l’olio di semi lino che contribuisce a sciogliere i grassi e i depositi di colesterolo nelle arterie e aumenta la capacit`
a del sangue di trasportare ossigeno. Un ruolo particolare lo riveste poi potassio che favorisce la funzione enzimatica (oltre a sciogliere la placca ateromasica) e impedisce l’eccessiva coagulazione del sangue. Perci`o il potassio riduce il rischio di formazione di grumi che provocano gli infarti e/o gli insulti apoplettici.
Gi`a nelle prime fasi dell’elaborazione della sua terapia, il dottor Gerson si era reso conto dell’importanza del potassio nel curare le patologie croniche. Egli afferm`o che, secondo lui, alla base di tutte le malattie degenerative croniche c’`e la fuoriuscita di potassio dalla cellula e l’invasione del sodio (processo che abbiamo definito come sindrome da danno tessutale). Per quanto riguarda le malattie cardiache, l’idea di una sindrome da danno tessutale fu in seguito ripresa anche dal professor Demetrio Sodi-Pallares della Facolt`a di Medicina dell’Universit`a di Citt`a del Messico nonch´e autore di oltre una dozzina di libri e pi`u di 300 articoli sulla sua cura per le malattie cardiache.
`
E opinione del dottor Sodi-Pallares che le malattie cardiache non sono disfunzii del cuore ma dell’intero organismo – in particolare causate dalla perdita di potassio e dall’eccesso di sodio. Nel trattare i suoi pazienti cardiopatici, anch’egli consigliava una dieta povera di sodio e r`ıcca di potassio. Fu solo dopo aver eseguito le sue ricerche sulle affezioni cardiache e aver pubblicato molti studi al riguardo che entr`o in contatto con il lavoro del dottor Gerson e con una filosofia di base simile alla sua con la sola differenza che il dottor Gerson applicava la sua dieta povera di sodio e ricca di potassio a tutte le patologie croniche ottenendo ottimi risultati. Difatti alti valori di potassio abbinati a bassi valori di sodio sviluppano una sinergia che agisce positivamente contro ogni tipo di malattia. Ovviamente, all’interno della Terapia Gerson ci sono altri elementi e altre procedure per esempio un intenso programma nutrizionale con molti succhi freschi, enzimi digestivi, olio di semi di lino e gli enteroclismi disintossicanti a base di caff`e. Nel campo delle cardiopatie e arteriosclerosi, non solo il dottor Gerson ottenne miglioramenti delle affezioni ma anche un elevato tasso di sopravvivenza a lungo termine.
Diversamente da quanto creduto e insegnato dalla medicina ortodossa, nel malato sot
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toposto al protocollo Gerson la formazione e invasione di placca ateromasica `e reversibile e quindi le pareti delle arterie tornano a essere pulite.
Il professore newyorkese Henry Schaefer-Simmern, un forte fumatore amico di lunga data del dottor Gerson si sottopose alla Terapia Gerson quando, verso i quarantacinque anni soffr`ı di numerosi infarti cardiaci a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Il professor Schaefer-Simmern era vivo per miracolo con scarsa circolazione sanguigna come testimoniato dalla cianosi delle labbra. Cominci`o la terapia verso la fine degli anni Quaranta del Novecento rimase attivo e nel pieno delle forze fino a ottant’anni.
La maggior parte delle malattie degenerative acute o croniche pu`o essere corretta tramite l’adozione della Terapia Gerson modificata in base alle esigenze del paziente.
17.12 Epatite A, B e C
Con l’applicazione del protocollo Gerson abbiamo osservato la completa remissione della malattia e il recupero di tutte le funzioni epatiche. Il trattamento e identico a quello
`consigliato per i pazienti oncologici trattati con chemioterapici. Gli enzimi del fegato devono essere tenuti sotto stretto controllo.
17.13 Disfunzioni renali
Grazie alla dieta povera di proteine prevista dal protocollo Gerson `e possibile controllare le disfunzioni renali e massimizzare le funzioni renali di non meno del 15%. Una volta che i pazienti sono stati inseriti nel programma di dialisi non sono pi`
u idonei a essere trattati con la Terapia Gerson. Poich´e nella maggior parte dei casi i reni non guariscono mai completamente, i pazienti dovranno continuare a seguire la Terapia Gerson per il resto della vita.
17.14 Intossicazione da metalli
Una volta sconfitta l’intossicazione da metalli la dose di soluzione di Lugol dovrebbe essere limitata a una o due gocce al giorno. Si deve fare in modo che il processo di disintossicazione avvenga lentamente. Per guarire l’intossicazione da metalli in genere si applica il protocollo Gerson modificato per pazienti trattati con chemioterapici in buone condizioni fisiche.
17.15 Sclerosi multipla
La Terapia Gerson ha conseguito ottimi risultati nella cura della sclerosi multipla. Con un regime dietetico e un programma di disintossicazione appropriati, l’organismo `
e in grado
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di ripristinare la guaina mielinica che circonda le fibre nervose in modo che possano trasportare i messaggi elettrici al cervello e viceversa. Il processo di ripristino della guaina danneggiata pu`
o provocare un temporaneo peggioramento dei sintomi che in genere spaventa il malato. Tuttavia se il malato persiste con la terapia, l’organismo sar`a in grado di guarire la guaina e favorire il completo recupero delle buone condizioni di salute.
Attenzione: “si ritiene” che la sclerosi multipla sia una malattia auto-immune, vale a dire `e il sistema immunitario dell’organismo che distrugge la guaina mielinica. In base a questo presupposto e non disponendo di altre soluzioni terapiche, la medicina ortodossa tende a curare la sclerosi multipla con immunoinibitori come nella chemioterapia per i tumori. Dopo questi trattamenti difficilmente la Terapia Gerson si dimostra efficace. Anche l’uso di prednisone per lunghi periodi ostacola l’azione della Terapia Gerson e la conseguente guarigione.
17.16 Osteoartrite degenerativa
Pi`u frequente e con un decorso meno rapido rispetto all’artrite reumatoide, l’osteoartrite `
`E causata dal lento deterioramento delle articolae una patologia tipica dell’anziano.
zioni ed `
e scatenata dal danno causato da un eccesso di proteine che l’organismo non riesce ad assimilare e i reni non riescono a espellere. Tuttavia l’osteoartrite non `e accompagnata da un processo flogistico quindi la sua azione degenerativa sulle articolazioni `
e lenta. La malattia si manifesta con formazioni ossee a carico delle dita, in particolare dell’indice e del mignolo, o di qualsiasi articolazione della mano e delle dita dei piedi, per finire con l’interessare anche le grandi articolazioni.
Si ritiene che entrambi i tipi di artrite – osteo e reumatoide – siano patologie di tipo genetico. Ci sono molti elementi a sostegno di questa teoria poich´e in entrambi i casi dobbiamo ricordare che l’organismo `
e incapace di far fronte a un carico eccessivo di proteine animali e ci`
o lascia presupporre la presenza di un pancreas debilitato incapace di produrre gli enzimi proteolitici necessari. La tendenza ad avere un pancreas debole potrebbe essere ereditaria.
Tuttavia bisogna tenere presente un altro fattore. Quando una malattia `
e ricorrente all’interno di una famiglia `
e importante ricordarsi che molto probabilmente i membri di quella famiglia mangeranno gli stessi alimenti. E non solo, le figlie prepareranno gli stessi cibi che preparavano le loro madri e in questo modo lo stesso tipo di dieta verr`
a conservata e tramandata da una generazione all’altra.
Al Gerson Institute `e accaduto un episodio molto interessante e rappresentativo della situazione che abbiamo appena illustrato. Lillian Stomatis, una signora piena di vita di circa cinquantacinque anni, si present`o a uno degli ospedali che praticano la Terapia Gerson alla ricerca di un modo per curare l’artrite reumatoide da cui era afflitta. Aveva il ginocchio destro molto gonfio e il dolore era talmente forte che la donna faticava a muoversi da sola. La paziente aveva portato con s´e la figlia Rosalie cos`ı avrebbe potuto aiutarla ad arrivare fino al bagno, a vestirsi e a compiere le normali azioni della vita quotidiana.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Rosalie, una giovane donna di bell’aspetto, aveva vent’otto anni e mostrava gi`
ai primi segni dell’artrite. Ma Rosalie non era sola, infatti aveva portato con s´
e la propria figlia, una bimbetta di cinque anni con i codini, che sfortunatamente accusava gi`o abbiamo potuto constatare che i
a anch’essa i primi sintomi dell’artrite! Perci`segni degenerativi dell’artrite insorgono sempre prima in ogni generazione.
In un certo senso le persone anziane dispongono di risorse migliori e sono meno danneggiate dalle tossine nell’aria, nell’acqua, nel suolo, negli alimenti e nei farmaci di nuova concezione, mentre i giovani si abituano sempre pi`u a prendere farmaci contro dolore, disturbi, insonnia, cali di energia e anche peggio. L’eccessiva assunzione di
`
farmaci provoca un’accelerazione dei processi degenerativi. E, Inoltre, nei bambini molto piccoli c’`e sempre il problema dei vaccini.
Come descritto dall’ex direttore della American Pediatric Society4, il dottor Robert A. Mendelsohn, M.D., e prima del suo decesso anche primario di un importate ospedale pediatrico di Chicago, sono state raccolte numerose prove a sostegno del fatto che i vaccini avevano causato numerosi problemi a bambini molto piccoli. In molti bambini l’introduzione dei germi o virus attenuati `
e sufficiente per causare l’insorgenza di gravi problemi, disfunzioni cerebrali, diabete e artrite reumatoide. Gli scritti e le accuse del dottor Mendelsohn furono a lungo dibattuti dalla medicina ortodossa ma rimane il fatto che molti bambini subirono danni cerebrali a seguito di una vaccinazione. Gli altri effetti patologici furono pi`u difficili da provare. Tuttavia dobbiamo interrogarci sul problema alla base della vaccinazione contro una malattia: che cosa fa la vaccinazione per provocare una malattia invece di prevenirla? Le tossine introdotte nell’organismo e non completamente espulse possono determinare un’inibizione enzimatica. Quando sono bloccati o inibiti particolari enzimi l’organismo non `e pi`u in grado di digerire ed espellere propriamente certi nutrienti e quindi ha inizio la malattia.
Il signor H.R. Feinstein, medico ottantaduenne di Los Angeles, arriv`o alla clinica del-la Terapia Gerson per curare una dolorosa forma di osteoartrite dell’anca nonostante i suoi medici curanti gli avessero consigliato un intervento chirurgico di sostituzione dell’anca. Dopo aver rifiutato l’intervento decise di seguire il programma Gerson. Ma il dottor Feinstein era affetto anche da altri disturbi. Infatti teneva sotto controllo la pressione con l’assunzione di farmaci anti-ipertensivi, aveva il valore del colesterolo a oltre 300 (il valore normale arriva a 200) e soffriva di ipoacusia progressiva. Anche la moglie del dottor Feinstein che aveva accompagnato il marito presentava una forma di artrite di tipo reumatoide piuttosto che osteoartrite e soffriva anche lei di ipercolesterolemia.
Il medico rimase sorpreso quando il valore del colesterolo scese di 100 punti in una settimana. Quindi pot´e anche ridurre il dosaggio dei farmaci anti-ipertensivi. Verso la fine della seconda settimana di ricovero, il figlio dei Feinstein ebbe un grave incidente automobilistico e il padre, innegabilmente sottoposto a forte tensione emotiva, prese una dose maggiore di farmaci per la pressione che lo fecero immediatamente svenire. I medici della clinica si preoccuparono notevolmente perch´e, dopo tutto, il signor Feinstein aveva ottantadue anni e decisero di ricorrere a misure di emergenza. Notarono che la pressione del dottor Feinstein era troppo bassa a causa della medicina che aveva ingerito.
4Associazione pediatrica americana, N.d.T.
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Mano a mano che il farmaco usc`ı dal circolo sanguigno le sue condizioni si normalizzarono e il malato si sent`ı di nuovo meglio. Alla fine della terza settimana di degenza, l’udito del paziente dava segni di miglioramento e la pressione sanguigna rimase a livelli normali senza che il malato avesse bisogno di assumere farmaci.
Il dolore all’anca spar`ı e anche l’osteoartrite smise di provocargli disturbi. Ovviamente l’anca non guar`ı completamente ma dalle radiografie si poteva vedere che c’era un processo di guarigione in atto e che la frizione era diminuita facendo scomparire il dolore. Per quanto riguarda la moglie del dottor Feinstein, ci fu un miglioramento dell’infiammazione al dito ma la donna fu costretta ad abbandonare la clinica per essere vicina al figlio e quindi i suoi risultati non furono altrettanto rilevanti.
Alla clinica di Tijuana arriv`o un’altra paziente affetta da osteoartrite. La signora Marion Sands, una bibliotecaria di sessantuno anni aveva le dita e le nocche delle mani notevolmente deformate ed era costretta a portare dei tutori in pelle per mantenere le dita in posizione normale. La malata segu`ı il programma per tre settimane dopodich´e continu`o la terapia a casa. Dopo aver seguito la Terapia Gerson per due anni le mani avevano nuovamente un aspetto normale; le dita erano diritte e i muscoli ristabiliti tanto che riusciva a usare le mani senza aver pi`u bisogno di portare il tutore.
Come abbiamo gi`a menzionato i malati di osteoartrite presentano danni radicati e profondi e quindi hanno bisogno di seguire la terapia per molto pi`u tempo in modo da rigenerare le ossa e i muscoli interessati. Ma la cosa pi`u importante e che il malato
`
potr`
a conseguire risultati apprezzabili solo se si dimostra abbastanza determinato a voler seguire per un tempo relativamente lungo una terapia nutrizionale restrittiva e impegnativa come la Terapia Gerson.
17.17 Osteoporosi
L’osteoporosi provoca la decalcificazione delle ossa. Il consiglio che il pi`u delle volte il medico allopatico d`a ai suoi malati affetti da questo disturbo `e quello di bere pi`u latte (per il contenuto di calcio). Sfortunatamente questo non `e che un approccio semplicistico e scorretto al problema.
In primo luogo dobbiamo ricordare che l’eccesso di proteine, come quelle del latte, `
e una delle cause alla base del problema e in secondo luogo che. secondo quanto esposto nel libro di Pottenger, Cats, a Study in Nutrition5 il latte pastorizzato e quindi danneggiato dal calore oppure prodotti caseari fatti a partire da latte cotto non sono assimilabili senza enzimi vivi e non fanno che nuocere all’organismo. Assumere supplementi di calcio non `
e una soluzione. Le compresse di calcio non sono prontamente assimilabili. Il calcio deve entrare nell’organismo nella giusta combinazione insieme agli enzimi attivi che troviamo nei succhi di carota, di verdure a foglia verde e nella lattuga fresca.
Con questi alimenti biologici l’organismo non riceve il calcio sotto forma di preparato farmacologico ma tutti i nutrienti minerali oltre al calcio, nella fattispecie magnesio, man
5Gatti, uno studio sulla nutrizione, N.d.T.
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ganese, zinco, rame, potassio, iodio e molti altri compresi gli enzimi attivi che facilitano l’assimilazione e il deposito del calcio nelle ossa. In questo modo non solo la Terapia Gerson pone rimedio a un’eventuale carenza di calcio ma fornisce l’organismo anche dei nutrienti necessari per la rigenerazione delle ossa.
La Terapia Gerson ha dato ottimi risultati nella cura dell’osteoporosi promuovendo la calcificazione delle ossa.
17.18 Trattamento con steroidi
In genere la medicina tradizionale prescrive farmaci steroidei per il trattamento del lupus eritematoso sistemico, dell’artrite reumatoide, dei disturbi gastrointestinali, dei tumori cerebrali e di altre patologie. Quando si comincia la Terapia Gerson si sconsiglia di interrompere improvvisamente i trattamenti a base di cortisonici. L’interruzione deve essere graduale in modo da disabituare lentamente il paziente e soprattutto essa deve avvenire sotto stretto controllo medico. I pazienti trattati con steroidi, che provocano effetti collaterali spaventosi, hanno pi`u probabilit`a di soffrire di irritazioni dell’apparato digerente. Si raccomanda di sospendere la somministrazione di Acidol e di niacina fino a cinque giorni dopo da quando i residui steroidei sono completamente stati eliminati dal circolo. La dose di potassio deve essere limitata a 10 o 20 cucchiaini al giorno.
17.19 Lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide e sclerodermia
Una volta eliminati i residui steroidei nell’organismo, patologie come il lupus eritematoso sistemico (LES), l’artrite reumatoide (AR) e la sclerodermia (tutte affezioni del collagene) rispondono eccezionalmente bene alla Terapia Gerson. Tuttavia la guarigione non sar`a completa neppure con la Terapia Gerson se il malato ha assunto steroidi per periodi superiori a due anni o se `e stato trattato con chemioterapici. Nel caso del lupus eritematoso sistemico e dell’artrite reumatoide la frequenza degli enteroclismi a base di caff`e sar`a limitata a due o tre al giorno. Le reazioni possono essere molto intense e i malati devono rimanere sotto stretto controllo durante il periodo di reazione.
17.20 Colite ulcerosa
I pazienti affetti da colite ulcerosa reagiscono incredibilmente bene alla Terapia Gerson anche quando soffrono di forti emorragie. Abbiamo osservato che in un certo numero di malati la remissione della malattia `e stata totale e duratura. Nelle prime fasi della terapia il caff`e degli enteroclismi `e sostituito con camomilla e per un breve periodo `
e vietato consumare alcuni alimenti crudi. I pazienti affetti da colite ulcerosa, morbo di Crohn, sindrome da intestino irritabile, sindrome da aumentata permeabilit`
a in
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testinale (LGS) e altri disturbi dell’apparato intestinale reagiscono positivamente al programma terapeutico Gerson.
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Parte IV



Come usare l’approccio del
dottor Gerson

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Capitolo 18

Approcci psicologici della Terapia Gerson
I malati che seguono il programma terapeutico Gerson sono sottoposti a un forte stress psicologico. Spesso arrivano alla Terapia Gerson dopo esser passati sotto le forche caudine di qualche trattamento ortodosso difficile da accettare; il pi`u delle volte, le terapie consolidate offerte negli Stati Uniti sono avversamente estensive, fastidiose, e talvolta pericolose. Il paziente avr`a dilapidato le sue risorse finanziarie, prosciugato il suo
a gi`sistema immunitario e richiesto un pesante tributo al suo equilibrio psichico. Una situazione come questa si verifica perch´e il malato `e costantemente sottoposto a esami di laboratorio, visite diagnostiche talvolta dolorose, biopsie in grado di provocare profondi turbamenti e a un numero imprecisato di esperienze psicologiche angoscianti.
Senza contare che il paziente neoplastico `
e spesso traumatizzato dall’opinione diffusa che non si pu`
o fare molto per vincere i tumori e, in molti casi, quella convinzione finisce per essere vera considerato il tasso di mortalit`
a che accompagna chemioterapia e radioterapia.
Anche la pi`u recente immunoterapia presenta numerose insidie. Dal punto di vista della medicina tradizionale il malato potrebbe finire per convincersi che il cancro e`una malattia incurabile.
Spesso il paziente neoplastico e la sua famiglia arrivano alla clinica dove si pratica la terapia Gerson in uno stato di depressione profonda e in molti casi sopraffatti da sentimenti negativi come preoccupazione, dolore, paura, tristezza, rabbia, irascibilit`a, egocentrismo. Anche per queste persone depresse, ansiose, in una parola infelici, la Terapia Gerson offre sollievo e speranza.
Abbiamo osservato che i pazienti che compiono ogni sforzo per seguire il programma terapeutico Gerson quando la malattia `e a uno stadio precoce faticano meno a superare i problemi di salute che li affliggono e a recuperare il benessere con maggiore facilit`a.
In entrambi i casi, che si tratti di pazienti a uno stadio avanzato o precoce, queste persone sfortunate accettano di sottoporsi a una cura poco familiare e al di l`a dei confini tracciati dalla medicina convenzionale. Di conseguenza essi devono affrontare con fer
221

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rea determinazione e incrollabile speranza un lavoro lungo, monotono, impegnativo e solitario e, alla fine, senza garanzia di successo. Gli aspetti psicologici giocano un ruolo fondamentale per la guarigione e sia il protocollo standard che quello modificato forniscono al malato alcune linee guida per modulare le reazioni emotive.
18.1 Aspetti psicologici della Terapia Gerson
Proprio per la natura devastante dei tumori i pazienti afflitti da neoformazioni maligne, in particolar modo quelli che soffrono anche di altre malattie degenerative, progrediscono pi`u completamente verso la guarigione se ricevono anche un
u velocemente e pi`aiuto psicologico. Un fattore importante della Terapia Gerson e che i vari aspetti della
`disintossicazione agiscono positivamente sull’atteggiamento del paziente. Il grado di tossicit`a della dieta americana standard e lo stile di vita generalizzato favorisce l’accumulo di tossine nel sangue e nella circolazione sistemica generale. Le tossine, inoltre, possono raggiungere il cervello e tendono a influire negativamente sulla mente aumentando gli attacchi di ansia, depressione, paura, panico e cos`ı via.
Con il programma di disintossicazione della Terapia Gerson, nel giro di pochi giorni il paziente comincer`a a sentirsi pi`u sicuro di s´e e a manifestare una maggiore stabilit`a emotiva. Ciononostante sosteniamo che sia necessario cercare un sostegno psicoterapeutico.
Una volta il dottor Gerson afferm`o che muoiono pi`
u uomini per la paura del cancro di quanti non ne muoiano per la malattia in se´. Il corpo malato non `
e che l’esternazione di una parte della malattia. Quando il malessere comporta anche paura l’associazione stimola un maggiore accumulo di tossine e accelera l’aggravamento delle condizioni psicologiche. Si impone, quindi, una migliore comprensione della paura, delle emozioni negative e dei processi che si impadroniscono della mente del malato in via di guarigione.
Poich´e ogni pensiero, ogni emozione, provoca un’azione biochimica, la psico-neuroimmunologia ci insegna che i sentimenti, gli stati d’animo e la nostra visione della vita influiscono sul sistema immunitario il quale `
e rafforzato da una prospettiva determinata e ottimistica e indebolito da atteggiamenti di impotenza e disperazione. Quando viene diagnosticato un cancro, ci si trova di fronte a una verit`a che scatena traumi emotivi e psicologici con attacchi di disperazione e panico oppure di apatia o rabbia con effetti devastanti sulla mente. Queste emozioni impediscono al sistema immunitario indebolito del malato di attaccare il tumore maligno.
Poich´e scopo principale del personale medico che pratica la terapia Gerson e quel
`lo di ripristinare il sistema immunitario danneggiato del paziente, si deve impedire che fattori psicologici ostacolino la guarigione fisica. Una terapia olistica fuga la negativit`a mentale ed emotiva (psichica) al fine di rafforzare l’immunit`a fisica (somatica). Se siete soli, come paziente o come sostegno di quel paziente senza poter contare sull’aiuto del personale medico di una clinica Gerson, vi consigliamo di concentrarvi sulle procedure terapeutiche cercando di elaborare al meglio le emozioni negative che sono distrut
`
tive e che devono essere eliminate. E importante lavorare sulla condizione psicologica di un malato gi`a traumatizzato dalla malattia e fare in modo che mantenga una visione
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positiva della vita.
≪Non si dovrebbe cercare di curare il corpo senza [curare] l’anima≫, scrisse Platone oltre 2.400 anni fa. Il corpo e la mente sono due entit`
a inscindibili; si ammalano insieme e devono essere curate insieme. Diversamente, le possibilit`a di recuperare la condizione di benessere diminuiranno notevolmente. N´e nessun altro
e la Terapia Gerson n´metodo terapeutico potr`
a essere efficace se coscientemente il malato nega la vita.
Le emozioni negative hanno un effetto distruttivo sulle funzioni dell’organismo e specialmente sul sistema nervoso. Esperienze logoranti che derivano da emozioni negative producono uno stimolo morboso sulla divisione autonoma o involontaria dei nervi comprese le terminazioni del sistema simpatico e parasimpatico; c’`e un aumento della pressione sanguigna, del battito cardiaco, della velocit`a di respirazione e del consumo di ossigeno. Viene consumato glucosio senza che ce se sia bisogno, la funzione di filtraggio dei reni e le funzioni gastrointestinali diminuiscono riducendo la capacit`a di digestione e di espulsione delle scorie e delle tossine dell’organismo. Il paziente `e afflitto da insonnia, spossatezza, mancanta di appetito, apatia, indifferenza e noia.
Si impone la necessit`a di attenuare e quindi eliminare tutti questi disturbi che si manifestano a livello del sistema nervoso simpatico. Com’`e possibile farlo da soli? Un terapeuta potrebbe essere in grado di aiutare il paziente a neutralizzare queste manifestazioni psicologiche negative? Il dottor Norman Cousins Ph.D., eminente autore di Anatomy of an Illness1 fornisce ai suoi lettori importanti mezzi terapeutici affermando che le emozioni positive sono potenti strumenti di mobilitazione delle naturali capacit`a di autoguarigione dell’organismo.
18.2 Le emozioni positive come potente mezzo di guarigione
Le emozioni positive sono armi potenti nella lotta contro la malattia. Il riso, il coraggio, la tenacia, l’affetto e la considerazione per gli altri nonch´e un collegamento con la comprensione della spiritualit`a del paziente sono tutte emozioni o sentimenti positivi. Il dottor Cousins scrisse:
≪Sempre pi`u spesso la stampa medica specializzata pubblica articoli sull’alto costo delle emozioni negative. I tumori, in particolar modo, sono stati collegati a intensi stati emotivi di dolore, rabbia o paura. Non ha senso supporre che le emozioni siano solo indice di sofferenza e non apportino nessun beneficio. Ad ogni modo, molto prima di ammalarmi gravemente, arrivai alla conclusione che la creativit`a, il desiderio di vivere, la speranza, la fede e l’amore avevano un impatto biochimico e contribuivano in modo determinante al conseguimento della guarigione e del benessere. Le emozioni positive sono esperienze che incitano alla vita≫.
La studiosa di fisica francese e vincitrice del premio Nobel Marie Curie, Ph.D. afferm`o che ≪nella vita non c’`e
e nulla di cui temere; deve solo essere compreso. Questo `
1La volont`
a di guarire: anatomia di una malattia, A. Armando, Roma, 1982, N.A.T.
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il momento per capire di pi` La comprensione di come
u in modo da temere di meno≫. si evolve una malattia e che cosa la provoca dovrebbe essere il primo passo verso la sconfitta di ogni patologia. Capire ci``
o che e alla base della malattia permetter`a al paziente in stato confusionale di comprendere i meccanismi e lo scopo della Terapia Gerson e perch´e questa terapia `e destinata a funzionare.
Chi ` a difficolt`
e affetto da una malattia grave probabilmente avr`a a concentrarsi sui principi alla base del programma del dottor Gerson, di conseguenza sar`a la famiglia; o la persona che lo assiste ad aiutarlo in questo compito. Capire e accettare l’approccio del dottor Gerson per raggiungere il benessere dissiper`a parte della paura e dimostrer`a che esiste il modo per arrestare il processo degenerativo e guarire. Indubbiamente le parole da sole non sono in grado di allontanare tutti i timori e siamo consapevoli che ci`o che conta `e ottenere un risultato positivo. Un miglioramento nelle prime fasi della terapia far`a miracoli nel ridare speranza al malato. Molti dei pazienti che arrivano alla clinica Gerson hanno perso il desiderio mangiare e bere.
Ma non passa molto tempo prima che la situazione migliori. Il programma Gerson aiuta i pazienti a superare questa difficile prova offrendo loro cibi semplici e succhi facilmente digeribili. Questo decongestionamento del metabolismo `e di vitale importanza perch´e a quel punto si assister`a a un miglioramento del flusso sanguigno, del sistema nervoso e delle funzioni corporee in genere. Il malato comincia a bere, mangiare, dormire pi`u serenamente e quasi immediatamente sente di aver recuperato le energie, di voler vivere. Probabilmente, per la prima volta da quando `e stato informato della diagnosi o prognosi, si rende conto che c’`e una possibilit`a di vivere una vita lunga, che pu`o esserci un futuro.
18.3 Alcune funzioni svolte dall’assistente del malato (familiare o amico)
Tuttavia, la Terapia Gerson richiede che il malato modifichi drasticamente il proprio stile di vita. Giorno dopo giorno il malato vivr`a momenti di benessere alternati a momenti di disagio soprattutto a causa delle reazioni alla terapia. Il processo di guarigione mette a
`
dura prova anche il paziente pi`u determinato. E compito di chi assiste il malato alleviarne la sofferenza con sostegno costante, comprensione e consigli mirati. Come svolgere queste importanti mansioni? All’assistente del malato `e affidato il compito di apportare sollievo, e dovr`a:
❆ Mettere a disposizione del malato uno spazio proprio offrendogli la pi`u completa e totale attenzione, ascoltando e astenendosi dal dare giudizi.
❆ Stabilire una complicit`a con il malato facendolo diventare un alleato attivo in grado di condividere le responsabilit`a relative al programma terapeutico.
❆ Dissipare ogni credenza popolare legata al cancro. Egli dovr`a lavorare sulla consapevolezza del malato, aiutandolo a mettere nella giusta proporzione concetti negativi, a identificare processi mentali controproducenti e a eliminarli.
❆ Esplorare il sistema di credenze del paziente e i meccanismi di relazione all’interno della famiglia di cui fa parte. Se la famiglia `e contraria o apertamente ostile alla terapia, si dovr`a tentare di modificare questi sentimenti. Oppure allontanare il paziente da un ambiente negativo. Oppure allontanare quella fonte distruttiva dal paziente.
❆ Far fronte all’acredine e ai sentimenti di precariet`a del paziente.
❆ Destreggiarsi fra i drastici cambiamenti di umore e talvolta il comportamento asociale del paziente che possono accompagnare il processo di disintossicazione.

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Un assistente ha il compito fondamentale di impedire al paziente di convincersi del-l’impossibilit`a di seguire il programma terapeutico a casa. L’assistente aiuta il paziente nell’esecuzione di quasi tutte le procedure previste dalla Terapia Gerson come la spesa degli alimenti, la consegna della stessa a domicilio, la preparazione dei pasti, la somministrazione dei supplementi, la preparazione dei succhi, la loro distribuzione durante il giorno, la predisposizione della routine giornaliera, la corretta gestione della routine, il lavaggio continuo dell’attrezzatura necessaria, la preparazione degli enteroclismi a base di caff`e, la somministrazione degli enteroclismi in caso di bisogno, il sostegno durante le reazioni alla terapia e le altre forme di riacutizzazione. L’assistente ha anche il compito di mitigare la noia e trasmettere entusiasmo e dedizione verso la cura ma soprattutto ha il dovere di fare in modo che sia il malato che se stesso mantengano l’equilibrio psicofisico necessario.
L’assistente deve essere preparato ad affrontare le alterazioni emotive a cui d`a sfogo il malato mentre l’organismo si libera delle tossine accumulate. La giornalista e psicoterapeuta londinese Beata Bishop afferma che ≪La disintossicazione fisica genera inevitabilmente anche una disintossicazione psicologica. Le tossine passando attraverso il sistema nervoso centrale suscitano strane reazioni e comportamenti anormali: violenti cambiamenti di umore, irritabilit`a, accuse ingiuste e aggressivit`
a, rabbia, instabilit`a. Il comportamento normale e civile del malato cede il passo a emozioni e impulsi che sono stati negati e repressi per molto tempo, fin dall’infanzia. . . Fa parte del processo. A prescindere dal nostro ruolo nei confronti del malato dobbiamo conservare la calma, adottare un comportamento comprensivo e normale e aspettare che la confusione interiore passi≫.
18.4 Strumenti e metodi per rafforzare le condizioni psicologiche del paziente
I medici che praticano la Terapia Gerson hanno il compito di inserire all’interno dei programmi terapeutici alcuni consigli volti a controbilanciare le ripercussioni psicologiche di una malattia grave, che si tratti di tumore, cardiopatie, diabete, artriti, infezioni gravi o qualsiasi altra patologia degenerativa. Questi consigli aggiuntivi includono un certo numero di metodi e accorgimenti di carattere psicologico indirizzati al paziente:
1. Usare tecniche di rilassamento.
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1Creare visualizzazioni collegate al potere di autoguarigione.
2Dedicare tempo alla meditazione.
3Dimostrarsi assertivi.
4Stimolare e sviluppare il potere immaginativo dell’emisfero cerebrale destro che sottende alle funzioni artistico-creative e alle percezioni idealistiche.
5Far mutare l’atteggiamento negativo della famiglia.
6Sottolineare le azioni positive in tutte le situazioni o relazioni.
7Stimolare la totale comprensione del programma Gerson al fine di accrescere la fiducia del malato e il suo desiderio di iniziare un trattamento terapeutico duro e onnicomprensivo che richiede una buona dose di autodisciplina.
8Eliminare in relativamente poco tempo il dolore fisico interno utilizzando enteroclismi a base di caff`e e gli altri mezzi di disintossicazione.
9Stimolare il raggiungimento di miglioramenti sintomatici che il paziente possa vedere e sentire.

Nei paragrafi che seguono abbiamo sviluppato brevemente i primi cinque metodi in grado di offrire un conforto psicologico alla persona affetta da tumore o da altra malattia degenerativa grave.
18.4.1 Uso delle tecniche di rilassamento
Si consiglia di seguire per tre volte al giorno – al mattino, dopo pranzo e prima di andare a dormire – e per circa quindici minuti, una tecnica progressiva di rilassamento profondo. Innanzitutto rilassate la testa, poi il collo e infine le spalle e, in progressione, tutto il resto del corpo a cominciare dalla parte superiore fino ad arrivare alla punta dei piedi.
Il procedimento da seguire per rilassarsi `e quello insegnato da Jose Silva della Silva in Mind Control2. Questo `e il metodo da adottare:
1Sedete confortevolmente in una sedia o sdraiatevi sul pavimento.
2Chiudete gli occhi e rilassatevi.
3Fate respiri lunghi e profondi.
4Quando espeilete l’aria, rilassate ulteriormente il corpo.
5Contate lentamente all’indietro da 100 a 1.
6Vagate con la mente in un luogo tranquillo che vi `e familiare.

2Controllo Mentale, Silva, N.d.T.
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1Esprimete mentalmente una convinzione profonda come “manterr`o sempre un corpo e una mente perfettamente sani”.
2Calatevi nelle vostre visualizzazioni personali che vi procurano serenit`a

18.4.2 Creare le visualizzazioni
Vi proponiamo una semplice tecnica di visualizzazione creativa che Shakti Gawain, celebre iniziatrice e insegnante del movimento di autocoscienza, consiglia ai suoi studenti. Si procede nel seguente modo:
1Adottate il metodo di rilassamento preferito, magari quello proposto da Jos´e Silvia.
2Immaginate un corpo in piena salute proprio come quello che desiderereste avere.
3Immaginate che questo corpo pieno di vitalit`a e salute sia in vostro possesso, ammiratelo, sentitelo, mostratelo a parenti e amici.
4Pronunciate convinzioni positive (asserzioni) su questa condizione di ottima salute del corpo.
5Terminate la visualizzazione sostenendo fermamente che il vostro corpo conserver`a per sempre questo stato di ottima salute.

Una volta rilassati e in grado di compiere le visualizzazioni senza difficolt`a, inizia il vero e proprio processo di guarigione. Immaginate il vostro organismo e il tumore che sta crescendo, poi immaginate che il tumore smetta di crescere. Osservatelo diventare sempre pi`Durante queste sessioni di rilassamento visualizzate il tumore e
u piccolo. immaginate che diminuisca sempre un po’ di pi`u rispetto alla volta precedente. Immaginate inoltre che il vostro sistema immunitario funzioni perfettamente. Raffiguratelo come meglio credete: un sistema che abbraccia e protegge tutto l’organismo con i suoi globuli bianchi (leucociti) suddivisi in linfociti, fagociti, monociti e molti altri.
18.4.3 Dedicate tempo alla meditazione
La meditazione, uno stato della coscienza in cui si smette di avere consapevolezza di ci`o che ci circonda in modo che la mente possa focalizzarsi su un singolo concetto, ha la capacit`a di stimolare il riposo e alleviare le tensioni. Ci vuole pazienza e perseveranza per sviluppare il potere di concentrazione necessario alla meditazione3. La mente tender`a a vagare verso altri pensieri, altre immagini, e ci`o e normale. Pi`a necessario
`u volte sar`riportare l’attenzione sull’oggetto della meditazione. Pu`o essere frustrante scoprire come sia facile per la mente pensare ad altro. Considerate che il soggetto della meditazione sia
3Non `
e cos`ı. Leggi qualche libro di Osho (www.osho.com) e utilizza le sue tecniche di meditazione: meditazione Dinamica, meditazione Nadabhrama, meditazione Kundalini.
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simile a un obiettivo e noterete che digressioni mentali spesso vi impediscono di centrare il bersaglio.
Le tecniche di meditazione per sgomberare la mente da influenze negative esterne sono innumerevoli; il metodo che proponiamo, insegnato dal dottor Lawrence LeShan, `e solo uno dei molti che si possono utilizzare.
Meditare significa applicare armonicamente la mente verso uno scopo. Gli insegna
`
menti del maestro di yoga indiano Maharishi domandano: ≪Che cos’`E solo un
e mente? groviglio di pensieri. Smettete di pensare e poi indicatemi, dov’`
e la mente?≫.
Lo psicoterapeuta Lawrence LeShan, Ph.D., un pioniere dello studio delle implicazioni terapeutiche ed etiche della meditazione e visualizzazione, ci propone un metodo per penetrare nella mente contando i respiri. Si tratta di una tecnica Zen il cui obiettivo `
e quello di insegnare a fare una cosa sola nel modo completo e assoluto possibile, e nella fattispecie quella singola cosa `
e contare i propri respiri.
≪Sforzatevi di essere consapevoli del fatto che state contando i vostri respiri e dovrete esserlo il piu possibile`≫, insegna il dottor LeShan. ≪Tutta l’attenzione `
e lentamente, completamente e ripetutamente rivolta a quest’attivita. ``
Lo scopo e quello di avere tutto il vostro essere concentrato sul conteggio. I pensieri, i sentimenti, le impressioni, le percezioni sensoriali, quando sono coscienti, sono una deviazione dalle istruzioni≫.
Vi consigliamo di concentrarvi contando i respiri fino a quattro. Poi cominciate a contare di nuovo. Riempite gli intervalli fra un numero e l’altro aggiungendo la parola ≪e≫ dopo ogni esalazione contata. Quindi conterete ≪uno≫ – ≪e≫ – ≪due≫ – ≪e≫ – ≪tre≫ – ≪e≫ – ≪quattro≫. Poi ripetete di nuovo. `
E una tecnica eccellente per calarsi in uno stato meditativo.
18.4.4 Dimostrarsi assertivi
Uno degli elementi pi`u importanti della visualizzazione creativa sono le asserzioni, affermazioni positive forti, con le quali si dichiara l’esistenza di qualche cosa, e che qualche cosa c’`e gi`a. Quando un individuo afferma “la mia salute sta migliorando sempre di piu`” e la mente che parla al corpo e siatene certi, il corpo crede a tutto ci`
`o che la mente dice. Il flusso di pensieri che circola nella nostra mente `
e di vitale importanza per la salute del corpo e se i pensieri e le parole che usiamo sono inconsciamente negativi, una piccola parte di questa negativit`
a alligna nel nostro organismo. Quelle parole rimangono bloccate nella mente e si diffondono in tutto il resto del corpo.
Se quei concetti negativi sono consapevolmente dolorosi per gli altri, sono negazioni che tornano indietro per farvi del male. Ricordate quel vecchio detto che pi`u di una volta ha dato prova della sua veridicit`a: “quel che `e fatto `e reso”.
La pratica di esprimere mentalmente asserzioni (o pronunciarle ad alta voce) permette al soggetto di sostituire valori del passato negativi, stantii e logori con concetti e pensieri positivi e costruttivi al fine di trasformare il proprio atteggiamento e aspettative di vita e salute. Potete scrivere le vostre asserzioni, metterle in rima oppure cantarle. Pronunciate queste convinzioni positive con costanza per stimolare il processo di guarigione.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
I sostenitori della Terapia Gerson suggeriscono di utilizzare asserzioni positive collegabili a malattie, infezioni e patologie degenerative allo stadio acuto o grave che stanno affliggendo il paziente.
Di seguito abbiamo riportato alcuni esempi di asserzioni che potete creare e utilizzare voi stessi:
✽ Ogni giorno e in ogni modo la mia salute migliora e continua a migliorare sempre di pi`u.
✽ In me c’`e solo gioia di vivere, salute e bellezza!
✽ Sono in ottima salute e in completa armonia con me stesso.
✽ Rendo grazie per la mia vita di perfetta salute e felicit`a.
1.✽ Solo felice di vivere e aspetto con eccitazione ci`
2.o che il futuro mi riserva.
✽ Riconosco e accetto l’eccellenza del cammino verso la guarigione.
✽ Mi amo e mi accetto per quello che sono.
✽ Sto sconfiggendo la malattia perch´

e la cura funziona.
A questo punto abbiamo alcuni suggerimenti sul modo di utilizzare le asserzioni per stimolare la guarigione e creare un alone di felicit`a.
1. Esprimete le asserzioni sempre al presente come se il vostro obiettivo esistesse gi`a. Considerate il vostro obiettivo come una realt`a concreta e qualche cosa che e de
`stinato ad avverarsi. Questo `e perch´e tutto viene prima creato dalla mente e poi assume una forma concreta.
1Esprirnente le asserzioni nel modo pi`u costruttivo possibile affermando quello che desiderate invece di quello che non desiderate. Evitate le negazioni ad eccezione di quando eliminate blocchi emotivi o cattive abitudini. Se ´e necessario dire qualche cosa di negativo, fate seguire immediatamente la frase negativa da una positiva.
2Cercate di formulare asserzioni in modo conciso cos`ı che rimangano bene chiare nella vostra mente e trasmettano sensazioni forti.
3Mantenete una particolare asserzione solo se la sentite adatta a voi ed ’e in sintonia con il vostro corpo e la vostra mente.
4Fate in modo che le asserzioni producano in voi un senso di fiducia eliminando dubbi ed esitazioni sulla loro attuabilit`a.
5Ripetete pi`u volte queste asserzioni sia da sole o insieme alle visualizzazioni creative. (Le asserzioni s’accompagnano molto bene alle visualizzazioni

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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
18.4.5 Sviluppate il potere immaginativo dell’emisfero destro del cervello
`
E solo negli ultimi centocinquanta anni che sono stati fatti progressi verso la comprensione dei meccanismi che regolano il funzionamento della mente e perfino quei progressi hanno dimostrato che c’`e ancora molto da scoprire. Proprio quando gli scienziati pensano di aver individuato il punto in cui hanno sede attivit`a come il pensiero, la memoria, la parola si fa strada un nuovo elemento a mettere in dubbio la certezza di quella scoperta. Tuttavia si stanno raccogliendo sempre pi`u prove sul potere immaginativo dell’emisfero destro – per lo meno si sa che la mente `e sicuramente molto pi`u sottile di quanto si pensasse; per esempio, chi dispone di una capacit`a mentale “normale” in realt`a possiede abilit`a e risorse molto pi`u ampie di quanto sia stato determinato appena cinquant’anni fa.
Il cervello umano si suddivide in due parti, l’emisfero sinistro e quello destro e in base a ci`o gli scienziati definiscono lateralizzazione ciascuno dei due emisferi che sottende a differenti funzioni, vale a dire che le capacit`a mentali sono attribuite a un lato del cervello oppure all’altro (cio`e o al lato sinistro o a quello destro). Si ritiene che l’emisfero sinistro controlli la lettura, la scrittura, le capacit`a matematiche e aritmetiche, il linguaggio e le abilit`a linguistiche, le capacit`a scientifiche, il ragionamento, le funzioni logico-analitiche e la parte destra del corpo. Mentre all’emisfero destro sono attribuite funzioni pi`u artistiche come la predisposizione per la musica, il senso dell’orientamento nello spazio, l’intelligenza artistica, i pensieri olistici, l’immaginazione, l’introspezione, l’intuizione, le percezioni tridimensionali e il controllo della parte sinistra del corpo. Oltre a queste funzioni, dall’emisfero destro dipendono il rilassamento, l’immaginazione, la creativit`a, la visualizzazione, la meditazione e le asserzioni.
Una divagazione interessante: le donne hanno l’emisfero sinistro pi`
u sviluppato e per questo superano gli uomini nelle prove in cui serve facilit`
a di parola. Inoltre le donne sono pi`
u abili nel ricordare i dettagli. Quando si tratta di navigare o di spostarsi da un punto all’altro gli uomini possiedono un maggiore senso delle distanze e degli spazi mentre le donne per orientarsi fanno pi`u attenzione ai dettagli e ai punti di riferimento locali. Si ritiene inoltre che le differenze mentali fra i due sessi siano dovute agli ormoni.
Poich´e l’emisfero destro controlla funzioni che sono pi`u inerenti alle attivit`a psicologiche utili per superare le tensioni create dalla presenza di un tumore, consigliamo ai pazienti affetti da malattie degenerative di sviluppare le capacit`a immaginative dell’emisfero cerebrale destro mettendo in pratica i metodi che abbiamo descritto.
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Capitolo 19

Come seguire la Terapia Gerson da soli

Quali sono le caratteristiche di una persona che sopravvive a un tumore o a un’altra malattia “incurabile”?
Noi, che abbiamo il compito di fornire ai pazienti le informazioni necessarie per affrontare una malattia maligna, abbiamo osservato i tratti caratteristici di chi ritrova il benessere nonostante un destino avverso. Apriamo questo capitolo elencando brevemente queste caratteristiche.
Giorno dopo giorno chi `
e scampato alla falce di una malattia incurabile prosegue il cammino verso la guarigione e:
❉ si pone molte domande facendo sempre nuove scoperte sulla sua salute;
❉ si rivolge a chi conosce la medicina e le cure mediche;
❉ mette in dubbio le terapie offerte dalla medicina oncologica convenzionale;
❉ considera le terapie proposte dalla medicina complementare e alternativa;
❉ smaschera e poi mette da parte gli innumerevoli miti perpetuati da entrambe le discipline mediche (medicina convenzionale e medicina alternativa);
❉ acquisisce un maggiore potere spirituale;
❉ conserva fiducia in questo potere spirituale grazie al quale acquista la speranza e la forza necessarie per guarire;
❉ abbandona gli atteggiamenti di autocommiserazione e accetta la propria responsabilit`a per raggiungere l’equilibrio omeostatico dell’organismo;
❉ evita tutte le situazioni che causano ansia e si impegna per controllare queste situazioni;
❉ elabora una serie di regole per vivere bene e fa il possibile per seguirle.

Nel numero di ottobre 1999 del mensile di informazione medica Townsend Letter for Doctors & Patients, Al Schaefer di Seattle, Washington, analizza il comportamento di
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
chi `e sopravvissuto a un tumore. Schaefer scrive: ≪L’ex malato si pone delle domande, si chiede cosa deve fare per correggersi, come ristabilirsi [e conservare una condizione di benessere]. Domanda [a chi lavora nel settore] “se lei fosse al mio posto cosa farebbe?” ≫.
Chi sopravvive a un tumore scopre che esiste un sistema di credenze ben strutturato che `
e radicato nei medici allopatici. Poco per volta si insidia nella mente della opinione pubblica grazie ai mezzi di comunicazione che invariabilmente attingono le loro informazioni dai meccanismi propagandistici della medicina organizzata. Quest’insegnamento afferma: ≪Il cancro `e una formazione anormale e
e sinonimo di morte; `autonoma; non c’`e affetto da tumore crede a
e niente che possa sconfiggerlo!≫. Sechi `queste affermazioni erronee non far`
a che ostacolare il processo di guarigione e tutto ci`a. a,
o che asseriscono si avverer`Al contrario, quando non si crede a queste falsit`l’errore diventa evidente e il paziente riesce a sopravvivere benissimo.
Altre menzogne propinate all’opinione pubblica americana dai sostenitori della medicina convenzionale `e che (1) chirurgia, radioterapia o chemioterapia costituiscono gli unici metodi terapeutici efficaci per curare i tumori e che tutte le altre terapie non sono che ciarlatanerie; (2) biopsia, rimozione della formazione tumorale ed esame patologico, TAC, mammografie, radiografie e altre tecniche diagnostiche moderne rappresentano i metodi diagnostici pi`u affidabili; (3) la qualit`a degli alimenti e una buona nutrizione non hanno nessun effetto sul tumore; (4) diagnosi e trattamento precoci aumentano le possibilit`a di sopravvivenza; e (5) un malato `
e considerato curato se sopravvive per cinque anni.
Queste cinque affermazioni propagandistiche non sono che menzogne bell’e buone diffuse dall’industria dei tumori unicamente per un ritorno economico. Il paziente oncologico che `e stato informato, invece, si accorge che queste attestazioni provengono da fonti convenzionali. Sa che sono unicamente congetture e di conseguenza elabora un proprio sistema di credenze basato sull’osservazione e l’informazione. ≪Riconoscendo che queste menzogne sono completamente ingannevoli e dannose per i malati, so che deve esistere un sistema pi`
u efficace per ripristinare e mantenere la propria salute≫, afferma chi `e sopravvissuto alla “malattia incurabile” smentendo queste dicerie. Un paziente che pensa in modo positivo cerca e trova una via migliore e nel corso di questa ricerca diventa ottimista e sicuro di s´e.
Alcuni pazienti scoprono la loro ispirazione attraverso le azioni di qualche medico empatico che ha aperto gli occhi sulle numerose menzogne della medicina convenzionale. In questo caso il medico trasmette compassione verso i propri malati i quali, alla fine, lo indirizzano verso metodi terapeutici alternativi; questo `e un medico unico che merita la gratitudine dei pazienti. Altri invece sono ispirati da quei malati che con la loro testimonianza provano la reversibilit`a del tumore o di un’altra malattia cronica. Il tumore, per esempio, diventa semplicemente un sintomo di una patologia curabile, che per`
o non e ancora stata trattata. `Chi `
e sopravvissuto alla “malattia incurabile” rimane ben ancorato alla realt`
a; non spreca il suo tempo alla ricerca di “pallottole d’argento” o di un qualche vaccino anti-cancro oppure di una cura “miracolosa” che da sempre
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
i ricercatori promettono pero senza trovarla`. L’opinione pubblica scaltra si sar`a resa conto che l’industria che ruota attorno alla cura dei tumori riceve ingenti somme di denaro ogni volta che dichiara di avere individuato una cura efficace se solo potesse disporre di abbastanza fondi.
Invece di una cura miracolosa, il malato cerca alternative atossiche e pone determinate domande, come: ≪Quante persone avete aiutato con questa cura? Qualcuno `
e guarito grazie a questa cura? Posso parlare con chi e guarito?
`Ha degli effetti collaterali? Quali sono? Quali sono i principi attivi dei prodotti oppure quali sono le procedure terapeutiche?≫.
Chi ` a
e sopravvissuto al tumore continua a nutrirsi con alimenti di ottima qualit`da cui pu`
o trarre tutti i nutrienti necessari e a mantenere il proprio organismo pulito sia internamente che esternamente. Il corpo `Il
e considerato il tempio dell’anima. paziente `
e diventato vegetariano, non ingerisce proteine animali e beve ogni giorno da dieci a quattordici bicchieri di succo di verdure o frutta. Ha bandito medicine, bevande zuccherate, caff`e, cioccolato e cibi conservati. Porter`a a casa e user`a unicamente i presidi curativi e i supplementi previsti dal programma terapeutico Gerson.
Decidendo di seguire la Terapia Gerson a casa, il paziente presumibilmente affetto da una “malattia incurabile” ha bisogno di autodisciplina, determinazione e di una solida conoscenza dei meccanismi che regolano l’organismo umano. Il paziente dovr`a conoscere i principi dell’agricoltura biologica, della dietetica, dei sistemi di disintossicazione, della psicologia, delle pratiche di visualizzazione e meditazione, della politica che circonda le cure mediche del cancro e di molte altre informazioni generali che riguardano le malattie degenerative. Questa persona conoscer`a ci``
o che e puro, buono e vero per il benessere del corpo e della mente. C’`e molta condivisione con gli altri. E soprattutto, per quanto sia difficile da raggiungere il programma elaborato dal dottor Max Gerson esso permette al malato che segue la terapia a casa di sconfiggere completamente la malattia.
Chi `
e sopravvissuto al cancro pu`o affermare senza ombra di dubbio che seguire la Terapia Gerson autonomamente, nella propria casa, `
e il metodo migliore per avere la certezza di mantenere un organismo perfettamente sano.
19.1 Introduzione all’auto-trattamento con la Terapia Gerson
Per capire e seguire la Terapia Gerson al fine di aumentare le possibilit`a di sconfiggere la maggior parte delle malattie incurabili, chiuderemo il Capitolo con alcune indicazioni su vari aspetti del programma terapeutico in oggetto. Abbiamo inserito anche gli ultimi sviluppi nel campo delle terapie di supporto e aiuto pratico per chi cerca il materiale e i supplementi necessari per la Terapia Gerson talvolta difficili da reperire. Gli autori, ma soprattutto Charlotte Gerson che conosce pi`u a fondo la terapia elaborata dal padre, attingono a oltre quarant’anni di esperienza nella “cura dell’incurabile”.
Chi `e affetto da una malattia degenerativa oppure chi ha una persona cara che soffre,
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
trover`a nel paragrafo seguente alcune indicazioni su terapie di supporto a dimostrazione di come i pazienti possano diventare guaritori di se stessi. Poich´e la Terapia Gerson costituisce il trattamento fondamentale per eliminare una patologia, qualsiasi prodotto, strumento, tecnica o procedura utilizzate in aggiunta devono essere trattati come strumenti complementari o di supporto. Nessuna tecnica di supporto o altro deve essere utilizzata a scapito del normale trattamento Gerson o presidio curativo nella speranza di accrescere l’efficacia di quel fattore complementare.
Tuttavia, un medico abilitato a praticare la Terapia Gerson pu`o apportare modifiche al programma terapeutico e inserire trattamenti di supporto. Inoltre, si dovr`a sempre consultare il proprio medico di riferimento prima di introdurre; qualsiasi modifica al trattamento.
19.2 Terapie di supporto che possono essere utilizzate con la Terapia Gerson
Le procedure e i prodotti indicati nelle pagine seguenti sono tutti disponibili nelle cliniche dove si pratica la Terapia Gerson in forma compatibile con il trattamento terapico. Si rende noto che ogni Centro Gerson `
e indipendente e opera in base all’autorizzazione del Gerson Institute. Non tutte le terapie di supporto indicate sono necessariamente praticate in tutti i centri. Il medico responsabile pu`o decidere se consigliare l’aggiunta di una o pi`u terapie di supporto.
Laetrile, forma purificata di amigdalina, che si trova naturalmente nei noccioli di albicocca e in alcuni altri alimenti, `e un glucoside cianogenico (cio`e contiene cianide).
`
Pur essendo atossico, il laetrile non costituisce una cura in s´e. E utilizzato come analgesico e si crede che abbia alcune propriet`a anticancerogene. Il laetrile non `e normalmente inserito nel protocollo della Terapia Gerson.
Quando un paziente che segue il programma terapeutico Gerson decide di introdurre il laetrile, non dovr`a considerare questo prodotto di supporto come elemento sostitutivo della terapia in quanto tale. (Alcuni terapeuti fautori delle propriet`a del laetrile hanno consigliato l’adozione di alcuni alimenti in contrasto con il processo curativo della Terapia Gerson. Non si devono assolutamente seguire quelle pratiche non previste dal programma Gerson).
Trattamento polarizzante, descritto nel Merck’s Manual of Standard Medical Procedures1, stimola il passaggio del potassio attraverso la membrana cellulare grazie a un `
meccanismo di trasporto. E una terapia di supporto al protocollo Gerson sostenuto dal dottor Demetrio Sodi-Pallares, rinomato cardiologo e ricercatore di Citt`a del Messico. La soluzione polarizzante di base, GIK, aiuta il potassio (K) a penetrare attraverso la membrana cellulare, particolarmente utile per quei pazienti che hanno una carenza di K. Il potassio `e combinato con il glucosio (G) e l’insulina (I) e la soluzione `e iniettata per endovena.
1Manuale Merck, Merck Sharp & Dohme Italia S.p.A., Roma, 2002
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
Il trattamento polarizzante ha un effetto curativo sul cuore indebolito e sui tessuti danneggiati dal tumore o da altre malattie degenerative. I pazienti affetti da edema delle estremita`noteranno un rapido riassorbimento dei liquidi che sono espulsi attraverso le funzioni di ricambio.
Le ossigenoterapie, vale a dire le terapie con perossido di idrogeno (H2O2) e ozono (03), stimolano i livelli di ossigeno nel siero che rivitalizza le cellule normali danneggiando i virus e gli altri agenti patogeni. L’ossigeno pu`o essere assorbito attraverso la pelle facendo dei bagni in acqua cui `e stato aggiunto (da 1,9 a 2,4 litri di H2O2 al 3% in una vasca di dimensioni normali), applicato direttamente sulla parte malata oppure somministrato per via rettale. I pazienti possono trarre beneficio dall’uso di ozonizzatori che emettono O3 nell’ambiente.
Oltre alle procedure di supporto previste dal protocollo Gerson, le strutture ospe
daliere abilitate a praticare la Terapia Gerson prevedono l’adozione anche di altre cure
supplementari, oltre a quelle menzionate, ma a un costo aggiuntivo.
Terapia con cellule vive. La somministrazione per via orale o intramuscolare di cellule prelevate da tessuti fetali per rafforzare determinati organi `u efficace dopo
e pi`
che l’organismo `

e stato disintossicato a fondo. Non dovrebbe essere seguita nelle fasi iniziali della Terapia Gerson. Nei centri Gerson `e disponibile su richiesta.
Pancreatina. I pazienti con numerose formazioni tumorali ricevono enzimi pancreatici ad alta concentrazione perch´e stimolano la disgregazione e la digestione del tessuto tumorale. In numerosi casi una cura massiccia di enzimi pancreatici ha accresciuto la capacit`a del paziente di eliminare diversi tipi di neoplasmi.
T`e tahebo (pau d’arco o lapacho) . Le propriet`a antitumorali di questa pianta sono state dimostrate pi`u volte. Gli indiani d’America la utilizzavano per preparare un infuso.
Vitamina C somministrata sia per via orale che rettale contrasta gli effetti negativi delle patologie causate dai radicali liberi in concomitanza con trattamenti chemioterapici e radioterapici.
Ipertermia/Idroterapia. Sono due tecniche che prevedono l’immersione del paziente in una vasca piena di acqua calda al fine di portare la temperatura fino a 40°C e indurre una leggera febbre con lo scopo di deteriorare il tessuto tumorale. Questa terapia ha maggiore efficacia se usata dopo aver preso il laetrile. La combinazione di una applicazione di calore tramite bagno caldo e il laetrile `e un ottimo metodo per alleviare i dolori. Esso lenisce e calma il male ed `e un valido aiuto per il processo di disintossicazione in quanto migliora il flusso sanguigno e la circolazione linfatica.
I pazienti con disturbi del sistema nervoso come la sclerosi multipla devono evitare le temperature troppo elevate e quindi, per questi pazienti, si consiglia l’uso di compresse tiepide. Importante: non utilizzare questa tecnica se l’acqua della rete idrica `
e addizionata con fluoro.
Cataplasmi di argilla. La polvere deve essere mescolata con acqua e applicata come un impacco sulla parte del corpo che si presenta infiammata. L’argilla ha la capacita`
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
di assorbire le tossine prodotte da artrite, tumore, punture di insetto, diarrea e gas intestinali proprio come farebbe il carbone attivo. I cataplasmi di argilla sono coadiuvanti delle terapie disintossicanti. La polvere di argilla pu`
o essere ingerita per trattare affezioni gastrointestinali.
Riportiamo di seguito la procedura da seguire per applicare i cataplasmi di argilla:
1Preparate dell’acqua calda sufficiente per diluire la polvere di argilla necessaria in modo da formare una pasta.
2Stendete velocemente la pasta su una garza pulita per evitare che coli.
3Appoggiate la garza sull’area da trattare.
4Coprite la parte interessata con un telo di plastica e un panno di lana.
5Fissate la copertura e lasciatela agire per tutta la notte o finch´e non `e secca.
6Togliete il cataplasma e massaggiate delicatamente la parte con un panno freddo bagnato.
7Ripetete questa procedura tutte le volte che lo ritenete necessario.
8Gettate l’argilla utilizzata.

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Capitolo 20

Spiegazione degli esami di laboratorio consigliati per la Terapia Gerson
Abbiamo dedicato questo capitolo all’importanza di alcuni esami di laboratorio necessari per monitorare i progressi della terapia. Le analisi delle urine e del sangue fanno parte del normale protocollo di follow-up che il personale medico abilitato adotta per i malati che seguono la Terapia Gerson. Fra i professionisti che si sono avvicinati alla Terapia Gerson ci sono medici generici, osteopati e naturopati.
Se seguite l’approccio terapeutico Gerson, ma non vi `e possibile consultare personale medico specializzato nella Terapia Gerson che vi consigli e vi guidi, potete eseguire i controlli necessari rivolgendovi a un medico allopatico che sia disposto a prescrivere per voi o per i vostri familiari gli esami di laboratorio necessari. Usando le indicazioni fornite in questo Capitolo sarete probabilmente in grado di interpretare gli esiti delle analisi, tuttavia avrete comunque bisogno di una prescrizione medica per fare eseguire gli esami.
Inoltre, dopo aver osservato e consigliato per molti anni pazienti affetti da malattie degenerative, gli autori sanno che integrando l’interpretazione del medico con le informazioni fornite nelle pagine seguenti riuscirete ad avere un quadro dei cambiamenti fisiologici in atto nel vostro organismo in via di guarigione. Ciononostante, sentiamo il dovere di mettervi in guardia da quei medici allopatici che potrebbero consigliarvi di assumere farmaci o apportare cambiamenti alla dieta; tali modifiche non sarebbero nel vostro interesse e potrebbero essere fonte di controindicazioni.
Grazie alle spiegazioni e alle interpretazioni esposte in queste pagine, i nostri lettori si sentiranno meno intimiditi da termini medici sconosciuti e impareranno a familiarizzare con gli esami di laboratorio necessari nel caso in cui siano costretti a controllare i propri progressi senza l’assistenza di personale medico. Se desiderate avere ulteriori informazioni su un esame in particolare oltre a quelli illustrati in queste pagine, vi consigliamo di rivolgervi al personale di laboratorio che esegue quel particolare esame. Avete il diritto di conoscere i tessuti e gli altri campioni che vengono prelevati dal vostro corpo.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
20.1 Esami di laboratorio del calcio sierico
L’analisi del calcio `La co
e la misurazione del livello di calcio presente nel sangue. noscenza di questo livello aiuta il medico a interpretare le condizioni fisiologiche del paziente in relazione all’attivit`a neuromuscolare, all’attivit`a enzimatica, allo sviluppo osseo e alla coagulazione sanguigna.
Il calcio (Ca+)`
e principalmente uno ione extracellulare (un catione) derivato dal calcio presente negli alimenti e assorbito nell’organismo attraverso l’apparato gastrointestinale, a patto che l’alimentazione dell’individuo sia sufficientemente ricca di vitamina
D. Le quantit`a in eccesso di ioni di calcio nel sangue sono escreti con le urine e le feci, mentre concentrazioni insufficienti di calcio possono abbandonare le zone di deposito nelle ossa e nei denti e andare a equilibrare il livello di calcio nel sangue. Perch´e i livelli di calcio siano normali `
e necessario assumere 1 grammo di calcio al giorno. I pazienti che seguono la Terapia Gerson non ricevono supplementi di calcio ma i succhi e gli alimenti della dieta contengono pi`u calcio di quanto sia sufficiente all’organismo.
L’esame del calcio consente di diagnosticare malattie come aritmie, disturbi della coagulazione del sangue, squilibrio acido-basico, e affezioni dell’apparato neuromuscolare, scheletrico e del sistema endocrino. Il contenuto di calcio sierico in un adulto va da 8,9 a 10,1 mg/dL (l’assorbimento atomico va da 2,25 a 2,75 mmol/L). Il contenuto di calcio sierico nei bambini `
e pi`u alto rispetto a quello degli adulti. Quando il contenuto di Ca+ `
e troppo elevato significa che ci si trova di fronte a una situazione di ipercalcemia determinata da una o pi`u delle patologie seguenti: iperparatiroidismo, osteite deformante, mieloma multiplo, carcinoma metastatico, fratture multiple, immobilizzazione prolungata. Da una escrezione inadeguata del calcio, evidenziata da un tasso elevato del calcio sierico, `e possibile risalire a malattie renali e ipoattivit`a delle ghiandole surrenali.
Diversamente, un contenuto di calcio troppo basso (noto con il nome di ipocalcemia) pu`o essere sintomo di ipoparatiroidismo, paratiroidectomia totale o malassorbimento. Bassi livelli di Ca+ sierico possono altres`ı indicare la presenza della sindrome di Cushing, di insufficienza renale, pancreatite acuta e peritonite. L’ipercalcemia pu`
o provocare forti dolori alle ossa, dolori al fianco dovuti a calcoli renali, e ipotonicit`
a muscolare. Inizialmente i sintomi si manifestano con nausea, vomito e disidratazione che possono sfociare in stordimenti e coma e terminare con l’arresto cardiaco.
L’ipocalcemia pu`a periferica e informicolimento, contrazio
o causare insensibilit`ni muscolari, spasmi dei muscoli facciali (segno di Chvostek), spasmi carpopedali (segno di Trousseau), crisi convulsive e aritmie.
20.2 Esami di laboratorio del fosforo inorganico sierico
La determinazione del livello del fosforo presente nel siero sanguigno serve per conoscere lo stato dell’energia dell’organismo, del metabolismo dei glucidi e dei lipidi e dell’equilibrio acido-basico. Lo ione di fosforo (P +) e l’anione cellulare dominante,
`essenziale per l’osteogenesi. Verificarne il livello nel sangue `e determinante per la dia
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
gnosi dello squilibrio acido-basico e per affezioni renali, endocrine, scheletriche e malattie ossee.
Nell’adulto i livelli di fosforo variano da 2,5 a 4,5 mg/dL (0,80 a 1,40 mmol/L) oppure da 1,8 a 2,6 mEq/L. I bambini presentano valori che possono arrivare a 7 mg/dL (2,25 mmol/L) durante i periodi di forte crescita ossea.
L’intestino assorbe il fosforo presente negli alimenti in presenza di vitamina D e le quantit`a in eccesso sono eliminate dai reni che agiscono da meccanismo regolatore. Poich´e fra il calcio e il fosforo esiste un rapporto inversamente proporzionale, l’eliminazione del fosforo tramite urina aumenta o diminuisce in proporzione inversa al contenuto di calcio nel siero sanguigno.
Concentrazioni eccezionalmente elevate di fosforo nel sangue (iperfosforemia) che pu`o verificarsi se si ingerisce una grande quantit`
a di bevande addizionate con anidride carbonica tende a innescare processi patologici quali indebolimento delle ossa, demineralizzazione dei denti, fratture non propriamente saldate, ipoparatiroidismo, acromegalia, acidosi diabetica, ostruzioni intestinali e disfunzioni renali.
Livelli del fosforo sierico particolarmente bassi (ipofosforemia) indicano la presenza di malnutrizione, sindromi da malassorbimento, iperparatiroidismo, acidosi renale tubulare oppure trattamento dell’acidosi diabetica. Nei bambini la presenza di ipofosforemia pu`o inibire la normale crescita.
20.3 Esame di laboratorio del sodio sierico
Questo esame ha come scopo la determinazione del contenuto di sodio nel sangue per stabilire la distribuzione dell’acqua nell’organismo, la pressione osmotica dei liquidi extracellulari, le funzioni neuromuscolari e l’equilibrio acido-basico. Lo ione di sodio (Na+) `
e il maggiore catione cellulare e influisce sui livelli di cloro e di potassio nel sangue.
Il sodio `e assorbito dall’apparato intestinale ed `e espulso principalmente dai reni mentre una parte, seppur piccola, viene eliminata dall’organismo con il sudore. Questo minerale aiuta i reni a regolare l’acqua corporea poich´e un basso tenore di Na+ stimola l’eliminazione dell’acqua mentre un alto livello di Na+ favorisce la ritenzione dei liquidi e quindi la formazione di edemi.
L’esame del Na+ serve per valutare gli elettroliti dei liquidi, l’equilibrio acido-basico e alcuni disturbi dei reni, delle capsule surrenali e del sistema neuromuscolare. Individua altres`ı gli effetti sull’organismo prodotti da terapie a base di alcuni farmaci come i diuretici. Per un adulto, i valori normali del sodio vanno da 135 a 145 mEq/L (mmol/L). Per i pazienti che seguono la terapia Gerson, un valore di 127 `e accettabile.
Lo squilibrio del sodio si manifesta quando si modifica la quantit`a di acqua ingerita oppure quella del sale. Elevati valori del sodio sierico (ipernatremia) possono essere causati da inadeguata assunzione di acqua, diabete insipido, disfunzione renale, iperventilazione prolungata, gravi accessi di vomito o diarrea. La ritenzione di sodio pu`o essere causata anche da un eccessivo consumo di sale. I segni e i sintomi dell’ipernatremia sono:
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sete eccessiva, insofferenza, bocca secca, mucose viscose, pelle arrossata, oliguria, diminuzione dei riflessi, ipertensione, dispnea ed edemi. Raramente l’ingestione di sodio `nel sangue (iponatremia)
e talmente insufficiente da provocare un calo eccessivo di Na+
tanto che questa eventualit`a non si riscontra neppure nei casi di diete povere di sale come
quelle consigliate dalla Terapia Gerson. Il sodio `e sempre presente negli alimenti. Tuttavia, in caso di iponatremia il malato `e soggetto ad apprensione, stanchezza, mal di testa,
turgore ridotto della pelle, crampi addominali, tremori o convulsioni. Causa di iponatremia possono essere sudorazione profusa, aspirazione gastrointestinale, terapia diuretica,
diarrea, vomito, insufficienza surrenalica, ustioni, insufficienza renale cronica con acidosi. Quando si esegue il controllo dei valori del sodio sierico `

e bene accertarsi anche di quello delle urine.
20.4 Esame di laboratorio del potassio sierico
L’esame di laboratorio per il potassio, un’analisi quantitativa, determina il valore di potassio nel sangue per la regolazione dell’omeostasi, dell’equilibrio osmotico, dell’attivit`a muscolare ed enzimatica, dell’equilibrio acido-basico e della funzione renale. Il potassio (K+) `e il maggiore ione intracellulare dell’organismo (un catione); piccoli quantitativi di potassio sono presenti anche nel liquido extracellulare.
Poich´e i reni espellono quasi tutto il potassio ingerito, `e fondamentale che la dieta fornisca almeno 40 mEq/die (mmol/d). Un regime alimentare normale dovrebbe consentire di ingerire da 60 a 100 mEq/die di questo minerale. Valori normali di K+ nel sangue vanno da 3,8 a 5,5 mEq/litro (mmol/L).
Fondamentale per mantenere la conduzione elettrica all’interno dei muscoli del corpo, il K+ `
e influenzato dalle variazioni della secrezione degli ormoni steroidei prodotti dalle ghiandole surrenali e dalle fluttuazioni del pH, dei valori del glucosio e del sodio nel siero.
Fra K+ e Na+ esiste una relazione inversa; all’assunzione massiccia di uno di questi minerali corrisponde la diminuzione dell’altro. Mentre l’organismo conserva facilmente il sodio, `
e facile che si manifestino carenze di potassio, anzi sono abbastanza comuni
perch´e non esiste un metodo efficace per conservare il potassio.
L’esame di laboratorio per determinare il potassio sierico ha lo scopo di valutare i segni clinici di eccessi di potassio (iperpotassiemia) o di carenze di potassio (ipopotassiemia). Inoltre questo esame controlla la funzione renale, l’equilibrio acido-basico e il metabolismo degli zuccheri, fornisce indicazioni su aritmie, disturbi neuromuscolari ed endocrini.
L’iperpotassiemia `e comune nei pazienti con un eccesso di potassio cellulare nel sangue a seguito di ustioni, traumi da schiacciamento, chetoacidosi diabetica e infarto del miocardio. Essa `
e presente anche in caso di ridotta eliminazione del sodio a seguito di crisi renale che provoca uno scambio anormale di Na+ e K+ e in caso di malattia di Addison dovuta all’assenza di aldosterone con conseguente aumento di K+ e deplezione di Na+ .
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Nota: `
e raro che durante la Terapia Gerson si verifichi un aumento eccessivo di potassio, tuttavia se questa evenienza dovesse verificarsi, si consiglia di ridurre l’assunzione di potassio o interromperla temporaneamente e di consultare immediatamente un medico abilitato alla pratica della terapia Gerson.
Segni e sintomi della iperpotassiemia possono essere stanchezza, malessere generalizzato, nausea, diarrea, coliche, irritabilit`a muscolare che progredisce verso una paralisi flaccida, oliguria e bradicardia. Nell’elettrocardiogramma (ECG) i tratti PR sono prolungati, l’onda QRS `e ampia, l’onda T `e alta e appuntita, e il tratto ST depresso. Sintomi di ipopotassiemia sono diminuzione dei riflessi, battito cardiaco rapido, debole e irregolare, confusione mentale, ipotensione, anoressia, stanchezza muscolare e parestesia.
In questo caso l’elettrocardiogramma presenta un’onda T appiattita, una depressione del tratto ST e un innalzamento dell’onda U. In casi gravi di ipopotassiemia possono verificarsi fibrillazione ventricolare, paralisi respiratoria e arresto cardiaco.
20.5 Esame di laboratorio del cloro sierico
Anche l’esame del cloro `
e di tipo quantitativo e serve per misurare i valori dello ione di cloro (Cl−), il maggiore anione dei liquidi extracellulari, presenti nel sangue. Interagendo con Na+ , Cl− contribuisce al mantenimento della pressione osmotica, del volume ematico, della pressione arteriosa e dell’equilibrio acido-basico. Il cloro `e assorbito dall’intestino ed escreto principalmente dai reni.
Valutando il tenore di liquidi corporei, l’esame del cloro sierico permette di individuare due tipi di squilibri: quello acido-basico (acidosi e alcalosi) e quello extracellulare cationi-anioni. Normalmente i valori del cloro oscillano fra 100 e 108 mEq/litro (mmol/L). Con valori normali del cloro il rapporto acido-basico `
e in equilibrio, dimostrato dalla relazione inversa con il bicarbonato. Una perdita eccessiva di succhi gastrici o altre secrezioni contenenti cloro possono causare alcalosi metabolica ipocloremica o un’eccessiva ritenzione di cloro. Un’ingestione di cloro pu`o portare ad acidosi metabolica ipercloremica.
Un aumento dei valori del cloro sierico (ipercloremia) pu`o derivare da grave disidratazione, blocco renale totale, ferite alla testa (che produce iperventilazione neurogena) e aldosteronismo primario. Le manifestazioni pi`u evidenti consistono in stordimento, respirazione rapida e profonda, debolezza che conduce al coma.
Una diminuzione del cloro sierico (ipocloremia) `e associata a una riduzione dei valori di sodio e potassio nel sangue a seguito di ripetuti accessi di vomito, assorbimento gastrico, fistole intestinali, insufficienza renale cronica o malattia di Addison. La presenza di collasso cardiaco congestizio o edema risultante da un eccesso di liquidi extracellulari pu`o provocare una forma attenuata di ipocloremia. Le indicazioni sono ipereccitabilit`a muscolare, tetania e respirazione depressa.
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20.6 Esame di laboratorio della lattico deidrogenasi (LDH)
L’esame della lattico deidrogenasi (LDH) consiste nel determinare i valori di cinque isoenzimi che catalizzano la conversione reversibile dell’acido piruvico presente in tutti i muscoli del corpo in acido lattico. Molte malattie come infarto del miocardio, infarto polmonare, anemie, patologie epatiche, disturbi renali, danno eritrocitico e altre, provocano un innalzamento della lattico deidrogenasi e questo esame serve per distinguere una patologia dall’altra.
I cinque isoenzimi che costituiscono la lattico deidrogenasi sono LDH1 e LDH2 , individuabili nel cuore, nei globuli rossi e nei reni; LDH3 nei polmoni; LDH4 e LDH5 nel fegato e nei muscoli scheletrici. Verificare i valori di questi enzimi `
e fondamentale per la misurazione ritardata della creatina fosfochinasi (CPK) associata con infarto del miocardio e per controllare la risposta dei malati ad alcuni tipi di chemioterapici. In un soggetto sano il valore totale di LDH varia da 48 a 115 U/L. La suddivisione normale dei cinque isoenzimi `e la seguente:
LDH1: 17,5% al 28,3% del totale LDH2: 30,4% al 36,4% del totale LDH3: 19,2% al 24,8% del totale LDH4: 9,6% al 15,6% del totale LDH5: 5,5% al 12,7% del totale
Poich´e le malattie correlate agli enzimi di LDH sono molto numerose, l’esame della lattico deidrogenasi `e ampiamente usato come mezzo diagnostico.
20.7 Esame di laboratorio della
aspartato-aminotransferasi e della transaminasi glutammico-ossalacetica (AST/GOT)
L’esame di laboratorio della aspartato-aminotransferasi e della transaminasi glutammicoossalacetica consiste nella valutazione dei residui di determinati amminoacidi lasciati da parti azotate degli amminoacidi metabolizzati. L’aspartato-aminotransferasi (AST) `
e presente in forma citoplasmatica e mitocondriale, principalmente nelle cellule del fegato, del cuore, dei muscoli scheletrici, dei reni, del pancreas e dei globuli rossi.
La quantit`a di AST rilasciata nel siero ematico `e proporzionale al danno cellulare e la sua individuazione (in concomitanza di fosfochinasi creatina e lattico deidrogenasi) indica la presenza di infarto del miocardio. L’esame di laboratorio aiuta a diagnosticare malattie epatiche gravi. Esso `e anche un mezzo per verificare la guarigione dei pazienti. I valori di AST in un adulto sano variano da 8 a 20 U/L, mentre nei bambini sono quattro volte superiori.
Aumenti massimi di AST sono sintomo di epatite virale, grave trauma muscolare, interventi chirurgici estesi, danni epatici causati dall’assunzione di farmaci e congestione
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epatica passiva. Quando i valori dell’AST sono da 10 a 20 volte superiori rispetto al valore normale pu`o esserci grave infarto del miocardio, mononucleosi infettiva acuta, cirrosi alcoolica. Aumenti moderati o alti dei valori dell’AST compresi fra 5 e 10 volte in pi`u rispetto al normale indicano distrofia muscolare di Duchenne, dermatomiosite ed epatite cronica oltre a malattie in fase sintomatica o di remissione. Valori bassi o moderati, cio`e da 2 a 5 volte superiori al normale, possono indicare anemia emolitica, tumore metastatico al fegato, pancreatite acuta, embolia polmonare, sintomi da astinenza in caso di alcolismo,
fegato grasso e fasi iniziali dell’occlusione delle vie biliari.
20.8 Esame di laboratorio della bilirubina sierica
L’esame della bilirubina, principale prodotto del catabolismo dell’emoglobina, consiste nel dosaggio del pigmento della bile che indica lo stato di salute del fegato e della cistifellea. Dopo essere formata nelle cellule reticoloendoteliali, la bilirubina si lega all’albumina e quindi `
e trasportata nel fegato. Qui, dall’accoppiamento con l’acido glucuronico, d`a origine alla bilirubina glucuronide e alla bilirubina diglucuronide. Questi due composti sono escreti dalla bile. I valori della bilirubina indiretta o pre-epatica (non coniugata) consentono la valutazione delle funzioni epatobiliari e emopoietiche.
Un esame di laboratorio che mostra valori elevati della bilirubina del siero in genere indica la presenza di danni epatici in cui le cellule parenchimatiche non sono pi`u in grado di coniugare la bilirubina con l’acido glucuronico e quindi la bilirubina indiretta rientra nel circolo sanguigno. Inoltre, dosaggi elevati di bilirubina avvisano il medico della possibile presenza di grave anemia emolitica. L’esame aiuta anche a diagnosticare patologie quali l’itterizia, l’occlusione biliare e livelli pericolosi di bilirubina non coniugata.
In un adulto sano il livello di bilirubina indiretta `e uguale o minore a 11 mg/dL mentre quello di bilirubina diretta `e meno di 0,5 mg/dL. Nei neonati i valori totali di bilirubina variano da 1 a 12 mg/dL; nel caso in cui arrivino a 20 mg/dL significa che si `e in presenza di immaturit`a epatica neonatale o di deficienza enzimatica congenita. In questo caso potrebbe essere necessario procedere a una trasfusione di sangue completa.
Valori elevati di bilirubina nell’adulto potrebbero essere sintomo di reazioni autoimmuni o trasfusionali, anemia emolitica o perniciosa e disfunzione epatica probabilmente causata da epatite virale. Chiaramente, valori elevati di bilirubina coniugata diretta sono in genere segno di occlusione biliare con versamento nel circolo sanguigno.
Ostruzioni intraepatiche biliari possono essere il risultato di epatite virale, cirrosi o reazione alla clorpromazina. Ostruzioni extraepatiche possono derivare da calcoli alla cistifellea, tumore della cistifellea, tumore pancreatico o patologie delle vie biliari.
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20.9 Esame di laboratorio delle gamma-glutamil-transpeptidasi (GGT) del siero
L’esame di laboratorio delle gamma-glutamil-transpeptidasi (GGT) valuta la presenza di itterizia ostruttiva nel fegato neoplastico ed `e utile anche per determinare il consumo eccessivo di alcoolici. L’enzima GGT `e sensibile all’uso di farmaci e individua l’ingestione di alcool, di conseguenza `e utile per verificare l’efficacia di una cura contro l’alcoolismo. Esso `e un buon strumento per diagnosticare l’itterizia ostruttiva e i tumori del fegato.
Negli uomini, i valori normali di GGT variano con l’et`a mentre rimangono invariati nelle donne. Negli uomini di et`a compresa fra i 18 e i 50 anni il valore pu`o andare da 10 a 39 U/L, mentre oltre i 50 anni il limite massimo sale a 48 U/L. Nelle donne sane i valori variano da 6 a 29 U/L. Un aumento di questi valori segnala un processo epatico colestatico.
Nota: poich´
e la Terapia Gerson tende a stimolare il sistema immunitario, spesso si verifica un aumento dei valori di GGT nel sangue.
20.10 Esame di laboratorio della fosfatasi acida
L’esame di laboratorio della fosfatasi acida determina i valori degli isoenzimi prostatico e eritrocitico per scoprire la presenza di tumori. Attivi con un valore del pH uguale a 5, i due enzimi fosfatici sono presenti nel fegato, milza, globuli rossi, midollo osseo, piastrine e prostata.
Il trattamento efficace del tumore alla prostata provoca la diminuzione dei valori del-la fosfatasi acida i cui valori normali vanno da 0 a 1,1 unit`a/ml di Bodansky; da 1 a 4 unit`a/mL di King Armstrong; da 0,13 a 0,63 unit`a/mL di Bessey-Lowery-Brock e da 0 a 6 U/L in unit`a SI. Valori normali della metodica radioimmunologica variano da 0 a 4,0 ng/mL.
Un valore elevato della fosfatasi acida prostatica indica la presenza della malattia di Paget, del morbo di Gaucher, del mieloma multiplo e di tumore che si `
e diffuso oltre la capsula prostatica. Se il tumore d`a origine a metastasi ossee, valori elevati della fosfatasi acida accompagnati a valori elevati della fosfatasi alcalina indicano un aumento dell’attivit`a osteoblastica – sarcoma osteogenico metastatico.
20.11 Esame di laboratorio della fosfatasi alcalina (AP )
Enzima attivo con pH 9,0, la fosfatasi alcalina influisce sulla calcificazione delle ossa e sul trasporto di lipidi e metaboliti. L’esame di laboratorio della fosfatasi alcalina determina le attivit`a combinate di quegli isoenzimi di AP presenti nel fegato, nelle ossa, nei reni, nelle mucose intestinali e nella placenta. La fosfatasi alcalina delle ossa e del fegato `e sempre
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presente nel siero ematico con una preminenza della AP epatica, eccetto nel terzo mese di gravidanza quando `e la placenta che produce la maggior parte di AP .
L’esame della fosfatasi alcalina `
e particolarmente sensibile a ostruzioni biliari lievi e segnala la presenza di lesioni epatiche. Si ricorre a questo esame soprattutto per diagnosticare malattie del metabolismo delle ossa, e malattie dello scheletro caratterizzate da attivit`a osteoblastica e lesioni epatiche localizzate che causano ostruzioni biliari come tumori o ascessi. L’esame d`a informazioni di supporto in caso di indagini sulle funzioni epatiche o di esami sull’enzima GI e valuta la risposta del trattamento a base di vitamina D nel rachitismo.
I valori normali della fosfatasi alcalina del siero variano secondo i metodi di analisi adottati, ma il valore totale di AP va da 30 a 120 U/L negli adulti e da 40 a 200 U/L nei bambini. Poich´e le concentrazioni di AP in genere aumentano durante la formazione delle ossa e la crescita, gli infanti, i bambini e gli adolescenti presentano livelli tre volte maggiori rispetto a quelli degli adulti. Altri valori normali di AP sono da 1,5 a 4 unit`a di Bodansky/dL; da 4 a 13,5 unit`a di King-Armstrong/dL; da 0,8 a 2,5 unit`a di Bessey-Lowry/dL; da 30 a 110 U/L per SMA 1260.
Dosaggi elevati di AP nel sangue sono indice di malattie dell’apparato scheletrico, di occlusione biliare intraepatica che provoca colestasi, di infiltrazioni maligne o infettive, di fibrosi, di malattia di Paget, di metastasi ossee, di iperparatiroidismo, osteosarcoma metastatico da tumore al pancreas e malattie epatiche prima di qualsiasi cambiamento dei valori della bilirubina del siero.
Un lieve aumento di AP potrebbe indicare un’occlusione biliare acuta causata da infiammazione del fegato durante le fasi acute della cirrosi, mononucleosi, osteomalacia, rachitismo da carenza di vitamina D, epatite virale.
20.12 Esame di laboratorio della alanina-aminotransferasi e della transaminasi glutammico-piruvica sierica
(ALT /GP T )
La alcnina-aminotransferasi (ALT ), uno dei due enzimi che catalizzano il trasporto reversibile di un gruppo amino nel ciclo di Krebs (o ciclo degli acidi tricarbossilici), `e necessaria per la produzione energetica a livello dei tessuti. (Il secondo enzima `e l’aspartato aminotransferasi). Un valore elevato dell’ALT sierica indica un danno acuto di tipo epatocellulare prima dell’insorgenza dell’itterizia. L’esame di laboratorio per l’AP T /GP T fa uso di tecniche spettrofotometriche o colorimetriche che individuano e valutano i progressi durante il trattamento dell’epatite, cirrosi senza ittero, intossicazione del fegato e malattie epatiche acute. Inoltre questo esame permette di distinguere una lesione del miocardio o del tessuto epatico.
I valori di AP T vanno da 10 a 32 U/L negli uomini e da 9 a 24 U/L nelle donne, mentre i valori normali raddoppiano nei bambini. Quando si raggiungono valori particolarmente elevati, per esempio 50 volte pi`u alti del normale, si deve sospettare la presenza di
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epatite causata dall’uso di sostanze stupefacenti, oppure una patologia del fegato con necrosi estesa.
Valori elevati o moderati di ALT possono indicare la presenza di mononucleosi infettiva, epatite cronica, colestasi intraepatica, epatite virale in fase iniziale oppure in via di miglioramento, grave congestione epatica a causa di collasso cardiaco. Si possono avere valori leggermente alterati di ALT in ogni patologia che causa lesioni cellulari acute nel fegato come cirrosi attiva ed epatite da abuso di stupefacenti o alcoolici.
Aumenti trascurabili possono indicare un infarto del miocardio acuto oppure una congestione epatica secondaria.
L’assunzione di analgesici oppiati come morfina, codeina e meperidina interferisce con gli esiti dell’esame di laboratorio della alanina-aminotransferasi, transamminasi glutammico-piruvica sierica.
20.13 Esame di laboratorio del colesterolo totale del siero
L’analisi quantitativa del siero determina il contenuto di colesterolo libero ed esteri di colesterolo in circolo e riflette la quantit`a di colesterolo presente nei tessuti. Il colesterolo, assorbito dagli alimenti e sintetizzato nel fegato e in altri tessuti, `e un componente strutturale delle membrane cellulari e delle lipoproteine del plasma. Esso contribuisce alla formazione di steroidi adrenocorticoidi, sali biliari, androgeni ed estrogeni. Un regime alimentare ricco di grassi saturi accresce il livello di colesterolo stimolando l’assorbimento dei lipidi, compreso il colesterolo, da parte dell’intestino; diversamente, un regime alimentare povero di grassi saturi ne determina l’abbassamento. Valori elevati del colesterolo totale del siero sono normalmente associati a maggiori rischi di malattie aterosclerotiche e cardiovascolari.
Se ne deduce che l’esame di laboratorio del colesterolo totale del siero ha lo scopo di valutare il rischio di coronaropatie e il metabolismo dei lipidi inoltre fornisce un valido supporto per la diagnosi di patologie renali, pancreatiche, malattie del fegato, ipotiroidismo e ipertiroidismo. Le concentrazioni di colesterolo variano in base all’et`a e al sesso e vanno da 150 a 200 mg/dL.
In genere si consiglia di mantenere il colesterolo totale al di sotto di 200 mg/dL, mentre valori fra 200 e 240 mg/dL sono considerati al limite o ad alto rischio di coronaropatie. Se il colesterolo totale supera i 250 mg/dL (ipercolesterolemia) significa che il rischio di patologie cardiovascolari `e particolarmente elevato o che si `e in presenza di epatite incipiente, alterazione del metabolismo dei lipidi, blocco delle vie biliari, sindrome nefrotica, ittero ostruttivo, pancreatite e ipotiroidismo. Questi disturbi richiedono trattamento immediato. L’ipercolesterolemia causata da diete troppo ricche necessita modificazioni delle abitudini alimentari e forse anche della prescrizione di farmaci per rallentare l’assorbimento.
`
E possibile che l’ipercolesterolemia si manifesti a seguito dell’assunzione di ormoni adrenocorticotropici, corticosteroidi, androgeni, sali biliari, epinefrina, clorpromazina,
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trifluoperazina, contraccettivi orali, salicilati, tiouracile, trimetadione.
Valori bassi del colesterolo (ipocolesterolemia) sono associati a malnutrizione, necrosi cellulare del fegato e ipertiroidismo. Spesso, durante la Terapia Gerson il colesterolo totale scende al di sotto dei valori normali perch´
e i pazienti seguono una dieta estremamente povera di grassi.
20.14 Esame di laboratorio delle lipoproteine o frazionamento del colesterolo
L’esame delle lipoproteine o frazionamento del colesterolo ha lo scopo di valutare il rischio di patologie delle arterie coronarie. Centrifugando o sottoponendo il campione di sangue a elettroforesi, si isola il colesterolo che compare come lipoproteine a bassa densit`a (LDL, in inglese low-density lipoproteins) e lipoproteine ad alta densit`a (HDL, in inglese
`
high-density lipoproteins). E risaputo che valori bassi di HDL determinano una maggiore incidenza di coronaropatie; per converso valori pi`u elevati di HDL riducono l’insorgenza di coronaropatie.
Nota: poich´
e la Terapia Gerson prevede un consumo limitato di grassi, spesso riduce anche il rischio di coronaropatie; tuttavia essa fornisce un adeguato apporto di acidi grassi polinsaturi essenziali e di vitamine liposolubili che non possono essere sintetizzate in quantit`
a sufficiente per far si che l’organismo funzioni perfettamente.
Valori normali del colesterolo HDL vanno da 29 a 77 mg/100mL di sangue, e i valori normali del colesterolo LDL vanno da 62 a 185 mg/100mL. Livelli troppo elevati del colesterolo LDL accrescono i rischi di coronaropatie mentre valori elevati del colesterolo HDL in genere riflettono un buon stato di salute, anche se potrebbero indicare epatite cronica, stadi iniziali di cirrosi biliare primaria oppure un forte consumo di alcoolici.
20.15 Esame di laboratorio dei trigliceridi del siero
I trigliceridi sono la principale riserva di grassi dell’organismo (costituiscono infatti il 95% dei tessuti grassi), perci`o l’esame ha lo scopo di fornire un’analisi quantitativa di questi lipidi. Esso serve per identificare l’iperlipidemia nelle malattie renali e nelle coronaropatie. I valori dei trigliceridi variano in base all’et`a:
ET A`VALORI DEI TRIGLICERIDI
MG/DL MMOL/L
0-29
10-140
0,1-1,55
30-39
10-150
0,1-1,65
40-49
10-160
0,1-1,75
50-59
10-190
0,1-2,10

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In caso di anormalit`a dei valori si dovranno eseguire altri controlli. Se i trigliceridi sono alti significa che c’`e rischio di aterosclerosi o di alterazioni patologiche delle arterie coronarie; valori leggermente o moderatamente elevati indicano la presenza di occlusione biliare, diabete, disfunzioni renali, endocrinopatie oppure forte consumo di alcoolici. Raramente i valori dei trigliceridi sono al di sotto della media, tuttavia un loro abbassamento pu`o denunciare malnutrizione o beta-lipoproteinemia.
Nota: con la Terapia Gerson, valori elevati dei trigliceridi indicano fenomeni di riacutizzazione e fenomeni reattivi alla terapia.
20.16 Elettroforesi delle proteine del siero
Il conteggio delle maggiori proteine dell’organismo, albumina e quattro globuline, e`eseguito in un campo elettrico separandole in schemi in base alle dimensioni, forma e carica elettrica con un pH di 8,6. Rappresentando pi`u del 50% delle proteine seriche, l’albumina impedisce la fuoriuscita del plasma capillare tramite pressione oncotica (la pressione esercitata dalle proteine del plasma sulle pareti dei capillari), e trasporta molte sostanze idrosolubili come bilirubina, acidi grassi, ormoni e farmaci. Fra le quattro globuline, alf a1 , alf a2 , beta e gamma, le prime tre fungono da proteine vettrici per trasportare lipidi, ormoni e metalli nel sangue, mentre la quarta, la gammaglobulina, agisce sul sistema immunitario e partecipa alle sue funzioni.
L’esame per elettroforesi delle proteine seriche si avvale della corrente elettrica per misurare le proteine seriche totali, il rapporto fra albumina e globulina e per trasformare questi valori in termini assoluti. I valori servono per diagnosticare la presenza di disturbi epatici, discrasie del sangue, disturbi renali, patologie gastrointestinali, tumori (benigni o maligni), e/o una carenza di proteine. I valori delle proteine seriche in una persona sana sono i seguenti:
proteine sieriche totali da 6,6 a 7,9 g/dL
albumina da 3,3 a 4,5 g/dL alf a1 globuline da 0,1 a 0,4 g/dL alf a2 globuline da 0,5 a 1,0 gldL beta globuline da 0,7 a 1,2 g/dL gamma globuline da 0,5 a 1,6 g/dL
Il rapporto fra l’albumina totale e le globuline totali (conosciuto in medicina come rapporto A-G) `e valutato in base al livello di proteine totali. Un rapporto inverso di A-G (con valori depressi dell’albumina e valori elevati delle globuline) concomitante a un valore diminuito di proteine totali segnala la presenza di malattie epatiche; un rapporto inverso di A-G con valore normale di proteine totali indica una malattia mieloproliferativa (leucemia o malattia di Hodgkin) oppure particolari malattie infettive croniche (tubercolosi ed epatite cronica).
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20.17 Esame di laboratorio dell’azoto ureico ematico (BUN )
Per misurare la percentuale di azoto ureico del sangue (BUN ), il prodotto principale del metabolismo delle proteine, si esegue l’esame dell’azoto dell’urea. Formata nel fegato dall’ammoniaca ed escreta dai reni, l’urea costituisce dal 40 al 50% dell’azoto non proteico del sangue. I livelli di azoto ureico indicano l’apporto di proteine e la capacit`a escretoria dei reni, anche se `e un indicatore meno affidabile dell’uremia (urina nel sangue) rispetto al valore della creatinina sierica (vedi il paragrafo che segue).
Quando i valori normali si attestano sugli 8 sino a 20 mg/dL, l’azoto ureico costituisce un buon mezzo per valutare le funzioni epatiche e per diagnosticare malattie dei reni; inoltre, stima il livello di idratazione dell’organismo. Valori elevati di azoto ureico indica-no un calo del flusso sanguigno renale dovuto a disidratazione, malattie renali, occlusioni dell’apparato urinario e aumento del catabolismo delle proteine in caso di ustioni, mentre si verifica una diminuzione dei valori dell’azoto ureico in caso di grave danno epatico, malnutrizione e idratazione eccessiva.
Nota: in relazione allo scarso apporto iniziale di proteine, con ogni probabilit`
a chi segue la Terapia Gerson mostrer`
a un lieve calo dei valori dell’azoto ureico.
20.18 Esame di laboratorio della creatinina sierica
Fornendo una valutazione pi`u accurata del danno renale rispetto all’azoto ureico, l’esame della creatinina sierica `
e un’analisi quantitativa del prodotto finale non proteico del metabolismo, la creatinina appunto. Un danneggiamento dei reni `e virtualmente l’unica causa di un eventuale innalzamento della creatinina sierica; ne consegue che i valori della creatinina sono direttamente collegati con la velocit`a di filtrazione dei glomeruli renali, quindi sono un efficace indice per valutare la funzione dei glomeruli e verificare possibili danni renali.
Normalmente la concentrazione di creatinina varia da 0,8 a 1,2 mg/dL negli uomini e da 0,6 a 0,9 mg/dL nelle donne. Un aumento della creatinina sierica significa che e`presente una grave malattia renale con il 50% di nefroni danneggiati come nel gigantismo e nell’acromegalia. Fattori in grado di compromettere l’esito dell’esame sono l’ingestione elevata di acido ascorbico, barbiturici, diuretici e sulfobromophthalein. Spesso negli atleti i valori di creatinina sono superiori alla media anche con funzioni renali normali.
20.19 Esame di laboratorio dell’acido urico del siero
Questo esame, utilizzato principalmente per accertare la presenza di gotta, misura il livello di acido urico, un metabolito delle purine nel sangue. La filtrazione glomerulare e la secrezione tubulare eliminano l’acido urico ma esso `e meno solubile a un pH uguale o mi
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nore di 7,4 che si verifica in presenza di malattie quali la gotta, un’eccessiva generazione cellulare e una distruzione come nella leucemia e nelle disfunzioni renali.
Le concentrazioni di acido urico variano da 4,3 a 8 mg/dL negli uomini e da 2,3 a 6 mg/dL nelle donne. Anche se valori elevati di acido urico non sono correlati alla gravit`a della malattia, essi aumentano in caso di collasso cardiaco congestizio, tesaurismosi glicogena, malattie infettive acute, anemia falciforme, emoglobinopatie, policitemia, tumori metastatici e psoriasi. Una diminuzione dei valori dell’acido urico indica un’atrofia epatica difettiva acuta, o assorbimento tubulare come nella malattia di Wilson e nella sindrome di Fanconi.
Farmaci che possono interferire con i risultati dell’esame dell’acido urico includono i diuretici dell’ansa, etambutolo, vincristina, pirazinamide, tiazide, e bassi dosaggi di salicilati che aumentano i valori del sangue. Altri fattori che innalzano i valori dell’acido urico sono: anoressia, una dieta ad alto tenore di purine, tensione nervosa, abuso di alcoolici. Il metodo colorimetrico, utilizzato per misurare i valori di acido urico, pu`o evidenziare un falso aumento dei valori in caso di assunzione di acetaminofene, acido ascorbico, levodopa e fenacetina.
Una diminuzione dell’acido urico potrebbe essere causata dall’assunzione di dosi massicce di aspirina, Coumadin, clofibrati, cincofene, ormone adrenocorticotropico e fenotiazina.
20.20 Esame di laboratorio del glucosio plasmatico a digiuno (F BS)
Questo esame, eseguito dopo un digiuno di 12/14 ore, misura il metabolismo del glucosio come richiesto dal monitoraggio del diabete mellito. Quando l’organismo `
e a digiuno, il livello del glucosio nel sangue diminuisce stimolando il rilascio dell’ormone glucagone. Il glucagone aumenta il livello di glucosio plasmatico accelerando la glicogenolisi, stimolando la gliconeogenesi e inibendo la glicogenosintesi. Normalmente la secrezione di insulina blocca l’aumento dei livelli di glucosio. Nel diabete l’assenza o la carenza di insulina fa s`ı che i livelli di glucosio siano sempre elevati.
Dopo un digiuno di otto/dodici ore i valori normali del glucosio plasmatico sono i seguenti:
✺ siero a digiuno da 70 a 100 mg/dL;
✺ sangue a digiuno da 60 a 100 mg/dL;
✺ sangue postprandiale da 85 a 125 mg/dL in soggetti al di sopra dei 50 anni e da 70 a 115 mg/dL in soggetti al di sotto dei 50 anni.

L’esame costituisce un metodo di controllo del diabete mellito e altri disordini del metabolismo del glucosio.
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Inoltre, permette di verificare la terapia alimentare o farmacologia per i diabetici, il fabbisogno di insulina per i diabetici non controllati e la presenza o il sospetto di ipoglicemia.
Valori di glucosio plasmatico a digiuno di 140 e 150 mg/dL o maggiori ottenuti con due o pi`u esami accertano la presenza di diabete mellito, cos`ı come valori postprandiali superiori a 200 mg/dL. Un aumento del glucosio plasmatico pu`
o essere causato da pancreatite, ipertiroidismo, feocromocitoma, epatopatie croniche, traumi cerebrali, malattie croniche, malnutrizione cronica, eclampsia, anossia e disturbi convulsivi.
Un abbassamento dei valori del glucosio plasmatico pu`o derivare da iperinsulinismo, insulinoma, malattia di von Gierke, ipoglicemia funzionale o reattiva, ipotiroidismo, insufficienza surrenale, iperplasia surrenale congenita, ipopituitarismo, carcinoma delle cellule delle isole di Langerhans, necrosi epatica e tesaurismosi glicogena (glycogen storage disease, GSD).
20.21 Esame di laboratorio del ferro sierico e capacit`
a totale di legare il ferro (TIBC)
I due esami sono condotti tamponando e colorando con reagenti il campione di sangue per misurare (1) la quantit`a di ferro legata alla glicoproteina transferrina e (2) la capacit`a totale ferrolegante del plasma (TIBC) se tutta la transferrina fosse satura di ferro. La percentuale di saturazione `e ottenuta dividendo il risultato del ferro sierico per il valore della TIBC, che fornisce la quantit`a totale di transferrina saturata.
Normalmente il grado di saturazione della transferrina raggiunge il 30%. Quindi i due esami (a) determinano la quantit`a di ferro di deposito, (b) individuano le emocromatosi,
© differenziano i casi di anemia da carenza di ferro da quelli di anemia cronica e (d) valutano lo stato nutrizionale dell’individuo.
Valori normali di ferro sierico e TIBC sono stati fissati in:
FERRO SIERICO
TIBC (MCG/DL)
SATURAZIONE (MCG/DL)
UOMINI:
70 a 150
300 a 400
20 a 50
DONNE:
80 a 150
350 a 450
20 a 50

In caso di carenza di ferro, il ferro sierico diminuisce e la TIBC aumenta con conseguente diminuzione del valore di saturazione. Nelle infiammazioni croniche come l’artrite reumatoide, il ferro sierico `e basso in presenza di riserve adeguate ma la TIBC rimane invariata o scende per mantenere una saturazione normale. Un sovraccarico di ferro non altera i livelli del siero fino a quando la patologia non ha raggiunto uno stadio avanzato, ma il ferro sierico aumenta e la TIBC rimane invariata con conseguente aumento della saturazione.
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20.22 Conteggio degli eritrociti (RBC)
Se un tempo erano contati a mano con un emocitometro, attualmente il conteggio dei globuli rossi (RBC, red blood cells) avviene tramite strumenti elettronici in grado di fornire risultati pi`u veloci e accurati. La conta degli eritrociti non offre informazioni qualitative sul contenuto di emoglobina dei globuli rossi ma indica il volume corpuscolare medio (MCV, mean corpuscular volume) e l’emoglobina corpuscolare media (MCH, mean corpuscular hemoglobin). Quindi la conta degli eritrociti offre gli indici delle dimensioni dei globuli rossi e della quantit`a di emoglobina presente e funge da sostegno ad altri esami ematologici utili per porre la diagnosi di anemia e poliglobulia. I valori normali dei globuli rossi sono influenzati dall’et`a, dal sesso, dal campione e dalla posizione geografica. Negli uomini adulti essi variano da 4,5 a 6,2 milioni/microlitro (da 4,5 a 6,2 x 1.012/L) di sangue venoso; nelle donne adulte variano da 4,2 a 5,4 milioni/microlitro (da 4,2 a 5,4 x 1.012/L) di sangue venoso; nei bambini variano da 4,6 a 4,8 milioni/microlitro (da 4,6 a 4,8 x 1.012/L); negli infanti da 4,4 a 5,8 milioni/microlitro (da 4,4 a 5,8 x 1.012/L). Valori elevati del numero di globuli rossi indicano la presenza di poliglobulia o disidratazione; valori al di sotto della media sono indice di anemia, sovraccarico di liquidi o emorragia recente. Con risposo totale a letto la conta dei globuli rossi scende drasticamente a causa di una diminuzione del fabbisogno di ossigeno.
20.23 Esame di laboratorio dell’emoglobina totale (HGB)
Con l’esame dell’emoglobina totale si procede alla valutazione della concentrazione di emoglobina (Hgb, hemoglobin) in un decilitro (100 ml) di sangue. Il rapporto fra l’emoglobina e il numero di globuli rossi (emoglobina corpuscolare media, MCH) e l’emoglobina libera del plasma influisce sul conteggio dei globuli rossi. Questo esame, che fa parte del normale esame di routine del sangue, controlla la gravit`a di anemia o poliglobulia, la risposta terapeutica e fornisce gli indici per calcolare la MCH e la concentrazione dell’emoglobina corpuscolare media.
L’esame `
e eseguito su un campione di sangue venoso; normalmente i valori di un individuo sano sono i seguenti:
ETA` LIVELLO DI EMOGLOBINA (G/DL)
Meno di 7 giorni
17-22
1 settimana
15-20
1 mese
11-15
bambini
11-13
adulti maschi
14-18
anziani maschi
12,4-14,9
adulti femmine
12-16
anziani femmine
11,7-13,8

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20.24 Esame di laboratorio dell’ematocrito (Hct)
L’esame dell’ematocrito consente di determinare il volume totale di globuli rossi presenti nel sangue. Il numero e la dimensione dei globuli rossi definisce la concentrazione dell’ematocrito e questo valore aiuta a porre la diagnosi di condizioni anormali di idratazione, poliglobulia, anemia, squilibrio dei liquidi, perdite di sangue, sostituzioni di sangue e indici dei globuli rossi. In base al sesso e all’et`a del paziente nonch´e secondo l’accuratezza del laboratorio e le qualit`a del campione, questo esame di routine fornisce informazioni generali sulle condizioni del sangue. I valori di riferimento dell’ematocrito vanno dal 40% al 54% (da 0,4 a 0,54) negli uomini e dal 37% al 47% (da 0,37 a 0,47) nelle donne. Un valore depresso dell’ematocrito indica anemia o emodiluizione mentre un valore alto indica poliglobulia o emoconcentrazione causata da perdite di sangue. Se nel punto in cui `e stato effettuato il prelievo si forma un ematoma, applicate sulla parte un po’ di ghiaccio e quindi immergete in acqua tiepida.
20.25 Esame di laboratorio degli indici degli eritrociti
Il volume corpuscolare medio (MCV), l’emoglobina corpuscolare media (MCH) e la concentrazione di emoglobina corpuscolare media (MCHC mean corpuscular hemoglobin concentration) sono i tre valori determinati dall’esame degli indici degli eritrociti. MCV esprime le dimensioni medie degli eritrociti e indica se sono troppo piccoli (microciti), troppo grandi (macrociti) o di dimensioni normali (normociti). MCH fornisce il peso dell’emoglobina in un globulo rosso di medie dimensioni; infine MCHC definisce la concentrazione di emoglobina in 100 ml di globuli rossi.
Gli indici normali degli eritrociti sono:
MCV = da 84 a 99 microlitri cubici/globulo rosso (femtolitri (fl)/globulo rosso)
MCH = da 26 a 32 picogrammi (pg)/globulo rosso
MCHC = dal 30% al 36% (da 300 a 360 g/L)

Questi indici facilitano il porre la diagnosi di anemia e il classificarla. Indici bassi di MCV e MCHC denunciano la presenza di anemie microcitiche ipocromiche causate da anemia da carenza di ferro, anemia da risposta alla piridolina o talassemia. Alti valori di MCV indicano anemia macrocitica causata da anemie megaloblastiche derivate da carenza di folati o vitamina B12, disordini metabolici ereditari della sintesi del DNA o reticolocitosi.
20.26 Velocit`
a di eritrosedimentazione (VES)
La velocit`a di eritrosedimentazione (VES), cio`e il tempo impiegato dagli eritrociti in un campione di sangue intero a sedimentarsi in una provetta verticale,`
e un esame
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importante ma non specifico per determinare la presenza di una malattia quando altri fattori chimici o fisici sono normali. I suoi valori aumentano quando sono in corso fenomeni infiammatori diffusi causati da infezioni, malattie auto-immuni o tumori.
Di conseguenza la VES tiene sotto controllo malattie di origine infettiva o neoplastica e rivela malattie occulte come tubercolosi (TBC), necrosi dei tessuti o disordini del tessuto connettivo. I valori normali della VES variano da 0 a 20 mm/ora; aumentano in caso di gravidanza, infiammazioni acute o croniche, tubercolosi, paraprotememia, febbre reumatica, artrite reumatoide e alcuni tipi di tumori. I valori della VES aumentano anche in presenza di anemia, mentre diminuiscono se c’`e policitemia, anemia falciforme, iperviscosit`a e carenza di proteine nel plasma.
Nota: spesso la VES aumenta durante e dopo le reazioni e le febbri provocate dalla Terapia Gerson.
20.27 Conta delle piastrine
Le piastrine o trombociti sono minuscoli elementi figurati del sangue che formano una specie di tappo emostatico in caso di ferite dei vasi sanguigni. Promuovono la coagulazione fornendo fosfolipidi alla antecedente plasmatico della tromboplastina. La conta delle piastrine `e fondamentale per il monitoraggio degli effetti della chemioterapia e radioterapia o di grave trombocitosi e trombocitopenia. Una diminuzione delle piastrine al di sotto di 50.000 provoca emorragie spontanee mentre un calo fino a 5.000 pu`
o causare un’emorragia letale del sistema nervoso centrale o emorragie gastrointestinali.
La conta delle piastrine controlla la produzione di piastrine, gli effetti di terapie citotossiche, aiuta a porre la diagnosi di trombocitopenia e trombocitosi e conferma la stima ottenuta con l’osservazione a microscopio del numero e della morfologia di piastrine di una goccia di sangue strisciata su un vetrino. Nei soggetti sani il numero delle piastrine varia da 130.000 a 370.000/mm (da 130 a 370 x 1011/L).
Un conteggio depresso pu`o essere causato da aplasia o ipoplasia del midollo osseo, patologie infiltrative midollari come carcinoma, leucemia o infezione diffusa; ipoplasia megacariocitica, trombopoiesi infettiva causata da carenza di folati o vitamina B12; ammasso di piastrine in una milza ingrossata; aumento della distruzione delle piastrine a seguito dell’uso di farmaci o disordini del sistema immunitario; coagulazione intravascolare diffusa; sindrome di Bernard-Soulier; o danno meccanico alle piastrine.
Fra i farmaci che promuovono la diminuzione del numero delle piastrine ricordiamo: acetazolamide, acetoexamide, antimonio, antineoplastici, bromfeniramina maleato, carbamazepina, cloramfenicolo, acido etacrinico, furosemide, sali d’oro, idrossiclorochina, indometacina, isoniazide, mefenitoina, acido mefenamico, metazolamide, metimazolo, metidopa, diaoxide orale, ossifemilbriazione, penicillamina, penicillina, fenilbutazone, fenitoina, pirimetamina, chinidina solfato, chinino, salicilati, streptomicina, sulfonamidi, tiazide, diuretici tiazidici, antidepressivi triciclici. L’eparina provoca trombocitopenia transitoria reversibile. Le cause di un numero elevato di piastrine deriva da malattie come emorragie, disturbi di origine virale, tumori maligni, anemia da carenza di ferro, mielo
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fibrosi, trombocitosi primaria, policitemia vera, leucemia mielogena, interventi chirurgici recenti, gravidanza o splenectomia e disordini infiammatori come malattie del collagene vascolare.
20.28 Conta dei leucociti (globuli bianchi – WBC)
La determinazione del numero dei leucociti (WBC, white blood cells) presenti in un microlitro (millimetro cubo) di sangue si esegue tramite un emocitometro o contatore Coulter. Il risultato `a sportiva, stress o indigestione. Questo
e influenzato da intensa attivit`esame serve per individuare un’infiammazione o infezione, la necessit`a di eseguire un conteggio differenziale dei leucociti o una biopsia del midollo osseo, e la risposta a chemioterapia e radioterapia. Il numero dei leucociti varia da 4,1 a 10,9 x 1011. Un aumento del numero dei leucociti `
e indice di infezione come ascessi, meningite, appendicite o tonsillite e potrebbe fare sospettare anche la presenza di leucemia, necrosi dei tessuti a seguito di ustioni, infarto del miocardio o gangrena. Un calo del numero dei leucociti, invece, `
e indice di depressione del midollo osseo a seguito di infezioni virali o reazioni tossiche come quelle che si manifestano dopo un trattamento anti-neoplastico, intossicazione da mercurio o altri metalli pesanti, esposizione a benzene o arsenico e invasione di bacilli dell’influenza, febbri tifoidi, morbillo, epatite virale, mononucleosi e rosolia.
20.29 Conteggio differenziale dei leucociti
Questo esame consiste nel determinare la percentuale relativa di ciascun tipo di leucocita moltiplicando il valore percentuale di ciascun tipo di globulo bianco per il numero totale di globuli bianchi e dividendo per 100 in modo da ottenere il loro numero assoluto su 100
o pi`u leucociti. I leucociti si distinguono in granulociti, agranulociti, neutrofili giovanili, neutrofili segmentati, basofili, eosinofili, linfociti grandi, linfociti piccoli, fagociti, istiociti e cos`ı via.
La formula leucocitaria valuta la capacit`a dell’organismo di resistere e superare le infezioni, vari tipi di leucemia, lo stadio e gravit`a delle infezioni, le reazioni allergiche, la gravit`a delle reazioni allergiche e le infezioni parassitarie. I valori di riferimento per l’esame differenziale dei leucociti sono molto numerosi e suddivisi fra adulti e bambini perci`o ne abbiamo indicati solo alcuni a titolo di esempio:
ADULTI VALORE RELATIVO (%) VALORE ASSOLUTO (MCL)
Neutrofili 47,6-76,8 1.950-8.400
Linfociti 16,2-43 660-4.600
Monociti 0,6-9,6 24-960
Eosinofili 0,3-7 12-760
Basofili 0,3-2 12-200

Per pronunciare una diagnosi accurata si devono considerare sia i valori assoluti che quelli relativi del conteggio differenziale. Poich´e essi consentono l’individuazione di un
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gran numero di variabili e di malattie vi rimandiamo all’Appendice I del manuale Gerson Therapy Handbook: Companion Workbook to A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases: Practical Guidante, Resources and Recipes for Gerson Therapy Patients1. Per ottenere una copia di questo manuale, vogliate contattare il Gerson Institute, San Diego, California.
20.30 Esame di routine delle urine
I fattori nell’esame di routine delle urine comprendono la valutazione delle sue caratteristiche fisiche, del peso specifico, del pH, delle proteine, del glucosio e dei chetoni oltre all’esame dei sedimenti, residui e globuli cristallizzati. L’analisi delle urine `e un esame estremamente importante perch´e rivela le condizioni di funzionamento dell’organismo. I risultati sono influenzati dalla fisiologia dell’individuo, dalle abitudini alimentari, da condizioni non patologiche, dall’ora di raccolta del campione e da numerosi altri fattori.
Poich´e l’esame delle urine consente l’individuazione di un gran numero di variabili e malattie, vi rimandiamo all’Appendice I del manuale Gerson Therapy Handbook: Companion Worhbook to A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases: Practical Guidance, Resources and Recipes for Gerson Therapy Patients. Per ottenere una copia di questo manuale, vogliate contattare il Gerson Institute, San Diego, California.
1Vademecum della Terapia Gerson: guida a una terapia contro il cancro: risultati di cinquanta casi: consigli pratici, risorse e ricette per i pazienti della Terapia Gerson, N.d.T.
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Capitolo 21

Guarigioni raccontate dai pazienti
Scrivendo per la rivista Townsend Letter for Doctors & Patients, il medico antropologo Tim Batchelder afferma che i malati non si rivolgono a un medico per ottenere una diagnosi o una cura ma per ritrovare una condizione di benessere generale.
Quando ci si rivolge alle cure di un medico o di un ospedale in genere `e si
e perch´manifestano i segni o si riconoscono i sintomi di un disturbo, ma poi si ritorna a casa etichettati con il nome di una malattia. Altri medici antropologi definiscono questo comportamento con il nome di “pratica veterinaria della medicina” dove l’esperienza della malattia del paziente diventa insignificante se non quando rivela la presenza della patologia. Le opinioni del paziente, le sue convinzioni e gli altri elementi che costituiscono la sua identit`a socioculturale, non fanno che ingannare la forma mentis del medico. Quei medici convenzionali e sostenitori di una medicina incentrata sulla malattia preferiscono che il malato adotti un atteggiamento passivo come quello di un animale sedato in una clinica veterinaria. Questo non `
e il caso dei malati che hanno seguito la Terapia Gerson e dei quali vi accingete a leggere le storie. Il loro comportamento `
e stato tutt’altro che passivo o rassegnato; si sono impegnati per trovare la Terapia Gerson e per metterla in pratica, nonostante fossero ben coscienti che la strada scelta per arrivare al benessere sarebbe stata faticosa, piena di limitazioni e li avrebbe portati a condurre uno stile di vita asociale. Ciascuno di questi malati si era posto l’obiettivo di vivere appieno tutti gli anni di vita possibili e grazie alla Terapia Gerson ha potuto raggiungere questo obiettivo.
21.1 Guarigione di un cancro al polmone inoperabile di stadio IIIB a distanza di cent’anni
Nel novembre del 1989 il sessantenne John Peters di Pittsburgh rimase sbigottito nell’apprendere che era affetto da tumore polmonare, un adenocarcinoma. Sebbene avesse sempre seguito una dieta equilibrata, nuotato per un chilometro per cinque giorni alla settimana, non avesse mai fumato e solo tre mesi prima gli esiti del suo check-up fossero stati incredibilmente incoraggianti, il signor Peters aveva sviluppato un carcinoma pol
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monare non a piccole cellule che il pneumoncologo da lui consultato defin`ı di grado IIIA.
Il tumore polmonare ` u diffuso e rappresenta la causa princi
e il secondo tumore pi`pale di decessi per tumore sia fra le donne che fra gli uomini. Pur essendoci sempre stata un’incidenza maggiore negli uomini, negli ultimi anni il tumore polmonare `e diventato sempre pi`u frequente fra la popolazione femminile. Mentre il tumore polmonare e`da sempre la maggior causa di decesso fra la popolazione maschile, ultimamente ha superato il carcinoma della mammella come tumore pi`u diffuso anche fra la popolazione femminile. Nel 1997, 178.100 americani furono diagnosticati affetti da tumore polmonare e 160.400 morirono a causa di questa formazione tumorale. L’incidenza di mortalit`a `u facili da
e particolarmente alta sebbene il tumore polmonare sia una delle neoplasie pi`prevenire: se tutto il tabacco fosse eliminato dalla faccia della terra il numero dei vari tipi di tumore (e non solo di quelli che colpiscono i polmoni) scenderebbe del 17%. I tumori polmonari si suddividono in due grandi categorie e quella del carcinoma polmonare non a piccole cellule `e la pi`u diffusa incidendo per il 75% circa su tutti i casi diagnosticati.
Per il trattamento del tumore polmonare la medicina convenzionale mette in campo soprattutto la chirurgia coadiuvata da chemioterapia, radioterapia e talvolta ipertermia che finora ha offerto scarse prospettive di sopravvivenza per un periodo di tempo prolungato.
❁ La percentuale di sopravvivenza a cinque anni in caso di tumore dei polmoni di grado I (senza diffusione ai linfonodi) va dal 30 all’80% perch´e il tumore e di dimensioni
`particolarmente ridotte e completamente asportabile tramite intervento chirurgico.
❁ La percentuale di sopravvivenza a cinque anni per tumori dei polmoni di grado II (tumore diffuso nelle regioni ilari, le zone depresse dove si trova il punto di entrata e di uscita dei vasi e dei nervi) con ricorso a chirurgia e radioterapia va invece dal 10 al 35%.
❁ La percentuale di sopravvivenza a cinque anni in caso di tumore dei polmoni di grado IIIA (tumore in cui si pu`o intervenire chirurgicamente e fare seguire l’intervento da radioterapia e talvolta da chemioterapia) va dal 10 al 15%.
❁ La percentuale di sopravvivenza a cinque anni in caso di tumore dei polmoni di grado IIIB (in questo caso la chirurgia `o tentare con radiotera
e impotente mentre si pu`pia e chemioterapia in fase sperimentale) `e inferiore al 5% perch´e i trattamenti offerti dall’oncologia ortodossa indeboliscono i pazienti.
❁ La percentuale di sopravvivenza a cinque anni in caso di tumore dei polmoni di grado IV (sviluppo di metastasi in sedi lontane da quella della formazione originaria) `e molto inferiore al 5%; forse raggiunge solo il 3% poich´e in questo caso le terapie hanno il solo obiettivo di alleviare i sintomi.

Il carcinoma polmonare non a piccole cellule si diffonde attraverso il sistema linfatico e sanguigno e include tre divers`ı tipi di tumore: il carcinoma squamoso o carcinoma epidermoide (soprattutto collegato al tabagismo), il carcinoma a grandi cellule e l’adenocarcinoma. Per motivi tuttora sconosciuti l’incidenza dell’adenocarcinoma `
e aumentata
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costantemente (oltre il 30% di tutti i tipi di tumori polmonari). Questi tre tipi di carcinoma polmonare non a piccole cellule vengono trattati con terapia simile.
John Peters segu`ı la raccomandazione del pneumoncologo che lo aveva visitato e si sottopose a un intervento di toracochirurgia seguito da ventiquattro sedute di chemioterapia. I sintomi di cui aveva sofferto fino a quel momento cio`e tosse continua, talvolta con emissione di sangue, accompagnata a raucedine e mancanza di respiro, produzione eccessiva di saliva, infezioni episodiche dei polmoni, perdita di peso, gonfiore del viso e una sensazione di spossatezza generale diminuirono fino a scomparire quasi del tutto.
Un anno dopo la tosse e altri sintomi cominciarono a ricomparire. Una nuova serie di esami diagnostici, compresa una broncoscopia, conferm`o che il paziente doveva sottoporsi a un altro intervento chirurgico al torace per asportare il tumore. ≪Quando rifiutai l’intervento e la chemioterapia, i medici mi dissero che non avevo nessuna possibilit`
a di sopravvivere≫, ci disse John Peters.
≪Mi ero informato sul modo di diffusione del tumore dei polmoni e mi resi conto che il solo motivo per cui avevo sviluppato un tumore era perch´
e il mio organismo costituiva un terreno adatto. Quindi se non avessi modificato il mio organismo dall’interno, il tumore avrebbe continuato a ritornare. Nel maggio del 1991 cominciai la Terapia Gerson a casa≫, continu`o Peters. ≪Ero molto debole e la Terapia Gerson richiedeva molte energie, ma stavo lottando per mancare all’appuntamento con la morte e ce la misi tutta≫.
≪Dopo tre settimane soltanto sapevo che il trattamento Gerson cominciava a funzionare: ero pi`Con mia
u forte, tossivo con minor frequenza e mi sentivo molto meglio. grande sorpresa avevo recuperato del peso seguendo un regime vegetariano. Dopo aver perso cos`ı tanti chili nei mesi precedenti finalmente stavo diventando di pi`
u che solo pelle e ossa≫, scrisse il signor Peters in una lettera indirizzata al Gerson Institute. ≪Mi sono liberato del tumore e negli ultimi sette anni ho goduto di ottima salute. Ho adottato una dieta vegana, non mangio farina o zucchero raffinato, sale, caffeina, e alcoolici, bevo tuttora i succhi di verdura e di frutta nella misura di circa 750 ml al giorno. Non ho nessun dubbio al riguardo: se non fosse stato per la Terapia Gerson sarei diventato un ospite del cimitero sei o sette anni fa≫.
≪Inoltre poco prima di sottopormi al primo intervento ai polmoni nel maggio del 1989 avevo richiesto un secondo parere al primario del Cancer Institute di Pittsburgh. Quando ritornai da lui per un esame di controllo nel 1996 rimase stupefatto nel constatare che ero ancora vivo. Il chirurgo mi disse che non potevo neppure immaginare quanto ero fortunato a essere ancora vivo e che con la mia malattia c’era solo il 3% di probabilit`
a di sopravvivere per cinque anni. Seguire la dieta vegetariana Gerson mi ha salvato la vita≫, concluse John Peters.
In base all’ultimo rapporto inviato agli autori di questo libro come ex-paziente oncologico che continua a seguire il programma nutrizionale della Terapia Gerson, John Peters `e andato oltre il consueto traguardo dei cinque anni di sopravvivenza per i pazienti affetti da adenocarcinoma dei polmoni. (Come abbiamo spiegato nelle pagine precedenti per l’American Cancer Society un malato oncologico `e considerato “curato” quando raggiunge un periodo di sopravvivenza di cinque anni).
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
21.2 Una cura di vent’anni per carcinoma polmonare di grado IIIB
Verso la met`a del mese di gennaio 1979 Jes´us Lechuga Valdez di Durango (Messico), rientr`o da un viaggio di lavoro a Citt`a del Messico soffrendo di un forte raffreddore. Una settimana pi`u tardi il raffreddore era deteriorato in tosse costante e raucedine persistente che gli rendeva difficile perfino parlare. Il signore Lechuga, che al momento in cui ci invi`o questa lettera aveva ottantasei anni, nel 1971 aveva lasciato la posizione di direttore generale e socio di una concessionaria di mezzi di trasporto pesante. I suoi viaggi di lavoro erano sempre stati fruttuosi ma fisicamente estenuanti. Nei sei mesi seguenti tre medici allopatici e un omeopata tentarono di trovare un rimedio per la tosse cronica e la raucedine e tutti e quattro concordarono che erano manifestazioni di asma ad insorgenza nell’et`a adulta. A quell’epoca aveva sessantasei anni.
La diagnosi e il trattamento dei medici si rivelarono sbagliati: dall’esame radiografico risult`o che la regione toracica del signor Lechuga presentava una macchia circolare di circa 5 centimetri di diametro proprio nella parte superiore del polmone destro. Lo pneumoncologo gli conferm`o che quella macchia circolare era un tumore di circa 6 centimetri.
Sapendo che il medico internista Walter D. Feinberg di El Paso (Texas) conservava gli esiti degli esami dei pazienti, il 18 giugno del 1979 il signor Lechuga si present`o allo studio del dottor Feinberg per confrontare le radiografie passate con quelle presenti. Risult`o che l’anno prima non c’erano segni visibili di lesioni toraciche e quindi la massa tumorale si era formata spontaneamente e velocemente nel giro di sei mesi.
Nel corso dell’intervento per rimuovere il tumore, lo pneumologo E.S. Crossett, M.D. dell’ospedale Hotel Dieu di El Paso esegu`ı anche una broncoscopia e una mediastinoscopia. Tuttavia, considerando che l’asportazione avrebbe indebolito troppo il paziente, il chirurgo decise di non togliere il tumore e di eseguire solamente una biopsia. L’esame istologico conferm`o che si trattava di tumore di grado IIIB ≪carcinoma a grandi cellule indifferenziate con metastasi nelle regioni bronchiale e mediastinica≫.
In medicina il termine stadiazione indica l’estensione della malattia tumorale nell’organismo e include dimensioni, sede, contenzione o metastasi. Il grado III indica che il tumore ha prodotto metastasi in aree diverse da quelle della sede primaria del tumore. Nel tumore polmonare il grado III si suddivide in due tipi: IIIA e IIIB. Un tumore polmonare di grado IIIB indica che il tumore non `e asportabile con le tecniche chirurgiche praticate
o perch´e l’asportazione non sarebbe di alcun beneficio al paziente. I medici dichiararono che le numerose metastasi del signor Jes´us Lechuga Valdez non erano operabili e pronunciarono una prognosi da tre a sei mesi di vita al massimo.
21.3 Radiazioni ad alto dosaggio per il signor Lechuga
Il signor Lechuga consult`o il dottor Ira A. Horowitz M.D., oncologo e direttore sanitario del centro oncologico Cancer Treatment Center di El Paso. Il dottor Horowitz gli racco
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mand`o vivamentedi seguire un ciclo di radioterapia ma l’apparecchio utilizzato per questa terapia non si trovava in ottime condizioni; era un vecchio apparecchio che sfruttava l’isotopo radioattivo del cobalto, cio`e il radiocobalto 60 e avrebbe causato al paziente danni collaterali di grave entit`a. La fonte radioattiva dell’apparecchio si trovava alloggiata in un contenitore di piombo e quando l’isotopo di cobalto decadeva, produceva un raggio che si situava in un campo d’azione da megavoltaggio.
Il signor Lechuga segu`ı il consiglio dei suoi familiari e accett`o di sottoporsi alle sedute di radioterapia all’ospedale di Chester, in Pennsylvania, a poca distanza da Wilmington (Delaware) dove abitava la figlia Georgina Lechuga Potter. (La signora Potter, che attualmente vive a Vienna, in Virginia, fece da interprete al padre che parlava solo spagnolo. Oltre alla cartella clinica, la signora Potter ci ha fornito la maggior parte dei dettagli relativi alla storia del padre mentre la moglie del paziente, la signora Dolores A. Lechuga, ha acconsentito alla pubblicazione del caso).
Da Wilmington la signora Potter accompagn`o il padre dal dottor Robert Enck M.D. oncologo presso l’ospedale Crozer-Cherster Medical Center di Chester. Lo specialista conferm`o la terapia suggerita dal collega di El Paso. In base alla prescrizione del dottor Enck, la terapia radioattiva fu eseguita dal medico radiologo Warren Sewall M.D. il quale per quattro settimane dal 10 luglio al 21 agosto 1979 irradi`o il polmone destro e il mediastino del signor Lechuga con dosi radioattive di 4.400 rad (attualmente quest’unit`a di misura `e stata sostituita con il gray [Gy]) utilizzando un acceleratore lineare. Il paziente ricevette anche 1.600 rad nel lobo superiore del polmone destro e simultaneamente anche
5.000 rad ai noduli sovraclavicolari. Fu sottoposto a questa terapia radiante per cinque giorni alla settimana per quattro settimane. Infine il radioncologo irradi`
o con altri 5.000 rad i noduli sovraclavicolari per due settimane aggiuntive.
Al giorno d’oggi l’acceleratore lineare `
e uno degli strumenti maggiormente diffusi e nel 1979 era un’apparecchiatura all’avanguardia. Esso pu`o avere potenze che variano da 4 a 35 megavolt e sfrutta raggi X ed elettroni. Gli elettroni sono accelerati lungo un’onda guida fino a raggiungere la velocit`a richiesta. La penetrazione nel tessuto `e determinata dall’energia del raggio prescelto.
Avendo come obiettivo quello di alleviare i sintomi ma non di curare la malattia, Jes´us Lechuga Valdez si sottoposepi`u volte all’azione distruttricedei raggi X emanati dall’acceleratore lineare dell’ospedale. Le radiazioni gli provocarono diversi effetti indesiderati e probabilmente furono la causa della ricomparsa del tumore venti anni pi`
u tardi. Si presume che la massiccia quantit`a di raggi X a cui fu sottoposto il tessuto normale non super`o mai le dosi di sicurezza.
Sfruttando il procedimento della “ionizzazione” la radiazione ha lo scopo di distruggere le cellule cancerogene danneggiandone i cromosomi e il DNA per bloccare l’attivit`a della divisione cellulare. Nel sistema di dosaggio gray (un gray corrisponde a 100 rad) il signor Lechuga ricevette ogni giorno 44 Gy, ai quali si aggiunsero 16 Gy pi`u 50 Gy, per un totale di 2.200 Gy in quattro settimane. Seguirono altri 1.000 Gy le due settimane successive. 3.200 Gy costituiscono un dosaggio enorme e come leggerete pi`
u avanti, l’intensit`ı sulle speranze di vita del malato.
a della terapia radiante influ`Gli effetti collaterali della terapia furono notevoli. Il signor Lechuga soffr`ı di depres
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sione, anoressia, forte perdita di peso, formazione di macchie scure in corrispondenza della zona toracica irradiata, difficolt`
a a deglutire per le cicatrici esofagee causate dalle bruciature delle radiazioni. A quasi ventidue anni di distanza, deve fare ancora molta attenzione a deglutire perch´e potrebbe rimanere soffocato se un pezzo di cibo troppo grande rimanesse impigliato nella sede delle cicatrici esofagee.
Tornato al Cancer Treatment Center di El Paso per un esame di follow-up, il 31 agosto 1979 il dottor Horowitz conferm`o che le dimensioni del tumore polmonare si erano ridotte dell’80%. Gli accessi di tosse erano meno intensi e non affliggevano il signor Lechuga con la stessa frequenza; cominciava a mangiare con appetito e anche la raucedine sembrava migliorare. I medici non sottoposero il signor Lechuga a nessun tipo di regime alimentare restrittivo, n´e durante il trattamento
e durante il periodo degli esami n´e al malato fu permesso di mangiare focacce, hamburger, patatine fritte, pizza, bevande gassate e un lungo elenco di alimenti spazzatura. L’unico consiglio fu quello di evitare il sole diretto sulla parte irradiata. Quando gli fu chiesto di pronunciare una prognosi relativamente ai risultati prodotti dalla radioterapia, il dottor Horowitz comunic`o al malato che aveva il 50% di possibilit`a di vivere un po’ pi`u a lungo ma il tumore avrebbe potuto formarsi di nuovo. Fu allora che il paziente ritorn`o a casa a Durango e ritorn`o a lavorare nella sua concessionaria di mezzi pesanti.
21.4 Ricomparsa dei tumore polmonare
A meno di un mese di distanza dall’ultima seduta di radioterapia, il tumore polmonare si riform`o. Gli accessi di tosse e la raucedine ritornarono con maggiore violenza e fu a quel momento che il malato e la moglie decisero di prendere ulteriori informazioni sulla Terapia Gerson di cui aveva parlato loro la figlia Georgina Lechuga Potter. In effetti era stata un’amica di Georgina, la dottoressa Irwin Rosenberg Ph.D. farmacista e specializzata in scienza della nutrizione a parlarle del programma di nutrizione e detossificazione elaborato dal dottor Max Gerson utilizzato per curare il cancro. La dottoressa Rosenberg `e proprietaria della farmacia che si trova in Georgetown Road a Bethesda nel Maryland (e ironia della sorte `e proprio di fronte al National Institutes of Health1).
Il 28 ottobre 1979 il signor Lechuga e la moglie arrivarono all’ospedale di Tijuana (Messico) abilitato alla pratica della Terapia Gerson. Il dottor Victor Ortuno M.D. il direttore sanitario dell’ospedale visit`o il paziente poi pass`o il caso a suo cugino, il dottor Arturo Ortuno M.D. che si occup`o personalmente di controllare l’andamento della terapia. Il signor Lechuga rispose positivamente al trattamento anche se fu tormentato da violente crisi terapeutiche. I marcatori tumorali e altri esami di laboratorio migliorarono, tuttavia era afflitto da forte depressione. Grazie agli sforzi del dottor Arturo Ortuno e al sostegno della moglie il signor Lechuga segu`ı il programma alimentare e di detossificazione prima alla clinica di Tijuana e poi a casa.
Una volta rientrato a Durango il signor Lechuga riusciva a tollerare a malapena tutti i succhi previsti dalla terapia, gli enteroclismi a base di caff`e, i trattamenti con l’olio di ricino, le insalate e i cibi ben cotti e insipidi. La dieta Gerson rappresentava un tipo di
1Ministero della salute, N.A.T.
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alimentazione esattamente agli antipodi della cultura messicana e incompatibile con le abitudini del paziente che durante le crisi terapeutiche, frequenti e per periodi prolungati, perdeva completamente l’appetito. Talvolta le crisi duravano per una settimana ma
l’amore e il sostegno di Dolores, la sua compagna di vita, prevalsero sull’avvilimento del malato. Dolores gli preparava il cibo, i succhi, gli enteroclismi e tutti gli altri medicamenti; divento la sua infermiera e la sua terapeuta`. In realt`a, fu grazie a sua moglie che il signor Lechuga riusc`ı a salvarsi.
Nel periodo fra Natale e Capodanno del 1980 i fenomeni reattivi diventarono pi`u saltuari e il malato cominci`o a sentirsi meglio. Era sempre estremamente debole e doveva sforzarsi per ingerire anche piccole quantit`a di cibo. Desiderava solo riposare e dormire il pi`u possibile. La settimana seguente continu`o a migliorare tanto da recarsi al lavoro per qualche ora al giorno. Il fatto di essere nuovamente seduto alla sua scrivania gli diede la forza di continuare a combattere il cancro con determinazione. Poich´e l’ufficio si trovava a soli cinque minuti di automobile da casa, il malato poteva rientrare per ricevere gli enteroclismi di caff`e, mangiare e bere i succhi di verdura a foglia verde, e portava con s´e un thermos pieno di succo di carota in modo da poterlo consumare a intervalli regolari.
Alla fine di aprile 1980, il signor Lechuga ritorn`o all’ospedale Gerson per il suo primo controllo semestrale. (Dal novembre 1979, ritorn`o dodici volte alla clinica di Tijuana per eseguire gli esami di controllo semestrali). I marcatori tumorali e gli esami del sangue indicarono una fisiologia pressoch´o
e normale cos`ı che il dottor Arturo Ortuna modific`la dieta del paziente che negli ultimi otto mesi aveva introdotto anche il consumo di yogurt, pane di segale, latte crudo scremato, saltuariamente il pesce e il pollo e alcuni altri alimenti che fino ad allora gli erano stati vietati. Il signor Lechuga si sentiva sempre meglio e anche la sua visione del futuro diventava sempre pi`Si divertiva a
u ottimistica. raccontare aneddoti, a scherzare, a cantare e stargli accanto era di nuovo un piacere.
Dopo aver messo al corrente Charlotte Gerson dei suoi progressi nel fine settimana del 17 e 18 ottobre 1981, il signor Lechuga accett`o l’invito di Charlotte Gerson a partecipare in qualit`a di relatore alla “Gerson Survivors’ Conference” che si sarebbe tenuta a San Diego. Nel giugno 1985 il dottor Arturo Ortuno e il signor Lechuga si recarono a un centro diagnostico di San Diego per sottoporre il malato a una risonanza magnetica per immagini (RMI) che conferm`o che dopo cinque anni il tumore era completamente regredito. Dopo aver ricevuto l’esito positivo della risonanza magnetica il dottor Arturo Ortuno dichiar`o che il paziente era definitivamente guarito e chiese al signor Lechuga di ritornare alla clinica di Tijuana di l`ı a un anno per fare un ulteriore esame di controllo. Quindi il medico sugger`ı di riprendere per un mese soltanto la Terapia Gerson restrittiva in modo da “essere sicuri” che il tumore se n’era andato. Il signor Lechuga acconsent`ı e promise di comunicare i risultati di quell’ultimo mese di privazioni richiesto dalla terapia.
Quando il mese seguente il paziente telefon`o al dottor Arturo Ortuno per informarlo del suo stato di salute, venne a sapere che il suo medico curante era appena morto e stavano officiando la messa funebre. Il giorno prima il dottor A. Ortuno era impegnato in un’intensa partita a racquetball contro il dottor Victor Ortuno quando fu colpito da un infarto fulminate ed era morto, a soli quarant’anni, fra le braccia del cugino.
Sconvolto dalla terribile notizia, il signor Lechuga non solo non torn`o pi`u a Tijuana ma ridusse drasticamente anche la sua osservanza della Terapia Gerson. Pur continuando
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a nutrirsi in modo equilibrato, il numero di succhi ingeriti pass`o a quattro al giorno. Nei quattordici anni che seguirono Jes´us e Dolores Lechuga vissero una vita piena. Visitarono le Hawaii, il Canada, lo Stato di Washington, la citt`a di New York e molti altri luoghi. Presero aerei e navi, si spostarono in automobile e in treno, viaggiarono da una citt`a all’altra del Nord America.
Poi, dal 25 luglio al 5 agosto 1999 partirono per una crociera in Alaska per andare a fare delle escursioni sui ghiacciai, seguire sentieri di montagna e consumare i lauti pasti serviti a bordo della nave. Nel corso di questa escursione in Alaska, il paziente cominci`o ad accusare un dolore proprio sotto la scapola destra. Non appena ritorn`o a casa, due medici dell’ospedale di Durango gli diagnosticarono una ≪contrazione muscolare con alcuni noduli≫ finch´e, non riscontrando nessun miglioramento con le terapie prescritte, richiesero una biopsia. Il medico chirurgo che pratic`o la biopsia a Durango, J. Roberto Salas Gracia M.D. dichiar`o che il “nodo” muscolare era in realt`a un tumore. La biopsia denunci`o la presenza di un istiocitoma fibrotico polimorfo nel tessuto molle della scapola destra. A causa della mancanza di tessuto vitale attorno al tumore, la biopsia non era in grado di determinare se il tumore del signor Lechuga fosse uno schwannoma maligno.
Uno schwannoma maligno `
e un sarcoma, un tumore a crescita lenta che si sviluppa nei tessuti molli che circondano le guaine nervose dei muscoli lisci. Circa il 75% di questi sarcomi sono chiamati leiomiosarcomi.
Non appena il signor Lechuga e sua figlia Georgina Potter vennero a conoscenza della diagnosi verso la met`a del mese di ottobre 1999, decisero per un ricovero presso la clinica per la Terapia Gerson di Tijuana. Il 25 ottobre 1999 il signor Lechuga entr`o all’ospedale Oasis of Hope. Il medico che segu`ı il caso, Jaime A. Martinez M.D. inform`o il paziente che quel tipo di tumore non poteva essere completamente asportato con un intervento chirurgico perch´e la procedura avrebbe ridotto notevolmente la funzionalit`a del braccio destro. Secondo il dottor Martinez la nuova formazione tumorale poteva essere un risultato della radioterapia a cui il signor Lechuga si era sottoposto circa vent’anni prima.
Il malato rimase all’ospedale Oasis per tre settimane dopodich´e rientr`o a casa dove prosegu`ı la terapia con l’auto-trattamento. Sebbene la diagnosi della malattia rimanesse incerta non c’era dubbio che quest’uomo di ottantasei anni doveva, ancora una volta, combattere per la propria vita ma contro un diverso tipo di tumore. Poi, durante l’ultima settimana di novembre del 1999, il signor Jes´us Lechuga Valdez improvvisamente mor`ı per arresto cardiaco.
21.5 Guarigione dal tumore ovarico a distanza di quattordici anni
In novembre del 1999 incontrammo la cinquantunenne Sandra Whitwell di Stuart (Virginia) all’ospedale Oasis – la sola struttura ufficialmente autorizzata a praticare la Terapia Gerson a Tijuana (Messico) – che si trovava l`a per il suo controllo periodico e ci raccont`o come era completamente guarita da un carcinoma dell’ovaio. Attualmente Sandra lavora
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come bambinaia e specialista della nutrizione. Quattordici anni fa un carcinoma del-l’ovaio mise in serio pericolo la sua vita e oggi pu`o condividere con noi la sua storia di come la Terapia Gerson sia riuscita a curare una delle ginecopatie maligne pi`u diffuse.
Essendo al quarto posto fra le cause pi`u frequenti di morte per tumore fra la popolazione femminile americana, il tasso di mortalit`a del tumore ovarico supera quello di tutti gli altri tumori dell’apparato genitale femminile globalmente considerati. Esso colpisce un settimo della popolazione femminile e una donna su cento muore a causa di questa neoplasia, che si tratti di formazione primaria o di metastasi. Il carcinoma si sviluppa a livello delle cellule che rivestono la superficie dell’ovaio (carcinoma epiteliale) e nel 1997 negli Stati Uniti sono stati diagnosticati 26.800 casi di carcinoma ovarico, 14.200 dei quali mortali. Negli anni seguenti si `e registrato un aumento nell’incidenza di questo tumore. Nonostante gli ingenti fondi investiti nella ricerca provenienti dai contribuenti americani, l’incidenza del tumore ovarico `e in costante aumento.
Lo sviluppo del tumore all’ovaio `e progressivo e si diffonde nella cavit`a addominale e peritoneale per attecchire sulla superficie di fegato, intestino crasso, epiploon, intestino tenue, vescica, diaframma, o sul tessuto grasso che avvolge lo stomaco. Il tumore ovarico tende a formare metastasi a carico dei linfonodi presenti nella cavit`a pelvica, nell’aorta, nell’inguine e nel collo. Si ritiene che una delle probabili cause di insorgenza sia il talco contenente asbesto.
Il tumore ovarico di Sandra Whitwell si svilupp`
o lentamente e coincise con i primi disturbi fisici quando aveva soltanto diciassette anni. La signora Whitwell soffriva di mestruazioni dolorose, rese insopportabili da forti crampi che continuarono ad affliggerla fino ai vent’anni. In quel periodo Sandra Whitwell spos`o Lawrence Whitwell, un poliziotto di Nashville (Tennessee). ≪Il dolore mestruale era anomalo ed era un segnale d’allarme per i problemi futuri≫ racconta Sandra. ≪A ventitr´e anni, su entrambe le ovaie si erano formate delle cisti che furono asportate chirurgicamente. In seguito fui colpita da endometriosi e quindi fui sottoposta a un’ulteriore intervento di raschiamento dell’endometrio. Dopo ogni intervento mi fu chiesto se avessi mai avuto figli e non ne avevo mai avuti. Non mi spiegarono mai perch´e volevano sapere delle gravidanze, ma i medici sembravano impazienti di sottopormi a una ovariectomia o isterectomia≫.
≪Non ho mai avuto figli. Abbiamo adottato Aaron, nostro figlio, quando era ancora un bimbo. Ma quando non aveva che tre anni il suo pap`
a adottivo rimase ucciso durante un’azione di polizia≫ aggiunge Sandra. ≪Le cisti ovariche si formarono nuovamente, una raggiunse le dimensioni di una palla da baseball e fui sottoposta a un ennesimo intervento. Dopo essermi rimessa dal terzo intervento chirurgico cominciai a fare regolarmente esercizio fisico. Correvo per circa sei chilometri e mezzo al giorno. Mi piaceva correre e mi faceva sentire meglio. Continuai a praticare sport tutti i giorni per oltre otto anni. Ma all’inizio del 1985 fui improvvisamente costretta a smettere. Una mattina mi svegliai con dolori lancinanti all’addome che appariva gonfio e pieno di liquido (ascite)≫ prosegue la donna. ≪Fui sottoposta a un nuovo intervento per asportare una cisti grande come un pompelmo e per eseguire una isterectomia che mi lasci`
o incredibilmente dolorante. Due giorni pi`
u tardi il mio ginecologo e il chirurgo mi comunicarono che ero affetta da un tumore ovarico. Mi proponevano un nuovo intervento per fare una biopsia dei tessuti
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delle ovaie e di altri organi≫.
≪Poich´
e sarebbero state necessarie anche delle trasfusioni di sangue, e tutto questo accadeva quando l’AIDS si trasmetteva anche in questo modo, rifiutai l’intervento e la conseguente trasfusione di un litro e mezzo di sangue. Contemporaneamente, la compagnia con cui avevo stipulato la polizza di assicurazione sanitaria non onor`
o i termini del contratto e cancell`
o completamente la mia copertura. L’avvocato al quale mi rivolsi per obbligare l’assicurazione a risarcirmi, mi disse che una scappatoia nella polizza permetteva alla compagnia assicuratrice di recedere dal contratto con la motivazione che il tumore ovarico era “una malattia pre-esistente”. Ero completamente impotente a meno che non avessi avuto una montagna di soldi per pagare i costi legali di un processo senza avere la bench´

e minima garanzia di vincere≫.
≪Non potendo usufruire di nessun tipo di terapia, dopo una degenza di sette giorni lasciai l’ospedale con la consapevolezza di avere un tumore ovarico. A trentasei anni, mi ritrovai sola, senza reddito, vedova e madre di un bambino di sette anni che cominciava a dare segni di predisposizione al diabete. Con solo la casa che possedevo a Nashville e una piccola indennit`
a ricevuta dopo la morte di mio marito, non potevo permettermi di sostenere i costi della chemioterapia o di altre cure tossiche che mi venivano offerte dalla medicina convenzionale. Ma fortunatamente ho dei genitori affettuosi che abitano a Stuart in Virgina che avrebbero fatto l’impossibile per salvarmi la vita. E ci riuscirono≫.
≪Mia madre, che aveva assistito numerosi malati oncologici, fece alcune ricerche e mi aiut`
o a decidere di non fare niente piuttosto che sottopormi a una terapia tossica.
Mamma e pap`
a accettarono di prendersi cura di Aaron, quindi decisi di trasferirmi da loro. Poi, un giorno, dall’Alaska un’amica mi invi`
o alcune informazioni sulla Terapia Gerson≫ continua Sandra. ≪Eravamo seduti in salotto e guardavamo le cassette di Charlotte Gerson che spiegava il funzionamento della terapia quando mamma disse, “Questo programma sembra andare nella direzione giusta. Nutre il sistema immunitario e gli da`la possibilit`ı non avere un’assicurazione
a di combattere e sconfiggere il tumore”. Cos`
sanitaria si rivel`e a causa dei costi non potevo neppure prendere
o un vantaggio perch´in considerazione di seguire una terapia convenzionale≫.
≪Insieme a mia madre che mi fece da sostegno e assistente arrivai all’ospedale Gerson di Tijuana. Il mio scopo era quello di cominciare la terapia, prendere le istruzioni e seguirle a casa. Arrivammo alla clinica Gerson nel mese di settembre del 1985, esattamente un mese dopo l’isterectomia e la scoperta del tumore. In quel breve periodo, prima di venire a sapere del programma Gerson, ero diventata pelle e ossa≫, racconta Sandra. ≪Avevo perso molto peso. Ero passata da 55 chilogrammi ad appena 41 e con un’altezza di 1,68 metri sembravo quasi scheletrica. Ero incredibilmente debole, sempre prossima allo svenimento e fui costretta a rimanere a letto per quattro mesi. Solo le amorevoli cure dei miei genitori riuscirono a farmi superare il periodo pi`
u difficile di tutta la mia vita≫. ≪Ci`o furono i dieci giorni trascorsi all’ospedale La Gloria per impara
o che mi salv`re la Terapia Gerson e poi il tempo trascorso a casa dei miei genitori e la loro dedizione. Avevo affittato la mia casa di Nashville ad alcune persone che frequentavano la mia stessa chiesa, cos`ı insieme a mio figlio mi trasferii a casa dei miei genitori. Non appena cominciai il trattamento di disintossicazione il mio organismo rispose immediatamente con crisi depressive, pianto continuo, nausea, vomito, mal di testa, sensazione di bru
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ciore quando prendevo l’olio di ricino per bocca e per via rettale, perdita di appetito, insonnia, dolori articolari generalizzati che si estendevano anche ai muscoli e alle ossa. Inoltre emanavo lo stesso odore della soluzione per permanente. Era mia abitudine fare periodicamente una permanente ai capelli, forse cinque volte all’anno e il liquido tossico era penetrato nei miei organi avvelenandoli. La Terapia Gerson stava tirando fuori tutte le tossine accumulate e dalla mia pelle trasudava l’odore dell’acido usato per la permanente. Puzzavo di permanente≫. Una lezione che Sandra Whitwell ha imparato sulla propria pelle `e che ciascuno diventa ci`o che introduce nel proprio organismo, vale a dire che se si mangiano alimenti-spazzatura si diventa spazzatura. Se si consuma-no sostanze cancerogene ci si trasforma in una specie di fabbrica dei tumori a due gambe. Se si immerge una parte del corpo in una sostanza velenosa, come ha fatto Sandra, si trasforma il proprio organismo in un contenitore per tumori. Per rimanere in buona salute si devono introdurre nel proprio corpo solo cose buone.
≪A causa della mia ignoranza mi sono fatta del male con articoli cosiddetti “di bellezza” e di facile utilizzo. Al college sia la mia stanza che i corridoi del dormitorio erano saturi dell’odore acre dell’acido per permanente. Inoltre, prima di sapere come stanno le cose avevo l’abitudine di bere ogni giorno fino a tre caraffe da sei tazze di caffe`≫, confessa Sandra. ≪Le istruzioni della Terapia Gerson mi hanno insegnato come vivere correttamente. A casa dei miei genitori cominciai a prendere peso grazie ai succhi che mio padre e mia madre mi preparavano. Usavano unicamente frutta e verdure fresche provenienti da coltivazioni biologiche pi`
u costose di quelle che si acquistano normalmente al supermercato. Inizialmente mia madre temeva per la mia vita; era convinta che non ci fosse pi`
u niente da fare, ma col tempo vide i miei miglioramenti≫.
≪Ci vollero due anni di disintossicazione e di corretta alimentazione prima che il mio sistema immunitario si rimettesse di nuovo in moto e avesse la meglio sul cancro. Lo osservai lottare fino a quando un giorno, durante una crisi la mia temperatura sal`ı fino a 40° C. Da quel momento la mia salute `≪Non
e migliorata di giorno in giorno≫. ho preso nessun’altro medicamento o supplemento a parte quelli prescritti dalla Terapia Gerson: niacina, coenzima Q10, ormone tiroideo, potassio, Acidol/pepsina, pancreatina ed estratto di fegato. Questi semplici supplementi, la dieta, i succhi, e il programma di disintossicazione hanno ristabilito il benessere che avevo perduto. Oggi, dopo quattordici anni che mi fu diagnosticato un tumore, sono ancora viva e in ottima forma perch´
e ho seguito scrupolosamente la Terapia Gerson ≫.
≪Il programma di disintossicazione richiede una disciplina ferrea e sarebbe utile sapere prima che cosa comporta. Io ho tenuto un diario in modo da ricordarmi ci`
o che ho dovuto attraversare e come ho affrontato le crisi di riacutizzazione. Forse vi piacerebbe conoscere alcuni dei miei suggerimenti per seguire la Terapia Gerson con successo, vero?≫, domanda Sandra.
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21.5.1 Suggerimenti di Sandra per seguire la Terapia Gerson con successo
Avendo seguito scrupolosamente la Terapia Gerson per due anni e avendola adottata come stile di via, Sandra Whitwell si sente di affermare che questo programma terapeutico le ha salvato la vita e le ha restituito la salute. Per quindici anni circa Sandra ha accettato il programma Gerson come terapia contro il tumore ovarico di cui soffriva, e nient’altro.
Tuttora mangia, beve i succhi, e segue la pratica di lavaggio interno secondo le regole stabilite dalla Terapia Gerson e occasionalmente ritorna al centro Gerson pi`u vicino per ulteriori aggiornamenti sul programma. Quando in novembre 1999 la incontrammo alla clinica Gerson era il ritratto della salute.
≪Due anni non sono molti per garantirti una vita intera e durante quel periodo rinnovi ogni singola cellula del fegato, l’organo pi`
u importante del sistema immunitario. Il metodo Gerson, comunque, non `
e per pappamolle; bisogna essere determinati e combattivi. Questo trattamento naturale e atossico `e non si manda gi`
e duro perch´u una pillola o non c’`
e un medico che ti fa qualche cosa o che agisce sul tuo organismo. Al contrario, la forza la devi trovare in te e nell’aiuto dei familiari o degli amici, per lo meno all’inizio. La maggior parte di noi `
e abituata a mangiare cibi precotti, a preferire i rimedi veloci per `
guarire, a prendere la via facile. Con la Terapia Gerson non funziona cos`ı. E una cura che ti cambia la vita≫.
≪In base alla mia esperienza personale ho messo insieme alcuni suggerimenti per vincere il tumore e altre malattie croniche utilizzando al meglio la Terapia Gerson. Senza aver seguito un ordine particolare, ecco i miei consigli:
❅ Tenete un diario per annotare i cambiamenti di umore, le crisi terapeutiche, le deviazioni dal programma Gerson, le reazioni di chi vi sta intorno al modo in cui mangiate
o a ci`o che state facendo. Scoprirete cosa avete fatto per provocare la riacutizzazione dei sintomi e dai loro commenti imparerete chi sono i vostri veri amici.
1.❅ Cercate di preparare gli alimenti e le terapie un giorno per l’altro dopo aver bevuto l’ultimo succo. Non avrete molto tempo durante il giorno per preparare il caff`e, prendervi le “pause caff`e”, affrontare i giorni in cui assumete l’olio di ricino, preparare i medicamenti, procurarvi gli alimenti biologici, pulire le verdure, studiare le ricette e pianificare i pasti. Essere organizzati `
2.e un vantaggio quando si segue la Terapia da soli.
❅ Guardate le cassette Gerson, leggete i libri Gerson, ascoltate i nastri Gerson. Dopo aver adottato la Terapia Gerson da quindici anni lo faccio ancora e tutte le volte imparo qualche cosa di nuovo.
❅ Nei giorni in cui si deve prendere l’olio di ricino cominciate subito col bere quella roba disgustosa. Usate i piccoli dosatori da medicina per verificare la quantit`a. (Chi `

e stato trattato con chemioterapici deve evitare l’uso dell’olio di ricino). Solitamente verso un cucchiaio di succo di mirtillo o di mela nel dosatore poi aggiungo due cucchiai di olio di ricino come prescritto. La miscela va gi`u pi`u facilmente con il succo e una volta ingerita, in bocca mi rimane il sapore del succo e non quello dell’olio.
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Subito dopo bevete una tazza di caff`e caldo in modo da velocizzare la discesa dell’olio nell’apparato gastrointestinale.
❅ Dopo aver bevuto l’olio di ricino mangiate un po’ di frutta e preparatevi per il primo enteroclisma a base di caffe. `Non c’`e un giorno in cui vi
e dubbio, questo `sentirete piuttosto malconci, ma il giorno dopo starete decisamente molto meglio!
Sopporto pi`u facilmente l’olio di ricino quando lo ricevo per bocca che per enteroclisi.
❅ Il procedimento che seguo per preparare un enteroclisma di olio di ricino `e leggermente diverso da quello insegnato nella Terapia Gerson. Versate nel recipiente dell’acqua calda distillata e fate scorrere l’acqua attraverso la sonda; fatene fuoriuscire un po’ nella vasca o doccia. Quindi chiudete la sonda, lasciando che l’acqua calda rimanga nel tubo. Gettate via l’acqua in eccesso rimasta nel recipiente. Versate il composto di olio di ricino e bile bovina (senza sapone) nel recipiente. Aprite la sonda e fate uscire l’acqua dentro la vasca o doccia (o tazza del gabinetto); mentre l’acqua scorre via aspira l’olio di ricino nella sonda. A questo punto la sonda dovrebbe contenere tutto l’olio di ricino necessario. Chiudete la valvola! Versate nel recipiente la soluzione di caff`e e finalmente siete pronti per il lavaggio con olio di ricino e caff`e. In genere questo liquido `e difficile da trattenere – non preoccupatevi! Trattenete il liquido il pi`u a lungo possibile e comunque trarrete beneficio da questo lavaggio di olio di ricino. La clinica Gerson ha deciso di interrompere questo metodo un tempo raccomandato, ma trovo che su di me funzioni ancora.
❅ I clisteri a base di infuso di camomilla sono sempre un ottimo rimedio quando vi siete liberati delle tossine che vi fanno sentire incapaci di trattenere il caff`e durante il lavaggio. La camomilla somministrata per enteroclisi `e calmante e soprattutto nei giorni del trattamento con olio di ricino `e pi`u facile da trattenere.
❅ Non avvilitevi mai quando non riuscite a trattenere la soluzione di caff`e. Talvolta avete solo bisogno di provare di nuovo oppure aspettate fino alla volta seguente. Continuate a provare fino a quando non sarete diventati esperti nel preparare e auto-somministrarvi l’enteroclisma e non vedrete l’ora di provare la sensazione di benessere che vi lascia.
❅ Io ho un trucco per quelle rare occasioni in cui non riesco a trattenere la soluzione di caff`e: rallento il flusso. Gli spasmi diminuiscono se il liquido impiega cinque minuti a defluire. Abbassate il recipiente oppure chiudete la valvola della sonda e apritela a intervalli regolari.
❅ Se avete rallentato il flusso del clistere e gli spasmi sono ancora presenti, mettete un cucchiaino di potassio nelle quattro tazze di soluzione di caff`e. Nelle prime fasi della Terapia Gerson il vostro organismo `e ancora povero di potassio e gli spasmi addominali sono i segni di questa carenza.
1.❅ Per ridurre o eliminare le reazioni alla niacina assumetela solo a stomaco pieno; alter`
2.nativamente lasciate sciogliere le compresse di niacina sotto la lingua o in bocca. E cos`ı che faccio io.
❅ Se assumete qualcuno per assistervi durante il giorno, impiegate due o tre persone cos`ı se per caso una di queste non si presenta per il turno potete sempre chiedere all’altra

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di fare il doppio turno. Tanto pi`u che se la persona assente `e ammalata non la vorrete comunque vicino a voi visto che state gi`a combattendo la vostra battaglia contro la malattia.
❅ Non lasciate che il vostro subconscio o gli altri vi suggestionino. Pensate positivamente, ascoltate buona musica, non dimenticatevi dei doni ricevuti dal Cielo, pensate ai problemi degli altri e vi renderete conto che siete invincibili. L’autocommiserazione non porta a nulla. Come ho gi`a detto, scrivete i vostri pensieri nel diario in modo da liberare la vostra mente dalle influenze negative poi potrete dedicarvi a cose pi`u piacevoli. Un giorno, quando rileggerete il vostro diario, vi chiederete perch´e vi sentivate cosi depressi e avviliti.
❅ Ogni fase di questo procedimento – i succhi, il cibo, i medicamenti, il caff`e – `e importante. Impegnatevi a fondo! Mantenete un atteggiamento perseverante! Tenete duro! Siate vincenti!
❅ Infine ricordate che Dio non d`a pi`u di quanto non possiate prendere. C’`e una ragione per affrontare tante tribolazioni. Una volta usciti dal tunnel potreste essere voi a salvare la vita di qualcun altro oltre alla vostra!≫.

Sandra Whitwell, Stuart, Virginia
21.6 Guarigione del tumore pancreatico a distanza di quasi quindici anni
Nel settembre del 1985 la signora Patricia Ainey, una quarantaseienne di Nanaimo nella British Columbia (Canada) si ammal`o di polmonite. Nonostante fumasse e consumasse bevande alcooliche, la donna aveva sempre goduto di ottima salute fino a quel mese del 1985. Poi, in gennaio 1986, a seguito dell’esito di una TAC, l’internista Bennet A. Corner M.D. F.R.C.P © di Nanaimo sottopose Pat Ainey a una biopsia (prelievo di tessuto tramite un ago) del tessuto pancreatico presumibilmente sede di un tumore. La TAC e la biopsia avevano l’obiettivo di differenziare il tumore pancreatico da altre patologie come pancreatite benigna, pseudocistite, carcinoma delle cellule delle isole di Langerhans o linfoma. Il dottor Horner conferm`o la diagnosi con una lettera al dottor A.C. Baird, M.B. CH.B. C.C.F.P, medico di base della famiglia Ainey. La lettera del dottor Horner dichiarava: ≪Oggi, 28 gennaio 1986 la signora Pat Ainey si e presentata al mio ambulatorio
`comunicandomi di avere un adenocarcinoma del pancreas. Al momento non esiste una terapia specifica. . . se dovesse cominciare a sentire forti dolori, saremo lieti di aiutarla con ogni mezzo a nostra disposizione≫.
Il dott. Horner diede alla malata e a suo marito Ron, che erano in viaggio per celebrare il loro trentesimo anniversario di matrimonio, anche consigli pi`u personali. ≪Lo specialista mi disse di andare a casa e di sistemare le mie cose perch´
e il tumore era talmente esteso che non sarebbe stato possibile operare≫, racconta la signora Ainey. ≪Passai momenti di angoscia, di pianti ininterrotti e alla fine mi rassegnai a lasciare i miei cari≫.
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L’avevano informata che il tumore aveva prodotto metastasi alla cistifellea, al fegato e alla milza. Nell’arco di poche settimane dimagr`ı di oltre 20 chilogrammi e vomitava regolarmente sangue. Il tumore fu classificato come tumore pancreatico di grado III-IV (che ha una aspettativa di vita a cinque anni dell’1% o anche meno). Non c’erano n´e cure terapeutiche n´e cure di supporto sperimentate; l’oncologia convenzionale poteva offrire solo palliativi in grado di alleviare il dolore e ridurre la formazione di asciti. La donna soffriva di asciti, ittero, versamento pleurico, epatite dovuta all’alcool e dolore. Probabilmente la chemioterapia avrebbe ucciso Pat Ainey pi`u velocemente del tumore ≪Quando sono i medici a dirti che sei spacciato, allora non puoi far altro che
crederci≫ confessa la signora Ainey. Ma
cale, il Nanaimo Times, che parlava di un uomo di Victoria che era riuscito a curare il tumore al pancreas seguendo la Terapia Gerson. ≪Decisi che non me ne sarei stata con le mani in mano a compiangermi in attesa di morire. Volevo cercare di vivere gli ultimi mesi al meglio sia per me che per la mia famiglia≫. Sebbene fosse inizialmente scettica e si domandasse se la clinica Gerson a Tijuana (Messico) fosse uno specchio per le allodole per imbrogliare la gente disperata, la signora Ainey disse che essa ≪Era la mia unica speranza. Ci`o in piedi e
o di cui avevo bisogno era un miracolo. Mio marito balz`disse: “Allora cosa aspetti, va a fare le valigie, prendiamo il traghetto delle undici per la terraferma e andiamo in Messico a provare questo diavolo di cura”≫.
Ron e Pat Ainey rimasero all’ospedale Gerson a Playas, un sobborgo di Tijuana, per due settimane e l`a impararono come preparare i succhi biologici, quali cibi erano adatti e come auto-somministrare cinque clisteri di caff`e al giorno. ≪Non fu affatto facile, specialmente quelle “pause caff`
e” come li chiamavamo noi. Ma non mi rimaneva altra scelta che provare≫.
I coniugi Ainey avevano prenotato per due settimane per imparare i principi del trattamento e in soli dieci giorni la malata cominci`
o a sentirsi incredibilmente meglio di quanto non si fosse sentita negli ultimi mesi. Sapendo che avrebbe dovuto seguire rigorosamente il programma Gerson per almeno due anni, la malata decise di accettare la sfida e di proseguire la Terapia Gerson a casa. E i risultati furono sbalorditivi.
≪In dicembre 1986 il mio medico mi disse che secondo lui avevo risolto il problema. Il tumore non c’era piu`≫.
In una lettera scritta per un’altra questione di salute nel febbraio del 1990, il dottor Baird afferma: ≪Alla signora Ainey fu diagnosticato un tumore al pancreas. Si `
e recata in un altro Stato per sottoporsi a una cura per questa malattia ed `
e per me un piacere constatare che a tutt’oggi non ci sono segni di ricomparsa della malattia ed `
e scomparsa anche ogni manifestazione collaterale presente nel 1985≫.
In una lettera seguente scrisse allo studio legale di una compagnia di assicurazioni a proposito di quell’altra questione e il dottor Baird concluse aggiungendo: ≪In conclusione, vorrei sottolineare che la signora Ainey `
e sopravvissuta a quella che normalmente `Parlammo con Patricia
e considerata una malattia mortale e ora vive una vita felice≫. Ainey il 20 novembre 1999 e in quell’occasione ci disse, ≪Mi sento bene, a dire il vero in ottima forma. Ho vissuto serenamente questi ultimi quindici anni cosa che diversamente non mi sarebbe stata possibile. Ho guardato i miei nipoti crescere e ho trascorso molti
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momenti felici≫. Pur non avendo mai avuto ricadute negli ultimi quindici anni la signora Ainey ha continuato a bere grandi quantit`a di succo fresco di frutta e verdura biologiche e a fare un enteroclisma a base di caff`Ella si sottopone regolarmente a
e al giorno. esami del sangue e a quello dei marcatori tumorali che invia alla clinica Gerson per una valutazione.
Talvolta amici e familiari le chiedono perch´e continua a seguire queste procedure se `
e guarita. Ma suo marito, Ron Ainey risponde: ≪Pat ha cercato un’ancora di salvezza e una volta che ne trovi una `
e difficile lasciarla andare≫.
21.7 Un paziente Gerson che credeva di essere “perfetto”
(tratto dalla pubblicazione Gerson Healing Newsletter, vol. 14 n. 5 settembre-ottobre 1999)
di Charlotte Gerson
Per assicurarmi che i pazienti capiscano esattamente come seguire la Terapia Gerson mi `e spesso capitato di trascorrere ventiquattro ore a casa dei malati. Recentemente si `e verificata una situazione con un malato che chiarifica questa necessit`a.
Voglio raccontarvi cosa mi `e capitato perch´e desidero che voi impariate a mettere in pratica la terapia nel modo corretto. In quell’occasione rimasi sorpresa e sbigottita da alcune deviazioni rispetto al programma.
Non solo il paziente in questione (che chiamer`o Phillip) mostrava molto interesse per la Terapia Gerson, ma la sua fiducia nel programma era talmente grande che desiderava far conoscere la terapia anche ad altri e quindi organizz`o un Seminario Gerson. Phillip mi invit`o a trascorrere la notte a casa sua cos`ı avrei potuto gustare del buon cibo e succhi biologici come previsto dalla dieta Gerson. Sia Phillip che sua moglie sono persone veramente molto piacevoli e anche la loro casa `e particolarmente accogliente.
La casa `
e situata in una zona boschiva con alberi enormi e costruita vicino alle sponde di un piccolo lago. In altre parole l’aria `
e pura e fresca e l’atmosfera rilassante, e fin qui niente da dire. L’attivit`a del malato `e ben organizzata e d`a buoni profitti con il minimo di attenzione e quindi Phillip ha tutto il tempo per riposare potendo contare su un reddito abbastanza alto. Il malato, inoltre, pu`o fare affidamento su un aiuto in casa e di conseguenza non deve correre per preparare i succhi e i pasti. Ciononostante ho notato almeno quattro errori fondamentali nell’applicazione della Terapia Gerson.
1. L’acqua erogata dalla rete idrica `e contiene minerali. Come tutti
e “dura”, cio`gli altri abitanti della zona anche la casa di Phillip `e provvista di un addolcitore di acqua. La moglie di Phillip, una signora molto gentile, preoccupata e collaborativa, fa tutto ci`o che le e possibile per aiutare il marito a guarire completamente dal
`melanoma con metastasi al fegato; tuttavia, mi disse che portava “sacchi di sale” da aggiungere al depuratore! Nel rimuovere i sali minerali presenti nell’acqua l’apparecchio li sostituisce con il sodio con il risultato che il malato si lava e si immerge in “acqua addolcita” ma satura di sale.
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Il sale `
e facilmente assorbito dalla pelle e non dovrebbe mai essere utilizzato da un malato che segue la Terapia Geison. Il sodio nel sale `e un inibitore enzimatico e la Terapia Gerson `e stata elaborata per eliminare il sodio in eccesso. Il sale, infatti, viene utilizzato dal tessuto tumorale per crescere pi`u velocemente ed `e anche alla base della sindrome da danno tessutale quando le cellule normali perdono la capacit`a di trattenere il potassio mentre il sodio penetra nel loro protoplasma causando la formazione di edemi e rallentando le funzioni cellulari. Secondo le scoperte di mio padre questo danno tessutale `e alla base di tutte le malattie croniche. Ovviamente un paziente oncologico deve evitare a tutti i costi di fare il bagno in acqua salata (perfino in quella dell’oceano).
1.2. A casa di Phillip servirono un pranzo delizioso e anche ben preparato che comprendeva anche un’insalata squisita piena di avocado. Domandai subito se anche il paziente ne avrebbe mangiata, e la risposta fu positiva! Questo `
2.e un altro grave errore perch´e gli avocado contengono una percentuale piuttosto alta di grassi. La ragione per cui gli avocado e altri cibi grassi sono esclusi dalla dieta `e perch´e il grasso tende a stimolare la crescita di nuovi tumori. La domestica mi disse che pensava che all’ospedale Gerson si servissero anche gli avocado, ma si sbagliava. Non fanno parte della dieta. Il problema `e che il paziente o chi si occupa di lui non dovrebbe fidarsi di ci`o che ricorda o delle dicerie ma dovrebbe sempre controllare i consigli e le raccomandazioni pubblicate dal Gerson Institute. Tutti questi punti sono chiaramente precisati nel libro A Cancer Therapy e in molti altri; e gli avocado sono la seconda voce nell’elenco dei “cibi proibiti”.
2Il pranzo prevedeva anche una zuppa di verdure molto gustosa. C’erano zucchine, piselli, sedano, cipolle e alcune altre verdure. Il paziente mi chiese se mi piaceva la “zuppa di Ippocrate”. Dovetti rispondere che la zuppa che stavamo mangiando non era la zuppa di Ippocrate che il dottor Gerson aveva descritto nel suo libro. La combinazione degli ingredienti per la zuppa `e esplicitamente indicata in A Cancer Therapy e anche nel Gerson Therapy Handbook (precedentemente chiamato Gerson Therapy Primer) e gli ingredienti richiesti sono molto specifici.

Ippocrate (considerato dal personale medico come il “padre della medicina”) ave-va capito che la combinazione di determinati ingredienti produceva un effetto benefico e disintossicante per i reni. Per questo motivo, il dottor Gerson decise di utilizzarli. Egli sottoline`o che gli ingredienti della zuppa erano talmente importanti che i pazienti ne dovevano mangiare due volte al giorno per favorire le funzioni renali e l’espulsione delle tossine. Occasionalmente si potevano aggiungere alcuni pomodori in pi`u per dare alla zuppa un sapore diverso, oppure aggiungere alcune cipolle fatte appassire in forno senza aggiunta di grassi, olio o burro per accentuarne il gusto. Tuttavia la ricetta base non deve essere alterata.
4. Molto gentilmente la moglie di Phillip mi chiese se desideravo fare un enteroclisma a base di caff`e e io accettai volentieri. Quando presi il caff`e per utilizzarlo dubitai seriamente che la diluizione fosse giusta. Ho fatto uso di enteroclismi a base di caff`e. La soluzione che e per molti anni e so bene come dovrebbe apparire il caff`avevano preparato sembrava troppo leggera per essere considerata un “concentrato” per la normale diluizione di 4 a 1. La governante “pensava” di aver usato la ricetta
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del manuale e questo era giusto ma si era sbagliata. Chi prepara la soluzione deve essere certo che il clistere contenga l’equivalente di tre cucchiai pieni di caffe`. Se si prepara il concentrato ogni porzione deve contenere i tre cucchiai pieni di caff`e. Gli enteroclismi a base di caff`e sono un aspetto fondamentale della terapia ed `
e imperativo che la miscela o soluzione sia corretta. Verificate pi`u volte quali sono le dosi corrette per preparare il concentrato di caff`e per il lavaggio interno.
5. Anche se meno rilevante degli altri quattro punti devo aggiungere che Phillip gradiva accompagnare i suoi pasti con del pane, ed `Ma e
e abbastanza accettabile. `fondamentale sapere che i nutrienti maggiori provengono dalle insalate, dalla zuppa, dalle patate, dagli ortaggi e dalla frutta. Se si sono consumati tutti quegli alimenti allora il malato pu`o avere anche una fetta di pane di segale senza sale. Tuttavia il pane non deve occupare un posto preponderante all’interno del pasto.
Ho parlato dei problemi riscontrati in casa di Phillip con medici pi`u esperti di me nell’applicazione della Terapia Gerbon e anche loro mi hanno confermato che piccole deviazioni rispetto al programma hanno sempre causato notevoli problemi. Oltre a quelli menzionati ci siamo imbattuti in altre difficolt`a. I medici Gerson, oltre a me stessa (quando parlo con i pazienti), devono far fronte a numerosi ostacoli alla guarigione. Quando chiediamo ai malati se hanno rispettato il programma stabilito dalla Terapia Gerson (come per esempio il paziente di cui vi ho parlato che commetteva alcuni gravi errori), assicurano che fanno tutto “perfettamente”. Questi pazienti non si rendono conto di quello che sbagliano nell’applicare la terapia. Anche Phillip credeva di essere “perfetto”.
Quando i medici Gerson cercano di aiutare, curare e indirizzare i malati sulla Terapia Gerson, lo fanno utilizzando vari strumenti che sono stati messi a punto per dare ai malati e alle loro famiglie tutto l’appoggio possibile: la videocassetta sulla preparazione dei cibi (Videocassetta III); le ricette del manuale; le audiocassette da quattro ore (Audiocassetta II) che illustrano la terapia fin nei minimi dettagli; e, pi`
u importanti di tutti gli altri strumenti, il libro scritto dal dottor Gerson. A questo punto devo sottolineare ancora una volta che il malato deve acquistare familiarit`
a con questo materiale e rileggerlo molte volte. Come sottolineato da Sandra Whitwell nei suoi suggerimenti, studiando le indicazioni sulla Terapia Gerson si impara sempre qualche cosa di nuovo.
Un argomento che ritorna sistematicamente riguarda la preparazione dei pasti. Non `e sufficiente bollire le verdure e sistemarle su un piatto. La videocassetta n. 3 sulla Terapia Gerson, intitolata Preparazione dei cibi, introduce vari tipi di cottura e indicazioni su come rendere gli alimenti saporiti. Per esempio le barbabietole cotte, sbucciate e affettate possono essere riscaldate con un po’ di composta di mele appena preparata; in questo modo il sapore sar`a simile a quello delle barbabietole alla panna. Alternativamente si possono condire, con cipolle affettate, alcuni nastri di peperone verde, un po’ di aceto e dell’olio di semi di lino per fare un’insalata di barbabietole. Nei mesi estivi; le insalate (per esempio le insalate di patate, di fagiolini o fagioli di Lima e altre) sono rinfrescanti e ottime per stimolare l’appetito. Alla fine del manuale Gerson Therapy Handbook ci sono molte ricette che sfortunatamente alcuni malati hanno tralasciato. Di conseguenza, talvolta chi si prende cura del paziente informa il Gerson Institute che il malato `
e debole, dimagrisce e dorme male. Quasi sempre salta fuori che il malato ha “voglia” di pizza, enchilada e di tutti quei cibi unti e salati che sono vietati. Hanno semplicemente
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fame perch´
e non mangiano pasti ben preparati e nutrienti come quelli prescritti dal programma Gerson.
I pasti Gerson hanno un vantaggio innegabile: se il malato (o tutti i familiari se `e per questo) mangia cibi freschi e biologici si sente sazio e appagato. Spesso i familiari del malato ci informano che seguendo anch’essi il programma alimentare Gerson non hanno pi`Ma la chiave del
u voglia di dolciumi o torte particolarmente ricche. successo `e mangiare alimenti saporiti, preparati con fantasia e ispirazione utilizzando le ricette consigliate.
Spesso devo ricordare ai malati che quando si segue una terapia nutrizionale come questa, se non mangiano non seguono nessuna terapia! Se i malati si nutrono correttamente, chi `a peso e chi `a seguendo lo
e emaciato recuperer`e in sovrappeso dimagrir`stesso regime alimentare.
La frutta estiva come ciliegie, albicocche, pesche, nettarine, prugne, pere e uva, e`eccellente perch´e contiene tutti i nutrimenti migliori: vitamine, potassio ed enzimi. Senza dimenticare le mele, disponibili praticamente tutto l’anno. I pazienti (a meno che non siano diabetici o soffrano di candidosi) dovrebbero sempre mangiare un po’ di frutta la sera, al mattino appena svegli e tutte le volte che sentono fame fra un pasto e l’altro.
Tuttavia c’`e un alimento estivo che presenta una particolare controindicazione: il mais.
`
E consentito mangiare mais fresco. Il problema `e in
e che il mais piace a tutti e quando `stagione si mangerebbe solo mais anche al posto delle altre verdure. Questa `
e un’abitudine da evitare. Le verdure devono essere variate per introdurre nell’organismo tutti gli elementi chimici di origine vegetale (fitochimici) con propriet`
a curative e tutti gli oligoelementi. Mangiare un tipo di verdura soltanto non `e equilibrato e non consente di raggiungere lo scopo della terapia. Lo spirito guida del paziente dovrebbe essere: ≪Far`o quel poco
o il massimo per aiutare il mio organismo malato a guarire≫ e non ≪Vedr`che posso fare e comunque riuscire a passarla liscia≫.
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Capitolo 22

Ricette
Nel Capitolo di chiusura abbiamo inserito alcune ricette di piatti preparati unicamente con alimenti provenienti da coltivazioni biologiche: frutta fresca, frutta secca, verdure, cereali e dolcificanti. Soprattutto abbiamo voluto mettere l’accento su determinati alimenti che rivestono un’importanza particolare all’interno del regime dietetico, nella fattispecie:
✻ La zuppa di Ippocrate, consigliata dal dottor Max Gerson nella prima edizione del suo libro.
✻ I succhi come descritti.
✻ Le insalate di ogni variet`a.
✻ I vari tipi di condimenti per le insalate.
✻ Le numerose pietanze a base di verdure cotte.
✻ Le patate cotte al forno o preparate in vari modi.
✻ I polpettoni di verdura.
✻ Le zuppe preparate a partire dalla ricetta della zuppa di Ippocrate.
✻ La frutta preparata in vari modi.
✻ I piatti a base di latticini (quando permessi).
✻ Il pane di segale integrale senza sale con aggiunta di farina di grano.
✻ I dolci a base di frutta cruda o cotta.

NOTA 1: le ricette che troverete nelle pagine seguenti sono state ideate con l’aiuto di Christeene Lindsay-Hildenbrand e si possono utilizzare insieme alla videocassetta della Terapia Gerson intitolata Charlotte Gerson Demonstrates Basic Gerson Food Preparation1.
1Charlotte Gerson dimostra come preparare le pietanze consentite dalla Terapia Gerson, N.d.T.
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NOTA 2: le ricette contrassegnate da YN sono state realizzate da Yvonne Nienstadt, direttrice dei servizi sanitari del centro termale di Cal-a-Vie, Vista, California. Le ricette contrassegnate con SD sono state ideate da Susan DeSimone del Gerson Institute. Le ricette contrassegnate da MZ sono state realizzate da Marisol Zuniga dell’ospedale Meridien di Tijuana in Messico; le ricette contrassegnate da GSG sono state elaborate dal Gruppo di Sostegno Gerson della Gran Bretagna; le ricette contrassegnate dalla sigla RC sono il contributo di Richard Crowell. Infine, le ricette contrassegnate con la diciture LAT T ICINO contengono derivati del latte consentiti. Si raccomanda di preparare i piatti seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite. Le ricette contrassegnate con un (*) sono riportate anche nella sezione dedicata ai latticini presente nella guida Gerson Therapy Handbook.
22.1 Ricette della Terapia Gerson
La Terapia Gerson propone un regime alimentare di tipo vegetariano dove frutta e verdura sono consumate senza restrizioni. Assumendo le quantit`a indicate dalla dieta non solo il malato potr`a raggiungere il peso ideale ma riuscir`a anche a mantenerlo, senza dimenticare che il metabolismo ritrover`a la sua condizione di omeostasi. Tuttavia per ottenere queste due condizioni il malato deve rispettare alcune regole fondamentali.
In primo luogo, si dovranno usare unicamente frutta fresca e secca, verdure, cereali e dolcificanti provvisti di certificazione biologica. Lo ripetiamo ancora una volta: usate solamente frutta e verdura fresca; sono categoricamente vietati tutti i tipi di verdura e frutta conservate.
In secondo luogo non pelate o grattate gli alimenti freschi, a meno che non sia specificatamente indicato. Per pulire gli alimenti usate dell’acqua tiepida e una spazzola. In terzo luogo utilizzate solo i dolcificati consentiti dalla Terapia Gerson come miele liquido, sciroppo d’acero o zucchero. Nelle ricette dove si richiede l’uso di zucchero scuro `e possibile utilizzare zucchero di canna biologico essiccato (come il Sucanat della Holle) che contiene anche melassa. In ogni caso, ci sono numerosi dolcificanti fra cui scegliere.
22.2 ZUPPA SPECIALE DI IPPOCRATE
Per una persona usate un tegame da 4 litri, sistematevi le verdure seguenti poi coprite con acqua distillata:
1 sedano rapa medio (oppure 3 o 4 costole di sedano),
1 pastinaca media (se disponibile),
aglio secondo i gusti,
2 porri piccoli (oppure 2 cipolle medie),
700 g di pomodori o anche di piu, `
2 cipolle medie,
450 g di patate,
un po’ di prezzemolo.

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Non pelate le verdure per la zuppa speciale ma lavatele e spazzolatele bene. Tagliatele a cubi piuttosto grandi e fate cuocere a fuoco dolce per circa 2 ore. Al termine della cottura passatele con un passaverdura in modo da eliminare le fibre. Secondo i vostri gusti e la consistenza desiderata potete modificare la quantit`a di acqua usata per la cottura. Versate la zuppa in un recipiente coperto e conservatela in frigorifero per due giorni al massimo. Riscaldate la zuppa di volta in volta in base al bisogno.
Nota: per le ricette che richiedono l’uso di brodo di verdura, vi consigliamo di utilizzare questa zuppa speciale.
22.3 Preparazione dei succhi
I succhi devono essere preparati freschi di volta in volta. (A questo proposito fate riferimento al libro originale A Cancer Therapy, p. 240). `
Ricordate che non e permesso preparare in una sola volta tutto il quantitativo di succo necessario a coprire il fabbisogno dell’intera giornata.
22.3.1 CAROTE-MELE (SUCCO DA 250 ML)
3 carote (170 g) e 1 mela verde grande (170 g).
22.3.2 SUCCO DI VERDURE A FOGLIA VERDE
Procuratevi le seguenti verdure (e non altre):
lattuga romana,
bietola,
cime di barbabietola (le foglie pi`

u giovani e interne), crescione, un po’ di cavolo rosso, peperone verde (¼ di uno piccolo), indivia e scarola.
Quando preparate il succo aggiungete 1 mela media per ogni bicchiere.
22.3.3 SUCCO DI ARANCIA
Spremete i frutti solo con uno spremifrutta con il cono di vetro, plastica o porcellana. Non usate spremifrutta a pressa dove il frutto viene inserito con la buccia (quando spremuta, la buccia rilascia oli aromatici nocivi presenti in superficie). Non usate spremifrutta di alluminio.
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22.4 Spremifrutta
Usate un utensile per sfibrare e una pressa per spremere il succo oppure un utensile che incorpori entrambe le funzioni. Non usate frullatori, centrifughe, miscelatori, omogeneizzatori o altro.
22.4.1 Procedimento
Prendete 1 o 2 quadrati di circa 30 x 30 cm di stoffa sintetica a trama larga. Mettete la polpa al centro del quadrato inumidito, piegate i lembi a triangolo in entrambe le direzioni e pressate.
Dopo aver preparato i succhi sciacquate la pezza con acqua fredda. Non lasciate che residui di succo si secchino nella pezza.
La sera lavate le pezze con cura usando acqua calda o tiepida e risciacquatele abbondantemente.
Durante la notte conservate le pezze nel freezer.
`
E di fondamentale importanza che le pezze e la macchina siano perfettamente pulite. Se avvertite nel succo il retrogusto della stoffa, utilizzatene un pezzo nuovo. Calcolate due pezze per preparazione. Predisponete un set di pezze per ogni tipo di succo.
Gli avanzi di spremitura possono essere utilizzati come fertilizzante o come cibo per animali.
Se il paziente ritorna al lavoro dopo la guarigione, l’unico succo che potr`
a portare con se da consumare durante il lavoro ´`Esso dovr`
e quello di mela e carote. a essere conservato in un thermos e bevuto entro quattro ore dalla preparazione.
22.5 Insalate e condimenti
La frutta e la verdura crude finemente affettate o grattugiate devono essere consumate fresche, e appena preparate.
Una volta preparate, le fibre crude non dovrebbero essere conservate a lungo (vedi il libro A Cancer Therapy, p. 189). Si consiglia di consumare i prodotti freschi indicati di seguito (grattugiati finemente, se necessario, o tagliati a cubetti; mescolati o da soli): sedano rapa, pomodori, scarola, cavolfiore, lattuga romana, erba cipollina, peperoni verdi, mele, carote, lattuga (tutti i tipi), cicoria, crescione, ravanelli, cipollotti e invidia.

22.5.1 CONDIMENTO AL LATTICELLO YN
250 ml di latticello battuto (non fermentato), 5 cucchiai di formaggio tenero magro (Quark),
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¼ di cucchiaino di polvere di rafano,
2 cucchiaini di miele,
1 cucchiaino di aceto di mele o vino,
un pizzico di aneto,
dragoncello o santoreggia.

Sbattete con una frusta a mano o nel frullatore finch´e il composto non diventa omogeneo. Mettete il condimento in un vaso di vetro ben chiuso e conservate in frigorifero per 48 ore al massimo.
22.5.2 CONDIMENTO CON AGLIO E CIPOLLA
½ cucchiaino di succo di limone o aceto di vino,
2 cucchiaini di acqua,
1 cucchiaino di zucchero scuro,
una cipolla piccola a cubetti,
1 spicchio d’aglio e una manciata di erbe aromatiche concesse.

Mescolate gli ingredienti poi lasciate riposare il composto per fare amalgamare i sapori infine servite con l’insalata.
22.5.3 CONDIMENTO ALLE ERBE
550 ml di aceto di mele, 1 cucchiaino di zucchero scuro, 170 ml di acqua.
Miscelate gli ingredienti e aggiungete alcune o anche tutte le seguenti erbe e lasciatele in infusione: dragoncello (inserendo prima il gambo), scalogno o cipollotti tritati finemente, 2 spicchi d’aglio pelati e schiacciati con il dorso di un coltello, e una foglia di alloro fresco.
22.5.4 VINAIGRETTE ALL’ARANCIA E ANETO RC
125 ml di aceto,
3 spicchi d’aglio pelati,
250 ml di succo di arancia,
125 ml di acqua,
1 scalogno,
2 cucchiai di miele,
1/2 cucchiaino di aneto essiccato
¼ di peperone rosso dolce.

Versate gli ingredienti nel frullatore e fate amalgamare per qualche minuto. Otterrete circa 500 ml di condimento agrodolce.
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Variazioni: sostituite il succo di arancia con succo di limetta o limone; aumentate le proporzioni dell’acqua. Sostituite l’aneto con salvia o timo.

22.5.5 CONDIMENTO AGLI SPINACI YN
250 ml di yogurt magro,
450 g di spinaci crudi tritati o 225 g di spinaci cotti,
3 cipollotti tritati,
1 o 2 cucchiaini di aceto,
½ cucchiaino di aneto,
un pizzico di macis.

Mettete gli ingredienti nel bicchiere del frullatore e azionate fino a ottenere un prodotto omogeneo.
22.5.6 CONDIMENTO ALLO YOGURT ∗
170 g di formaggio in fiocchi magro e senza sale,
250 ml di yogurt (o latticello battuto),
62 ml di aceto o succo di limone,
2 cucchiaini di miele,
1 spicchio di aglio schiacciato,
¼ di cucchiaino di dragoncello,
maggiorana o aneto,
4 cucchiaini di erba cipollina o cipollotti tritati,
2 cucchiaini di olio di semi di lino (facoltativo).

Frullate i primi 5 ingredienti fino a farli diventare un liquido cremoso. Aggiungete le erbe e l’erba cipollina. Se desiderate rendere il composto pi`u liquido, aggiungete altro yogurt. Raffreddate prima di servire.
22.5.7 INSALATA DI CAVOLO ESTIVA ∗
1 costola di sedano finemente tritato,
60 g di cipolla rossa tritata,
350 g di cavolo affettato molto finemente,
60 g di carote affettate molto finemente,
un pizzico di aneto fresco,
500 ml di yogurt magro.

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Inviato 13 May 2011 - 05:27 AM

Mettete gli ingredienti in una ciotola e mescolate bene. Servite fresca.
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22.5.8 INSALATA DI CARCIOFI
1 cipolla di Tropea,
1 pomodoro,
2 cucchiai di aceto di mele,
1 carciofo,
1 peperone verde dolce,
2 carote,
3 cucchiai di olio di semi di lino.

Lavate il carciofo e fate cuocere in un tegame coperto per circa 45 minuti o un’ora.
Quando `e pronto, pelatelo fino ad arrivare al centro.
Togliete le barbe con un cucchiaino.
Tagliate a cubetti il cuore del carciofo e gli altri ingredienti.
Mescolate e condite con l’olio e l’aceto.
22.5.9 SOGNO DI BESSARABIA SD
2 pomodori affettati,
1 cipolla piccola affettata,
1 peperone verde o rosso (o entrambi) affettati,
2 o 3 spicchi di aglio schiacciati ed erbe aromatiche consentite secondo i gusti.

Disponete gli ingredienti a strati in una pirofila di vetro da forno.
Cuocete in forno a 180°C finch´e le verdure non diventano tenere.
Lasciate raffreddare e al momento di servire condite con un po’ di olio di semi di lino.
22.5.10 INSALATA DI SEDANO RAPA
2 sedani rapa, 1 cipolla media, alcuni cipollotti tritati.
Prendete i sedani rapa, togliete le radici poi lavateli e spazzolateli sotto acqua corrente.
Bolliteli senza sbucciarli per circa 1 ora. A cottura ultimata pelateli e affettateli.
Aggiungete la cipolla media e i cipollotti tritati.
Condite con un condimento alle erbe o con aglio e cipolle.

22.5.11 INSALATA FREDDA DI BROCCOLI YN
900 g di broccoli tagliati a pezzetti,
225 g di pomodori ciliegia,
100 g di scalogno o cipollotti tritati,
250 ml di condimento a base di latticcello,

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2 o 3 cucchiaini di erba cipollina, 2 o 3 cucchiaini di prezzemolo.
Mettete i broccoli in una marmitta e cuoceteli coperti a fuoco dolce per 25-30 minuti
o fino a quando non diventano teneri. Lasciate raffreddare.
Mescolate i broccoli con i pomodori e lo scalogno.
Aggiungete il condimento.
Servite su un letto di indivia e decorate con l’erba cipollina e il prezzemolo.

22.5.12 INSALATA DI MELANZANE SD
1 melanzana,
1 cipolla piccola tritata,
1 cucchiaio di aceto di mele,
un po’ di prezzemolo tritato,
2 pomodori affettati,
un po’ di olio di semi di lino.

Cuocete la melanzana al forno a 180°C per un’ora. Fate raffreddare la melanzana poi tagliatela a cubetti. Mescolatela con tutti gli altri ingredienti.
22.5.13 INSALATA INVERNALE ALLA FRUTTA GSG LATTICINO
½ cavolo cappuccio,
2 carote medie,
2 mele rosse,
30 g di uvetta,
30 g di fichi secchi,
30 g di albicocche secche,
10 cucchiai di yogurt magro,
½ limone,
prezzemolo tritato.

Coprite i fichi e le albicocche con acqua e lasciate in ammollo per tutta la notte. Quindi eliminate l’acqua e aggiungete il cavolo finemente sminuzzato, le carote grattugiate, le mele a cubetti e l’uvetta. In una ciotola mescolate lo yogurt, il succo di limone e il prezzemolo. Unite tutti gli ingredienti e mescolate bene per amalgamarli. Servite fresco.
22.5.14 INSALATA A MODO MIO
cavolfiore, broccoli,
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sedano, pomodori.
Lavate e tagliate le verdure a piccoli pezzi. Condite con il condimento a base di erbe
o aglio e cipolla.
22.5.15 INSALATA ALLE PESCHE SD
Mescolate insieme i seguenti ingredienti:
1 pomodoro tagliato a piccoli pezzi,
1 peperone rosso a cubetti,
1 peperone verde a cubetti,
1 pesca a cubetti,
100 g di uva bianca o nera senza semi,
alcune foglie di menta.

Condite con condimento al limone e aglio: mescolate in parti uguali succo di limone e acqua. Aggiungete un po’ di zucchero di canna scuro (Sucanat) e dell’aglio schiacciato.
22.5.16 INSALATA DI PATATE, BASE (N.1)
cipolla,
cipollotti,
sedano,
peperoni verdi tritati,
condimento alle erbe,
aglio e cipolla.

Bollite le patate con la buccia fino a che non diventano tenere (1 ora); pelatele e affettatele. Aggiungete gli altri ingredienti.
22.5.17 INSALATA DI PATATE, SFIZIOSA (N.2)
4 patate,
1 cipolla bianca,
60 g di sedano,
3 carote grattugiate,
olio di semi di lino,
2 foglie di alloro,
1 cipolla di Tropea,
prezzemolo,

¤dizioniPDF Y
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3 cucchiaini di aceto di mele, 1 peperone dolce verde.
Senza sbucciare le patate mettetele a sobbollire con le foglie di alloro. Tagliate le ver-dure e fatele saltare con l’aceto di mele (potete usare un wok). Non usate olio! Quando le patate sono cotte, pelatele e tagliatele a cubetti poi aggiungetele agli altri ingredienti. Quando l’insalata `e fredda condite con l’olio di semi di lino.
22.5.18 INSALATA DI RISO SD
riso biologico,
pomodori,
sedano,
zucchine,
ravanelli,
erbe aromatiche,
condimento al limone,
aglio.

Mescolate del riso biologico integrale, cotto con una foglia di alloro e un po’ di rosmarino, con verdure tagliate a cubetti, (vedi ricetta dell’insalata alle pesche). Potete aggiungere petali di rosa, borragine e calendola. Se desiderate potete aggiungere anche pezzi di albicocche secche che avrete lasciato rinvenire in acqua.
22.5.19 CAROTE E MELE CRUDE GRATTUGIATE
2 o 3 carote,
1 mela sbucciata,
60 g di uvetta,
succo di ½ arancia o limone.

Grattugiate le carote e la mela sbucciata con il tritatutto o con un robot da cucina. Aggiungete l’uvetta e il succo.
22.5.20 INSALATA ROSSA E VERDE YN
Mescolate i seguenti ingredienti e servite con il condimento agli spinaci:
1 lattuga romana,
450 g di cavolo verza (o cavolo cappuccio),
3 cipollotti,
225 g di germogli di semi di girasole,
2 cavoli rapa tagliati alla julienne (o alcuni gambi sbucciati di broccoli),

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1 zucca invernale finemente affettata,
500 g di pomodori ciliegia o (1 peperone rosso grande tagliato a strisce).

22.5.21 INSALATA DI TOPINAMBUR
450 g di topinambur cotti o crudi,
100 g di sedano tagliato a strisce diagonali,
60 g di peperone verde,
125 ml di condimento per insalata.

22.5.22 INSALATA DI POMODORI E PEPERONI SD
1 peperone verde tagliato ad anelli sottili,
2 pomodori sodi e maturi e affettati o tagliati a cubetti,
succo di limone,
aglio,
erbe aromatiche,
foglie di sedano,
olio di semi di lino.

Condite con succo di limone e un po’ d’aglio schiacciato, erbe aromatiche fresche e alcune foglie di sedano tritate. Aggiungete olio di semi di lino a piacere.
22.5.23 INSALATA DI BARBABIETOLE
barbabietole,
cipolle tritate,
condimento a base di erbe.

Bollite le barbabietole per circa un’ora. Pelatele ed eliminate la cima; tagliatele a fette sottili. Aggiungete alcune cipolle tritate e un condimento a base di erbe oppure aglio e cipolle.
22.6 Piatti a base di verdure cotte
22.6.1 Preparazione delle verdure
Le verdure devono essere cotte lentamente e a fuoco dolce e solo se necessario con l’aggiunta di un po’ di acqua. La cottura lenta consente di mantenere il sapore naturale delle verdure e le rende pi`
u facilmente digeribili. Tutte le verdure vanno consumate ben cotte o tenere. Si sconsiglia di adottare un metodo di cottura veloce e
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a fuoco alto, perch´
e farebbe scoppiare le cellule vegetali e i minerali perderebbero la loro struttura colloidale diventando difficili da assimilare. Per facilitare la cottura ed evitare di bruciare gli alimenti si pu`o mettere uno spargifiamma in acciaio inossidabile fra il fornello e il fondo del tegame; inoltre, potete usare un po’ di brodo vegetale oppure mettere nel tegame alcune fette di pomodoro o di mela per produrre maggior liquido di cottura e anche per ravvivare i sapori delle verdure. L’acqua degli spinaci invece `e troppo amara perch´e contiene un’elevata percentuale di acido ossalico, e quindi va eliminata.
Pomodori, porri, zucchine e cipolle possono essere cotti nella loro acqua vegetale visto che hanno un alto contenuto di acqua. Le bietole rosse si cuociono cotte come le patate, senza essere sbucciate e bollite in acqua. Tutte le verdure devono essere lavate e pulite con cura. Si raccomanda di non pelare o sbucciare le verdure perch´
e i sali minerali e le vitamine pi`
u importati si depositano proprio sotto la buccia.
Non usate tegami di alluminio n´e pentole a pressione. Il tegame deve essere dotato di coperchio a incastro in modo che il vapore non fuoriesca. I coperchi devono essere pesanti e adattarsi perfettamente ai bordi del tegame. Gli alimenti cotti (zuppe e frutta) possono essere conservati in frigorifero per 48 ore. Anche le verdure al forno vanno cotte a temperature dolci (circa 100°C; per questo si consiglia l’uso di un termometro per forni) per 2 o 2 ½ ore, in casseruole dotate di coperchi perfettamente aderenti. Questo metodo di cottura non richiede l’uso di acqua mentre potete aggiungere cipolle o pomodori oppure irrorare le verdure con un po’ di succo di limone se necessario.
Per stufare le verdure, si devono usare tegami a fondo spesso provvisti di coperchi a incastro e occorre cuocere a fuoco molto dolce senza aggiungere altri liquidi a meno che non sia indispensabile.
Le verdure sbollentate, invece, sono cotte sul fornello a fuoco dolce sempre in tegami con coperchi perfettamente aderenti e aggiungendo un po’ di acqua o altro liquido. La temperatura deve essere mantenuta appena al di sotto del punto di ebollizione.
Se desiderate bollire le verdure, come mais o carciofi, mettetele in un tegame dal fondo spesso dotato di coperchio che si adatta perfettamente ai bordi del tegame. Versate nel tegame abbastanza acqua da coprire il fondo per circa 2,5 cm, aggiungete le verdure lavate (non pelate o raschiate) e coprite. Cuocete a fuoco medio portando lentamente il liquido a ebollizione (cio`e quando la superficie dell’acqua `
e percorsa da bolle e dal tegame comincia a fuoriuscire il vapore). Abbassate la fiamma fino al minimo sempre mantenendo il liquido di cottura in ebollizione.
Nota: portate il liquido a ebollizione solo se la ricetta lo richiede esplicitamente.
22.6.2 Coperchi a incastro
I tegami e le pentole devono essere dotati di coperchi perfettamente aderenti per evitare `
che il vapore fuoriesca. E quindi necessario che i coperchi siano pesanti e a chiusura ermetica.
`
E possibile aumentare l’aderenza del coperchio frapponendo fra i bordi del tegame e il
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coperchio stesso un pezzo di carta da forno.
22.6.3 CARCIOFI
Tagliate le punte dei carciofi e sciacquateli al centro.
Fate bollire circa 5 cm di acqua.
Gettatevi i carciofi.
Abbassate la temperatura, coprite, e lasciate sobbollire per circa un’ora.
A parte servite un condimento a piacere per immergervi le foglie di carciofo.

22.6.4 ASPARAGI
Cuocete in forno a calore dolce per circa 1 ora in una casseruola coperta con un po’ di brodo della zuppa speciale o con succo di limone, oppure sobbollite con 1 cm di brodo della zuppa speciale per circa 30 minuti o finch´e non sono teneri.
22.6.5 BROSCHT SAPORITO SD
1 cipolla,
3 spicchi d’aglio,
250 ml di zuppa speciale,
6 piccole barbabietole con la cima,
1 patata grande,
1 carota,
4 foglie di cavolo rosso,
2 foglie di alloro,
750 ml di acqua
2 pomodori.

Passate le verdure nel tritatutto e aggiungete l’acqua e le foglie di alloro. Cuocete per 30 minuti a fuoco basso. Servite con una cucchiaiata di yogurt magro.
22.6.6 BARBABIETOLE
Le barbabietole vanno bollite o cotte al forno senza essere sbucciate.
22.6.7 BARBABIETOLE GLASSATE YN (PER 6-8 PERSONE)
9 barbabietole grandi.
Raschiate 9 barbabietole grandi e bollitele in 2,5 cm di acqua per circa 1 ora o 1 ora
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e mezzo, fino a quando sono tenere. Passatele in acqua fredda e pelatele. Affettatele o tagliatele a cubetti.
22.6.8 Glassa per le barbabietole
Mescolate:
170 ml di succo di arancia fresco,
1 cucchiaino di amido di mais,
1 ½ cucchiaino di aceto di mele,
1 cucchiaino di miele o zucchero scuro grezzo.

Mettete sul fuoco e fate cuocere finch´e il composto non si rapprende. Aggiungete le barbabietole e mescolate bene.
Variazione: usate 125 ml di succo di mele e 3 cucchiaini di succo di limone invece del succo di arancia.
22.6.9 PUR `
E DI BARBABIETOLE COTTE LAT T ICINO
3 barbabietole cotte,
6 cucchiai di yogurt magro,
1 cucchiaio di erba cipollina tagliuzzata,
2 cucchiai di cipolla finemente tritata,
un po’ di prezzemolo tritato.

Mettete le barbabietole cotte in un tegame, aggiungete lo yogurt, l’erba cipollina e la cipolla e riscaldate a fuoco moderato. Disponete in un piatto da portata e servite con una spolverata di prezzemolo tritato.
22.6.10 BROCCOLI
broccoli,
cipolle,
brodo di zuppa speciale,
salsa di pomodoro.

Cuocete i broccoli nel forno a temperatura moderata per 1 o 2 ore, aggiungendo nel tegame cipolle e un po’ di brodo di zuppa speciale. Servite con la salsa al pomodoro.
22.6.11 BROCCOLI CON ERBE AROMATICHE MZ
2 broccoli, 4 o 6 spicchi di aglio,
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½ cipolla affettata, ¼ di cucchiaino di aneto, 60 ml di brodo di zuppa speciale.
Lavate i broccoli e pelate i gambi. Mettete l’aglio e la cipolla in un tegame e cuoceteli fino a far diventare la cipolla trasparente. Aggiungete le cimette dei broccoli e i gambi tagliati, l’aneto e il brodo. Fate cuocere a fuoco moderato finch´e i broccoli non sono teneri.
22.6.12 BROCCOLI FESTIVI YN (O FAGIOLINI FESTIVI)
1 broccolo grande (oppure 800 g di fagiolini affettati),
1 spicchio d’aglio tritato,
1 cipolla piccola tritata,
1 piccolo peperone dolce rosso o giallo tagliato a strisce,
2 cucchiaini di succo di limone (facoltativo),
¼ di cucchiaino di aneto secco (oppure 1 cucchiaino se fresco).

Scegliete un broccolo verde, senza segni di ingiallimento. Lavatelo bene e dividete le cime, pelate i gambi pi`u duri. Mettete la cipolla e l’aglio in un tegame. Coprite e fate stufare a fuoco basso per 45 minuti o fino a quando la verdura `e tenera. Durante gli ultimi 20 minuti di cottura aggiungete le strisce di peperone. Aggiungete il succo di limone prima di servire (il limone tende a scolorire i broccoli se aggiunto durante la cottura). Spolverate con l’aneto e servite.
22.6.13 CAVOLFIORE
cavolfiore, 2 o 3 pomodori tagliati.
Lavate il cavolfiore e dividetelo in cime. Aggiungete i pomodori tagliati a grandi pezzi. Stufate per circa 45 minuti (o finch´e non diventa tenero) a fuoco basso.
22.6.14 CAVOLFIORE E SALSA DI CAROTE
1 cavolfiore piccolo, 3 carote, olio di semi di lino.
Suddividete il cavolfiore in cime e mettetele in una teglia da forno con un po’ di acqua e cuocete a 120°C fino a quando `e tenero. Quando `e cotto, eliminate l’acqua in eccesso.
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Nel frattempo mettete le carote in un tegame, aggiungete un po’ d’acqua e fatele sobbollire
a fuoco dolce. Quando le carote sono tenere frullatele con un po’ di olio.
Versate la salsa sul cavolfiore cotto.
Mettete il piatto da servizio nel forno riscaldato (e spento) per circa 5-10 minuti prima di
portare in tavola.

22.6.15 CAROTE AL MIELE
carote,
brodo di zuppa,
1 cucchiaino di miele.

Lavate delle carote, eliminate le estremita`e affettatele. Non pelate o raschiate le carote. Stufatele con un po’ di brodo di zuppa per circa 45 minuti o finch´e non sono tenere. Durante gli ultimi 5-10 minuti di cottura mettete il miele per aggiungere un tocco di sapore.
22.6.16 INVOLTINI DI BIETOLA MZ
un mazzo di bietole,
6 patate medie,
4 carote,
½ cipolla affettata,
3 grandi spicchi di aglio tritati.

Cuocete la cipolla e le patate in due casseruole diverse. In un altro tegame cuocete le carote con l’aglio. Quando le verdure sono pronte, passatele separatamente poi mescolate insieme la purea ottenuta. Gettate le foglie di bietola in acqua bollente facendo attenzione a non oltrepassare la cottura. Scolate le foglie e distendetele sul piano di lavoro; tagliate via i gambi pi`u duri. Al centro di ciascuna foglia mettete una cucchiaiata di composto poi avvolgete la foglia su se stessa. Sistemate in un vassoio e servite con salsa di pomodoro (vedi ricetta p.85 del manuale Gerson Therapy Handbook)
22.6.17 MAIS
Potete cuocere le pannocchie di mais con il loro involucro nel forno dopo averle avvolte in carta stagnola. Cuocete in forno a temperatura moderata per 1 ora o gettatele in acqua bollente per circa 7 minuti.
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22.6.18 MAIS CON MISTO DI VERDURE
3 costole di sedano, 2 carote, 2 pannocchie di mais, 2 zucchini.
Lavate le pannocchie ed eliminate le foglie esterne. Sgranate le pannocchie. Affettate le altre verdure in piccoli pezzi.
Mettete i chicchi di mais e le verdure in una teglia. Cuocete in forno a 100°C per circa 1 ora.
22.6.19 PUR `E DI MAIS
3 pannocchie di mais, 1 peperone verde dolce.
Togliete le foglie esterne delle pannocchie e sgranatele. Mettete i chicchi di due pannocchie nel mixer e frullate fino a ottenere un composto cremoso. Aggiungete i chicchi dell’altra pannocchia alla purea di mais. Versate in una teglia e sistematevi sopra il peperone verde tagliato a fette. Cuocete in forno per 1 e ½ ora a circa 100-120°C.
22.6.20 MAIS CON SUCCO DI ARANCIA
2 pannocchie di mais, 1 bicchiere di succo di arancia.
Lavate le pannocchie, togliete le foglie esterne e sgranate i chicchi. Mettete i chicchi di mais in una teglia, coprite e cuocete in forno a 120°C fino a cottura ultimata. Eliminate il liquido di cottura e aggiungete il succo di arancia. Lasciate riposare per 5-10 minuti prima di servire.
22.6.21 FAGIOLINI YN
700 g di fagiolini,
maggiorana,
3-4 cucchiaini di aceto di mele,
1 grande pomodoro,
salvia tritata,
75 g di cipolla tagliata a met`

a anelli, ½ cucchiaino di aneto,
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2 cucchiaini di succo di limone, cavolo cappuccio verde o bianco.
In un tegame mettete il cavolo affettato sottilmente, la maggiorana, l’aceto di mele, il pomodoro tagliato a pezzi, la salvia e la cipolla a cubetti. Mescolate, coprite la casseruola e fate cuocere in forno a temperatura moderata fino a quando le verdure sono tenere. Stufate per circa 1 ora, finch´e il tutto non `e tenero. Non aggiungete acqua.
22.6.22 MELANZANE COTTE AL FORNO
1 cipolla tritata,
brodo di zuppa,
1 melanzana affettata,
2 pomodori pelati e affettati.

Mettete un po’ di brodo di zuppa speciale nel fondo di una teglia da forno dotata di coperchio. Formate degli strati con la cipolla tritata, la melanzana affettata e i pomodori.
22.6.23 MELANZANE STUFATE
1 melanzana tagliata a cubi, 2 cipolle tagliate a pezzi grossolani, 3 pomodori (pelati e tagliati a pezzi).
In una casseruola per stufati mettete la melanzana tagliata a cubi, le cipolle tagliate a pezzi grossolani e i pomodori (pelati e tagliati a pezzi). Stufate per circa 30 minuti (fino a quando le verdure sono tenere). Non aggiungete acqua.
22.6.24 FAGOTTINI DI MELANZANE LAT T ICINO CON SALSA DI PEPERONE ROSSO
Per la salsa:
1 peperone rosso tagliato in quattro pezzi e privato dei semi,
1 cipolla finemente tritata,
2 pomodori tagliati a pezzi,
1 spicchio di aglio schiacciato e 6 cucchiai di acqua.

Per fare la salsa cuocete in sei cucchiai di acqua i pezzi di peperone, la cipolla, i pomodori e l’aglio e lasciate sobbollire a fuoco moderato per 20 minuti.
Per i fagottini:
2 melanzane,
450 g di formaggio fresco magro senza sale,

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2 pomodori privati della buccia e tagliati a cubetti, qualche erba aromatica (come prezzemolo e coriandolo).
Per fare gli involtini, tagliate le melanzane per il lungo ottenendo delle fette spesse circa 0,5 cm. Disponetele in una teglia e cuocetele in forno per ammorbidirle. Nel frattempo mescolate il formaggio, le erbe e i pomodori gi`a tagliati. Stendete un po’ del formaggio sulle fette di melanzane parzialmente cotte, cospargete con qualche pezzo di pomodoro e avvolgete su se stessa la fetta di melanzana. Rimettete i fagottini nella teglia e cuocete per altri 15-20 minuti. Servite i fagotti caldi, guarniti con la salsa di peperone.
22.6.25 FINOCCHI AL POMODORO SD
1 finocchio,
1 pomodoro grande tagliato a fette di circa 0,5 cm,
2 o 3 spicchi di aglio tagliati a fettine sottili.

Eliminate il gambo e le foglie esterne del finocchio. Tagliatelo a met`a nel senso della lunghezza in modo da ottenere due met`a piatte. Sciacquatele sotto l’acqua corrente per eliminare i residui di terra e mettetele in un tegame da forno con la parte tagliata rivolta verso l’alto. Coprite le due met`a di finocchio con le fette di pomodoro e infine aggiungete l’aglio. Coprite la teglia e cuocete in forno per 1-2 ore a 120°C. Servite con una patata cotta al forno e un’insalata di carote grattugiate sopra un letto di lattuga varia.
22.6.26 FAGOTTINI DI BIETOLE
4 foglie di bietola,
2 carote,
¼ di broccolo,
2 spicchi di aglio,
100 g di riso crudo,
¼ di palla di cavolfiore,
2 zucchini piccoli,
i chicchi di 1 pannocchia di mais,
1 e ½ pomodoro.

Lavate le verdure con cura. Tuffate le foglie di bietola in acqua bollente in modo da renderle tenere per poterle piegare. Tagliate le altre verdure a piccoli pezzi e metteteli in una casseruola con un po’ di acqua che farete cuocere a fuoco moderato. Quando le verdure sono cotte eliminate l’acqua in eccesso. Per preparare la salsa versate nel bicchiere del frullatore i pomodori e l’aglio, poi rovesciate la crema ottenuta sulle verdure e il riso crudo.
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Mettete un po’ di riso e verdure al centro di ogni foglia e arrotolate in modo da formare
dei fagottini.
Sistemateli in una teglia con il coperchio e cuocete in forno per 1 ora o 1 ½ ora a 120°C.

22.6.27 PEPERONI VERDI
2 o 4 peperoni verdi affettati, 2 o 4 cipolle affettate.
Stufate per circa 30 minuti (senza aggiungere acqua) in un tegame dotato di coperchio a incastro.
22.6.28 FAGIOLI DI LIMA E ZUCCHINE
1 cipolla grande,
1 spicchio di aglio,
125 ml di zuppa speciale,
225 g di fagioli di Lima,
675 g di zucchini,
4 pomodori medi,
½ cucchiaino di amido di mais,
4 ciuffi di prezzemolo fresco,
un pizzico di timo,
un pizzico di salvia,
un pizzico di prezzemolo secco.

Mescolate tutti gli ingredienti eccetto le erbe aromatiche. Sbollentate per circa 15 minuti (finch´e le verdure non sono tenere). Per addensare il sugo aggiungete l’amido di mais diluito in un po’ d’acqua. Prima di servire guarnite con una spolverata di erbe aromatiche.
22.6.29 CIPOLLE E UVA PASSA
1 cipolla sbucciata tagliata a cubetti, 60 g di uvetta.
Stufate in una casseruola coperta per circa 30 minuti.
22.6.30 CIPOLLE E FORMAGGIO MARINATO
2 cucchiai di succo di limone,
100 g di formaggio tenero magro (senza sale),
½ cucchiaino di zucchero scuro,
450g di cipolle a fette spesse.

¤dizioniPDF Y
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22.6.31 PEPERONI RIPIENI SD∗
1 peperone rosso o verde grande,
100 g di formaggio tenero,
¼ di cipolla,
1 zucchina,
1 carota piccola,
3 pomodori,
1 piccolo navone,
1 spicchio di aglio,
1 cucchiaio di erbe miste fresche tritate,
125 ml di zuppa speciale.

Mettete il peperone in un tegame con un po’ di acqua e cuocete coperto a fuoco dolce fino a quando non diventa tenero. Toglietelo dal tegame e rovesciatelo in modo da eliminare il liquido in eccesso e farlo raffreddare. Nel frattempo tritate finemente la cipolla, la zucchina, la carota, le erbe, i pomodori, il navone e l’aglio. Mettete in una piccola casseruola, bagnate con la zuppa e fate cuocere a fuoco lento per 45 minuti o un’ora. Con un coltellino affilato, togliete il centro del peperone eliminando tutti i semi. Mescolate il formaggio con le verdure cotte e, aiutandovi con un cucchiaino, riempite il peperone. Mettete il peperone in una teglia da forno e fate cuocere per 40 minuti a 180°C. Servite con la salsa al pomodoro alla francese, patate al forno e verdure a foglia verde.
22.6.32 PATATE
In genere le patate sono bollite in un tegame coperto a fuoco medio-basso per circa 1 ora fino a quando sono tenere.
22.6.33 PATATE AL FORNO
patate.
Prima della cottura le patate vanno lavate e spazzolate accuratamente e non sbucciate o raschiate. Cuocetele in forno a temperatura moderata per circa 2 ore o 2 ½ ore, oppure cuocetele in forno da 50 minuti a 1 ora, tenendo la temperatura a 180°C.
22.6.34 PUR `E DI PATATE
patate, cipolla, yogurt magro.
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Pelate le patate e tagliatele a cubetti. Mettetele in un tegame con una piccola cipolla e acqua sufficiente per poterle sobbollire; cuocete fino a quando non sono tenere. A cottura ultimata nel tegame non dovrebbe essere rimasta pi`u acqua. Passate o schiacciate le patate e aggiungete un po’ di yogurt magro fino a raggiungere una consistenza liscia e omogenea.
22.6.35 PUR `E DI PATATE CON BIETOLE
un mazzo di bietole, verdi o rosse,
3 patate grandi,
170-225 g di yogurt magro.

Prendete un mazzo di bietole, verdi o rosse, lavatele e tagliatele a nastro. Mettetele in una pentola, aggiungete 4 o 5 cucchiai di acqua o di zuppa di verdura e cominciate la cottura. Quando il liquido prende ebollizione, abbassate la fiamma al minimo e fate sobbollire. Nel frattempo sbucciate le patate grandi o 4 medie; tagliatele a cubetti e mettetele sopra alle bietole. Lasciate sobbollire fino a quando le patate non sono tenere. Colate l’acqua in eccesso e aggiungete lo yogurt magro. Passate le verdure. Se il composto risultasse troppo asciutto aggiungete un altro po’ di yogurt. La stessa ricetta pu`o essere fatta utilizzando il cavolo cappuccio; in questo caso eliminate il cuore del cavolo prima di tagliarlo a strisce e cuocerlo.
22.6.36 PATATE AL PREZZEMOLO
patate,
olio di semi di lino,
prezzemolo tritato.

Bollite le patate senza sbucciarle. Quando sono tenere, togliete la buccia e, dopo averle spennellate con un po’ di olio di semi di lino, passatele nel prezzemolo tritato.
22.6.37 PATATE SOFFIATE
(nota: questa pietanza `e da considerarsi un piatto da consumare solo occasionalmente).
patate.
Prendete una patata adatta per la cottura al forno e tagliatela a fette spesse circa 0,50 cm. Appoggiate le fette sul ripiano del forno e, senza aggiungere grassi, cuocete a calore
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sostenuto (250°C) per farle gonfiare; poi giratele e abbassate la temperatura a 190°C
tenendo lo sportello del forno semi aperto.
Cuocete per altri 20 minuti.
Le fette di patate saranno gonfie e croccanti come se fossero state fritte.
Sono cotte quando su entrambe le parti si `e formata una leggera doratura.

22.6.38 PATATE GRATINATE
patate,
1 cipolla,
1 pomodoro,
un pizzico di maggiorana,
un pizzico di timo.

Disponete una cipolla affettata sul fondo di una teglia di vetro. Affettate le patate e sistemate le fette sulla cipolla. Quindi fate un altro strato di fette di pomodoro, e terminate con uno strato di cipolla affettata o tagliata a cubetti. Spolverate con un pizzico di maggiorana e uno di timo. Cuocete in forno dolce per 1-2 ore oppure fino a quando le verdure risulteranno tenere.
22.6.39 PATATE E CAROTE ALLA MODA DI WESTFALIA
6 o 8 carote piccole (oppure 4-5 carote grandi) affettate,
3 patate medie o 2 patate grandi,
1 cipolla grande,
3 o 4 cucchiai di zuppa di verdura speciale.

Lavate e affettate le carote poi mettetele nel tegame. Pelate e affettate le patate e tritate la cipolla. Aggiungete le verdure nel tegame con le carote e il brodo. Fate cuocere lentamente aggiungendo un po’ di brodo se necessario. Quando le verdure sono cotte, tutto il brodo dovrebbe essere stato assorbito.
22.6.40 CAVOLO ROSSO
In un tegame mettete:
cavolo affettato,
3 cucchiaini di aceto,
3 cipolle grandi tritate,
2 foglie di alloro e un po’ di brodo vegetale.

Stufate a fuoco dolce per circa 30 minuti. Verso fine cottura aggiungete 3 mele grattugiate e 1 cucchiaino di zucchero grezzo.
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22.6.41 SPINACI
spinaci, cipolle affettate, fette di limone.
Dopo aver eliminato i gambi lavateli 3 o 4 volte.
Mettete gli spinaci in una grande casseruola sul cui fondo avrete messo uno strato di
cipolle affettate.
Non aggiungete acqua.
Stufate a fuoco dolce finch´e gli spinaci non cominciano ad appassire.
Eliminate l’acqua in eccesso.
Tritate grossolanamente e servite con alcune fette di limone.
22.6.42 ZUCCA RIPIENA GOURMET YN
1 zucca del Siam grande (circa 2 chilogrammi),
170 g di riso integrale,
60 g di riso selvatico, di segale o grano oppure aggiungete altro riso integrale,
625 ml di brodo vegetale o acqua depurata,
225 g di cipolle tritate,
3 spicchi di aglio tritati,
circa 300 g di piselli sgranati oppure di germogli di lenticchie,
170 g di sedano a cubetti,
170 g di peperone rosso o giallo a cubetti,
100 g di uva passa o prugne secche snocciolate e tritate (usate frutta secca che non sia
stata trattata con zolfo),
1 cucchiaino di salvia,
1 cucchiaino di santoreggia,
2 cucchiaini di timo,
3 cucchiai di prezzemolo tritato,
60 ml di succo di arancia fresco.

Yvonne Nienstadt afferma: ≪Adoro la consistenza e il sapore di questa zucca giap`
ponese. E polposa e dolce; tuttavia si pu`a e privata
o sostituire con una zucca marina, ma zucca a turbante o una zucca maxima tonda (quest’ultima deve essere tagliata a met`
dei semi). Si possono usare due zucche pi`
u piccole al posto di una zucca grande. Il piatto risulter`u attraente se usate zucche di dimensioni diverse≫.
a pi`
Cuocete il riso integrale e quello selvatico nel brodo vegetale per 45 minuti o fino alla
cottura desiderata. Il brodo aggiunge pi`u sapore e nutrimenti ai cereali. Non gettate gli
scarti di carote, pastinache, gambe di bietole o altre verdure a foglia verde, sedano, sedano
rapa, cipolle.
Evitate tutti i tipi di cavolo perch´e conferiscono un sapore troppo deciso. Coprite con
acqua e lasciate sobbollire fino a cottura ultimata.
Usate questo brodo per preparare zuppe, fare salse o per varie preparazioni.
Tagliate con cura la cima della zucca come si fa quando si deve intagliare.
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Eliminate i semi. Mettete la zucca, con l’apertura rivolta verso il basso, e il coperchio ricavato dalla zucca in una teglia da forno e cuocete per circa 25-30 minuti a 180°C. Fate attenzione a non cuocerla troppo; sarebbe impossibile riempire una zucca troppo molle. Mettete cipolla, aglio, piselli e sedano in un tegame e cuocete a fuoco dolce per 20 minuti in modo da ammorbidire le verdure. Aggiungete il peperone a cubetti, l’uva passa, le erbe aromatiche, il succo di limone e il riso cotto. Mescolate bene. Riempite la zucca con questo composto comprimendolo bene. Mettete nuovamente in forno e cuocete per altri 25-30 minuti. Se vi avanza del ripieno, cuocetelo in forno dopo averlo messo in una casseruola con un cucchiaio di brodo o liquido di cottura, oppure riempite un peperone o due e cuoceteli nello stesso modo della zucca. Per servire, sistemate in un piatto da portata del cavolo cappuccio affettato o un’altra verdura a foglie verdi e mettete la zucca al centro. Chiudete la zucca con il suo coperchio. Servite il riso con le verdure direttamente dalla zucca facendo attenzione a prendere con il cucchiaio anche un po’ della gustosa polpa arancione. Alternativamente, lasciate raffreddare la zucca e tagliatela a spicchi. Se nella vostra dieta sono inclusi anche i latticini, potete versare un po’ di salsa allo yogurt e prezzemolo (vedi ricetta alla voce “Sughi e salse”) sopra ogni porzione, diversamente spruzzate con un po’ di succo di arancia per dare un tocco in pi`u. Buon appetito!
22.6.43 ZUCCHE RIPIENE YN
3 o 4 zucche tonde variet`
a maxima, 125 g di cipolla a cubetti, 125 g di sedano a cubetti, 125 g di carote a cubetti, 300 g di riso integrale cotto, 125 g di germogli di lenticchie, 60 g di uva passa o prugne secche ammollate e scolate e tagliate a cubetti, 3 cucchiaini di prezzemolo tritato, ½ cucchiaino di salvia, ½ cucchiaino di timo, 1 spicchio di aglio grande schiacciato.
Tagliate le zucche per il lungo ed eliminate i semi. Mescolate gli altri ingredienti e con questo composto riempite le zucche. Coprite le met`a e cuocete in forno a 150-160°C per 1 ora e mezzo, o fino a quando le zucchine non risultano tenere. Sono deliziose servite con una salsa d’albicocca oppure con un sugo dorato (vedi alla voce “Sughi e salse”). Usando 6 o 8 spicchi di aglio interi otterrete un sapore delicatamente delizioso, infatti schiacciando gli spicchi d’aglio farete fuoriuscire l’olio aromatico di cui sono ricchi mentre lasciandoli interi il profumo sar`a meno intenso.
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22.6.44 TACCOLE AL VAPORE ALLA CINESE
450 g di taccole,
1 mazzetto di bok choy,
1 zucchino medio,
1 zucca invernale piccola,
1 cipolla rossa piccola,
1 carota,
1 porro,
250 ml di succo di arancia,
1 cucchiaio di miele,
1 cucchiaio di aceto,
1 cucchiaino di pimento.

Pulite tutte le verdure: private le taccole delle estremit`a, tagliate a nastro il bok choy, affettate per il lungo la zucca e poi ogni met`a in senso orizzontale formando dei semicerchi. Eliminate le estremit`a dello zucchino poi tagliatelo a met`a e quindi nuovamente a met`a in modo da dargli una forma attraente. Prendete le fette di zucca e tagliatele a fette molto sottili di circa 3 mm. Tritate la cipolla rossa e tagliate la carota a fette molto sottili mantenendo un angolo di 45 gradi, come si fa nella cucina orientale. Affettate il porro nello stesso modo, ottenendo degli ovali sottili. Mettete il succo di arancia, il miele, il pimento e l’aceto nel bicchiere del frullatore, frullate e versate il composto in un tegame per cottura al vapore abbastanza capiente. Coprite il sugo con le verdure e fate cuocere a fuoco dolce per 15-20 minuti fino a quando le verdure sono tenere. Delizioso!
22.6.45 FAGIOLINI
450 g di fagiolini,
1 cipolla tritata,
un po’ di brodo vegetale (appena sufficiente per mantenere l’umidit`

a dei fagiolini).
Eliminate le estremit`a dei fagiolini, lavate e tagliate in pezzi della lunghezza necessaria). Aggiungete gli altri ingredienti. Stufate per circa 50 minuti (finch´e risultano teneri).
22.6.46 PATATE DOLCI
patate.
Tagliate le estremit`a e lavate bene. Con un coltello forate la buccia delle patate per lasciare fuoriuscire il vapore e mettete in una casseruola (mettete il coperchio se desiderate la buccia tenera e lasciate senza
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coperchio se preferite la buccia croccante). Cuocete in forno per 2 o 2 ore e mezzo.
22.6.47 POMODORI GRIGLIATI
pomodori.
Tagliate i pomodori a met`a. Mettete in un tegame con la parte tagliata rivolta verso l’alto e coprite con un po’ di cipolla tritata. Cuocete in forno a calore dolce per circa 1 ora. Conservate l’acqua di cottura per preparare una zuppa.
22.6.48 COMPOSTA DI POMODORI VERDI
1 chilogrammo di pomodori verdi,
60 g di uva sultanina,
100 g di zucchero scuro,
62 ml di acqua,
60 g di uva passa,
¼ di cucchiaino di chiodi di garofano,
60 ml di aceto di vino,
450 g di mele per dolci.

Tritate grossolanamente i pomodori (anche con un robot da cucina). Mescolate tutti gli ingredienti eccetto le mele. Cuocete per circa 30 minuti, mescolando durante la cottura. Quando i pomodori sono teneri aggiungete le mele tagliate a cubetti e cuocete fino a quando il composto non si addensa.
22.6.49 POMODORI RIPIENI CON VERDURE MISTE
4 pomodori (svuotati in modo da formare delle barchette), verdure miste nella quantit`
a desiderata, 2 pomodori, 6 spicchi di aglio (per la salsa).
Lavate i pomodori con cura. Svuotate i 4 pomodori. Tagliate le verdure a piccoli pezzi e cuocetele in un po’ di acqua per circa mezz’ora. Riempite i mezzi pomodori con le verdure e sistemateli in una teglia da forno senza coperchio. Frullate due pomodori con l’aglio in modo da ottenere una salsa. Versate la salsa su ogni met`a pomodoro. Riscaldate il forno a 180°C per 10 minuti. Quindi spegnete il forno e mettete la teglia nel forno caldo per 10 minuti.
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22.6.50 ZUCCHINE
zucchine affettate, cipolla tritata, pomodori tritati, una piccola quantit`a di brodo vegetale.
Mescolate il tutto e stufate per 20 minuti. Diversamente potete tagliare le zucchine a piccoli pezzi; frullare i pomodori, le cipolle e l’aglio e versare questa salsa sulle zucchine. Mettete la pirofila in forno e cuocete per 1 ora e mezza a 100-120°C.
22.6.51 ZUCCHINE E RISO
225 g di riso biologico integrale,
1 carota,
1 zucchina,
2 spicchi di aglio.

Lavate con cura il riso e le verdure. Mettete il riso in una pirofila e aggiungete un po’ di prezzemolo tritato, la carota, la zucchina e del sedano anch’essi tritati. Frullate un paio di pomodori con l’aglio e versate la salsa ottenuta sul riso e le verdure. Cuocete in forno per 1 ora e mezza a 120°C.
22.6.52 ZUCCHINE E POMODORI SD
6 zucchine piccole tagliate a fette,
1 cipolla media o grande tritata,
2 o 3 pomodori tritati,
qualche spicchio di aglio,
erbe aromatiche secondo i gusti (timo, macis, maggiorana).

Fate saltare la cipolla, i pomodori e gli aromi con un po’ di acqua. A met`a cottura aggiungete le zucchine e fate cuocere a fuoco dolce. Servite come pietanza principale o come accompagnamento per le patate al forno.
22.6.53 ZUCCA SPAGHETTI CON POLPETTE DI BARBABIETOLA YN
zucca.
Lavate una zucca variet`a spaghetti (cucurbita ficifoli,o melanosperma) di dimensioni medie e tagliatela a met`a. Aiutandovi con un cucchiaio, eliminate i semi e mettete le due met`a su una teglia da forno con la parte tagliata rivolta verso il basso.
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Cuocete in forno per 2 ore o fino a quando la polpa diventa tenera.
Alternativamente potete mettere la zucca in una grande casseruola con il lato tagliato
rivolto verso l’alto, aggiungere 2,5 cm di acqua e cuocere al vapore a tegame coperto per
1 ora circa o fino a quando non risulta cotta.

Nota: questo tipo di zucca e una variet`
`a invernale a polpa gialla, incrociata da un agricoltore giapponese circa trent’anni fa. Quando `
e cotta, forma dei fili lunghi come
`
spaghetti. E facilmente reperibile soprattutto fra i produttori di ortaggi biologici.
22.6.54 SALSA PER ZUCCA SPAGHETTI
900 g di pomodori maturi (6 o 8 pomodori grandi),
3 o 5 spicchi di aglio tritato,
1 cipolla media affettata,
1 peperone verde a cubetti,
2 costole di sedano a cubetti o un finocchio piccolo a cubetti,
2 zucchine piccole affettate o 225 g di melanzane a cubetti,
4 cucchiaini di prezzemolo fresco tritato,
un pizzico di rosmarino,
un pizzico di di timo,
un pizzico di salvia,
un pizzico di maggiorana2 .
½ cucchiaino di semi di finocchio.

Cuocete i pomodori interi a fuoco dolce per circa 30-35 minuti finch´e non diventano teneri. Per avere una salsa densa eliminate l’acqua di vegetazione rilasciata dai pomodori3. Passate i pomodori scolati con un passaverdura o con il robot da cucina in modo da eliminare la buccia e i semi. Versate la salsa nel tegame e aggiungete le verdure e gli aromi rimasti. Coprite e stufate a fuoco moderato per 1 ora, finch´e le verdure non sono cotte secondo i vostri gusti. Per ravvivare il sapore potete aggiungere una spruzzatina di aceto di vino o un cucchiaino di miele.
22.6.55 POLPETTE DI BARBABIETOLA
2 cucchiaini di prezzemolo tritato, 1 piccola cipolla tritata, 1 barbabietola media grattugiata, 3 o 4 carote medie grattugiate.
2L’uso di basilico e origano, grandi favoriti della cucina italiana, non `e permesso nella Terapia Gerson a causa degli oli aromatici presenti in queste due erbe. 3Conservate l’acqua di vegetazione dei pomodori per fare una zuppa o un sugo o, ancora meglio, da bere subito ancora caldo. E delizioso.
`
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Alternativamente potete usare
225 g di melanzana tritata,
110 g di pane degli Esseni di segala, pane di segala senza grassi e senza sale,
350 g di lenticchie germogliate di due giorni4 ,
1 piccolo cespo di indivia,
spinaci o bietole giovani finemente tritati,
2 o 3 spicchi di aglio tritati.

Passate i germogli di lenticchia e la melanzana (se la usate) con un tritatutto o con il Norwalk Juicer utilizzando lo stampo per tritare n. 2. Mescolate la polpa ottenuta con le briciole di pane e il resto delle verdure. Amalgamate bene. Con il composto formate delle palline di circa 5 cm e mettete in una teglia da forno che avrete cosparso di farina di avena o di segala per evitare che le palline attacchino al fondo. Coprite e cuocete in forno per 1 ora o pi`u. Scoprite e fate cuocere per un’altra ora. Sistemate la zucca in un piatto con una o due polpette, versatevi sopra la salsa e buon appetito!
Possibili variazioni: usate 3 patate grandi a pasta bianca oppure 3 patate dolci medie al posto dei germogli di lenticchie. Bollite le patate dolci fino a quando diventano tenere poi, senza sbucciarle, passatele con il passaverdura o il mixer. Procedete con la preparazione come indicato sopra. Sostituite le briciole di pane con 110 g di riso integrale cotto oppure 75 g di fiocchi di avena sminuzzati al mixer.
22.6.56 POLPETTONE VEGETALE YN
450 g di lenticchie germinate,
5 cucchiai di prezzemolo fresco tritato,
350 g di melanzane o pastinaca o igname a cubetti,
225 g di cipolla finemente tritata,
170 g di barbabietole grattugiate,
170 g di carote grattugiate,
225 g di sedano finemente tritato,
3 spicchi di aglio tritati,
350 g di riso integrale cotto,
un pizzico di timo,
un pizzico di salvia,
un pizzico di dragoncello,
1 cucchiaino di succo di limone.

Con il tritatutto o Norwalk Juicer sminuzzate le lenticchie germinate, il prezzemolo fresco tritato, le melanzane o pastinaca o igname a cubetti.
4Coprite le lenticchie con acqua distillata e lasciate ammollo per tutta la notte per farle germinare. Scolare.
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Aggiungete la cipolla finemente tritata, le barbabietole grattugiate, le carote grattugiate, il
sedano finemente tritato, gli spicchi di aglio tritati, il riso integrale cotto, il timo, la salvia,
il dragoncello e il succo di limone.
Cuocete in forno in un tegame coperto per circa 2 ore. Scoperchiate e bagnate con salsa
dorata o salsa di pomodoro. Fate cuocere in forno ancora da 30 minuti a un’ora.
Servite con il resto della salsa a parte.

22.6.57 VERDURE ALLA STROGANOFF YN
225 g di cipolle a cubetti,
225 g di melanzane a cubetti,
350 g di cime di cavolfiore o di cavolo,
350 g di carote affettate a rondelle o di pomodori a cubetti,
225 g di broccoli o peperone verde,
225 g di sedano o zucchine affettate.

Stufate le verdure per 1 ora e mezza fino a quando sono morbide (potete aggiungere le verdurepi`utenerecomepomodoriezucchinesoloversofinecottura). Lasciateraffreddare a 60°C e nel frattempo preparate la salsa. Unite 3 cucchiai di aceto di vino o di mele, 1 cucchiaino di aneto, 500 ml di yogurt, 225 g di formaggio magro tenero senza sale, alcuni cipollotti e prezzemolo per guarnire. Frullate la salsa fino a raggiungere una consistenza cremosa. Versate sulle verdure tiepide e mescolate bene. Servite su un letto di zucca cotta o riso integrale. Decorate con cipollotti o prezzemolo tritati.
22.7 Zuppe
22.7.1 ZUPPA DI PATATE
1 cipolla grande,
½ sedano rapa piccolo,
prezzemolo,
2 patate grandi,
1 porro,
2 costole di sedano,
2 litri di acqua circa.

Pulite e tagliate le verdure a cubetti. Mettete in una grande pentola dove avrete versato l’acqua. Portate a bollore. Abbassate il fuoco; coprite e fate sobbollire per 2 o 3 ore. Passate con il passaverdura.
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22.7.2 ZUPPA SPECIALE
(chiamata anche “zuppa di Ippocrate” – vedi ricetta all’inizio di questo Capitolo oppure alla pagina 80 della guida Gerson Therapy Handbook).
22.7.3 ZUPPA DI POMODORO CON LIMONE E AGLIO
2 o 3 pomodori grandi,
1 spicchio di aglio,
1 foglia di alloro,
il succo di ½ limone,
2 cipolle,
1 cucchiaino di fiocchi di avena,
1 cucchiaino di zucchero scuro,
125 ml di brodo vegetale (vedi ricetta della zuppa speciale).

Tagliate le verdure a cubetti.
Mettete le verdure, il brodo, lo zucchero e il succo di limone in una pentola, coprite e fate
cuocere per 1 ora.
Passate le verdure al passaverdura. Versate nuovamente nella pentola.
Aggiungete i fiocchi di avena e lasciate cuocere per altri 5 minuti.
22.7.4 ZUPPA AL POMODORO E MENTA GSG
900 g di pomodori maturi ramati,
5 cipollotti,
2 mele da cuocere piccole,
5 cucchiai di aceto di mele,
1 cucchiaino di zucchero scuro,
2 limoni grandi,
6 o 8 ciuffi di menta fresca,
200 g di yogurt magro (facoltativo).

Tagliate i pomodori, affettate i cipollotti, private le mele del torsolo e affettatele.
Mettete questi ingredienti in una pentola con l’aceto di mele e lo zucchero.
Portate a bollore e fate sobbollire per 30 minuti.
Passate con il passaverdura.
Potete lasciare raffreddare e poi aggiungere gli altri ingredienti in un secondo momento
oppure aggiungere subito il succo di limone e lo yogurt sbattuto.
Prima di servire aggiungete le foglie di menta tritate, lasciandone alcune intere da usare
come decorazione per la zuppa.
Queste proporzioni sono sufficienti per 4 o 6 persone.
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22.7.5 ZUPPA DI POMODORO CON PATATE E CIPOLLE
2 pomodori grandi,
1 cipolla media,
1 cucchiaino di zucchero scuro,
2 patate medie,
1 cucchiaino di aceto di vino, una foglia di alloro piccola.

Lavate e tagliate a cubetti tutte le verdure. Mettete tutti gli ingredienti, eccetto lo zucchero, in una pentola e versate acqua sufficiente per coprire le verdure. Mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco moderato per 1 ora. Passate con il passaverdura e aggiungete di zucchero secondo i gusti.
22.8 Sughi e salse
22.8.1 SALSA ALLE ALBICOCCHE
60 g di albicocche secche senza zolfo, 250 ml di acqua depurata riscaldata, 125 ml di succo fresco di mela o di arancia.
Lavate e scolate le albicocche. Mettete nell’acqua e lasciate in ammollo per alcune ore. Aggiungete il succo e fate stufare a fuoco moderato fino a quando le albicocche risultano molto molli; impiegheranno circa 1 ora e mezza. Passate la salsa con il passaverdura oppure con il Norwalk Juicer.
22.8.2 BABA GHANOUSH
1 melanzana grande,
2 spicchi di aglio,
1 cucchiaino di succo di limone,
1 cucchiaio di prezzemolo tritato,
alcuni spicchi di limone.

Cuocete la melanzana al forno per circa 1 ora. Quando `e abbastanza fredda da poter essere maneggiata spellatela e strizzatela leggermente per eliminare il liquido in eccesso. Mescolate con l’aglio fino ad ottenere una crema omogenea e priva di grumi; unite il succo di limone e il prezzemolo. Mescolate bene. Servite con verdure crude da pinzimonio come sedano, carote, cime di cavolfiore e peperoni.
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22.8.3 SUGO DORATO
1 patata piccola tagliata in quattro parti,
4 carote tagliate a rondelle,
2 cucchiaini di aceto di mele o di succo di limone,
250 ml di brodo vegetale o di acqua,
1 cipolla piccola a cubetti,
¼ di cucchiaino di aneto,
maggiorana o timo,
1 cucchiaino di prezzemolo tritato.

Mettete tutti gli ingredienti in un tegame e fate stufare a fuoco moderato per 1 ora e
mezza o anche 2 fino a quando le verdure non sono tenere.
Sbucciate le patate e passatele al passaverdura.
22.8.4 SALSA DORATA
1 patata dolce piccola,
2 o 3 carote tagliate a grossi pezzi,
1 cipolla piccola tagliata a cubetti,
125 ml di brodo vegetale,
125 ml di succo di mandarino o di arancia,
un pizzico di timo e rosmarino.

Mettete tutti gli ingredienti in una casseruola, coprite e cuocete in forno finch´e le ver-
dure non sono tenere (circa 2 ore).
Frullate o passate gli ingredienti aggiungendo un po’ di succo in pi`u per ottenere la con
sistenza desiderata.
Condite con 2 cucchiaini di prezzemolo e servite.
22.8.5 KETCHUP
3 pomodori,
½ testa di aglio,
½ cipolla,
1 cucchiaio di aceto,
¼ di cucchiaino di aneto,
110 g di zucchero scuro biologico (Sucanat).

Mettete tutti gli ingredienti in una pentola e portate a ebollizione.
Fate cuocere fino a quando gli ingredienti sono teneri poi passate al passaverdura o frullate
in modo da ottenere una crema liscia.
¤dizioniPDF Y
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22.8.6 SALSA DI YOGURT AL PREZZEMOLO LAT T ICINO
110 g di cipolla tritata,
1 cucchiaino di rafano fresco grattugiato oppure ½ cucchiaino di rafano secco (facoltativo),
250 ml di yogurt magro,
1 cucchiaio di succo di limone o di limetta,
1 cucchiaino di sciroppo d’acero o miele,
3 cucchiai di prezzemolo tritato.

Cuocete la cipolla a fuoco dolce fino a farla diventare trasparente. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Frullate la cipolla con il rafano, lo yogurt, il succo di limone e lo sciroppo d’acero fino a ottenere una salsa cremosa. Unite il prezzemolo.
22.8.7 SALSA ALLE PRUGNE
225 g di prugne,
½ cucchiaino di succo di limone,
1 fetta di pane tagliata a cubetti,
1 cucchiaino di zucchero scuro,
2 cucchiaini di briciole di pane.

Lavate le prugne. Togliete i noccioli, mettete le prugne in un tegame e coprite a met`a con acqua. Cuocete per 15 minuti, scolate e passate al passaverdura. Aggiungete lo zucchero, le briciole di pane e il succo di limone. Mettete nuovamente nel tegame. Cuocete per altri 3 minuti. Se desiderate potete servire la salsa su fette di pane abbrustolito.
22.8.8 SALSA DI POMODORO FRESCO
1 pomodoro medio finemente tritato,
alcuni cipollotti,
1 cipolla rossa media,
2 cucchiaini di foglie di coriandolo tritate,
3 cucchiai di succo di limone.

Mescolate tutti gli ingredienti, senza esagerare con il succo di limone, coprite e raffreddate in frigorifero. `
E ottima se consumata fresca ma pu`o essere conservata in frigorifero per 2 giorni al massimo.
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22.8.9 SUGO DI POMODORO ESPRESSO (NON RICHIEDE COTTURA)
450 g di pomodori maturi ramati, tagliati a pezzi,
3 o 4 spicchi di aglio,
3 ciuffi di prezzemolo,
1 cucchiaino di olio di semi di lino.

Mettete l’olio nel bicchiere del frullatore e azionate i coltelli. Cominciate ad aggiungere i pomodori un po’ per volta poi continuate con gli altri ingredienti. Frullate per un minuto o due per amalgamare bene gli ingredienti. Queste proporzioni sono sufficienti per ottenere da 500 ml a 700 ml di sugo.
22.8.10 SALSA AL POMODORO
4 o 6 pomodori grandi,
4 o 5 cipolle grandi,
sbucciate e tagliate a fette,
1 o 2 patate medie con la buccia, tagliate a cubetti,
2 o 3 spicchi di aglio,
un pizzico di maggiorana,
un pizzico di timo.

Unite tutti gli ingredienti in un tegame capiente, stufate a fuoco dolce per 1 ora poi passate con il passaverdura. Se lo gradite potete aggiungere un pezzetto di sedano o di peperone verde.
22.8.11 SALSA AL POMODORO ALLA FRANCESE
1 cipolla,
½ costola di sedano,
½ carota piccola,
circa 700 g di pomodori,
alcuni ciuffi di prezzemolo,
1 spicchio di aglio,
1 foglia di alloro.

Tritate la cipolla, il sedano, la carota e i pomodori e cuocete insieme al prezzemolo, all’aglio e all’alloro. Frullate o passate con il passaverdura e servite la salsa calda o fredda. Queste proporzioni sono sufficienti per circa 600 ml di salsa.
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22.9 Frutta e dolci
Frutta Si consiglia di consumare la frutta matura e senza sbucciarla. Naturalmente la frutta come arance e banane devono essere sbucciate. Lavate sempre la frutta fresca.
La frutta secca deve essere lavata con acqua distillata tiepida e lasciata in ammollo tutta la notte in abbastanza acqua da coprirla completamente.
Usate la stessa acqua per cuocerla in un tegame coperto fino a quando la frutta diventa tenera.
Usate frutta secca che non sia stata trattata con zolfo.
Le ricette che seguono sono tratte da documenti personali del dottor Max Gerson.

Dolci I dolci non devono sostituire i pasti o i succhi previsti dalla terapia. Col rischio di sembrarvi un po’ tediosi, prima di arrivare al dolce `e meglio “finire tutto quello che avete nel piatto!”.
Alcuni alimenti non devono essere consumati o utilizzati per preparare i dolci, nella fattispecie: gelati, grassi, farina bianca, bicarbonato o lievito chimico, frutta candida e glasse, cioccolato, panna o sale.
Buon divertimento!
`
Zucchero E consentito l’uso di zucchero di canna scuro (Sucanat) o zucchero grezzo, miele liquido, sciroppo d’acero o melasse senza zolfo.
Sciroppi Fate bollire 450 g di zucchero scuro in 500 ml di acqua e 250 ml di succo di mela. Continuate la cottura fino a quando lo zucchero e completamente sciolto.
`
Conservate in un barattolo di vetro.

22.9.1 MELE AL FORNO
2 mele medie, 1 cucchiaino di uva passa, 2 cucchiai di acqua.
Lavate ed eliminate il torsolo delle mele. Tagliate i frutti a met`a. Mettete le mele in un tegame o in una teglia insieme all’uva passa e passate in forno per 15 minuti. Infine fate dorare sotto il grill per circa 5 minuti. Le met`a non si dovrebbero rompere. Secondo i gusti `e possibile aggiungere un po’ di miele all’uva passa.
22.9.2 MELE E BANANE
125 ml di composta di mele,
½ banana affettata,
il succo di ½ limone.

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Servite a crudo oppure mettete la composta di mele e la banana in un tegame, coprite e scaldate lentamente. Servite con il succo di limone.
22.9.3 TORTA DI MELE CON YOGURT ALL’ACERO LAT T ICINO
700 g di mele da cuocere,
1 limone,
30 g di fiocchi di avena,
30g di farina di avena,
60g di uva sultanina o uva passa,
120 g di zucchero scuro,
120 g di farina di grano integrale,
1 cucchiaino di lievito di potassio,
125 ml di succo di mela,
yogurt e sciroppo d’acero.

Pelate le mele e tagliatele a cubetti. Mettetele in una ciotola grande e spruzzate con il succo di limone. Unite i fiocchi di avena, la farina di avena, l’uva passa, lo zucchero, la farina, il lievito e il succo di mela. Mescolate gli ingredienti con cura. Aggiungete questo composto alle mele. Versate in una tortiera e cuocete in forno a 180°C per 20-35 minuti o finch´e la superficie non diventa dorata. Servite con yogurt e 1 o 2 cucchiai di sciroppo d’acero.
22.9.4 COMPOSTA DI MELE COTTA
3 mele medie, miele o zucchero scuro.
Sbucciate le mele private del torsolo e tagliate a fette. Aggiungete un po’ di miele o zucchero scuro secondo i gusti. Mettete le fette di mele in un tegame e coprite per met`a con acqua fredda. Bollite finch´e non diventano soffici, pi`u o meno per 15 minuti. Passate con il passaverdura e mescolate con un po’ di miele.
22.9.5 COMPOSTA DI MELE CRUDA
3 mele medie, miele o zucchero scuro.
Sbucciate le mele, private del torsolo e tagliate a fette. Aggiungete un po’ di miele o zucchero scuro secondo i gusti.
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Frullate le mele con il mixer o frullatore.
Aggiungete miele o zucchero a piacere e buon appetito.

22.9.6 TORTA SPEZIATA ALLE MELE YN
Mescolate:
60 g di miele o sciroppo d’acero,
250 ml di composta di mele cruda,
350 g di farina di avena,
170 g di farina di grano integrale o di tritico,
450 g di uva passa o datteri tritati.

Passate al setaccio:
350 g di zucchero scuro grezzo,
un pizzico di pimento,
un pizzico di macis,
¼ di cucchiaino di coriandolo,
1 cucchiaino di lievito per dolci senza bicarbonato5 (facoltativo).

Mescolate insieme tutti gli ingredienti e versate il composto in una teglia a forma ovale antiaderente. In una ciotola riunite tutti gli ingredienti per la copertura croccante e cospargete la torta con il composto. Cuocete in forno a 170°C per 40 minuti circa o fino a cottura ultimata. Servite con alcune cucchiaiate di salsa di mela o di yogurt magro.
22.9.7 COPERTURA CROCCANTE PER LA TORTA SPEZIATA ALLE MELE
150 g di fiocchi di avena, 75 g di sciroppo di acero o miele, un pizzico di pimento e uno di macis.
Tritate brevemente i fiocchi di avena con il tritatutto in modo da ottenere dei fiocchi pi`u fini. Mescolate i fiocchi con le spezie. Aggiungete lo sciroppo o miele e mescolate fino ad ottenere un composto friabile.
5Il Featherweight `
e un lievito a base di potassio. Se siete affetti da tumore, consultate il vostro medico prima di usarlo.
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22.9.8 APPLE PIE: TORTA DI MELE ALL’INGLESE
un guscio di pasta frolla del diametro di 20 o 22 cm (vedi sotto),
12 mele verdi medie tagliate a fette sottili,
75 g di zucchero integrale grezzo oppure 60 ml di miele,
2 cucchiaini di amido di mais o di farina di avena,
2 o 3 cucchiaini di succo di limone o arancia,
110 g di uva passa di Corinto o datteri secchi tritati,
un pizzico di coriandolo,
uno di macis e uno di pimento.

Mescolate tutti gli ingredienti. Unite questo composto alle mele. Versate il miele (se lo usate) e il succo. Riempite la crosta di pasta frolla. Cospargete il ripieno con la copertura.
Cuocete in forno a 150-170°C per 1 ora e 15 minuti oppure fino a quando le mele saranno tenere.
Copertura croccante per la Apple pie
150 g di farina di avena,
3 cucchiaini di zucchero scuro grezzo,
un pizzico di pimento,
80 ml di miele o sciroppo d’acero.

22.9.9 BUDINO DI MELE E PATATE DOLCI
1 cucchiaino di uva passa,
110 g di briciole di pane6 ,
125 ml di succo di arancia,
1 patata dolce (bollita, sbucciata e affettata),
1 mela (cruda, sbucciata e affettata),
1 cucchiaino di zucchero integrale.

Disponete le fette di patata in una pirofila, aggiungete le fettine di mela e l’uva passa; cospargete di briciole di pane mescolate con lo zucchero e il succo di arancia. Cuocete in forno a 180°C per 30 minuti. Servite il budino caldo con 3 cucchiaini di latticello o di yogurt se consentito.
6ATTENZIONE: Non usate mai le briciole di pane acquistate gi`
a pronte (vedi ricetta per preparare le briciole di pane alla sezione sul pane verso la fine del Capitolo oppure a pagina 100 della guida Gerson Therapy Handbook).
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22.9.10 CROSTATA DI MELE LAT T ICINO
125 ml di acqua calda (40°C), 1 cucchiaio di zucchero grezzo (Sucanat),
1 sacchetto di lievito secco,
170 ml di latticello battuto o di yogurt magro o succo di mela7 ,
110 g di zucchero scuro grezzo,
350 g di farina di avena,
225 g di farina di grano o triticale,
9 o 10 mele medie (Gala, Cox o Golden Delicious),
4 cucchiai di sciroppo d’acero o dolcificante liquido (tipo Fruit Source8),
4 cucchiai di sciroppo di riso integrale9 ,
110 g di farina di datteri (datteri tritati finemente),
1 ½ cucchiaino di pimento,
¼ di cucchiaino di macis o coriandolo.

Fate cadere il lievito a pioggia nell’acqua calda dove avrete sciolto 1 cucchiaio di zucchero scuro grezzo. Lasciate riposare finch´e in superficie non si forma una schiuma (5-10 minuti). Scaldate il latticello, yogurt o succo di mela a 37°C. Aggiungete lo zucchero scuro e mescolate per farlo sciogliere. Aggiungete il latticello al lievito sciolto nell’acqua, poi unite la farina di avena e sbattete energicamente. Incorporate anche il resto della farina fino a ottenere un impasto duro. Impastate su un piano di lavoro infarinato, aggiungendo solo quel tanto di farina sufficiente per non fare attaccare la pasta. Continuate a impastare per circa 5 o 10 minuti; la pasta deve diventare elastica e liscia. Sistemate in una ciotola e coprite con un canovaccio. Lasciate lievitare in un luogo caldo fino a quando ha raddoppiato di volume. Impiegher`a circa 1 ora e mezza. Trascorso questo tempo, con un pugno schiacciate la pasta e fatela lievitare di nuovo. Dividete l’impasto in due. Sul piano di lavoro infarinato, stendete le due met`a e ricavate due rettangoli di 30 x 20 cm. Sistemate su due placche da forno antiaderenti oppure cospargete due placche da forno normali con fiocchi di avena per evitare che la pasta attacchi al fondo. Forate la superficie con i rebbi di una forchetta lasciando tutt’attorno un bordo di circa mezzo centimetro. Coprite e lasciate lievitare per circa 40 minuti fino a farla raddoppiare di volume. Tagliate in quattro le mele, privatele del torsolo e affettate le mele, sistemando sulla pasta le fette di ogni spicchio man mano che le tagliate. Mettete il lato piatto rivolto in basso e la buccia in alto formando dei piccoli ventagli. Lasciate un bordo di circa 1 cm. Mescolate lo sciroppo di acero e quello di riso. Usando un pennello da cucina stendete lo sciroppo sulle mele.
7Usate il succo di mela solo se il paziente non pu`o mangiare latticini.
8Fruit Source `e un dolcificate prodotto con gli zuccheri naturali della frutta.
9Lo sciroppo di riso derivato da riso maltato `

e uno sciroppo denso e cremoso deve essere diluito con sciroppo d’acero o con fruttosio liquido/Fruit Source.
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Mescolate la farina di datteri con le spezie e spolveratela sulle mele.
Cuocete in forno a 160°C per 30 minuti o finch´e la pasta diventa leggermente dorata.

Servite questa torta da sola oppure accompagnata con un po’ di yogurt o formaggio di yogurt (vedi di seguito) leggermente dolcificato con miele o sciroppo d’acero.
Nota: i familiari dei pazienti possono gustare questo dolce con una pallina di yogurt gelato magro alla frutta possibilmente ottenuto con yogurt di produzione biologica – per esempio Cascadian Farm o Stars Vanilla Bean10 sono le due marche pi`u apprezzate ma
da consumare con moderazione. Il formaggio di yogurt `
e ricavato mettendo dello yogurt magro in un colino di acciaio inossidabile o a maglie di nylon ricoperto da una garza di cotone o da stamigna e lasciando colare il siero in eccesso dentro a una ciotola. Mettete in frigorifero e lasciate colare fino a ottenere la consistenza desiderata. Il procedimento pu`o durare da 2 a 8 ore. Se lasciate colare per un tempo breve otterrete uno yogurt pi`u denso diversamente avrete uno yogurt dalla consistenza cremosa simile a quella del formaggio fresco. Per accompagnare la torta `
e preferibile usare yogurt denso.
22.9.11 ALBICOCCHE
225 g di albicocche fresche,
1 cucchiaino di amido di mais sciolto in 2 cucchiaini di acqua fredda,
2 cucchiaini di zucchero scuro.

Tagliate a met`a le albicocche ed eliminate i noccioli. Tuffatele in un tegame con acqua in ebollizione e cuocete per 10 minuti. Aggiungete l’amido di mais durante gli ultimi 2 minuti.
Fate raffreddare poi aggiungete lo zucchero.
22.9.12 BANANE (GRIGLIATE)
1 banana,
1 cucchiaino di zucchero scuro.

Tagliate la banana a met`a per il lungo, cospargete di zucchero e bagnate con alcune gocce di limone. Mettete in una teglia e grigliate a fiamma bassa per 10 minuti. Servite calde.
22.9.13 BANANE E MELE
1 banana (sbucciata e schiacciata finemente), 1 mela (sbucciata, privata del torsolo e grattugiata),
10Le marche menzionate nel testo non sono disponibili in Italia, N.d.T.
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10 cucchiaini di uva passa.
Mescolate la banana con la mela sbattendo energicamente con una forchetta o una frusta. Aggiungete l’uva passa e servite.
22.9.14 BANANA E FICHI
1 banana, 3 fichi (freschi), il succo di 1 arancia.
Tagliate la banana e i fichi a piccoli pezzi e mescolate con il succo di arancia. Versate il composto nel guscio vuoto di mezza arancia e servite.
22.9.15 CILIEGIE (STUFATE)
225 g di ciliegie (lavate e private del gambo),
1 cucchiaino di amido di mais,
2 cucchiaini di zucchero integrale.

Mettete le ciliegie in una casseruola e versatevi abbastanza acqua da coprirle. Cuocete per 10 minuti a fuoco moderato. Aggiungete alle ciliegie in ebollizione l’amido di mais sciolto in 2 cucchiaini di acqua fredda. Fate cuocere per altri 2 minuti. Lasciate raffreddare e servite.
22.9.16 RIBES ROSSO
225 g di ribes rosso,
3 cucchiaini di zucchero integrale.

Pulite e lavate con cura il ribes prima di togliere i piccioli. Mettete in un piatto, aggiungete lo zucchero e servite.
Potete servire anche con latticello o yogurt (se consentito dalla vostra dieta) addolcito con un po’ di zucchero scuro.
22.9.17 MISTO DI FRUTTA
700 g di ciliegie, albicocche (tagliate a met`
a e private del nocciolo), 500 ml di acqua,
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110 g di zucchero integrale,
2 cucchiaini di amido di mais disciolto in 80 ml di acqua.

Mettete la frutta in una casseruola dove avrete versato l’acqua e lo zucchero. Fate sobbollire lentamente per 10 minuti. Aggiungete l’amido di mais. Cuocete per altri 3 minuti. Fate raffreddare e servite.
22.9.18 PERE GLASSATE
4 o 5 pere mature,
4 cucchiai di miele o zucchero di canna scuro biologico (Sucanat).

Tagliate le pere a met`a e privatele del torsolo. Diluite il miele o lo zucchero con circa 125 ml di acqua. Mettete le mezze pere in una pirofila e versatevi sopra l’acqua zuccherata. Fate cuocere in forno a 140°C fino a quando non risulteranno dorate. Se necessario bagnate di tanto in tanto con il loro succo.
22.9.19 YOGURT GELATO SD LATTICINO
60 g di frutta cotta (ciliegie o albicocche), 450 g di yogurt magro.
Versate lo yogurt in un colino che avrete foderato con due pezzi di stamigna e sistemato sopra una ciotola profonda. Mettete in frigorifero e lasciate colare lo yogurt per circa 30 minuti. Con un cucchiaio mettete lo yogurt nelle vaschette per il ghiaccio e congelate. Frullate la frutta e i cubetti di yogurt con un robot da cucina o frullatore (tipo K & K Juicer
o Norwalk Juicer) fino a ottenere una crema densa e omogenea. Servite immediatamente.
22.9.20 TORTA DI AVENA
900 g di farina di avena,
2 carote grattugiate o frullate,
miele,
uva passa (facoltativo).

Mescolate tutti gli ingredienti e versate in uno stampo per dolci. Mettete nel forno senza coprire e cuocete per 45 minuti a 120 °C.
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22.9.21 BISCOTTI DI AVENA LAT T ICINO
250 ml di composta di mele,
225 g di farina di segala,
225 g di uva passa,
125 ml di latticello battuto,
110 g di zucchero integrale,
110 g di melassa,
500 g di farina di avena,
1 busta di lievito.

Mescolate tutti gli ingredienti e lasciateli riposare per 10 minuti. Prendete con un cucchiaino un po’ di composto e fatelo cadere su una placca da forno. Cuocete per 20 minuti a calore moderato.
22.9.22 PASHA YN LATTICINO (TORTA DI FORMAGGIO SENZA COTTURA)
60 ml di succo di arancia fresco filtrato,
110 g di frutta secca tritata,
900 g di formaggio magro tipo ricotta,
125 ml di miele (8 cucchiai),
170 g di zucchero integrale,
una manciata di uva passa,
datteri,
papaia,
pesche,
prugne secche.

Mescolate tutti gli ingredienti. Versate il composto in un colino rivestito con una garza di cotone (mussola). Coprite con un piatto in modo da pressare il formaggio. Mettete il recipiente in frigorifero e lasciate colare da 5 a 10 ore o fino a quando non avr`a una consistenza solida e asciutta. Capovolgete in un piatto da portata e tagliate la torta a fette. Servite da sola oppure con alcune fette di pane degli Esseni.
22.9.23 PESCHE
225 g di pesche (sbucciate), 2 cucchiaini di zucchero integrale.
Lavate le pesche. Gettatele in acqua bollente per ½ minuto, scolate e sbucciatele. Tagliate le pesche a met`a.
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Privatele del nocciolo e mettetele in un tegame con acqua bollente.
Coprite e fate sobbollire per 10 minuti.
Lasciate raffreddare.
Aggiungete lo zucchero e servitele fredde.

22.9.24 PERE
1 pera grande (sbucciata, privata del torsolo e tagliata a met`
a), 1 cucchiaino di zucchero integrale.
Mettete le due mezze pere in un tegame e versate dell’acqua fino a coprirle per met`a. Aggiungete lo zucchero e fate cuocere per 30 minuti.
22.9.25 PRUGNE
225 g di prugne,
2 cucchiaini di zucchero scuro.

Lavate le prugne, tagliate a met`a ed eliminate i noccioli (le prugne possono essere cotte anche intere). Mettete in un tegame con abbastanza acqua da coprirle. Cuocete per 15 minuti. Togliete dal tegame, fate raffreddare e aggiungete lo zucchero. Servite fredde.
22.9.26 PRUGNE E ALBICOCCHE SECCHE
225 g di prugne secche, 225 g di albicocche secche, 75 g di orzo.
Coprite le prugne e le albicocche con acqua e lasciate in ammollo per una notte. Usate la stessa acqua per bollirle insieme all’orzo. Fate intiepidire prima di servire.
22.9.27 MOUSSE DI PRUGNE SECCHE E BANANA
225 g di prugne secche (ammollate e cotte),
2 piccole banane,
un paio di cucchiai di succo di limone,
1 cucchiaino di zucchero scuro.

Frullate tutti gli ingredienti insieme e mettete in frigorifero per circa 1 ora.
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Per servire potete tagliare il dolce a fette e decorare con un po’ di yogurt dolcificato (se permesso).
22.9.28 BUDINO DI ZUCCA YN (SENZA COTTURA)
un pizzico di pimento,
un pizzico di coriandolo,
un pizzico di macis,
2 cucchiaini di melassa senza zolfo (facoltativo),
una crosta per torte del diametro di 20-22 cm,
110 g di cassava,
350 g di datteri snocciolati e tritati,
375 ml di succo di mela o acqua,
da 350 a 450 g di purea di zucca.

Lasciate i datteri e la cassava in ammollo per tutta la notte. Il giorno dopo stufate a fuoco dolce usando un rompifiamma per diffondere il calore. Lasciate cuocere per 30 minuti fino a quando non si rapprende mescolando di frequente per evitare che si attacchi. Usando un robot da cucina, frullate insieme la cassava e la zucca. Aggiungete le spezie e la melassa. Versate il ripieno nella crosta e fate raffreddare completamente (potete anche mettere la torta in freezer per alcune ore in modo che si rapprenda) altrimenti sar`a difficile da tagliare. Se desiderate (e se avete il consenso del medico) servite con una cucchiaiata di formaggio di yogurt aromatizzato con un po’ di miele (vedi alla voce “Crostata di mele”).
Variazione: per il ripieno potete usate variet`a di zucca diversi, igname o patate dolci.
22.9.29 CROSTA SOTTILE AL LATTICELLO LAT T ICINO
300 g circa di farina di avena,
80 ml di latticello battuto,
succo di mela o acqua fredda,
2 cucchiaini di miele,
un pizzico di pimento o macis,
1 cucchiaino di lievito per dolci senza sodio (facoltativo).

Miscelate la farina con le spezie e il lievito. Aggiungete il miele e gli ingredienti liquidi in modo da ottenere un impasto consistente. Impastate leggermene per amalgamare gli ingredienti. Stendete su un piano di lavoro infarinato oppure fra due pezzi di carta oleata. Facendo attenzione sistemate la sfoglia ottenuta in uno stampo basso da 20-22 cm di diametro che avrete cosparso con fiocchi di avena per evitare che la pasta attacchi. Rifilate la pasta in eccesso e fate aderire i bordi alle scanalature dello stampo oppure create delle dentellature con i rebbi della forchetta.
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Mettete la crosta in frigorifero a raffreddare poi cuocete in forno a 160°C per circa 10-15 minuti o fin quando la pasta sar`a dorata.
Nota: questa non `
e una pasta frolla tradizionale, quindi tirate la sfoglia abbastanza sottile.
22.9.30 CROSTA LIEVITATA YN
225 g di farina di avena,
110 g di fecola di patate (oppure usate pi`

u farina di avena), 225 g di farina di tritico o di grano, 1 cucchiaino di miele o zucchero scuro integrale, 125 ml di acqua calda, 1 cucchiaino di lievito per pane.
Versate il lievito nell’acqua in cui avrete fatto sciogliere il miele. Quando sulla superficie dell’acqua comincia a formarsi una schiuma abbondante aggiungete alla farina e mescolate con cura. Lasciate lievitare in un luogo tiepido per circa 1 ora. Impastate per 5 minuti sul piano di lavoro infarinato. Lasciate riposare per 10 minuti poi stendete la pasta sul piano di lavoro infarinato. Sistemate in uno stampo da 20-22 cm di diametro che avrete cosparso con fiocchi di avena per evitare che la pasta attacchi. Fate aderire bene i bordi alle scanalature. Lasciate lievitare per 15 minuti. Cuocete in forno a 160°C per 20-25 minuti.
Variazioni: omettete il lievito e usate solo acqua fredda per amalgamare la farina e ottenere un impasto compatto. Stendete l’impasto mettendolo fra due pezzi di carta oleata. Facendo molta attenzione sistemate nello stampo la sfoglia ottenuta. Lasciate raffreddare la crosta. Cuocete in forno a 170°C per 10-12 minuti.
22.9.31 CROSTINI A BASE DI PANE DEGLI ESSENI YN
450 g di briciole di pane degli Esseni,
60 ml di miele,
3 cucchiaini di farina di avena.

Mettete le fette di pane nel forno e fatele abbrustolire lentamente fino a quando non sono dorate. Lasciate raffreddare. Macinate grossolanamente con il robot da cucina o con il Norwalk. Aggiungete la farina e il miele.
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Prendete alcune manciate dell’impasto e pressatelo bene sul fondo e sui bordi di uno
stampo per crostate che avrete cosparso di fiocchi di avena.
Lasciate raffreddare per 1 ora. Cuocete in forno a 170°C per circa 10-12 minuti.
Togliete dallo stampo e riempite a piacere.

22.9.32 RABARBARO
225 g di rabarbaro (lavato e tagliato in pezzi da 2,5 cm), 2 o 3 cucchiaini di zucchero scuro integrale (secondo i gusti), 1 cucchiaino di amido di mais (facoltativo).
Mettete il rabarbaro lavato in un tegame. Fate sobbollire per 15-20 minuti. Sciogliete l’amido di mais in un po’ di acqua fredda. Aggiungete al rabarbaro e fate stufare ancora un po’. Lasciate raffreddare e aggiungete lo zucchero.
Nota: potete aggiungere il rabarbaro ad altra frutta dolce come mele, pesche o albicocche (fresche o secche).
22.9.33 MISTO DI FRUTTA COTTA
Cuocete insieme i seguenti tipi di frutta:
pere e prugne,
prugne e composta di mele,
pesche e prugne,
albicocche e prugne,
albicocche,
mele affettate,
pesche e pere.

Nota: la frutta cotta pu`
o essere servita con fette di pane di segala: mettete un bel po’ di composta di frutta sul pane e lasciate riposare per 30 minuti prima di servire in modo che il pane assorba i succhi della frutta.
22.9.34 FRAPP `E GOLOSO SD
250 ml di yogurt biologico magro,
125 ml di succo di arancia,
2 cucchiai di miele,
225 g di frutta fresca tagliata a pezzetti,
alcuni cubetti di ghiaccio fatti con acqua distillata.

Mettete nel bicchiere del frullatore o del robot da cucina e frullate fino ad amalgamare tutti gli ingredienti.
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22.9.35 PATATE DOLCI E MELE AL FORNO GSG
350 g circa di patate dolci,
3 mele da dessert,
un pizzico di pimento,
un po’ di zucchero integrale,
acqua quanto basta.

Non sbucciate le patate e cuocetele a fuoco moderato fino a quando risultano tenere al tatto. Fatele raffreddare. Affettatele e disponete le fette in una teglia da forno alternandole a fette di mela. Sopra ogni strato spruzzate un po’ di acqua, di zucchero e un pizzico di pimento. Coprite e cuocete in forno per 20 minuti a 170°C. Togliete il coperchio e terminate la cottura per altri 10 minuti.
22.9.36 ARANCE CON RIPIENO DI PATATE DOLCI
1,3 kg di patate dolci (o igname),
composta di mele appena preparata,
i gusci di 4 arance,
125 ml di succo di arancia.

Bollite le patate dolci (oligname) fino a quando diventano tenere. Sbucciatele e passatele. Miscelate il composto con il succo di arancia e la composta di mele in modo da ottenere un impasto morbido e cremoso. Con questo composto riempite i gusci delle arance e decorate con un cucchiaino di composta di mele. Prima di servire potete riscaldare in forno.
Queste proporzioni sono indicate per 4 persone anche se il composto `e sufficiente per riempire oltre 10 gusci e quindi soddisfare pi`u commensali.
22.9.37 BUDINO DI RISO MZ
350 g di riso integrale biologico,
1 litro di acqua,
225 g di zucchero di canna scuro biologico (Sucanat),
225 g di uva passa biologica.

Lavate il riso e mettete in un tegame con l’acqua. Quando l’acqua inizia a bollire, aggiungete lo zucchero e l’uva passa e abbassate la fiamma. Mantenete a fuoco dolce e cuocete fino a che il riso risulti tenero.
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22.10 Latticini
Durante le prime fasi della Terapia Gerson i latticini sono banditi dalla dieta del malato. Il paziente `e tenuto a consultare il proprio medico prima di reintrodurre i prodotti caseari nel regime alimentare.
Dopo 6-12 settimane di terapia e dietro consiglio medico, il malato potr`a lentamente integrare l’alimentazione con proteine d’origine animale come formaggio fresco (tipo ricotta o quark), fiocchi di latte, yogurt e latticello battuto (privo di fermenti lattici) tutti derivati da latte magro (preferibilmente crudo) e senza l’aggiunta di sale.
L’introduzione delle proteine deve avvenire per gradi, per esempio aggiungendo un cucchiaio di formaggio a pranzo e uno a cena e 125 ml di latticello a pasto. Dopo tre o quattro giorni `e possibile aumentare lentamente le dosi fino ad arrivare, dopo tre settimane, a 250 ml di yogurt o latticello battuto (privo di fermenti lattici) a pasto.
Quando si procede all’introduzione delle proteine, il paziente deve stare attento a come l’organismo reagisce a questi alimenti nuovi. Indigestione, flatulenza (produzione di gas intestinali) e produzione di muco sono segni evidenti che l’attivit`
a enzimatica non `o ridurne il consumo
e in grado di tollerare i prodotti caseari. Il paziente deve perci`oppure, dopo aver consultato un medico abilitato a praticare la Terapia Gerson, eliminare completamente le proteine dalla dieta per svariate settimane.
22.10.1 YOGURT LAT T ICINO
Mescolate circa:
1 litro di latte crudo scremato (non semi scremato) scaldato a circa 45°C,
1 pacchetto di fermenti lactobacterium bulgaricum oppure 3 cucchiai di yogurt (acquistato o tenuto da parte dalla produzione precedente).

Versate il composto in contenitori di vetro sterilizzati.
Lasciate in incubazione a circa 40°C per un periodo da 4 a 8 ore adottando uno dei seguenti metodi:
— macchina per yogurt elettrica;
— in un forno a gas, con la fiamma pilota accesa al minimo;
— in un forno elettrico, a calore basso (controllate con il termometro);
— in un thermos;
— in una pentola coperta sistemata all’interno di un recipiente pieno di acqua calda (cambiate l’acqua per mantenere la temperatura desiderata).

Il tempo di incubazione pu`o variare a seconda della temperatura. Lo yogurt `e pronto quando inserendo uno stuzzicadenti nello yogurt questo rimane diritto. Normalmente lo yogurt diventa un po’ pi`u consistente dopo essere stato in frigorifero per un paio di ore. Lo yogurt ottenuto con questo procedimento non `e cremoso perch´e non si utilizzano n´e grassi n´e latte in polvere.
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Ogni volta che fate lo yogurt ricordate di tenerne da parte 3 cucchiai per poterne produrre dell’altro.
22.10.2 FORMAGGIO DI YOGURT LAT T ICINO
Il formaggio di yogurt `
e prodotto a partire da yogurt magro. Si mette lo yogurt in una mussola o stamigna oppure in un colatoio rivestito con una mussola di cotone e lo si lascia scolare sopra una ciotola o il lavello fino a quando non raggiunge una consistenza cremosa simile a quella del formaggio spalmabile senza averne i grassi. Il procedimento richiede da 6 a 8 ore.
22.10.3 POLPETTONE CON FORMAGGIO FRESCO YN LATTICINO
225 g di briciole di pane degli Esseni o di pane di segala,
1 cucchiaio di succo di limone o aceto,
1 o 2 cucchiaini di prezzemolo secco,
½ cucchiaino di aneto o dragoncello,
½ cucchiaino di rafano secco (o 1 cucchiaino se fresco),
450 g di patate passate,
300 g di ricotta magra,
110 g di peperone rosso o verde dolce,
110 g di sedano a cubetti,
1 cipolla piccola a cubetti.

Mescolate tutti gli ingredienti ad eccezione del sedano e della cipolla. Date al composto la forma di un polpettone. Mettete su un piatto da portata guarnito con crescione o indivia e fettine di carota, pomo-doro, cipolla, peperone verde o rosso. Decorate il polpettone con alcune fettine di verdura.
22.10.4 FORMAGGIO FRESCO Y NLATTICINO
1,9 litri di latte non pastorizzato e magro (non sempre disponibile).
Con questo quantitativo `e possibile fare circa 250 g di formaggio.
Scaldate il latte a temperatura corporea (sui 37°C) mettendo il recipiente del latte chiuso (bottiglia di vetro possibilmente) dentro il lavello pieno di acqua calda. Lasciate in incubazione in un luogo caldo (per esempio nel forno con solo la fiamma pilota accesa). Si consiglia di lasciare il latte nel contenitore originale (se di vetro) per evitare che batteri
o muffe presenti nell’aria contaminino la coltura.
Il periodo di incubazione varia da 24 a 30 ore. (Lasciate in incubazione pi`u a lungo se
desiderate un formaggio dal sapore pi`u deciso).
Durante questo tempo agitate la bottiglia pi`u volte.

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Non appena il latte comincia a cagliarsi, la cagliata sale in superficie.
Per ottenere un formaggio pi`u consistente mettete la bottiglia nuovamente nel lavello pie-
no di acqua calda e aumentate gradualmente la temperatura fino a 40°C per avere una
cagliata tenera e fino a 50°C per ottenere un formaggio pi`u compatto, simile alla ricotta.
Fate attenzione a non surriscaldare il latte perch´e rischiereste di distruggere gli enzimi e i
batteri utili all’organismo.
Per essere sicuri controllate la temperatura con un termometro.
Versate il formaggio in un colatoio a maglie fitte o scolapasta rivestito con una mussola o
alcuni strati di stamigna.
Raccogliete gli angoli della mussola e stringete per eliminare il siero.
Per accelerare il processo potete mettere un peso sopra il formaggio.
Se desiderate un formaggio cremoso aggiungete circa 60 g di yogurt denso per ogni 250
g di formaggio finito.
Per fare un formaggio erborinato, aggiungete a piacere una delle erbe seguenti: erba cipollina fresca, aglio schiacciato, dragoncello, prezzemolo, aneto, semi di aneto.
Lasciate riposare il formaggio per almeno mezz’ora prima di servire.

Variazioni: aggiungete al latte crudo il succo di 1 o 2 limoni oppure 30 g di yogurt invece di lasciarlo cagliare naturalmente. Il formaggio avr`a sapore e consistenza diversi a seconda di quello che aggiungerete. Fate dei tentativi per scoprire quello che preferite.
22.10.5 PANNA ACIDA Y NLATTICINO
110 g di yogurt,
1 cucchiaio di succo di limone,
225 g di formaggio fresco tipo ricotta.

Unite tutti gli ingredienti e frullate con il frullatore. Aggiungete uno dei seguenti ingredienti: aglio spremuto, rafano grattugiato, erba cipollina o cipollotti tritati, menta fresca, aneto secco tritato. Usate per insaporire le patate al forno o come salsa per le verdure crude.
22.11 Pane
Il pane pu`o essere consumato come spuntino, dopo colazione, oppure durante i pasti se il malato ha buon appetito.
Il pane non deve essere mangiato al posto delle patate o delle verdure.
22.11.1 PASTA ACIDA
La pasta acida `e pasta di pane fermentata e utilizzata come lievito. Non fatevi influenzare dal nome: il pane ottenuto da pasta acida non ha un sapore forte ma leggermente pungente.
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La pasta acida `e una sostanza bianca sulla cui superficie si forma un liquido grigio o incolore leggermente alcoolico. Questo liquido consente alla pasta acida di completare il processo di fermentazione.
La pasta acida deve essere nutrita e conservata in frigorifero perche´`
e una sostanza vivente e piena di microrganismi. Colonie di questi microrganismi possono vivere per decenni se nutrite e conservate con cura. Potete usare un po’ di pasta ottenuta da qualcuno che l’aveva gi`a oppure acquistare un attivatore disidratato o prepararla dall’inizio.
Ci sono diversi tipi di attivatori per pasta acida: white, yogurt, grano integrale, segale acida, e cos`ı via. Si consiglia ai pazienti che seguono la Terapia Gerson di utilizzare pasta acida fatta con la segale.
22.11.2 COME AVVIARE LA PASTA ACIDA
1 cucchiaino di lievito secco attivo, 750 ml di acqua tiepida (40-45°C), circa 800 g di farina di segale.
Versate l’acqua in una ciotola grande e scioglietevi il lievito. Lasciate riposare per circa 5 minuti. Aggiungete poco a poco la farina mescolando continuamente l’impasto con un cucchiaio di legno. Coprite con un pezzo di stamigna e lasciate riposare in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria. Dopo circa 24 ore il composto avr`a cominciato a fermentare. Coprite con la pellicola trasparente e lasciate riposare per altri 2 o 3 giorni. Mescolate il composto due o tre volte al giorno. Al termine di questo periodo il composto deve risultare schiumoso. Mettetelo in un recipiente di plastica o in un vaso di vetro o coccio con una capienza almeno di 1 litro. Mescolate e coprite ma senza sigillare.
22.11.3 COME NUTRIRE LA PASTA ACIDA
225 g di pasta acida, 500 g di farina, 500 ml di acqua calda.
Mettete la pasta acida in una ciotola e aggiungete la farina e l’acqua calda. (Questo procedimento viene chiamato alimentazione). Amalgamate bene gli ingredienti. Lasciate riposare fuori dal frigorifero per 8 ore oppure per tutta la notte. Reintegrate la pasta acida in frigorifero con 225 g del nuovo composto. Cercate di nutrire la pasta acida almeno una volta ogni 7 o 10 giorni. Questa operazione `e necessaria per mantenere i lieviti vivi e ravvivarne il sapore. (La pasta acida pu`o essere anche surgelata).
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22.11.4 REGOLE GENERALI SULLA PASTA ACIDA
Usate ciotole di vetro, coccio o plastica.
Non usate contenitori di metallo. Il lievito naturale tende a produrre acidi in grado di
corrodere il metallo e quindi uccidere i lieviti.
Usate cucchiai di legno.
Pulite il contenitore una volta alla settimana in modo da impedire il proliferare di batteri
nocivi che possono danneggiare la pasta acida.
Se vi cadono alcune gocce di pasta acida pulite immediatamente la superficie: la pasta
acida `

e tenace come la colla o il cemento. Conservate in frigorifero in un contenitore che non abbia chiusura ermetica.
22.11.5 PANE DI SEGALE INTEGRALE
1.500 ml di acqua tiepida,
lievito di pasta acida,
circa 700 g di farina di segale, oppure
70% di farina di segale
e 30% di farina di frumento integrale.

Mescolate il lievito di pasta acida con l’acqua e versate sulla farina. Coprite l’impasto e lasciate riposare in un luogo caldo (80°C) per circa 12-24 ore. Mettete da parte circa 225 g di pasta acida da utilizzare in seguito come lievito. Aggiungete 500 ml di acqua tiepida 900 g di chicchi di segale integrale risciacquati e 900 g di fiocchi di segale (usate abbastanza farina di segale, 900 g dovrebbero essere sufficienti, per avere un impasto compatto). Impastate con cura; suddividete l’impasto e riempite gli stampi rettangolari da plum cahe.
Bagnatevi la mano e passatela sulla superficie dell’impasto per livellarlo.
Lasciate lievitare in un luogo tiepido per 2-5 ore.
Il sapore del pane sar`a pi`u deciso a seconda del tempo di lievitazione, inoltre lievitera`
meno rispetto al pane normale.
Incidete la superficie dell’impasto con un taglio profondo da mezzo centimetro a un centimetro.
Cuocete in forno per 1 ora e mezza a 200°C.
Togliete gli stampi dal forno e avvolgeteli in un canovaccio girando la base verso l’alto.
Prima di affettare il pane aspettate almeno 12 ore.
Il pane pu`o essere congelato quando `e ancora tiepido.

22.11.6 SPUNTINO
1 fetta di pane,
formaggio fresco,
pomodori,
ravanelli o germogli.

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La fetta di pane viene spalmata con formaggio fresco con alcune fette di pomodoro, ravanelli o germogli oppure una fetta di pane spalmata con miele.
22.11.7 CONDIMENTO A BASE DI PANE
1 parte di cipolla tritata,
1 parte di sedano tritato,
2 o 3 parti di pane a cubetti,
½ parte di prezzemolo tritato,
da 125 a 250 ml di acqua,
un po’ di salvia,
aglio,
timo.

Versate gli ingredienti in una casseruola senza coperchio e fate cuocere in forno a temperatura moderata per 2 ore.
22.11.8 BRICIOLE DI PANE
Fate abbrustolire nel forno gli avanzi di pane. Sminuzzateli nel tritatutto. Mettete le briciole in un contenitore con il coperchio e conservate in frigorifero.
22.11.9 PANE DI SEGALE A BASE DI PASTA ACIDA (PANE SCURO TEDESCO)
Nota: la segale acida `e fatta in modo diverso rispetto alla pasta acida.
Innanzitutto dovete preparare un attivatore a base di segale e conservarlo separatamente
dall’altro.

1,8 chilogrammi di farina di segale integrale appena macinata,
750 ml di acqua calda,
110 g di lievito di pasta acida.

Mescolate circa 1,6 chilogrammi di farina di segale con l’acqua e il lievito di pasta acida. Coprite e lasciate riposare in un luogo caldo da 12 a 18 ore. Ricavate da questo impasto circa 110 g di pasta da utilizzare come lievito per le preparazioni successive e conservatela in frigorifero in un contenitore ben chiuso. Aggiungete all’impasto la farina rimasta e mescolate accuratamente. Dividete l’impasto in due parti. Infarinatevi le mani (con farina di segale) e formate due pagnotte oblunghe leggermente pi`u piccole degli stampi. Sistemate le pagnotte negli stampi di acciaio inossidabile.
Lo stampo dovrebbe essere cosparso con farina di grano o di segale e non con olio.
Non comprimete l’impasto e lasciate un po’ di spazio fra i lati dello stampo e la pagnotta.
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Lasciate lievitare per circa ½ ora.
Cuocete in forno a 180°C per 1 ora o pi`u.
Le dosi sono sufficienti per fare due pagnotte da 1 chilogrammo ciascuna. Conservatele
in frigorifero avvoltendole in un panno pulito.

22.11.10 LIEVITO DI PASTA ACIDA
250 ml di acqua distillata tiepida, 2 cucchiaini di lievito da pane, 1 cucchiaino di zucchero grezzo, 225 g di farina di segale.
In un vaso di vetro da circa 1 litro, e con l’imboccatura ampia, mescolate l’acqua, il lievito, lo zucchero e la farina di segale. Una volta al giorno mescolate con cura usando un cucchiaio di legno (non usate mai cucchiai di metallo per mescolare il lievito iniziale).
Lasciate riposare per un periodo da 3 a 5 giorni fino a quando la miscela non comincia a emettere un odore acido. Dopo il secondo giorno non coprite ermeticamente il recipiente. Togliete 110 g di pasta acida per eseguire la ricetta precedente. Conservate in frigorifero in un recipiente chiuso e di volta in volta reintegrate questo lievito con 110 g di impasto ottenuto dopo la prima lievitazione.
Il lievito di pasta acida deve essere tolto dal frigorifero almeno un’ora prima dell’utilizzo.
22.11.11 PANE DI SEGALE E PATATE LIEVITATO CON PASTA ACIDA YN
225 g di lievito di pasta acida,
450 g di patate passate calde,
circa 350 ml di acqua calda dove sono state cotte le patate,
450g di farina di grano integrale oppure di farina di segale11 ,
60 ml di melassa (senza zolfo),
1/3 di cucchiaino di semi di carvi o di finocchio.

Riunite tutti gli ingredienti in una ciotola che non sia di metallo e mescolate con cura. Coprite la ciotola e lasciate riposare in un luogo caldo per alcune ore (o anche tutta la notte se desiderate una pagnotta dal sapore particolarmente pungente). Aggiungete: da 350 g a 700 g di farina di segale a seconda della consistenza dell’impasto. Rovesciate l’impasto sul piano di lavoro infarinato e impastate per 5 o 10 minuti. Lasciate riposare la pasta per 5 minuti poi formate delle pagnotte rotonde o di forma allungata.
11Il dottor Gerson consentiva ai suoi pazienti di usare 1/3 di farina di grano e 2/3 di farina di segale. Il pane `e comunque delizioso che contenga o meno farina di grano.
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Appoggiate su una teglia da forno antiaderente, oppure su una teglia che avrete spolverato con fiocchi di aveva per evitare che il pane si attacchi durante la cottura. Fate lievitare il pane fino a che raddoppi di volume (cio`e quando esercitando una leggera pressione con il palmo della mano la superficie dell’impasto non torna indietro). Cuocete in forno a 180°C per 50 minuti o un’ora. Per avere una crosta morbida ed elastica mettete nella parte bassa del forno un tegame pieno di acqua in modo che all’interno del forno si formi del vapore oppure durante la cottura bagnate pi`u volte la superficie del pane con acqua. Per una crosta pi`u croccante non bagnate la superficie oppure non formate vapore all’interno del forno. Avvolgete il pane in strofinacci di cotone subito dopo averlo tolto dal forno. Lasciate raffreddare prima di tagliarlo.
22.11.12 PANE DI SEGALE ALLA ZUCCA
225 g di lievito di pasta acida, 450 g di purea di zucca cotta (variet`
a zucca moscata o zucca del Siam), circa 350 ml di acqua, 450 g di farina di segale, 60 ml di miele, 60 g di fecola di patate.
Riunite tutti gli ingredienti in una ciotola di plastica o di ceramica e mescolate con cura. Aggiungete 450 g di farina di segale e quindi da 300 g a 700 g di farina di segale in pi`u per ottenere la consistenza desiderata. Rovesciate l’impasto sul piano di lavoro infarinato e impastate per 5 o 10 minuti. Lasciate riposare per 5 minuti e poi suddividete l’impasto e dategli la forma di pagnotte
o di panini. Spolverate una teglia da forno con i fiocchi di avena, appoggiatevi sopra il
pane e fate lievitare per circa 2 ore o finch´e non raddoppi di volume.
Cuocete in forno a 180°C per circa un’ora.
Lasciate raffreddare il pane prima di affettarlo.

22.11.13 PANE VELOCE ALLE CAROTE E UVA PASSA YN
350 g di farina di tritico o di segale,
350 g di farina di riso integrale o di avena,
225 g di farina di grano integrale o di avena,
1,2 chilogrammi di carote grattugiate,
550 g di polpa di arancia,
80 o 125 ml di miele,
450 g di uva passa,
½ cucchiaino di pimento,
½ cucchiaino di coriandolo,
2 arance navel grandi pelate e tritate.

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Setacciate in una ciotola gli ingredienti secchi. Unite l’uva passa. Aggiungete un po’ per volta il resto degli ingredienti continuando a mescolare. L’impasto deve risultare abbastanza compatto. Dividete l’impasto in due parti e mettetelo in due stampi antiaderenti. Cuocete in forno a 160°C per circa 50 minuti oppure sino a quando, forando la superficie con uno stuzzicadenti, questo ne esce pulito. Lasciate raffreddare quindi sformate.
22.11.14 PANE DEGLI ESSENI YN
Per una pagnotta usate:
500 g di germogli di grano, di segale o di tritico di due giorni.
Mettete in frigorifero i germogli per 1 giorno, scoperti, in modo che secchino leggermente. Non sciacquateli prima di macinarli altrimenti finirete per avere un budino al posto di una pagnotta di pane. Tritate a mano o nel robot da cucina oppure con il Norwalk usando lo stampo n.2 (quello dopo il pi`
u largo). Versate i germogli nel robot un po’ per volta altrimenti ostruiranno le lame. Date la forma di una pagnotta alta circa 5 cm. Sistemate in una teglia da forno antiaderente oppure in una teglia tradizionale che avrete spolverato con fiocchi di avena per evitare che il pane attacchi. Cuocete in forno a circa 120-140°C da 1 ora e ½ a 2 ore e ½ (quando la pagnotta avr`a assunto un bel colore dorato). Fate raffreddare (in frigorifero) completamente prima di affettare. Per tagliare il pane usate un coltello seghettato e muovetelo gentilmente avanti e indietro. L’operazione sar`a pi`u facile se bagnate il coltello con acqua fredda. Si tratta di un pane dolce naturalmente, fatto unicamente con cereali germinati. La ricetta originale del pane degli Esseni proviene dal Vangelo Esseno della Pace, testo aramaico che risale a oltre 2.000 anni fa che descriveva il procedimento di germinazione nel modo seguente: ≪Inumidisci il grano, che l’angelo dell’acqua possa penetrarlo. Quindi lascialo all’aria, che l’angelo dell’aria possa abbracciarlo. E lascialo sotto il sole dal mattino fino alla sera che l’angelo della luce possa discendere su di lui≫. L’unico punto in cui la versione moderna differisce da quella originale `e nell’uso del forno al posto del sole.
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22.11.15 Variarioni
PANE ALLA FRUTTA SECCA
75 o 150 g di uva passa o altra frutta secca tritata,
½ cucchiaino di coriandolo,
macis o pimento.

Aggiungete questi ingredienti all’impasto del pane.
PANE CON CIPOLLA O AGLIO E ERBE AROMATICHE
2 o 3 cipolle finemente tritate oppure 2 o 3 spicchi di aglio spremuti,
½ cucchiaino di aneto,
timo,
carvi o finocchio.

Aggiungete questi ingredienti all’impasto del pane.
CRACKER O SCHIACCIATE
Formate delle piccole frittelle di mezzo centimetro oppure stendete l’impasto e ricavate dei quadrati.
Disponete su una teglia antiaderente o su una teglia spolverata con fiocchi di avena e cuocete in forno a 120-140°C da 45 minuti a 1 ora.
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Tabella 22.1: La Terapia Gerson ora per ora
Clistere Pasto Olio di lino Acidoll Succo Soluzione Liquido Tiroide Niacina Pancreatina Caps. Fegato Composto Lugol, K
essicato

6:00 Caff´e
8:00 Prima Colazione
2 caps. Spremuta d’arancia 4 cucchiaini
3 gocce 1 gr 50 mg
3 pastiglie
9:00
Verde 4 cucchiaini
9:30
Car/mela 4 cucchiaini
3 gocce
10:00 Caff´e
Car/mela 4 cucchiaini
3 gocce 1 gr 50 mg
11:00
Carota
2
12:00
Verde 4 cucchiaini
13:00
Pranzo 1 cucchiaio
2 caps. Car/mela 4 cucchiaini
3 gocce 1 gr 50 mg
3 pastiglie
14:00 Caff´e
Verde 4 cucchiaini
15:00
Carota
2
16:00
Carota NO
2
17:00
Car/mela 4 cucchiaini
3 gocce 1 gr 50 mg
3 pastiglie
18:00 Caff´e
Verde 4 cucchiaini
19:00
Cena 1 cucchiaio
2 caps. Car/mela 4 cucchiaini
3 gocce 1 gr 50 mg
3 pastiglie
22:00
Caff´e
Si consiglia di preparare un orario in bianco in parecchie copie da compilare ogni volta che verranno ridotti il dosaggio dei medicinali e la frequenza dei clisteri.
Clisteri di olio di ricino: a giorni alterni o secondo la prescrizione del medico gersoniano.
Appendice A

Costi della Terapia Gerson e informazioni generali
Vi chiederete: quanto costa seguire la Terapia Gerson? Quanto durer`a il trattamento?
Al momento della pubblicazione del presente libro il costo settimanale della terapia presso una struttura ospedaliera autorizzata si aggirava sui 4.900 dollari. Questo prezzo comprende la stanza e tutti i pasti non solo per il paziente ma anche per un accompagnatore che ha il compito di assistere il malato e imparare i vari aspetti della terapia in modo da continuare a svolgere l’assistenza anche quando il paziente sar`a tornato a casa e dovr`a seguire da solo il trattamento nutrizionale e disintossicante. La presenza di un accompagnatore `
e quindi di fondamentale importanza. L’accompagnatore condivide la stanza del malato (ogni stanza `
e dotata di due letti) e i suoi pasti sono inclusi nel costo complessivo. Sempre nel costo sono compresi gli onorari dei medici e delle infermiere, le medicine, i clisteri di caff`e, gli infusi, gli esami settimanali del sangue e delle urine, i trattamenti ipertermici, il laetrile, tutti i pasti, i tredici bicchieri di succo giornalieri preparati con alimenti freschi e provenienti da coltivazioni biologiche. Inclusi sono anche i massaggi, le lezioni, i libri e le video cassette relativi al metoao Gerson e una seduta di orientamento sull’alimentazione alla settimana. Tutto ci`o che non `e incluso sar`a pagato a parte, per esempio gli interventi chirurgici, l’uso permanente di ossigeno, le trasfusioni di sangue, e qualsiasi procedimento diagnostico o trattamento effettuati in strutture diverse da quella di ricovero.
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E possibile che una volta rientrato a casa il malato debba sostenere costi aggiuntivi, per esempio la consegna a domicilio delle medicine sufficienti per tre mesi di terapia costa all’incirca 1.000 dollari. Come saprete la Terapia Gerson prevede che il malato beva ogni giorno tredici bicchieri di succo senza contare la frutta e la verdura necessaria per preparare zuppe e pietanze. Anche questi alimenti fanno parte del trattamento e hanno la stessa importanza delle medicine. Essendo prodotti biologici hanno un costo superiore rispetto agli alimenti reperibili presso la grande distribuzione, e non si deve dimenticare che anche il luogo di residenza del malato incide sul costo. Negli Stati Uniti i prezzi sulla costa occidentale sono inferiori rispetto a quelli degli Stati nord-orientali o centro-occidentali e di altre localit`a dove i prodotti agricoli biologici devono essere spediti velocemente per mantenerne la freschezza.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
In linea di massima i pazienti gravemente malati rimangono presso una struttura ospedaliera Gerson per circa tre settimane prima di fare ritorno a casa. Se la patologia del paziente non `
e a uno stadio avanzato, due settimane di ricovero sono in genere sufficienti; tuttavia per recuperare il benessere fisico, il paziente deve continuare a seguire scrupolosamente la terapia prescritta per almeno due anni. Il periodo di trattamento sar`a maggiore se il malato e stato sottoposto a chemioterapia, se presenta mestatasi os
`see diffuse (che guariscono pi`u lentamente) oppure se `e affetto da malattie che impiegano molto tempo a rispondere alla terapia come la sclerosi multipla. Ne consegue che il tempo di guarigione varia secondo il grado della malattia, l’et`a del malato, l’impegno profuso nel seguire alla lettera le indicazioni della terapia e altre variabili.
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E probabile che nei malati non oncologici il processo di guarigione sia pi`u veloce, ma d’altra parte i pazienti con danni renali potrebbero aver bisogno di adottare per tutta la vita un comportamento molto vicino a quello prescritto dalla terapia di base.
Molte assicurazioni private coprono i costi della Terapia Gerson ma altre associazioni sanitarie come Kaiser Permanente oppure Madicare o Champus o piani assicurativi di organizzazioni sanitarie pubbliche offrono assicurazioni che escludono la possibilit`a di rimborso dei costi per la Terapia Gerson.
Se desiderate ottenere informazioni sulle possibilit`a di ospedalizzazione presso una struttura accreditata dal Gerson Institute oppure sui corsi e seminari indicati di seguito vogliate contattare il Gerson Institute, associazione senza scopo di lucro (conosciuta come Cancer Curing Society) all’indirizzo:
THE GERSON INSTITUTE
Post Office Box 1572 Second Avenue, San Diego, California, 92101 USA
Tel. 001 619 685 5353 – Fax 001 619 685 5363
Email: mail@gerson.org; sito web: www.gerson.org

Il Gerson Institute organizza corsi e offre servizi supplementari, come:
❄ Come rivolgersi a un medico abilitato alla pratica della Terapia Gerson.
❄ Corsi di aggiornamento per medici.
❄ Seminari di aggiornamento per personale infermieristico.
❄ Gruppi di sostegno per la Terapia Gerson.
❄ Elenco di malati guariti a cui fare riferimento.
❄ Organizzazione di sostegno dei malati guariti con la Terapia Gerson.
❄ Liste di discussione del sito web.
❄ Presentazione del programma presso gruppi o associazioni.
❄ Programmi informativi ed educativi presso scuole e aziende.

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❄ Possibilit`a di diventare soci.
❄ Calendario degli eventi.
❄ Seminari nazionali e internazionali.
❄ Donazioni in base al sistema Tree of Life1 – a chi effettua una donazione viene assegnato un albero o una targa a riconoscimento del gesto.
❄ Sottoscrizione al bollettino bimensile Gerson Healing Newsletter.
❄ Opuscoli informativi gratuiti su vari aspetti del programma terapeutico Gerson.
❄ Possibilit`a di acquistare videocassette, audio cassette e libri pubblicati dal Gerson Institute, oltre al presente.
❄ Elenco dei rivenditori dove `

e possibile acquistare i prodotti inclusi nella Terapia Gerson.
❄ Guida sulle risorse della mente, del corpo e dello spirito.
❄ Pacchetto informativo sulla terapia di follow-up.

Il Gerson Institute non possiede, gestisce o controlla nessuna delle strutture ospedaliere. Fra il Gerson Institute e le strutture sanitarie in oggetto `
e in vigore un accordo di licenza che garantisce che i pazienti siano scrupolosamente curati in base alle linee guida stabilite dalla Terapia Gerson. Accertatevi che la clinica o l’ospedale da voi scelto per seguire la terapia sia approvato dal Gerson Institute. Si invitano i lettori a chiamare il Gerson Institute per discutere dei vari aspetti della Terapia Gerson e di come questa cura possa essere in grado di aiutare sia voi che i vostri familiari.
1Albero della vita, N.d.T.
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Appendice B

Preparazione degli alimenti previsti dalla Terapia Gerson
La Terapia Gerson `e formata da un programma nutrizionale e da uno di detossificazione completamente integrati che hanno l’obiettivo di ripristinare l’omeostasi dell’organismo e
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riattivare le difese immunitarie. E proprio per questo motivo che la terapia si compone di numerosi elementi e tocca diversi aspetti della vita del malato, compresa la preparazione degli alimenti.
Ricordate sempre che il problema alla base di tutte le malattie croniche ha una duplice natura: intossicazione e carenze dell’organismo. Affrontare entrambi gli aspetti `e determinante se si vuole attivare la regressione e la guarigione della malattia. L’agricoltura moderna e i processi di trasformazione degli alimenti trasmettono tossine al cibo in molti modi: pesticidi e fungicidi, conservanti, coloranti e agenti emulsionanti. Ogni giorno il nostro organismo `e sottoposto all’azione nociva dell’alcool, della nicotina, dei medicinali, degli stupefacenti. Inoltre ci sono gli agenti inquinanti dell’ambiente in cui viviamo, dell’aria, dell’acqua, del suolo e degli ambienti di lavoro. Ci sono gli agenti chimici delle pitture, i residui della lavorazione dei tessuti, delle colle, delle lacche e delle vernici, del benzene e cos`ı via. Per guarire e disintossicare l’organismo bisogna eliminare tutti questi prodotti tossici.
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E ovvio che la dieta prevista dalla Terapia Gerson sia a base di alimenti biologici coltivati in terreni fertilizzati con concimi naturali, privi di pesticidi, erbicidi e altre sostanze chimiche e ricchi invece di nutrienti fondamentali per l’organismo.
Tutte le pietanze devono essere preparate con prodotti freschi, evitando l’uso di sale
o di grassi. Si sconsiglia l’uso di utensili di alluminio o con rivestimenti di Teflon e si dovranno preferire stoviglie e recipienti di acciaio inossidabile, smalto, ferro e vetro. Il procedimento di cottura dei forni a microonde modifica la struttura dei cibi che diventano difficili da assimilare oltre al fatto che questi forni emettono radiazioni nell’ambiente circostante e “cuociono il cuoco”. Evitate di cucinare con forni a microonde e non usateli mai per scaldare l’acqua. Per quanto riguarda i tegami di coccio, alcuni sono sicuri mentre altri sono invetriati con prodotti contenenti tossine.
Il dottor Gerson scopr`ı che gli spremifrutta che funzionano sfruttando la forza cen
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
trifuga non estraggono tutti i sali minerali presenti negli ortaggi e tendono a uccidere gli enzimi. Egli insisteva sul fatto che per ottenere succhi con la maggiore percentuale di minerali si deve adottare un sistema di estrazione suddiviso in due fasi: prima l’ortaggio o la frutta deve essere macinato in un trituratore elettrico, quindi si raccoglie la polpa ottenuta in una ciotola, si mescola, e si mette in un pezzo di tessuto resistente dove deve essere pressata meccanicamente. Il succo che ne esce `e ricco e omogeneo (difficilmente si separa) e il procedimento consente di estrarre la maggior parte del succo e dei minerali, fino al 50% in pi`u rispetto a una centrifuga tradizionale!
B.1 Preparazione degli alimenti
B.1.1 ALIMENTI NECESSARI
Frutta Succhi di frutta, ortaggi e verdure a foglie verdi Verdure e insalate miste Zuppa speciale Patate Farina di avena, pane di segale senza sale
Poich´e questi alimenti sono facilmente e velocemente assimilabili non solo l’organismo richiede porzioni di cibo maggiori ma ha anche bisogno di nutrirsi pi`u spesso. Il malato deve mangiare il pi`u possibile sia durante il giorno che durante la notte. Man mano che l’organismo ripristina le proprie difese il malato tende ad avere continuamente fame ed `e importante che abbia sempre del cibo, come frutta, macedonie o composta di mele, a portata di mano anche durante la notte. Visto che ai pazienti non `e consentito bere acqua, sul comodino ci sar`a sempre dell’infuso di menta. Se durante la notte il paziente si sveglia per la sete sul comodino dovr`a esserci dell’infuso tiepido e un po’ di frutta.
B.1.2 ALIMENTI VIETATI
Si devono assolutamente evitare tutti gli alimenti industrialmente trasformati – in bottiglia
o in barattolo, surgelati, conservati, raffinati, salati, affumicati e trattati con zolfo. Questi alimenti nuocciono alla salute.
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Alcoolici Pesce Avocado Uova Frutti di bosco Gelati Bicarbonato di sodio nei dentifrici e collutori Caff`e (compreso quello Funghi decaffeinato) Burro Oli Formaggio Ananas Caramelle Spezie (pepe, paprica) Dolci Soia e prodotti derivati dalla soia Zucchero (bianco) Carne Bevande commerciali Latte Panna T`e (nero) Cetrioli Acqua minerale Sale inglese Grassi Farina (di grano) Noci
B.1.3 ALTRI PRODOTTI CATEGORICAMENTE VIETATI
Fluoro nell’acqua, nei dentifrici, nei collutori
Tinture per capelli, acidi per permanenti
Cosmetici: deodoranti, rossetti, lozioni
B.2 Preparazione dei succhi
Succhi di agrumi Usate unicamente uno spremiagrumi tradizionale e non uno in cui si deve inserire met`a limone o arancia completa della buccia perch´e quest’ultima e`ricca di oli aromatici nocivi per l’organismo.
Succo di mele e carote Usate mele e carote nelle stesse proporzioni. Lavate le mele ma non sbucciatele. Tagliatele a met`a per eliminare il torsolo. Lavate le carote e spazzolatele. Le carote non devono essere n´e raschiate.
e sbucciate n´Tritate le mele e le carote e raccogliete la polpa in una ciotola.
Mescolate a fondo, sistemate la polpa nel telo e pressate. Quando il malato ritorna al lavoro, potr`a portare con s´e un thermos di succo di carote e mele da consumare entro due o tre ore al massimo.
Succo di verdure a foglie verdi Cercate di procurarvi la maggior parte delle verdure elencate di seguito. A seconda della stagione `e probabile che riusciate a trovare solo due
o tre di queste verdure. Non sostituitele con altre che non compaiono in questo elenco.
Scarola
Indivia
Insalata romana

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Peperoni verdi
Lattuga
Lattuga gentile rossa
Cime di barbabietole (le foglie interne pi`u tenere)
Crescione
Bietole
Cavolo rosso (2 o 3 foglie)
Per ogni bicchiere di succo aggiungete 1 mela verde media. Tritate, pressate e bevete il succo immediatamente. Lavate sempre i teli per pressare i succhi. Se la trama del tessuto dovesse ostruirsi e quindi ostacolare il procedimento di pressatura, sostituite i vecchi teli con altri nuovi.
B.3 Preparazione delle verdure
La dieta consente il consumo di tutte le verdure eccetto funghi, radicchiella (senape verde), e cime di carote. La cottura deve essere fatta usando solo l’acqua o il brodo di verdura necessario (2 o 3 cucchiai) e a fuoco moderato fin quando le verdure non risultano ben cotte.
Per evitare di bruciare gli alimenti, sistemate una piastra rompifiamma fra la fonte di calore e il tegame, oppure ricoprite il fondo del tegame con fette di pomodoro, cipolla o anche sedano che, oltre a rilasciare acqua di vegetazione in abbondanza, rendono i cibi pi`u saporiti. Alcune verdure (per esempio tutte quelle che appartengono alla famiglia delle cucurbitacee) sono particolarmente ricche di acqua e quindi non richiedono l’uso di altro liquido, tuttavia l’acqua prodotta dagli spinaci durante la cottura ha un sapore amaro che la rende inadatta ad altri usi perci`o `e meglio eliminarla. Infine, per cuocere alcuni ortaggi, come barbabietole e mais, avrete bisogno di aggiungere acqua. Le barbabietole devono essere cotte con la buccia e sbucciate solo quando sono pronte.
B.3.1 Spezie
Poich´e le spezie, cos`ı come tutti gli altri prodotti aromatici (ananas e frutti di bosco, per esempio) possono interferire con le reazioni terapeutiche, il dottor Gerson aveva concesso l’uso unicamente di alcune erbe dal sapore meno intenso e sottolineando di usarle con moderazione. Insaporite i vostri piatti esclusivamente con le erbe indicate di seguito:
pimento, anice, alloro, coriandolo, aneto, finocchio, macis, maggiorana, rosmarino, salvia, zafferano, dragoncello, timo, acetosella e santoreggia.
Diversamente, si pu`
o fare largo uso di erba cipollina, cipolle, aglio e prezzemolo.
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B.4 Insalate
Poich´e il malato deve assolutamente mangiare grandi quantit`
a di verdure crude, il modo pi`u appetibile per servirle `e quello di preparare ricche insalate. Gli ortaggi vanno finemente grattugiati, tagliati a cubetti o tritati, mescolati con altri o usati da soli. Gli ortaggi pi`u comuni per le insalate sono:
Mele e carote Tutti i tipi di insalata verde Radicchio Crescione Cavolfiore Ravanelli Cipollotti Indivie Peperoni verdi Sedano rapa Erba cipollina Pomodori
Condimenti per insalate: diluite secondo i gusti dell’aceto biologico di vino rosso o di mele con acqua. Aggiungete un po’ di zucchero di canna biologico (Sucanat), alcune erbe aromatiche, cipolla o aglio.
B.5 Zuppa speciale
Questa zuppa speciale di Ippocrate riveste un ruolo cruciale all’interno della dieta e il dottor Gerson ordinava ai suoi malati di mangiarne sia a pranzo che a cena. Visto che la maggior parte della Terapia Gerson ha come obiettivo la pulizia del fegato, gli ingredienti di questa zuppa sono noti (e Ippocrate ne conosceva l’efficacia) per le loro propriet`a disintossicanti dei reni. Una volta che i malati si sono abituati al sapore insipido dei cibi (in genere occorrono una o due settimane dall’inizio della terapia) questa zuppa speciale sar`a un modo saporito e gustoso per iniziare ogni pasto.
Le verdure per la zuppa devono essere lavate con cura, ma non sbucciate, tagliate a cubetti, coperte con acqua e cotte da 1 ½ a 2 ore. Passate le verdure al passaverdura in modo da separare la polpa dalle fibre e dalle bucce. (Otterrete una zuppa densa e cremosa e non un brodo leggero!)
Lasciate raffreddare la zuppa prima di riporla in frigorifero. Preparatene a sufficienza solo per due giorni. Nella preparazione della zuppa dovrebbero entrare i seguenti ingredienti:
– 1 sedano rapa medio (se non `e in stagione sostituite con un po’ di prezzemolo e 3 o 4 costole di sedano),
– 2 cipolle medie,
– 700 g circa di pomodori,

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– 450 g di patate,
– 1 pastinaca media (difficilmente reperibile sul mercato, quindi se non la trovate potete eliminarla ma durante la stagione estiva potete usarne di pi`u),
– 2 porri piccoli (se non reperibili sostituite con 2 cipolle medie), svariati spicchi di aglio.

Fin quando il malato non si `e abituato a una dieta senza sale, si consiglia di servire i piatti con alcuni spicchi di aglio a parte da poter spremere per dare sapore a zuppe, verdure, insalate.
B.6 Patate
Si consiglia di consumare questo prezioso tubero cotto al forno. Le patate devono essere consumate sia a pranzo che a cena e solo raramente potranno essere sostituite da riso integrale o selvatico di produzione biologica. Si dovr`e
a evitare di consumare pasta perch´prodotta con farine raffinate e senza valore nutrizionale.
Oltre a essere cotte al forno, le patate possono essere bollite con la buccia e sbucciate solo a cottura ultimata per preparare i vari piatti, per esempio per essere passate con l’aggiunta di un po’ di zuppa, tagliate a cubetti per preparare insalate insaporite con un condimento a scelta. Inoltre esse si possono stufare con altre verdure come cipolle, pomodori e sedano. Dopo 6 o 8 settimane al malato `e in genere consentito introdurre un po’ di yogurt magro, eccetto casi particolari, che pu`o essere mescolato con cipolle, erba cipollina o aglio e usato per condire le patate cotte al forno. Le patate dolci sono consentite una volta a settimana.
B.7 Farina di avena
La colazione dovrebbe essere a base di avena, nella fattispecie di fiocchi di avena, circa 110 g (o anche di pi`Riunite in un tegame pic
u) di fiocchi per 250 ml di acqua. colo e cuocete a fuoco dolce. Non `e consentito il consumo di altri cereali perch´e l’avena `
e ricca di vitamine del complesso B e di proteine e crea una specie di strato assorbente (diversamente dagli altri cereali pi`u ruvidi e granulosi) nell’apparato intestinale
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preparandolo a ricevere i succhi. E possibile variare il sapore della farinata di avena aggiungendo vari tipi di frutta, come mele crude grattugiate o papaia, miele, o sciroppo di acero puro, melassa senza zolfo, prugne o altra frutta secca cotta, albicocche crude o cotte, mele con uva passa, pesche, banane e cos`ı via.
B.8 Pane
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E consentito l’uso di pane di segale senza sale e senza grassi che dovr`
a essere consumato solo al termine del pasto (la segale `u nutriente e pi`
e pi`u digeribile del grano
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
che ha meno sostanze nutritive e spesso provoca reazioni allergiche). Ricordate che il pane non deve costituire l’alimento principale del pasto. Il pane secco pu`o essere grattugiato e utilizzato per la preparazione di innumerevoli piatti. Occasionalmente `e permesso consumare fecola di patate, tapioca e amido di mais.
B.9 Zucchero e dolcificanti
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E consentito consumare due cucchiaini al giorno di zucchero integrale biologico, sciroppo d’acero, miele liquido biologico o melassa senza zolfo (a meno che il paziente non sia affetto da ipoglicemia o diabete).
B.10 Infusi e tisane
L’infuso di menta ha propriet`a lenitive e attenua la sensazione di nausea, la formazione di gas intestinali, i dolori di stomaco (che possono comparire durante le crisi terapiche e le `
riacutizzazioni) inoltre facilita la digestione. E consentito il consumo di altri infusi e tisane (tiglio, tahebo, liquirizia, t`
e Essiac e altre erbe) che spesso sono utili per superare disturbi vari. Tisane di camomilla e valeriana sono calmanti e favoriscono il riposo. Poich´e al paziente non `e consentito bere acqua, si consiglia di lasciare sul comodino accanto al letto un thermos pieno di infuso di menta o di altre erbe medicinali nel caso in cui il malato svegliandosi abbia sete.
B.11 Esempio di pasti giornalieri
Colazione –
1 bicchiere (250 ml) di succo di arancia.
Una porzione abbondante di farinata di avena con frutta a scelta.
Una fetta di pane di segale biologico, privo di sale e di grassi, tostato, e se gradito,
spalmato con un po’ di miele.
Pranzo –
Una porzione di insalata.
250 ml di zuppa speciale tiepida.
1 bicchiere da 250 ml di succo di mela e carote.
Patate cotte al forno (o bollite con la buccia, in insalata, stufate ecc.) e condite con
salsa allo yogurt quando permesso.
Verdure cotte variamente preparate.
Dolce: frutta cruda o cotta.
Cena – Come il pranzo.
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
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E possibile variare i pasti modificando la combinazione delle verdure usate, della
preparazione delle patate e delle insalate.
Una volta a settimana `e concesso l’uso di riso integrale biologico.
Una volta a settimana si possono sostituire le patate con patate dolci provenienti da
coltivazioni biologiche.

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Appendice C

Cura canalare e otturazioni in amalgama nello sviluppo di tumori e di altre malattie degenerative
Il libro The Root Canal Coverup1, ISBN, scritto dal medico dentista George E. Meinig,
F.A.C.D. e pubblicato nel 1993 `e disponibile richiedendolo al Gerson Institute.
Il dottor Meinig stesso afferma di aver eseguito numerose otturazioni del canale radicolare negli anni in cui esercit`o la professione e fond`o la Association of Root Canal Specialists2 di cui fu a lungo il presidente. Ci`o che il dentista impar`o avvicinandosi al lavoro del dottor Weston Price, ricercatore e professore di odontologia, cambi`o il suo modo di concepire la professione dentistica nonch´e la sua vita. Il dottor Meinig scopr`ı che i pazienti cui sono state inserite otturazioni al canale radicolare sono affetti da numerose malattie croniche.
Per curare la radice di un dente o un ascesso che si forma alla base della radice il dentista deve trapanare la parte molle o infetta passando dal canale che ospita la polpa dentaria.
A questo punto il dentista pu`o curare l’ascesso. Ma una volta che il nervo `
e morto e asportato, anche il dente muore. Il libro del dottor Meinig d`a informazioni dettagliate ed approfondite a proposito della ricerca sui canali radicolari compiuta dal medico dentista Weston A. Price, F.A.C.D.
Quando il dottor Meinig si rese conto dei pericoli inerenti questo tipo di trattamento, rinunci`o alla sua carica all’interno dell’Association of Root Canal Specialists. Ora dedica tempo ed energie a divulgare presso l’opinione pubblica e gli altri medici dentisti i risultati delle ricerche condotte dal dottor Price.
Il dottor Price ebbe il primo indizio del fatto che la cura canalare poteva causare seri problemi di salute quando una delle sue pazienti, costretta a letto e virtualmente paralizzata a causa di una artrite reumatoide, ebbe bisogno di cure dentistiche. Per
1Otturazione del canale radicolare N.A.T.
2Associazione dei medici specializzati nella cura canalare N.d.T.

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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
motivi di necessit`
a, alla paziente fu asportato un dente con canale radicolare otturato anche se la radiografia indicava che il dente era sano e normale. Nel giro di poche settimane la paziente si rimise in piedi e dopo alcuni mesi fu in grado di camminare. La donna guar`ı completamente e l’artrite reumatoide scomparve. Incuriosito dalla risposta positiva della paziente, il dottor Price recuper`o il dente estratto, lo sterilizz`o accuratamente e lo impiant`o sotto il derma di un coniglio per un esperimento in vivo. Nel giro di cinque giorni il coniglio fu colpito dalla stessa malattia, cio`e artrite reumatoide grave, che gli caus`o la morte dopo circa dieci giorni. Il dottor Price impiant`o lo stesso dente sotto il derma di altri trentatr´e conigli e in ogni caso il dente indusse l’insorgenza di artrite nell’animale provocandone la morte.
Continuando le ricerche il dottor Price esegu`ı altri esperimenti cercando di neutralizzare il materiale apparentemente infetto presente nel dente estratto. Lo sterilizz`o in autoclave (sterilizzazione a 121°C con la pressione del vapore) ma senza ottenere risultati apprezzabili perch´e anche in questo caso, i conigli che ricevettero il dente “sterilizzato” in autoclave manifestarono la malattia e morirono solitamente nel giro di dieci giorni. Per controllare i suoi risultati, il dottor Price impiant`o un dente sano sotto il derma di un coniglio e l’animale visse per quindici anni, il suo normale periodo di vita, senza dare segni della malattia.
Dopo la pubblicazione dei risultati della ricerca molti pazienti che soffrivano di varie malattie come disturbi renali, tumori, cardiopatie e artriti, decisero di togliere i denti il cui canale radicolare era stato devitalizzato e sigillato. Praticamente in ogni singolo caso si registrano miglioramenti delle condizioni di salute dei malati o perfino la completa guarigione. Ogni volta il dottor Price procedette con l’impianto del dente incriminato in un coniglio e ogni volta il coniglio mor`ı a causa della stessa malattia di cui aveva sofferto il malato al quale era stato tolto quel dente.
Quando il tessuto pulpare `e rimosso, il dente non `e pi`u vitale e non riceve pi`u nutri`
mento. E morto. Tuttavia la normale struttura di un dente si compone di piccoli canali (simili ai capillari dei tessuti corporei) che trasportano nutrimento al dente vivo. Una volta che il dente `
e morto, il nutrimento cessa di circolare all’interno di questi canali i quali vengono infestati da batteri o virus. E non e solo questo. Il materiale utilizzato per
`otturare il canale radicolare tende a ritirarsi leggermente consentendo ai microrganismi di invadere anche quegli spazi.
Le radiografie non sono in grado di evidenziare questo tipo di infezione, quindi un dente morto diventa una potenziale fonte di batteri e tossine infettive che si diffondono in tutto l’organismo. Chi possiede un sistema immunitario perfettamente funzionante e difese potenti pu`
o convivere con questa potenziale fonte di pericolo senza mostrare segni o sintomi di malattia. Chi invece, ed `e circa il 25% delle persone sottoposte a cura canalare, `
e pi`u debole viene attaccato da malattie croniche gravi oppure da problemi di salute di varia natura.
Se analizzate accuratamente le radiografie di questi denti esse indicano, infine, la formazione di una cavit`a nell’osso mandibolare circostante il dente che ha ricevuto la cura canalare. Con il passare degli anni chi fino a quel momento non aveva dato segni di disturbi comincia ad indebolirsi oppure le sue difese immunitarie vengono messe alla prova da incidenti di vario tipo, raffreddori, influenze, forti tensioni con la conseguente ridu
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L’incredibile programma nutrizionale contro i Tumori e le altre malattie degenerative
zione delle sue capacit`a di superare questa infezione focale e l’aumento delle possibilit`a di contrarre malattie degenerative croniche appunto come i tumori. Indubbiamente, le neoplasie possono derivare anche da canali radicolari mal curati.
C.1 Tumori causati dal mercurio presente nell’amalgama per cure dentarie
Molti malati che seguono la Terapia Gerson sono al corrente dei pericoli associati con le otturazioni in amalgama “argentea”. Il colore dell’amalgama `
e simile a quello dell’argento perch´e il mercurio, metallo tossico utilizzato come componente dell’amalgama, le conferisce appunto un colore argentato. In effetti gli amalgami dentari sono composti per il 51% da mercurio mescolato con minori percentuali di argento e altri metalli tossici (stagno, rame, zinco e talvolta anche nickel). Il vero problema, ovviamente, e`rappresentato dal mercurio, un metallo pesante altamente tossico i cui effetti collaterali interessano soprattutto il sistema nervoso. Una volta inserito nel dente il mercurio si infiltra nell’organismo e trasportato dalla circolazione sanguigna si diffonde in tutto l’organismo.
Alcune persone sono pi`u sensibili di altre alla presenza del mercurio nell’organismo ed `o provocare l’insorgenza di sclerosi multipla e
e stato provato che il mercurio pu`molte altre patologie degenerative. In particolar modo l’amalgama per cure dentarie `e in grado di causare la formazione di tumori come `e stato documentato dal libro scritto dal dottor Morton Walker D.P.M. e pubblicato nel marzo 2000 dalla Hampton Roads Publishing Company Inc. Elements of Danger: Protect Yourself against the Hazards of Modern Dentistry3. Si `
e osservato che quando si rimuovono le otturazioni in amalgama (come argomentato dettagliatamente dal dottor Walker che nel suo libro cita mille casi di riferimento) nei malati affetti da patologie croniche, queste patologie tendono a regredire fino alla guarigione completa. Si deve anche riconoscere che numerose persone con otturazioni in amalgama non manifestano problemi di salute evidenti per molti anni, ma `e probabile che soffrano di malattie subcliniche non riconosciute.
Non deve sorprendere se noi che rappresentiamo la Terapia Gerson esortiamo quei malati debilitati a farsi togliere i denti devitalizzati ed eliminare le otturazioni in amalgama.
Importante: si consiglia ai pazienti gravemente malati di non procedere immediatamente alla rimozione delle otturazioni in amalgama perch´e, a prescindere dal metodo adottato per togliere l’otturazione, i vapori di mercurio tendono a entrare in circolo causando inevitabilmente un avvelenamento da mercurio temporaneo. Quindi questa operazione deve essere rimandata fino a quando il paziente non ha recuperato le forze, cio`
e dopo sei
o nove mesi di Terapia Gerson.
Sia come prevenzione che come auto-trattamento, si consiglia vivamente di eliminare questi materiali cancerogeni nonch´e fonte di numerose malattie rivolgendovi a un dentista olistico
3Elementi di pericolo: proteggetevi dai rischi della odontoiatria moderna, N.d.T.
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(biologico) e biocompatibile (cio`e che non usa prodotti con mercurio) appartenente a una delle quattro associazioni di categoria che forniscono nome, indirizzo e numero di telefono dei propri associati. Per ulteriori riferimenti sui dentisti nella vostra zona vi rimandiamo all’Appendice C del libro del dottor Morton Walker Elements of Danger.
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Appendice D Gli Autori

Charlotte Gerson, la figlia minore del dottor Max Gerson, alla quale lui si rivolgeva con il diminutivo di “Lotte”, fu per il padre una preziosa e assidua assistente. Nella prima edizione del libro A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases, il dottor Gerson la ringrazi`o per avergli fornito il suo aiuto ≪in ogni circostanza con grande interesse e premuroso incoraggiamento≫.
Charlotte Gerson nacque in Germania dove frequent`o i primi anni di scuola. Quando la famiglia Gerson fu costretta ad abbandonare la Germania e stabilirsi in Austria per sfuggire alle persecuzioni naziste, Lotte frequent`o una scuola nella periferia di Vienna. In seguito, quando il padre decise di emigrare in Francia, che considerava essere un paese pi`u sicuro, Lotte studi`o il francese e continu`o gli studi superiori in base al sistema scolastico francese. In Francia, il dottor Gerson pratic`o la professione di medico solo per un breve periodo, avvalendosi dell’abilitazione di un altro medico.
La famiglia Gerson emigr`o in Gran Bretagna quando fu evidente che, per non irritare Hitler, anche la Francia cominciava a rendere difficile la vita ai profughi. Per un breve periodo Lotte continu`o gli studi a Londra dove intraprese lo studio dell’inglese. Consegu`ı
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infine il diploma di maturit`a a New York City, citt`a in cui la famiglia Gerson, sentendosi finalmente al sicuro, pot´e stabilirsi. Successivamente, il dottor Gerson apr`ı un ambulatorio a Park Avenue, Manhattan, e una clinica a Nanuet, una piccola cittadina fra Suffern e Nyack, nella parte settentrionale di New York.
La giovane Lotte si iscrisse allo Smith College dove impar`o lo spagnolo, lingua che le fu particolarmente utile visto che per quasi venticinque anni la Terapia Gerson fu applicata principalmente a Tijuana, Messico, a poca distanza dal confine con gli Stati Uniti non molto lontano da San Diego, California.
Ancora oggi Charlotte Gerson rende visita ai pazienti che seguono la Terapia Gerson presso il Gerson Therapy Hospital. Si informa della loro salute, controlla i loro progressi, risponde alle innumerevoli domande dei pazienti e familiari, tiene conferenze sulla complessit`a della Terapia Gerson e offre sostegno e conforto a tutti coloro che ne hanno bisogno.
Charlotte Gerson ha sempre dimostrato una natura caritatevole e comprensiva, fin da quando cominci`o a interessarsi al lavoro del padre. Ancora giovane cominci`o a nutrire un grande interesse per le pubblicazioni mediche. Trascorreva gran parte del tempo libero ad aiutare il padre a tradurre e a scrivere le sue relazioni. Lo assisteva e consigliava durante le conferenze per i professionisti del settore medico e per i pazienti. Spesso Charlotte seguiva il padre durante le visite in corsia e svolgeva il lavoro di assistente nella Clinica di Oakland Manor di Nanuet a New York.
Per poter offrire un pi`u valido aiuto, Charlotte si iscrisse e port`
o a termine un regolare corso di studi per personale paramedico e ottenne l’abilitazione a svolgere lavoro infiermeristico presso la clinica Gerson. Quando il dottor Gerson aveva bisogno di assentarsi per una conferenza, un consulto o pi`u semplicemente per un po’ di riposo, lei si occupava di fare eseguire le istruzioni relative ai pazienti che lui le impartiva al telefono.
Dopo il matrimonio, Charlotte Gerson Straus dedic`o gran parte del suo tempo all’azienda di import/export del marito ed ebbe modo di familiarizzare con le pratiche del lavoro amministrativo. Purtroppo, il matrimonio si concluse amaramente. Quando nel 1959 il dottor Gerson mor`ı, Charlotte prosegu`ı il lavoro del padre facendo pubblicare la sua ultima opera, A Cancer Therapy: Results of Fifty Cases. Per distribuire le tremila copie del libro e soddisfare le richieste dei pazienti, organizz`
o una serie di conferenze sulla Terapia Gerson, prima a livello locale e in seguito a livello nazionale. Furono proprio queste conferenze pubbliche a diffondere il nome del dottor Max Gerson e del suo procedimento terapeutico.
Ne consegu`ı che centinaia di enti e organismi operanti nel settore della sanit`a convocarono Charlotte Gerson per parlare della Terapia Gerson. Alcuni di questi furono:
✿ La Cancer Control Society1 – una volta all’anno per venticinque anni – in due diverse citt`a californiane, a Pasadena e a Los Angeles.
1Associazione per il controllo dei tumori N.A.T.
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✿ La National Health Federation2 – in diciotto citt`a degli Stati Uniti.
✿ La Alternative and Complementary Therapies Convention3 a Arlington in Virginia, organizzata dalla casa editrice della rivista medica Ary Ann Liebert, Inc. di Larchmont, New York.
✿ La International Association of Cancer Victors and Friends4 – dieci citt`a.
✿ La Consumer Health Organization of Canada5 – Toronto, Ontario, Canada.
✿ L’Australian Health Groups6 – Sydney, Melbourne, Brisbane e Gold Coast, Australia.
✿ La “Fit fuers Leben”7 – Waldthausen Verlag, Monaco di Baviera e Bonn.
✿ Il Municipal Hospital8 – Graz in Austria.
✿ Il Gerson Support Group9 – Londra, Gran Bretagna.
✿ La Wirral Health Clinic10 – Manchester, Gran Bretagna.
✿ I Gerson Practitioners Training Groups11 a San Diego, California, e a Pedona, Arizona.

Senza dimenticare che Charlotte Gerson tiene ancora numerosi seminari nel corso di convegni che il Gerson Institute organizza periodicamente in numerose delle principali citt`a statunitensi e canadesi come Montr´eal, Toronto, Ottawa, Calgary, Edmonton, Victoria e Vancouver e anche Honolulu nelle Hawaii.
Molti sono stati i programmi televisivi che hanno contribuito alla diffusione del messaggio della Terapia Gerson, per esempio per ben due volte le trasmissioni di Oprah Winfrey a Baltimora e a Chicago, prima che Oprah passasse alla rete nazionale. Interventi di Charlotte Gerson sono stati trasmessi da reti come la Christian Broadcasting, Trinity Broadcasting, PBS, da stazioni via cavo e da stazioni radiofoniche a diffusione nazionale. Spesso `e stata intervistata da Gary Null su WBAI, dal rubricista radiofonico dott. James Winer e da numerose riviste.
Nel 1977, aiutata da un socio, diresse la costruzione del primo ospedale dove si praticava la Terapia Gerson a Tijuana in Messico. Allora, come oggi, il suo obiettivo principale era quello di mettere in pratica la Terapia Gerson e insegnarne i principi a chi desiderasse sottrarsi alla devastazione delle malattie degenerative.
Per realizzare questo obiettivo, Charlotte Gerson contribuisce alla formazione di medici, infermiere, cuochi e pazienti in modo che apprendano i principi nutrizionali del
2Federazione nazionale della sanit`a N.d.T.
3Convegno sulle terapie non convenzionali e complementari N.d.T.
4Associazione internazionale degli ex-malati di tumore e sostenitori N.d.T.
5Associazione per la salute dei cittadini del Canada N.d.T.
6Associazioni australiane in difesa della salute N.d.T.
7Sani per la vita N.d.T.
8Ospedale municipale N.d.T.
9Gruppo di sostegno Gerson N.d.T.
10Ospedale Wirral N.d.T.
11Associazioni per la formazione di medici specializzati nella Terapia Gerson N.d.T.
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trattamento. Charlotte Gerson e il Gerson Institute hanno formato oltre un centinaio di medici olistici negli Stati Uniti e molti altri in tutto il mondo perch´e la Terapia Gerson potesse essere utilizzata dal personale medico come strumento per sconfiggere le malattie degenerative.
Questa infaticabile ed energica donna insegna, istruisce e prepara il personale infermieristico e i cuochi dell’ospedale messicano, nonch´e il personale in accettazione in modo che possa essere in grado di rispondere a eventuali domande dei pazienti e cos`ı perfino gli autisti delle ambulanze e delle automobili attrezzate. Negli ultimi cinque anni `e stata l’autrice della maggior parte dei servizi pubblicati dal bollettino bimestrale Gerson Healing Newsletter e ha scritto molti articoli per pubblicazioni mediche.

Charlotte Gerson non `e una donna straordinaria solo per la sua sorprendente tenacia
ed energia ma anche per il suo aspetto fisico. Pur avendo ottanta anni ha un
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aspetto molto pi`a. Charlotte ha sempre seguito alla lettera
u giovane della sua et`il programma di prevenzione incluso nella Terapia Gerson e grazie a ci`o non ha mai avuto bisogno di portare occhiali o lenti a contatto; non ha bisogno di portare protesi dentarie; la sua pelle `a; non `
e totalmente priva di macchie scure dovute all’et`e affetta n´e da osteoporosi e la sua carnagione e liscia e senza difetti. Poiche´
e da artrite n´`non fa uso di tinture per capelli o di qualsiasi altro tipo di cosmetico, i suoi capelli sono totalmente bianchi e la sua pelle `
e compatta e translucida come l’alabastro. Ha mantenuto il corpo elastico e ben proporzionato e la mente incredibilmente acuta.
Charlotte Gerson, invecchiando con grazia, rimane il simbolo della filosofia medica del padre.
Per diciassette anni Morton Walker, D.M, ha esercitato la professione di specialista delle malattie del piede per poi dedicarsi, negli ultimi trent’anni, unicamente al lavoro di giornalista medico free-lance. Ha pubblicato settantatr´e libri con i pi`u importanti editori come Bantam Books, Simon & Schuster, Prentice Hall, Kensington Books,
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. . . come una foglia nel vento. . .
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Avery G.P Putnam’s Sons, E.P Dutton, Macmillan, M. Evans, Keats, Arco, Devin-Adair, Hampton Roads e molti altri. Ben dodici dei suoi libri sono diventati veri e propri best-seller con 150.000 – 2.000.000 di copie vendute.
Il dottor Walker ha scritto anche 2.250 articoli di clinica medica per una cinquantina di periodici, comprese le rubriche mensili per Health Products Business, Townsend Letter for Doctors & Patients, Healthy & Natural, Nutrition Science News e Explore Professional Journal, per una rivista britannica e due australiane. Le sue opere sono state tradotte in undici lingue e pubblicate in trentanove paesi e il numero continua ad aumentare.
Il suo lavoro `e stato premiato con l’assegnazione di ventitr´e riconoscimenti e diverse medaglie per il giornalismo medico. Nel 1992 il dottor Walker fu insignito dell’Humanitarian Award dalla American Cancer Control Society12 che lo defin`ı ≪il pi`
u eminente giornalista medico specializzato in medicina olistica in tutto il mondo≫.
Nel 1981 ricevette l’Orthomolecolar Award dall’American Institute of Preventive Medicine13 per i suoi ≪prestigiosi risultati nella diffusione della medicina ortomolecolare≫. Nel 1979 Il dottor Walker vinse l’Humanitarian Award che gli fu attribuito dai 1.250 associati dell’American College for Advancement in Medicine14 ≪per l’impegno dimostrato nell’informare l’opinione pubblica americana sulla possibilit`
a di metodi di cura alternativi≫.
L’American Busin