Vai al contenuto


Foto
- - - - -

Lombardia, La Nuova Tv Può Attendere. Digitale Terrestre Rimandato A Ottobre


  • Please log in to reply
Nessuna risposta a questa discussione

#1 arkin

arkin

    The JUMPER of wwsmsclient

  • Moderatore
  • 3061 Messaggi:
  • Sesso:maschio
  • Città:Catania
  • PSM: quello che non ho è quel che non mi manca (Fabrizio De Andrè)

Inviato 03 August 2010 - 10:16 PM

Non è ancora ufficiale ma nella regione la tv digitale dovrà aspettare almeno un mese in più.
Lo switch-off, previsto il 15 settembre, verrà rinviato al 15 ottobre.
Anche Veneto, Friuli, Emilia Romagna e Liguria si preparano a slittare di almeno 30 giorni.
Il rinvio dipende dal nuovo piano nazionale delle frequenze.

Immagine inserita

In Lombardia il digitale terrestre dovrà aspettare almeno un mese in più.
Lo switch-off, previsto il 15 settembre, verrà rinviato di almeno un mese. Non è ancora ufficiale ma c'è l'accordo di tutti: emittenti e ministero. Bisogna solo decidere la nuova data, che sarà una tra il 15 ottobre e il primo novembre. Il rinvio interessa milioni di italiani: oltre ai lombardi, infatti, a metà settembre sarebbero dovuti “emigrare” verso la nuova tv anche gli abitanti delle province di Parma e Piacenza e di tutto il Piemonte orientale. Potrebbe essere il primo rinvio di una lunga serie: anche Veneto, Friuli, Emilia Romagna e Liguria si preparano a slittare di almeno 30 giorni.

Le frequenze fantasma.
Il rinvio è una vittoria delle tv locali, rappresentate da Frt, la Federazione Radio Televisioni. Tutto nasce dal nuovo piano nazionale delle frequenze, che dovrebbe finalmente mettere un po' di ordine e assegnare a tutte le emittenti, locali e nazionali, una o più frequenze per trasmettere i propri canali. Il piano, però, è ancora in alto mare e così in molte regioni regna ancora il caos.

In Lombardia, a poche settimane dallo switch-off (e con agosto in mezzo) nessuna emittente locale sa ancora quali e quante frequenze televisive otterrà. “Impossibile, in queste condizioni, fare degli investimenti” lamenta Rosario Alfredo Donato, direttore di Frt, che chiarisce: “Più volte abbiamo chiesto all'Agcom di non ridursi all'ultimo momento e di pianificare questo switch-off per tempo. L'appello, però, è rimasto inascoltato”. Era successo anche con il Lazio, nell'estate 2009: allora le frequenze vennero assegnate tre giorni prima dello switch-off e le emittenti si adeguarono, “ma stavolta terremo duro”, assicura il direttore di Frt.

Il problema non riguarda solo l'immediato – cioè la Lombardia – ma nel futuro anche il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e l'Emilia Romagna. Qui – dove il passaggio al digitale è previsto tra ottobre e novembre 2010 - le complicazioni sono addirittura internazionali, come spiega Donato: “In queste zone le frequenze potrebbero non bastare, serviranno accordi con paesi vicini come Croazia e Slovenia, altrimenti qualche emittente rischia di restare fuori dalla nuova televisione”.

Una grana che si potrà risolvere soltanto con il nuovo piano nazionale delle frequenze. Nell'attesa, però, la soluzione potrebbe essere – anche in questo caso - il rinvio. Di qui l'idea di far slittare tutti gli switch-off previsti di qui a fine anno di almeno un mese. L'Emilia Romagna, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia da ottobre a novembre e la Liguria da fine novembre ai primi mesi del 2011.

Adiconsum, una delle associazioni di consumatori che segue più da vicino la questione del digitale terrestre, appoggia il rinvio, purché non superi i 30 giorni. “Bisogna capire le ragioni delle piccole emittenti, che con l'avvento del digitale terrestre hanno già avuto tanti disagi” spiega Mauro Vergari, responsabile del settore Tc. “Un rinvio di un mese non cambia nulla al consumatore e siamo sicuri che nel frattempo il nodo-frequenze possa sciogliersi con soddisfazione di tutti”.

Ordinamento canali: verso una soluzione. L'altro motivo del rinvio in Lombardia è la famigerata Lcn, cioè la numerazione dei canali. Fin quando non si risolverà il problema dell'ordinamento sul telecomando, le tv locali preferiscono ritardare.

Si tratta, infatti, di un tema molto delicato intorno al quale si è scatenata una guerra tra grandi e piccole emittenti per stare più avanti possibile nella numerazione (ne avevamo parlato nel febbraio 2010). Una guerra in cui gli unici a perdere sono i consumatori, con canali che si spostano da un numero all'altro dal giorno alla notte.

L'Agcom ha finalmente stabilito un ordine cui dovranno attenersi tutti. Il problema è che, prima che la nuova numerazione diventi operativa, ci vorranno settimane. Salvo modifiche dell'ultima ora, l'ordinamento – che ogni telespettatore potrà modificare a suo piacimento, senza vederselo cambiare all'improvviso – sarà questo:

Dall'1 al 9: canali nazionali “storici”, cioè provenienti dalla vecchia tv analogica
Dal 10 al 19, dal 100 al 119 e dal 200 al 219: canali locali
Dal 20 al 71: i canali nazionali divisi per argomento (semigeneralisti, bambini e ragazzi, informazione, cultura, sport, musica, televendite).
Dal 71 al 99: altri canali locali
Dal 301 al 399 e dal 401 al 499 i canali a pagamento
Le singole posizioni 0, 100, 200, 300, 400, 500, 600, 700, 800, 900 sono state riservate alle guide programmi, canali a mosaico e guide alla navigazione.

( fonte repubblica.it, 3 agosto 2010 )

:sure:




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi